Naxos, l’isola delle Cicladi tra meraviglia e storia

Naxos, l'isola delle Cicladi tra meraviglia e storia

Naxos, isoletta delle Cicladi: cosa sapere e perché visitarla

Considerate come le perle dell’Egeo, le isole Cicladi – Creta, Mykonos, Santorini, Paros…- costituiscono uno degli arcipelaghi greci più belli e apprezzati della penisola.

Quella di Naxos è l’isola più grande e più densamente abitata, ma anche la più variegata per paesaggi: colline e montagne, valli di vigne, torrenti che rendono il territorio fertile, immense spiagge (100km di costa) ventilate dal maltemi (vento tipico dell’Egeo) che regala esperienze uniche per gli appassionati di windsurfing o per chi volesse cimentarsi in sport d’acqua (la meta prediletta dei surfisti è Mikri Vigla). Spiagge gettonatissime sono anche Agia Anna o Plaka nella costa settentrionale o, per chi è in cerca di intimità, spiagge come quella di Psili Ammos, situate nella parte orientale dell’isola e poco frequentate.
La cima più alta dell’isola oltre che di tutte le Cicladi, è quella del monte Zas (1004 m) raggiungibile in circa 3 ore che valgono la vista mozzafiato che offre.

Prospera di risorse naturali, archeologiche e dionisiache, Naxos è un interessantissimo paradiso terrestre dove non ci si annoia mai. Il clima poi, è perfetto:  estati temperate e inverni di  14/18 gradi.

Storia e mito sull’isola di  Naxos

Nel cuore delle acque egee, l’isola di Naxos è culla di storia e mito. Le testimonianze del passato costellano l’intera isola; è possibile visitare torri e castelli medievali, monasteri fortificati, chiese bizantine e siti archeologici.

Portara, o la Grande Porta, è l’icona dell’isola di Naxos. Sorge sul piccolo promontorio di Palatia, quello che secondo il mito fu il luogo in cui Arianna venne abbandonata da Teseo dopo che il giovane riuscì a sconfiggere il Minotauro proprio grazie al “filo di Arianna”.

Portara era l’ingresso del tempio dedicato ad Apollo, è infatti rivolta verso Delos, la città natia del Dio. Intorno al 530 a.C., l’allora tiranno Ligdami, aveva in mente un progetto maestoso per la costruzione di un tempio che esaltasse Naxos in bellezza e maestosità. Quando il re Ligdami fu sconfitto dagli Spartani, l’opera venne interrotta e, porta e mura esterne a parte, non fu mai conclusa. Durante il Medioevo venne costruita una basilica cattolica oltre la porta, mentre sotto il dominio veneziano il materiale fu utilizzato per la costruzione di altri edifici. Quando anche le mura furono spoliate per mano dei Turchi, la porta marmorea fu l’unica che sopravvisse perlopiù grazie alla sua imponenza: era troppo pesante per riuscire a spostarla. (20 tonnellate per ognuno dei 4 blocchi che la compongono).

Il momento migliore per godersi Portara è sicuramente il tramonto.

Alcuni credono invece che il tempio fosse dedicato a Dionisio (Secondo il mito, Naxos è la sua terra natia) che proprio presso Palatia trovò Arianna, la portò in salvo su di un carro trainato da pantere per poi sposarla.

Lo stile architettonico di Naxos è quello tipico delle Cicladi. Paesini pittoreschi, case dipinte di bianco circondate dal blu del mare e dall’azzurro del cielo. Tra i centri urbani più importanti vi è il capoluogo Chora, diviso in quattro quartieri.

Il quartiere di Kastro è la parte più antica di Chora e offre testimonianza del dominio veneziano sull’isola. È infatti possibile imbattersi in villette veneziane contrassegnate da antichi stemmi nobiliari. Esempio è la residenza della famiglia veneziana Rocca-Barozzi, ora divenuta “Museo Veneziano Della Rocca-Barozzi”. Kastro è come una piccola cittadina fortificata fatta di palazzi che si erigono a mo’ di mura protettive  intorno al castello di Chora, risalente al tempo del ducato veneziano di Marco Sanudo. Altri quartieri sono Porto, il lungomare che accoglie i turisti, Bourgos al di fuori delle mura di Kastro e Grotta.

Ma l’autentica ricchezza è tutta custodita nei villaggi di Naxos dove le tradizioni si mantengono vive e il sapore della vita lunghissima dell’isola diventa intenso, percepibile con tutti i sensi. Nel villaggio di Apeiranthos (Apeirados), per esempio,  si trova un piccolo museo folcloristico e una chiesa, la “Panagia Apeiralitissa“, che conserva icone bizantine. È proprio nel cento di  Apeirados che è ubicata la “Cooperativa delle donne”: qui è possibile acquistare tutti i prodotti artigianali come i ricami che le donne del luogo realizzano con il tradizionale telaio manuale chiamato krevataria.
Da asseggiare è il liquore locale di cedro, il Kitron, in buona compagnia, seduti ad un kafeneio, avvolti dalla bellezza e cullati dalla spensieratezza.

Fonte immagine di copertina: link.

Fonte immagine Portara: link.

 

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