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Eroica Fenice

Fun e Tech

Criptovalute e quella regolamentazione che anche l’Italia aspetta

Una regulation che è attesa un po’ da tutti i Paesi in tema di criptovalute: anche l’Italia non si è tirata indietro e ha apposto la sua firma sull’appello che è arrivato a Bruxelles. Di cosa si tratta? Semplicemente di una dichiarazione che è stata fatta in modo congiunto da parte di cinque Paesi, e nello specifico dai rispettivi ministri delle Finanze, ovvero Spagna, Italia, Paesi Bassi, Germania e Francia. L’obiettivo è quello di fare in modo che la Commissione UE, che intanto ha dilatato i tempi sul Recovery Fund, possa finalmente fermare un fenomeno in aumento e piuttosto pericoloso, ovvero l’ingresso di privati che vanno a operare al di fuori delle regole. In ballo c’è addirittura la sovranità degli stessi Stati in merito alla politica monetaria. Anche l’Italia alza la voce Anche l’Italia ha voluto affermare la propria posizione a Bruxelles, nella richiesta di regole molto più stringenti per quanto riguarda il mercato delle criptovalute. In compagnia dei quattro Stati citati in precedenza, è arrivata una richiesta ben precisa alla Commissione UE, che dovrà farsi inevitabilmente carico, a breve, di un nuovo compito, ovvero quello di creare e sviluppare una regolamentazione molto rigorosa e con dei paletti ben determinati, per quanto riguarda tutte quelle criptovalute che si basano su asset reali. Volete un esempio? Possiamo pensare certamente alle stablecoin. L’obiettivo di tale richiesta, in fin dei conti, è solo ed esclusivamente uno, ovvero garantire la maggiore protezione possibile dei consumatori, ma al contempo l’intento è chiaramente anche quello di tutelare la sovranità degli Stati nel campo della politica monetaria. Una dichiarazione congiunta Così, i ministri delle Finanze dei cinque Stati che fanno parte dell’UE, hanno sviluppato una dichiarazione congiunta, in cui si invita la UE a impedire alle stablecoin di operare entro i confini continentali fino al momento in cui non saranno dipanate tutte le varie beghe dal punto di vista legale e normativo che inevitabilmente questo tipo di valute comportano. Perché bisogna considerare l’effetto Libra Gli addetti ai lavori hanno notato molto facilmente come le varie criptomonete che vengono supportate da asset classici, come ad esempio nel caso delle valute fiat, hanno cominciato ad attirare l’attenzione di legislatori e politici dal momento in cui Facebook, nel 2019, ha tolto i veli ai programmi legati alla sua nuova criptomoneta che ha lanciato sul mercato, ovvero Libra, visto che l’ha propria catalogata come stablecoin. Diverse banche centrali, ma anche un gran numero di regolatori finanziari nutrono un forte timore verso la possibilità che Libra possa portare una nuova fase di instabilità a livello di politica monetaria. Infatti, potrebbe rendere più semplici operazioni come riciclaggio di denaro e comportare anche problemi dal punto di vista della privacy. Proprio per questo motivo, sono arrivate diverse dichiarazioni di intenti minacciose, che vanno verso la volontà di fermare il progetto. E sono queste le principali problematiche che hanno messo i bastoni tra le ruote a Libra e hanno obbligato Facebook a cambiare i suoi programmi. Servono regole per l’ingresso dei privati È questo, in […]

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Cucina e Salute

Vuoi una pelle senza imperfezioni? Scopri come ottenerla

La pelle del viso non appare sempre curata e luminosa come vorremmo. Punti neri, arrossamenti, brufoletti e imperfezioni spesso ne deteriorano vistosamente l’aspetto, facendola apparire più trascurata e spenta. Ma il modo per minimizzare i difetti c’è. La pelle rispecchia la salute e il benessere di ogni persona. Stress e stanchezza, cambiamenti ormonali o mancanza di riposo tendono ad accentuare rughette e segni di espressione finendo con il contribuire all’insorgenza di arrossamenti e imperfezioni che ne rovinano l’aspetto. Ecco i segreti e le migliori strategie per trattare le impurità della pelle e farla apparire al meglio. Come trattare eventuali imperfezioni Poter avere ogni giorno una pelle uniforme, elastica, luminosa e idratata è il risultato di tanti fattori diversi. Uno stile di vita attivo ed equilibrato e un’alimentazione corretta, ricca di vitamine e minerali contribuiscono infatti al benessere psicofisico generale influenzando anche l’aspetto dell’epidermide. Nonostante ogni attenzione, in ogni caso, può succedere di vedersi comparire un piccolo brufolo o un’altra imperfezione non voluta. Ecco qualche semplice rimedio da tener presente all’occorrenza. Indipendentemente dall’applicazione dei prodotti cosmetici che ciascuno sceglie in base alle esigenze del proprio tipo di pelle, si può ricorrere a ricette naturali che possono coadiuvare i trattamenti abituali potenziandone gli effetti. Una volta a settimana, ad esempio, si può usare sulla pelle del viso un esfoliante naturale delicato, ottenuto mescolando con un po’ d’acqua due cucchiai di avena e uno di bicarbonato. Il composto ottenuto, massaggiato delicatamente sulla pelle del viso e lasciato in posa un quarto d’ora prima di essere risciacquato, aiuta a mantenere l’epidermide morbida e levigata. Grazie a una periodica esfoliazione la pelle si libera dalle cellule morte e viene stimolata a rigenerarsi mantenendosi più vitale ed elastica. Combattere i rossori A volte, con il cambiare delle stagioni o ai primi freddi, la pelle subisce una situazione di stress che si manifesta con la comparsa di piccole macchie e rossori. L’ideale è usare quotidianamente una crema protettiva idratante che eserciti un buon effetto lenitivo e addolcente, riducendo il rossore. Una soluzione naturale che addolcisce la pelle mostrandola da subito più compatta e uniforme si ottiene preparando un infuso a base di acqua bollente, rosmarino e miele. Basta portare ad ebollizione un po’ d’acqua, sciogliervi tre cucchiai di miele e immergervi qualche rametto di rosmarino. Non appena la soluzione sarà tiepida si potrà applicare con un batuffolo di cotone sul viso lasciandolo agire per una decina di minuti. Dopo tale arco di tempo la pelle andrà risciacquata con acqua tiepida e apparirà da subito meno arrossata, più addolcita e uniforme. Scegliere il trattamento giusto Se il problema delle imperfezioni sulla pelle è ricorrente e la pelle appare spesso rovinata da brufoletti e punti neri, è bene scegliere un tipo di trattamento specifico. Garnier propone una linea completa di prodotti concepiti per trattare al meglio la pelle con tendenza a brufoli e punti neri: dai detergenti alle creme idratanti c’è quanto occorre per agire quotidianamente in modo sempre attento e rispettoso delle esigenze individuali. Con il giusto trattamento […]

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Cucina e Salute

Cosa fare per combattere l’ipercolesterolemia

L’ipercolesterolemia è una patologia che si manifesta quando il colesterolo totale ha un livello molto alto, oltre i 240 mg. Negli ultimi decenni questa condizione è in costante aumento, complice uno stile di vita frenetico che comporta abitudini alimentari errate, stress, sbalzi ormonali e altri fattori che incidono nell’aumentare i livelli di colesterolo. Quando poi subentrano i fattori genetici le cose si complicano ancora di più, per cui bisogna necessariamente correre ai ripari. Ecco cosa fare per combattere l’ipercolesterolemia. Colesterolo buono e colesterolo cattivo Prima di passare ad elencare cosa fare per abbassare i livelli di colesterolo alto è importante sapere che il colesterolo è un tipo di grasso presente nel nostro corpo ed è fondamentale sia per far funzionare correttamente il nostro organismo sia per la moltiplicazione cellulare. E’ proprio il nostro organismo a produrre naturalmente la maggior parte del colesterolo di cui ha bisogno, e questo dimostra quanto sia importante. Chiarito questo concetto, è doveroso precisare che una eccessiva presenza di colesterolo nel sangue può comportare rischi per la salute. Per questo motivo si distingue il colesterolo buono da quello cattivo, per far capire che non è una sostanza di per sé dannosa per il nostro corpo, che tuttavia va monitorata. Infatti, se raggiunge valori molto alti il rischio di malattie cardiache aumenta, in quanto si deposita sulle pareti delle arterie e combinandosi con altre sostanze presenti nel sangue può causare ictus o infarti. Abbassare quindi l’LDL, ovvero il colesterolo alto, detto anche ipercolesterolemia, è una priorità assoluta e bisogna agire su più fronti. Regolare la dieta La prima cosa da fare per mantenere sotto controllo il colesterolo è quella di regolare la dieta. La causa principale di solito sta proprio nell’assumere cibi che incidono fortemente nel far aumentare il colesterolo LDL, ovvero quello cattivo, che viene assorbito appunto dagli alimenti troppo grassi. Ecco cosa bisogna mangiare per combattere l’ipercolesterolemia: Grassi sani – olio d’oliva, olio di arachidi, avocado, semi e noci Cibi integrali – cereali, alcuni tipi di pane, pasta, riso integrale Fibre solubili – orzo, crusca d’avena, fagioli, piselli, lenticchie, semi, pere, mele, prugne Carni bianche – tacchino, pollo, coniglio Pesci – trota, salmone, sgombro, sarde, aringa Bisogna anche bere molta acqua in modo da mantenere idratato l’organismo. Un buon apporto di acqua favorisce la discesa dei livelli di colesterolo. Condurre uno stile di vita sano Bisogna eliminare le cattive abitudini come quella del fumo, del bere, e bisogna anche praticare una leggera attività fisica per aumentare i livelli di HDL, ovvero del colesterolo buono. Condurre uno stile di vita sano ed equilibrato è fondamentale per ridurre l’ipercolesterolemia ed evitare rischi di malattie cardio-vascolari. Assumere integratori alimentari Per combattere l’ipercolesterolemia è anche utile assumere integratori alimentari anche sotto forma di bevande come Danacol, che contengono steroli vegetali, volti a mantenere i livelli del colesterolo sotto controllo. La facilità di dosaggio e di assunzione consente di prenderli senza difficoltà e di trarne beneficio soprattutto se associati ad uno stile di vita sano e ad un’alimentazione equilibrata.

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Fun e Tech

Tecnologia e gamification nel mondo dei casinò online: l’esempio di Snaitech

La rivoluzione digitale da ormai venticinque anni ha cambiato il mondo e, di conseguenza, il modo di fare azienda. La quotidianità di molti è stata radicalmente modificata e più il tempo passa, più aumentano le innovazioni in termini di tecnologia e sperimentazione. Pensare ad un modo differente da quello attuale, oggi appare francamente impresa ardua ma la realtà oggi parla in maniera chiara ed inequivocabile. La digital revolution ha portato con sé tante novità e se c’è un settore che ne ha giovato più di altri questo è quello del gioco d’azzardo. In particolar modo il segmento dei casinò online, oggi vero fiore all’occhiello dell’intera filiera. A cui la tecnologia ha dato indubbio fascino, risultando decisiva per il vero passo in avanti nel ventunesimo secolo. Si lega a questo trend l’esplosione della gamification, che è un po’ figlia di questa rivoluzione. Con questo termine, che nasce in contesti ludici, si fa riferimento a quel complesso meccanismo di pratiche applicate poi in contesti non ludici. Gamification e tecnologia sono quasi termini sinonimici da questo punto di vista. Fatto sta che nel mondo dei casinò online si può comprendere quanto, da un punto di vista tecnologico, sia progredito il mondo. Si pensi alla componente audio-video. La prima ha toccato il suo apice con il sound-design, la seconda con lo streaming HD prima, il 4K poi. Grazie a questi mezzi oggi, per esempio, è possibile giocare live ai casinò, addirittura collegandosi a tavoli virtuali che rompono le barriere dei mezzi e trasportano il giocatore in un universo che è reale e multimediale allo stesso tempo. Sono poi arrivati gli smartphone e tablet che hanno palesato altre necessità: quella di rendere i casinò online canali sempre più competitivi. Sono nate così app specifiche, a cui è possibile collegarsi e giocare direttamente. I moderni dispositivi mobile hanno alzato l’asticella, portando tutto il mondo dei giochi su un’altra dimensione e sfruttando anche le potenze di rete: il 3G agli albori, il 4G odierno e il 5G che sarà, probabilmente, la nuova frontiera per sviluppatori e giocatori. Le più grandi innovazioni tecnologiche degli ultimi anni rispondono però al nome di realtà virtuale e Intelligenza Artificiale. Quest’ultima in particolare per i casinò online è l’arma più importante da usare in termini di conoscenza dei giocatori, miglioramento e personalizzazione dell’offerta. Sfruttando le analisi dei Big Data, infatti, gli operatori dei casinò online riescono a studiare tutte le tecniche per fidelizzare un determinato tipo di utenza. Chi ben riassume dentro sé le innovazioni di cui sopra e più in generale quelle prodotte nell’ultimo quarto di secolo è sicuramente l’operatore di gioco Snai, che col suo SNAITECH SMART TECHNOLOGY ha creato un progetto di ricerca e sviluppo per unificare tutte le soluzioni dell’offerta. In casa SNAI la tecnologia è un obiettivo e da qui sono nate tutte le piattaforme, come MyBet e SmartSolution, per rendere il tutto più tecnologico, multimediale, interattivo. Intrattenimento allo stato puro, in una sola parola.

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Teatro

Omaggio a Rino Gaetano, a San Domenico il cielo è sempre più blu

C’è un cilindro nero sulla Nomentana. Dicono che appartenga a un funambolo estroso della musica italiana. A uno che, negli anni ’70, aveva già capito che l’unica forma di resistenza alle criticità societarie fosse l’amore. Che faceva l’autostop in autostrada pur di tornare più spesso a casa. Che aveva un fratello figlio unico che abbracciava con la sua musica e le sue strofe fuori dallo spazio e dal tempo, dalle etichette e dalla prassi. Che non sopportava i giochi di potere, le ospitate TV e il dover essere commerciale. Che si presentava nel nonsense di Sanremo con una canzone nonsense, prima in Frac e poi in canotta. Che aveva sdoganato la parola “sesso” nel paese dei perbenisti. Che innovava rimanendo se stesso, costruito un personaggio non cambiando di una virgola. Che odiava il playback e preferiva fumare in diretta nazionale piuttosto che muovere le labbra a tempo. Che possedeva l’ottimismo del fanciullo e le mani dell’operaio. Che faceva in terra le veci di un cielo incredibilmente azzurro, nonostante tutto. C’è un cilindro nero sulla Nomentana. Dicono che appartenga a un funambolo estroso della musica italiana. Ad uno che, generazione dopo generazione, continua a emozionare, dilaniare e divertire. Si chiamava Rino Gaetano, lui. E da quando se n’è andato, per non perdere la sua inestimabile eredità, non ci resta che omaggiarlo a suon di note, strofe e melodie. Omaggio a Rino Gaetano, si chiude così Classico Contemporaneo E così, con uno splendido tributo al cantante calabrese, che Gianmarco Cesareo e Mirko di Martino hanno scelto di chiudere la rassegna Classico contemporaneo che, anche quest’anno, nonostante il Covid, ha portato molti napoletani a preferire il teatro alla movida. Omaggiare un titano della musica italiana come Rino Gaetano non era affatto una sfida semplice, ma la missione può considerarsi compiuta. Francesco Luongo è stato all’altezza dei pesanti panni indossati, sia vocalmente che nella tenuta del palcoscenico. Arrangiamenti originali (particolarmente convincente la riscrittura di Nonteraggae più) e narrazione si sono alternati con buon ritmo, e tutti i musicisti coinvolti – Laura Cuomo (voce), Francesco Santagata (Chitarre, basso, synth), Viviana Ulisse (violino) – hanno performato con carisma e talento, tanto da ricevere la tanto agognata richiesta di bis a fine spettacolo. Bis che ha chiuso un mese di successi e acceso l’aspettativa per la nuova stagione del teatro Tram che, da molti anni a questa parte, è sinonimo di qualità e innovazione. Fonte immagine: ufficio stampa

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Teatro

Misura per misura, la banalità del male e dell’amore

Recensione dello spettacolo Misura per misura, regia di Diego Maht, pièce di debutto dell’edizione 2020 della rassegna Classico Contemporaneo «Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». Così Italo Calvino in uno dei suoi saggi più famosi asserisce in merito all’importanza e al valore dei classici nella letteratura e nella vita emotiva e civile di ogni lettore. Discorso analogo, naturalmente, lo si può applicare per alcuni testi teatrali che, nonostante lo scandire implacabile del tempo, rimangono fonte vivida e profonda di spunti, riflessioni e dilemmi. E così, l’idea di riportarli – con adeguati e talvolta necessari adattamenti – sulla scena è un’operazione quantomai utile e necessaria, soprattutto nella sterilità culturale ed intellettuale del post lockdown. Per fortuna, allora, esistono rassegne come quella organizzata dal Teatro TRAM, che, con il suo “Classico Contemporaneo”, anche quest’anno, si prefigge l’arduo compito di distrarre dalla calura estiva i napoletani intrattenendoli a suon di spettacoli, concerti e momenti di confronto. Ieri, 9 agosto, si è tenuto il suo spettacolo di debutto, l’adattamento del giovane regista Diego Maht, Misura per misura, una delle meno conosciute problem plays di Shakespeare. Misura per misura, «lo Stato sono io» Nella splendida cornice del cortile di San Domenico Maggiore, una voce irrompe sulla scena. È il Duca (Marcello Gravina) che, stanco dal suo ruolo, decide di affidarlo momentaneamente ad Angelo (Giuseppe Di Gennaro), uomo incredibilmente ligio alla dottrina politica. In questo semplice quanto celere passaggio di consegne si innesta il gomitolo di criticità etiche, morali e legislative che andrà ad accalappiare tutto lo svolgersi delle vicende. Il nuovo sovrano, infatti, applicherà alla lettera, senza alcuna remora, le leggi lasciategli in dote, anche quelle più severe, potenzialmente ingiuste. E ai fischi del popolo risponderà con un semplice, quanto efficace, «lo Stato sono io, lo faccio per il vostro bene». Il suo atteggiamento, tecnicamente inappuntabile e irreprensibile, sarà però minato dal subinaneo amore per Isabella (Germana Di Marino) che, pur di salvare il fratello Claudio (Vincenzo Coppola), condannato a morte per un cavillo mai utilizzato prima, si renderà persino disponibile a giacere con lui. Al di là del dualismo servo-padrone e del ruolo emblematico che il fidato Lucio ha nell’economia del testo (o meglio, nella sua riscrittura), è interessante osservare come il male e l’amore abbiano, in uno strano sliding doors concettuale, le stesse sfumature arendtiane di banalità in quest’opera. Il male non è altro che la perpetuazione pedissequa di dettami imposti dalla giurisprudenza, dalle regole, necessari gioghi in cui racchiudere il viver civile mentre l’amore un empatico cedere agli istinti primordiali, potenzialmente in grado di riscrivere anche le più malvagie dittature. Dov’è quindi il problema? Nelle leggi e nella loro stesura, nella loro più o meno stringente applicazione, nei sentimenti che possono portare a pericolose quanto ovvie eccezioni, o nel concetto stesso di morale? Tante domande, e come spesso accade con i testi del drammaturgo inglese, neanche l’ombra di una risposta. Misura per misura, buona la prima per Diego Maht! Quel che è certo […]

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Nerd zone

Sicurezza online: quali sono le regole da seguire per non correre rischi?

Internet è ormai un luogo sempre più affollato e frequentato. Basti pensare che più del 50 per cento della popolazione mondiale ha accesso a Internet e si arriva quasi al 75 per cento a livello italiano. Al mondo, infatti, su una popolazione di 7,593 miliardi di persone, più di 4 miliardi si connettono a Internet, con una crescita del 7 per cento, rispetto all’anno precedente. Numeri che fanno capire bene l’importanza di internet per la nostra società, non solo per quanto riguarda il mondo del lavoro ma anche quello dello svago. Sono in crescita, infatti, gli utenti che si affidano alla rete per coltivare le proprie passioni, come ad esempio le serie tv in streaming oppure i giochi su NetBet Casino Live. I rischi della rete Per navigare su internet in sicurezza, senza mettere a rischio i propri dati, occorre però seguire alcune semplici regole. La rete, infatti, può essere un luogo ricco di insidie che in alcuni casi possono avere delle conseguenze drammatiche. Pensiamo al cyberbullismo, fenomeno nato con la Rete. Un click e in pochi secondi la vita di un ragazzo va in frantumi. Internet, purtroppo, è il mezzo che ha creato il revenge porn e la sextortion. Il primo consiste nella condivisione di immagini dell’ex per vendetta. Il secondo, invece, è una tecnica con cui i cybercriminali adescano una persona sul web, si fanno mandare una foto osé e minacciano di pubblicarla se la vittima non paga. Spesso le figure più colpite sono quelle più fragili, come i giovani e i bambini. Internet è anche lo strumento che ha creato i virus e contribuito a mettere a repentaglio non solo i sistemi informatici ma anche la vita delle stesse persone. Oggi tutto è connesso, anche i dispositivi che abbiamo in casa. Negli ultimi anni, inoltre, internet è il luogo perfetto per la proliferazione delle fake news. Una notizia falsa può aprire ampi dibattiti politici e influenzare l’esito di una tornata elettorale, o creare una sommossa popolare. Una fake news, a volte, è in grado di disintegrare la reputazione di una persona. Come proteggersi Come detto in precedenza ci sono alcune regole da seguire per navigare in internet in maniera tranquilla e sicura. Il primo consiglio è di prestare attenzione ai login attraverso i social. Certamente si tratta di piattaforme di relazioni, divertenti, stimolanti e che hanno generato nuovi professionisti e tante altre cose meravigliose. Sono anche strumenti a cui noi però regaliamo una grande quantità di dati riguardanti la nostra vita. Il caso di Cambridge Analytica è un esempio eclatante di come i problemi di sicurezza informatica ci siano a tutti i livelli. Per tornare al pratico è consigliabile non informare chiunque se decidiamo di partire per un lungo viaggio lasciando la nostra casa incustodita… Infine, accedere ad app o a piattaforme online facendo i login tramite un social comporta in automatico la cessione di tutte le informazioni che abbiamo ceduto a quel social. Occhio poi alle informazioni che forniamo. Se per registrarsi da qualche parte basta una […]

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Comunicati stampa

“SAPORI SOTTO LE STELLE”, il 6 luglio a Salerno

Il piacere di una cena d’estate accanto al mare Lunedì 6 luglio ore 20.30, presso Goccia A Mare a Salerno, si terrà la cena evento “SAPORI SOTTO LE STELLE”, a pochi passi dal mare che guarda il Golfo di Salerno. Con l’organizzazione di Angela Merolla, continuano in riva al mare, i lunedì di gusto dell’Osteria VinoRosso di Nocera Superiore in collaborazione con OPERA Chef at Home. Lo chef Andrea Ferrara, proporrà alcuni dei piatti della tradizione realizzati quotidianamente a Osteria VinoRosso. “SAPORI SOTTO LE STELLE” vedrà inoltre piatti creati dagli chef di OPERA Chef at Home, professionisti della ristorazione che curano eventi esclusivi a  domicilio. Il team OPERA, capitanato dallo chef Fabio Ometo porterà ai fornelli e in sala: Tommaso Di Palma-chef Francesco Onze-chef Walter Perna La Torre – Maitre di sala Alessandro Esposito- Maitre di sala A concludere il ventaglio di sapori, ci penserà il maestro pasticcere Sabatino Sirica con un cooking show dedicato al “BABA’ NAPOLETANO”   Menù Mozzarella di bufala Scamorza al limone Ricottina alla colatura di alici di Cetara   ANTIPASTO DI TERRA “VinoRosso” Granatine di melanzane con pane raffermo e basilico fresco Involtini di zucchine con ricotta e caciocavallo irpino Involtini di melanzane con provola affumicata e salsa di datterini Zeppoline con fiori di zucca   ANTIPASTO DI MARE “OPERA Chef at Home” TRILOGIA POSILLIPINA Trancetto di tonno con crema di broccolo romanesco Gamberi scottati su salsa di porro Bocconcini di ricciola in tempura al finocchietto con crema di ricotta e pomodoro PRIMO “VinoRosso” Scarpariello Scostumato   PRIMO “OPERA Chef at Home” Risotto con crostacei e agrumi SECONDO Baccalà fritto con cipolla di Montoro Alici di Cetara fritte PANE Bocconcino di semola Grissini di mais con semi di zucca Grissini ai 9 cereali DOLCE Babà napoletano di Sabatino Sirica   Vini in abbinamento: Giannitessari Spumante Lessini Durello extra dry Giannitessari Soave Classico Monte Tenda annata 2019 Le Origini Aglianico rosato annata 2019 Liquore in abbinamento: Antica Distilleria Petrone “ELIXIR FALERNUM” Liquore nobilitato in barrique con brandy invecchiato 3 anni.   Costo cena-vini inclusi euro 40 a persona Per Info e Prenotazioni: 347 797 4178

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Comunicati stampa

Undici Fondazioni campane firmano un manifesto per la ripartenza, con valori condivisi, scambi e collaborazioni nell’era post Covid

Undici Fondazioni campane sottoscrivono un manifesto post Covid, basandosi su quattro punti fondamentali: la condivisione di valori comuni, lo scambio di risorse di vario genere, secondo disponibilità e necessità, la collaborazione per linee tematiche e/o territoriali su bandi pubblici e privati e una collaborazione allargata per interventi di portata più ampia. Il tutto nell’interesse delle proprie comunità, con un approccio basato sul dialogo e il confronto con realtà interessate alla crescita di questi territori. I firmatari sono campani, appartenenti alla rete di Assifero, L’Associazione Italiana delle Fondazioni ed Enti della Filantropia istituzionale: Fondazione Achille Scudieri, Fondazione Angelo Affinita, Fondazione Alessandro Pavesi,  Fondazione Comunità San Gennaro, Fondazione Comunità Salernitana, Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo,  Fondazione Grimaldi, Fondazione Le Quattro Stelle, Fondazione Pianoterra, FOQUS-Fondazione Quartieri Spagnoli Napoli e Pio Monte della Misericordia. Un gruppo eterogeneo, oltre che per forma giuridica, anche per storia pregressa, radicamento nei territori e mission perseguite, ma capace, nel suo complesso, di esprimere una massa critica importante per la Campania. “La partecipazione ad Assifero ha rafforzato in noi la consapevolezza del valore della cooperazione e della condivisione. – questa la dichiarazione congiunta delle undici Fondazioni-. La drammatica crisi degli ultimi mesi ci ha convinti della necessità di un coordinamento che, mantenendo intatta l’autonomia delle singole organizzazioni, ci consenta di essere più efficaci per le comunità di riferimento, considerando le  differenze tra le nostre realtà una ricchezza”.     Le iniziative istituzionali di Assifero hanno consentito, nel tempo, di creare e accrescere conoscenza e relazione tra i Soci. L’esplosione dell’emergenza sanitaria e la conseguente sospensione degli eventi pubblici hanno accresciuto la motivazione nell’instaurare un rapporto più stretto tra i Soci campani e hanno acuito la necessità di un dialogo più serrato su temi di comune interesse che, di giorno in giorno, si coagulavano in una vera e propria emergenza non solo sanitaria, ma anche economica, sociale e culturale. Da qui l’idea di condividere informazioni circa le azioni poste in essere dalle singole Fondazioni, che hanno potuto verificare la significativa portata complessiva del loro intervento, sia in termini di valori che di quantità: circa 1,6 milioni € impegnati in Campania (più circa 300mila € nell’area del Mediterraneo tra Sud Italia e paesi circostanti) per aiuti distribuiti dall’ambito igienico-sanitario (oltre 66mila pezzi tra mascherine, guanti, maschere alternative e pannolini, 1 sala Tac attrezzata, 1 sistema di monitoraggio da remoto di terapia intensiva, 7 ventilatori e 14 caschi per ventilazione più 4 generatori, docce per senzatetto, attrezzature e servizi vari per bambini/scuole), a quello alimentare (circa 190 tonnellate tra pasta, pane, dolci pasquali, alimenti per bambini e altri beni di prima necessità), ed infine a quello educativo (oltre 900 libri, 40 tablet, 2 piattaforme online). Il passo successivo è la ricerca dei punti di possibile collaborazione per obiettivi più ambiziosi, da perseguire attraverso un’azione coordinata degli undici Soci Campani, secondo i principi stabiliti nel nuovo Manifesto. MANIFESTO DEL COORDINAMENTO DEI SOCI CAMPANI DI ASSIFERO Le Organizzazioni di seguito elencate sottoscrivono il presente manifesto con l’intento di affermare pubblicamente e diffondere all’esterno i punti fondamentali alla base della decisione di unirsi in un Coordinamento basato sull’obiettivo fondamentale di un significativo incremento del proprio potenziale di impatto a beneficio delle comunità di riferimento poste al centro delle rispettive mission: 1)    la condivisione di valori, a partire da quelli espressi nella Carta dei Principi di Responsabilità di […]

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Comunicati stampa

Riapre domani il Punta Molino, il Grand Hotel del jet set internazionale e della dolcevita ischitana

Tutto pronto nell’isola verde per la riapertura del Grand Hotel Punta Molino: i servizi rivisti per rispettare le misure anti-covid diventano servizi esclusivi. Mercoledì primo luglio a Ischia turisti italiani e stranieri sono accolti dall’imprenditore Eugenio Ossani con l’organico al completo, per garantire la massima sicurezza e la migliore accoglienza. Le stesse messe in campo in occasione del vertice dei ministri del G7, ospitato al Punta Molino nel 2017 e al quale hanno partecipato anche i rappresentanti dei colossi del web: Microsoft, Facebook, Twitter, Google. Si tiene fede alle prenotazioni non cancellate della clientela internazionale e italiana, desiderosa di soggiornare nel grande albergo situato nell’omonima baia, set di alcune scene de ‘Il talento di mister Ripley’ con Jude Law, Matt Damon e Gwyneth Paltrow. L’albergo è in attività da oltre 50 anni; il numero delle camere è stato ridotto, ma il personale è rimasto invariato. “Ci siamo preparati in tempo nonostante le difficoltà – spiega Ossani – abbiamo sfruttato le restrizioni per ritornare a un turismo più naturale e per riaprire nel pieno rispetto di tutte le misure anti-covid. Garantiamo servizi esclusivi e una vacanza indimenticabile in un grande albergo che ha ospitato tutti: dai grandi della terra ai protagonisti jet set internazionale”. “I servizi che sono stati rivisitati per rispettare le misure anti covid – spiega il direttore Fulvio Gaglione – sono stati da noi trasformati in asset dedicati e privilegiati.  Abbiamo dunque fatto di più, trasformando l’idea di un limitas nel servizio in un servizio destinato a pochi. Abbiamo ad esempio deciso di assegnare per ogni camera prenotata un ombrellone con due lettini. Per garantire la sicurezza, i menù e i materiali informativi sono stati digitalizzati e c’è la possibilità per chi è in spiaggia di ordinare i piatti preferiti direttamente via WhatsApp”. In cucina chef Alfonso Arcamone, celebre il menù di piatti ischitani servito in occasione del G7, dove spiccava la donzella, tipico pesce da scogliera, che viene pescato nei pressi della Baia di Punta Molino e servito tutt’oggi. L’organizzazione prevede per la colazione buffet assistito e menù à la carte (digitalizzato) per i clienti con altre esigenze. A cena i cavalli di battaglia dello chef e del suo secondo Giovanni Fiorentino come il coniglio all’ischitana e le pietanze della tradizione isolana e campana. Piatto dell’estate 2020: Luvaro scottato con la sua pelle in crema di cicerchie e gocce di pesto di basilico dell’isola. Ogni mattina è presente un medico o un infermiere, che assistono ai controlli e tutto il giorno, sulla spiaggia, c’è uno stewart che provvede alle sanificazioni. Anche nelle stanze tutto il cartaceo è stato digitalizzato e agli ospiti che non vogliono o che possono utilizzare dispositivi tecnologici verranno forniti menù e brochure perfettamente sigillati. Costruito nel 1968 e progettato da un docente di Scienze delle costruzioni su un piano di lavoro avveniristico, è possibile da tutte le camere del Punta Molino godere della vista del Castello aragonese. L’isola e l’albergo erano popolati da attori, intellettuali, registi, capitani d’azienda, da Elsa Morante a Pablo Neruda fino a […]

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Bacalajuò di Acerra riparte con i classici e col nuovissimo quinto quarto “nobile”  

Poco più di due anni di vita ma progetto di ristorazione già ben solido per Bacalajuò, grazioso e accogliente locale creato da Luigi Esposito a pochi passi dal Castello di Acerra. Esposito fonda Bacalajuò nel marzo 2018 forte di una lunga tradizione che lega la sua famiglia da quattro generazioni all’importazione e alla commercializzazione di baccalà e stoccafisso. A dare una marcia in più al prodotto degli Esposito è l’acqua di Acerra, proveniente dall’acquedotto del Serino, che già agli inizi del ‘900 colpì il nonno di Luigi per le sue qualità eccezionali nel rigenerare lo stoccafisso e dissalare il baccalà. La forza di Bacalajuò sta proprio nell’alta qualità della materia prima di cui Luigi è profondo conoscitore e nella sapiente trasformazione da parte dello chef Arona “Ronny” Santoliquido che riesce a valorizzare il prodotto senza stravolgerlo. Da qualche settimana, dopo la sosta imposta dal Covid, Bacalajuò ha riaperto i suoi battenti col menu estivo che ad alcuni cavalli di battaglia affianca una pregiata novità: il quinto quarto “nobile” di Gadus Morhua. Se comunemente con l’espressione quinto quarto si indicano parti meno pregiate della carne o del pesce, nel caso specifico, invece, il quinto quarto scelto da Esposito è stato definito nobile per l’unicità del gusto apprezzata dai veri intenditori. Si tratta dei difficilmente reperibili ventricelli di stoccafisso che Santoliquido, dopo averli accuratamente ripuliti, propone all’insalata condendoli solo con limone e sale, un po’ come si fa per la carne con “’o per e ‘o muss”. Tra gli “evergreen” presenti in carta i molto richiesti Paccheri con genovese e baccalà, Baccalà in cassuola e il Carpaccio di baccalà. Per gli estimatori irriducibili del baccalà anche il dessert, firmato dal pastry chef Antonino Maresca con la collaborazione di Patrizia Veneroso, ne prevede la presenza.

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SfoglateLab bissa: apre un secondo bar – pasticceria nel Complesso di San Domenico Soriano

Vincenzo Ferrieri: “Mio padre Salvatore è stato affetto da Covid, dedico a lui e a tutti coloro che sono guariti quest’apertura. Un nuovo inizio è possibile!” SfoglateLab bissa: apre un secondo bar – pasticceria a Napoli Il locale nasce all’interno del Complesso di San Domenico Soriano SfogliateLab, il noto brand della pasticceria napoletana facente capo alla famiglia Ferrieri, riparte anche con una nuova apertura: mercoledì 1 luglio aprirà i battenti un nuovo bar pasticceria in piazza Dante (Napoli). L’edificio in cui nasce il nuovo locale è noto come ex anagrafe, come si evince da una grossa epigrafe posta sul portale d’ingresso. Esso è stato edificato negli anni 1665 – 1667 e confina con la Chiesa di San Domenico Soriano nel quartiere Avvocata, posto nel centro di Napoli in una zona particolarmente rilevante per le sue qualità storiche, turistiche e commerciali, e di grande interesse architettonico in quanto caratterizzata dalla presenza di palazzi d’epoca e di molteplici monumenti storici. A seguito della soppressione degli ordini monastici, il complesso venne adibito a caserma fino al 1850 ed in parte fu utilizzato come abitazione. Nell’ultimo secolo, poi, è stato affidato al Comune di Napoli che vi ha allestito la sede centrale dei servizi demografici, operando una serie di trasformazioni architettoniche. Al bar pasticceria vi si accede tramite un’ampia porta a vetro: all’ingresso, al piano terra, c’è un lunghissimo banco con un’ampia vetrina per i dolci. Una scala in marmo conduce al livello superiore che ospita una sala e un ampio balcone, che affaccia su Piazza Dante, ove sono allestiti i tavoli. “Siamo felici per l’avvio di questo nuovo progetto“, ha dichiarato Vincenzo Ferrieri, figlio di Salvatore, fondatore dello storico bar pasticceria ubicato a piazza Garibaldi. “Ogni nuova apertura rappresenta un grande traguardo che rende ancora più solida la nostra missione: trasmettere e tutelare in Italia e nel Mondo la cultura secolare della pasticceria napoletana. Una doppia attenzione verso i nostri clienti, in questa nuova apertura: la prima, quella che ci caratterizza da sempre, orientata alla qualità e all’accoglienza, e la seconda, quella che ci impone il periodo storico che stiamo vivendo, basata su un nuovo modo di vivere i nostri locali, all’insegna della massima sicurezza. Abbiamo pensato e adottato una serie di misure per garantire ai nostri clienti massima sicurezza facendoli comunque sentire a proprio agio. Ad esempio: sistemi di sanificazione e igienizzazione, distanziamento tavoli, personale protetto, asporto e delivery sigillati in totale sicurezza. Ci auguriamo di dimenticare presto questi mesi  mettendoci tutto il nostro impegno per tornare presto alla nuova normalità… Noi in primis: purtroppo mio padre Salvatore è stato affetto da Covid, dedico a lui e a tutti coloro che sono guariti quest’apertura. Un nuovo inizio è possibile!“. Proprio per celebrare questo nuovo inizio, Vincenzo (già inventore della “Sfogliacampanella”, la celebre sfogliatella con il cuore di babà) ha ideato il “Mokamisù“, ovvero il classico tiramisù servito in una caffettiera. Tra cibo, cultura, monumenti e panorami, presso il nuovo punto SfogliateLab di piazza Dante ci si immerge nella vera atmosfera di Napoli, fatta di dolci artigianali, piatti […]

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Rogiosi torna in libreria con sette nuove pubblicazioni

“Durante il lockdown, la casa editrice che ho fondato e dirigo ha proseguito il lavoro sulle pubblicazioni che a luglio sarebbero dovute arrivare in libreria – racconta Rosario Bianco, Rogiosi Editore –. Non è stato un lavoro semplice, ma ho provato a tenere alto l’entusiasmo e la voglia di fare dei miei collaboratori, e i lettori italiani troveranno sugli scaffali sette nuovi titoli. Abbiamo anche continuato a lavorare sulla rivista l’Espresso napoletano e abbiamo dato vita a nuovi progetti, come ‘OMBRE, leggende metropolitane’ in 8D”. “Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese “Penso che il virus ci stia dicendo che il nostro modo di pensare al progresso, al benessere e alla forza di un corpo sempre più sano, consista nel ridisegnare l’esistenza tutta, con la logica della piccolezza, dell’umiltà e della semplicità e credo che allo stesso tempo anche la stessa fede in Dio, debba assumere le stesse forme della “piccolezza” e perciò della pervasività, aldilà degli steccati confessionali. Dobbiamo sviluppare un’immagine di Dio e del Suo agire come un frammento quasi impercettibile per determinare l’ingresso onnipotente di Dio e della Sua Signoria nella storia. Un frammento della nostra fede e delle nostre semplici esistenze in grado di poter ospitare il “Tutto” presente nel Totalmente Altro”. Don Tonino Palmese. “Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello “Carcere è l’anagramma di cercare. Cercare per ricostruire, per ritrovarsi, per seguire una strada che è tracciata anche dalla Costituzione: assumersi le responsabilità, per trovare se stessi, rispettando i diritti delle persone”. È questo lo slogan di Samuele Ciambriello, giornalista, scrittore, professore, attivamente impegnato da 40 anni nella lotta per i diritti delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale e Garante dei Detenuti della Regione Campania da ottobre 2017. Presidente dell’Associazione La Mansarda, il Professor Ciambriello, dopo diversi anni, ha sentito l’esigenza di ‘scrivere di carcere’, di trattare del complesso sistema penitenziario, ma soprattutto delle esperienze di vita vissuta in esso annidate, di diritti negati, di affettività, partendo da un’attenta analisi, attraverso attività di monitoraggio, osservazioni, colloqui, sopralluoghi, progetti, il tutto rifacendosi all’art. 27 della Costituzione, che recita «Le pene [17 ss. c.p.] non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Un testo alla portata di tutti, professionisti del settore e non, che cerca con un linguaggio semplice di fornire dei riferimenti teorici, empirici e scientifici, con l’intento di abbattere i muri e di instaurare ponti tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’, mettendo in risalto l’importanza di costruire e di ‘cercare’ insieme, popolazione detenuta e non, una ‘zattera’ che possa remare controcorrente nel mare dell’indifferenza e della repressione, sull’onda della consapevolezza e del rinvenimento. “Il merito del mezzo” di Franco De Luca Un ragazzo enigmatico, introverso e con doti speciali, un commissario stanco di vivere, un fotografo esuberante e una affascinante nobildonna, un muratore che affronta il boss del quartiere, un senatore generoso e preso d’amore per la moglie, un musicista tormentato dal successo di una sua canzoncina puerile. Sono solo alcune delle molte tessere che formano un mosaico […]

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Arriva a Napoli la “Box in barca” ideata da Crudodimare: ostriche e bollicine direttamente sullo yacht  

L’imprenditore Stefano Melfi e lo Chef Federico Quaranta, per la ripresa del loro ristorante dopo il lockdown, hanno inventato il primo servizio express direttamente a mare. La prima “Box in barca” nei moli di Napoli è servita, per degustare in mare, con tovaglietta e posate ecologiche: pesce fresco e la versione marinara del panino con la mozzarella, che si gusta con la ventresca di tonno oppure con gamberi rossi, pesto di basilico e sale nero. L’idea è dell’imprenditore Stefano Melfi e dello Chef Federico Quaranta, che poco prima del lockdown hanno aperto al Vomero Crudodimare, piccolo ristorante per la degustazione di pesce. Dopo la chiusura hanno ripreso le attività non solo nel locale di via Vaccaro, ma anche con il primo servizio di consegna express di piatti a base di crudo serviti direttamente in barca nei porti di Mergellina e di Nisida.  Le degustazioni gourmet comprendono ostriche, taratufi, scampi, gamberi, tartare con frutta esotica,  accompagnate da bollicine ghiacciate e salviette profumate per lavarsi le mani. Basta ordinare il giorno prima per telefono, sui Social (Facebook, Instagram, Whatsapp) o attraverso il sito e la consegna, puntuale, è prevista dopo 24 ore direttamente in barca, dalle 10 alle 12.  Alto mare, alta cucina: i piatti sono creati dallo chef con pesce fresco acquistato ogni mattina al mercato e si affiancano al menù del ristorante, dove tradizione e modernità si fondono, dando vita a dei piatti originali come il calamaro con emulsione di mango e fiori di barbabietola e l’astice con Provolone del Monaco DOP affumicato e tarallo sbriciolato con sugna e pepe. Sono due gli unici primi: riso con calamaro, cannolicchi, carote sbollentate e sedano croccante, riso con gamberi viola e bianchi, calamaro marinato, scampi e spezie al profumo di aneto. Ad accogliere i clienti c’è il proprietario Stefano Melfi, 29 anni. “Il mio obiettivo – spiega – è che le persone si sentano proprio come a casa loro. Li accolgo e li accompagno nell’intero percorso di degustazione. Possono servirsi da soli l’acqua e il pane ogni volta che lo desiderano e, anticipatamente, fare anche richieste di piatti particolari”. In sala, sedici coperti, diventati dodici con il distanziamento sociale. In cucina Federico Quaranta, 33 anni, chef dei freddi, affiancato da Bruno Porrino, 20 anni, chef dei caldi. Le pietanze sono caratterizzate da una godibilità avvolgente. Gli chef creano interessanti abbinamenti con ingredienti marini e frutta esotica. Passion fruit, dragon fruit, mango, avocado, rambutan, phisalis, perseguendo la concentrazione dei sapori e riuscendoci in pieno. Crudodimare ha attivato diverse convenzioni con Ordini professionali e teatri, tra questi: i medici odontoiatri della provincia di Napoli, il Sindacato dei giornalisti della Campania, il teatro Cilea, il Palapartenope e la Casa della Musica.

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Fiabe nel Bosco, dal 20 giugno all’Oasi ambientale del WWF

L’attività della Compagnia “La Mansarda – Teatro dell’Orco” riprende il 20 e 27 giugno (ore 17.30) con la rassegna “Fiabe nel Bosco” all’interno dell’Oasi ambientale del WWF, sita nel Bosco di San Silvestro (CE), grazie alla collaborazione con il Centro Studi Ambientale “La Ghiandaia”. Una scelta che unisce il rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid 19 e la voglia di ripartire. Sabato 20 giugno si parte con “I tre porcellini” nell’adattamento teatrale di Roberta Sandias per la regia di Maurizio Azzurro. Quello proposto da Sandias e Azzurro è un progetto ludico e didattico che coniuga natura e letteratura. Si prosegue sabato 27 giugno (ore 17.30) con “Le avventure di Pinocchio”, liberamente tratto dal capolavoro di Carlo Collodi, per la drammaturgia di Roberta Sandias e la regia di Maurizio Azzurro; i costumi e i pupazzi sono di Emilio Bianconi per Alchimia. In caso di sold out è prevista un’ulteriore replica alle ore 19. Il costo del biglietto per adulti e bambini dai 3 anni in su è di 8 euro, mentre il costo dell’area picnic è di 2 euro a persona. È necessaria la prenotazione ai numeri 0823361300; 3291003808; 3477974488. La scelta del bosco come scenario per “Fiabe nel Bosco” evidenzia il legame inscindibile tra uomo e natura, all’interno del quale si inserisce il teatro – sin dai tempi più antichi – inteso come festa collettiva: «Abbiamo deciso di ricominciare, perché vogliamo ritrovare il contatto con il nostro pubblico privilegiato, ossia quello dell’infanzia – spiegano Sandias e Azzurro –. Questa versione delle fiabe nel bosco non sarà itinerante, ma l’abbiamo ripensata all’interno della radura grande dell’Oasi con l’aggiunta di panche per consentire il distanziamento sociale. Abbiamo scelto due titoli cari ai bambini perché vorremmo riprendere come se fosse una vera e propria festa». La fiaba originaria de “I tre porcellini” è andata modificandosi nel tempo, fino a giungere alla celeberrima versione del cortometraggio di Walt Disney, dove le parti più crude della vicenda sono state eliminate. Nell’originale due dei tre porcellini vengono divorati dal lupo e il lupo stesso viene mangiato come un maialetto. «Nella nostra messa in scena abbiamo privilegiato il lieto fine – racconta Roberta Sandias che firma l’adattamento. L’aspetto fiabesco dello spettacolo è accentuato dal linguaggio in versi, proprio della favola, gradevole ed accattivante, infantile come una filastrocca e ricercato come una poesia». “Le avventure di Pinocchio” propone alcune tra le avventure più significative del burattino creato dalla fervida fantasia di Carlo Collodi, rappresentando i suoi incontri con il Grillo Parlante, voce inascoltata della sua coscienza, il Temibile Mangiafuoco e il suo teatro dei Burattini, che ci insegna a non fermarci alle apparenze, la celeberrima coppia del gatto e  la volpe, esilarante quanto terribile e truffaldina, e, naturalmente, la Fata turchina, nume tutelare che affianca Pinocchio nel suo percorso di crescita; e ancora Lucignolo che invece lo conduce nel mirabolante paese dei Balocchi. In fondo, Pinocchio vuol essere come tutti gli altri bambini, ma nel suo desiderio di ribellione e libertà, non lo è già?  

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Il “Rada” di Positano riapre in riva al mare

Il ristorante Rada di Positano riapre le porte domani, venerdì 19 giugno. Ad attendere gli ospiti ci sono grandi novità, dalla terrazza del lounge bar “Fly” al “beach reastaurant“, con l’altissima qualità che contraddistingue da sempre questo progetto ristorativo figlio del “Music on the Rocks“, luogo di culto del divertimento italiano, particolarmente apprezzato perchè immerso nella natura positanese (il locale è scavato nella roccia) e perchè meta preferita di personaggi appartenenti al mondo del jet set internazionale. La famiglia Russo ha approfittato del procratinamento del periodo di chiusura (a causa dell’emergenza Covid) per riprogettare il locale e offrire ai propri ospiti ancora di più: nuovi spazi ampliati e restylizzati, ed ancora più accoglienti; più privacy e intimità per le coppie… Il tutto con la massima attenzione per la salute e il benessere dell’ospite. “Riuscire a stare bene non è proprio così semplice come fino a poco tempo fa credevamo – spiega lo chef della struttura, Nunzio Spagnuolo -. L’educazione alla salute e al benessere è uno strumento indispensabile di prevenzione che deve partire proprio dai tavoli dei ristoranti. La cura siamo noi: la salute, intesa come stato di benessere “globale”, può realizzarsi solo attraverso il concorso di tutti, chef compresi! Per questo ho deciso che il menù del “Rada Beach” sarà composto da piatti semplici – alcuni healthy, altri della tradizione -, aventi come ingredienti prodotti italiani“. Ad esempio il beach sandwich farcito con tartare di tonno, zucchine alla griglia e nduja piccante, oppure i paccheri con frutti di mare, limone e pane profumato, o le classiche polpette della nonna. Le possibilità per vivere il Rada nella nuova versione raddoppiano, in quanto quest’anno il locale sarà aperto anche a pranzo. Tra le cose rimaste invariate, il panorama – incantevole – che, data la posizione privilegiata del ristorante, permette di godere di tutte le bellezze di Positano: si potrà pranzare circondati dal mare oppure cenare col suono delle onde come sottofondo.  

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Villa Soglia, Macelleria Bifulco e Giuseppe Maglione insieme per una stagione imperdibile

Tre eccellenze riconosciute sul panorama della ristorazione si uniscono per una stagione estiva raffinata, singolare e esperienziale. I loro nomi sono ‘Villa Soglia’ , ‘Macelleria Bifulco’ e ‘Daniele Gourmet – Giuseppe Maglione’ . Tre brand affermati che hanno deciso di radunare le forze per rilanciare la lussuosa residenza di Castel San Giorgio con un format che coniuga sperimentazioni di gusto, contaminazioni culturali e materie prime prelibate in un contesto onirico di rara bellezza. Da questi ingredienti nasce “In Villa” un concept ambizioso in cui convivono le anime di tre imprenditori illuminati e di tre province: Salerno, Napoli e Avellino. “Crediamo fortemente che l’unione delle forze in questo momento particolare possa arricchirci reciprocamente e rilanciare l’economia – esordisce  Nobile Soglia, titolare di Villa Soglia –  Per questo in una fase alquanto delicata ho deciso di investire in un progetto che coinvolge partners con un riconosciuto livello di eccellenza come Daniele Gourmet – Giuseppe Maglione e Bifulco Carni. A partire da domenica 21 giugno saremo felici di riaprire le porte della nostra struttura per offrire a tutti un’esperienza senza paragoni”. Dolcemente avvolti dalla magnificenza della natura, da domenica potrete cenare nel romantico giardino di Villa Soglia, nata come abitazione dell’ultimo Principe di Salerno Ferrante Sanseverino e oggi un vero locus amoenus che con il suo fascino e la sua bellezza ammalierà magicamente occhi, spirito e gola. Tre i menu degustazione previsti e curati da Bifulco Macelleria, punto di riferimento per carni certificate e ottimamente frollate e Giuseppe Maglione, titolare e pizza chef di Daniele Gourmet che sarà presente con la sua brigata ‘in Villa’ per coordinare ogni dettaglio con dovizia di particolare. “Insieme a Nobile Soglia e Macelleria Bifulco abbiamo previsto tre percorsi gastronomici – spiega Giuseppe Maglione – due proposte legate al mondo della pizza e una incentrata sulla carne. A completare l’offerta ci saranno le sapienti mani dei pastry chef di Villa Soglia con delle interessanti sorprese dolciarie. L’obiettivo è far vivere ai nostri ospiti un’esperienza edonistica sopraffina, elegante e molto originale. Non solo avranno la possibilità di cenare a lume di candela tra il lusso bucolico di un esempio architettonico risalente al 1500, ma potranno scegliere tra tre menu degustazione che spaziano da pizze gourmet di mare e di terra e tagli di carne pregiati. Importante sarà anche la proposta enologica in abbinamento”. Soglia, Bifulco, Daniele Gourmet è una triade già ben consolidata che basa la propria collaborazione su qualità e fiducia l’uno verso l’altro. Un modo per reagire alla crisi post Covid-19 offrendo sempre il meglio, in totale sicurezza, ad una clientela esigente che non si accontenta del buono, ma in una cena ricerca anche atmosfera, bellezza, arte e cultura.

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