La fibra ottica in Italia accelera sul piano infrastrutturale ma riscontra una forte resistenza nell’adozione da parte dell’utenza finale. Nel 2026, la rete ultraveloce FTTH (Fiber to the Home) raggiunge il 77,19% delle famiglie, ma appena il 30% dei nuclei familiari ha effettivamente attivato un abbonamento. Questo divario evidenzia come lo sviluppo dei cantieri non si traduca in modo automatico nella diffusione reale della connettività sul territorio.
I dati emergono dall’analisi strutturata Quanto siamo connessi? Copertura e qualità della fibra in Italia, realizzata da VIVI Energia, che fotografa lo stato della connettività ultraveloce, i costi medi di abbonamento e le discrepanze tra le diverse regioni.
| Parametro di rete | Dati nazionali 2026 | Dettagli territoriali rilevanti |
|---|---|---|
| Copertura FTTH | 77,19% delle famiglie italiane | Sicilia in testa con l’89%, Valle d’Aosta ultima al 59% |
| Tasso di adozione | 30% (circa 6,18 milioni di contratti attivi) | Palermo guida le città con il 95% di copertura |
| Costo medio mensile | 26,15 euro per fibra FTTH | Rispetto a 25,85 euro delle tecnologie precedenti (+0,30 euro) |
| Crescita annuale | Picco in Sardegna con +25,43% | Unica flessione registrata in Liguria con -0,71% |
Indice dell’analisi
I costi della connettività e il freno all’adozione
A fronte di una copertura ormai capillare, solo circa 6,18 milioni di famiglie hanno scelto la connessione FTTH. A incidere sulle decisioni di acquisto è il fattore economico. Il canone medio mensile della fibra ultraveloce si attesta a 26,15 euro, contro i 25,85 euro delle tecnologie precedenti di vecchia generazione. Una forbice di appena 30 centesimi di euro che continua a rappresentare una barriera di spesa percepita per molti utenti, che preferiscono mantenere le vecchie linee in rame o misto-rame.
Le asimmetrie territoriali: la mappa della fibra FTTH
La disponibilità della rete ultraveloce non segue una traiettoria uniforme da nord a sud. Le regioni meridionali guidano l’indice di capillarità; la Sicilia si posiziona al primo posto con l’89% di copertura domestica, seguita dal Molise all’86% e dalla Puglia all’84%. Anche il Lazio (83%) e l’Abruzzo (81%) registrano performance elevate. All’estremità opposta della rilevazione si colloca la Valle d’Aosta, dove la copertura si ferma al 59%, segnando il valore minimo nazionale a causa delle complessità geografiche del territorio montano.
La classifica delle città: Palermo davanti a Milano
L’analisi dei centri urbani evidenzia il primato dei capoluoghi del Mezzogiorno. Palermo guida la classifica nazionale con il 95% delle abitazioni cablate in FTTH, seguita da Bari al 94% e dalla provincia di Barletta-Andria-Trani al 93%. Milano si posiziona al decimo posto con il 90% di copertura. Restano escluse dalle prime dieci posizioni grandi aree metropolitane come Roma, Napoli e Torino, confermando una progressione infrastrutturale disorganica che penalizza alcuni dei principali poli produttivi e amministrativi del Paese.
I trend di crescita: l’accelerazione in Sardegna
La progressione dei lavori registra ritmi differenziati. La Sardegna rileva l’incremento più consistente con un balzo del +25,43% di nuove abitazioni collegate nel corso dell’anno. La Liguria rappresenta l’unico dato negativo del panorama nazionale, evidenziando una lieve riduzione della copertura pari al -0,71%, determinata dalla disattivazione di vecchi nodi di rete o da ricalcoli nelle aree bianche.

