Con “La città ideale // Il vecchio e il mare“, il contatore marchignolo Dirlinger inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, affidandosi a un doppio singolo pubblicato in digitale e in vinile come un “moderno” 45 giri. Due brani complementari, tra introspezione e ricerca di nuovi orizzonti, segnano un ritorno a sonorità più acustiche e raccolte, nate dopo il percorso live dell’album “cOntastorie” e realizzate interamente con sottrazione, suoni acustici, un amplificatore e il riparo di una casa…
| Elementi chiave | Dettagli del progetto |
|---|---|
| Artista | Dirlinger |
| Nuovo doppio singolo | La città ideale // Il vecchio e il mare |
| Formati di pubblicazione | Digitale e vinile (45 giri) |
| Regista del videoclip | Alice Mancin |
| Album precedente | cOntastorie |
- Il concetto di città ideale
- Le allegorie e i personaggi del videoclip
- Il ruolo dell’artista nel video
- La ricerca del suono ideale
- Il significato dell’amore nei due brani
Il concetto di città ideale
Inizierei con una domanda filosofica. Ti chiedo: la tua città ideale esiste davvero o è proprio la sua irraggiungibilità a renderla necessaria?
Non penso che “ideale” coimplichi l’essere perfetta e unica; dunque credo che possano esistere – almeno nel pensiero – tante città ideali, sia intese come persone del cuore sia come luoghi fisici.
Le allegorie e i personaggi del videoclip
Come nel video: tante allegorie viventi. Come nel film “Big Fish”… chi sono per davvero tutti questi personaggi?
Alice Mancin, ideatrice e regista del videoclip, mi raccontava di aver cominciato pensando alla serie di dipinti rinascimentali da cui anche il brano prende innegabilmente spunto. Io ho volutamente lasciato carta bianca ad Alice, perché già la seguivo e sapevo che siamo mossi da ideali e sentori comuni, e che quindi la sincronicità avrebbe fatto il resto. Così è stato: anche per lei La città ideale diventa uno spazio sicuro in cui essere liberi di esprimere sé stessi, senza sentirsi fagocitati. Ogni persona incarna personalità e aspirazioni diverse, che vivono in un mondo colorato e lontano da ogni competitività.
Il ruolo dell’artista nel video
E tu chi sei nel video? Sei te stesso o il tuo io ideale?
Credo di essere quello che sono, ovvero una persona che cerca di combattere con le proprie chiusure per essere più aperto ed espansivo. Poi io ho un pessimo rapporto con la mia immagine, quindi forse sono la persona meno adatta per parlare di sé in questo senso.
La ricerca del suono ideale
E dunque è questo anche il tuo suono ideale? Cioè l’assenza di sovrastrutture?
Più che nel suono è proprio l’idea di onestà e di vicinanza, calore e assenza di “pomposità” spesso presenti in altri generi e in altre musicalità italiane. Mi piacerebbe mantenere quest’attitudine di vicinanza e di avvolgimento caldo dell’ascoltatore senza precludermi di non variare mai nel suono. Anche perché il bello della varietà sonora è che, come per le tavolozze di colori, servono a raccontare emozioni, storie e tempi diversi.
Il significato dell’amore nei due brani
L’amore cosa diventa? Che tipo di relazione e di valore assumere ora nella tua vita e nel tuo modo di pensare alla canzone?
Ne La città ideale l’amore raccontato è più quello verso l’altro: per quello che può rappresentare e valere per noi, che sia un rifugio sicuro e libero e non oppressivo o un punto privilegiato da cui osservare il resto del mondo. Ne Il vecchio e il mare invece forse l’amore è più verso quello che si fa e in cui ci si rappresenta – un mestiere, una passione, un’attitudine nell’agire nell’ambiente – e che ci tiene a galla in alcuni imprevisti della vita, rendendoceli magari anche interessanti e piacevoli.
https://open.spotify.com/intl-it/album/3XHaMuQ9dXx4CqiXYnN7XX?si=54Y8yRMcQm2VMlqmQcOM2Q

