A brevissimo sarà Natale. Si avverte già l’atmosfera giusta per rilassarsi sul divano davanti alla televisione. Se le solite pellicole tradizionali vi hanno stancato, i film natalizi LGBTQ+ offrono una prospettiva fresca e necessaria. Per decenni Hollywood ci ha abituato a vedere solo rappresentazioni eteronormative. La narrazione ruotava esclusivamente intorno alla classica famiglia nucleare. Oggi il cinema ha cambiato passo. Registi e sceneggiatori dedicano uno spazio finalmente rilevante all’inclusione di personaggi gay, lesbiche, transgender, bisessuali e queer. Il cinema delle festività e tradizioni è basato sulla condivisione e sulle cene coi parenti. È vitale che includa modelli capaci di demolire i vecchi stereotipi, raccontando la realtà fluida di oggi e allineandosi all’impegno di istituzioni come l’UNAR per una rappresentazione equa.
Per una serata all’insegna dell’inclusione, i migliori film natalizi LGBTQ+ spaziano per genere: dalle rom-com divertenti come Happiest Season e il successo Netflix Single All the Way, passando per l’intenso dramma sociale di Holiday Heart, fino ad arrivare al capolavoro di estetica e recitazione Carol, con Cate Blanchett.
Indice dei contenuti
Tabella riassuntiva dei film natalizi LGBTQ+
| Film consigliato | Tematiche e perché vederlo |
|---|---|
| Holiday Heart (2000) | Temi: famiglia d’elezione, drag culture, tossicodipendenza. Ideale per: chi cerca un film crudo e indipendente, che rinuncia alla patina buonista delle feste. |
| Happiest Season (2020) | Temi: coming out, pressioni sociali. Ideale per: gli amanti delle commedie che alternano risate amare a profonde riflessioni personali. |
| Carol (2015) | Temi: amore segreto, convenzioni borghesi anni ’50. Ideale per: chi apprezza il cinema d’autore, la fotografia elegante e le interpretazioni viscerali. |
| Single All the Way (2021) | Temi: cliché “friends-to-lovers”, ingerenze materne. Ideale per: una serata rilassante sul divano, seguendo una commedia Netflix dal finale felice garantito. |
1. Holiday Heart
Dimenticate le solite commedie zuccherate. Questo film del 2000, diretto da Robert Townsend, è un pugno nello stomaco. Nato come spettacolo teatrale, Holiday Heart porta in scena le vicende di Holiday (Ving Rhames), un uomo gay afroamericano che si esibisce di notte come drag queen. Il destino lo fa incrociare con Wanda (Alfre Woodard), una madre single tossicodipendente, e la sua giovane figlia Nicky. Holiday diventa presto il pilastro di questa famiglia atipica. La tensione esplode quando Wanda inizia a frequentare Silas, un narcotrafficante ferocemente omofobo. La pellicola non fa sconti. Sbatte in faccia allo spettatore l’omofobia di quartiere, l’abuso di droghe e il potere salvifico della famiglia d’elezione.
💡 Lo sapevi che…?
Fino ai primi anni 2000, i personaggi queer venivano inseriti nelle trame solo come macchiette comiche o spalle drammatiche destinate a una fine tragica (il cosiddetto tropo Bury Your Gays). Film come Holiday Heart sono stati pionieristici nel dare al protagonista LGBTQ+ la totale centralità dell’arco narrativo.
2. Happiest Season
Il coming out è quasi sempre un percorso a ostacoli. Happiest Season (2020), diretta da Clea DuVall, trasforma questa tensione in una brillante rom-com. Harper (Mackenzie Davis) invita la fidanzata Abby (Kristen Stewart) a trascorrere le vacanze dai suoi genitori. Abby ha perfino comprato l’anello per chiederle di sposarla. C’è un solo enorme problema. Durante il viaggio in auto, Harper confessa di non aver mai fatto coming out con la sua famiglia, profondamente conservatrice e ossessionata dalle apparenze. Per cinque giorni, le due donne devono fingere di essere solo coinquiline. Sotto la patina della commedia degli equivoci, il film affronta la frustrazione di doversi nascondere e la paura paralizzante di deludere i genitori.
3. Carol
Non rientra nel classico circuito natalizio di Hallmark, ma il Natale è il motore estetico ed emotivo dell’intera storia. Diretto da Todd Haynes, Carol (2015) è l’adattamento cinematografico del romanzo di Patricia Highsmith. Siamo a New York. Anni ’50. Le strade sono imbiancate e i grandi magazzini pullulano di clienti. Qui la giovane commessa Therese Belivet (Rooney Mara) incontra l’elegante Carol Aird (Cate Blanchett). Lo scambio di sguardi genera un’attrazione fulminea. Iniziano una relazione clandestina. Il marito di Carol scopre tutto. Usa la clausola della “clausola di moralità” per toglierle la custodia della bambina. Il film mette in evidenza la resilienza dell’amore contro l’ipocrisia borghese. Una pellicola visivamente sontuosa e recitata in stato di grazia.
💡 Lo sapevi che…?
Il romanzo originale da cui è tratto Carol si intitola The Price of Salt. L’autrice Patricia Highsmith fu costretta a pubblicarlo sotto pseudonimo nel 1952 per evitare lo scandalo. Fu uno dei pochissimi romanzi dell’epoca a tematica lesbica a non avere un finale punitivo o tragico per le protagoniste.
4. Single All the Way
Netflix ha cambiato le regole del gioco sdoganando la rappresentazione inclusiva nel filone nazional-popolare. Single All the Way (2021) sfrutta tutti i cliché delle commedie natalizie per intrattenere senza pensieri. Peter (Michael Urie) detesta tornare a casa per le feste perché la madre lo assilla continuamente sul suo essere single. Trova una soluzione rapida. Convince il suo migliore amico e coinquilino Nick (Philemon Chambers) a fingersi il suo fidanzato ufficiale. Il piano fallisce subito: la madre gli ha già organizzato un appuntamento al buio con il personal trainer del paese. Tra equivoci imbarazzanti, decorazioni eccessive e siparietti comici, Peter capirà che l’amore della sua vita dorme già nella stanza accanto. Il classico meccanismo friends-to-lovers confezionato alla perfezione.

