Il mito della sirena Partenope, come nasce una città

La sirena Partenope

«Parthenope non è morta, Parthenope non ha tomba, Ella vive, splendida giovane e bella, da cinquemila anni; corre sui poggi, sulla spiaggia. E’ lei che rende la nostra città ebbra di luce e folle di colori… è lei che fa contorcere di passione, languire ed impallidire d’amore la città» (Matilde Serao)

Come tutte le cose che riguardano la città di Napoli, anche la sua fondazione affonda le radici nel mito e nella suggestione. La nascita di Napoli si intreccia alle vicende di Partenope, figura leggendaria nella quale confluiscono molteplici simboli e miti, echi lontani che giungono a noi dalla lontana Magna Grecia. La stessa identità di Partenope e la sua sorte sono state declinate in interpretazioni discordanti tutte unite da un tratto struggente e passionale che sembra sposarsi perfettamente con la natura della città cui Partenope ha dato i natali.

Così di mito in mito, Partenope è dapprima una sirena dal volto virginale che vive tra gli scogli vicino Positano (Li Galli) con le sorelle Ligea e Leucosia. Le tre sirene, figlie della Musa Melpomene e del fiume greco Acheloo, ci vengono descritte da Omero (Odissea, canto XII) come figure femminili crudeli e ammaliatrici che con il loro canto melodioso spingevano i marinai a gettarsi in mare nel tentativo di raggiungerle, andando incontro alla morte. La maledizione che le accompagna le condanna ad una tragica fine quando il loro canto e le loro lusinghe vengano respinte da un uomo. Così Partenope e le sue sorelle vengono condannate a morte dall’astuzia di Ulisse. L’eroe, avvertito del pericolo dalla maga Circe, attraversa il tratto di mare dove risiedevano le sirene legato all’albero maestro della sua nave e impone ai suoi marinai di tapparsi le orecchie. Le tre sirene intonano invano il loro canto e, sopraffatte dalla vergogna del rifiuto, si gettano dagli scogli. La corrente ne trascinerà le spoglie verso coste lontane, Partenope viene condotta tra gli scogli dell’isolotto di Megaride dove sorgeva un insediamento di coloni greci. Raccolta dai pescatori, Partenope sarà venerata come dea protettrice della città che stava sorgendo e le sue spoglie custodite in un sepolcro eretto nel medesimo luogo dove oggi sorge il Castel dell’Ovo.

Ancora in molti racconti popolari, ripresi dalla scrittrice Matilde Serao, Partenope è una fanciulla di origine greca perdutamente innamorata dell’eroe ateniese Cimone ma promessa dal padre ad  Eumeo. Per sfuggire all’indesiderato matrimonio, Partenope decide di scappare insieme a Cimone approdando sulle coste campane. Il loro arrivo nella nuova terra è celebrato dalla natura che dal quel momento comincia a produrre una rigogliosa vegetazione creando per i due amanti un vero e proprio paradiso. Qui i due giovani vissero il loro amore e furono in seguito raggiunti dai propri familiari. Partenope diede alla luce 12 figli e venne consacrata come madre del popolo napoletano che grazie e a lei cominciava a popolare quella terra paradisiaca.

Un’altra variante del mito di Partenope si diffonde nell’800 e ci restituisce nuovamente l’immagine di una sirena che abitava lungo le coste del Golfo di Napoli. La bellissima sirena incontra il centauro Vesuvio, i due colpiti dal dardo di Eros si innamorano perdutamente. Ma in un impeto di gelosia Zeus, a sua volta innamorato di Partenope, decide di dividere i due amanti trasformando Vesuvio in un vulcano e relegandolo ai confini del golfo. Disperata per l’amore perduto, Partenope si toglie la vita e il suo corpo viene trascinato sulla spiaggia di Megaride dove si dissolve assumendo le sembianze della città di Napoli.

Il mito di Partenope ricorre frequentemente nella letteratura classica e nel corso dei secoli si arricchisce di interpretazioni, dettagli e sfumature sempre nuovi. Elementi costanti nelle molteplici narrazioni sono l’amore struggente che arde nel cuore della sirena e il destino tragico e melodrammatico che l’attende. Passione bruciante e teatrale drammaticità sono le due anime che la città custodisce, il marchio indelebile che le ha lasciato la bellissima sirena che le ha dato identità e destino.

 

Fonte immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Partenope_(sirena)

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A proposito di Rossella Siano

Napoletana di nascita e per vocazione. Appassionata di letteratura e scrittura nonostante la scelta di una professione molto poco poetica. Provo ad aggiungere poesia attraverso la condivisione di pensieri ed emozioni in queste pagine.

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