Canzoni di Niccolò Fabi: 5 da ascoltare

Canzoni di Niccolò Fabi: 5 da ascoltare

Niccolò Fabi è un cantante e produttore romano che ha iniziato la sua carriera su incoraggiamento del padre, anch’egli noto produttore musicale, suonando in diversi locali della capitale. Si farà poi conoscere dal grande pubblico raggiungendo il successo nel 1997 con il celebre brano Capelli, grazie al quale riceverà il premio della critica alla quarantasettesima edizione del Festival di Sanremo. La sua scrittura particolarmente emotiva e intima ha dato vita, negli ultimi anni, a brani che sono stati sempre più apprezzatati dai suoi fan, come vedremo in particolare, in questo articolo nel quale consigliamo 5 canzoni di Niccolò Fabi da ascoltare. Il cantautore, nel corso della sua carriera, è riuscito abilmente a fare da ponte tra diversi generi musicali, spaziando tra il filone neoclassico e quello pop elettronico.

In questo articolo parleremo di 5 canzoni di Niccolò Fabi da ascoltare:

1. È non è

È non è è un brano appartenente all’album La cura del Tempo pubblicato nel 2003. Sebbene non presenti una melodia particolarmente ritmata, tipica di altri brani come Capelli, è una delle canzoni di maggiore successo di Niccolò Fabi e nel 2006 è stata anche reinterpretata dalla cantante Laura Pausini. Si tratta di un testo dal significato molto profondo, in cui il cantautore prova a spiegare il senso della vita come qualcosa di inarrivabile, da qualsiasi prospettiva la si guardi. Di particolare rilievo è la frase «Non è un dovere dover invecchiare» che lascia pensare alla drammatica possibilità di uscire per propria decisione dal flusso della vita che scorre inesorabilmente.

2.  Essere speciale

Essere speciale è un brano anch’esso incluso nell’album La cura del Tempo del 2003. In questo brano, a livello tematico, ascoltiamo un Niccolò Fabi diverso se consideriamo la leggerezza dei brani che fino ad allora aveva caratterizzato i suoi album. La canzone presenta una melodia molta delicata e soave, in grado di trasmettere forza e speranza a chi la ascolta. Nonostante si tratti di un brano poco conosciuto, i giochi di parole utilizzati dal cantante sono notevoli e, soprattutto, la dedica rivolta alla figlia risulta essere molto emblematica quando scrive: «Non vorrei che tu dicessi quello che so ma quello che non so dire.»

3. Il negozio di antiquariato

Il negozio di antiquariato è una canzone del 2003 che, con il suo ritmo scorrevole, dimostra quanto le parole scelte da Niccolò Fabi nei suoi brani non siano mai scontate o banali. All’interno di questa canzone possiamo individuare tutti i tratti distintivi della sua forma espressiva: la raffinatezza, la semplicità, la profondità. Il modo con il quale Fabi riesce a spiegare cose difficili attraverso parole semplici ed estremamente poetiche, permette a questo brano di poter essere ascoltato più e più volte, trovando sempre un nuovo significato, come ad esempio all’interno della strofa: «non si può cercare un negozio di antiquariato in via del corso ogni acquisto ha il suo luogo giusto e non tutte le strade sono un percorso».

4. Facciamo Finta

Facciamo Finta è la dimostrazione di quanto a volte possa essere catartico raccontare delle proprie ferite più profonde tramite la musica. Fabi scrive questo brano nel 2016 per ricordare sua figlia Olivia, scomparsa a soli due anni, a causa di una malattia fulminante. Possiamo notare, in particolare, nella strofa in cui scrive «Facciamo finta che io mi nascondo tu mi vieni a cercare e anche se non mi trovi, tu non ti arrendi perché magari è soltanto che mi hai cercato nel posto sbagliato» quanto il suo dolore avesse un bisogno urgente di essere raccontato e condiviso. Anche in occasione di un evento così tragico, l’arte poetica del cantautore non delude le aspettative dei suoi fan, trasmettendo lo straziante desiderio di un padre nel voler trovare sua figlia ancora a casa.

5. Lasciarsi un giorno a Roma

Lasciarsi un giorno a Roma è una canzone che Niccolò Fabi presenta in gara nel 1998 al Festival di Sanremo. Il brano, che è tra i più romantici del cantautore, si concentra su una storia d’amore finita. L’artista si rivolge alla sua donna e le chiede di lasciarsi per poi dimenticarsi in modo definitivo. Sebbene tra le prime strofe si faccia spazio una vena molto malinconica, in realtà, nel ritornello capiamo come l’idea di separarsi da qualcuno a volte sia l’unica soluzione necessaria per poter guardare avanti nella propria vita. Risulta particolarmente emozionante il modo in cui il cantautore usa alcune parole per sancire il sofferto distacco dalla donna amata augurandole, ad ogni modo, di stare bene in futuro. Come dimostra, ad esempio, con la strofa: «fai finta che è normale non riuscire a stare più con me cerca un modo per difenderti, una ragione per pensare a te.»

Fonte immagine: Wikimedia Commons

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