Still Wakes the Deep: la recensione dell’horror di The Chinese Room

Still Wakes the Deep, incubo nel Mare del Nord

Ecco la recensione di Still Wakes the Deep, videogioco sviluppato da The Chinese Room e pubblicato il 18 giugno 2024 da Secret Mode per PS5, Xbox Series X|S e Microsoft Windows. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una piccola perla da giocare tra gli indie horror. Nei panni di un elettricista su una piattaforma petrolifera, scopriremo cosa è successo ai nostri colleghi dopo un disastro causato dal risveglio di un essere primordiale, un incubo in mare aperto.

Trama: un incubo in mare aperto

La Beira D, piattaforma petrolifera della Cadal Inc.

Ambientato nel 1975 sulla Beira D (una piattaforma petrolifera della Cadal Inc.) al largo delle coste scozzesi, Cameron McLeary (detto anche Caz) non ha abbastanza esperienza come operaio, quindi svolge diverse mansioni come elettricista. Ha ricevuto questa occupazione grazie al suo amico Roy, cuoco sulla piattaforma, per sfuggire alla polizia scozzese in seguito a diversi crimini commessi sulla terraferma.

Dopo che Rennick, il capo della Beira D e un uomo molto irresponsabile, lo convoca con urgenza nel suo ufficio per licenziarlo, Caz è costretto a lasciare la piattaforma. Durante la partenza, una trivellazione provoca un disastro che fa cadere la maggior parte del personale in mare. Recuperato dai suoi colleghi, il protagonista scopre che la Beira D è infestata da tentacoli rossi che trasformano gli operai in mostri grotteschi e violenti. Starà a noi, impersonando Caz, risolvere i problemi della piattaforma che sprofonda velocemente e affrontare i colleghi infetti.

Gameplay e atmosfera: sopravvivenza e angoscia

I tentacoli che invadono la piattaforma petrolifera

Il gameplay è tipico dei survival horror in prima persona: niente armi con cui affrontare i nemici; solo oggetti da scaraventare per distrarre i nostri ex-colleghi terrificanti. Anche l’HUD è ridotto al minimo: nessuna mappa, nessuna barra dei punti salute, solo un indicatore dell’obiettivo corrente e i comandi su schermo, insomma, l’essenziale per cercare di sopravvivere tra i corridoi metallici bui e stretti della piattaforma. Nonostante il format della trama e del gameplay sia qualcosa di già visto, ciò che rende unico Still Wakes the Deep è certamente l’ambientazione molto immersiva a cui è affidato il compito di farci sentire soli, indifesi e soffocati dai muri (e dall’acqua) in preda a un pericolo costante e a rumori minacciosi. Il tutto è condito da un eccellente doppiaggio in accento scozzese e quel senso di umorismo, seppur raro, per sdrammatizzare la situazione.

Qualche criticità tecnica

Still Wakes the Deep utilizza il famoso motore grafico Unreal Engine 5, ancora oggi problematico sotto diversi aspetti, come il dover utilizzare tecnologie IA, ad esempio il Frame Generation di NVIDIA, oppure l’upscaling della risoluzione per funzionare al meglio a costo della qualità dell’immagine. Il gioco inoltre presenta piccoli bug grafici riguardanti i movimenti dei nemici, che si compenetrano non poche volte nelle strutture metalliche, e qualche problema audio in cui compare il sottotitolo senza un interlocutore.

Conclusioni: un horror da recuperare?

I corridoi della Beira D sono costantemente bui e minacciosi

Nonostante i piccoli difetti tecnici e il non essere completamente adatto a tutti, Still Wakes the Deep è assolutamente un titolo horror da recuperare. Rappresenta un ponte tra realtà e incubo che metterà alla prova il vostro coraggio e la vostra capacità di restare calmi nelle situazioni peggiori.

Fonte immagini in evidenza e all’interno dell’articolo: pagina Steam del gioco

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