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Mixed by Erry di Sidney Sibilla | Recensione

Recensione di Mixed by Erry, il nuovo film di Sidney Sibilla presentato al Modernissimo il 28 febbraio scorso

C’è stato un tempo in cui, ancora prima di Napster e Spotify craccato, la pirateria musicale circolava tramite oggetti che oggi sanno di archeologia: le musicassette. 

Negli anni ’80 Napoli conobbe un boom nella vendita di questi supporti sulle bancarelle e sulla copertina di molti di questi campeggiava un nome che per chi è cresciuto nell’epoca dei walkmen accenderà ricordi di una giovinezza spensierata: Mixed by Erry, un nome dietro cui si celavano Enrico Fratassio e i suoi fratelli, fautori di un impero musicale nato a Forcella per poi espandersi in tutto il mondo.

La storia dei fratelli Fratassio è al centro di Mixed by Erry, ultima fatica cinematografica di Sidney Sibilla, regista noto soprattutto per la trilogia di Smetto quando voglio, presentata alla stampa il 28 febbraio al cinema Modernissimo.

Mixed by Erry, recensione

Il film, come detto, racconta tramite un lungo flashback la storia di Enrico Fratassio (Luigi d’Oriano), un ragazzo nato nel quartiere di Forcella che coltiva il sogno di diventare un deejay.

Dopo vari fallimenti Enrico, aiutato dai fratelli Peppe e Angelo (Giuseppe Arena ed Emanuele Palumbo), si lancia nel mondo della pirateria con le sue compilation su musicassetta. Il nome di Mixed by Erry diventa subito noto, così come anche lo slogan esibito sulle copertine: «La dimensione ideale per un ascolto pulito». 

Il successo è immediato: Enrico e i fratelli danno vita a un impero che frutta soldi, dà lavoro a tante persone (seppur illegalmente) e che permette a tanti cantanti fino ad allora sconosciuti di farsi conoscere. Un successo che supera i confini di Napoli, ma che inevitabilmente attira l’attenzione della legge.

Quando le canzoni circolavano sul nastro

Sidney Sibilla rispolvera dalla memoria una storia di cronaca sconosciuta o dimenticata da gran parte degli spettatori. Il regista, che ammette di essersi formato musicalmente sulle musicassette dei fratelli Fratassio, ritorna a focalizzare l’attenzione sugli outsiders, sui vinti che, come nella trilogia di Smetto Quando Voglio, non si rassegnano a una vita ordinaria e cercano di riscattare la propria esistenza lanciandosi nell’ignoto: in Smetto quando voglio il commercio di metanfetamine, in Mixed by Erry  il contrabbando di musica.

Ed è proprio la musica a fare da collante a tutta la pellicola, con una colonna sonora che comprende brani del periodo (oltre all’originale Title Track di Liberato), coadiuvata da una messa in scena e una fotografia che sa di foto degli anni ’80 rievocando momenti culturali e popolari della Napoli del periodo (uno su tutti, lo scudetto del 1987).

Mixed by Erry è uno sguardo divertito e nostalgico verso un periodo che con il predominio dei giganti dello streaming musicale difficilmente tornerà. Le performances degli attori, in particolare del protagonista Leo d’Oriano, rendono questo film una piccola perla da non perdere e da vedere in sala (la tentazione di vederlo in streaming per restare coerenti con il tema è forte, ma vale la pena fare lo sforzo di andare al cinema e di sostenere le sale che tanto bene non se la stanno passando).

Immagine di copertina: ufficio stampa

 

 

 

 

 

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A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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