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Soul Eater: la rappresentazione della morte e dell’aldilà

Soul Eater

Soul Eater è un manga scritto e disegnato da Atsushi Okubo. La serie è stata trasposta in un anime di 51 episodi, realizzato dallo studio Bones.

La storia è sviluppata in un mondo in cui il male dilaga portando alla follia gli uomini. Esiste una scuola nella città immaginaria di Death City situata nella Death Valley, in Nevada, che addestra giovani all’uso delle armi per la lotta contro il Kishin. I ragazzi sono i “Maestri d’armi”, il cui obiettivo è raccogliere 99 anime malvagie ormai divenute uova kishin e un’anima di strega, da far mangiare al proprio partner, ovvero colui che possiede il potere di trasformarsi in “Arma” per farla divenire Falce della Morte. I maestri seguono missioni volute dal preside che sono chiamate lezioni di recupero, la maggior parte delle quali è raccogliere anime prave.

Il fondatore della Shibusen, ovvero Shinigami Buki Shokunin Senmon Gakkō tradotto in “Scuola di specializzazione per armi e maestri di Shinigami”, non è altro che il dio della morte, che assolve anche alla funzione di preside.

Lo scopo finale della scuola è di mantenere la pace attraverso l’eliminazione di coloro che si immergono nell’oscurità o che commettono crimini verso gli uomini, e ad impedire che sorga un nuovo kishin. Shinigami lo sconfisse in battaglia imprigionandolo in un’area sotterranea della scuola.

La morte e la cultura giapponese in Soul Eater

La morte e la cultura giapponese sono un tema affascinante in Soul Eater. La serie presenta una visione unica della morte e dell’aldilà, ispirata alla mitologia e alla cultura giapponese. Molti sono gli aspetti che si possono notare in Soul Eater che abbracciano la mitologia giapponese:

Fonte immagine: Crunchyroll https://imgsrv.crunchyroll.com/cdn-cgi/image/fit=contain,format=auto,quality=70,width=320,height=180/catalog/crunchyroll/f5f7ac15029a636e3c6822e34fb53c29.jpg

Shinigami è l’esempio perfetto per una rappresentazione della morte nella cultura giapponese. È un personaggio molto interessante in Soul Eater. Come dio della morte, ha un ruolo centrale nella gestione della morte e dell’aldilà. La sua personalità è molto carismatica e potente, ha una voce stridula e un aspetto piuttosto eccentrico ma è anche molto distaccato e impassibile. La sua personalità è influenzata dalla sua posizione di dio della morte dal suo ruolo nell’universo. In molte situazioni mostra un gran senso dell’umorismo ma non si scoraggia per essere una guida perfetta per molti studenti della Shibusen.

Altro aspetto importante che possiamo notare in Soul Eater è la morte come un passaggio nell’aldilà. Nella serie, la morte non è rappresentata come una fine definitiva, ma piuttosto come un passaggio a un’altra esistenza. Questo è un riflesso coerente con la visione giapponese poiché l’aldilà è un luogo di pace e liberazione dove i defunti possono fare fine alle proprie sofferenze.

Un ulteriore elemento degno di nota è che la serie utilizza la simbologia della morte e della resurrezione per rappresentare la trasformazione e la rinascita dei personaggi. Nella cultura giapponese, la morte e la resurrezione sono spesso associate al concetto di “rinascita” e “trasformazione”. Questo è riflesso in Soul Eater, dove la morte e la resurrezione sono rappresentate come un’opportunità per cambiare e crescere. Questo può essere paragonato alla rinascita dei personaggi morti; questi ultimi risorgono con nuove abilità e nuove prospettive.

Fonte immagine in evidenza: Prime Video https://www.primevideo.com/-/it/detail/Soul-Eater/0MKMWS1C83NDI4SVYDK3WJHALQ

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