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Eroica Fenice

Musica

Mujeres Creando al Piccolo Bellini, un trionfo al femminile

Recensione e foto del concerto della Mujeres Creando al Piccolo Bellini Energia. Talento. Creatività. Se si potesse riassumere, con sole 3 parole magari, cosa significa assistere ad un concerto delle Mujeres Creando, sarebbero senza dubbio queste. Ma semplicemente non si può. È un inno alla gioia e alla vita così altisonante e pregno che è difficile da spiegare, si può solo vivere, avere la fortuna di farlo. Quel che è certo, invece, è che il penultimo appuntamento della rassegna firmata dalla Apogeo Records, che, oltre a produrla in collaborazione con Upside Production, ha affiancato il BeQuiet nella direzione artistica, è stato un successo. Un successo soprattutto per la qualità messa in scena dai suoi artisti, o meglio della sue artiste (esclusion fatta per gli O Rom e Massimo De Vita dei Blindur), a partire da Lena A. che, nonostante le non perfette condizioni di salute, si è confermata ad altissimi livelli ed ha aperto magnificamente lo show tenutosi al Piccolo Bellini. Discorso analogo vale per Dolores Melodia e Fabiana Martone, che hanno portato entusiasmo, colore e splendide vibrazioni partenopee sul palco e contribuito a rendere unico e indimenticabile un concerto che il pubblico aspettava da tempo, dato che l’evento è andato sold-out dopo pochi giorni. E questo non può che fare piacere. Nel marasma di spettacoli, performance, mostre e trambusto, riempire una qualsiasi sala è un piccolo miracolo. Ma le ragazze ci sono riuscite meritandosi ogni singolo applauso, ogni singola carezza dei loro amati sostenitori. Mujeres Creando, note biografiche Ma chi sono e da dove vengono le Mujeres? Le Mujeres Creando sono una band composta da cinque musiciste napoletane, che sperimenta sonorità il cui fil rouge è costituito dall’originale set strumentale utilizzato: violino, fisarmonica, chitarra cross-over, percussioni e loop station. Nasce nel 2010 con una formazione di trio, quando tre donne amanti della musica, Anna Claudia Postiglione, chitarrista, Igea Montemurro, violinista e Giordana Curati, fisarmonicista, si incontrano ed iniziano a suonare insieme. La motivazione cresce e arriva a coinvolgere l’interesse di una delle voci più interessanti del panorama partenopeo: Assia Fiorillo. È il 2011 e le quattro decidono di dar vita ad un vero e proprio gruppo: le Mujeres Creando. Il nome è mutuato dal collettivo femminista sudamericano, e in italiano significa “Donne che creano”. I brani che nascono, Tangorà, Once more, L’idea, Ex Valzer, Le stelle sono rare vengono inseriti in uno spettacolo che il gruppo porta in diversi locali. Nel 2014 le Mujeres Creando vengono ingaggiate dal comune di Marsala (TP) per un’esibizione in teatro in occasione dell’8 Marzo. A quella giornata, e alla storia dell’autodeterminazione delle donne, viene dedicata la scrittura di un altro inedito: A woman’s day. Per l’occasione del tour siciliano si unisce al gruppo Marisa Cataldo, eclettica musicista e specialista in percussioni e batteria. Nel luglio 2015, la band si esibisce alla serata di gala dell’ “AJD Alto Jonio Dance Festival”, selezionata come miglior band emergente. A giugno 2016 è selezionata tra le migliori band emergenti ed invitata a partecipare al festival “Meeting del mare […]

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CASA SANREMO XIII EDIZIONE: SIGLA LA PARTNERSHIP CON RAI E DIVENTA LA CASA DEL FESTIVAL

Casa Sanremo, creata ideata e realizzata 13 anni fa dal Consorzio Gruppo Eventi, arriva a una data importante della sua storia, firmando una partnership con RAI e diventando ufficialmente “La Casa del Festival”. Il taglio del nastro avverrà domenica 2 febbraio, alle 19, con il Presidente del Consorzio Gruppi Eventi Vincenzo Russolillo al fianco di Antonio Marano, Presidente di Rai Pubblicità. “Questa è un’edizione molto importante per Casa Sanremo – afferma Vincenzo Russolillo, Presidente di Consorzio Gruppo Eventi – La crescita del progetto, nato 13 anni fa da un’idea condivisa con Mauro Marino, oggi diventa più forte e concreta nella partnership con RAI, che si traduce in un lavoro incrociato, fianco a fianco con la Tv di Stato, e diventa esponenziale e esplosiva con “Tra palco e città” e la triangolazione con il Teatro Ariston e il grande palco di Piazza Colombo. Restano alcuni punti fermi, che il pubblico ha imparato ad amare, come l’opportunità di vedere il Festival in diretta sui megaschermi allestiti nei teatri di Casa Sanremo e l’ampio planning di eventi, che mette in vetrina tanti ambiti, dal social alla cultura, al food, per permettere a cittadini, turisti e addetti ai lavori, che in quei giorni affollano Sanremo, di vivere con uno spirito di euforia la settimana del Festival della musica italiana. Oggi, finalmente vediamo realizzato il nostro sogno: quello di essere parte integrante dell’evento più seguito dagli italiani”. “Quest’anno – afferma Antonio Marano, Presidente di Rai Pubblicità –, grazie alla partnership siglata da Rai e Rai Pubblicità con il Consorzio Gruppo Eventi, Casa Sanremo diventa un luogo ancor più vivo e pulsante, dove arriveranno tutti gli ospiti della kermesse canora più amata di Italia e dove saranno ospitati una serie di eventi istituzionali, culturali e musicali aperti al numeroso pubblico sanremese, che, come sempre, potrà accedere ai teatri anche per seguire il Festival sui megaschermi. Dalla mattina alla notte, con una programmazione che culmina nell’atteso Altro Festival, Casa Sanremo ospiterà nella VIP Lounge Mango collegamenti in diretta con le trasmissioni RAI del daytime e accenderà le notti sanremesi con showcase degli artisti in gara e dj set a cura di Radio2”. Ma le novità non si fermano qua. In occasione della 70ª edizione, il Festival esce dall’Ariston per coinvolgere come mai prima d’ora la città di Sanremo, con il progetto crossmediale “Tra palco e città”, la cui produzione esecutiva è stata affidata proprio al Consorzio Gruppo Eventi, che porterà l’intrattenimento della settimana del Festival tra la gente nelle piazze e nei palazzi storici della città. Un lungo red carpet collegherà il Teatro Ariston a Casa Sanremo, passando per Piazza Colombo, dove sarà collocato un grande palco, sede dei programmi TV e Radio della Rai e main stage degli eventi collaterali, con concerti ed esibizioni dalla mattina fino a notte fonda.

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NEMEA BEAUTY EVENT: ED È SUBITO PARTY VIP PER L’OPENING

Un salotto del Wellness nel cuore della provincia di Napoli! Si presenta così Nemea Beauty con un VIP party in pieno stile Nemea. L’evento si terrà nella sede di Nemea Energy Village, che con i suoi oltre 5.000 mq di servizi, diventa nuovamente scenario di un evento senza eguali, per l’inaugurazione della moderna e tecnologicamente innovativa struttura dedicata alla bellezza. E per sottolineare l’importanza di questo evento, non potevano mancare degli ospiti all’altezza, che accompagneranno nel percorso della presentazione clienti, curiosi ed appassionati del segmento beauty. L’evento festeggia due ricorrenze importanti: l’opening di Nemea Beauty ed il terzo compleanno di Shinto Napoli. Una serata fortemente voluta dalla famiglia Castaldo, da Pietro Izzo e Carmine Russomanno, in collaborazione con la club manager Giada Punzo. GLI OSPITI – A partire dalle ore 18, porte aperte aspettando gli ospiti della serata che sono rappresentati da nomi illustri dello sport come il direttore tecnico della struttura Massimiliano Rosolino, ex nuotatore e campione olimpico; il pugile originario di Casoria e campione italiano di “Pesi Gallo”, Vincenzo Picardi ed il calciatore Diego Armando Maradona Junior. Ma per un evento così glamour, sono attesi anche i nomi dello spettacolo come: una delle donne più belle della TV italiana, Elisabetta Gregoraci; l’influencer Ramona Amodeo e ciliegine sulla torta… tre “belli da impazzire”: l’ex ballerino di Amici e ormai presentatore televisivo Stefano De Martino; il fascinoso Jeremias Rodriguez e dulcis in fundo, il bello delle fiction Gabriel Garko. Completa il parterre il giornalista Massimo Borgnis, direttore di Spy e vicedirettore del settimanale Chi. NEMEA BEAUTY – Nemea Beauty è uno “spazio emozionale” nuovo, e durante l’evento sarà possibile conoscere la tecnologia dei macchinari, accompagnati da splendide hostess, che terranno dimostrazioni pratiche dei servigi dei macchinari LPG, Venus Generico, BodyAge e Seventy. Partner d’eccezione come i maghi della cura del corpo di Alla Violetta, ideatori del famoso “Metodo Alla Violetta” e che da quattro generazioni si occupa di estetica; l’Hair Designer Adriano Maruzzelli e la tradizione del 1850 con i gioiellieri Ventrella, che esporranno durante l’evento una collezione design di statue dedicate al patrono di Napoli, San Gennaro. BUON COMPLEANNO SHINTO – Subito dopo l’arrivo delle guest star all’evento, dalle 21.30 si passa al piano superiore della struttura polifunzionale, da Shinto per festeggiare il terzo compleanno del Sushi and Cocktail Experience Restaurant e degustare le sue eccellenze gastronomiche, dove si terrà una cena ad ammissione riservata con un DJ Set speciale che vedrà in l’animazione musicale di Fabrizio e Aurelio’s Fierro Band, e successivamente in consolle il DJ Filippo Nardi. L’APPUNTAMENTO – Nemea Beauty Event si terrà il 30 Gennaio 2020 a partire dalle ore 18.00 presso Nemea Energy Village a Via Pietro Donadio (ex S.S. Sannitica Km 9+500) a Cardito (NA).

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Anja. La segretaria di Dostoevskij – l’ultimo romanzo di Giuseppe Manfridi da IoCiSto

Continua il tour promozionale di Anja la segretaria di Dostoevskij. Dopo la prima presentazione/spettacolo con Ivana Lotito e Manfridi che si è tenuta lo scorso 17 novembre presso la splendida sede della casa editrice La Lepre dove i fortunati spettatori si sono visti servire anche un thé alla russa con samovàr e pasticcini; dopo la seconda presentazione alla fiera Più Libri Più Liberi il 7 dicembre dove Ivana Lotito, Ricky Tognazzi e Simona Izzo hanno letto dei brani del libro e infine dopo la Festa Russa per Anja al Teatro Marconi del 16 dicembre con una presentazione spettacolo, il prossimo 23 gennaio alle ore 18:00 la libreria IoCiSto (Via D. Cimarosa, 20 – Napoli) ospiterà la prima presentazione del 2020 di Anja la segretaria di Dostoevskij. Viviana Calabria modererà l’incontro che vedrà protagonista l’autore Giuseppe Manfridi. Giuseppe Manfridi, già co-sceneggiatore del film Ultrà (Orso d’Argento nel 1991, con la regia di Ricky Tognazzi, al Festival di Berlino), e già selezionato due volte per il Premio Strega, è scrittore e autore teatrale rappresentato in Italia e all’estero. Tra le sue commedie di maggior successo ricordiamo: Giacomo il prepotente (1989), Ti amo Maria! (1990), Zozòs (1994), La cena (in scena dal 1990). Il debutto nella narrativa lo vede subito nella dodicina dello Strega 2006 con Cronache dal paesaggio (Gremese 2006), evento che verrà replicato nel 2008 con La cuspide di ghiaccio (Gremese). Di recente ha pubblicato Filastrocche della nera luce. Cronache dalla Shoah (La Mongolfiera 2018). Nel 2016 ha pubblicato nelle nostre edizioni Anatomia della gaffe e, nel 2017, Anatomia del colpo di scena. Giuseppe Manfridi con questo romanzo si cimenta in una divertente e raffinata operazione di riscrittura di un momento topico della vita di Dostoevskij, quello in cui entra in scena Anja, sua giovanissima salvatrice che diventerà la seconda moglie e unico amore felice della vita del grande scrittore. Manfridi si diverte e fa divertire il lettore che si trova immerso in una storia vera ma ricca di invenzioni, dove l’autore gioca con le atmosfere dell’opera di Dostoevskij a cui rimanda, allude o cita in modo diretto. Il risultato è una storia d’amore, di letteratura e di debiti che non solo parla di Dostoevskij ma sembra anche appropriarsi del suo linguaggio, della vita interiore dei personaggi, della magia di Pietroburgo, della durezza della vita e del dramma esistenziale che la rende meravigliosa e tremenda. Bastano ventisei giorni a trasformare una adolescente in una moglie? Questa la domanda della Lepre che immediatamente inquadra uno dei temi cardine di questo libro. Anja. La segretaria di Dostoevskij racconta, infatti, l’incontro tra Dostoevskij e la giovane stenografa che sposerà. Siamo a San Pietroburgo anno 1866. Lo scrittore quasi cinquantenne Fëdor Michajlovič Dostoevskij è afflitto dall’epilessia e reduce dall’aver firmato un contratto-capestro col suo mefistofelico editore: si è impegnato a consegnare un nuovo romanzo nell’arco di un mese. In caso contrario perderà i diritti su tutte le sue opere passate e future. Consigliato dagli amici, si rivolge a una scuola di stenografia che gli mette […]

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Vo’ on the Folks compie 25 anni, al via la XXV edizione della storica rassegna veneta

Vo’ on the Folks compie 25 anni. La storica rassegna veneta dedicate alla world music e al folk, diretta da Paolo Sgevano, giunge alla XXV edizione e presenta come da tradizione un programma di quattro appuntamenti tra musiche e danze popolari, con artisti provenienti da Turchia, Irlanda, Scozia, Zambia e Moldavia. Dall’8 febbraio al 21 marzo 2020 la Sala della Comunità di Brendola, in provincia di Vicenza, accoglie alcune tra le più interessanti realtà della musica etnica contemporanea presentando un cartellone che coniuga tradizione e innovazione. Tra gli ospiti di questa edizione gli originali Dervisci rotanti del Galata Mevlevi Ensemble, la band irlandese The Outside Track, l’artista cosmopolita Namvula Rennie, la cantante e polistrumentista moldava Violeta Grecu. Ad inaugurare l’edizione 2020 del Vo’ on the Folks, sabato 8 febbraio alle 21, sarà il suggestivo spettacolo del Galata Mevlevi Ensemble del maestro Sheik Nail Kesova. Dichiarati dall’UNESCO patrimonio culturale dell’umanità, i dervisci rotanti rappresentano il simbolo del misticismo orientale, che prende origine nel tredicesimo secolo.  In scena portano un rituale antico 700 anni che rappresenta l’essenza della natura umana: lo spirito (mente e pensiero), l’amore (emozioni, poesia e musica) e l’anima (vita, movimento e Sema). Uno spettacolo inteso, emotivamente e spiritualmente, che cattura il pubblico lasciandolo senza fiato. Sabato 22 febbraio il secondo appuntamento della rassegna con l’unica data in Italia di The Outside Track, quintetto internazionale di musicisti celtici (quattro donne e un uomo, da Irlanda, Scozia e Canada), premiati come miglior band nei Live Ireland Award e Tradition In Review Award. Sempre in esclusiva nazionale anche i due eventi in programma a marzo. Sabato 7 tocca alla cantautrice, chitarrista e fotografa Namvula (già al fianco di Hugh Masekela e Anoushka Shankar) Dal vivo presenta un melting pot che fonde sonorità africane con elementi della tradizione folk scozzese, del jazz e della Latin music. Il 21, invece, per la serata conclusiva è la volta di Violeta Grecu, una delle più importanti e riconosciute artiste moldave, con all’attivo diverse collaborazioni con l’Orchestra Nazionale, in scena con Luca Nardon (percussioni) e Ionel Guzun (fisarmonica). Organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, il “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Come testimoniano gli ospiti che si sono esibiti a Brendola in questi anni: Hevia, Enzo Avitabile, Kocani Orkestar, Joana Amendoeira, Antonella Ruggiero, Jim Hurst, Carmen Souza, Mick O’Brien, Riccardo Tesi & Banditaliana, Tannahill Weavers, Djamel Laroussi, Fiamma Fumana, Phamie Gow, Mercedes Peon, Motion Trio, Vincenzo Zitello, Mariel Martinez, Mairtin O’Connor, John McSherry, Pierre Bensusan, Hamid Ajbar, Söndörgő, La Dame Blanche, solo per citarne alcuni. Fin dal 1996, Brendola – la porta dei Berici – ha accolto musiche, colori, storie e culture diverse unite in nome della massima libertà espressiva. Ingresso singolo spettacolo: INTERO 15 euro – RIDOTTO (soci Sala e ragazzi fino a 14 anni) 14 euro.

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Teatro

Deep Blue di Alberto Mele, tra nichilismo e speranza

Recensione dello spettacolo Deep Blue, con Antonio Buonanno e Pietro Tammaro, regia di Alberto Mele e Marco Montecatino 120 pagine. Queste sono bastate a Cormac McCarthy per ritagliarsi un posto importante nella letteratura contemporanea. Il suo Sunset Limited. Romanzo in forma drammatica è, a detta di molti, uno dei testi più importanti degli anni 2000 tanto da essere stato già adattato per il cinema (stessa sorte toccata ad un altra sua opera, Non è un paese per vecchi) e rappresentato con successo a teatro, la sua casa naturale. Naturale perché la quasi totalità del romanzo si compone della discussione tra i due protagonisti, Bianco e Nero, che alla maniera platonica sviscerano uno degli aspetti più oscuri dell’animo umano: il rapporto con la fede. Deep Blue e Sunset Limited, Bianco vs Nero 120 pagine. Nichilismo e speranza, poli antitetici che vedono al centro la figura dell’uomo, essere dilaniato dalla solitudine e dell’incertezza del futuro. Professore aspirante suicida il primo, ex carcerato in cerca di riscatto il secondo. Questo l’identikit degli unici personaggi che, in una stanza scarna e con solo un giornale e una Bibbia sul tavolo, cercano di trovare un senso alle loro vite. Nella dialettica al centro di Deep Blue, versione riadattata da Alberto Mele dell’opera di Cormac McCarthy, andata in scena al Teatro Tram nella seconda settimana di gennaio, c’è proprio l’impossibilità di trovare un compromesso tra esistere e morire, tra il dolore e il conforto che i testi sacri possono offrire. La prospettiva stessa di un’ulteriore vita, di un’ulteriore possibilità di riscontrare chi si è inevitabilmente perso durante il percorso terreno, potrebbe diventare motivo di ulteriore sofferenza. Deep Blue e le sue sfumature partenopee 50 minuti. Questi sono bastati ad Antonio Buonanno e Pietro Tammaro in Deep Blue per lasciare al pubblico un senso di sana e inquietante irrequietezza. La riscrittura di Alberto Mele ha fatto il resto. Caratterizzare il Nero con sfumature e atteggiamenti napoletani hanno reso la pièce più vivida, divertente e paradossalmente realistica. Pochi popoli come il partenopeo vivono con amore viscerale e umiltà il sentimento religioso e questo acuisce ancora di più il contrasto con l’essere forbito e cinico del Bianco. 50 minuti. Tante domande. Nessuna risposta. E ora?

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Collezione Fall Winter 2020/21 di Alessandro Legora: un inno alle donne forti

E’ una donna guerriera, fiera, di personalità quella andata in scena sulla passerella di Alessandro Legora che ha presentato nel “quartier generale” di Mariglianella la collezione Fall Winter 2020-21 con le sue tre linee: Alessandro Legora, Atelier Legora e Atelier Legora Bridal. “Legoriana” per eccellenza la vulcanica Pamela Prati chiuso la sfilata indossando un abito super femminile in paillettes rosa. Altro grande protagonista, il colore in tutte le sue meravigliose sfumature pastello, da indossare con sicurezza di giorno e di sera oltre al distintivo black & white di Legora. La collezione_ Il daywear firmato Alessandro Legora riporta prepotentemente alla ribalta i volumi androgeni, comodi, e introduce outfit di maglieria in cachemire di cui le tute sono la sua massima rappresentazione; sfilano cappotti di taglio comodo con dettagli in pelliccia ed ecopelliccia, tubini strizzati resi grintosi dalla zip a vista; ritornano le camicie in cotone indossate alla garconne sotto pullover di cachemire, giacche maschili. Un look sempre femminile che si ritrova anche negli abiti da sera dell’evening wear di Atelier Legora dove la fanno da padrone linee sinuose ed aderenti per esaltare le forme. Anche qui si parla di grandi ritorni come quello della spallina insellata removibile che ha cavalcato le tendenze degli anni ‘70-‘80. Ricompare il velluto declinato in abiti aderenti e drappeggiati, resi preziosi da fibbie gioiello realizzate artigianalmente per le linee Legora. Irresistibili i mini abiti in misto seta e duchesse scenograficamente costruiti sulle spalle. Protagonisti anche i completi in paillettes anni 80 nei colori più fashion. Ma c’è un altro protagonista indiscusso di questa collezione, sua maestà il capospalla, declinato in diverse forme, e in diversi tessuti dal doppio twill al panno in cachemire fino ad arrivare alla pelliccia sia vera  che ecologica proposti in vari modelli ispirati agli anni ’80 e, ovviamente, coloratissimi con una palette di colori che spazia dal grigio antracite all’azzurro. Per la linea Bridal lo stilista ha mandato in passerella una sposa romantica, fashion e femminile con un abito da sogno in tulle, pizzo in trasparenza e ricami che creano un sensuale gioco di vedo-non vedo, con un velo corto bordato da un fantastico pizzo chantilly: tutto questo ha evidenziato la maestria che sta dietro questa linea semisartoriale sia nella manodopera che nei tessuti lavorati interamente a mano. Gli ospiti_ Un folto e interessante parterre di ospiti ha partecipato al brunch proposto dal catering di Galà Eventi composto da addetti ai lavori, rivenditori, firme della stampa napoletana e volti noti dello spettacolo nonché amici di Alessandro Legora tra cui compaiono: Miriam Candurro, Monica Sarnelli, Giovanna Rei, Cristina Donadio, Floriana De Martino e Luisa Esposito, Fashion Dea, Manila Nazzaro, Marina Tagliaferri, Federica Ambrosini. Le novità_ In un momento in cui il mercato è invaso da proposte“fast fashion” vale la pena sottolineare i meriti e il grande impegno di un’azienda italiana che propone un prodotto curato, selezionato e che rispecchia la forte identità del brand. Ma il 2020 è foriero di altre novità, non solo in passerella: oltre all’introduzione di macchinari all’avanguardia per realizzare […]

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Teatro

Wet floor di Fabio Pisano, giornalismo e paradossi 2.0

Recensione dello spettacolo di Fabio Pisano Wet Floor con Antimo Casertano e Fabio Cocifoglia, regia di Lello Serao Lo psicologo statunitense George Kelly  considerava il benessere dell’individuo un complesso ecosistema nel quale gli elementi ambientali e culturali hanno una fortissima ingerenza.  Oggi uno di questi – e il padre fondatore della psicologia di comunità, morto nel 1967, non poteva saperlo – è, volente o nolente, l’informazione. Sì, perché la percezione della realtà e di tutte le sue dinamiche passano attraverso il racconto che ne viene fatto dai giornalisti, dai blogger e dagli influencer. Non avremmo altro modo, altrimenti, di conoscere la situazione politica, economica e sociale che caratterizza il nostro presente e che potrà condizionare quindi il nostro futuro. Ma mentre tra distopia e utopia talvolta il confine è labile, è tutto quello che c’è in mezzo, il reale, ad essere di difficile narrazione. Ciò è reso ancora più complesso dalla guerra alla notizia, alla visualizzazione, a quel click in più che può decretare il successo o il fallimento di chi ne scrive, di chi ne fa fronte di reddito. Wet Floor, spettacolo di apertura del nuovo anno solare del Piccolo Bellini, riflette con uno spettacolo integrante e ben costruito proprio su questo, sulle perverse dinamiche che stanno caratterizzando l’informazione del web 2.0. Wet Floor di Fabio Pisano, paradossi di informazione Oggi se non leggi i giornali sei disinformato, se invece li leggi sei informato male; […] Una delle conseguenze della troppa informazione è il bisogno di arrivare primi, non importa più dire la verità, quindi qual è la responsabilità di un giornalista? Dire la verità. Non solo arrivare per primi, ma dire la verità. Un sequestro. Questa la situazione messa in scena. Ad affrontarsi però non sono soltanto un disperato sequestratore e un famoso redattore, ma le ragioni di un pubblico stanco del giornalismo odierno e quelle invece di reporter frustrati dalla corsa disperata alle views. In questa sfida, portata avanti dai protagonisti (Ruth Crisus – Antimo Casertano e e Ben Hones – Fabio Cocifoglia) in un ufficio al 18esimo piano di un grattacielo e a cui le persone da casa possono assistere e intervenire con i loro commenti, non c’è un vero vincitore, ma tante sagaci riflessioni per provare a comprendere cosa stia andando storto e quale sia il discrimine tra realtà e verità, tra notizia e pettegolezzo, tra ciò che dovremmo e ciò che vorremmo davvero sapere. Una scrittura brillante, incisiva e piena di pathos. Fabio Pisano, aiutato da una coppia di attori in splendida forma, seduce il pubblico del Piccolo Bellini con i dialoghi e il cinismo disilluso dei suoi personaggi, lati opposti uno specchio opaco e rotto, nel quale tutto, ma proprio tutto, è relativo. Tranne la bellezza di spettacoli come questo, sia ben chiaro.

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Il Cibo degli Angeli, azione poetica di nutrimento di Paola Carbone al Capri Wave

A CAPRI WAVE – Winter Arts Festival, promosso dalla Città di Capri, e organizzato l’Associazione Culturale Gulliver, con la direzione artistica di Sara Aprea e Umberto Natalizio, arriva il momento del teatro. Sabato 11 gennaio, negli spazi di ZOOM, in via Le Botteghe 56, è di scena “Il Cibo degli Angeli”, ideato e curato nella regia da Paola Carbone, con il collettivo Azzurro Solfato. Si tratta di un’esperienza teatrale site-specific, pensata per un piccolo numero di spettatori alla volta, che si ripete lungo l’arco di un’intera giornata. Lo spettacolo avrà 5 turni (ore 11, 12, 17, 18, 19) e ogni turno potrà ospitare massimo 20 spettatori. Lo spettatore sarà accolto dagli abitanti di una casa e accompagnati delicatamente ad attraversare un luogo in cui affiorano dei ricordi. Lungo il percorso incontrerà angeli bambini, angeli senza tempo che sono lì da sempre: Melissa Micillo, Francesca Diletta Iavarone, Rossella De Rosa, Ilaria Cecere e Anna Savoia. Tecnico del suono e delle luci: Tommaso Vitiello. Registrazione e montaggio suono e voci: Giacomo Vitiello. Note di regia Il cibo degli angeli/azione poetica di nutrimento Cosa è nutrimento in questo secolo buio e opulento? Di cosa abbiamo bisogno per attraversare il nostro tempo ? Di quale cibo? Di quale pane? Ecco allora che l’angelo arriva come metafora semplice e infantile, messaggero invisibile di pensieri luminosi che nutrono la mente, il cuore e la materia. Il nostro è un angelo umano, tanto umano, testardamente umano! Le nostre passioni sono cibo, i nostri desideri sono cibo, la debolezza, la fragilità, i sogni che nella notte ci abitano. sono spesso il cibo del giorno a venire. Il cibo degli angeli perché non si vive di solo pane ma di bellezza, arte, poesia, senso di appartenenza, identità. Tutto questo nella speranza di ripensare il modo e i luoghi nei quali viviamo, e di desiderare altri nutrimenti. Il cibo degli angeli è un augurio! (Paola Carbone) Per info e prenotazioni: 3519922540 [email protected]  

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A La Reggia Designer Outlet boom di presenze per i saldi

Trend più che positivo per la prima giornata di saldi a La Reggia Designer Outlet. I dati raccolti al Centro McArthurGlen di Marcianise (CE) nella prima parte della giornata lasciano prevedere una chiusura con 30.000 presenze e una tendenza di oltre 90.000 presenze per il ponte lungo dell’Epifania. “I dati analizzati nelle prime quatto ore della giornata ci pongono in linea con lo storico – dichiara Fabio Rinaldi, Centre Manager La Reggia Designer Outlet –. Lo scorso anno abbiamo ospitato 30.000 persone il primo giorno di saldi. Contiamo di chiudere la giornata intorno a questa cifra, che sarebbe un risultato eccezionale, considerando che lo scorso anno il week end di saldi si è esaurito in due giorni e quest’anno abbiamo il vantaggio del calendario, che ci porta in dote lunedì 6 gennaio, un festivo tradizionalmente molto forte”. Grande afflusso, dunque, nei 140 negozi del Centro, quindi, dove i saldi “griffati” dal -30% al -70%, diventano attesa occasione di shopping a La Reggia Designer Outlet, sempre più punto di riferimento per gli acquisti in Campania. A tutela del consumatore, importante il controllo sulla politica dei prezzi. “Abbiamo un controllo 12 mesi l’anno sui singoli negozi, sia rispetto alle politiche di prezzo contrattuali, sia rispetto ai prezzi praticati all’esterno del nostro Centro – prosegue Rinaldi –. Ovviamente i controlli vengono intensificati nei periodi di picco, quali possono essere i saldi o promozioni particolari, come il Black Friday”. La Reggia Designer Outlet, nel periodo dei saldi, resta la meta di shopping privilegiata per i campani, ma diventa anche la destinazione di chi arriva da altre città alla ricerca dell’occasione da non perdere. Da Caserta a Firenze, c’è chi decide di approfittare dei saldi in due Centri McArthurGlen nella stessa giornata, arrivando da Bari e aggiungendo al percorso già fatto ben 450 km. “Dopo La Reggia Designer Outlet raggiungeremo Barberino Outlet – racconta una signora –. Abbiamo fatto un giro appena arrivati e ora abbiamo le idee chiare. Acquistiamo e ripartiamo per raggiungere Firenze, felici e con tante buste!”. Da Cosenza, un ragazzo felice mostra le sue buste: “Veniamo qui con tutta la famiglia per fare acquisti in grande. Paga papà!”. Mariti pazienti attendono lo shopping delle mogli e affrontano l’attesa con filosofia: “Siamo qua dalle 9 e ci resteremo almeno fino alle 14. Poi domani è un altro giorno, altri saldi…”. Tra i viali, due amiche scelgono La Reggia Outlet “per le grandi firme”. Una signora, in compagnia della figlia, racconta: “vengo sempre qui, dove trovo cose molto carine a prezzi convenienti e i saldi diventano un’occasione assolutamente da non perdere. Non abbiamo una meta precisa, cercheremo qualcosa di carino e conveniente per mia figlia”. Non manca chi arriva con le idee chiare: “Ho trovato quello che cercavo, d’altra parte all’Outlet c’è una vasta scelta e quindi è facile accontentare tutti i gusti”.

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Inshalom (o l’assurda partita) torna allo ZTN

Una produzione Teatro ZTN e Naviganti InVersi (APS) Breve sinossi La guerra fra Palestina e Israele rivive in questa piece tragicomica, nella quale viene raccontata la difficile convivenza tra il palestinese Nassur e l’israeliano Shlomo. All’interno di una fantomatica stazione conta – anime, situata proprio sulla Striscia di Gaza, i due protagonisti svolgono per i rispettivi governi un sinistro lavoro, sotto lo sguardo (poco) attento di Bob, un soldato dell’ONU: tenere il conteggio delle persone morte a causa della guerra, ridotte ormai a semplici numeri utili alla propaganda dei rispettivi governi. L’orrore della guerra raccontato attraverso umorismo nero e risate, ma anche con profonda umanità. Un messaggio pacifista, condivisibile e mai banale. Note di regia Potrebbe cominciare così: “Ci sono un palestinese, un israeliano e un americano. Si ride, ma non è una barzelletta”. Ecco, in questa pièce ho cercato di raccontare il conflitto arabo israeliano senza cedere al facile patetismo da “Giorno della Memoria”. Qui, Israele e Palestina giocano lo stesso assurdo gioco, e nessuna nazione ne esce vincitrice. Al di là delle questioni storiche, dell’evidente superiorità militare israeliana, di chi possa o meno vantare diritti su una terra intrisa di sangue, nessuno ha ragione, se a perdere la vita sono sempre coloro che si ritrovano al centro del conflitto. Ed è proprio il conflitto che ho cercato di rappresentare in una dimensione quasi ristretta, in scala: dalle piccole scaramucce quotidiane alle tante divergenze che potrebbero tranquillamente essere appianate attraverso un dialogo sincero. Si racconta la difficile convivenza di due persone che si ritrovano ad essere nemici senza un vero motivo, a odiarsi perché divisi da una guerra sanguinosa e inutile che infuria all’esterno.

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Teatro Sancarluccio, Racconti dal Bosco il 5 gennaio

Domenica 5 gennaio, ore 17.00 e ore 18.30 Zaches Teatro porta in scena, al Nuovo Teatro Sancarluccio, Racconti dal Bosco, nell’ambito della seconda edizione de La Lanterna Magica, rassegna di teatro per l’infanzia organizzata da Il Teatro nel Baule. Luana Gramegna che firma la drammaturgia e la regia, è anche interprete dello spettacolo accanto a Enrica Zampetti. La messinscena, finalista al Premio Inbox verde 2019, si avvale delle scene di Francesco Givone e delle musiche di Stefano Ciardi. Ad essere raccontata una delle fiabe più conosciute al mondo, Cappuccetto Rosso, in una lettura teatrale intima e suggestiva consigliata per i bambini dai 4 anni in su. Costo del biglietto 10 euro (intero adulto); 8 euro per il ridotto (riservato ai bambini fino a 13 anni; famiglie con min. 4 componenti; tesserati Il Teatro nel Baule; allievi Teatro Sancarluccio e a chi acquista i biglietti online). Info a 3478437819 oppure 3487335857; [email protected]; www.ilteatronelbaule.it. Racconti dal Bosco è una lettura teatrale in cui la narratrice conduce gli ascoltatori in uno spazio intimo e suggestivo, un luogo dalle tinte fiabesche in cui perdersi e lasciare spazio all’immaginazione.  Il racconto offre a chi ascolta un ampio margine di riflessione interiore, assumendo significati distinti per ogni spettatore. Oltre alle parole, sono i linguaggi del teatro di figura gli strumenti attraverso i quali viene narrata la storia. Luogo di mistero e fascino, di tentazione e di trasgressione, nel bosco di Cappuccetto Rosso i bambini affrontano pericoli, rischi e paure, e vanno coraggiosamente alla ricerca di sé, diventando ad ogni passo un po’ più grandi. Con questo allestimento la compagnia continua il filone di ricerca sul teatro per i più piccoli, riscoprendo la versione originale e più antica della fiaba. Zaches Teatro nata a Firenze nel 2007, lavora sul connubio tra vari linguaggi artistici: la danza contemporanea, i mezzi espressivi del teatro di figura, l’uso della maschera, la parola, il rapporto tra movimenti plastici e musica/suono elettronico dal vivo. Dal 2010 riceve sostegno dalla Regione Toscana come giovane compagnia di teatro. Il quarto appuntamento della rassegna è in programma per il 23 febbraio con Posidonia, spettacolo di Teatro di Carta, compagnia che porta avanti una ricerca scenica intorno alle sfaccettature del teatro, dal lavoro fisico dell’attore al teatro di figura, e in particolare sul teatro delle ombre.

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Comunicati stampa

Roma-Napoli doppio appuntamento per il numero 20 di 3D Magazine

3D Magazine presenta il numero 20 dedicato al Mistico in un doppio appuntamento a Roma e a Napoli. L’ evento per i lettori della città partenopea si è svolto al Mente + Locale, le cui affascinanti e misteriose cisterne d’epoca romana della villa di Servilio Vatia si inquadrano perfettamente con il misticismo della rivista patinata. Una processione di incappucciati e Madonne Addolorate, i cui simulacri sono i protagonisti delle nuove copertine: Mena Marano l’Ad di Silvian Heach e l’architetto romano Pietro di Pierri, dà inizio al viaggio nella spiritualità del nuovo numero presentato dall’editore Palma Sopito, il direttore responsabile Valentina Nasso e dal responsabile della comunicazione Giovanni Salzano. Presenti anche il direttore creativo eventi Salvio De Rosa e Alessia Zibellini account manager Lazio. Durante la serata sono stati assegnati due premi. #piattomistico all’executive chef Angelo Borghese del Settanta Neo Bistrot di Pontecagnano (Sa), per la sua interpretazione in chiave mistica del tortello di genovese di tonno in brodo di soia. Il premio miglior piatto dell’anno per la rubrica #peperosso è stato consegnato dal responsabile della rubrica Davide Milone, all’executive Chef Gianluca Centomani e allo Chef Rosario Consalvo Villa Imperiale Posillipo (Na):“Come un vitello toRnato dall’Asia” tonno bianco ala lunga marinato al tè lapsang con croccante al farro integrale, giardiniera di verdure, maionese di miso, salsa d’alga nori al wasabi e gel di yuzu. Una serata all’insegna delle eccellenze campane con la degustazione dei panettoni del maestro pasticcere Raffaele Caldarelli, i vini delle Cantine Cerullo di Napoli, i taralli di Leopoldo e una drink list signature Brown Spirits. A festeggiare l’uscita del nuovo numero tra brindisi sulle note del DJ set max Vitolo, la redazione di 3D Magazine, giornalisti, blogger. Tra gli ospiti Ottavio Lucarelli, presidente Ordine dei giornalisti Campania, Domenico Contessa, Gennaro D’Elia, Luca Iannuzzi, Deborah di Meo, il Prof. Carmine Pecoraro, Adriano Casolaro, Teresa Lucianelli, Anna Annunziata, Raffaele Campanella, Nunzio Crispino. Qr- code Issue 20 Attraverso un sistema di Qr- code, 3D, sceglie un modo di comunicare che va oltre il semplice cartaceo. Il collegamento emozionale trasmesso da un’esperienza fisica, come il toccare la carta, sfogliare le pagine, abbinato alle tecnologie come i codici QR, ha permesso un collegamento molto più intimo tra magazine e lettore. I sistemi in accoppiamento hanno creato una straordinaria esperienza immersiva alla quale è possibile accedere, nel numero 20 inquadrando la pagina dedicata alla pianista Ginevra Costantini Negri, talento del pianoforte, l’enfant prodige orgoglio italiano, che ha firmato il sound dell’intero numero. Il qr – code inserito nel numero 20 è uno strumento emozionale capace di coinvolgere il lettore in una intrigante esperienza visiva che abbatte ogni frontiera tra cartaceo e digitale. L’innovativo sistema è presente nell’intervista all’artista Roberto Ferri che, profondamente ispirato dai pittori del barocco, in particolare Caravaggio, ci mostra i dettagli della realizzazione delle sue opere. Allo stesso modo è possibile visitare la Cappella di Sansevero, in cui bellezza e mistero si intrecciano. Un affascinante qr-code per indagare sulla relazione tra la materia e il potere archetipico dei simboli con  “Les Arcanistes” il […]

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Viaggi e Miraggi

Matera 2020: alla scoperta della capitale europea della cultura

La Basilicata è una regione davvero affascinante, ognuna a modo suo lo sono tutte le regioni che compongono la nostra terra madre. In particolare questa terra del sud della penisola è estremamente ricca di storia, cultura e bellezza che si possono ammirare in ogni luogo e ovunque ci si volti. Questa regione situata tra la Puglia e la Calabria vanta un paesaggio davvero ricco di vegetazione nonché la bellezza delle acque delle due coste principali che affacciano sul Mar Tirreno e sullo Ionio. Le due città principali che sono inoltre i capoluoghi principali della Basilicata sono Matera e Potenza. Luoghi più caratteristici della Basilicata Questa regione è composta da diversi luoghi caratteristici davvero molto belli che meritano di essere visitati assolutamente. Spesso capita di voler programmare un viaggio per rilassarsi o scoprire posti nuovi e di rado si pensa al proprio paese di origine. Questo è davvero un grande errore nonché un peccato perché la nostra terra ha davvero molto da offrire, in particolar modo la Basilicata è una regione in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza e gusti grazie alla diversità del suo territorio. Dunque cosa vedere e dove andare se si decide di partire alla scoperta di questa regione? Per chi predilige e ama il mare le zone da visitare assolutamente sono: per quanto riguarda il mar Tirreno la costa Lucana che si estende per più di 30 km, compresa tra Punta Crivi, poco più a nord di Acquafredda e la spiaggia D’a Gnola, situata poco più a sud della Secca di Castruccio la quale si trova al confine con la Calabria. Vicino a queste zone costiere troviamo anche la zona di Maratea, ovvero un piccolo borgo risalente all’epoca medioevale che sorge ai piedi del Monte San Biagio e che è bagnato dal mare e considerato ad oggi uno dei luoghi più puliti d’Italia, dove sorge la statua più alta d’Italia, il Cristo Redentore alto ben 22 metri. Tutto il litorale tirrenico della Basilicata è carta piccole spiagge incontaminate, mentre i fondali delle acque che le bagnano sono ricche di rocce molto apprezzate da chi si si diletta praticando l’attività subacquea. Per chi invece ama particolarmente le spiagge più sabbiose e per i bambini che amano giocare a contatto con la sabbia costruendo bellissimi castelli, l’opzione migliore è visitare la costa ionica che si estende per più di 40 km a partire dal lido di Metaponto che arrivare al confine con la Puglia fino ad arrivare a Nova Siri Scalo verso Cosenza, al confine con la Calabria. Ecco un elenco delle spiagge più belle sul Mar Tirreno: Spiaggia del Macarro Castrocucco Cala Iannita Fiumicello Calette di Maratea Ecco invece un elenco delle spiagge più belle sul Mar Ionio: Metaponto Nova Siri Marina Terzo Cavone Lido di Policoro Bosco Pantano Adesso invece vediamo quali sono gli altri posti della Basilicata che meritano d’essere visitati. I Sassi di Matera. Questo è il nome della meravigliosa antica città scolpita nella roccia, in cui si alternano caverne e labirinti interni alla […]

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Food

Dambo: carne, focaccelle e non solo!

Nasce nel cuore della city napoletana, nella centralissima Piazza Municipio, Dambo Beef & grill, locale dal sapore e dalla filosofia americana che punta su una proposta food d’eccellenza e su tre specialità su tutte: drink, focaccelle e carne. Ma andiamo con ordine: Il brand si ispira al quartiere di Brooklyn “Dumbo” e ai suoi locali che sono sempre tra i punti di ritrovo per business man e giovani che cercano non solo buon cibo, ma un posto dove poter condividere spazio e tempo in serenità e in un’atmosfera di design ed eleganza. Ecco perché la scelta di uno stile rispecchia molto i locali di Brooklyn, così come la proposta drink, prima colonna portante della scelta gastronomica del ristorante. Il cocktail bar con la professionalità dei bar tender propone abbinamenti senza tempo e quello più di tendenza. Sperimentare e portare avanti le tradizioni, questo il binomio semplice ma vincente sposato. E a proposito di innovazione, un’interessante idea è quella di accompagnare soffici e sfiziose focaccelle ai cocktail. Dulcis in fundo, la cena che da Dambo è un’esperienza appagante per i carnivori ma non solo. Al  di là delle carni selezione Cillo, ci sono infatti numerose e deliziose proposte vegetariane. Dambo Beef & grill, una focaccella tira l’altra! Durante la meravigliosa cena organizzata per la stampa dalla giornalista Valentina Castellano, abbiamo potuto assaggiare diverse specialità: Aperitivo: chips artigianali, lupini e arancina al lime; focaccella con caciocavallo fuso, broccoli e pomodorini secchi; focaccella andria con formaggio fuso, guanciale croccante, friarielli e pesto al peperoncino. Antipasto: patata cotta al vapore, uovo biologico, tartufo nero irpino fonduta di caciocavallo biologico e germogli di rucola. Carni: Battuta cottata di marchigiana, dressing di sedano, passatina di ceci con funghi porcini. A seguire, costata di maiale pesante affumicata con legno di faggio e ciliegio Contorni: patate al forno, funghi porcini e lingue di cane Dolce: mousse al cioccolato fondente 72%, frutti di bosco, cialda di frolla e mela annurca dorata Da Dambo, ogni scelta, ogni abbinamento è pensato e voluto. Tutto curato nei minimi dettagli per far vivere una vera e propria esperienza sensoriale tra gusto e benessere, tra design e musica, tra cocktail e food.

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“Bono Natale”: lo spettacolo di Walter Garibaldi che fa ridere la capitale

Standing ovation per “Bono Natale“, lo spettacolo scritto e diretto da Walter Garibaldi, andato in scena negli scorsi giorni al Flapper Cabaret di Roma. Per il regista, abituato ad un teatro certamente più impegnato, si tratta di un ritorno al demenziale, quando, appena maggiorenne, sperimentò il suo estro in allestimenti nei teatri della capitale. La storia racconta di un Babbo Natale improvvisatosi produttore discografico che si ritrova la casa invasa da un gruppo di suore desiderose di far conoscere al pubblico le tante canzoni composte in convento. Brani che invece di raccontare temi religiosi, come ci si aspetterebbe, affrontano il tema del sesso come un gioco, allegro e solare; il tutto condito si dà ironici doppi sensi, ma senza scendere o toccare mai la volgarità, rischio tenuto davvero a debita distanza. A portare avanti le fila, sia nel primo che nel secondo atto, dedicato più all’interazione con la platea, presentando scene classiche di cabaret, il mattatore Fabio Massimo Casavecchia, non una scoperta per il pubblico romano ma una certezza, avendo dominato il palcoscenico con sapienza e maestria. I numerosi presenti hanno applaudito, riso di gran gusto e partecipato alle tantissime gag elaborate, esprimendo incontenibile gioia. Un plauso anche alla stella del burlesque Marilyn Stal, artista ineccepibile, estremamente sexy e coinvolgente nei suoi due classici numeri. Attorno ai protagonisti si sono mosse con impegno e leggerezza le ragazze del corpo di ballo diretto proprio da Fabio Massimo Casavecchia. Applausi a scena aperta dunque a Macarena Garcìa Naranjo che ha eseguito impeccabilmente dal vivo una suggestiva versione di “Summertime”, Silvia Fracassi scatenata capo banda del convento, la dolcissima Alessandra Cervoni, la completamente folle Antonella Ciminiera; ed ancora, la coppia di danzatori formata da Flavia Prinzi e Giuseppe Carciati. Menzione d’onore alla faccia di gomma di Giacomo Ciammarughi, aitante assistente di Babbo Natale (nella vita nuotatore professionista), che nel corso della rappresentazione ha dovuto subire, come prevedeva il testo, scherzose ed irresistibili molestie. In conclusione, il gruppo funziona ed è ben rodato: Walter Garibaldi e Fabio Massimo Casavecchia ancora una volta confermano un talento speciale nell’adattarsi alle situazioni più disparate, utilizzando una conoscenza e padronanza della scena difficilmente riscontrabili. La città di Roma ha scoperto nel Flapper Cabaret un luogo dal quale poter far ripartire dell’intrattenimento intelligente e popolare, accolto dal sincero calore “casalingo” di una fiabesca Marilyn Stal. Foto di Esteban Chiappe

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Comunicati stampa

CONCERTO IN PLATEA! al Teatro nel Baule

Domenica 22 dicembre, ore 17.30 e 19.15, sul palco del Nuovo Teatro Sancarluccio andrà in scena Concerto in platea!, terzo appuntamento della rassegna La Lanterna Magica, organizzata da Il Teatro nel Baule. Lo spettacolo, per la regia di Antonio Ascione e Paola Del Giudice, vede in scena Antonio Ascione, Paola Del Giudice, Raffaele Gambardella, Noemi Ricciardi, Sara Salsano e porta la firma de La Fabbrica del Divertimento. Concerto in platea! è una grande festa di musica e suoni, che si anima e prende forma già nel foyer, conducendo i bambini alla scoperta della musica suonata dal vivo, rendendoli non solo spettatori ma coinvolgendoli nello spettacolo. È consigliato per i bambini dai 4 anni in su. Costo del biglietto 10 euro (intero adulto); 8 euro per il ridotto (riservato ai bambini fino a 13 anni; alle famiglie con min. 4 componenti; ai tesserati de Il Teatro nel Baule; agli allievi del Teatro Sancarluccio e a chi acquista i biglietti online). Info a 3478437819 oppure 3487335857; [email protected];  www.ilteatronelbaule.it. Un concerto in cui grandi e piccini, musicisti e non, dialogano tra loro e danno vita ad una vera e propria orchestra con la voce, il corpo e gli strumenti musicali, fino a creare un trionfo sonoro che coinvolgerà la platea e il palcoscenico. Nei lavori de La Fabbrica del Divertimento si integrano musica, cultura, teatro e movimento, scelti come strumenti per coltivare la creatività e la sensibilità artistica dei bambini. Lo spettacolo parte dall’idea che “tutti possono fare musica”, soprattutto i più piccoli, pubblico a cui il polo educativo si rivolge da oltre dieci anni con laboratori, corsi e spettacoli in cui emerge il valore pedagogico dell’ “imparare facendo” e la ricchezza che deriva dall’apprendere con divertimento. La Lanterna Magica va incontro alla ricerca teatrale sviluppata dalla compagnia Il Teatro nel Baule in questi anni, con una proposta che guarda al panorama nazionale ed europeo, proponendo lavori in grado di coinvolgere adulti e bambini nella visione teatrale. Il 5 gennaio sarà la volta di Racconti dal bosco di Zaches Teatro, spettacolo finalista al Premio Inbox 2019.    

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