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Eroica Fenice

Fun e Tech

Cosa regalare ai nonni per Natale?

Cosa regalare ai nonni a Natale? L’idea è scegliere qualcosa che unisca originalità, estetica e utilità. Dopo tutto, i nonni sono le persone più speciali della nostra vita e il loro amore e la loro dedizione vanno assolutamente ripagati. Ecco perché è importante optare per qualcosa di bello e al contempo speciale, che dimostri tutto l’affetto che proviamo nei loro confronti. Di seguito qualche idea regalo di Natale che si addica ai gusti e alle esigenze dei nonni. Macchinetta per il caffè e il cappuccino Si tratta di uno degli oggetti più utilizzati in assoluto da chiunque ami sorseggiare un buon caffè al mattino, appena sveglio. Il profumo del caffè è una delle gioie della vita e una macchinetta pratica e funzionale che ne faccia uno paragonabile a quello del bar farebbe contento chiunque, compresi i nonni. Un dispositivo di questo tipo farà sicuramente la loro gioia e renderà più semplici (e golose) le loro colazioni. Coperta da divano Qualsiasi nonno ama trascorrere le proprie serate sul divano a guardare la TV o a leggere un buon libro, soprattutto durante la stagione invernale. E allora perché non regalare loro qualcosa che renda ancora più comodo e piacevole il post-cena? Una morbidissima coperta da divano può essere un’idea regalo di Natale molto apprezzata. Ve ne sono di tante tipologie diverse, da quelle classiche con motivo a quadrettoni a quelle con dedica personale stampata. Grembiule da cucina Le nonne ai fornelli sono davvero imbattibili. E quanti di noi avrebbero patito la fame se non ci fosse stata la nonna a viziarci con i suoi straordinari manicaretti? Allora perché non optare per un’idea regalo di Natale che unisca l’utile al dilettevole e che consacri una volta per tutte il talento delle nonne in cucina? Un simpatico grembiule recante la scritta “nonna chef” potrebbe essere un regalo molto apprezzato per una nonna che ama cucinare! Fiori da tè Probabilmente, molti di voi non ne hanno mai sentito parlare, ma quella dei fiori da tè potrebbe essere un’idea regalo apprezzatissima dalle nonne che amano il tè. Si tratta di bouquet di fiori secchi mescolati con foglie di tè. Provengono dalla tradizione cinese e sono in grado di stupire chiunque, nonché di dare un tocco d’eleganza alla tavola. Basta versarvi dell’acqua calda sopra e pian piano i fiori sbocciano nella tazza, rilasciando il proprio infuso! La tradizione vuole che i primi bouquet di fiori da tè fossero destinati all’imperatore cinese, in virtù della loro bellezza e raffinatezza. Orologio portafoto da parete Chi desidera fare un regalo di Natale personalizzato ai propri nonni deve assolutamente prendere in considerazione gli orologi portafoto da parete. Ve ne sono di tantissime tipologie differenti, affinché ognuna possa adattarsi a un diverso stile di arredamento. Negli spazi riservati alle foto è possibile inserirvi una o più fotografie di tutta la famiglia. I modelli più appariscenti dispongono di dodici riquadri in sostituzione delle ore.  

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Libri

I randagi di Carmine Ferraro, un ottimo debutto

Quanti fili formano la trama di una storia? Carmine Ferraro, autore de I Randagi, ne ha scelti tredici. Tredici racconti, apparentemente fuori dal tempo e dallo spazio, che il lettore ha il compito di districare per risolvere un unico enigma. Il testo, edito da Scatole Parlanti, si presenta fruibile sia come raccolta di racconti singoli e compiuti che come romanzo polifonico dalla sfumatura thriller. I randagi di Carmine Ferraro Un omicidio dà infatti il via all’azione. Un poliziotto è chiamato a inseguire il colpevole lungo la strada sterrata di un paese di campagna in cui, anni prima, un bambino ha fatto perdere le sue tracce. Lungo questa stessa strada si incontrano altre figure disperate, il più delle volte senza nome, “vagabondi della vita” come il titolo suggerisce, che hanno ancora qualcosa da dire prima di abbandonare la scena: è il caso di Chiara, che soffre la perdita di una persona amata, o di Mimmo, che deve fare i conti con un fantasma del passato, ma è anche il caso del commesso, della pensionata, del maturando e di tanti altri alle prese con le proprie sconfitte e con il proprio passo falso. Intanto in un angolo di un lurido bar oltre la statale qualcuno sta fissando nei suoi dipinti le vicende narrate, persino quelle che ancora devono accadere. Se il lettore accetta di seguire la voce narrante nel suo gioco ad incastri, annoderà i fili dei ricordi, dei sogni e delle allucinazioni dei tredici protagonisti per scoprire il punto esatto in cui le loro vite hanno cominciato a vacillare e risolvere così l’enigma principale. Gli episodi ruotano attorno a El paso, il bar oltre la statale dalle tinte quasi oniriche, cui si arriva svoltando verso un paio di città a caso dopo che ha fatto buio. Questo luogo in cui si intrecciano i fili delle tredici storie porta come insegna il monito dell’errore commesso (“il passo falso”) e diventa l’appuntamento fisso tra il lettore e il narratore. L’autore si diverte a passare da una voce all’altra, a giocare con gli stili e i generi, componendo così un catalogo di eroi al contrario, una galleria di personaggi sbagliati, tutti pezzi di un unico mosaico. All’interno della cornice di El paso, infatti, si mescolano episodi drammatici e situazioni tragicomiche che intrappolano il lettore in un labirinto di errori umani. Per uscirne è necessario varcare la soglia di questo bar sgangherato, attraversare le tredici voci dei suoi avventori e recuperare il quattordicesimo pezzo del mosaico: quello che risolve l’enigma e che solo il lettore può immaginare.   Immagine di copertina: Scatole Parlanti

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Food

Una nuvola di pizza in pala: la nuova idea di Johnny Take Uè

Evolversi per superare la crisi, innovare per interessare la clientela. Johnny Take Uè riformula la classica proposta della pizza in pala ispirandosi alle nuove frontiere che stanno rivoluzionando il mercato gastronomico, unendo la qualità della tradizione alle nuove frontiere dello street food: nasce così il nuovo format “Pizza in pala, focaccia & pane” che ha inaugurato il 4 febbraio in Via Nazionale Appia, 172 a Casagiove in provincia di Caserta. Questa è la nostra intervista ai founder Francesco Esposito e Giovanni della Corte, e al primo affiliato del format Johnny Take Uè pizza in pala Enrico Esposito. Cosa vi ha spinto ad inaugurare in un periodo così difficile? Avevamo una grande voglia di presentare il nostro progetto consapevoli di dover affrontare difficoltà di mercato e restrizioni che limitano le potenzialità di qualsiasi attività. Dopo tutto siamo molto contenti del risultato e dell’entusiasmo con cui le persone si sono approcciate a Johnny pizza in pala. Complimenti sia per il prodotto sia per il locale e questo ci ha dato grandi soddisfazioni. Quali i punti di forza? Ne abbiamo tanti… Alta qualità della materia prima partendo dalle farine speciali a tutti i condimenti e dall’attenzione ai dettagli. Ci è piaciuto abbinare la qualità al piacere del palato e alla salute perché la vogliamo raccontare anche in chiave healthy. I nostri impasti e le farine speciali che utilizziamo (tradizionale nuvola, integrale, multicereali, grani antichi, curcuma & zenzero) ci piace definirle come l’evoluzione della pizza classica. Perché avete scelto Caserta? Abbiamo avuto subito la possibilità di incontrare un imprenditore di Caserta che ha creduto nelle grandi potenzialità del format ed aveva a disposizione un locale in top location. Bello confrontarsi in una città come Caserta dove la pizza è cultura, ne è diventata negli anni distretto di premiati pizzaioli. Bella sfida per noi introdurre un prodotto nuovo e ricercato. Quali sono i prossimi passi? Siamo attivi come franchising, ed abbiamo in cantiere già tante nuove aperture con Torino, Napoli, Firenze, Acireale, Caltannisetta e tante altre trattative in corso. Nei prossimi due anni stimiamo circa 20 aperture. Che consigli vi sentite di dare a chi fa impresa nel food in questo momento storico? In Italia ci sono imprenditori incredibilmente bravi che hanno scritto la storia del food italiano che tutto il mondo ci invidia. Sarebbe complicato dispensare consigli a gente super esperta e che ha fatto e farà ancora cose meravigliose perché presto ritorneremo a raccontare belle storie. Noi abbiamo solo portato una ulteriore idea e proposta allo scenario e mercato esistente cercando di lavorare sulla personalizzazione, qualità e bontà in un format dal layout nuovo, conviviale e con un atmosfera rilassante e… che crea dipendenza! (o meglio ci speriamo). Marcello Affuso

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Cinema e Serie tv

La dolorosa verità di Perfetti Sconosciuti

Il mondo del cinema ci ha portato spesso a riflettere su diversi lati della nostra stessa vita. Spesso quando guardiamo un film ci capita di immedesimarci nei protagonisti per capire di più su noi stessi, specialmente se si tratta di pellicole più profonde. Una delle tematiche che spesso vengono trattate nel mondo del cinema riguarda in particolare gli affetti o il partner; sono infatti diverse le pellicole che vedono come tema principale il rapporto tra amici o di coppia, portando spesso lo spettatore a porsi delle domande sulla propria vita. Uno dei film di maggior successo che mette in luce questa tematica in maniera estremamente veritiera è Perfetti Sconosciuti, diretto da Paolo Genovese nel 2016. La vicenda prende atto durante una cena che vede come protagoniste tre coppie di amici, insieme ad un altro amico che non è stato accompagnato dalla compagna perchè impegnata, che si ritrovano per passare una serata in compagnia. La cena inizia a prendere una piega inaspettata quando una delle donne presenti sfida gli altri commensali a partecipare ad un gioco, ovvero mettere il cellulare di ognuno di loro a completa disposizione di tutti, leggendo pubblicamente tutti i messaggi ed origliando tutte le telefonate che arriveranno durante tutta la serata. Convinti di non avere nessun segreto, o volendo evitare rifiutando la sfida di avere qualcosa da nascondere, tutti decidono di partecipare, rendendo pubblico tutto quello che arriva che si tratti di messaggi o telefonate. Ciò che si scoprirà in seguito è che purtroppo ognuno dei protagonisti ha dei segreti che non ha mai confessato né ai propri amici né tantomeno al rispettivo partner, creando così un clima in crescendo che porterà tutti a dubitare gli uni degli altri. L’unico che inizialmente non voleva partecipare al gioco è Rocco, marito di Eva, colei che ha voluto ideare questa sfida, che sapeva che questo avrebbe portato a conoscere lati dei suoi affetti che avrebbe preferito non sapere; lo stesso Rocco alla fine del film si scopre essere forse l’unico a non essere in possesso di segreti inconfessabili, ma ha semplicemente omesso delle cose personali che preferiva tenere per sè. Se si potesse puntare sulla sincerità di uno dei personaggi tramite piattaforme di gioco online come GoldBet o simili nessuno potrebbe vincere, perchè infondo nessuno di loro si è rivelato davvero onesto. Il film ha riscosso un incredibile successo sia da parte della critica che da parte del pubblico, questo per via dell’ottima interpretazione degli attori e della sceneggiatura tanto semplice quanto efficace. Molto paesi hanno infatti ripreso la storia facendone un remake, vista la tematica molto attuale e ben affrontata nel corso della vicenda (tra i remake ricordiamo Le Jeu realizzato in Francia nel 2018, Kill Mobile realizzato nello stesso anno in Cina e Intimate Strangers realizzato in Corea del Sud). Il film ha portato gli spettatori a chiedersi quanto loro nascondano ogni giorno e quanto loro conoscano più nel profondo il proprio partner. Si pensi sia giusto sapere tutto dei nostri affetti o controllare loro il cellulare […]

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Fun e Tech

Aochuan Gimbal Smart XR, una vera rivelazione | Recensione e opinioni

Recensione del gimbal Smart XR dell’azienda Aochuan Stabilizzare e rendere fluidi i filmati è un’esigenza sempre più sentita da parte degli utenti dei social e soprattutto dai content creator che li popolano e animano. Gli smartphone stanno raggiungendo una qualità incredibile nel settore video e la loro praticità e facilità d’utilizzo sta facendo sì che vengano preferiti alle più ingombranti fotocamere reflex. Un problema rimane però: la stabilizzazione. Troppo spesso, infatti, i sensori dei cellulari non sono otticamente stabilizzati e ciò comporta una serie di problemi che la tecnologia EIS non è stata ancora in grado di sopperire. E anche modelli di fascia più alta, come l’Iphone 12 Pro o lo Xiaomi Mi 11, non riescono a garantire sempre riprese ultra steady. Per questo, molti brand stanno investendo sforzi e risorse per i gimbal per mobile, un prodotto ancora di nicchia, specialmente in Italia, ma che risulta ormai essenziale per creare contenuti di alto profilo. Aochuan, azienda che da pochi anni dalla sua creazione sta già riscuotendo un discreto successo nel campo degli accessori per fotografi, con il suo Gimbal Smart XR ha fatto davvero un ottimo lavoro. Aochuan, potenzialità da vendere Prima di addentrarci nella recensione del Gimbal Smart XR, c’è una premessa da fare. Aochuan è un brand quasi nuovo, la sua fondazione risale al 2018, e solo nel 2019 ha dato vita al suo primo prodotto, lo Smart S1. L’ottima qualità di questo stabilizzatore le ha permesso di farsi conoscere e apprezzare sin da subito nel mercato tanto che, nel marzo 2020, è stata premiata tra le prime dieci aziende di gimbal in Cina. La sua mission è semplice: prodotti di alto livello, al giusto prezzo, semplice da usare. Una missione non certo facile ma che sta riuscendo a Aochuan, viste le numerose e ottime recensioni delle sue meraviglie tecnologiche. Aochuan Gimbal Smart XR | Specifiche tecniche e unboxing Nella confezione troviamo, oltre chiaramente al gimbal, un manuale, una custodia di stoffa, il caricatore usb type-C, una cordina e un treppiedi. Quest’ultimo, molto robusto ma leggero, risulta particolarmente utile, sia per i timelapse (in movimento o statici che siano) sia come grip aggiuntivo. Per quanto concerne lo Aochuan Gimbal Smart XR in sé, è composto da una clip in cui inserire il telefono e un braccio che può essere bloccato nella parte frontale. Sui lati troviamo, invece, la rotella per lo zoom manuale e due tasti per controllarne la profondità, un un piccolo quanto essenziale display che mostra lo stato della batteria e le modalità in cui si trova lo stabilizzatore, un joystick per cambiare la posizione del braccio, un tasto per avviare foto e video, uno per cambiare modalità e uno di accensione e spegnimento. Nella parte inferiore si trova il mount per il treppiedi o altri accessori. In quanto alla qualità costruttiva c’è da dire che il Aochuan Gimbal Smart XR, che pesa soltanto 375 grammi e può essere facilmente trasportato in tasca, risulta solido, la gomma di cui è rivestito permette una stabile presa […]

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Altri

Le curiosità dietro al capolavoro di James McTeigue “V per Vendetta"

“V per Vendetta” usciva 15 anni fa nelle sale statunitensi, e la pellicola diretta da James McTeigue, ma poi adattata per il grande schermo dalle sorelle Wachowski, che ha conquistato in pochissimo tempo molti fan, fino a far diventare la maschera usata da V un’icona politica. La storia è ambientata in un Regno Unito distopico, diventata una società totalitaria e completamente militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell. Il film presenta diverse curiosità e sfaccettature tutte da scoprire, un po’ come scoprire tutti i giochi disponibili su Eurobet. Tratto da una graphic novel Il film è ispirato alla graphic novel “V for Vendetta”, scritta da Alan Moore e disegnata da David Lloyd. Dopo una prima pubblicazione negli anni Ottanta uscì per la “DC Comics” nel 1991 in tre parti, poi racchiuse in un unico volume. Il film ripercorre abbastanza fedelmente gli avvenimenti della serie di fumetti, ma ci sono delle differenze che hanno creato dei veri e propri polveroni, fino a far dissociare totalmente Alan Moore dalla produzione del film. Non c’è un solo V All’inizio del film il ruolo di V era stato affidato all’attore James Purefoy, ma dopo sei settimane dall’inizio delle riprese decise di lasciare il set a causa della sua frustrazione per essere obbligato a recitare con il volto costantemente coperto. A rimpiazzarlo arrivò allora Hugo Weaving. Weaving ebbe pochissimo tempo a disposizione per leggere il copione e accettare l’incarico, provvedendo a doppiare di nuovo tutte le scene già girate con Purefoy. Gli altri del cast Curiosa è anche la presenza di John Hurt nel cast, il quale aveva già interpretato in un film distopico, “Orwell 1984”. Lui stesso era molto restio a recitare in un altro film distopico, anche se stavolta il suo personaggio era completamente diverso visto che lui era il potere e  non la vittima del potere. Un’altra indiscrezione riguarda Natalie Portman, che ad un certo del film le vengono tagliati i capelli a zero mentre lei è in lacrime, ma nella realtà lei desiderava da tempo provare questo look, ma che per motivi professionali non le era mai stato concesso. Le scene più complicate Alcune scene del film richiesero un impegno enorme per la difficoltà nella realizzazione. Una di queste è quella in cui il protagonista ribalta delle tessere del domino che formano infine una gigantesca lettera “V”. Non meno complicata l’esplosione del Parlamento, la produzione ottenne il permesso speciale di girare solo tra la mezzanotte e le 4:30 del mattino, bloccando il traffico soltanto per 4 minuti alla volta. Inoltre sono stati usati dei veri carri armati, ogni notte trasportati sul posto e ispezionati da dei funzionari del governo. La simbologia del numero 5 e della lettera V La lettera “V” può essere letta anche come 5 in numeri romani. La lettera “V” viene detta 55 volte nel discorso di presentazione. Nel nome della protagonista, Evey ci sono altre particolarità; il nome è composto da due lettere “E”, quinta lettera dell’alfabeto, una “Y”, […]

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Food

Pasqua vegana, light o senza glutine? Ci pensa Probios!

Il cambiamento parte dai piccoli gesti, dalle scelte solo in apparenza banali che ognuno di noi compie quotidianamente. Una delle più importanti riguarda ciò che mettiamo nel cestino o nel carrello della spesa. I dati parlano chiaro, l’allevamento intensivo è la prima causa dell’inquinamento mondiale. E anche se sembra utopico farne ormai a meno, sono pur sempre i consumatori a dirigere il mercato e le sue perverse dinamiche. Gli approcci vegani o vegetariani, ad esempio, sono notevolmente più sostenibili ed evitano lo sfruttamento e la macellazione di miliardi di animali. Anche per questo, un crescente numero di persone sono propense ad avvicinarsi alla green cucine, sostenuti da una grande quantità di aziende che, anche in Italia, stanno cambiando politica, cercando di proporre alimenti più sani e quanto più cruelty free possibile. Una della prime promotrici di questo stile di vita è stata ed è ancora la toscana Probios che, da oltre 35 anni, commercializza prodotti frutto di agricoltura biologica. E non solo. Sono molteplici, infatti, le proposte per ogni forma di intolleranza, quella al glutine in primis, che figurano nella sua linea che punta a soddisfare con prodotti bilanciati, senza trascurare in alcun modo il gusto. Il gusto, appunto, perché uno degli stereotipi che gli alimenti di questo tipo portano dietro è di non essere all’altezza. Non è così, non più almeno. La Pasqua secondo Probios Probios, in coerenza con la partnership e la campagna cruelty free portata avanti con la Onlus Essere Animali, ha aggiornato la sua linea pasquale con un occhio sempre vigile all’ambiente e alla salute dei suoi clienti. Sono nate così il Dolce Pasqua con gocce di cioccolato senza zuccheri aggiunti, la colomba tradizionale con lievito madre, cioccolato da mercati equi e solidali e uova biologiche, e le colombe vegane con frutti rossi, farcite con crema al cioccolato o farro e gocce di cioccolato. Per quanto concerne le uova di Pasqua, invece, la scelta è tra bianco, fondente, al latte (di soia e vaccino). La domanda sorge spontanea, come sono questi lievitati? Buoni, delicati nei sapori. Abbiamo assaggiato nello specifico la Dolce Pasqua Vegan con crema al cioccolato e quello che ci ha subito colpito – al di là del packaging molto raffinato – è stato il profumo. Per quanto riguarda il sapore, l’impressione è di trovarsi davanti ad un dolce di qualità, un lievitato leggero (merito della lavorazione a “pasta acida”), morbido e con una crema di cioccolato dalla dolcezza equilibrata, non stucchevole né eccessivamente amara. Promossa, quindi, ad ulteriore riprova che si può portare avanti un’azienda di successo nel rispetto dell’ambiente. La linea pasquale Probios, ne siamo sicuri, sarà in grado di smentire i più scettici, quelli che erroneamente ancora credono che il senza glutine o il vegan friendly sia sinonimo di scarsa bontà. Marcello Affuso

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Food

Olivieri 1882, gustose novità ed eccellenti conferme per la Pasqua 2021

Tradizione, passione e manualità senza pari. Il brand Olivieri si conferma, anno dopo anno, una delle eccellenze più importanti del panorama dei lievitati italiani. Un successo, il loro, intriso di storia e sacrifici che profumano di famiglia, farina e, chiaramente, di zucchero. Da un piccolo forno al riconoscimento internazionale con premi (come ad esempio la Miglior Colomba Artigianale d’Italia 2019) e l’inclusione nelle guide gastronomiche più rinomate, il passo è stato tutt’altro che breve. Il loro viaggio ha avuto infatti inizio in provincia di Vicenza, con Luigi Oliviero, per arrivare poi al successo con un nonno, un figlio e un nipote, con Bianco, Oliviero e Nicola. Oggi Olivieri 1882 è una solida realtà, che è nota per l’utilizzo di materie prime di altissimo profilo (tra cui il lievito madre vivo, le bacche di pregiata vaniglia Bourbon di Tahiti, il burro Belga ottenuto per centrifuga e il miele di acacia italiano) e per la capacità di rinnovarsi con prodotti sempre nuovi, soprattutto quelli legati alle festività. E dato che la Pasqua 2021 è alle porte, vediamo insieme cosa Nicola Olivieri ha in serbo per i golosi di tutta Italia (e non solo). Olivieri 1882, 5 nuovi gusti di colomba per la Pasqua 2021 La colomba classica nel 2020 è stata un best seller ma il fermento di un mercato sempre più interessato a nuove combinazioni di sapori ha portato i migliori pasticceri a mettersi di nuovo in gioco. Per quanto concerne Olivieri 1882, sono ben 5 i nuovi gusti che vanno ad arricchire l’offerta pasquale che l’anno scorso prevedeva la Colomba classica, quella ai tre Cioccolati (bianco, al latte e fondente Valrhona) e quella al Cioccolato Bianco e Frutti di Bosco (frutti di bosco semicanditi artigianalmente e cioccolato Ivoire 35%). Nello specifico troviamo: Mela, uvetta e cannella – Un abbinamento che richiama il gusto dello strudel e riporta la mente alla montagna. Albicocca e caramello – Un continuo rincorrersi tra dolcezza. Amarena – Impreziosita da morbide amarene succose. Pesca – Le pesche candite assieme alla glassa di mandorle creano un gusto equilibrato e unico. Cioccolato e pera – Farcita con pere candite e con perle di cioccolato fondente 55%. Dove trovare la Colomba Olivieri Per provare queste deliziose creazioni, o una delle tante originali creazioni come i bauletti gourmet, ci sono due possibilità: 1 – Recarsi in sede. Il locale è sito ad Arzignano (Vicenza) oppure nel reseller gastronomico più vicino. 2 – Acquistare  tramite l’e-commerce (www.olivieri1882.com) che spedisce in tutto il mondo. La spedizione è gratuita in Italia e negli Stati Uniti. Marcello Affuso

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Fun e Tech

Regali aziendali? Ecco alcuni consigli per sceglierli al meglio

In determinati periodi dell’anno i regali aziendali diventano quasi una necessità. Un appuntamento a cui non ci si può sottrarre per tenere vivi i rapporti coi clienti e coi partner commerciali, per aumentare la visibilità del proprio brand, ma anche per premiare l’operato dei propri dipendenti. Optare per il regalo sbagliato può rivelarsi un’arma a doppio taglio che non sortirà alcun effetto positivo e che anzi, potrebbe andare ad offendere la sensibilità di qualcuno. Per evitare brutti scivoloni, basterà armarsi di pazienza e di un piano ben preciso, partendo dalla finalità del regalo, passando per l’importanza strategica del destinatario, sino ad arrivare ovviamente al budget di cui si dispone per questo tipo di attività promozionale.    Acquistare il regalo aziendale perfetto non è mai stato più facile e la rete ci dà una grossa mano. A chi è a corto di idee e ha bisogno di trovare lo spunto giusto, basterà farsi un giro tra i tantissimi store specializzati presenti online. Per chi invece non ha tanto tempo da perdere in ricerche snervanti, scegliere i gadget personalizzati low cost da Maxilia renderà il compito più semplice e senza spendere una fortuna. Questo tipo di regali sono un grossa opportunità per rafforzare il proprio business, e affrontare l’impegno col giusto approccio permetterà di renderlo meno stressante e addirittura piacevole. Ecco un serie di consigli che possono essere d’aiuto per scegliere nel miglior modo possibile.   1) Occhio alle regole aziendali Molte compagnie, ma lo stesso discorso può essere fatto nell’ambito della pubblica amministrazione, hanno delle regole ben precise che regolano questo tipo di attività, sia in entrata che in uscita. In alcuni casi esiste addirittura un divieto che determinerà quindi l’automatico ritorno al mittente del dono offerto. Per evitare brutte sorprese e di spendere soldi inutilmente, è sempre meglio capire se esistono delle limitazioni.    2) Sapere cosa comprare Sapere cosa comprare a ciascun cliente o partner commerciale è l’aspetto più impegnativo di tutto quello che ruota attorno ai regali aziendali. Questo perché conoscere i gusti personali di persone con cui si ha a che fare a livello di affari non è sempre agevole. La cosa migliore sarebbe chiedere al diretto interessato, ma si andrebbe a incidere sull’effetto sorpresa. Un’altra idea è quella di fare delle ricerche magari aiutandosi con le piattaforme social.   3) Non sottovalutare le differenze culturali Ogni contesto produttivo viene influenzato ed è regolato dal patrimonio culturale dello stato lo ospita. Rispettare gli usi e i costumi è segno di rispetto ed è il primo passo per evitare di fare figuracce. In Cina, ad esempio, i regali non devono mai essere impacchettati in bianco perché in quella cultura è il colore del lutto.   4) Il valore di un biglietto scritto a mano Da quando siamo diventati esperti delle risorse presenti in rete non riusciamo a fare cose semplici ma significative che possono fare ancora la differenza. Se si fa un acquisto su qualsiasi piattaforma di e-commerce c’è la possibilità di inserire i propri auguri all’interno del pacco. […]

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Comunicati stampa

Alla Pasticceria Biagio Martinelli nasce la Polacca aversana rustica

La Polacca, regina indiscussa della tradizione pasticciera di Aversa, negli anni ha conquistato prima i palati dell’intera provincia di Caserta e poi quelli del resto della Campania. Di questo dolce di pasta brioche e ripieno di crema pasticciera e amarene esistono due versioni adatte a momenti diversi della giornata: a fagotto, ideale per la colazione, e a torta, più adatta come dolce domenicale. Biagio Martinelli, giovane pasticciere figlio d’arte che nel 2017 ha aperto nel cuore di Aversa una pasticceria che porta il suo nome, sin dall’inizio non si è limitato a proporre la sola versione classica della Polacca aversana. In occasione dell’apertura del suo locale, infatti, Martinelli, che ha sempre avuto come obiettivo la valorizzazione delle eccellenze del suo territorio, ha dato vita alla Polacca alla Mela Annurca, divenuta ben presto patrimonio comune di tutte le pasticcerie del territorio. Restava, però, il desiderio di realizzare una versione salata del dolce aversano per eccellenza. Così dopo lunga e meticolosa sperimentazione, complice anche la pausa imposta dall’emergenza Covid, il giovane pasticciere della città normanna ha finalmente trovato il giusto equilibrio tra gli ingredienti e ha creato la Polacca rustica in cui l’impasto con parmigiano e pepe nero avvolge una crema pasticciera salata al parmigiano arricchita da dadini di provolone del monaco Dop e salame di suino nero campano. La Polacca rustica ben si inserisce nella filosofia sposata da Martinelli di avere una pasticceria contemporanea in cui alla proposta dolce viene affiancata una produzione di pasticceria salata e una cocktail list con drink alcolici e analcolici. Biagio Martinelli Biagio Martinelli, classe 1991 incontra giovanissimo impasti e creme, grazie al padre e allo zio, pasticcieri da oltre 30 anni. A soli 25 anni riesce a realizzare il suo sogno di aprire un laboratorio di pasticceria. Nel novembre del 2017 ad Aversa a pochi passi dal centro apre, infatti, la Pasticceria Biagio Martinelli. Nella location semplice ma esclusiva i colori caldi del legno si fondono con quelli accesi e variopinti delle maioliche.

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Fun e Tech

Internet e calcio tra dirette sempre più streaming, social e scommesse

Il mondo del calcio vive un periodo di profondo cambiamento. Un cambiamento dettato dalle nuove tecnologie che non riguardano solo il mondo arbitrale, ma il modo di vivere il calcio. Internet è diventato infatti il nuovo eldorado per il calcio. I grandi player che detengono i diritti tv sono sempre più rivolti verso un futuro che porta dritti verso internet. Pensiamo ad esempio a DAZN che da anni ha deciso di trasmettere online le partite di calcio. Oppure a Sky con il servizio Sky Go e Now Tv. Si parlava, inoltre, di un possibile approdo in Italia anche di Amazon per la trasmissione della partite di Serie A ma da quanto si è appreso nelle ultime ore questa possibilità è svanita del tutto visto che il colosso di Jeff Bezos non ha presentato nessuna offerta. Se per il momento ha deciso di “snobbare” non dobbiamo però dimenticare che ha già investito per i diritti della Champions League ma anche per una fetta di quelli della Premier League. Sembra essere soltanto questione di tempo. I social network ed i club Altro fattore che sta influenzando parecchio il mondo del calcio è quello dei social network. Oggi, infatti, i club hanno ben capito l’importanza di un canale diretto con i propri tifosi per amplificare in maniera importante le proprie entrate. La Juventus negli ultimi anni ha investito pesantemente su questo fattore ed oggi è il brand italiano con più seguaci sui social. Secondo gli ultimi dati la Juventus è di gran lunga la squadra più seguita d’Italia. Con 66 milioni di interazioni nel mese sulle varie piattaforme (Facebook, Instagram, Twitter e Youtube) e 71,7 milioni di visualizzazioni dei video pubblicati, la squadra bianconera stacca Milan e Inter, rispettivamente seconde e terze nella graduatoria. Al quarto posto, non lontano dai 22 milioni di “interactions” rossonere e i quasi 19 milioni nerazzurri, c’è il Napoli con 15,7 milioni. Poi ecco le romane. Il club giallorosso è quinto con 4 milioni e mezzo di interazioni e un dato competitivo sui video: quelli pubblicati dai canali giallorossi (Youtube e Facebook in questo caso) nel mese di novembre sono stati cliccati dagli utenti 6,9 milioni di volte, più dei 5,6 milioni dell’Inter e i 2,4 del Napoli. La Lazio segue come sesta squadra più seguita sui social. Le interazioni sono poco più della metà di quelle della Roma, 2,6 milioni, i video biancocelesti a novembre sono stati visualizzati 1,9 milioni di volte. Le scommesse online Oltre al modo di fruire il calcio in termini di contenuti, è cambiato il modo di seguirlo e di scommettere sugli eventi sportivi. Come possiamo leggere grazie alla guida alle scommesse presente sul blog di Starcasinò, oggi le scommesse sul calcio sono più semplici, veloci ed avvincenti. Oggi basta avere uno smartphone ed una connessione internet per poter scommettere praticamente su qualsiasi cosa, compreso il festival di Sanremo. Se un tempo si giocava al totocalcio con la schedina cartacea dove si poteva giocare solo vittoria o pareggio e si era costretti a giocare […]

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Cucina e Salute

Tortine di carote e mandorle

Fragranti e profumate minicake, perfette per una merenda al volo o una colazione sana e nutriente. Ecco la ricetta infallibile, semplice e veloce. Le tortine di carote e mandorle sono delle merendine semplici e genuine, dal gusto intenso e riccamente profumate, ideali da gustare da soli o in compagnia. Il loro colore brillante, dato dall’uso delle carote, ricorda molto quello della classica torta carote e cioccolato; la farina di mandorle, inoltre, arricchisce questo delizioso dolcetto di un importante apporto energetico, nel rispetto di una dieta sana ed equilibrata. Uno dei punti di maggior pregio di questa semplice ricetta è la versatilità e la praticità delle tortine, che possono essere consumate a casa o in ufficio, al parco per una merenda con i bambini o persino in palestra per recuperare le energie. La ricetta si prepara velocemente e con facilità, e lo stampo indicato – quello semisferico – può essere sostituito da un più tradizionale stampo da muffin. Ingredienti per circa 12 tortine: 125 gr di farina 00 75 gr di farina di mandorle 175 gr di carote senza gambo 2 uova medie 125 gr di zucchero a velo una arancia non trattata (scorza e succo) 50 gr di olio di semi (di girasole o di cocco) una bustina di lievito per dolci (ca. 16 gr, meglio se non vanigliato) un pizzico di sale marino Procedimento Per preparare le tortine di carote si consiglia di iniziare il procedimento dal trattamento delle carote, che devono essere spuntate in cima e in fondo, e pelate attentamente per rimuovere lo strato esterno. Successivamente, si consiglia di tritarle con una grattugia, per ridurle in scaglie o pezzi molto sottili, facilitando così il successivo passaggio con il mixer. Grattugiare poi anche la scorza d’arancia e tenerla da parte. Versare quindi la polpa di carote in una ciotola capiente e aggiungere anche l’olio e il succo spremuto dell’arancia, precedentemente filtrato. A questo punto frullare i tre ingredienti con un mixer o un frullatore ad immersione, in modo da ottenere una purea omogenea. In una ciotola a parte, rompere le uova intere e sbatterle con una frusta elettrica; continuando a mescolare con la frusta in azione, aggiungere lo zucchero a pioggia, e scioglierlo completamente. Unire anche la scorza di arancia grattugiata in precedenza e mescolare con cura. Mescolare insieme i due tipi di farina e il lievito, unirli al composto di uova e amalgamare bene. Infine, aggiungere un po’ alla volta anche la purea di carote, mescolando finché si otterrà un composto omogeneo e liscio. Come ultimo, versare nella ciotola un pizzico di sale e mescolare nuovamente. Preriscaldare il forno a 180°C; intanto imburrare (o ungere) con cura gli stampini cosiddetti “a semisfere” (a meno che non siano in silicone: in questo caso non è necessario), e versare il composto negli stampi, lasciando circa un centimetro dal bordo. Infornare lo stampo a mezza altezza e lasciare cuocere per circa 18-20 minuti al massimo, in modo che le tortine non si secchino. A cottura terminata lasciare raffreddare negli stampi […]

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Food

Lievitati artigianali VS lievitati industriali

Lievitati artigianali VS lievitati industriali: chi vincerà questo confronto? Oggi non siamo qui a parlare male delle produzioni industriali perché, come vedremo, non sono tutte da demonizzare. Certo è vero che le produzioni industriali sono note per l’intensività delle produzioni che causa l’impiego di processi che velocizzano e che, quindi, snaturano gli alimenti. Oggi vorremmo parlare di come fare scelte alimentari di valore a partire da quelle occasioni tipiche in cui, per una volta, non ha senso rifugiarsi nella “comodità” del cibo industriale. Il Natale, un compleanno o un’occasione speciale sono tutti momenti adatti a scegliere qualcosa di più pregiato da mangiare, dando uno sguardo all’etichetta e sostenendo le attività artigianali storicamente in forte competizione con quelle industriali. Conservazione e ingredienti: le differenze da cogliere Abbiamo iniziato questo approfondimento con ottime intenzioni, ovvero senza voler scatenare una guerra di principio verso gli alimenti a produzione industriale. Non è detto che consumarli sia sbagliato se non con qualche accortezza. Innanzitutto nei supermercati ci sono spesso interi scaffali dedicati ai produttori di zona che andrebbero preferiti, soprattutto per supportare le piccole attività locali. In secondo luogo dovresti imparare a leggere l’etichetta nutrizionale, prendendo le distanze da tutto ciò che potrebbe arrecare un danno alla tua salute e anche all’ambiente. Per esempio nei lievitati industriali sono spesso presenti generici aromi, conservanti e coloranti che fanno sì che questi possano durare molto a lungo. Al contrario i lievitati artigianali hanno una breve data di scadenza, superata la quale degradano velocemente. Questo è un chiaro segno di genuinità e di freschezza degli ingredienti dal momento che all’interno di lievitati artigianali non trovi nulla al di fuori di uova, lievito madre, zucchero, burro e farina. Ogni tanto possiamo cambiare abitudini Quindi siamo tutti d’accordo sul fatto per cui il supermercato non sia un posto malvagio in cui c’è solo cibo spazzatura ma un grande centro in cui puoi trovare un po’ di tutto. Per quel che riguarda i lievitati la differenza è netta perché quelli industriali sono solitamente confezionati con cartone e involucro in plastica e compaiono sui banchi molto prima delle festività. La comodità di poterli acquistare anche tre settimane prima di Natale o Pasqua è indubbia ma, una volta tanto, potresti provare a cambiare abitudini a meno che non ci siano particolari esigenze nutrizionali. Per esempio alcuni lievitati industriali sono pensati per chi non può mangiare glutine o lattosio, oppure ci sono tante nuove versioni vegane che fanno capolino sul mercato. Le colombe artigianali, invece, così come i panettoni e tutti gli altri lievitati di alta pasticceria, hanno una tiratura molto limitata. Ogni anno le grandi pasticcerie italiane producono sempre maggiori quantità di lievitati ma questi non arriveranno mai ad eguagliare i numeri di quelli industriali. È per questo che potresti rischiare anche di non trovarli dal momento che hanno una tiratura limitata. Per andare sempre sul sicuro, dal momento che vanno a ruba, potresti scegliere la tua colomba artigianale su SaporideiSassi.it, dove trovi la più ampia selezione dei migliori lievitati artigianali del nostro […]

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Cucina e Salute

Profumo: come interagisce con la pelle?

Il profumo è tra gli accessori più amati e usati al mondo. Esiste una grande quantità di fragranze in commercio e trovare il profumo giusto per sé permette di distinguersi e sentirsi irresistibili. Tuttavia, è probabile che l’etichetta non ci stia dicendo proprio tutto riguardo a ciò che è contenuto all’interno della boccetta. A causa delle leggi che proteggono i produttori di fragranze, infatti, molti dei profumi che si trovano in commercio contengono sostanze chimiche non elencate singolarmente sulla confezione del prodotto. Sostanze che possono causare allergie, con reazioni come la comparsa di evidenti macchie rosse sulla pelle, prurito, irritazione e ipersensibilità cutanea. Questo è dovuto al fatto che le sostanze contenute nei profumi siano gli “ingredienti segreti” delle fragranze che rendono il profumo in questione unico, per cui i produttori possono semplicemente descrivere queste sostanze come “fragranza” ed evitare così di condividere con il mondo il segreto del proprio prodotto. La buona notizia, però, è che un danno immediato e irreversibile causato dall’uso occasionale di un profumo o di un’acqua di colonia è raro. Come reagisce la pelle alla fragranza? Il modo in cui la maggior parte degli ingredienti profumati conferisce profumo è attraverso una reazione volatile. Sfortunatamente, questa reazione naturale provoca quasi sempre una reazione sensibilizzante sulla pelle. La ricerca, infatti, ha stabilito che le fragranze nei prodotti per la cura della pelle sono tra le cause più comuni di sensibilizzazione e altre reazioni cutanee negative. E questo vale per tutti i tipi di pelle, non solo per quelle sensibili o con tendenza all’arrossamento. Anche se la nostra pelle non sembra essere disturbata o aggravata dai prodotti profumati che utilizziamo, questo non significa che essi non stiano producendo degli effetti. In effetti, questo potrebbe essere un problema per il riconoscimento dell’eventuale insorgenza di un disturbo, considerando che la pelle è molto brava a nascondere eventuali segni e si potrebbe non riuscire a individuare il problema in tempo. A volte un profumo può causare una lieve reazione allergica. Molto spesso, questa reazione si verifica sulla pelle sotto forma di dermatite da contatto, che può presentarsi ogni volta che la pelle viene a contatto con un ingrediente (sintetico o naturale) che la irrita. I sintomi della dermatite da contatto includono: Orticaria o vesciche; Prurito, con possibile desquamazione della pelle; Bruciore o arrossamento della pelle; Sensibilità al tatto. Alcune delle sostanze chimiche contenute nei profumi possono essere pericolose se si accumulano a livello dell’epidermide. Lo stirene per esempio, un ingrediente presente in molti prodotti cosmetici, è stato ritenuto un probabile cancerogeno dal National Toxicology Program nel 2014. Altre sostanze, invece, sono incluse nel prodotto con il preciso scopo di aiutare la pelle ad assorbire la fragranza e farla durare per ore e ore. E sono proprio quelle stesse sostanze chimiche che aumentano la vulnerabilità della pelle, esponendola a possibili agenti cancerogeni. Quali prodotti contengono fragranze e perché? Sono tanti i prodotti in commercio che contengono fragranze. Oltre ai profumi, troviamo per esempio anche creme per il corpo, dopobarba, creme per la […]

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Come scegliere un marsupio per neonati

Il marsupio per neonati, che viene definito anche porta-bebé, sta ottenendo un sempre miglior riscontro. I genitori del nuovo millennio si affidano a questo strumento con sempre maggior costanza, informandosi sul miglior marsupio, sui parallelismi fra fascia e marsupio e sui dettagli di maggior rilievo per utilizzare al meglio questo pratico babywearing. È provato scientificamente che la vicinanza del corpo del genitore con quello del neonato permette a entrambi di stare meglio e di vivere la vita con maggiore serentià. La posizione del bambino, appollaiato sul petto del genitore, è in perfetta prosecuzione dell’esperienza prenatale, e soddisfa a una necessità vitale biologico e psicologico. A partire dal suo terzo mese di vita si può usufruire anche delle pratiche posizioni sul fianco e sulla schiena. Queste permettono al genitore di avere una maggiore libertà e praticità. Da un lato, grazie al marsupio il bambino è più tranquillo, interagisce più animatamente e con grande intensità. Dall’altro, i genitori sono catturati dalla tranquillità del pargolo e questo infonde sicurezza e serenità. Gli studi che su cui si fondano i marsupi porta bimbi hanno compiuto balzi enormi e ora, in confronto ai primordiali modelli messi in commercio, abbiamo la possibilità di compiere una scelta variegata. Molti neo-genitori preferiscono acquistare un marsupio neonato come perfetto rimpiazzo del passeggino, della carrozzella o della  fascia portabebè. Bisogna ricordare, infine, che le mani libere, quando si fa un’attività di qualsiasi tipo con il bambino, sono un vantaggio considerevole. Se il bambino può restare con la madre mentre ella svolge le quotidiane mansioni, dal lavoro alle faccende domestiche, a guadagnarci, in termini di felicità e salute, sarà tutto il nucleo famigliare. I marsupi porta bebè non sono tutti uguali, ma svolgono in maniera abbastanza similare al loro lavoro: portare il bambino ovunque con voi senza la necessità di passeggini, seggiolini e fasce. I marsupi porta bimbi usciti più recentemente sono una versione pro dei modelli anni ‘90 e tengono molto più a osservare determinate esigenze. Le caratteristiche di maggior rilievo di un marsupio per bebé sono ergonomia, qualità dei materiali utilizzati, praticità all’uso, necessità fisiologiche dell’infante e, perché no, l’estetica del prodotto. La combinazione finale è quella  di un gigantesco come back al marsupio: si decuplicano le offerte negli store e nelle piattaforme web e i genitori possono selezionare fra varie opzioni di marsupio, che riescono a raggiugnere standard qualitativi impensabili sino a qualche anno fa. Con un po’ di sforzo, sfruttare adeguatamente il marsupio sarà facile come cambiare un pannolino! Quasi ogni modello in commercio permette l’uso di tre principali posizionamenti dell’infante: fronte mondo, di lato e sul petto. Nella posizione che permette al bambino di interagire con l’ambiente circostante, ovvero con la schiena appoggiata contro il petto del genitore, l’infante può rivolge lo sguardo all’esterno. Questa pratica non è, però, particolarmente consigliata e andrebbe evitata per lunghi intervalli di tempo. Uno dei migliori punti di riferimento per l’acquisto di un marsupio per neonati è FlokBaby. Il popolare e-commerce è la piattaforma web a cui fare riferimento per trovare il giusto prodotto. I modelli, naturalmente, devono essere conformi alle vostre esigenze e le descrizioni dei marsupi […]

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L’igiene intima dei bambini: tutti gli accorgimenti necessari per la loro salute

La corretta igiene intima dei bambini è di fondamentale importanza per loro sin dai primissimi giorni di vita. In questa delicata fase della vita, infatti, le difese immunitarie sono ancora deboli ed è importante scongiurare il più possibile l’insorgenza di infezioni. Ovviamente, nei primi anni di vita è compito dei genitori prendersi cura della scrupolosa igiene intima dei figli, seguendo alcuni accorgimenti che permettono di evitare non solo arrossamenti e pruriti ma soprattutto disturbi più fastidiosi e dolorosi, come infezioni alle vie urinarie, cistiti o infiammazioni intime, molto frequenti nei bambini e nelle bambine. È altrettanto importante, però, insegnare fin da subito ai piccoli alcune buone abitudini di igiene intima, così che le conservino e le concepiscano come qualcosa di naturale. In questo può e deve avere un ruolo anche la scuola, che insieme ai genitori deve educare i bambini ad avere una buona cura di sé, aiutandoli ad acquisire a poco a poco sempre più autonomia in questo ambito. La corretta igiene intima del neonato   Partiamo dalle cose ovvie: il pannolino del neonato e del bambino piccolo va cambiato ogni volta che si sporca, e il bambino va pulito accuratamente ad ogni cambio di pannolino. Ma cosa significa lavare accuratamente un neonato? Contrariamente a quanto si pensi, non servono necessariamente prodotti specifici per la cura del bambino. Anzi, ad ogni cambio di pannolino il bambino andrebbe lavato soltanto con acqua corrente tiepida. I bambini, infatti, si sporcano molto spesso durante la giornata e lavarli continuamente con un sapone, seppur delicato, risulterebbe troppo aggressivo e potrebbe provocare irritazioni e infiammazioni. Il sapone va utilizzato soltanto quando si deve eliminare una sostanza grassa, ma non è questo il caso, poiché urine e feci praticamente non contengono grassi. Nella maggior parte dei casi, quindi, sciacquare con acqua è più che sufficiente, ed è la cosa migliore se si vuole evitare di privare la pelle del primo strato di grasso, che serve proprio a proteggerla. Nel caso dei neonati occorre poi fare una distinzione tra l’igiene intima dei neonati maschi e quella riservata alle neonate, poiché l’igiene intima dei primi necessita di qualche accorgimento in più. Nel caso di neonati e bambini molto piccoli, infatti, il pene va lavato soltanto sulla superficie esterna. Questo perché il prepuzio ha un orifizio minuscolo, appena sufficiente per la minzione, e la pelle è molto aderente al glande, per cui è improbabile che si accumuli sporcizia internamente. Di conseguenza, insistere in quella zona potrebbe causare dei microtraumi che possono creare problemi al neonato. Nel caso delle neonate femmine, invece, vale il discorso fatto precedentemente: è sufficiente sciacquare bene con acqua tiepida. Non si consiglia nemmeno l’uso di talco o borotalco, poiché potrebbero creare irritazioni nel canale vaginale. Come fare il bagnetto ai neonati?   Anche in questo caso la risposta è più semplice di quello che si pensa: niente prodotti specifici e costosissimi da prendere in farmacia, ma solo acqua tiepida, alla quale al massimo si può aggiungere un po’ di amido di riso o di […]

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Torta salata di pane carasau

Le torte e le pizze salate fanno gola a tutti e sono perfette da preparare sia in estate che in inverno, sono estremamente versatili poiché si possono preparare in mille modi e con tanti ingredienti diversi. La proposta di oggi è una torta salata vegetariana preparata con il pane carasau, il tipico pane sardo conosciuto anche con il nome di “carta da musica” per la sua croccantezza. Sono tantissime infatti le ricette con il pane carasau, è comodo e facile da usare, non serve soltanto da accompagnamento ad un pasto ma, come vedremo, può diventare il vero e proprio protagonista! Questa torta salata con il pane carasau è una ricetta furba poiché si può preparare diverse ore prima per poi essere scaldata poco prima del pasto. È perfetta per quelle giornate in cui si ha poco tempo per cucinare o come pranzo da portare in ufficio. Ingredienti: 4/6 fogli di pane carasau 3/4 zucchine 1 peperone 2 cipollotti Una decina di pomodorini 2 cucchiai di formaggio grattugiato Olio extravergine di oliva Sale q.b. Torta salata di pane carasau, preparazione: Pulite e tagliate il peperone a striscioline sottili, fate lo stesso con le zucchine, da tagliare finemente a julienne. A parte, tritate finemente i cipollotti che serviranno per il soffritto. Prendete un’ampia padella, versate dell’olio non troppo abbondante e fate soffriggere leggermente il cipollotto. Aggiungete il peperone tagliato a striscioline e mescolate, qualche minuto dopo incorporate anche le zucchine, mescolate ancora e aggiungete mezzo bicchiere d’acqua, aggiustate di sale e volendo aggiungete del pepe. Fate cuocere per circa una decina di minuti. Nel frattempo passate ai pomodorini, vanno semplicemente tagliati a pezzettini o fettine e conditi con olio e poco sale (senza esagerare con il sale in quanto è già nelle altre verdure). Una volta pronte le verdure, passate alla “composizione” della torta, si procederà realizzando via via più strati con il pane carasau in modo tale da creare una sorta di “millefoglie” salata, così farà anche un gran bell’effetto alla vista! Prendete una teglia da forno o una pirofila in vetro, create un sottile velo d’olio sul fondo in modo tale che la torta non si attacchi al fondo della teglia e disponete le prime fette di pane carasau. Il pane carasau non va bagnato altrimenti rischia di diventare una pappa, considerate che riceverà l’umidità dalle verdure, per cui va lasciato asciutto in modo tale che rimanga croccante e a pezzi piuttosto grandi, come se disponessimo delle sfoglie secche per fare le lasagne. Una volta preparato il primo strato di pane carasau, possiamo aggiungere le verdure condite e ben mescolate tra loro, subito dopo si può spolverare il tutto con un cucchiaio di formaggio grattugiato e procedere con gli strati successivi. Realizzate tanti strati quanti ne desiderate o comunque fino a quando avrete spazio. L’ultimo strato deve essere di verdure con una spolverata più abbondante di formaggio grattugiato, così si creerà una deliziosa crosticina. A questo punto, basterà infornarla per una quindicina di minuti a 180°, quando si sarà formata […]

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