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Tabù nella società: significato, etimologia e tipi principali

I tabù nella società: ciò che resta proibito

Un tabù, nella società, è generalmente una forte proibizione relativa ad un comportamento, come se fosse qualcosa di sacro o proibito: infrangere un tabù è solitamente considerata cosa ripugnante e vergognosa. All’interno di questo articolo scopriamo tutto ciò che c’è bisogno di sapere riguardo ai tabù e alla loro storia.

Quali sono i principali tipi di tabù?

Categoria di tabù Esempi storici e sociali
Azioni Mangiare, bere, lasciare avanzi di cibo.
Persone Capi, re, guerrieri, donne durante la mestruazione e il parto.
Oggetti e parole Armi, sangue, capelli, nomi di divinità o di morti.
Corpo e sessualità (moderni) Abbigliamento femminile, ciclo mestruale, aborto, sesso, omosessualità.

Etimologia e storia del termine tabù

Il termine deriva dal polinesiano tapu, ed è presente in numerose culture polinesiane. Esso originariamente indicava qualcosa di sacro, riservato o proibito per motivi religiosi o culturali e si era legati all’idea che l’infrazione di un tabù potesse portare punizioni divine o disgrazie per l’individuo o la comunità. Secondo gli antropologi infatti, il tabù era visto come un modo per gestire il rapporto con il sacro, regolando contatti con entità potenti o luoghi ritenuti pericolosi. Il termine entrò nel linguaggio europeo grazie all’esploratore britannico James Cook, che lo riportò durante i suoi viaggi nel Pacifico alla fine del Settecento: è da qui che molti tabù si sono trasformati da divieti religiosi o sacri in norme culturali o sociali; per questo, quando noi ‘infrangiamo’ un tabù, non sbagliamo dal punto di vista della legge, ma dal punto di vista morale e culturale. Difatti, il neurologo e psicanalista austriaco Sigmund Freud e altri studiosi hanno visto i tabù come modi in cui le società formano confini tra ciò che è accettabile o inaccettabile, spesso riflettendo ansie psicologiche o strutture sociali profonde.

I tipi di tabù secondo l’antropologo James Frazer

Tabù nella società: ciò che resta proibito
L’antropologo scozzese James Frazer nel 1933. (Wikipedia, Adam sk ~commonswiki)

L’antropologo scozzese James Frazer nella sua opera Il ramo d’oro (1915) ha studiato i diversi tipi di tabù in varie civiltà ed epoche, ed ha distinto:

  • i tabù di azioni: ad esempio sul mangiare e sul bere, sul lasciare avanzi di cibo;
  • i tabù di persone: come di capi e di re, di guerrieri, di persone in lutto, di donne durante la mestruazione e il parto;
  • i tabù di oggetti: come di armi taglienti e aguzze, del sangue, della testa, dei capelli e delle unghie tagliate, degli sputi, dei cibi, di nodi e anelli;
  • I tabù di parole: come nomi di persona, di parenti, dei nomi di morti, di nomi di re e di personaggi sacri, di nomi di dei.

A parte quelli di James Frazer, vi sono altri tabù nella società di cui vale la pena parlare, e che non sono necessariamente sbagliati. Ad esempio, le donne sono molte volte oggetto di tabù per il modo in cui potrebbero vestirsi, ad esempio mostrando, secondo i canoni imposti dalla società, ‘troppo’ il seno oppure le natiche. Inoltre, le ragazze hanno spesso paura di parlare, anche fra amiche, del proprio ciclo mestruale o del tema dell’aborto, come se fossero qualcosa di sacro ed intoccabile, di cui non bisogna parlare. Questo è perché viene insegnato fin da piccole che il sangue mestruale può essere qualcosa di disgustoso, da nascondere e da coprire, e che per una donna l’essere madre è tutto e che la gravidanza è una cosa bellissima, alimentando la vergogna e l’imbarazzo nel parlare di queste cose. Tutto questo sottolinea come, molte volte, le donne non siano completamente libere di scegliere cosa fare della propria vita per dei canoni che le impongono di vestirsi, comportarsi e parlare in un determinato modo. Un altro tabù non necessariamente sbagliato e che riguarda anche le donne, è quello del sesso: all’interno della nostra società occidentale parlare di sesso molte volte viene percepito come volgare o maleducato, facendo sì che i bambini e gli adolescenti non abbiano un’educazione sessuale adeguata. Inoltre, soprattutto le donne molto spesso sono spronate a non parlarne, poiché secondo la società una donna che parla di sesso viene vista come una ‘poco di buono’. Le ragazze vengono anche spronate a preservare la propria verginità ed a vedere il sesso come un qualcosa che si fa solo con la persona che amerai per tutta la vita, oppure ad aspettare direttamente fino al matrimonio, oltre al fatto che tantissime donne e anche uomini non sanno assolutamente nulla del piacere femminile, poiché molte volte viene messo al centro solo quello maschile. L’ultimo tabù che la nostra società ha reso tale è quello dell’omosessualità, sia maschile che femminile, poiché molte persone gay, lesbiche e bisessuali devono fare i conti con insulti omofobi, stereotipi che vediamo tutti i giorni tramite i social e tanta ignoranza.

Come si evolvono i tabù nella società di oggi

Oggigiorno viviamo all’interno di una società che, finalmente, sta cercando di sdoganare vari tabù, come ad esempio quello del sesso, facendo sì che vi siano tantissime donne e uomini per le strade a manifestare contro questi canoni imposti dalla società, e l’abbiamo visto soprattutto durante il Movimento del 1968, in cui tantissime persone in tutto il mondo si sono riunite in piazza per abbattere questi tabù. Oggi fortunatamente molte cose non sono più considerate tabù nella società, ma c’è ancora tanta strada da fare poiché, soprattutto in Italia, molto spesso vi è una società retrograda che si rifiuta di andare avanti e rimane radicata nelle proprie convinzioni, alimentando ignoranza. Ma, per fortuna, oggi si sta cercando di abbattere tutto questo e di andare avanti, facendo sì che vi sia una società più aperta alla diversità e al dialogo.

 

Fonte immagine in evidenza: DepositPhotos

Psicoanalisi e dinamiche sociali — Le teorie di Freud, Jung e gli archetipi collettivi ci spiegano l’origine profonda dei nostri schemi relazionali e dei tabù contemporanei. Questo tema fa luce sui fili invisibili che ci legano. Per continuare il viaggio nell’inconscio umano, consulta Psicologia e inconscio.

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