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Found Heaven di Conan Gray: 5 canzoni da ascoltare

Found Heaven di Conan Gray: 5 canzoni da ascoltare

A cavallo tra il successo di Superache (2022) e il nuovissimo Wishbone (2025), si piazza un’era durata forse troppo poco, che ha scosso la fanbase della pop-star Conan Gray donandoci Found Heaven: un album dall’estetica nostalgica ma al tempo stesso profondamente innovativo e pieno di personalità.

Conan Gray e l’ispirazione dietro Found Heaven

Riuscire a trasformare in parole i sentimenti contorti e spesso contraddittori dell’animo umano e l’intensità con la quale la nostra generazione li affronta non è assolutamente una novità per Conan Gray, un artista contraddistinto da una sensibilità sempre più rara al giorno d’oggi. Found Heaven è il terzo album in studio del cantante, nato dalla convergenza di esperienze personali e profondi momenti di riscoperta (come la prima relazione dell’artista e le conseguenze della sua fine), coronati dalla scintillante e teatrale estetica di fine anni ’70 e inizio anni ’80.

L’artista ha infatti voluto sperimentare con un sound completamente diverso dai precedenti lavori (Kid Krow e Superache), contraddistinto da musicalità synth-pop e un pizzico di rock and roll, sulle orme di grandi artisti come gli A-ha, i Queen, Elton John, David Bowie e tanti altri. L’ispirazione sarebbe arrivata una sera qualunque dopo aver rivisto il celebre Dirty Dancing (1987) e il resto, per i fan, è già diventato storia. Il logo scelto per l’album, inoltre — una stella racchiusa in una goccia — è un simbolo di coraggio, un promemoria che la vita va vissuta nonostante i rischi e che ci può essere bellezza anche nel dolore.

1. Found Heaven

Questa traccia non solo apre l’album e ne condivide il titolo, ma è anche la prima canzone scritta dall’artista ed è diventata di conseguenza il manifesto di tutto Found Heaven. Aperto da cori evocativi e un’atmosfera solenne, questo brano pone l’accento sull’accettazione di sé stessi e sul «vivere a modo proprio», anche se questo può significare deludere le persone intorno a sé e nonostante gli insegnamenti ricevuti. Lo stesso Conan ha affermato di essere stato cresciuto in modo molto religioso, ma che la canzone non vuole essere una critica ad alcun monoteismo in particolare. Vuole essere invece un luogo sicuro per chi non si è mai sentito accettato crescendo in un contesto del genere ed è estremamente facile rivedersi nelle parole dell’artista, in cui non è affatto forzato leggere anche riferimenti alla vasta sfera della sessualità — d’altronde, l’esperienza queer e la religione sono spesso state oggetto di dibattito sociale e lo sono tutt’oggi.

2. Never Ending Song

Si dice che ogni storia abbia un inizio e una fine… ma forse non è sempre così. Alcune storie, infatti, sembrano non finire mai, soprattutto quando si parla di relazioni tumultuose ed è proprio di questo che parla Never Ending Song. Una giacca di pelle nera e occhiali da sole nel pieno della notte sono tutto ciò che serve per scatenarsi tra le corsie di un supermercato sulle note della nostra canzone preferita e diventano l’armatura perfetta per esprimere i propri sentimenti con ironia e una finta disinvoltura. Con il suo registro grave, un ritmo accattivante e una coreografia travolgente, Conan ci fornisce la ricetta ideale per una canzone che vorremmo davvero non finisse mai.

3. Eye of the Night

I riferimenti ai mitici anni ’80 non si fermano certo a giacche di pelle e balli in stile Michael Jackson ed è con questa canzone che Conan Gray costruisce un’atmosfera assolutamente mistica e inquietante, con una possibile ispirazione a due hit indiscusse di quel periodo: Eye of the Tiger dei Survivor (1982) e Somebody’s Watching Me di Rockwell (1984). Il brano incarna perfettamente la paranoia e la sensazione costante di essere osservati e perseguitati da quella che potrebbe essere una vecchia fiamma. In città è notte fonda e non c’è nessuno, ma in qualche modo è come se questa persona ci guardasse attraverso l’occhio della Notte”.

4. Killing Me

Co-dipendenza e frustrazione, l’incapacità di staccarsi da qualcuno anche quando siamo ben consapevoli che ci sta facendo soffrire: Killing Me esprime tutta la disperazione dell’Io narrante per un amore senza futuro e il suo odio per qualcuno che non lo apprezza come merita. E nonostante ciò, non riesce a liberarsi dalle grinfie di questa situazione tossica e si aggrappa ad ogni più piccola interazione come con una vera e propria dipendenza, sperando che l’altro lo liberi in un atto di misericordia che non arriva mai. 

5. Winner

Quest’ultima canzone è senz’altro una delle più forti di tutto l’album a livello emotivo e si percepisce chiaramente quanto sia personale per l’artista. Winner è una canzone per chi, semplicemente, è stanco di lottare; per i momenti in cui non si può fare nient’altro, per ritrovare pace in sé stessi, che darla vinta a chi ci ha ferito. «Ho scritto questa canzone alle due di notte, si è rovesciato tutto sul piano in un momento. […] Ora capisco che c’è una certa libertà nel riconoscere che si è stati feriti» rivela l’artista, che già nella struggente Family Line si apriva sul proprio contesto familiare e quanto determinate dinamiche abbiano influito su di lui crescendo. Nel riconoscere e dare spazio a questo dolore, in un certo senso è come se si riacquistasse un po’ di controllo, in modo da lasciare andare certe situazioni una volta per tutte.

Found Heaven è un vero e proprio capolavoro che mostra un lato tutto nuovo di Conan Gray e quanto sia importante per un artista sperimentare per costruire singolo dopo singolo uno stile unico. Oltre alle canzoni che abbiamo visto, naturalmente non mancano tracce profondamente emotive, come Miss You Forever With Me, e altre più frizzanti e sbarazzine (e forse anche un po’ sarcastiche), come Boys & Girls e Bourgeoisieses. Per chi volesse ascoltare il resto di Found Heaven, può farlo qui.

Fonte immagine di copertina: Spotify

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