Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Culturalmente

Un viaggio nell’arte dell’Italia dell’arte meno conosciuta

Quante volte avete sentito dire che l’Italia è il Paese più bello del mondo? E soprattutto, quante volte l’avete detto o pensato? A prescindere dalla possibilità che voi siate di parte, poiché essendo italiani ci si può sentire maggiormente legati alla Nazione in cui viviamo, e anche a prescindere dall’ipotesi contraria, ovvero quella che ci porta spesso a disprezzare ciò che abbiamo qui accanto per preferire la cosiddetta “erba del vicino”, cercheremo di fare delle considerazioni un po’ più obiettive: l’Italia è senza dubbio uno dei Paesi più affascinanti al mondo grazie a diverse caratteristiche. Da un punto di vista naturale e strutturale, sono tantissimi i posti spettacolari da visitare grazie alle caratteristiche fisiche di molti veri e propri angoli di paradiso. Oltre a questo aspetto, ciò che rende unico lo Stivale è senza ombra di dubbio il nostro patrimonio artistico, storico e culturale. Nessun’altra Nazione può vantare una così elevata concentrazione di capolavori di ogni epoca, frutto di un glorioso passato.   La proposta di Feltrinelli Education Sulla piattaforma Feltrinelli Education, nata da un’idea del noto gruppo editoriale italiano, è possibile trovare un’ampia proposta di corsi, sia live che on demand, su un notevole numero di materie e di argomenti: si va dalla scrittura creativa alla poesia, dai corsi per diventare web developer alla fotografia, dall’economia al design. Oltre a questo, possiamo trovare una serie di affascinanti lezioni d’autore, tenute da esponenti di spicco della cultura italiana. In una di queste, potremo ad esempio affrontare un viaggio fra cultura, conoscenza e passione con Giovanni Agosti.   Giovanni Agosti ci accompagna in un viaggio nell’arte Giovanni Agosti è professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Milano. Grazie alla sua immensa esperienza accumulata in anni di studi sulle opere d’arte, e le storie che ci sono dietro la loro nascita, meritano in qualche modo di essere raccontate, ma soprattutto di essere comprese, interpretate e studiate, non semplicemente leggendo un libro di testo ma riuscendo a entrare in quel mondo. Inoltre, Agosti ci invita a guardare oltre l’Italia mainstream, a scoprire e approfondire quello che è a tutti gli effetti il più ricco patrimonio artistico esistente, e che oltre alle notissime Roma, Firenze e Venezia, è composto da un’infinità di piccoli centri, di borghi antichi e di paesini arroccati con dei tesori inestimabili. Scopriamo in questo modo, ad esempio, l’affascinante Urbino di Baldassarre Castiglione, la città piemontese di Ivrea ai tempi di Adriano Olivetti e Pescocostanzo, in Abruzzo. Ci avventuriamo nell’arte lombarda, una delle più ricche ed eterogenee del Rinascimento italiano. Infine, cerchiamo di comprendere come riconoscere un capolavoro quando ci siamo davanti. Può sembrare facile, ma se non fosse realmente così?    

... continua la lettura
Teatro

Vino stories, 4 monologhi alcolici nella rassegna estiva del Tram

Finalmente si torna a teatro! Recensione dello spettacolo “Vino Stories”, testi e regia di Mirko Di Martino, con Titti Nuzzolese, Nello Provenzano, Laura Pagliara, Diego Sommaripa. “Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere.” Così lo scrittore Charles Baudelaire apostrofava coloro che rinunciavano al piacere di un buon bicchiere di vino. Quello che però il simbolista parigino non dice è che dietro questo gesto, solo in apparenza semplice, si nascondono un crogiolo di rituali, affanni e convenzioni in grado di delineare molte sfumature dell’animo umano. E attorno a quel tavolo, dove calice e liquore d’uva attendono di essere sfiorati, c’è un marasma di situazioni, intrecci, incognite che si susseguono, alternano, incontrano. Ed infatti ognuno di noi ha almeno un aneddoto, una storia, a lieto fine o non, legata al nettare degli dei. Da questo semplice presupposto è partito Mirko di Martino nell’imbastire il suo Vino Stories, che ruota attorno a 4 storie, 4 situazioni legate al vino. Lo spettacolo è andato in scena il 9 e il 10 luglio, nello splendido Giardino Segreto, sito in via Foria 216 Napoli, nel pieno rispetto delle norme anti Covid,   Vino stories, storie di vino 4 storie, 4 vite incidentate in cui il vino è stato colpo di grazie, catalizzatore, triste déjà-vu oppure dolce ricordo. Vino Stories è stato questo, un viaggio itinerante in cui le varie tipologie di vino (dallo spumante al rosso, passando per bianco e rosè) si sono abbinate alla perfezione ai personaggi raccontati nei monologhi. Nel primo, “Sciabole e bollicine”, gli spettatori sono stati catapultati nella mente contorta e labirintica di un simpatico sciabolatore (Nello Provenzano) che, come Napoleone a Lipsia e a Waterloo, non è riuscito pienamente a rialzarsi dopo due terribili cadute. Niente flotte o battaglioni di soldati nemici da fronteggiare, nel suo caso, ma la forza destabilizzante dell’amore che, a volte, è anche peggio. Con “Abbinamenti” di Laura Pagliara si è cambiato registro e location, pur rimando sulla tema amoroso. Al centro del monologo, una donna al primo appuntamento e la sua voglia di non fare brutta figura con l’uomo di cui si sta innamorando, uno che di vini sembrava un vero esperto. Ma l’apparenza è una grande ingannatrice e spesso l’onestà di mostrarsi fragili è l’arma migliore per sedurre chi si ha di fronte. Diego Sommaripa e il suo sommelier in cura psicologica sono stati i protagonisti di “Pietro 5.8“, racconto di un uomo perseguitato dal bigottismo sconsiderato e soffocante della madre che lo ha cresciuto nella astemia più totale. E, come spesso accade in queste situazioni, ciò ha portato il ragazzo a crescere nel mito del vino di cui diventerà un rispettabile esperto. Ma certi traumi non passano e prima o poi ci sarà qualcuno in grado di rinnovarne la forza. Vino stories si è chiuso con “Le seconde nozze di Cana”, monologo di Titti Nuzzolese su una sposa nevrotica e disillusa per colpa della suocera e dell’apatico futuro marito. La citazione biblica non è casuale perché il vino anche per questa storia […]

... continua la lettura
Food

Pizzeria Mario dal 1970, un’eccellenza del territorio, e non solo

Pizzeria Mario dal 1970, un tempio del gusto a Barra 51 anni e non sentirli. La Pizzeria Mario dal 1970, situata a Barra, storico quartiere della periferia Est di Napoli, è una di quelle realtà gastronomiche non mainstream che vale la pena di conoscere, un ristorante senza vezzi né coccarde, in cui è la bontà dei piatti a regnare incontrastata. Pizze, panini e non solo, le generazioni che via via si sono avvicendate hanno confezionato un pacchetto gastronomico veramente ricco, con diverse sfumature d’innovazione, e garantito un servizio cordiale, alla mano ma estremamente professionale.    Abbiamo intervistato Alessandro Monaco, attuale gestore della Pizzeria Mario, che ci ha guidato in una buonissima degustazione di alcune delle delizie che ogni giorno vengono servite ai suoi clienti.   Pizzeria Mario dal 1970 è una istituzione del territorio. Ci racconti un po’ la storia della sua nascita e di come negli anni le generazioni hanno portato avanti il sogno della ristorazione. Il sogno del Maestro Pizzaiuolo Mario Torre, dopo anni di esperienza maturata presso pizzerie con nomi noti come Mattozzi e Pasqualina, era di aprirsi un locale tutto suo. E ci riuscì nel 1970, inaugurandone uno il 1° agosto nel quartiere Barra al corso Bruno Buozzi. Via via il Maestro riceveva sempre maggiore consenso tra i clienti della zona tanto che per mangiare la sua pizza le persone aspettavano in coda anche 1 ora e più; con lui negli anni si avvicinò anche sua moglie che si era messa al forno a cuocere le pizze. Con il tempo entrò a far parte della famiglia Valentino Gargiulo, che di lì a qualche anno sarebbe stato il marito della figlia del Maestro Mario, la Signora Maria Rosaria, e futuro titolare della struttura. Proprio così, lui e la Signora Rosaria continuarono sulla scia del Sig. Mario e Signora sostituendo entrambi egregiamente e mantenendo alta la qualità e la tradizione della pizzeria Mario a Barra. Il destino volle poi che la figlia della Signora Maria Rosaria e Valentino, Filomena, si innamorasse e si sposasse con un pizzaiuolo. Il Maestro Alessandro Monaco era all’inizio un giovane pieno di esperienza e di idee moderne e vincenti: stava per nascere la svolta definitiva a quella che ora è la “nuova versione” della pizzeria Mario: l’innovazione del Maestro Alessandro con quella della tradizione. Ad oggi Alessandro e Filomena gestiscono a tempo pieno la pizzeria Mario con la presenza del papà Valentino, riuscendo a mantenere forte attenzione alla tradizione del locale.   Come ha cambiato il covid il vostro settore e il rapporto con la clientela? Il covid ha dato una fortissima scossa a tutto ciò che esiste nel mondo, non solo alle attività commerciali e ristorative. Da parte nostra possiamo dire che siamo riusciti a “mantenere” viva la fiducia nei confronti della nostra clientela grazie al fatto che siamo presenti sul territorio dal 1970, essendo stata la prima struttura proprio del quartiere a nascere 51 anni or sono. Sicuramente il cambiamento che ha avuto maggior effetto determinato dal covid è stato quello […]

... continua la lettura
Culturalmente

Studio e tempo libero, 5 consigli per rendere al meglio senza rinunciare allo svago

Qualcuno ha la convinzione, profondamente sbagliata, che studiare equivalga a non avere più una vita sociale. Soprattutto con l’avvicinarsi della sessione estiva, autunnale o invernale che sia, gli studenti lamentano la mancanza di svago a fronte di uno studio matto e disperato. Ma siamo proprio sicuri che faccia bene la pratica dello studio full immersion? Preparare un esame, a prescindere dai Crediti Formativi Universitari (CFU), richiede un buon metodo di studio che sappia mantenere il giusto equilibrio tra il dovere e il piacere. Ma come riuscire a garantire un buon rendimento senza rinunciare ad una serata con gli amici? Ecco i nostri 5 consigli per rendere al meglio senza rinunciare allo svago: Metodo di studio Per poter mantenere un ottimo rendimento senza rinunciare allo svago è importante avere un ottimo metodo di studio che vi consenta di partire spediti nella preparazione dell’esame, così da poter bilanciare lo studio e le uscite senza sensi di colpa. Se lo svago viene a mancare è inevitabile che il rendimento cali in quanto la mente ha sempre bisogno di distrazioni per ricaricare le energie. Organizzazione Oltre a un buon metodo di studio, il bilanciamento tra studio e svago richiede anche una buona organizzazione che consente di definire la mole di lavoro da affrontare. Tuttavia, non si può mai organizzare fin dall’inizio i momenti di svago e d’uscita, infatti, questo dipende molto dal vostro fisico e dalla vostra mente. Insomma, quando il vostro corpo vi chiedere un time out forse è il caso di ascoltarlo. Ascoltare il proprio corpo Ebbene sì, il nostro corpo ci parla costantemente. È inutile continuare a studiare quando quando si è eccessivamente stanchi fisicamente o mentalmente. La miglior cosa è staccare, scendere anche solo per un caffè con gli amici, e poi tornare a studiare. Allontanarsi dall’ambiente di lavoro/studio rigenera le energie e fa bene al corpo.  Stop ai sensi di colpa Spesso, quando si esce per un caffè, per un aperitivo o una serata, al rientro si hanno i sensi di colpa. Si ha l’illusione che le ore trascorse lontane dai libri sarebbero state utili ad approfondire lo studio di quell’argomento ostico.  Questa percezione è del tutto errata. La mente ha bisogno di distrazioni: meglio trascorrere due ore lontane dai libri e continuare poi a studiare al rientro o il giorno dopo, che sforzarsi di studiare solo per non sentirsi in colpa. Stop ai social Facebook, Instagram, Tik Tok sono dei veri e propri nemici quando si prepara un esame. Accedere ad un social network con la convinzione di staccare dopo cinque minuti è deleterio oltre che illusorio. Mediamente, ad ogni accesso si trascorre su di un social in quadruplo del tempo pensato. Insomma, perché non investire questo tempo, la sera o il pomeriggio, per trascorrere una serata con gli amici? L’importanza di ritagliarsi del tempo per lo svago è fondamentale e vale anche quando si entra nel mondo del lavoro. Ci sono anche studi autorevoli che dimostrano come si lavori meglio quando ci si sente più felici e […]

... continua la lettura
Food

Pizzeria Trattoria Sannino, uno scrigno di gusto e tradizione

Pizzeria Trattoria Sannino, uno scrigno di gusto e tradizione nel centro di Napoli Tradizione, lavoro, semplicità. I Sannino sono arrivati a Napoli in punta di piedi, ma stanno già conquistando palati e cuori della clientela partenopea. La loro storia è quella di una famiglia che ha sempre dedicato tutto, anima, fatica e passione all’arte bianca e ad un tipo di ristorazione che non vuole orpelli e fronzoli, che mira all’essenza più che all’estetica del gusto. È una storia che parte da Napoli, passa per Giugliano, e a Napoli infine ritorna, così come i grandi amori, che hanno solo bisogno di coraggio e del giusto tempismo. E così è nata, in Via Guglielmo Oberdan 28/A, a due passi da via Toledo, la “Trattoria Pizzeria Sannino”, un piccolo tempio dei sapori made in Campania. Una pizza spettacolare con prodotti freschi e sempre al passo con le stagioni, primi e secondi che sembrano usciti dai ricettari della nonna, sono il pane quotidiano di questo locale che fa della gentilezza dei proprietari e dei prezzi incredibilmente onesti alcuni dei suoi baluardi.  Abbiamo intervistato Salvatore Sannino che ci ha raccontato qualcosa di più sulla sua famiglia e sul nuovo progetto. Pizzeria Trattoria Sannino, scopriamone di più Come nasce questa nuova avventura? Mio padre, dopo aver lavorato per 40 anni in una nota pizzeria a Napoli, ha deciso di aprirsene una tutta sua a Giugliano dove abbiamo riscontrato un buon successo. Ma dopo quasi un decennio era ora di tornare qui, dove viviamo e abbiamo le nostre radici da sempre, e completare la realizzazione di un sogno. Un sogno che vede tutta la nostra famiglia protagonista dato che in questa attività sono coinvolti Nicola, mio fratello, pizzaiolo da 30 anni, mio padre Enzo, mia sorella Anna e mia madre Maria. I nostri figli, invece, rappresentano il futuro della Pizzeria Trattoria Sannino. Quali sono i vostri piatti forti? Quella della tradizione. Noi puntiamo al massimo della semplicità, alla genuinità ormai perduta. E nel fare ciò, utilizziamo prodotti di primissima qualità con un occhio attento alla stagionalità. La qualità paga sempre, soprattutto in una piazza complessa come quella di Napoli. Come ha cambiato il covid la ristorazione secondo lei? Molto, le persone sono preoccupate e attente ad ogni aspetto. L’economia e il suo crollo completano un quadro in cui dobbiamo avere la forza di rialzarci, anche attraverso il turismo che è l’anima della nostra città e del nostro settore. Un parere sul concetto di “gourmet” Io non sono contrario al gourmet, ma c’è bisogno di competenza, prima di tutto, non ci si può improvvisare chef stellati – tendenza che accumuna molti pizzaioli oggi. Più che altro è assurdo notare come un semplice cambio di nome come, ad esempio, “ziti con crema di cipolla” possa cambiare la percezione di un piatto in realtà semplice e storica come la “genovese”. Oltre a ciò, le porzioni sono troppo spesso minuscole e si rischia di non dare soddisfazione al cliente. In questo la nostra trattoria va controcorrente, a noi questi appellativi – […]

... continua la lettura
Comunicati stampa

Firmato il ‘Patto di Sostenibilità dei Monti Lattari’

Il 10 maggio 2021 è stato firmato il “Patto di Sostenibilità dei Monti Lattari” fra il Presidente della Pro Loco di Vico Equense, Donato Aiello, e i rappresentanti degli altri enti – locali e nazionali – che hanno contribuito ai lavori del Progetto ANSENUM (acronimo di “Antichi Semi Nuovi Mercati”). Nello specifico i firmatari del patto, oltre al su citato Donato Aiello, sono: il Presidente dell’Ente Parco dei Monti lattari, Tristano Dello Ioio; il delegato del Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, Francesco Caracciolo; la delegata del dirigente scolastico dell’Istituto Professionale Alberghiero “De Gennaro”, Maria Imperato; la dirigente scolastica dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Marco Pollione Vitruvio”, Angela Cioffi; lo chef Sabato Rispoli in rappresentanza dell’Associazione Cuochi Penisola Sorrentina; il direttore della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Napoli, Fabio Marozzi; il segretario provinciale della Coldiretti, Costantino Puddu; il presidente provinciale di Confagricoltura, Fabrizio Marzano; il presidente nazionale di Federconsumatori, Emilio Viafora; il delegato del presidente regionale Slow Food, Mario Persico; il Presidente dell’Associazione “For After Life II”, Rosario Angellotti.  Condividendo gli obiettivi contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e consapevoli della necessità di una loro traduzione locale, coloro che hanno ratificato questo Patto per la Sostenibilità dei Monti Lattari si fanno custodi della tutela, della cura e della valorizzazione della biodiversità locale, dell’ambiente, del territorio, del suolo, delle tradizioni, e delle persone. Dunque, attraverso tale accordo, che prevede un rinnovo con verifica annuale  (in quanto, dopo tale arco temporale, sarà integrato e rinnovato), gli enti firmatari si impegnano:  per un aumento della consapevolezza nella società circa l’importanza dell’utilizzo degli ecotipi locali dei Monti Lattari, dunque per il recupero e la valorizzazione delle produzioni tipiche esaltandone le peculiarità della “qualità”, “tipicità” e “sostenibilità”; per tutelare il patrimonio naturale, storico e culturale dei Monti Lattari attraverso la valorizzazione degli ecotipi locali. In sintesi la mission del patto consiste nel tutelare il territorio attraverso la conservazione e la valorizzazione dei suoi biotipi autoctoni in quanto il recupero della biodiversità in agricoltura è da tempo al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica comunitaria, ed è il reagente per lo sviluppo sostenibile della produzione agricola delle aree rurali e per le opportunità di diversificazione commerciale dell’offerta di prodotti agricoli. Ritenendo che per realizzare questi cambiamenti siano necessarie politiche pubbliche adeguate, il documento è stato consegnato formalmente dal Presidente della Pro Loco di Vico Equense al Referente PSR Regione Campania, Giorgio D’Agostino. I firmatari del Patto, infatti, esortano la Regione Campania a prevedere un disciplinare che consenta la vinificazione dell’uva del Sabato, che è uno dei prodotti del “paniere ANSENUM”. Il Patto è risultato di tale progetto, il documento è stato infatti pensato per ampliare gli obiettivi (sia numericamente che temporalmente) di ANSENUM, che da due anni lavora al recupero di vecchi ecotipi, ovvero il pomodoro “Corbarino”, i derivati del latte vaccino e l’uva “di Sabato”. ANSENUM è stato finanziato con i fondi psr Regione Campania 2014-2020 (tipologia d’intervento 16.5.1 “Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso”).

... continua la lettura
Fun e Tech

Cosa regalare ai nonni per Natale?

Cosa regalare ai nonni a Natale? L’idea è scegliere qualcosa che unisca originalità, estetica e utilità. Dopo tutto, i nonni sono le persone più speciali della nostra vita e il loro amore e la loro dedizione vanno assolutamente ripagati. Ecco perché è importante optare per qualcosa di bello e al contempo speciale, che dimostri tutto l’affetto che proviamo nei loro confronti. Di seguito qualche idea regalo di Natale che si addica ai gusti e alle esigenze dei nonni. Macchinetta per il caffè e il cappuccino Si tratta di uno degli oggetti più utilizzati in assoluto da chiunque ami sorseggiare un buon caffè al mattino, appena sveglio. Il profumo del caffè è una delle gioie della vita e una macchinetta pratica e funzionale che ne faccia uno paragonabile a quello del bar farebbe contento chiunque, compresi i nonni. Un dispositivo di questo tipo farà sicuramente la loro gioia e renderà più semplici (e golose) le loro colazioni. Coperta da divano Qualsiasi nonno ama trascorrere le proprie serate sul divano a guardare la TV o a leggere un buon libro, soprattutto durante la stagione invernale. E allora perché non regalare loro qualcosa che renda ancora più comodo e piacevole il post-cena? Una morbidissima coperta da divano può essere un’idea regalo di Natale molto apprezzata. Ve ne sono di tante tipologie diverse, da quelle classiche con motivo a quadrettoni a quelle con dedica personale stampata. Grembiule da cucina Le nonne ai fornelli sono davvero imbattibili. E quanti di noi avrebbero patito la fame se non ci fosse stata la nonna a viziarci con i suoi straordinari manicaretti? Allora perché non optare per un’idea regalo di Natale che unisca l’utile al dilettevole e che consacri una volta per tutte il talento delle nonne in cucina? Un simpatico grembiule recante la scritta “nonna chef” potrebbe essere un regalo molto apprezzato per una nonna che ama cucinare! Fiori da tè Probabilmente, molti di voi non ne hanno mai sentito parlare, ma quella dei fiori da tè potrebbe essere un’idea regalo apprezzatissima dalle nonne che amano il tè. Si tratta di bouquet di fiori secchi mescolati con foglie di tè. Provengono dalla tradizione cinese e sono in grado di stupire chiunque, nonché di dare un tocco d’eleganza alla tavola. Basta versarvi dell’acqua calda sopra e pian piano i fiori sbocciano nella tazza, rilasciando il proprio infuso! La tradizione vuole che i primi bouquet di fiori da tè fossero destinati all’imperatore cinese, in virtù della loro bellezza e raffinatezza. Orologio portafoto da parete Chi desidera fare un regalo di Natale personalizzato ai propri nonni deve assolutamente prendere in considerazione gli orologi portafoto da parete. Ve ne sono di tantissime tipologie differenti, affinché ognuna possa adattarsi a un diverso stile di arredamento. Negli spazi riservati alle foto è possibile inserirvi una o più fotografie di tutta la famiglia. I modelli più appariscenti dispongono di dodici riquadri in sostituzione delle ore.  

... continua la lettura
Libri

I randagi di Carmine Ferraro, un ottimo debutto

Quanti fili formano la trama di una storia? Carmine Ferraro, autore de I Randagi, ne ha scelti tredici. Tredici racconti, apparentemente fuori dal tempo e dallo spazio, che il lettore ha il compito di districare per risolvere un unico enigma. Il testo, edito da Scatole Parlanti, si presenta fruibile sia come raccolta di racconti singoli e compiuti che come romanzo polifonico dalla sfumatura thriller. I randagi di Carmine Ferraro Un omicidio dà infatti il via all’azione. Un poliziotto è chiamato a inseguire il colpevole lungo la strada sterrata di un paese di campagna in cui, anni prima, un bambino ha fatto perdere le sue tracce. Lungo questa stessa strada si incontrano altre figure disperate, il più delle volte senza nome, “vagabondi della vita” come il titolo suggerisce, che hanno ancora qualcosa da dire prima di abbandonare la scena: è il caso di Chiara, che soffre la perdita di una persona amata, o di Mimmo, che deve fare i conti con un fantasma del passato, ma è anche il caso del commesso, della pensionata, del maturando e di tanti altri alle prese con le proprie sconfitte e con il proprio passo falso. Intanto in un angolo di un lurido bar oltre la statale qualcuno sta fissando nei suoi dipinti le vicende narrate, persino quelle che ancora devono accadere. Se il lettore accetta di seguire la voce narrante nel suo gioco ad incastri, annoderà i fili dei ricordi, dei sogni e delle allucinazioni dei tredici protagonisti per scoprire il punto esatto in cui le loro vite hanno cominciato a vacillare e risolvere così l’enigma principale. Gli episodi ruotano attorno a El paso, il bar oltre la statale dalle tinte quasi oniriche, cui si arriva svoltando verso un paio di città a caso dopo che ha fatto buio. Questo luogo in cui si intrecciano i fili delle tredici storie porta come insegna il monito dell’errore commesso (“il passo falso”) e diventa l’appuntamento fisso tra il lettore e il narratore. L’autore si diverte a passare da una voce all’altra, a giocare con gli stili e i generi, componendo così un catalogo di eroi al contrario, una galleria di personaggi sbagliati, tutti pezzi di un unico mosaico. All’interno della cornice di El paso, infatti, si mescolano episodi drammatici e situazioni tragicomiche che intrappolano il lettore in un labirinto di errori umani. Per uscirne è necessario varcare la soglia di questo bar sgangherato, attraversare le tredici voci dei suoi avventori e recuperare il quattordicesimo pezzo del mosaico: quello che risolve l’enigma e che solo il lettore può immaginare.   Immagine di copertina: Scatole Parlanti

... continua la lettura
Food

Una nuvola di pizza in pala: la nuova idea di Johnny Take Uè

Evolversi per superare la crisi, innovare per interessare la clientela. Johnny Take Uè riformula la classica proposta della pizza in pala ispirandosi alle nuove frontiere che stanno rivoluzionando il mercato gastronomico, unendo la qualità della tradizione alle nuove frontiere dello street food: nasce così il nuovo format “Pizza in pala, focaccia & pane” che ha inaugurato il 4 febbraio in Via Nazionale Appia, 172 a Casagiove in provincia di Caserta. Questa è la nostra intervista ai founder Francesco Esposito e Giovanni della Corte, e al primo affiliato del format Johnny Take Uè pizza in pala Enrico Esposito. Cosa vi ha spinto ad inaugurare in un periodo così difficile? Avevamo una grande voglia di presentare il nostro progetto consapevoli di dover affrontare difficoltà di mercato e restrizioni che limitano le potenzialità di qualsiasi attività. Dopo tutto siamo molto contenti del risultato e dell’entusiasmo con cui le persone si sono approcciate a Johnny pizza in pala. Complimenti sia per il prodotto sia per il locale e questo ci ha dato grandi soddisfazioni. Quali i punti di forza? Ne abbiamo tanti… Alta qualità della materia prima partendo dalle farine speciali a tutti i condimenti e dall’attenzione ai dettagli. Ci è piaciuto abbinare la qualità al piacere del palato e alla salute perché la vogliamo raccontare anche in chiave healthy. I nostri impasti e le farine speciali che utilizziamo (tradizionale nuvola, integrale, multicereali, grani antichi, curcuma & zenzero) ci piace definirle come l’evoluzione della pizza classica. Perché avete scelto Caserta? Abbiamo avuto subito la possibilità di incontrare un imprenditore di Caserta che ha creduto nelle grandi potenzialità del format ed aveva a disposizione un locale in top location. Bello confrontarsi in una città come Caserta dove la pizza è cultura, ne è diventata negli anni distretto di premiati pizzaioli. Bella sfida per noi introdurre un prodotto nuovo e ricercato. Quali sono i prossimi passi? Siamo attivi come franchising, ed abbiamo in cantiere già tante nuove aperture con Torino, Napoli, Firenze, Acireale, Caltannisetta e tante altre trattative in corso. Nei prossimi due anni stimiamo circa 20 aperture. Che consigli vi sentite di dare a chi fa impresa nel food in questo momento storico? In Italia ci sono imprenditori incredibilmente bravi che hanno scritto la storia del food italiano che tutto il mondo ci invidia. Sarebbe complicato dispensare consigli a gente super esperta e che ha fatto e farà ancora cose meravigliose perché presto ritorneremo a raccontare belle storie. Noi abbiamo solo portato una ulteriore idea e proposta allo scenario e mercato esistente cercando di lavorare sulla personalizzazione, qualità e bontà in un format dal layout nuovo, conviviale e con un atmosfera rilassante e… che crea dipendenza! (o meglio ci speriamo). Marcello Affuso

... continua la lettura
Cinema e Serie tv

La dolorosa verità di Perfetti Sconosciuti

Il mondo del cinema ci ha portato spesso a riflettere su diversi lati della nostra stessa vita. Spesso quando guardiamo un film ci capita di immedesimarci nei protagonisti per capire di più su noi stessi, specialmente se si tratta di pellicole più profonde. Una delle tematiche che spesso vengono trattate nel mondo del cinema riguarda in particolare gli affetti o il partner; sono infatti diverse le pellicole che vedono come tema principale il rapporto tra amici o di coppia, portando spesso lo spettatore a porsi delle domande sulla propria vita. Uno dei film di maggior successo che mette in luce questa tematica in maniera estremamente veritiera è Perfetti Sconosciuti, diretto da Paolo Genovese nel 2016. La vicenda prende atto durante una cena che vede come protagoniste tre coppie di amici, insieme ad un altro amico che non è stato accompagnato dalla compagna perchè impegnata, che si ritrovano per passare una serata in compagnia. La cena inizia a prendere una piega inaspettata quando una delle donne presenti sfida gli altri commensali a partecipare ad un gioco, ovvero mettere il cellulare di ognuno di loro a completa disposizione di tutti, leggendo pubblicamente tutti i messaggi ed origliando tutte le telefonate che arriveranno durante tutta la serata. Convinti di non avere nessun segreto, o volendo evitare rifiutando la sfida di avere qualcosa da nascondere, tutti decidono di partecipare, rendendo pubblico tutto quello che arriva che si tratti di messaggi o telefonate. Ciò che si scoprirà in seguito è che purtroppo ognuno dei protagonisti ha dei segreti che non ha mai confessato né ai propri amici né tantomeno al rispettivo partner, creando così un clima in crescendo che porterà tutti a dubitare gli uni degli altri. L’unico che inizialmente non voleva partecipare al gioco è Rocco, marito di Eva, colei che ha voluto ideare questa sfida, che sapeva che questo avrebbe portato a conoscere lati dei suoi affetti che avrebbe preferito non sapere; lo stesso Rocco alla fine del film si scopre essere forse l’unico a non essere in possesso di segreti inconfessabili, ma ha semplicemente omesso delle cose personali che preferiva tenere per sè. Se si potesse puntare sulla sincerità di uno dei personaggi tramite piattaforme di gioco online come GoldBet o simili nessuno potrebbe vincere, perchè infondo nessuno di loro si è rivelato davvero onesto. Il film ha riscosso un incredibile successo sia da parte della critica che da parte del pubblico, questo per via dell’ottima interpretazione degli attori e della sceneggiatura tanto semplice quanto efficace. Molto paesi hanno infatti ripreso la storia facendone un remake, vista la tematica molto attuale e ben affrontata nel corso della vicenda (tra i remake ricordiamo Le Jeu realizzato in Francia nel 2018, Kill Mobile realizzato nello stesso anno in Cina e Intimate Strangers realizzato in Corea del Sud). Il film ha portato gli spettatori a chiedersi quanto loro nascondano ogni giorno e quanto loro conoscano più nel profondo il proprio partner. Si pensi sia giusto sapere tutto dei nostri affetti o controllare loro il cellulare […]

... continua la lettura
Fun e Tech

Aochuan Gimbal Smart XR, una vera rivelazione | Recensione e opinioni

Recensione del gimbal Smart XR dell’azienda Aochuan Stabilizzare e rendere fluidi i filmati è un’esigenza sempre più sentita da parte degli utenti dei social e soprattutto dai content creator che li popolano e animano. Gli smartphone stanno raggiungendo una qualità incredibile nel settore video e la loro praticità e facilità d’utilizzo sta facendo sì che vengano preferiti alle più ingombranti fotocamere reflex. Un problema rimane però: la stabilizzazione. Troppo spesso, infatti, i sensori dei cellulari non sono otticamente stabilizzati e ciò comporta una serie di problemi che la tecnologia EIS non è stata ancora in grado di sopperire. E anche modelli di fascia più alta, come l’Iphone 12 Pro o lo Xiaomi Mi 11, non riescono a garantire sempre riprese ultra steady. Per questo, molti brand stanno investendo sforzi e risorse per i gimbal per mobile, un prodotto ancora di nicchia, specialmente in Italia, ma che risulta ormai essenziale per creare contenuti di alto profilo. Aochuan, azienda che da pochi anni dalla sua creazione sta già riscuotendo un discreto successo nel campo degli accessori per fotografi, con il suo Gimbal Smart XR ha fatto davvero un ottimo lavoro. Aochuan, potenzialità da vendere Prima di addentrarci nella recensione del Gimbal Smart XR, c’è una premessa da fare. Aochuan è un brand quasi nuovo, la sua fondazione risale al 2018, e solo nel 2019 ha dato vita al suo primo prodotto, lo Smart S1. L’ottima qualità di questo stabilizzatore le ha permesso di farsi conoscere e apprezzare sin da subito nel mercato tanto che, nel marzo 2020, è stata premiata tra le prime dieci aziende di gimbal in Cina. La sua mission è semplice: prodotti di alto livello, al giusto prezzo, semplice da usare. Una missione non certo facile ma che sta riuscendo a Aochuan, viste le numerose e ottime recensioni delle sue meraviglie tecnologiche. Aochuan Gimbal Smart XR | Specifiche tecniche e unboxing Nella confezione troviamo, oltre chiaramente al gimbal, un manuale, una custodia di stoffa, il caricatore usb type-C, una cordina e un treppiedi. Quest’ultimo, molto robusto ma leggero, risulta particolarmente utile, sia per i timelapse (in movimento o statici che siano) sia come grip aggiuntivo. Per quanto concerne lo Aochuan Gimbal Smart XR in sé, è composto da una clip in cui inserire il telefono e un braccio che può essere bloccato nella parte frontale. Sui lati troviamo, invece, la rotella per lo zoom manuale e due tasti per controllarne la profondità, un un piccolo quanto essenziale display che mostra lo stato della batteria e le modalità in cui si trova lo stabilizzatore, un joystick per cambiare la posizione del braccio, un tasto per avviare foto e video, uno per cambiare modalità e uno di accensione e spegnimento. Nella parte inferiore si trova il mount per il treppiedi o altri accessori. In quanto alla qualità costruttiva c’è da dire che il Aochuan Gimbal Smart XR, che pesa soltanto 375 grammi e può essere facilmente trasportato in tasca, risulta solido, la gomma di cui è rivestito permette una stabile presa […]

... continua la lettura
Altri

Le curiosità dietro al capolavoro di James McTeigue “V per Vendetta"

“V per Vendetta” usciva 15 anni fa nelle sale statunitensi, e la pellicola diretta da James McTeigue, ma poi adattata per il grande schermo dalle sorelle Wachowski, che ha conquistato in pochissimo tempo molti fan, fino a far diventare la maschera usata da V un’icona politica. La storia è ambientata in un Regno Unito distopico, diventata una società totalitaria e completamente militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell. Il film presenta diverse curiosità e sfaccettature tutte da scoprire, un po’ come scoprire tutti i giochi disponibili su Eurobet. Tratto da una graphic novel Il film è ispirato alla graphic novel “V for Vendetta”, scritta da Alan Moore e disegnata da David Lloyd. Dopo una prima pubblicazione negli anni Ottanta uscì per la “DC Comics” nel 1991 in tre parti, poi racchiuse in un unico volume. Il film ripercorre abbastanza fedelmente gli avvenimenti della serie di fumetti, ma ci sono delle differenze che hanno creato dei veri e propri polveroni, fino a far dissociare totalmente Alan Moore dalla produzione del film. Non c’è un solo V All’inizio del film il ruolo di V era stato affidato all’attore James Purefoy, ma dopo sei settimane dall’inizio delle riprese decise di lasciare il set a causa della sua frustrazione per essere obbligato a recitare con il volto costantemente coperto. A rimpiazzarlo arrivò allora Hugo Weaving. Weaving ebbe pochissimo tempo a disposizione per leggere il copione e accettare l’incarico, provvedendo a doppiare di nuovo tutte le scene già girate con Purefoy. Gli altri del cast Curiosa è anche la presenza di John Hurt nel cast, il quale aveva già interpretato in un film distopico, “Orwell 1984”. Lui stesso era molto restio a recitare in un altro film distopico, anche se stavolta il suo personaggio era completamente diverso visto che lui era il potere e  non la vittima del potere. Un’altra indiscrezione riguarda Natalie Portman, che ad un certo del film le vengono tagliati i capelli a zero mentre lei è in lacrime, ma nella realtà lei desiderava da tempo provare questo look, ma che per motivi professionali non le era mai stato concesso. Le scene più complicate Alcune scene del film richiesero un impegno enorme per la difficoltà nella realizzazione. Una di queste è quella in cui il protagonista ribalta delle tessere del domino che formano infine una gigantesca lettera “V”. Non meno complicata l’esplosione del Parlamento, la produzione ottenne il permesso speciale di girare solo tra la mezzanotte e le 4:30 del mattino, bloccando il traffico soltanto per 4 minuti alla volta. Inoltre sono stati usati dei veri carri armati, ogni notte trasportati sul posto e ispezionati da dei funzionari del governo. La simbologia del numero 5 e della lettera V La lettera “V” può essere letta anche come 5 in numeri romani. La lettera “V” viene detta 55 volte nel discorso di presentazione. Nel nome della protagonista, Evey ci sono altre particolarità; il nome è composto da due lettere “E”, quinta lettera dell’alfabeto, una “Y”, […]

... continua la lettura
Food

Pasqua vegana, light o senza glutine? Ci pensa Probios!

Il cambiamento parte dai piccoli gesti, dalle scelte solo in apparenza banali che ognuno di noi compie quotidianamente. Una delle più importanti riguarda ciò che mettiamo nel cestino o nel carrello della spesa. I dati parlano chiaro, l’allevamento intensivo è la prima causa dell’inquinamento mondiale. E anche se sembra utopico farne ormai a meno, sono pur sempre i consumatori a dirigere il mercato e le sue perverse dinamiche. Gli approcci vegani o vegetariani, ad esempio, sono notevolmente più sostenibili ed evitano lo sfruttamento e la macellazione di miliardi di animali. Anche per questo, un crescente numero di persone sono propense ad avvicinarsi alla green cucine, sostenuti da una grande quantità di aziende che, anche in Italia, stanno cambiando politica, cercando di proporre alimenti più sani e quanto più cruelty free possibile. Una della prime promotrici di questo stile di vita è stata ed è ancora la toscana Probios che, da oltre 35 anni, commercializza prodotti frutto di agricoltura biologica. E non solo. Sono molteplici, infatti, le proposte per ogni forma di intolleranza, quella al glutine in primis, che figurano nella sua linea che punta a soddisfare con prodotti bilanciati, senza trascurare in alcun modo il gusto. Il gusto, appunto, perché uno degli stereotipi che gli alimenti di questo tipo portano dietro è di non essere all’altezza. Non è così, non più almeno. La Pasqua secondo Probios Probios, in coerenza con la partnership e la campagna cruelty free portata avanti con la Onlus Essere Animali, ha aggiornato la sua linea pasquale con un occhio sempre vigile all’ambiente e alla salute dei suoi clienti. Sono nate così il Dolce Pasqua con gocce di cioccolato senza zuccheri aggiunti, la colomba tradizionale con lievito madre, cioccolato da mercati equi e solidali e uova biologiche, e le colombe vegane con frutti rossi, farcite con crema al cioccolato o farro e gocce di cioccolato. Per quanto concerne le uova di Pasqua, invece, la scelta è tra bianco, fondente, al latte (di soia e vaccino). La domanda sorge spontanea, come sono questi lievitati? Buoni, delicati nei sapori. Abbiamo assaggiato nello specifico la Dolce Pasqua Vegan con crema al cioccolato e quello che ci ha subito colpito – al di là del packaging molto raffinato – è stato il profumo. Per quanto riguarda il sapore, l’impressione è di trovarsi davanti ad un dolce di qualità, un lievitato leggero (merito della lavorazione a “pasta acida”), morbido e con una crema di cioccolato dalla dolcezza equilibrata, non stucchevole né eccessivamente amara. Promossa, quindi, ad ulteriore riprova che si può portare avanti un’azienda di successo nel rispetto dell’ambiente. La linea pasquale Probios, ne siamo sicuri, sarà in grado di smentire i più scettici, quelli che erroneamente ancora credono che il senza glutine o il vegan friendly sia sinonimo di scarsa bontà. Marcello Affuso

... continua la lettura
Food

Olivieri 1882, gustose novità ed eccellenti conferme per la Pasqua 2021

Tradizione, passione e manualità senza pari. Il brand Olivieri si conferma, anno dopo anno, una delle eccellenze più importanti del panorama dei lievitati italiani. Un successo, il loro, intriso di storia e sacrifici che profumano di famiglia, farina e, chiaramente, di zucchero. Da un piccolo forno al riconoscimento internazionale con premi (come ad esempio la Miglior Colomba Artigianale d’Italia 2019) e l’inclusione nelle guide gastronomiche più rinomate, il passo è stato tutt’altro che breve. Il loro viaggio ha avuto infatti inizio in provincia di Vicenza, con Luigi Oliviero, per arrivare poi al successo con un nonno, un figlio e un nipote, con Bianco, Oliviero e Nicola. Oggi Olivieri 1882 è una solida realtà, che è nota per l’utilizzo di materie prime di altissimo profilo (tra cui il lievito madre vivo, le bacche di pregiata vaniglia Bourbon di Tahiti, il burro Belga ottenuto per centrifuga e il miele di acacia italiano) e per la capacità di rinnovarsi con prodotti sempre nuovi, soprattutto quelli legati alle festività. E dato che la Pasqua 2021 è alle porte, vediamo insieme cosa Nicola Olivieri ha in serbo per i golosi di tutta Italia (e non solo). Olivieri 1882, 5 nuovi gusti di colomba per la Pasqua 2021 La colomba classica nel 2020 è stata un best seller ma il fermento di un mercato sempre più interessato a nuove combinazioni di sapori ha portato i migliori pasticceri a mettersi di nuovo in gioco. Per quanto concerne Olivieri 1882, sono ben 5 i nuovi gusti che vanno ad arricchire l’offerta pasquale che l’anno scorso prevedeva la Colomba classica, quella ai tre Cioccolati (bianco, al latte e fondente Valrhona) e quella al Cioccolato Bianco e Frutti di Bosco (frutti di bosco semicanditi artigianalmente e cioccolato Ivoire 35%). Nello specifico troviamo: Mela, uvetta e cannella – Un abbinamento che richiama il gusto dello strudel e riporta la mente alla montagna. Albicocca e caramello – Un continuo rincorrersi tra dolcezza. Amarena – Impreziosita da morbide amarene succose. Pesca – Le pesche candite assieme alla glassa di mandorle creano un gusto equilibrato e unico. Cioccolato e pera – Farcita con pere candite e con perle di cioccolato fondente 55%. Dove trovare la Colomba Olivieri Per provare queste deliziose creazioni, o una delle tante originali creazioni come i bauletti gourmet, ci sono due possibilità: 1 – Recarsi in sede. Il locale è sito ad Arzignano (Vicenza) oppure nel reseller gastronomico più vicino. 2 – Acquistare  tramite l’e-commerce (www.olivieri1882.com) che spedisce in tutto il mondo. La spedizione è gratuita in Italia e negli Stati Uniti. Marcello Affuso

... continua la lettura
Fun e Tech

Regali aziendali? Ecco alcuni consigli per sceglierli al meglio

In determinati periodi dell’anno i regali aziendali diventano quasi una necessità. Un appuntamento a cui non ci si può sottrarre per tenere vivi i rapporti coi clienti e coi partner commerciali, per aumentare la visibilità del proprio brand, ma anche per premiare l’operato dei propri dipendenti. Optare per il regalo sbagliato può rivelarsi un’arma a doppio taglio che non sortirà alcun effetto positivo e che anzi, potrebbe andare ad offendere la sensibilità di qualcuno. Per evitare brutti scivoloni, basterà armarsi di pazienza e di un piano ben preciso, partendo dalla finalità del regalo, passando per l’importanza strategica del destinatario, sino ad arrivare ovviamente al budget di cui si dispone per questo tipo di attività promozionale.    Acquistare il regalo aziendale perfetto non è mai stato più facile e la rete ci dà una grossa mano. A chi è a corto di idee e ha bisogno di trovare lo spunto giusto, basterà farsi un giro tra i tantissimi store specializzati presenti online. Per chi invece non ha tanto tempo da perdere in ricerche snervanti, scegliere i gadget personalizzati low cost da Maxilia renderà il compito più semplice e senza spendere una fortuna. Questo tipo di regali sono un grossa opportunità per rafforzare il proprio business, e affrontare l’impegno col giusto approccio permetterà di renderlo meno stressante e addirittura piacevole. Ecco un serie di consigli che possono essere d’aiuto per scegliere nel miglior modo possibile.   1) Occhio alle regole aziendali Molte compagnie, ma lo stesso discorso può essere fatto nell’ambito della pubblica amministrazione, hanno delle regole ben precise che regolano questo tipo di attività, sia in entrata che in uscita. In alcuni casi esiste addirittura un divieto che determinerà quindi l’automatico ritorno al mittente del dono offerto. Per evitare brutte sorprese e di spendere soldi inutilmente, è sempre meglio capire se esistono delle limitazioni.    2) Sapere cosa comprare Sapere cosa comprare a ciascun cliente o partner commerciale è l’aspetto più impegnativo di tutto quello che ruota attorno ai regali aziendali. Questo perché conoscere i gusti personali di persone con cui si ha a che fare a livello di affari non è sempre agevole. La cosa migliore sarebbe chiedere al diretto interessato, ma si andrebbe a incidere sull’effetto sorpresa. Un’altra idea è quella di fare delle ricerche magari aiutandosi con le piattaforme social.   3) Non sottovalutare le differenze culturali Ogni contesto produttivo viene influenzato ed è regolato dal patrimonio culturale dello stato lo ospita. Rispettare gli usi e i costumi è segno di rispetto ed è il primo passo per evitare di fare figuracce. In Cina, ad esempio, i regali non devono mai essere impacchettati in bianco perché in quella cultura è il colore del lutto.   4) Il valore di un biglietto scritto a mano Da quando siamo diventati esperti delle risorse presenti in rete non riusciamo a fare cose semplici ma significative che possono fare ancora la differenza. Se si fa un acquisto su qualsiasi piattaforma di e-commerce c’è la possibilità di inserire i propri auguri all’interno del pacco. […]

... continua la lettura
Comunicati stampa

Alla Pasticceria Biagio Martinelli nasce la Polacca aversana rustica

La Polacca, regina indiscussa della tradizione pasticciera di Aversa, negli anni ha conquistato prima i palati dell’intera provincia di Caserta e poi quelli del resto della Campania. Di questo dolce di pasta brioche e ripieno di crema pasticciera e amarene esistono due versioni adatte a momenti diversi della giornata: a fagotto, ideale per la colazione, e a torta, più adatta come dolce domenicale. Biagio Martinelli, giovane pasticciere figlio d’arte che nel 2017 ha aperto nel cuore di Aversa una pasticceria che porta il suo nome, sin dall’inizio non si è limitato a proporre la sola versione classica della Polacca aversana. In occasione dell’apertura del suo locale, infatti, Martinelli, che ha sempre avuto come obiettivo la valorizzazione delle eccellenze del suo territorio, ha dato vita alla Polacca alla Mela Annurca, divenuta ben presto patrimonio comune di tutte le pasticcerie del territorio. Restava, però, il desiderio di realizzare una versione salata del dolce aversano per eccellenza. Così dopo lunga e meticolosa sperimentazione, complice anche la pausa imposta dall’emergenza Covid, il giovane pasticciere della città normanna ha finalmente trovato il giusto equilibrio tra gli ingredienti e ha creato la Polacca rustica in cui l’impasto con parmigiano e pepe nero avvolge una crema pasticciera salata al parmigiano arricchita da dadini di provolone del monaco Dop e salame di suino nero campano. La Polacca rustica ben si inserisce nella filosofia sposata da Martinelli di avere una pasticceria contemporanea in cui alla proposta dolce viene affiancata una produzione di pasticceria salata e una cocktail list con drink alcolici e analcolici. Biagio Martinelli Biagio Martinelli, classe 1991 incontra giovanissimo impasti e creme, grazie al padre e allo zio, pasticcieri da oltre 30 anni. A soli 25 anni riesce a realizzare il suo sogno di aprire un laboratorio di pasticceria. Nel novembre del 2017 ad Aversa a pochi passi dal centro apre, infatti, la Pasticceria Biagio Martinelli. Nella location semplice ma esclusiva i colori caldi del legno si fondono con quelli accesi e variopinti delle maioliche.

... continua la lettura
Fun e Tech

Internet e calcio tra dirette sempre più streaming, social e scommesse

Il mondo del calcio vive un periodo di profondo cambiamento. Un cambiamento dettato dalle nuove tecnologie che non riguardano solo il mondo arbitrale, ma il modo di vivere il calcio. Internet è diventato infatti il nuovo eldorado per il calcio. I grandi player che detengono i diritti tv sono sempre più rivolti verso un futuro che porta dritti verso internet. Pensiamo ad esempio a DAZN che da anni ha deciso di trasmettere online le partite di calcio. Oppure a Sky con il servizio Sky Go e Now Tv. Si parlava, inoltre, di un possibile approdo in Italia anche di Amazon per la trasmissione della partite di Serie A ma da quanto si è appreso nelle ultime ore questa possibilità è svanita del tutto visto che il colosso di Jeff Bezos non ha presentato nessuna offerta. Se per il momento ha deciso di “snobbare” non dobbiamo però dimenticare che ha già investito per i diritti della Champions League ma anche per una fetta di quelli della Premier League. Sembra essere soltanto questione di tempo. I social network ed i club Altro fattore che sta influenzando parecchio il mondo del calcio è quello dei social network. Oggi, infatti, i club hanno ben capito l’importanza di un canale diretto con i propri tifosi per amplificare in maniera importante le proprie entrate. La Juventus negli ultimi anni ha investito pesantemente su questo fattore ed oggi è il brand italiano con più seguaci sui social. Secondo gli ultimi dati la Juventus è di gran lunga la squadra più seguita d’Italia. Con 66 milioni di interazioni nel mese sulle varie piattaforme (Facebook, Instagram, Twitter e Youtube) e 71,7 milioni di visualizzazioni dei video pubblicati, la squadra bianconera stacca Milan e Inter, rispettivamente seconde e terze nella graduatoria. Al quarto posto, non lontano dai 22 milioni di “interactions” rossonere e i quasi 19 milioni nerazzurri, c’è il Napoli con 15,7 milioni. Poi ecco le romane. Il club giallorosso è quinto con 4 milioni e mezzo di interazioni e un dato competitivo sui video: quelli pubblicati dai canali giallorossi (Youtube e Facebook in questo caso) nel mese di novembre sono stati cliccati dagli utenti 6,9 milioni di volte, più dei 5,6 milioni dell’Inter e i 2,4 del Napoli. La Lazio segue come sesta squadra più seguita sui social. Le interazioni sono poco più della metà di quelle della Roma, 2,6 milioni, i video biancocelesti a novembre sono stati visualizzati 1,9 milioni di volte. Le scommesse online Oltre al modo di fruire il calcio in termini di contenuti, è cambiato il modo di seguirlo e di scommettere sugli eventi sportivi. Come possiamo leggere grazie alla guida alle scommesse presente sul blog di Starcasinò, oggi le scommesse sul calcio sono più semplici, veloci ed avvincenti. Oggi basta avere uno smartphone ed una connessione internet per poter scommettere praticamente su qualsiasi cosa, compreso il festival di Sanremo. Se un tempo si giocava al totocalcio con la schedina cartacea dove si poteva giocare solo vittoria o pareggio e si era costretti a giocare […]

... continua la lettura