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Eroica Fenice

Food

Wapo Natural Food (Vomero), il senza glutine per tutti

A Napoli, nel cuore elegante del Vomero, più precisamente in Piazza Ferdinando Fuga 9, ha sede uno dei ristoranti più ricercati e innovativi del quartiere: Wapo Natural Food. Inaugurato nel mese di luglio, questo locale, che è stato disegnato dall’architetto Alessandro Castellano, ha tra le sue particolarità quella di essere realizzato con 13 diversi legni, tutti naturali. La cucina, a vista, si sviluppa intorno a due enormi vaporiere, design e arredamento si ispirano, invece, alla cultura orientale così come i piatti che abbiamo avuto il piacere di assaporare durante la cena dedicata alla stampa di martedì 20 novembre. Il menù di Wapo Natural Food offre solo pietanze naturalmente prive di glutine, materie prime selezionate a km 0 e preparate con metodi di cottura naturali, prima fra tutti, appunto, quella a vapore che ne ispira anche il nome. I piatti, ideati dal giovane chef ercolanese Giovanni Gentile,  formatosi nella grande scuola di Vico Equense, propongono un viaggio gastronomico nei sapori della cucina napoletana con sentori e influenze dal Sol Levante. Il menu del ristorante è un viaggio vaporoso, gourmet senza essere pretenzioso, fortemente esperienziale, che cambia a seconda delle stagioni. Il viaggio da Wapo è iniziato per noi con una entrée che lascia tutti a bocca aperta grazie alla “Sorpresa al vapore”, caratterizzata da un soffice bignè con tartare di tonno e misticanza, accompagnata da due tipi di pane cotti al vapore rigorosamente gluten free. A seguire la proposta vegetariana, “Non ci resta che piangere“, una zuppa di cipolle appassite al vapore in crosta di Provolone del Monaco stagionato dodici mesi, e ancora “Polpettina al Tartufo“, ovvero tartare di filetto di manzo al cucchiaio con scaglie di tartufo nero senese; a chiudere la proposta di antipasti “Il Buono, il Brutto, il Cattivo“, una trilogia di carciofo violetto in tre cotture, il “Buono” ripieno di ‘nduja e crema di patate posato su crema di formaggio, il “Brutto” accompagnato con crema di cipolla e ripieno con pane e cubetti di salame, il “Cattivo” servito a freddo con scaglie di parmigiano. Tra i primi piatti, ci sono stati offerti il “Napoli – Pechino A/R“, trio eclettico di ravioli cotti al vapore e abbrustoliti con fiamma di cannello, in una leggerissima pasta di riso con colatura di alici, spuma di ricotta e fonduta di parmigiano, nei tre sughi imponenti scelti per il saporoso ripieno: puttanesca, ragù, genovese, e la  “Tagliatella Afrodisiaca”, pasta fresca fatta in casa con tartufo nero e burro di Normandia. “Ops… Mi è cascato il Calamaro!” è la proposta per i secondi,  caratterizzata da calamaro cotto al vapore, caduto sul suo nero, con brunoise di patate e lacrime di ‘nduja calabrese. A concludere degnamente la degustazione sono stati i dessert della casa che si presentano semplici e dai sapori morbidi. Abbiamo assaggiato i cannoli ripieni con crema al limone, una piccola caprese e un tortino al cioccolato. Ad accompagnare le portate ci sono stati alcuni tra i vini migliori del territorio, come la Falanghina “Trama”, un bianco snello, agile e dai profumi delicati […]

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Teatro

“Il Barbiere di Siviglia”, lo splendido remix di Gianmarco Cesario al Tram

Recensione dello spettacolo di Gianmarco Cesario “Il Barbiere di Siviglia” andato in scena il 9 novembre al teatro Tram di Napoli Può un’operetta buffa di Gioacchino Rossini essere rappresentata con successo nel 2018? A questa difficile domanda ha brillantemente risposto il regista Gianmarco Casario che, con la sua riscrittura in chiave moderna de “Il barbiere di Siviglia”, è riuscito nell’ardua missione di dare nuova vita al libretto rossiniano, così da poterlo rendere maggiormente fruibile ad una platea moderna, senza scimmiottamenti, senza farne una caricatura. Anzi, lo spettacolo presentato al teatro Tram di Napoli ieri sera è realizzato, cantato ed interpretato talmente bene da tutti i suoi interpreti da affermarsi, da avere un’anima e una dignità drammaturgica propria. “Il barbiere di Siviglia”, la rivisitazione di Gianmarco Cesario, factotum del Tram La pièce, una rivisitazione del  libretto originale attraverso la contaminazione con il copione di Beaumarchais, narra, nota dopo nota, l’amore del Conte d’Almaviva per la giovane Rosina. Ad aiutarlo nell’impresa di liberare la fanciulla dalle grinfie del suo tutore, Don Bartolo, ci sarà il factotum della città, il barbiere Figaro. La matrice comica che fa da sfondo alle vicende avvicina questa opera buffa alle opere di Plauto, dove la centralità dei servi – Figaro e Don Basilio in questo caso – è innegabile. Gianmarco Cesario ha scelto di riproporla in chiave moderna, in chiave rock – Figaro, ad esempio, assomiglia nel vestire al chitarrista  Santana  –  e tutte le arie mantengono il testo originale ma risultano arrangiate con sound e generi più vicini al gusto musicale contemporaneo. Dallo swing al soul, passando per il rap e il pop, il “Barbiere di Siviglia”, grazie agli arrangiamenti di Mariano Bellopede, non è mai stato così allegro e vitale. Nato proprio con l’intento di avvicinare i giovani alla musica classica, incuriosendoli con i remix proposti, lo spettacolo prodotto da Fratelli Di Versi è una gioiosa celebrazione della vita e dell’amore, una pirotecnica esplosione di colori, suoni e momenti che riconducono l’arte teatrale alle radici, alla sua essenza liberatoria. Da non perdere. “Largo al factotum della città“! — BIGLIETTI intero: € 12,00 | under 26 e Web: € 10,00 Biglietti on line: https://www.teatrotram.it/biglietti/il-barbiere-di-siviglia/ Card 5 spettacoli a soli € 40,00 — info e prenotazioni: cell: 342 1785930 (anche whatsapp) email: [email protected] — TRAM Teatro Ricerca Arte Musica via Port’Alba 30, Napoli www.teatrotram.it in collaborazione con Mestieri del Palco progetto Zeta e Teatro dell’Osso

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Teatro

Solo, Arturo Brachetti incanta il Teatro Diana

Dopo il successo planetario, Arturo Brachetti torna a Napoli col suo show più amato: “Solo”. Non sempre le locandine sono in grado di parlare, comunicare con efficacia il senso e le intenzioni dello show o del film per la cui promozione sono state realizzate. Quella di “Solo“, spettacolo andato in scena ieri sera al Diana di Napoli, fa sicuramente eccezione. Su un cielo azzurro con poche nubi si staglia una matrioska. Dalla testa di Arturo Brachetti esce Arturo Brachetti. Il Brachetti dall’espressione sorniona ha proprio questo in mente: proiettare sulla scena le sue più intime fantasie. E vuole farlo sotto forma di viaggio, come testimoniano, sempre nella locandina, le tavole di legno poste in fila, rivolte verso l’infinito. E così, il Peter Pan di Torino, vuole prenderci per mano e condurci in un caleidoscopico percorso fatto di personaggi, colori e magia. Benvenuti nella mente di Arturo Brachetti Tutto prende inizio da una casa delle bambole, rappresentazione figurata dei luoghi dove il maestro del quick change è cresciuto, che possiamo via via visitare grazie alla sua ombra, che la proietta sul grande schermo tramite una GoPro. Ad ognuna delle stanze, Brachetti lega un ricordo d’infanzia, un aneddoto, a cui segue un’esibizione. Tutto prende inizio dalla soffitta, il luogo più nascosto della casa, dove ritrova il cappello del nonno con il quale ha cominciato ad allenare la fantasia, e sono ben 25 i personaggi che riuscirà a portare in scena semplicemente modificandone la forma. Legato alla camera da letto, viene proposto poi uno sketch dalle tonalità comicamente partenopee. La narrazione è fluida e la capacità del performer di reinventarsi in continuazione, impressionante. E non solo per gli innumerevoli cambi di abito portati in scena. Il torinese è un intrattenitore camaleontico e carismatico, oltre ad essere un artista incredibilmente poliedrico. Il suo repertorio, che non sembra destinato ad esaurirsi, va dai numeri di magia al sand painting, dalle ombre cinesi al laser show. Nessun limite sembra poter imprigionare l’estro di un poeta dell’intrattenimento che riesce alla perfezione, nonostante sia da solo sul palco per quasi tutto il tempo, nel suo intento di stupire il pubblico. E ci riesce così bene che per l’ora e mezza di show, grandi e piccini non fanno che ridere, applaudire e sorprendersi. È proprio il senso del fantastico, della continua sorpresa che rende piacevole e unica ogni stanza e, quindi, ogni esibizione, che viene ancor di più esaltata grazie ad un comparto scenografico moderno e spettacolare e ai costumi ottimamente realizzati. SuperBrack è da solo sul palco ma ha alle spalle dei professionisti con la p maiuscola. Il viaggio di Brachetti ricorda quello del Piccolo Principe. Pianeta dopo pianeta, stanza dopo stanza, il trasformista ci invita a guardare il mondo con la gioia e la bellezza dei suoi occhi, occhi di un bambino che non ha mai sentito davvero il bisogno di crescere. Ed è per questo, probabilmente, che tutto ciò che vede, tutto ciò che fa, è meraviglioso, nel senso più stretto ed intimo del termine. Grazie […]

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Comunicati stampa

Parole Alate a Novembre ritorna con l’ottava edizione di Parete Bianca

Parole Alate a Novembre ritorna con l’ottava edizione di Parete Bianca. Ogni giovedì alle ore 20:30, a partire dall’8 Novembre , si alterneranno quattro artisti con le proprie mostre presso Le Scuderie di Villa Favorita in Corso Resina 330 ad Ercolano (tel: 0817778052). Ad inaugurare la kermesse è la pittrice Maura Messina con la mostra “Dentro è fuori”. Maura nasce a Napoli, classe 1985, e si definisce un Art-designer. Fin da bambina dimostra un’autentica passione per il disegno e negli anni, sotto la guida dell’artista Amleto Sales, impara a dipingere ad olio su tela e a lavorare la ceramica. Nel 2011 si laurea con il massimo dei voti in Design per l’Innovazione e tre anni dopo, nel 2014, pubblica “Diario di una kemionauta” edito da Homo Scrivens. Con la mostra “Dentro è fuori” Maura Messina mette a nudo il proprio “io” consegnandosi completamente agli occhi e al cuore del fruitore. Un viaggio emozionale attraverso l’intera tavolozza di colori, un modo per conoscere l’art-designer e, magari, ritrovare un po’ di sé, tra una pennellata e l’altra. La mostra verrà inaugurata giovedì 8 Novembre presso Le Scuderie di Villa Favorita ad Ercolano e sarà fruibile fino al 14 Novembre nelle seguenti fasce orarie: dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 20:00 Quest’anno l’appuntamento con Parete Bianca raddoppia: parte Parete Bianca Off ossia un’ “aperitivo tematico” che si terrà ogni domenica dalle ore 11:00 alle ore 13:00 sempre presso Le Scuderie di Villa Favorita all’interno della stessa sala che ospita il vernissage di ogni artista. Il primo appuntamento con Parete Bianca Off si terrà Domenica 11 Novembre in cui verrà presentato il libro di Maura Messina “ Diario di una kemionauta” ; diversi gli ospiti che interverranno: il parroco Don Marco Ricci , Nunzia Lavezza socia dell’associazione “Salute Ambiente Vesuvio” e Silvano Somma Dottore Forestale nonché presidente dell’associazione “PRIMA AURORA”. Ringraziamo il nostro sponsor Vintouch Jewels Partner dell’evento: Radio Stonata e FishEye L’ingresso agli eventi è gratuito.

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Teatro

Arturo Brachetti torna a Napoli per una magica notte di Halloween

Dopo “Che sorpresa!”, il maestro del trasformismo e del varietà, Arturo Brachetti, non vuole smettere di stupire ed è pronto a tornare col suo fantastico one man show, “Solo”, a Napoli. La notte di Halloween si tingerà di magia al Teatro Diana. Il più talentuoso trasformista al mondo, Arturo Brachetti, dopo aver emozionato le platee – sono circa 200.000 i biglietti venduti, oltre 300 le repliche e svariati sold out – di mezzo mondo, è pronto a lasciare a bocca aperta piccoli e grandi spettatori napoletani. Reale e surreale, verità e finzione, magia e realtà: tutto è possibile insieme al grande maestro internazionale di quick change che segna con questo spettacolo un ritorno alle origini e nel contempo una nuova scommessa con la quale mettersi in gioco. Oltre alle incredibili trasformazioni, che gli hanno fatto ottenere il Guinness World Record come “Most prolific quick change illusion artist”, Brachetti con la sua formidabile creatività ed inventiva, metterà in scena il meglio del suo repertorio, che conta innumerevoli abilità: dal sand paiting al videomapping, passando per il mimo e per il laser show, il pubblico sarà travolto in un ottovolante di emozioni. Questo spettacolo, proposto già l’anno scorso con grandissimo successo, si caratterizza come un viaggio nella mente dell’artista, a partire dai ricordi che ne hanno segnato l’infanzia e una casa di bambola – a raffigurazione della dimora in cui è cresciuto con i suoi genitori – nella quale lo spettatore verrà letteralmente risucchiato. Piano dopo piano, magia dopo magia, tra passato, presente e futuro, Arturo ci condurrà per mano nella sua incredibile vita, una vita caratterizzata dall’amore per l’arte, per musica e in cui la fantasia ha sempre fatto da collante. Niente streghe, zucche o zombie, Halloween 2019 a Napoli non si può festeggiare meglio che al Teatro Diana in compagnia di Arturo Brachetti.   Arturo Brachetti, “Solo”: date e prezzi, da mercoledì 31 Ott 2018 a domenica 11 Nov 2018 MART. ORE 21.00 – MER. ORE 21.00 – GIOV. ORE 21.00 POLTRONA € 30,00 + 3,00 POLTRONCINA € 25,00 + 3,00 GALLERIA € 20,00 + 2,00 VEN. ORE 21.00 – SAB. ORE 21.00 – DOM. ORE 18.00 POLTRONA € 35,00 + 3,00 POLTRONCINA € 30,00 + 3,00 GALLERIA € 25,00 + 2,00

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Notizie curiose

Cartelli stradali divertenti, i più strani in giro per il mondo

I segnali stradali rappresentano una indicazione circa le cose da fare o da non fare, per quanto concerne la circolazione stradale, di autovetture, ciclomotori e o pedoni. Ciò non toglie che gli utenti della strada devono comunque rispettare le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale, ancorché in difformità con le altre regole di circolazione. Cartelli stradali divertenti, forme inconsuete, colori strani, ma anche toponimi sfacciati, vie incomprensibili, sensi unici dal “doppio senso”. Quando si procede per le strade di una determinata località, può accadere di imbattersi in cartelli stradali curiosi e divertenti, definibili strani o addirittura assurdi. Classificare tutti i segnali stradali divertenti, sarebbe impossibile, poiché la lista è sempre in aggiornamento e il numero cresce progressivamente. Ma tra questi ci sono sicuramente: “Attraversamento rospi, procedere adagio”. La simpatica didascalia che accompagna la foto di un rospo, è apparsa sotto un cartello stradale (anzi due per la verità) installati lungo via Pietra a Padule a Massaciuccoli, nel Comune di Massarosa. Il segnale, per quanto divertente ed ironico, ha fatto sorridere i tanti automobilisti che lo hanno notato, ma in realtà, oltre al significato simpatico, esso rappresenta il tentativo di portare alla luce un problema che gli animalisti hanno a cuore, volto a preservare un animale quale è il rospo. Non è infatti uno scherzo che su quella strada, spesso, passino rospi e che molto spesso terminano la loro corsa sulla carreggiata schiacciati da una automobile o da un mezzo pesante; dunque, un segnale strano ma anche significativo, che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Un altro esempio di cartelli stradali divertenti, appartenente alla categoria dei cartelli segnalatori, i quali dovrebbero aiutare le persone a comprendere divieti, indicazioni o informazioni importanti, è “Bagnato quando piove”, il quale potrebbe sembrare uno scherzo, ma che in realtà esiste veramente. Il messaggio è sorprendentemente assurdo, oltre ad essere pienamente scontato, che però mette in guardia da qualcosa che potrebbe sfuggire e arrecare danno, qualora non si fosse del tutto attenti. Esistono poi i cartelli divertenti davvero esilaranti e sono quelli realizzati con l’intento di far sorridere le persone e, perché no, di scattare una foto: è il caso del “divieto di parcheggio per gli ufo”; un segnale certamente ironico e strambo al contempo, che si colora di positività, dando un notevole input alla funzione morale del segnale stesso. L’ufo potrebbe essere il cittadino stesso che, ignaro delle norme, incurante del segnale stradale, parcheggia dove e come vuole. E dunque il paradosso di un segnale stradale divertente, che però si configura come un vero e proprio messaggio rivolto al cittadino, il quale porrà la propria attenzione su qualcosa che si presenta come divertente. Cartelli stradali divertenti, errori e non solo La sorpresa iniziale del notare un segnale strano, viene poi accantonata, per lasciare spazio, alla riflessione, con una sorta di contraccolpo che si configura in una vera e propria reazione o ancora in un comportamento etico e giusto, come nel caso dell’utente della strada, ossia il cittadino. Naturalmente la lista dei segnali stradali […]

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Teatro

Arturo Brachetti torna a Napoli per una magica notte di Halloween

Dopo “Che sorpresa!”, il maestro del trasformismo e del varietà, Arturo Brachetti, non vuole smettere di stupire ed è pronto a tornare col suo fantastico one man show, “Solo”, a Napoli. La notte di Halloween si tingerà di magia al Teatro Diana. Il più talentuoso trasformista al mondo, Arturo Brachetti, dopo aver emozionato le platee – sono circa 200.000 i biglietti venduti, oltre 300 le repliche e svariati sold out – di mezzo mondo, è pronto a lasciare a bocca aperta piccoli e grandi spettatori napoletani. Reale e surreale, verità e finzione, magia e realtà: tutto è possibile insieme al grande maestro internazionale di quick change che segna con questo spettacolo un ritorno alle origini e nel contempo una nuova scommessa con la quale mettersi in gioco. Oltre alle incredibili trasformazioni, che gli hanno fatto ottenere il Guinness World Record come “Most prolific quick change illusion artist”, Brachetti con la sua formidabile creatività ed inventiva, metterà in scena il meglio del suo repertorio, che conta innumerevoli abilità: dal sand paiting al videomapping, passando per il mimo e per il laser show, il pubblico sarà travolto in un ottovolante di emozioni. Questo spettacolo, proposto già l’anno scorso con grandissimo successo, si caratterizza come un viaggio nella mente dell’artista, a partire dai ricordi che ne hanno segnato l’infanzia e una casa di bambola – a raffigurazione della dimora in cui è cresciuto con i suoi genitori – nella quale lo spettatore verrà letteralmente risucchiato. Piano dopo piano, magia dopo magia, tra passato, presente e futuro, Arturo ci condurrà per mano nella sua incredibile vita, una vita caratterizzata dall’amore per l’arte, per musica e in cui la fantasia ha sempre fatto da collante. Niente streghe, zucche o zombie, Halloween 2019 a Napoli non si può festeggiare meglio che al Teatro Diana in compagnia di Arturo Brachetti.   Arturo Brachetti, “Solo”: date e prezzi, da mercoledì 31 Ott 2018 a domenica 11 Nov 2018 MART. ORE 21.00 – MER. ORE 21.00 – GIOV. ORE 21.00 POLTRONA € 30,00 + 3,00 POLTRONCINA € 25,00 + 3,00 GALLERIA € 20,00 + 2,00 VEN. ORE 21.00 – SAB. ORE 21.00 – DOM. ORE 18.00 POLTRONA € 35,00 + 3,00 POLTRONCINA € 30,00 + 3,00 GALLERIA € 25,00 + 2,00

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Eventi/Mostre/Convegni

Tre Bicchieri 2019, torna l’evento wine più atteso dell’anno

Dopo la splendida edizione 2018, torna uno degli eventi più attesi dell’anno: Tre Bicchieri 2019 Sarà l’Eurostars Hotel Excelsior (Via Partenope 48 Lungomare di Napoli) ad ospitare, domenica 28 ottobre, l’edizione 2019 della kermesse dedicata ai vini migliori d’Italia. Città del Gusto Napoli, il network di divulgazione enogastronomica e grandi eventi del Gambero Rosso, ha scelto per l’occasione un’ampia selezione tra le etichette premiate con i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2019, volume che da oltre 30 anni racconta lo scenario vitivinicolo d’Italia più autorevole e d’élite, i cui protagonisti sono le zone nelle quali da sempre  lo si produce così come il nuovo scenario enoico. Con oltre 2500 produttori censiti (tra loro 129 new entry per l’edizione 2019) e quasi 23mila vini, la guida, tradotta ogni anno in inglese, tedesco, cinese e giapponese, è un riferimento internazionale per gli addetti ai lavori, gli appassionati del settore ma non solo. Quest’anno sono 54 i produttori che debuttano con i Tre Bicchieri (in totale 447 le etichette che ottengono il massimo riconoscimento), ma la guida segnala anche una novità, i Tre Bicchieri Verdi, assegnati ai vini di aziende biologiche o biodinamiche certificate, che quest’anno sono ben 102. Eccellenze che spesso sono alla portata di tutti, dato che 92 tra i vini premiati si possono trovare in enoteca per meno di 15 euro. Saranno ben 20 le aziende campane: Donnachiara, Alois, Marisa Cuomo, Antonio Caggiano, Nanni Copé, Cantine Astroni, Tenuta del Meriggio, La Pietra di Tommasone, Cantine dell’Angelo, La Guardiense, Terre Stregate, San Salvatore, Contrade di Taurasi, Villa Raiano, Montevetrano, Mustilli, Casebianche, Fontanavecchia, Feudi di San Gregorio, Ettore Sammarco. Ben rappresentato il Piemonte con 8 (Gaggino, Vite Colte, Nicola Bergaglio, Montalbera, Marchesi di Barolo, Tenuta Tenaglia, Pico Maccario, Gianni Doglia), la Toscana con 7 (Piaggia, Podere Sapaio, Orma, Tenuta Sette Ponti, Frescobaldi, Tenuta La Parrina, Petra), seguito da Lombardia con 6 (Ferghettina, Monsupello, Lantieri de Paratico, Contadi Castaldi, Bellavista, Ca’ di Frara), il Veneto ne conta 5 (Masi, Leonildo Pieropan, Canevel, Sorelle Bronca, Andreola), 4 il Friuli Venezia Giulia (Tiare, Tenuta Luisa, Jermann, La Tunella), 3 la Puglia (Felline, Coppi, Tenute Rubino), 2 per Sicilia (Feudo Maccari, Donnafugata), Trentino (Ferrari, Moser) e Marche (Marotti Campi, Velenosi), una azienda per l’Abruzzo (Villa Medoro), Lazio (Antiche Cantine Migliaccio), Liguria (Cantine Lunae Bosoni) e Umbria (Tenuta Castelbuono). A guidare gli ospiti della serata saranno i sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier, con la delegazione di Napoli e della Campania. Non mancheranno, inoltre, i grandi nomi dell’enologia italiana così come importanti produttori nazionali, pronti ad arricchire la serata con la loro esperienza. Tre Bicchieri 2019. vino e non solo Durante l’evento, in linea con il mood della serata, ci sarà in abbinamento una serie di degustazioni di primissimo piano. Il percorso, realizzato dalla Città del gusto Napoli, vedrà al timone lo Chef Giovanni Pastore, già chef del Gambero Rosso Napoli ma attualmente coinvolto in esperienze internazionali alle Maldive e in Tanzania, insieme agli allievi della Gambero Rosso Academy Napoli. Gli ospiti di Tre Bicchieri 2019 verranno deliziati dalla sua cucina e dall’eccellenza […]

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Food

Borgo 50 Bistrot di Bacoli e una splendida scampagnata autunnale

Una bella giornata sotto il sole d’autunno, una location da favola e tanti deliziosi piatti in degustazione. Domenica 21 ottobre l’abbiamo trascorsa così, al bellissimo Borgo 50 Bistrot di Bacoli dove, all’ombra del Castello aragonese, si è tenuta la “Scampagnata al Borgo”, evento organizzato in collaborazione con Laura Gambacorta, che ha visto protagonisti artigiani del gusto e le loro specialità, dall’antipasto al dolce. Borgo 50 Bistrot, il primo Bistrot dei Campi Flegrei, nasce dalla riconversione dell’ex serbatoio idrico del periodo della guerra e si trasforma, grazie a Ferdinando Mazzella e ai figli Erasmo e Rosario, in un raffinatissimo ristorante dove è possibile assaggiare il meglio della tradizione della cucina mediterranea rivisitata in chiave moderna. Entrati nel giardino del Borgo siamo accolti da un’atmosfera rilassante e vivace allo stesso tempo, nel quale il percorso inizia con un aperitivo all’insegna dello “spasso” servito nella nuovissima Apecar brandizzata. Borgo 50 Bistrot di Bacoli, una festa di eccellenze  Nel giardino, allestito con tavoli e gazebi, sono disposte anche le diverse postazioni in cui il resident chef Nicola Scotto Di Luzio e tutta la brigata di Borgo 50 Bistrot, capitanata dai titolari Erasmo e Rosario Mazzella, hanno servito pietanze varie, tra cui: pasta e patate, paccheri con cozze e polipo, sartù di riso, paninetti alla piastra con salsiccia, melanzane alla griglia, melanzane a funghetto, peperoni e friarielli. Il ricco percorso gastronomico è stato completato dalle montanare del maestro pizzaiolo Francesco Gallifuoco della pizzeria ristorante “Franco” di Napoli, noto per le sue “grotte”, ovvero ripieni al forno realizzati con l’impasto della pizza, atti a contenere farce squisite, dai latticini del caseificio “Le Forme del Latte” e dai deliziosi dessert della pasticceria “Ranieri“. Ad accompagnare la degustazione i vini e le birre Menabrea fornite dall’Enoteca “Il Torchio” e i liquori dell’”Antica Distilleria Petrone”. Per concludere in totale relax abbiamo avuto il piacere di gustare i sigari offerti dal Club Ambasciatori dell’Italico, tra cui i sigari naturali “Buttero” e “Tradizionale” e quelli aromatizzati “Rosso Arabico”, “Giallo Soave”, “Rosato del Grappa”, “Nero”. Un posto da non perdere, accogliente, conviviale e dove poter assaporare piatti unici e indimenticabili, in un’atmosfera romantica che fa da eco all’ombra del castello.

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Food

MySocialRecipe, ecco chi ha vinto i PizzAward 2018

MySocialRecipe, scopriamo i vincitori dei PizzAward 2018! La finale del contest internazionale della pizza promosso da MySocialRecipe, giunto alla terza edizione, ha avuto luogo il 16 ottobre presso Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel, nel centro di Napoli. MySocialRecipe è una piattaforma di deposito e certificazione di ricette originali che, in questa edizione 2018, ha accolto 400 proposte pervenute alla giuria guidata da Tommaso Esposito di cui 239 provenienti da pizzaioli italiani e le restanti da 31 nazioni diverse appartenenti ai cinque continenti. A conquistare il titolo di pizzaiolo più originale del mondo è Stefano Miozzo con la sua “Valpoterra”, omaggiando i prodotti della Valpolicella (a partire dall’Amarone usato nell’impasto) il pizzaiolo veronese stravince la terza edizione del contest internazionale PizzAward, battendo centinaia di concorrenti ed esultando per una vittoria tripla; si aggiudica infatti, allo stesso tempo, uno dei nove Award previsti dalla gara ideata da MySocialRecipe e una delle menzioni speciali attribuite dai main sponsor. I risultati sono stati annunciati dai giornalisti Luciano Pignataro e Anna Scafuri ,durante un live show tenutosi sul palco allestito nel chiostro cinquecentesco del palazzo, che ha visto protagonisti maestri dell’arte della pizza ed esibizionisti che hanno allietato la serata con varie performance. Ad alternarsi sul palco sono stati Enzo Coccia (premio alla Carriera Professionale), Ciro Salvo (Pizzaiolo Protagonista dell’Anno), Franco Pepe con “Authentica” – Pepe in Grani (Pizzeria dell’Anno), Filippo Rosato con la sua “On the sea side” (Migliore Pizza dall’Estero), Diego Tafone con la sua “Pascalina” (Migliore Pizza Healthy), Paolo De Simone con la sua “Nefropizza” (Pizzaiolo Social) e la ventiduenne Sara Palmieri, che si è aggiudicata addirittura due titoli (Migliore Pizza Senza Glutine e Migliore Pizza in Rosa) con la sua “Tradizioni”. Al loro fianco, inoltre, i giovani Elias e John, protagonisti del primo corso per pizzaioli rivolto ai migranti che MySocialRecipe ha voluto promuovere, con la collaborazione di Virtus Italia Impresa Sociale, dell’Associazione Pizzaioli Esperti e di Fabio Cristiano (docente della Scuola di Pizzaiolo) in un’ottica di integrazione culturale e professionale. Le menzioni speciali dei main sponsor sono state assegnate rispettivamente a: Gennaro Catapano con “La scarpariello” di Gennaro (Migliore Pizza al al Pomodoro – La Fiammante), Fabio Cristiano con “Bollicine di pomodoro” (Migliore Impasto – Ferrarelle), Rocco Cagliostro con “Pizza a due facce” (Pizzaiolo Emergente – Mulino Caputo), Giuseppe Pignalosa – “Montanara romantica” (Migliore Pizza Fritta – Olitalia), Giuseppe Santoro – “Omaggio a Massimo Bottura” (Migliore Pizza al Parmigiano Reggiano Dop) e al numero uno di #PizzAward2018, Stefano Miozzo, che ha proposto il miglior abbinamento tra pizza e vino secondo l’Associazione Italiana Sommelier e che si prepara ora a partecipare ai campionati mondiali del pizzaiolo di Las Vegas in programma a marzo 2019. PizzAward e MySocialRecipe, a vincere sono originalità e qualità Quest’anno il contest internazionale ideato da Francesca Marino, in collaborazione con Luciano Pignataro, ha avuto una partecipazione da record, con proposte sempre più originali arrivate da tutti e cinque i continenti e proposte di pizze attentamente studiate contro alcune patologie, come le malattie renali o il cancro. Ciò dimostra l’interesse […]

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Food

Taverna La Riggiola, dall’orto alla tavola

Taverna La Riggiola ha presentato giovedì 10 il nuovo menù autunnale, che prevede anche un percorso vegano. Taverna La Riggiola, in vico Satriano 12 a Napoli, nasce negli spazi che furono le scuderie del settecentesco Palazzo San Teodoro. Una splendida cucina a vista e una sala con una decina di tavoli accolgono il cliente. Dell’architettura originaria resta la bella volta a crociera; luci di design illuminano una mise en place essenziale ed elegante al tempo stesso. In cucina lo chef Francesco Pucci lavora con materie prime di stagione, tra orto e mare, recuperando ricette della tradizione e sperimentando sempre nuovi abbinamenti. Da quest’autunno Taverna La Riggiola, aperta nel febbraio 2017, ha deciso di ampliare l’offerta con un intero percorso di degustazione dedicato ai vegani. La scelta di questo inserimento rientra perfettamente nella filosofia del locale che vede centrale la valorizzazione dei prodotti della terra nella loro stagionalità. Ortaggi e frutta provengono dall’azienda agricola di circa 60 ettari di Pietro Micillo, titolare del locale. Ubicata nel giuglianese, in piena “Terra dei fuochi”, essa è un baluardo, un’isola felice nella quale si coltiva ancora con i principi salutari di una volta. Scelta sposata in pieno da chef Pucci, che vanta un percorso professionale che lo ha portato ad approfondire le tematiche e le tecniche di cucina cruelty free.  Per testare la bontà dei suoi piatti, Taverna La Riggiola ha organizzato, in collaborazione con la giornalista Laura Gambacorta, una degustazione giovedì 10 ottobre. Taverna La Riggiola, menù della serata Il percorso di degustazione vegana, a cui sono state invitate le più importanti riviste di settore, è iniziato  con un antipasto dai sapori leggeri e aromatizzati, un panino cotto al vapore farcito con melanzane aromatizzate con olive e capperi, a cui sono seguiti i Talli (cimette di zucchine) e perle di zucca. Come primo, i Tagliolini home made con farina di canapa ed estratto di carota viola con fagiolini lunghi, pomodorini, capperi ed olive mentre come secondo due Rocher di fagioli a formella su chutney di melanzane. Per concludere con una nota di dolcezza lo chef ha offerto una deliziosa camilla di carota viola con crema di cioccolato bianco e latte di cocco. Si dà spazio dunque ai prodotti che offre l’orto, semplici e genuini per creare piatti ricchi e sofisticati valorizzando gli antichi sapori; l’intenzione, afferma Pietro Micillo, è proprio quella di creare una cucina vegana fatta di tutto ciò che offre la nostra terra senza ricorrere a prodotti che non sono riscontrabili nel nostro territorio e garantendo la massima qualità. Il menu autunnale di Taverna La Riggiola è ovviamente in grado di soddisfare adeguatamente anche gli “onnivori” con alcuni classici della cucina napoletana come le Candele alla Genovese, o, particolari secondi come l’Annutolo (bufalotto) cotto in bassa temperatura con polenta di mais bianco alla zucca e zenzero. Non mancano, in fine, piatti contenenti delle piccole contaminazioni calabresi, regione di origine dello chef Pucci, come Strips di seppia con panatura alla ‘nduja e crema di verdure di stagione.

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Food

Archivio Storico (Vomero), il premium bar con menù stellato

L’Archivio Storico, situato nel cuore del Vomero, a due passi da piazza Vanvitelli, è  un premium bar che ormai non ha più bisogno di grandi presentazioni: dal 2013 è una delle mete più ambite in termini di bartendency e mixology, il posto ideale per bere un cocktail a regola d’arte o per scegliere un vino da un’insolita e ricercata cantina mentre si assaporano i piatti di Pasquale Palamaro, chef stellato che ha firmato il nuovo menù “di classe” del locale. Varcata la soglia di un enorme quadro che funge da porta scorrevole, ci si ritrova  protagonisti di una vera e propria passeggiata nella storia, una storia che incrocia anche la grande creatività dell’architetto e designer francese Philippe Starck a cui è ispirata la sala bar, caratterizzata dalla disposizione piacevolmente disordinata di quadri sistemati sotto il soffitto, tra le cui cornici pendono lampadari neri. Fra antichi trattati e stampe d’epoca, ogni sala è dedicata a uno dei cinque re Borbone del Regno delle due Sicilie e in un attimo si viene proiettati in un’altra dimensione temporale, libera dai rumori e dal caos della Napoli moderna. A rendere ancora più piacevole questo affascinante tuffo nella storia della “Napoli che fu” sono le idee innovative, ma allo stesso tempo saldamente legate alla tradizione, di Salvatore D’Anna e dello chef Pasquale Palamaro. Salvatore è bar manager della struttura e autore di una drink list in parte diversa dalle precedenti, il cui filo conduttore è l’energia dei sapori della tradizione. Si tratta di cocktail da poter apprezzare soli o in compagnia in orario aperitivo domenicale, cena settimanale e post-cena e che raccontano a chi li degusta la storia, la cultura, le tradizioni della Napoli Borbonica e di quella moderna. Archivio Storico, la nuova lista di drink Cinque le sezioni del nuovo menù: la “classica” contenente i cocktail più apprezzati negli scorsi anni (come il “Clover club” ottenuto con Gin, Vermouth dry, succo di limone, sciroppo di lampone e albume); la sezione “Le Grand Tour”, formata da cocktail le cui ricette sono state ideate da bartender di diverse nazionalità ed ovviamente adattate al concept dell’Archivio Storico che prevede l’utilizzo di prodotti “homemade” (come lo “Smoked Mango Margarita” con Tequila, liquore d’arancia, sciroppo al mango, succo di lime e spezie); la sezione dedicata alle “degustazioni verticali”, ove sono proposti assaggi in sequenza di diverse etichette di rum e whisky; la sezione “Pour les bons vivants”, dedicata ai cocktail Martini; ed, infine, la sezione denominata “Le ricette dell’Archivio”, contente i drink “new entry”, un omaggio alla napoletanità, ai sapori nostrani (alcuni sono ottenuti con prodotti a km 0), alla storia del Regno di Napoli. Tra i cocktail proposti ritroviamo il “Babà Punch” con Rum Jamaicano, Rum Speziato, Oleo Saccarhum, Pisto mix, succo di limone, the, cannella, arancia;  il “Crisommola Negroni” al sapore dell’albicocca del Vesuvio preparato con Jin  Aperol, Vermouth dry, liquore all’albicocca, Orange bitters;  l’”Espresso fizz” con Rum chiaro, liquore al caffè, zucchero, succo di limone, soda al caffè espresso;  il “Piennolo” realizzato con Vodka, Bloody Mary […]

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Musica

Fabrizio Moro, il concerto all’Arenile è un successo!

Dopo aver inaugurato il Pizza Village, Fabrizio Moro torna a Napoli: sabato 28 luglio 2018 il cantautore romano si è esibito a Coroglio, nello splendido Arenile Reload, per l’ennesima tappa di una tournée che lo sta portando in giro per l’Italia. Fabrizio Moro, accompagnato dalla sua consolidata band di talentuosi musicisti, ha cantato per i fan – in uno spettacolo di oltre due ore – i suoi più grandi successi, tratti da ben 12 fortunati album di una carriera in crescendo, iniziata ormai più di 20 anni fa. Brano di apertura è stato “Tutto quello che volevi“, tratto da “Pace“, raccolta di brani in cui il cantautore racconta sé stesso, le sue paure e le angosce che attanagliano l’umanità intera, portate alla luce anche nel singolo “Sono anni che ti aspetto“, canzone tanto apprezzata dal pubblico. Ma il romano ha portato sul palco anche le sue gioie e le sue aspirazioni che si ritrovano specialmente nella canzone più bella di Sanremo del 2017, “Portami via”, nella quale prega la figlia di essere condotto per mano dall’amore, “da qui all’eternità“. Altro storico pezzo eseguito, simbolo del suo impegno sociale e civile, è “Pensa“, dedicato alle vittime di Mafia e Camorra, con il quale ha vinto la cinquantasettesima edizione del Festival di Sanremo nella categoria Giovani, e che ieri è stato cantato a squarciagola da tutti; L’attualità è al centro dei suoi testi, così come appare evidente in “Fermi con le mani“, che racconta la vicenda di Stefano Cucchi, morto in circostanze ancora poco chiare durante la custodia cautelare al carcere Regina Coeli, e “Non mi avete fatto niente“, denuncia nuda e cruda della condizione esistenziale che la società post attentati sta affrontando, che gli ha permesso di trionfare ancora, insieme con il cantautore Ermal Meta, al Festival. Fabrizio Moro e il suo viaggio all’Arenile di Napoli Un concerto, quello di ieri sera, intimo e suggestivo, un viaggio che scava sia nelle fragilità costitutive dell’essere  sia nei nodi problematici della realtà che vengono dipanati e portati alla luce nelle sue strofe con semplicità ed efficacia. Fabrizio Moro, che punta a diventare un riferimento per la musica italiana così come Ligabue e Vasco Rossi, non è solo politica e impegno. Ma anche amore, gioia e rock. Un cantante e un autore che non si inserisce – per sua fortuna – nell’attuale offerta musicale nazionale dove prevale la banalità e la ricerca del rapido quanto inutile successo commerciale a “tempo determinato”, avvicinandosi, invece, alla grande tradizione cantautorale italiana. Il viaggio di ieri sera si è concluso con la canzone “Pace” appartenente all’omonimo album, che ci restituisce il riflesso di chi è oggi Fabrizio Moro. “Cerco solo il modo di trovare la Pace che non ho“, bisbiglia mentre la cerca ma nel contempo vaga. “Ho programmato la mia dieta e gli impegni/che da domani avrò/Faccio la spesa dentro a un centro commerciale/mentre osservo la bellezza e mi ripeto/dovrei approfondire quello che non so”. Ma senza pace interiore non si va da nessuna parte, non si […]

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Culturalmente

Emilio Salgari, un approfondimento sul padre del pirata Sandokan  

Nell’Italia di fine 800’, divisa tra analfabetismo e i salotti buoni della Bell’epoque, uno scrittore veronese catalizzò l’attenzione del pubblico con i suoi romanzi d’avventura. Dotato di una fantasia senza pari, Emilio Salgari non è soltanto tra gli autori più prolifici e letti della letteratura italiana ma il padre di eroi immortali che ancora affascinano, stupiscono nel loro difendere con tenacia e vigore un mondo e i suoi valori che sembrano ormai scomparsi. Numerosi sono gli aspetti che il veronese ci lascia in analisi. Il laboratorio salgariano è quanto mai ricco di suggestioni, idee e intuizioni che hanno dato vita a un corpus che, seppur uniforme dal punto di vista stilistico, è incredibilmente vario per quanto riguarda personaggi, vicende, ambientazioni. Dal Golfo del Bengala alle coste dell’oceano Pacifico, da Mompracem al Polo Nord, numerose sono le location, esotiche e non, nelle quali l’azione si svolge. Nessuna di esse era mai stata visitata in realtà dall’autore che non conseguì mai l’agognato brevetto di ‘Capitano di gran cabotaggio’, anche se lasciò intendere di esserne in possesso. Era, tuttavia, un gran sognatore e un ottimo giornalista tale da ricordare ogni minimo particolare di ciò che leggeva che lasciava poi trasudare nelle sue pagine di vivido realismo. Disegnate con maestria sulle fredde indicazioni di atlanti, enciclopedie e diari di viaggio, queste ambientazioni sono in perfetta simbiosi con i suoi personaggi, eroi vinti in cerca di perenne riscatto che, seguendo le passioni più istintive e veraci, combattono furiose battaglie. La gloria, l’onore, e il rispetto, Sandokan, Yanez, Treamail Naik rispettano un codice etico che non deve essere violato e che va difeso ad ogni costo. Gli invasori delle loro terre, le sette religiose, i ribelli voltagabbana, invece, sono i nemici che hanno violato il patto, il cui unico scopo è arricchirsi e conquistare, distruggendo, così, quelle oasi in cui regnava sovrano l’equilibrio tra uomo e natura. L’instancabile penna dell’autore veronese trasmette questi dissidi con una semplicità disarmante e con la vibrante passione di chi non è mai cresciuto davvero. Le sue opere, che rappresentano un unicum nel panorama letterario italiano di fine 800’, sono difficili da inquadrare. Estraneo al verismo, alle questioni sulla lingua e al romanzo di formazione, il mancato capitano impegna tutte le sue energie su un genere che in pochi avevano praticato prima, il romanzo d’avventura, e in cui si predilige la forza espressiva ad uno stile ricamato. Gli echi classici, le illustri citazioni, la complessità psicologica dei personaggi e delle vicende lasciano, così, il posto alla spasmodica ricerca dello stupore sensoriale del lettore che tramite le sue descrizioni riesce a viaggiare pur rimanendo seduto in poltrona. Queste scelte tematiche e una scrittura non sempre impeccabile lo hanno relegato, nel corso degli anni, ai margini della letteratura, tra gli scrittori d’appendice o per l’infanzia, con un dibattito critico tendente molte volte a sminuirne il corpus. Solo nell’ultimo ventennio di studi, a ottanta anni dal suo macabro suicidio, Salgari comincia ad essere pienamente apprezzato e il tesoro di opere lasciato da lui lasciate […]

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Teatro

Scappa Napoli: tra danza, musica e denuncia a Suggestioni all’Imbrunire

Dopo “Le parole note”, “A Nudo”, “Vento D’etere” e “La solita cena”, la decima edizione della rassegna “Suggestioni all’Imbrunire” non smette di stupire. Protagoniste assolute della quinta serata sono state – così come è ormai prassi di questo splendido festival – musica e danza. Dopo il debutto il 20 marzo al Piccolo Bellini, la Compagnia Malaorcula in sinergia con il 44 Quartet ha dato nuova linfa a Scappa Napoli, uno spettacolo di denuncia che pone al centro della sua drammaturgia il ruolo del napoletano nell’economia morale e culturale della sua città in forte decadenza. Napoletano la cui scelta di rimanere in quel di Partenope non può essere casuale e passiva ma deve necessariamente scatenare un circolo virtuoso di intenti, azioni, e – perché no?! – rivoluzioni. Con quattro danzatrici, quattro musicisti e due cantanti, la recita è una gioia per gli occhi e per le orecchie, un tripudio di talento che si mette in gioco – in coerenza con gli intenti della rassegna –  per lanciare un forte messaggio sociale. Accompagnate da arpe, contrabbassi, tammorre e cajon, le coreografie acquisiscono una particolare gravitas che ne enfatizza il substrato comunicativo. Il marcio, le ingiustizie, le iniquità, sono rappresentate passo dopo passo in un allestimento scenografico che ricorda la quotidianità dei bassi, cuore pulsante e profondamente lacerato di Napoli. Scappa Napoli, danza e musica al Pausilypon  Scappa Napoli, accolto, accompagnato e salutato da scroscianti applausi, si inserisce, come accennato, perfettamente in questa importantissima kermesse, curata dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, con la direzione artistica di Serena Improta, d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, che ogni anno tenta di ridare dignità e lustro ad uno dei più importanti siti archeologici della città. E grazie ad essa, grazie al riscontro del pubblico, agli sponsor come Ferrarelle e ai partner, come Consorzio Tutela Vini Vesuvio e Le Arcate, due importanti zone, il Calidarium – oggetto di approfondimento nella trasmissione SuperQuark – e l’Odeion, sono già state quasi del tutto recuperate. Per il futuro si prospetta, invece, l’apertura al pubblico delle cisterne così da creare nuovi percorsi di visita e rendere il parco – così come è accaduto con la Gaiola – una delle attrazioni centrali della zona di Posillipo. “Suggestioni all’Imbrunire”  si chiuderà il 28 luglio con “ARIA DI MARE” con Orchestra Acustica del Pausilypon e Stella Gifuni (arpa) mentre la settimana prima, il 21 luglio, andrà in scena “IL BACIAMANO” con Susy Del Giudice, Giulio Cancelli, Giovanni Esposito, Catello Tucci (violoncello), Elio Manzo (chitarra).  —————————————- Scappa Napoli con la Compagnia di danza Malaorcula e i 44 Quartet: Arcangelo Michele Caso (violoncello), Gianluca Rovinello (arpa), Osmani Artiga Cairo (cajon), Marta Carbone (voce e percussioni), e Mariateresa Carbone (seconda voce e tammorra). Coreografia di Marcella Martusciello – Regia di Manuela Barbato

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Food

Sfogliata fredda, la nuova delizia di SfogliateLab

Una torta gelato al gusto di sfogliatella. Questa è la novità estiva di SfogliateLab, splendida fucina del gusto sita a pochi passi dalla stazione di Napoli. Vincenzo Ferrieri, figlio di Salvatore, storico proprietario del marchio, ha tirato fuori dal cilindro un’altra imperdibile creazione che farà felici la sua folta quanto affezionata clientela. Dopo le SfogliaCampanella (la sfogliatella con il cuore di babà, una delle golosità più ricercate e imitate in città, che è disponibile in ben 13 declinazioni: classica, al caffè, al croccantino, al panettone, al pistacchio, all’arancia, al cioccolato bianco, al gusto bacio, e nelle versioni estive al limone, alla pesca, ai frutti di bosco, al cocco e alla fragola), è tempo della “Sfogliata fredda”: una sfogliatella scomposta (gli ingredienti sono gli stessi del dolce tanto amato in tutto in mondo) che si  presenta come una torta (sia in formato monoporzione che in formato classico di diverso peso) e va consumata rigorosamente fredda (quindi va conservata in frigo come se fosse un gelato). Per quanto concerne gli ingredienti, essa ha di base un Pan di Spagna ricoperto da uno strato di ricotta aromatizzato gli agrumi, sopra cui troviamo uno strato si sfogliata sbriciolata, un altro strato di ricotta e un secondo strato croccante. Per concludere in bellezza, sulla parte superiore, è stata collocata una sfogliatella classica in versione mignon. La sfogliata fredda è un piccolo capolavoro Abbiamo avuto il piacere di provarla ieri sera in anteprima, nel corso di un evento riservato alla stampa organizzato da Maria Consiglia Izzo e Grazia Guarino, e ce ne siamo subito innamorati. Si tratta di un dolce particolare perché racchiude in sé più consistenze e ciò gli permette di non essere stucchevole – come sarebbe un semplice gelato al gusto di sfogliatella, ad esempio – e tutti gli ingredienti sono distinguibili e per ben percepibili al palato. Insieme alla monoporzione di torta e ad un drink come aperitivo, c’è stata servita una “Pupetta”, un dolcetto (base di Pan di Spagna farcita con una mousse composta da latte, ricotta e panna, e poi rifinita con l’ingrediente corrispondente al gusto specifico) dedicato alle donne e che sarà protagonista ad ottobre – mese per la prevenzione oncologica – di un altro imperdibile evento.

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Food

Habitué, la Belle Epoque nel cuore di Nola

L’Habitué di Nola appartiene a quella categoria d’elite di ristoranti in grado di fondere, con armonia e classe, estetica, gusto e ricerca. Figlio delle idee e della ambizioni di Fabio Coppola, Giuseppe Vetrano e Vincenzo Cangemi, che hanno voluto investire nel comune bruniano e nel suo spirito di rivalsa, questo locale, nonostante sia di recente apertura, vanta già una folta quanto selezionata clientela. La location è curata nei minimi dettagli e ricorda con la sua mise en place, i motivi floreali e le luci soffuse, un salottino parigino degli anni ’20. Il ristorante, che si trova in una posizione privilegiata, in un antico palazzo nobiliare del ‘700 che affaccia su Piazza Duomo, propone una cucina fusion negli ingredienti e nelle modalità di preparazione dei piatti che hanno sentori e fragranze giapponesi e – in coerenza col mood degli ambienti e con la formazione del suo chef, Raffaele Dell’Aria – francesi. Habitué, le specialità Tra i più piatti più originali, pensati e realizzati strizzando l’occhio ai giovani clienti, troviamo, ad esempio, il battuto di manzo con foie gras, gel di agrumi e mayonese di senape, gli gnocchi con salsa di peperoncini verdi, crudo di gamberi rossi, aglio nero di Voghiera, gli spaghettoni alla Nerano con sashimi di capasanta, il petto d’anatra con marmellata di kumquat e il cipollotto nocerino alla griglia e asparagi croccanti. Tra i dolci, invece, spiccano il gelato al Baileyes e il tiramisù rivisitato con choco ball al cioccolato fondente, crumble al savoiardo, spuma al marsala, caffè espresso. Non mancano specialità riservate ai vegetariani e agli amanti dell’aperitivo che potranno sorseggiare i deliziosi cocktail al banco oppure nella riservatezza del privè. Lunedì sera abbiamo avuto il piacere di essere invitati alla serata stampa organizzata dalla giornalista Federica Riccio e provare alcune delle specialità che ne contraddistinguono menù e carta dei vini. Questo è ciò che ci è stato servito: l’ostrica con spuma di gin lemon, gli gnocchetti con salsa di peperoncini verdi, crudo di gamberi rossi e aglio nero di Voghiera, polpo arrosto con patate in tre consistenze, un fresco predessert “Anguria Orient Express” e la creme brulèe all’arancia con gelato alla Vodka e lampone sour. I piatti sono stati accompagnati dallo Champagne prodotto dalla Maison J.H. Quenardel.

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