Il momento di una nuova intervista a tema tennis è arrivato, dopo aver intervistato negli ultimi mesi Arianna Zucchini, Laura Mair, Corinna Dentoni, Federica Urgesi è il momento di andare alla scoperta di Alessandra Mazzola. Nata in Belgio a Bruxelles, la classe 1999 ha da poco raggiunto il suo best ranking e punta sempre più in alto. Ecco l’intervista esclusiva.
| Dettaglio biografico e sportivo | Informazioni principali |
|---|---|
| Luogo e anno di nascita | Bruxelles (Belgio), 1999 |
| Superficie preferita | Terra battuta |
| Primo successo internazionale | 15k di Torelló |
| Miglior colpo | Dritto |
| Best ranking raggiunto | Numero 375 WTA |
- La nascita della passione per il tennis, l’emozione per il primo successo ed un bilancio stagionale
- Best ranking, obiettivi e colpo migliore (e quello da provare a migliorare)
- Il torneo dei sogni ed i modelli di Alessandra Mazzola
La nascita della passione per il tennis, l’emozione per il primo successo ed un bilancio stagionale
Ciao Alessandra, grazie mille per averci concesso quest’intervista. La prima curiosità che mi viene da chiederti è come è nata la tua passione per il tennis?
La mia passione per il tennis è nata un po’ per caso. Sono nata in Belgio e lì ho trascorso i primi anni della mia vita. Le mie amichette giocavano a tennis, così i miei genitori hanno portato anche me al campo e ho iniziato ad appassionarmi a questo sport, giocando con le palline di spugna. Quando poi mi sono trasferita in Italia, ho iniziato a frequentare un circolo, anche se dai sette ai vent’anni il tennis non è mai stato la mia attività principale, perché lo studio aveva comunque un ruolo molto importante. Dai ventidue anni ho iniziato a intraprendere anche un percorso internazionale e, dai ventiquattro in poi, ho cercato di vivere il tennis nel modo più professionale possibile.
Hai vinto il 15k di Torelló nella scorsa stagione. Che emozioni hai provato?
Venivo da un periodo abbastanza negativo e, per questo motivo, io e il mio allenatore abbiamo deciso di iscriverci a un torneo sul cemento, una scelta piuttosto particolare, visto che la mia superficie preferita è la terra battuta. Abbiamo scelto questo torneo per staccare un po’ da quelle che potevano essere le aspettative che avrei avuto giocando sulla terra. Ricordo che il primo match è stato davvero complicato e non avevo buone sensazioni. Poi, per fortuna, sono riuscita a vincerlo e, partita dopo partita, mi sono sentita sempre meglio. Il momento di svolta è arrivato nei quarti di finale: ero sotto di un set e anche nel secondo mi trovavo a rincorrere la mia avversaria. Sono riuscita a rimontare e a vincere la partita, poi sono arrivate la semifinale e la finale. Nell’ultimo atto affrontavo una ragazza con una classifica migliore della mia e un gioco più adatto a questa superficie, quindi non ero la favorita. Proprio per questo, quando ho messo a segno il punto decisivo, non riuscivo a crederci, soprattutto perché non avrei mai immaginato di vincere il mio primo torneo su una superficie non ideale per il mio tipo di gioco.

Quest’anno ancora non è arrivato un titolo, ma tante ottime prestazioni, come la finale di Caserta. Ti senti in crescita? Sei soddisfatta di quanto stai esprimendo?
Sì, sono soddisfatta di quanto ho fatto finora in questa stagione. Ci sono stati alcuni momenti complicati, cosa normale perché non si può essere sempre al massimo della condizione. In particolare, dopo le prequalificazioni che ho giocato a Roma, ho attraversato alcune settimane difficili. Questo, però, può avermi aiutato ad arrivare nella giusta condizione al torneo di Caserta. Non è che avessi aspettative basse, visto che anche nella passata edizione avevo raggiunto i quarti di finale, ma di sicuro non pensavo di poter arrivare fino alla finale. A Caserta mi sono sentita bene fin dalle prime partite ed è mancata soltanto la ciliegina sulla torta. Sono state però davvero importanti le sensazioni che ho provato sia in campo sia fuori, anche perché è un torneo a cui sono molto legata.
Best ranking, obiettivi e colpo migliore (e quello da provare a migliorare)
Qual è il tuo colpo migliore? E quello su cui vorresti migliorare?
Al momento il mio colpo migliore è il dritto: è quello con cui costruisco il mio gioco e con cui riesco a mettere a segno più vincenti. Il colpo su cui vorrei migliorare maggiormente è invece il servizio, perché, anche per la mia struttura fisica, non riesco a servire molto forte. Per questo motivo sto lavorando tanto sulla precisione, anche se sono consapevole che questo è un po’ il mio tallone d’Achille.
Hai raggiunto da pochissimo il tuo best ranking. Che sensazione provi a essere la numero 375 della classifica WTA? E che obiettivo hai per il proseguimento della stagione?
Se due anni fa mi avessero detto che sarei arrivata al numero 375 del mondo, di sicuro non ci avrei creduto. In quel periodo stavo anche valutando se smettere di giocare, ma per fortuna non l’ho fatto. Sono rimasta a lungo in una sorta di limbo tra la posizione numero 500 e la 400: fare il salto di qualità è complicato, ma per fortuna ci sono riuscita grazie alla finale di Caserta. Questo risultato mi ha aiutata molto a crescere in consapevolezza, perché vedere il numero tre davanti alla propria classifica è qualcosa che dà fiducia nei propri mezzi, fa crescere l’autostima e offre anche la possibilità di disputare i tornei WTA. Sono tornei fondamentali, perché permettono di crescere molto e, dal punto di vista della classifica, assegnano anche più punti. L’obiettivo è cercare di raggiungere le qualificazioni dei tornei dello Slam, che rappresentano il mio prossimo grande traguardo.

Il torneo dei sogni ed i modelli di Alessandra Mazzola
Qual è il torneo che più di tutti sogni di giocare?
Sicuramente il torneo dei sogni è il tabellone principale di Roma che, per noi italiani, rappresenta il massimo. Ho già disputato le prequalificazioni, ma ovviamente vivere il torneo da protagonista nel tabellone principale sarebbe tutta un’altra emozione. Poi, naturalmente, c’è anche il sogno di partecipare ai tornei dello Slam e quello che più di tutti vorrei giocare è il Roland Garros, anche per via della superficie. È infatti l’unico dei quattro Slam che si disputa sulla terra battuta, la superficie che amo di più e che meglio si adatta al mio gioco.
C’è una tennista del presente o del passato a cui ti ispiri?
Da piccola ero innamorata di Maria Sharapova, anche se il suo stile di gioco era molto diverso dal mio. Nel tennis di oggi, invece, mi piace molto vedere giocare Elina Svitolina: ha un tennis che trovo davvero molto bello e a cui cerco di ispirarmi.
Ancora un grande grazie ad Alessandra Mazzola per averci risposto a queste domande. Noi di EroicaFenice ti facciamo un grande in bocca al lupo e continueremo a seguirti ed a fare il tifo per te!
Fonte immagini: foto di Ethan Garnier @stillsbystokes / foto fornita dall’intervistata

