Sostanze psicotrope: le protagoniste dei riti sacri

Sostanze psicotrope

Nelle popolazioni native americane esistono da millenni cerimonie sciamaniche che utilizzano sostanze psicotrope ricavate dalle piante. Anche in Europa capita che si parli di questi riti a causa di fatti di cronaca, talvolta diffondendo informazioni poco precise e generando allarmismo. Un caso da analizzare è quello nella valle del Sora River, in Bolivia, di un astuccio in materiale animale contenente non solo i resti di tre piante psicoattive, ma anche un pregiato arsenale per indirizzarle al consumo: molto probabilmente si tratta di una borsa di uno sciamano vissuto un migliaio di anni fa. All’interno dell’astuccio c’erano sostanze come cocaina e una sostanza prodotta dalla sua trasformazione, la benzoilecgonina. Il materiale è venuto alla luce in maniera imprevedibile, mentre gli archeologi dell’Università della California Berkeley e della Penn State University erano impegnati a ritrovare i resti di insediamenti umani all’interno delle grotte di pietra nel sudovest della Bolivia.

In riferimento alle sostanze psicotrope bisogna sottolineare che il loro uso avviene soprattutto in riti sacri, per scopi terapeutici e mai ricreativi. Per approfondire la normativa italiana sulle sostanze, è possibile consultare le tabelle del Ministero della Salute.

Ayahuasca: il decotto amazzonico

Con questo termine si indica una delle sostanze psicotrope, più nello specifico un decotto amazzonico a base di DMT (una sostanza che viene prodotta dalla ghiandola pineale del cervello umano durante la fase REM), che si ottiene bollendo la liana Banisteriopsis caapi e le foglie del chacruna, ossia un arbusto. Tradizionalmente questa sostanza psicotropa viene usata sotto la supervisione di un curandero: una guida sciamanica che prepara e accompagna chi la assume durante il viaggio (della durata di 7 ore).

Quali sono gli effetti di questa sostanza psicotropa?

Dopo circa 30 minuti, iniziano nausea e dissenteria; per questo è necessaria una dieta adeguata nei 2-3 giorni precedenti. Dopo 2 ore iniziano forti allucinazioni e alterazioni della coscienza. Il curandero, in questo caso, aiuta chi è in difficoltà e accompagna il viaggio con canti tradizionali chiamati icaros. La durata della cerimonia è di 7 ore al termine della quale gli effetti benefici sull’umore possono durare giorni o mesi. Gli effetti di questa sostanza psicotropa sono così sorprendenti che alcuni psichiatri la stanno testando per curare disturbi come la depressione cronica, il PTSD (disturbo post traumatico da stress) e le dipendenze. È importante sottolineare che tale cerimonia è sconsigliata per chi ha patologie cardiovascolari o soffre di disturbi psichiatrici come la schizofrenia.

Peyote e San Pedro: i cactus sacri

Sono entrambi cactus: il primo si trova in Messico, il secondo in Ecuador e Perù, ma è diffuso anche altrove, come in Italia, dove viene usato come pianta ornamentale. Si tratta di sostanze psicotrope meno potenti, accomunate dal loro principio attivo, la mescalina, una molecola psicoattiva che causa allucinazioni, euforia, percezione alterata del tempo e sdoppiamento della coscienza.

Caratteristiche delle cerimonie con peyote e San Pedro

Tipo di cactus Dettagli del rituale
Peyote Si consuma nel tipi al tramonto con canti
San Pedro Rituale diurno davanti alla mesa sacra
Principio attivo Mescalina per entrambe le piante

Il peyote era al centro di un culto che si diffuse tra gli indiani del sud e del sudovest. Questa sostanza psicotropa viene raccolta e lasciata essiccare; al tramonto ci si raduna nel tipi, ossia la tipica tenda dei nativi americani. L’ambiente viene purificato con fumi di salvia e cedro rosso dal curandero. Il peyote essiccato viene masticato e ingerito sotto forma di bottoni o bevuto sotto forma di distillato. Dopo una leggera nausea, si inizia a percepire uno dei sintomi delle sostanze psicotrope, ossia uno sdoppiamento della coscienza con la sensazione di star vivendo un momento di profonda connessione con il sacro. Infine, si trascorre la notte cantando, pregando o ballando. Tuttavia, i missionari contrastarono il suo utilizzo stigmatizzando questo rito come diabolico e blasfemo.

Per quanto riguarda il San Pedro, il curandero affetta questa sostanza psicotropa e la fa bollire insieme ad altre erbe. Si rimane soli con la guida spirituale davanti alla “mesa“, la tavola sacra su cui vengono disposti cimeli di famiglia e manufatti antichi. Prima della cerimonia, della durata di otto ore, è necessario seguire una dieta specifica escludendo la carne rossa, i grassi, le spezie, l’alcol. Viene bevuto il decotto, che risulta amaro e viscoso, e da quel momento la sostanza psicotropa causa degli effetti psichedelici: senso di apatia sognante e di espansione mentale. Le cerimonie possono essere diurne o notturne, ma è proprio durante il giorno che avvengono i risultati migliori. Di giorno è possibile mirare la bellezza del mondo e osservare come tutto sia collegato. La natura determina le rivelazioni e alla luce del giorno si può vedere in maniera più nitida ed è per questo che bisogna tenere le cerimonie al sole, perché San Pedro è luce.

Aspetti legali delle piante psicotrope

Alcune sostanze psicotrope sono illegali come il peyote e anche l’ayahuasca, che è stata vietata in Italia da un decreto del 2022. Invece, il San Pedro è legale e diffuso, ma l’estrazione della mescalina è molto complessa.

Fonte dell’immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 11/12/2025

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