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Buffalo 66 di Vincent Gallo: Recensione

Buffalo 66 è un film diretto dal controverso regista indipendente Vincent Gallo. Dico che è una figura controversa per vari motivi, tra cui la sua personalità eccentrica che ha portato a pochi finanziamenti per i suoi film, oltre al fatto che il suo secondo film, Brown Bunny, è stato un disastro sia critico che finanziario.

Nonostante le difficoltà produttive e la limitata distribuzione, Buffalo 66 è diventato un film cult degli anni ’90. Il film è un vero e proprio lavoro indie dato che è scritto, diretto e interpretato dallo stesso Gallo, che assume il ruolo del protagonista, Billy Brown.

La trama di Buffalo 66

La storia segue Billy Brown, un uomo appena uscito di prigione che, per evitare di deludere i genitori, rapisce una giovane donna di nome Layla (Christina Ricci) costringendola a fingersi la sua fidanzata. Questa premessa surreale  dà vita alla trama che si muove su vari piani emotivi confusionari ma profondi, con un protagonista odiabile ma patetico nel senso greco della parola, e temi di solitudine, mascolinità tossica e aspettative sociali che sembrano essere sempre più rilevanti in questo decennio.

La cinematografia e le interpretazioni

La fotografia del film è uno degli elementi più interessanti, i colori sono muti e freddi tendenti al blu e al grigio, proprio come una polaroid, conferendo alla città di Buffalo un’atmosfera desolata e grigia che sembra catturare l’angoscia interiore del protagonista. Seguiranno scene che diventeranno iconiche per il loro anacronismo, quali questa scena dove Christina Ricci balla al ritmo di Moonchild dei King Crimson.

Uno degli elementi più apprezzati di Buffalo 66 è senza dubbio la recitazione. Vincent Gallo porta sullo schermo un Billy Brown disilluso, rabbioso e goffo, ma allo stesso tempo fragile e bisognoso di affetto. Molti ritengono sia semplicemente Vincent Gallo che recita se stesso, e non penso abbiano tutti i torti. Il suo personaggio è intrappolato in un ciclo di frustrazione e autodistruzione, e la sua incapacità di comunicare le proprie emozioni lo rende al tempo stesso lo rende un personaggio profondamente umano.

Christina Ricci, nel ruolo di Layla, offre un’interpretazione ipnotizzante e magnetica. Il suo personaggio, inizialmente vittima delle circostanze, si rivela essere molto più di una semplice comparsa nella storia di Billy. Layla accetta con naturalezza l’assurdità della situazione, rispondendo con dolcezza e spontaneità alle insicurezze del protagonista. La sua presenza è quasi fiabesca per quanto irrealistica: rappresenta una possibilità di redenzione per Billy, un barlume di affetto in un mondo altrimenti ostile e soffocante. 

Billy e Layla

Uno degli aspetti più affascinanti di Buffalo 66, infatti, è il rapporto tra i due protagonisti. Billy è un uomo rabbioso, pieno di rancore verso il mondo e in particolare verso i suoi genitori, la cui freddezza ha contribuito alla sua profonda insicurezza e a un modo di trattare Layla che tende all’aggressione. Layla, al contrario, è dolce e misteriosa, con un atteggiamento quasi giocoso nei confronti di Billy, come se fosse l’unica a vedere oltre la sua corazza di aggressività e disagio, dandogli un po’ di speranza.

Senza mai diventare sdolcinato, il film riesce a tratteggiare una relazione che, pur nascendo da una situazione assurda e violenta, si trasforma lentamente in qualcosa di autentico e umano, regalando al pubblico scene profonde, poi diventate iconiche.  Ricordiamo che questo era il film preferito di Kurt Cobain.

Buffalo 66 di Vincent Gallo è decisamente un film da consigliare se si vuole vedere un lavoro completamente indie e con temi e stili strambi, decisamente non è per tutti, ma almeno vi susciterà forti emozioni, negative o positive!

Fonte immagine: Wikipedia ({{Fonte = fotogramma autoprodotto |Data = 19 luglio 2013 |Autore = Johnny Freak |Licenza = |Detentore copyright = Cinépix Film Properties }}

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