Home | Attualità | Femminicidio a Loreto: la storia di Luigia Fortunato

Femminicidio a Loreto: la storia di Luigia Fortunato

Luigia Fortunato aveva 33 anni. Era una madre, una lavoratrice e viveva a Loreto, in provincia di Ancona. Aveva deciso di interrompere la relazione con il compagno, ma i due continuavano a vivere nella stessa abitazione per consentire al figlio di sette anni di crescere con entrambi i genitori. Una scelta che, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, si svolgeva però in un contesto di forte conflittualità. Il bambino, fortunatamente, al momento dell’aggressione si trovava con la nonna materna e non ha assistito all’omicidio.

Aspetto analizzato Dati e concetti chiave
Vittima e luogo Luigia Fortunato, 33 anni, madre di un bimbo di 7 anni, residente a Loreto (Ancona).
Reo confesso e accusa Sami Khemaies, 39 anni, accusato di omicidio volontario aggravato.
Riferimento legislativo Articolo 577-bis del Codice penale (delitto autonomo di femminicidio in Italia).
Modelli criminologici Ciclo della violenza (Walker), controllo coercitivo (Stark), Power and Control Wheel.
Fenomeno dell’overkill Accanimento violento letale superiore al necessario, legato a dinamiche di possesso.

1. Il caso di Loreto: l’omicidio di Luigia Fortunato

Per l’uccisione della donna ha confessato Sami Khemaies, 39 anni, di origine tunisina. Secondo gli investigatori, la relazione era ormai conclusa da tempo e tra i motivi di tensione vi erano la separazione e la gestione del figlio. L’uomo si è costituito ai carabinieri dopo il delitto ed è accusato di omicidio volontario aggravato. Dalle cronache emerge inoltre un passato giudiziario segnato da una condanna per reati legati allo spaccio di droga, dalla detenzione e da un’evasione dagli arresti domiciliari nel 2020 dopo la rimozione del braccialetto elettronico. Sono elementi che fanno parte della sua storia personale, ma che non spiegano da soli quanto accaduto.

2. La definizione scientifica e giuridica di femminicidio

Quello di Luigia Fortunato non è soltanto un nuovo fatto di cronaca nera. È un femminicidio, perché la parola femminicidio non indica il sesso della persona uccisa, ma il motivo per cui viene uccisa. In criminologia, psicologia e oggi anche nel diritto italiano, il termine identifica gli omicidi che maturano in un contesto di dominio, controllo, possesso, prevaricazione o incapacità di accettare l’autonomia della donna e la fine di una relazione. È una definizione costruita in oltre cinquant’anni di ricerca, a partire dagli studi della criminologa Diana Russell, sviluppata dall’antropologa Marcela Lagarde e progressivamente recepita dalle politiche internazionali contro la violenza di genere.

3. Il quadro normativo italiano e l’articolo 577-bis del Codice penale

L’Italia ha recentemente compiuto un ulteriore passo in questa direzione introducendo il delitto autonomo di femminicidio con l’articolo 577-bis del Codice penale. La nuova norma riconosce che esistono omicidi nei quali il movente è rappresentato dall’odio, dalla discriminazione, dal controllo, dal possesso o dalla volontà di limitare la libertà della donna in quanto tale o di punirla per aver rifiutato o interrotto una relazione affettiva. Il legislatore ha così recepito quanto la ricerca scientifica sostiene da decenni: non tutti gli omicidi di donne sono femminicidi, ma quando il movente è legato alla violenza di genere è necessario riconoscerne la specificità per comprenderlo e prevenirlo.

4. Il ciclo della violenza e il controllo coercitivo nella relazione

Gli studiosi descrivono il femminicidio come il possibile esito finale di un percorso che raramente nasce all’improvviso. La psicologa Lenore Walker ha illustrato il ciclo della violenza, caratterizzato dall’alternarsi di tensione, aggressione e apparente riconciliazione. Il sociologo Evan Stark ha poi approfondito il concetto di controllo coercitivo, mostrando come la violenza si costruisca attraverso isolamento, sorveglianza, svalutazione, intimidazioni, controllo economico e limitazione progressiva dell’autonomia della partner.

La ruota del potere e del controllo nella violenza di genere

È il cosiddetto modello della “Power and Control Wheel“, la ruota del potere e del controllo, oggi utilizzato nella formazione di magistrati, forze dell’ordine e operatori dei centri antiviolenza. In questa prospettiva, l’omicidio rappresenta il punto estremo di una dinamica di dominio che spesso precede di mesi o anni la violenza letale.

5. Il fenomeno dell’overkill nella psicologia forense

Anche alcune caratteristiche delle aggressioni sono oggetto di studio da parte della psicologia forense e della criminologia. Nei casi di omicidio commessi con armi da taglio non è raro che venga riscontrato un numero molto elevato di ferite. La letteratura internazionale definisce questo fenomeno overkill, ossia un livello di violenza nettamente superiore a quello necessario a provocare la morte. Gli studiosi sottolineano che l’overkill non permette di stabilire con certezza le intenzioni del singolo autore e non può sostituire una valutazione processuale o peritale. Tuttavia, sul piano statistico e simbolico, viene frequentemente associato a una fortissima componente emotiva, alla perdita del controllo, alla rabbia, all’umiliazione percepita e a dinamiche di possesso.

Il significato psicologico e simbolico dell’accanimento

Diversi lavori di psicologia sociale e criminologia interpretano questo accanimento come l’espressione estrema della volontà di esercitare un dominio assoluto sulla vittima, fino a negarne l’identità e la soggettività. Non è una conclusione riferibile automaticamente a ogni singolo caso, ma una chiave interpretativa che emerge con ricorrenza nella ricerca.

6. La prevenzione del femminicidio: riconoscere i segnali d’allarme

Per questo il femminicidio non può essere ridotto a un “raptus”, a un litigio degenerato o a un evento imprevedibile. La ricerca mostra che, nella maggior parte dei casi, esistono segnali precedenti:

  • gelosia patologica;
  • minacce e controllo;
  • stalking e ricatti emotivi;
  • difficoltà ad accettare la separazione e la libertà della partner.

La fine della relazione rappresenta uno dei momenti di massimo rischio, perché mette in crisi il potere che l’autore ritiene di esercitare sull’altra persona.

Una riflessione sulla storia di Luigia Fortunato

La storia di Luigia Fortunato si inserisce dentro questa realtà. Una donna che aveva scelto di porre fine a una relazione, una madre che aveva cercato di preservare il rapporto tra il figlio e il padre continuando a condividere la stessa casa, un bambino che oggi cresce senza la madre ma che, almeno, è stato risparmiato dall’orrore di assistere alla sua uccisione.

(Di Yuleisy Cruz Lezcano)

Domande frequenti

❓ Qual è il significato scientifico di femminicidio?

Il termine femminicidio non indica semplicemente il sesso della vittima, ma definisce gli omicidi che maturano in contesti di dominio, possesso, controllo, prevaricazione o incapacità di accettare la fine di una relazione e l’autonomia della donna.

❓ Cosa stabilisce l’articolo 577-bis del Codice penale?

L’articolo 577-bis introduce nell’ordinamento italiano il delitto autonomo di femminicidio, sanzionando specificamente gli omicidi motivati da controllo, possesso, odio di genere o volontà di punire la donna per aver interrotto una relazione affettiva.

❓ In cosa consiste il ciclo della violenza?

Teorizzato dalla psicologa Lenore Walker, il ciclo della violenza descrive l’alternarsi ciclico di accumulo della tensione, aggressione esplosiva e fasi di apparente riconciliazione (“luna di miele”) all’interno della relazione abusante.

❓ Cos’è il fenomeno dell’overkill nella psicologia forense?

L’overkill indica un livello di violenza fisica letale nettamente superiore a quanto necessario per causare il decesso della vittima. In criminologia, pur richiedendo valutazioni caso per caso, è spesso collegato statisticamente a forti dinamiche di possesso e perdita del controllo emotivo.

Altri articoli da non perdere
Acqua in bottiglia: il lato oscuro di un’industria lucrativa
Acqua in bottiglia

L’Italia è la prima in Europa per il consumo di acqua in bottiglia Un dato sicuramente non positivo né confortante Scopri di più

Le donne in cronaca nera, ideologie e stereotipi
Le donne in cronaca nera: ideologie e stereotipi

Più di sei femminicidi dall'inizio del nuovo anno e la lista di nomi continua ad essere inondata senza sosta. Le Scopri di più

Il problema dei 3 corpi, la serie TV Netflix | Recensione
Il problema dei 3 corpi, la serie TV Netflix | Recensione

Il problema dei 3 corpi – in originale 3 Body Problem – è una serie Netflix distribuita nel 2024, prodotta Scopri di più

Il nove maggio in Russia: cos’è la giornata della vittoria
giornata della vittoria

Con l'inizio del conflitto russo-ucraino nel 2022, l'interesse mediatico verso la Russia è cresciuto esponenzialmente. Ogni anno, in primavera, l'attenzione Scopri di più

Giulia: il nuovo film italiano da Venezia a Napoli
Giulia: il nuovo film italiano da Venezia a Napoli

Giulia. Ha un nome di donna il nuovo film di Ciro De Caro, presentato a Napoli nell’ambito della rassegna “Venezia Scopri di più

Misteri irrisolti del Regno Unito: 4 casi celebri
Misteri irrisolti del Regno Unito

I misteri irrisolti del Regno Unito, teatro di una fitta rete di crimini e misteri controversi, continuano a alimentare interrogativi Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

Vedi tutti gli articoli di Marcello Affuso

Commenta