Ingredienti J-beauty: 6 da conoscere

Ingredienti J-beauty: 6 da conoscere

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di J-beauty, ma che cos’è? E quali sono gli ingredienti che vengono utilizzati? Quando si parla di J-beauty si fa riferimento alla skincare impiegata in Giappone: è il raggiungimento di una pelle sana attraverso la prevenzione, mediante l’utilizzo di ingredienti naturali che non vanno ad appesantire la pelle. Molto diversa dalla skincare occidentale, quella giapponese si distingue per l’impiego di ingredienti quali: crusca di riso, estratti di sakura e ume, acqua di onsen, alghe marine e olio di camelia. Ecco qui una lista di ingredienti J-beauty da conoscere e da poter integrare nella propria skincare quotidiana per poter ottenere la tanto desiderata “pelle di porcellana” delle donne giapponesi.

Quali sono gli ingredienti naturali della J-beauty?

Ingrediente Beneficio principale
Crusca di riso Azione antiossidante e uniformante
Estratto di sakura Effetto lenitivo e rinforzante
Estratto di ume Contrasto ai radicali liberi
Acqua di onsen Azione rigenerante e mineralizzante
Alghe marine (Mooi) Protezione da raggi UV e inquinamento
Olio di camelia Idratazione leggera per pelli sensibili

 

1. Crusca di riso: l’ingrediente per la doppia detersione

La crusca di riso viene impiegata sin dai tempi antichi in Giappone, come parte della doppia detersione, indispensabile per la pulizia profonda della pelle. È ottima per mantenere il colorito dell’incarnato uniforme e grazie alla sua azione antiossidante aiuta a prevenire i segni dell’invecchiamento. La skincare giapponese si basa principalmente sulla prevenzione, ed è con questi ingredienti naturali che le donne giapponesi, anche quelle più mature, riescono a mantenere nel tempo un viso disteso e rilassato.

2. Estratti di sakura: proprietà lenitive

Ingredienti J-beauty: 6 da conoscere
Fiore di ciliegio rosa, uno dei simboli giapponesi per eccellenza

L’estratto di sakura o di fiore di ciliegio viene impiegato spesso nella skincare routine dalle donne giapponesi perché ha effetti lenitivi, quindi, volti a diminuire rossori e discromie della pelle e rinforza la barriera cutanea, rendendola più resistente a stress esterni.

3. Estratti di ume: antiossidante naturale

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Pianta di ume, il pruno giapponese

L’ume è il pruno giapponese e l’estratto che si ricava viene utilizzato come ingrediente j-beauty per contrastare i radicali liberi che causano i tipici segni dell’invecchiamento. Oltre a ciò, l’estratto di ume è impiegato in tanti altri ambiti perché riequilibra i problemi digestivi e aiuta organi, quali polmoni e reni, grazie alla sua attività disintossicante.

4. Acqua di onsen: minerali benefici

Ingredienti J-beauty: 6 da conoscere
Donna giapponese in abiti tradizionali in un onsen

Andare a rilassarsi nelle acque degli onsen, ovvero delle sorgenti termali, è un’attività molto comune in Giappone e serve a rigenerare corpo e mente. In molti prodotti skincare, l’acqua di onsen viene impiegata in quanto ricca di minerali. Inoltre, gli onsen aiutano a distendere i muscoli del corpo e favoriscono la circolazione sanguinea. Per non parlare dei benefici mentali che apportano (sciogliere stress e tensioni).

5. Alghe marine: protezione e difesa

Le alghe non solo vengono impiegate nella cucina giapponese ma sono anche uno degli ingredienti di J-beauty indispensabili per la salute della pelle. L’alga Mooi, ad esempio, è un’alga che proviene dalle acque di Okinawa e offre numerosi benefici alla pelle: in primis quest’alga è ricca di antiossidanti e ciò significa che riesce a contrastare i radicali liberi che causano l’invecchiamento cutaneo. Inoltre, l’alga Mooi protegge la pelle da fattori esterni quali raggi UV e inquinamento, schermandola da questi agenti nocivi.

6. Olio di camelia: idratazione leggera

Conosciuta in Giappone soprattutto per il suo utilizzo nell’hair care routine, l’olio di camelia è uno degli ingredienti J-beauty più apprezzati anche per i benefici che apporta alla pelle. Adatto a pelli sensibili, è in grado di lenire la pelle e di idratarla senza appesantirla e senza creare quella sensazione di “unto”.

Fonte immagini: Freepik

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