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Eroica Fenice

La categoria Culturalmente contiene 962 articoli

Culturalmente

R-estate al MANN: mostre e caffè all’Archeologico napoletano

MANN: Estate ricca di eventi e mostre al Museo Archeologico di Napoli! « Le lacrime e i sospiri degli amanti, l’inutil tempo che si perde a giuoco, e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,  vani disegni che non han mai loco, i vani desideri sono tanti, che la più parte ingombran di quel loco: ciò che in somma qua giù perderesti mai, là su salendo ritrovar potrai »   Si atterra sulla luna entrando al MANN. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli apre al popolo di affezionati e curiosi visitatori invitandoli – giovedì 18 luglio alle 17 – ad una doppia inaugurazione. I versi tratti dal trentaquattresimo canto dell’Orlando furioso richiamano la missione apparentemente impossibile di Astolfo a cavallo del suo ippogrifo: San Giovanni gli rivela il modo in cui recuperare il senno perduto di Orlando, smarrito sulla superficie lunare. La premessa culturale è d’obbligo, quando ci si imbatte in un Museo sconfinato e di prim’ordine quale l’Archeologico partenopeo. Dopo il successo della mostra da record su Canova e l’antico, chiusasi il 30 giugno, ai primi di luglio ha prontamente aperto i battenti una mostra sugli Assiri. Il giorno 11 ha invece ri-aperto – dopo una chiusura ultraventennale – la sezione monumentale sulla Magna Grecia, per visitare la quale bisogna addirittura indossare dei calzari, data la preziosità dei mosaici da “calpestare”. Giovedì 18 ci si concede un bis: in occasione del cinquantesimo anniversario del primo storico atterraggio dell’uomo sulla luna, si presenta una mostra a tema, acutamente intitolata MANN ON THE MOON, e allo stesso tempo si inaugura il MANN-café, per non perdere di vista la dimensione più squisitamente terrena e quotidiana del pubblico museale. Mentre, dunque, nell’atrio del Museo, sino al 30 settembre, si potrà passeggiare tra reperti preziosissimi legati all’iconografia lunare ed alla misurazione del tempo nell’antichità, in una nuova ala dedicata ci si potrà sedere per ristorarsi e sorseggiare un buon caffè napoletano. Particolarmente interessante il menu, che tra le varie bevande à la carte propone la “cuccuma”, per 4 persone, anche in versione destrutturata ideale per l’estate, a mo’ di variante del caffè freddo. Vera chicca da assaggiare lo storico panis Pompeii, a base di farina di farro, pinoli, mandorle, anice e mosto d’uva rossa. Interessanti anche i timballi di pasta, le “scatole di riso” in veste gourmet, o vari piatti cucinati seguendo la tecnica della vasocottura. A presenziare all’evento, e a sottolinearne la portata e la cooperazione internazionale, Mary Ellen Countryman, console generale degli Stati Uniti a Napoli, che ringrazia per la memoria storica della città partenopea e la sapiente lungimiranza che la caratterizza. Ad accompagnarla e ad introdurla il direttore del MANN ormai al suo secondo mandato Paolo Giulierini, che racconta aneddoti gustosi volti a svelare risvolti inediti dell’occasione. «Quando arrivai quattro anni fa a Napoli, da Cortona, non mi spiegavo perché non riuscissi più a dormire. Era il caffè. Qui a Napoli è così: ci si incontra e ci si vede per un caffè, si lavora e si prende un caffè. Non si può vivere senza caffè». In un tragicomico amarcord […]

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Filosofi famosi: da Pitagora a Freud

I filosofi famosi sono accomunati da una ricerca comunitaria di saggezza, che costituisce una costante nell’approccio alla filosofia. Comprendere il significato, le scelte etiche, storiche e psicologiche, al di sopra di tutto, può essere un primo passo per definire il compito di un filosofo, la  filosofia nella Grecia del VI secolo a.C. ,  ma secondo la tradizione storica, il primo filosofo ad utilizzare tale parola fu Pitagora. Tensione, amore, desiderio incessante di sapienza e verità ma mai completo possesso, comprensione, sono questi i temi principali che definiscono e hanno caratterizzato i diversi filosofi della storia. Per dare una definizione classica, o tradizionale, si può definire filosofo, colui che contempla in modo disinteressato la realtà deducendo dai propri pensieri e riflessioni, delle norme di comportamento che possano guidare la vita nella giusta direzione. I filosofi famosi sono tanti, elencarli tutti, sarebbe impossibile; solitamente invece, quelli studiati tra i banchi di scuola, rappresentano solo una piccola parte, tra quelli esistenti. Fin dal principio, ogni essere umano si è posto delle domande, e si è interrogato e si interroga ancora sull’essenza e sull’esistenza delle cose, in una prospettiva ampia che può comunque, essere definita di tipo filosofico; in questa visione, indubbiamente soggettiva, trova spazio il concetto riferito allo “spirito delle cose”, ossia l’idea che una persona ha, di una determinata cosa, aspetto, caratteristica della realtà. Filosofi famosi: ecco quelli da conoscere!  Tra i filosofi famosi, colui che ha sviluppato questo concetto, collegandosi alla “filosofia dello spirito”, è Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Secondo il filosofo tedesco, la filosofia rappresenta la conoscenza più alta e difficile, associata ad un altro concetto piuttosto complicato, lo studio dell’idea, che dopo essersi estraniata da se sparisce come natura (cioè come esteriorità), per farsi soggettività e libertà. Secondo Hegel, lo spirito può essere soggettivo e oggettivo (in questa seconda categoria rientra anche il concetto di moralità); una duplice identità di un concetto ben definito, che ancora oggi trova spazio nella vita di tutti i giorni. I filosofi, nel corso della storia, hanno provato a riconoscere ciò che accomuna determinate cose, costituendone, al di là delle loro accidentali differenze individuali, il vero essere che le identifica per quelle che sono. La conoscenza delle cose avviene mediante il ragionamento, quindi grazie ad una profonda analisi dei limiti e delle prospettive della ragione. Immanuel Kant, rappresenta sicuramente un’altra figura importantissima, nella lista dei filosofi più famosi. Egli operò una distinzione tra: ragione pura e ragione pratica; non a caso, le sue tre opere maggior s’intitolano: Critica della ragione pura, Critica della ragione pratica e Critica del giudizio, e ancora oggi si studiano tra i banchi di scuola. Per Kant, i limiti della ragione tendono a coincidere con quelli dell’uomo: volerli varcare in nome di presunte capacità superiori alla ragione significa avventurarsi in sogni arbitrari o fantastici. Inoltre, altro aspetto importante, secondo il filosofo, noto esponente dell’Illuminismo tedesco, la conoscenza umana, ed in particolare la scienza, offre il tipico esempio di principi assoluti, ossia verità universali e quindi necessarie, che valgono ovunque e […]

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La scoperta dell’America: le 6 cose da sapere

La scoperta dell’America ha segnato, secondo la cronologia storica, la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna. Ecco le 6 cose da sapere. «Chissà cosa avrebbe scoperto Colombo se l’America non gli avesse sbarrato la strada». Lo scrittore inglese Jonathan Swift spiegò con queste parole il carattere casuale della scoperta dell’America effettuata nel 1492 da Cristoforo Colombo, navigatore genovese che alla ricerca di una via per le Indie scoprì un nuovo continente.  Nell’aprile del 1492 Colombo, dopo aver incassato un rifiuto dai Portoghesi non interessati all’impresa, ottenne dalla regina Isabella di Castiglia l’autorizzazione e i mezzi per mettere in atto il progetto di «buscar el Levante por el Ponente», di raggiungere cioè le Indie navigando verso Occidente.   L’idea audace di Colombo maturò in seguito alla lettura de Il Milione di Marco Polo, le cui descrizioni della Cina lo avevano affascinato, e trasse forza dalle notizie sulla sfericità della Terra e sulla vicinanza delle coste dell’Europa a quelle della Cina.  Il navigatore genovese partì quindi dalle Canarie, isole spagnole nell’Oceano Atlantico al largo dell’Africa, nell’agosto del 1492 con tre navi: la Niña, la Pinta e la Santa Maria. La scoperta dell’America stava per avvenire.  Ecco 6 cose da sapere: 1) Il viaggio di Colombo fu difficile e a rischio di ammutinamento La partenza avvenne alle sei del mattino del 3 agosto 1492 da Palos de la Frontera. Il 6 agosto si ruppe il timone della Pinta e si credette a un’opera di sabotaggio, quindi Colombo e l’equipaggio furono costretti a uno scalo di circa un mese a La Gomera per le necessarie riparazioni.  Si approfittò della sosta per modificare anche la velatura della Niña, trasformandola da latina a quadra per meglio adeguarla alla navigazione oceanica. Le tre navi ripresero il largo il 6 settembre spinte dagli alisei, dei quali Colombo conosceva l’esistenza. Questi venti spirano sempre da est verso ovest formando stabilmente una striscia di nuvole galleggiante nell’aria, tanto che l’ammiraglio nel giornale di bordo scrisse: «Si naviga come tra le sponde di un fiume». Le caravelle navigarono per un mese senza che i marinai riuscissero a scorgere alcuna terra. Il 16 settembre le caravelle cominciarono a entrare nel Mar dei Sargassi e Colombo approfittò dello spettacolo delle alghe galleggianti (un fenomeno tipico di questo mare) per sostenere che tali vegetali erano sicuramente indizi di terra vicina (cosa in realtà non vera), tranquillizzando temporaneamente i suoi uomini. A partire dal giorno 17 si osservò con stupore il fenomeno assolutamente sconosciuto della declinazione magnetica: la bussola indicava il polo magnetico distaccandosi sempre più dal nord geografico, col rischio di allontanare le navi dalla loro rotta. Questi strani fenomeni ebbero l’effetto di spaventare i marinai e la tensione crebbe inevitabilmente. Il 6 ottobre Colombo registrò di aver percorso 3652 miglia, già cento in più di quante ne aveva previste. Lo stesso giorno vi fu una riunione generale dei comandanti a bordo della Santa Maria, durante la quale il capitano Martín Pinzón suggerì di cambiare rotta da ovest a sud-ovest. Il 7 ottobre Colombo decise di virare quindi verso sud-ovest, avendo visto alcuni uccelli dirigersi verso quella direzione. Il giorno 10 vi fu un principio di ammutinamento; Colombo, più che mai fermo nella propria idea e forte […]

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Culturalmente

Che cos’è la filosofia: scienza, disciplina e meraviglia

La filosofia è l’arte di formare, osservare, fabbricare, concetti e idee, visioni e realtà. Nel corso del tempo e della storia, diversi pensatori, critici, storici e filosofi, hanno determinato cosa sia la filosofia, dandone un concetto preciso; tra questi, Nietzche ha determinato il compito della filosofia, affermando che i filosofi non devono limitarsi a ricevere i concetti, a purificarli, a rischiarli, ma devono cominciare col farli e crearli, cercando di trasmettere le proprie idee. La filosofia come scienza, disciplina o ambito d’interesse La filosofia come ambito d’interesse rimanda sempre ad un campo aperto a qualsiasi persona che medita e riflette, a partire da un uso rigoroso delle proprie facoltà intellettuali. Per questo, definire in modo preciso cos’è la filosofia non è facile; essa, sicuramente può appartenere a tutti, appartiene a tutti, o meglio a chiunque voglia esserne inebriato e “accarezzato”, in un ambito generalmente vasto, che comprende anche altre sfumature di significato e altri temi. Le domande che spesso caratterizzano l’esistenza si collegano indubbiamente con l’applicazione e la conoscenza della filosofia, intesa come disciplina, in riferimento ad una concatenazione di interrogativi e tentativi di fornire risposte soddisfacenti; domande e risposte non sempre facili da riconoscere ed interpretare. Chiedersi “che cos’è la filosofia”, implica un ampio sguardo sul mondo, sulla società nella quale viviamo e un’analisi degli elementi che la caratterizzano, al di là di ogni superficialità. Interpretarla ieri e oggi In riferimento alla filosofia di oggi, occorre fare una distinzione, rifacendosi ad un concetto storico; infatti, un conto è definire che cosa essa sia in riferimento alla sua nascita, un altro conto è definirla oggigiorno. Si può affermare che oggi rappresenti una disciplina fra le altre discipline che indagano determinati aspetti della realtà, spesso parecchio ampi. Inizialmente, il concetto filosofico e l’ambito in cui esso si inseriva, era la conoscenza in “toto”; ogni forma di apprendimento forniva risposte filosofiche, da attribuire poi a diversi sfere o settori. Amore per il sapere e ambiti di applicazione La semplice traduzione dal termine greco, “amore per il sapere”, non è sufficiente a rendere l’idea, e soprattutto a fornire una definizione concreta e completa del concetto cardine. La difficoltà deriva in particolare dal fatto che la filosofia, a differenza dalle altre scienze che studiano un campo ben definito, circoscritto, è una riflessione che riguarda un pensiero e un modo di pensare circa quel determinato aspetto, quindi notevolmente vasto, quasi illimitato. Nell’applicazione della filosofia, rientra la ricerca comune della verità, nelle sue varie forme, attraverso la spiegazione dei vari concetti filosofici, i quali si materializzano in una serie di riflessioni, che si susseguono per arrivare ad una possibile spiegazione del mondo nel quale viviamo e delle relative regole vigenti. Studiare la filosofia aiuta ad arricchire la mente, attraverso la conoscenza, l’analisi e la riflessione analitica di vari ambiti del sapere. Conoscere per capire, catalogare i cosiddetti tasselli filosofici per capire e carpirne il senso e la funzione, ma soprattutto la bellezza della filosofia e la sua relativa essenza. La meraviglia del pensiero filosofico La filosofia, […]

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Viaggi e Miraggi

Mete vacanze estive, le più scelte in Italia

L’estate è tempo di vacanza, sempre più italiani si spostano nei mesi più caldi della stagione, verso mete di mare o di montagna. Sono numerosi i luoghi da vedere, ma anche i percorsi e le attività da fare che rendono speciali le mete scelte, che siano di mare o di montagna. Le persone che scelgono il mare sono molteplici, ma è cospicua anche la percentuale di coloro che scelgono invece, i freschi luoghi di montagna. Tra le mete più scelte per le vacanze estive in Italia, c’è sicuramente la Campania. Le isole del Golfo in particolar modo Ischia, Capri e Procida, con rocce a picco sul mare e scenari mozzafiato. Una serie di elementi caratterizzanti, che renderanno le vacanze estive, un susseguirsi di emozioni uniche. Il mare della Campania in particolar modo, uno dei più belli d’Italia e del Mediterraneo. La regione offre una gran varietà di coste, spiagge e baie. Affacciata sul Mare Tirreno, la Campania ha una costa pianeggiante a nord, con un lungo litorale sabbioso unito a quello del Lazio e affacciato sul Golfo di Gaeta, e una costa frastagliata e rocciosa a partire dal Golfo di Napoli, eccetto per alcune zone in piano, in particolare nel Golfo di Salerno. Tra le mete preferite dagli italiani, la Campania è il mix perfetto che riesce a coniugare le bellezze di tipo naturale e quindi paesaggistico, con il carattere culturale e storico che caratterizza ogni località. Per quanto riguarda l’andamento turistico estivo, la Campania, si attesta tra le mete estive più scelte, soprattutto dai giovani, alla ricerca di luoghi semplici e incontaminati, nei quali però divertirsi senza eccedere. Un’altra tra le mete turistiche italiane più scelte, è il Salento, territorio apprezzato ogni anno dai numerosi turisti non solo italiani, grazie al quale è possibile scoprire, attraverso esperienze multisensoriali che consentono di immergersi nella cultura locale, le caratteristiche proprie del territorio, adatto ad ogni tipo di esigenza. Il Salento è meta sempre più frequentata da numerosi turisti, anche grazie al fascino dei relitti sommersi: la bellezza della splendida località turistica, prosegue in modo spettacolare anche nei fondali sottomarini. Ci si può imbattere in relitti di ogni tipo dalle navi-passeggeri, ai mercantili, da navi da carico, a torpedinieri e sottomarini. Una meta adatta a tutti, sia a coloro che programmano una vacanza tranquilla, in pieno relax, sia a coloro che invece cercano puro divertimento. Da non dimenticare sono le diverse aziende agricole presenti nel Salento, che permettono di assaggiare o acquistare prodotti tipici, in masserie immerse nel verde, soleggiate e che profumano di semplicità. Tra le mete più scelte per le vacanze estive in Italia, c’è sicuramente la Sardegna, in quest’ultimo anno prediletta soprattutto da coloro che intendono vivere un viaggio “on the road”. La natura selvaggia dell’isola e i molti km di coste, si prestano perfettamente ad un viaggio del genere, con numerosi percorsi tra i quali poter scegliere. Tra i più amati, c’è l’itinerario dedicato alle spiagge (ad esempio la Gallura, ma anche l’isola de La Maddalena). Molte spiagge […]

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Culturalmente

Kamishibai, l’arte narrativa giapponese per sviluppare la creatività

Kamishibai: scopri di più sull’arte narrativa giapponese, la risposta alla tecnologia e all’intrattenimento “sbagliato” dei bambini anche in età pre-scolare! In occasione dell’incontro “Il futuro delle ossa si costruisce da bambini”, che si è svolto a Milano il 19 giugno scorso, i medici ortopedici della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot) hanno diffuso dati sconcertanti sull’aumento, solo negli ultimi 10 anni, del 700 % dei casi di cifosi nelle scuole medie inferiori. La responsabilità di questo atteggiamento cifotico, che comporterebbe l’incapacità dei bambini a mantenere in posizione eretta la colonna vertebrale, risiederebbe nell’uso frequente (per non dire continuo) di smartphone, tablet e pc, fin da piccoli (dai 3-4 anni di età). Il prolungato intrattenimento peggiora, infatti, questo disturbo spesso sottovalutato, portando gradualmente i bambini a dover indossare un busto ortopedico o addirittura a ricorrere alla chirurgia. È arrivata, però, dal Giappone, patria delle tecnologie più avanzate ma anche delle tradizioni più longeve, una nuova tecnica di narrazione che aiuta non solo lo sviluppo della creatività, ma anche delle “mappe mentali”: il kamishibai. Il kamishibai, letteralmente “spettacolo teatrale (shibai-teatro) di carta (kami)”, affonda le sue radici nel XII secolo quando i monaci buddisti si spostavano di villaggio in villaggio per istruire la popolazione analfabeta, narrando le storie su Buddha, usando gli emakimono  (opere narrative su rotoli), sempre caratterizzate da una morale e da contenuti a sfondo sociale. Tra il 1920 e il 1950, poi, aumentarono, ‘arruolati’ dal Kashimoto,  i Gaito kamishibaiya (ben 50.000 in Giappone e 2.500 solo a Tokyo), veri e propri “narratori a pedali” che, battendo i due hyoshigi, bastoncini di legno oggi utili a mostrare i punti salienti in una narrazione, annunciavano il proprio arrivo in città. Sistemati i bambini e dopo aver assegnato i posti in prima fila ai golosi acquirenti di caramelle dal narratore, iniziava lo spettacolo. Posizionato sul sellino della sua bicicletta il Gaito kamishibaiya mostrava una serie di disegni in un piccolo teatrino di legno, una sorta di televisione artigianale dinanzi alla quale, incantati, i bambini seguivano il corso della storia fra i disegni originali (alcuni, molto antichi, sono oggi conservati al Kyoto Museum) che si avvicendavano l’uno dopo l’altro, e i rumori creati da alcuni strumenti a percussione, a volte montati sulla bicicletta. Ogni spettacolo comprendeva un episodio: in questo modo la serialità del racconto assicurava al narratore la partecipazione allo spettacolo successivo. E ogni ciclo di storie non presentava solo contenuti rivolti ai più piccoli, ma anche riferimenti alla politica e all’attualità, come una sorta di “Carosello di carta” ma anche di “telegiornale” che spesso sfruttava la grande popolarità di questa tradizione per fare propaganda o satira politica (tanto che alcune storie sono poi state inserite in manga e anime). Con la nascita del cinema sonoro (infatti molti di questi narratori, detti benshi, prestavano le proprie voci ai protagonisti dei film muti) e della televisione, questa tecnica narrativa sembrava scomparsa negli anni ’50, fin quando non è stata rivalutata per lo sviluppo della creatività e dell’importanza della narrazione ‘viva’, nelle biblioteche e […]

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Culturalmente

Gli scavi di Paestum, frammenti di Magna Grecia

Alla scoperta degli scavi di Paestum, preziosa testimonianza dell’architettura votiva di età classica. Abbagliato dai vividi colori di rigogliosi roseti ed inebriato dal calore del sole e dall’aria salmastra: doveva sentirsi così un viaggiatore che si addentrasse nella piana del Sele un attimo prima di perdersi nell’orizzonte ceruleo di cielo e mare. Il sole, il mare e la generosità della terra hanno fatto la fortuna di Paestum fin dalle remote ere del Paleolitico, lasciando tracce lungo tutta l’età antica. Fondata sulla riva sinistra del fiume Sele da coloni greci provenienti da Sibari (600 a.C.), Poseidonia, nome greco dell’antica città di Paestum, diventa uno dei più importanti centri urbani della Magna Grecia. Vengono eretti in quest’epoca i tre templi che ancora oggi dominano la piana allineati lungo la direttrice principale della polis greca. A cavallo tra la seconda metà del VI secolo e la prima del V a.C., vengono costruiti in successione i templi dorici dedicati alle divinità di Era, Atena e Nettuno, quest’ultimo erroneamente attribuito al Dio marino all’epoca dei primi ritrovamenti. Maestose vestigia dell’architettura dorica, i tre templi sono una preziosa testimonianza dell’architettura votiva di età classica costituendo tra i pochi esempi di edifici templari in ottimo stato di conservazione. Lo spazio centrale incluso tra i tre edifici votivi degli scavi di Paestum era occupato dall’agorà, cuore delle attività commerciali e politiche della polis, e dai prospicienti edifici dell’ekklesiasterion e del heroon. Entrambi le strutture rievocano la dimensione della vita pubblica e politica dei cittadini di Poseidonia, il primo destinato ad ospitare le assemblee politiche dei cittadini, il secondo sacello votivo dedicato all’eroe fondatore della colonia. Ai due lati dello spazio pubblico si estendevano i quartieri residenziali della polis greca di cui si sono conservati pochissimi resti. Verso la fine del V secolo a.C., Poseidonia diventa dominio lucano assumendo il nome di Paistom e raggiungendo l’apice della sua espansione territoriale e demografica. Successivamente Paestum diventa colonia romana (273 a.C.). Risalgono a quest’epoca gran parte dei resti che sono oggi visibili tra cui la maestosa cinta muraria che, al pari dei templi, costituisce un esemplare raro per stato di conservazione, e i resti dell’anfiteatro, parzialmente coperti dal moderno asse stradale. Sotto l’egida romana, il tessuto urbano di Paestum si trasforma assumendo l’impronta tipica delle città latine. L’impianto ortogonale dei quartieri residenziali cancella ogni traccia dell’antica polis, il foro diventa il nuovo fulcro della città occupando la parte meridionale dell’agorà e popolandosi di nuovi edifici monumentali. Il Capitolium, la Curia e il Comitium diventano punti cardine della vita pubblica e politica di Paestum, mentre i tre templi dorici sopravvivono come gemme di un’altra epoca incastonate in uno scenario dominato da moderni simboli e nuovi punti di riferimento. A partire dall’età imperiale, la città di Paestum vive un lento ma inesorabile declino che culmina nel totale abbandono dopo l’VIII secolo d.C. L’isolamento commerciale prima, indotto dall’apertura di nuove vie di commercio verso Oriente, il progressivo impaludamento dell’area e infine un’epidemia di malaria che si abbatté nella zona nel IX secolo, decretano la […]

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I 50 anni dallo sbarco sulla Luna: gli eventi in Italia

20 luglio 1969: un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità. Quale frase più adatta per celebrare l’anniversario dello sbarco sulla Luna? Il 20 luglio 2019 sarà passato mezzo secolo dalla missione Apollo 11 e, per celebrare i 50 anni dalla famosa passeggiata, l’Italia intera ha in programma una serie di eventi per riportare alla memoria ciò che, solo mezzo secolo fa, ha permesso quell’enorme passo per l’umanità di cui parlava Neil Armstrong. Missione Apollo 11, i ricordi cinquant’anni dopo 20 luglio 1969. Quella sera persino gli orari degli uffici pubblici furono modificati in funzione della missione Apollo 11. 900 milioni di persone s’incollarono alla TV; oltre 20 milioni di italiani erano pronti a vedere la prima trasmissione televisiva delle immagini riprese dal gruppo di uomini che mai prima di allora avevano portato la lontana Luna così vicino. Nel clima teso della guerra fredda l’emozione di quel giorno sembrò annullare il conflitto tra Usa e Urss. Dal giorno del decollo, nelle scuole e nei bar non si parlava d’altro: in quelle ore fu la Terra a girare intorno alla Luna. I negozi erano stati allestiti con vetrine rigorosamente a tema; l’esplosione mediatica fu impressionante. La Rai stimò che le fasi salienti della missione vennero seguite su 7 milioni di piccoli schermi. Perfino al carcere di Roma il ministero concesse 600 apparecchi in prestito. Quella dell’allunaggio fu la prima notte senza furti né rapine da 10 anni a quella parte. Sono passate 109 ore e 42 minuti dal lancio quando Neil Armstrong compie il suo primo passo: l’uomo ha ufficialmente messo piede sulla Luna. 20 luglio 2019: le iniziative organizzate in Italia per l’anniversario dello sbarco sulla Luna Il 20 luglio si festeggeranno i 50 anni dallo sbarco sulla Luna e le iniziative organizzate in Italia – e nel mondo – rendono giustizia a questo straordinario evento con serate a tema, osservazioni astronomiche, mostre, dibattiti e convegni dedicati alla Luna. L’Inaf – Istituto Nazionale di Astrofisica – e i tanti appassionati al tema dello spazio hanno messo a punto la maggior parte delle attività. Ospite speciale di tutte queste iniziative sarà la Luna stessa per cui è prevista un’eclissi parziale proprio nei giorni precedenti. Ecco i maggiori eventi organizzati in Campania e nella Capitale NAPOLI Il Consolato Generale di Napoli ha già celebrato questo anniversario con la proiezione del documentario “The Mars Generation”, diretto da Michael Barnett e selezionato come uno dei film d’apertura al Sundance Film Festival 2017. L’evento si è svolto il 13 luglio alla presenza di più di 260 studenti di scuole superiori e del regista stesso.  Martedì 16 luglio all’Osservatorio di Capodimonte ci sarà l’aperitivo sotto le stelle dal titolo “Stregati dalla Luna” a cui parteciperanno gli astronomi Patrizia Caraveo e Massimo Della Valle. Il tema della missione Apollo 11 tratterà le rievocazioni storiche dello sbarco sulla Luna ma soprattutto gli sviluppi tecnologici ottenuti dalla missione. Dopo quest’apertura ci saranno l’aperitivo e l’osservazione dell’eclisse. Giovedì 25 si terrà un ultimo appuntamento, a cura di […]

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Arcipelaghi italiani: le meraviglie del nostro territorio

Il patrimonio costiero italiano si estende per oltre ottomila chilometri, comprendendo quelle che sono le città più singolari, i luoghi con l’acqua più cristallina e le spiagge più movimentate. In questo ampio raggio sono comprese oltre ottocento tra isole ed isolotti che formano quelli che sono conosciuti come gli ” arcipelaghi italiani ”: meta di turisti italiani, ma soprattutto stranieri provenienti da ogni parte del mondo per ammirare le meraviglie d’Italia. Tra gli arcipelaghi più importanti possiamo trovare quello in cui vige la leggenda che Venere, dea della bellezza, fece cadere la propria collana nel mare e da lì nacquero le isole dell’Arcipelago Toscano, uno dei più imponenti parchi marini in Europa, ricco di specie protette marine e non. Comprende quelle che sono le isole d’Elba, Giglio, Montecristo, Gorgona, Capraia, Giannutri e Pianosa che distano pochi chilometri dalla terraferma e quindi sono facilmente raggiungibili, ma soprattutto sono bellissime. Continuando la nostra avventura nel Mar Tirreno, possiamo notare in Sardegna il celeberrimo Arcipelago della Maddalena al largo della Costa Smeralda, per un totale di circa 180 km di coste. L’arcipelago è molto esteso e conta all’incirca 62 fra isole ed isolotti, ma tra i più noti, anche per contenuti storici, ricordiamo: Caprera, La Maddalena, Santa Maria, Razzoli e Budelli. Tra immense distese di acqua cristallina e natura selvaggia, si estendono le meraviglie sarde che possono definirsi l’orgoglio del vasto patrimonio nazionale. Da un’isola all’altra passiamo in Sicilia e ricordiamo l’Arcipelago messinese delle Eolie nel Mar Tirreno che si estende per circa 64 km, ricchi di suggestività e di singolarità tale da essere presente anche nei celebri film di Nanni Moretti e Roberto Rossellini. Le sette importanti isole di quest’arcipelago sono: Lipari, Panarea, Alicudi, Vulcano, Filicudi, Salina e Stromboli. Terre di ispirazione, terre di bellezza e terre d’amore. Cambiando lato e percorrendo il Mar Adriatico, e arrivando in provincia di Foggia, notiamo l’Arcipelago delle Tremiti: una piccola realtà in termini di lunghezza costiera e di abitanti, ma allo stesso tempo molto ricca e grandissimo polo attrattivo di turisti che spesso optano per delle gite in barca attraverso le incontaminate isole di Pianosa e Capraia, dove si può ammirare la bellezza di uno degli arcipelaghi italiani più suggestivi. Ritornando nel Mar Tirreno, notiamo un piccolo angolo di paradiso che si estende per una manciata di chilometri nel golfo di Gaeta, tra le immense distese di blu campane e laziali. L’Arcipelago delle Isole Ponziane, l’ideale per gli appassionati di sub e snorkeling che vogliono immergersi nelle meravigliose isole di Ventotene, Ponza, Santo Stefano, Gavi, Zannone e Palmarola. Restando sempre nel Mar Tirreno, a pochi chilometri dall’Arcipelago delle Isole Ponziane, troviamo un altro capolavoro degli arcipelaghi italiani ovvero l’Arcipelago Campano che si estende in tutta la costiera napoletana e non, e di cui fanno parte Capri, Ischia e Procida. Un itinerario completo di quelle che sono le più importanti bellezze e realtà della penisola italiana!

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Culturalmente

Pantheon greco: alla scoperta delle divinità elleniche

La parola “Pantheon” viene dal greco pan= tutto e tèos= dio; indica perciò l’insieme di tutti gli dèi. Come tutti i popoli antichi, ad eccezione degli Ebrei, i Greci erano politeisti, credevano cioè nell’esistenza di un gran numero di divinità e di esseri semidivini. Oltre a poteri sovrumani tutti gli dèi greci erano molto simili ai mortali e ne possedevano una parte di limiti e difetti, erano molto litigiosi, si facevano spesso dispetti tra loro e diventavano accaniti avversari quando si trattava di proteggere un eroe invece di un altro, o parteggiare per due eserciti in guerra. Gli dèi erano immortali ma non onnipotenti, in quanto sottoposti alla volontà del Fato, una forza oscura che reggeva il destino degli uomini e degli stessi dèi. Tra le fonti per “conoscere” i racconti relativi al Pantheon greco vi è sicuramente Omero, con l’Iliade e l’Odissea. Il primo che ha messo per iscritto la storia e la genealogia degli dèi greci fu Esiodo con la sua Theogonía, realizzata intorno al 700 a.C. È stato seguito da vari altri drammaturghi e poeti greci, da Eschilo a Sofocle ed Euripide, che hanno fatto la loro parte nell’espandere e, a volte, rimodellare alcuni elementi del vasto ambito della mitologia greca. Proprio i miti raccontano che Zeus, re degli dèi, scelse di costruire la sua dimora su una montagna della Grecia, a quei tempi considerata la più alta del mondo: l’Olimpo. L’Olimpo, coperto da ghiacciai, era invisibile perché era sempre avvolto da un mantello di nuvole. Gli dèi (quasi tutti) lo raggiunsero là. Pantheon greco, ecco gli dèi più importanti Zeus: era il capo degli dèi, nato da Crono. Dio supremo dell’Olimpo, signore del fulmine. Fu sottratto dalla madre Rea al padre Crono, che voleva divorarlo, e fu nascosto in una grotta del monte Ditte. Diventato adulto, detronizzò il padre con l’aiuto di Meti (la prudenza) e sposò Era. Da unioni diverse ebbe molti figli, tra i quali Apollo e Artemide, Hermes, Dioniso, Perseo, Eracle, Elena, Minosse e le Muse. Dalla legittima moglie Era secondo la tradizione ebbe Ares, Ebe, Efesto e Ilizia. Tali rapporti amorosi venivano consumati da Zeus anche sotto forma di animali (cigno, toro, ecc.) infatti tra i suoi enormi poteri egli aveva anche quello di tramutarsi in qualsiasi cosa volesse. Da lui dipendevano i fenomeni atmosferici, come la pioggia, la neve e le nubi. I simboli sono la folgore, l’aquila, la quercia, lo scettro e la bilancia. Era: Regina degli dei, nel Pantheon greco è la dea del matrimonio e della famiglia. I simboli sono il pavone, il melograno, la corona, il cuculo, la leonessa e la mucca. La più giovane figlia di Crono e Rea. Moglie e sorella di Zeus. Essendo la dea del matrimonio, ha spesso cercato di vendicarsi sulle amanti di Zeus e sui loro figli illegittimi. È famosa appunto per la sua natura vendicativa: furiosa con Paride che le aveva preferito Afrodite in una gara di bellezza, ha aiutato i Greci durante la guerra di Troia ed è stata soddisfatta solo dopo la distruzione della città. Poseidone: Dio del mare ed in […]

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