Film di Jason Reitman, 3 da vedere

I film di Jason Reitman non cercano effetti speciali o colpi di scena esagerati, ma puntano dritti alle emozioni, ai rapporti umani e a quelle crepe quotidiane che tendiamo a ignorare. Jason Reitman è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e attore canadese, nato a Montréal nel 1977. È figlio del celebre regista Ivan Reitman ed esordisce per la prima volta dietro la macchina da presa nel 2005 con il film Thank you for smoking. Nel 2007 dirige il suo secondo lungometraggio, Juno, che ottiene un enorme successo di pubblico e critica, mentre nel 2010 conquista il prestigioso premio Golden Globe per la miglior sceneggiatura con il film Tra le nuvole (Up in the Air).

Film di Jason Reitman Anno di uscita Tematiche principali
Thank You for Smoking 2005 Satira, manipolazione mediatica, moralità
Juno 2007 Gravidanza adolescenziale, crescita, anticonformismo
Tra le nuvole (Up in the Air) 2009 Solitudine, distacco emotivo, crisi economica

Vediamo di seguito 3 film di Jason Reitman da vedere

Juno: il film di Jason Reitman che più l’ha reso famoso

Si tratta di un’opera di Jason Reitman realizzata nel 2007 ed è probabilmente il film che più l’ha reso celebre a livello globale. Juno racconta una storia che sulla carta potrebbe sembrare già vista: ruota, infatti, intorno a una ragazza adolescente che scopre di essere incinta e deve decidere cosa fare del proprio futuro. La protagonista deciderà di dare il bambino in adozione, ma la trama si complica inevitabilmente quando la scelta ricade su una benestante coppia borghese. Nonostante le premesse possano far pensare a una narrazione banale o melodrammatica, il modo in cui viene raccontata è, invece, del tutto originale e fresco. Juno (interpretata da Elliot Page) è un personaggio fuori dagli schemi: dice quello che pensa senza filtri e, proprio per questo, risulta incredibilmente autentica ed empatica. La pellicola riesce a trattare un tema delicato come la gravidanza adolescenziale con brillante leggerezza, ma senza mai diventare superficiale.

Tra le nuvole

Si tratta di un film realizzato nel 2009 e rappresenta, probabilmente, una delle regie più mature e introspettive di Reitman. La storia segue le vicende di Ryan Bingham (George Clooney), un uomo che viaggia continuamente per lavoro con lo sgradevole compito di licenziare dipendenti per conto di grandi aziende in ristrutturazione. Già da queste premesse si intuisce facilmente che non è una commedia leggera, anche se non mancano momenti di fine e cinica ironia. Ryan vive praticamente la sua intera esistenza tra aeroporti e impersonali camere di hotel, avendo costruito una vita basata sul totale distacco emotivo e sull’assenza di legami fissi. Il ritmo dell’opera cambia drasticamente quando entrano in gioco due figure femminili (interpretate da Vera Farmiga e Anna Kendrick) che mettono profondamente in discussione questo apparente e precario equilibrio. Da quel momento, quello che sembrava un uomo perfettamente a suo agio nella propria asettica solitudine, inizia a mostrare tutte le sue fragilità represse. Il lungometraggio affronta con lucidità tematiche come il lavoro, la crisi economica, ma soprattutto la dilagante solitudine moderna e la paura del coinvolgimento emotivo.

Thank You for Smoking

Questo titolo, probabilmente il più tagliente e spietato dal punto di vista satirico, è stato realizzato nel 2005 e ha fatto conoscere il talento di Jason Reitman al grande pubblico. Il protagonista è Nick Naylor (Aaron Eckhart), cinico e brillante portavoce dell’industria del tabacco. Il suo lavoro quotidiano consiste nel difendere l’indifendibile, ovvero convincere l’opinione pubblica e i media che fumare non sia poi così letale. Ma la cosa davvero incredibile è che lo fa con un carisma e una sicurezza dialettica tali da risultare quasi simpatico allo spettatore. Il film gioca costantemente sul paradosso, rappresentando una critica spietata e brillante al mondo della comunicazione contemporanea, del marketing aggressivo e della manipolazione mediatica. Mostra perfettamente come, spesso, non conti tanto la verità oggettiva quanto la capacità di raccontarla e distorcerla nel modo giusto. Sotto la patina di cinismo c’è anche un lato più intimo e personale, legato al rapporto tra Nick e suo figlio piccolo. Ed è proprio in questa dinamica che la pellicola trova un perfetto equilibrio tra feroce satira e umanità.

Fonte immagine: Wikipedia, di Gage Skidmore

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