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Eroica Fenice

Food

Pizzeria Ristorante Franco, dove i ripieni sono una cosa seria!

Mercoledì 16 maggio il giovane pizzaiolo e patron Francesco Gallifuoco ha presentato presso la sua pizzeria ristorante Franco, ubicata a pochi passi dalla stazione centrale di Napoli, la nuova sezione del menù tutta dedicata ai ripieni che prenderà il nome di “Le grotte di Franco”. Attiva dal 1966, questa pizzeria da sempre unisce piatti della tradizione partenopea con ricette sperimentali.  Il suo intento di innovare è dimostrato anche dai due primati che le sono stati riconosciuti: nel maggio 2016 è stato il primo locale di Napoli ad avere il menù in braille e nel febbraio 2017 il primo in Italia a disporre di un menù nella lingua dei segni. La gestione attuale vede a capo proprio Francesco Gallifuoco, che insieme al fratello Pasquale, alla mamma Maria Calabrese, una delle pioniere dell’arte bianca al femminile, alla zia Silvana e allo chef Gennaro Zannotti, tiene viva la tradizione gastronomica partenopea iniziata con il padre Marco, che rilevò lo storico “Il fungo velenoso”. La serata di ieri sera, una cena per addetti ai lavori organizzata dalla giornalista Laura Gambacorta, è stata incentrata su una tipologia di pizza molto spesso sottovalutata o preparata con malagrazia: il ripieno. Frutto di mesi di sperimentazioni che hanno portato alla creazione delle ben dodici ricette che saranno disponibili a menù, “le grotte di Franco”, ribattezzate scherzosamente così perché presentano volutamente una forma cavernicola atta ad ottimizzare la cottura, si sono rivelate una deliziosa scoperta. Pizzeria Ristorante Franco e le spettacolari “Grotte di Franco” Durante la cena abbiamo avuto modo di gustarne quattro: la prima prende spunto dalla ricetta del gateau di patate con alcune rivisitazioni, è infatti preparato con patate viola, prosciutto cotto, provola di Agerola e polvere di patate; la seconda è stato realizzato con carne tritata, pistacchio, stracciata di bufala e granella di pistacchio; la terza, più vicina alla tradizione, reinterpreta il cuzzetiello con polpette al ragù, provola di Agerola e salsa di basilico. La quarta e ultima grotta è il “fondente”, al cui interno troviamo ricotta di pecora addolcita e cioccolato fondente Lindt all’arancia. Altra particolarità dei ripieni della pizzeria ristorante Franco è la crosta di formaggio sulla superficie esterna che li rende deliziosi al palato, e insieme alla leggerezza dell’impasto e all’accostamento di ingredienti, delicati e sapidi al punto giusto. Ad accompagnare la degustazione sono state tre birre in bottiglia artigianali: Verbum 5%, una bianca caratterizzata da una schiuma molto densa che si presenta come panna montata; una chiara, la Gaudens 5%, caratterizzata da una buona frizzantezza e moderatamente amara e, infine, una cremosa, la Monasta 7%, una birra doppio malto dal piacevole sapore aromatico.  

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Food

Villa Diamante e APCI presentano “Giro d’Italia – In corsa tra le eccellenze culinarie”

Raccontare il cibo, come forma di arte oltreché espressione fondamentale del nostro essere potenza creatrice nel mondo. La serata di lunedì, un “Taste & Learn” organizzato dall’APCI –  Associazione Professionale Cuochi Italiani, è stata una splendida occasione di condivisione di conoscenze e saperi sul mondo della cucina e della gastronomia a 360°. Nomen Omen del progetto che ha fatto tappa a Napoli è, infatti, “Giro d’Italia – In corsa tra le eccellenze culinarie”. La location scelta per l’occasione è stata scelta in coerenza con il prestigio degli ospiti e degli interventi che hanno scandito lo svolgimento della serata. Villa Diamante, piccola perla architettonica sita in via Alessandro Manzoni e da cui si riesce a respirare l’aria del Golfo, ha accolto questo originale format che ha visto come protagonisti la Squadra Nazionale APCI Chef Italia e le principali aziende del settore Ho.Re.Ca, coordinate dall’eccezionale carisma di Davide Pini, esperto di gastromarketing che ha introdotto i presenti – per lo più addetti ai lavori, giornalisti, chef e ristoratori del territorio –  alla comunicazione legata al mondo del food. Particolare attenzione è stata rivolta verso gli attuali trend culinari che sono antitetici rispetto la tradizione. Un piatto per puntare all’eccellenza deve farsi arte e rispettare canoni estetici ben precisi per poter appagare gli occhi prima che le papille. Proprio per questo la degustazione che ci è stata offerta non era soltanto ricca di saporite sfumature ma anche visivamente appagante. Ognuno dei sette piatti proposti (tre antipasti, tre primi e un dolce) prima di essere servito è stato oggetto di discussione. Le portate sono state infatti introdotte e poi spiegate nel dettaglio da clip tutorial che hanno mostrato ai presenti come preparare nel modo più celere ed efficace quelle delizie, o eventuali varianti. Menù del “Taste and learn” a Villa Diamante Nido D’autore – focaccia gourmet con farina cuoco, pomodori a cubetti, pioppini trifolati e carciofini a spicchi Pancake all’italiana – farina di riso, fava tonka, spuma di stracchino, perle di ravanello antico e riduzione di aceto balsamico 5 grappoli Capasanta di bosco – zuppa di cardoncelli trifolati con tartare di pomodorini tuttosole al limone e capasanta scottata Carnaroli in fiore – risotto carnaroli rustico con burrata, senape antica e tartare di gambero all’aglio marinato Rivoluzione nel campo – sedano quadrato con pesto leggero di mugnoli selvatici di campo, pomodorini semi dry e filetti d’acciuga Bauletto scarlatto – bauletti con friarielli e caciocavallo silano dop su crema di stracciatella all’extravergine d’oliva, polvere di olive nere taggiasche e peperoncini gocce rosse in agrodolce Enigma cube – bavarese di riso ai frutti acidi con foglie al cocco fritto Altro importante focus della serata svoltasi a Villa Diamante sono stati gli Chef emergenti, e tra questi, non poteva mancare la partenopea Faby Scarica, vincitrice della seconda edizione di Top Chef Italia, che insieme a Cinzia Fumagalli ha raccontato della sua esperienza televisiva e di come è nata la sua passione per la cucina. A proposito di cucina, ai fornelli si sono alternati gli Chef della Squadra Nazionale sotto lo […]

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Comunicati stampa

Imun, il titolo di BEST DELEGATES dell’edizione 2018 va a tre giovani studenti di scuole medie del capoluogo campano

La Cerimonia conclusiva di IMUN MIDDLE SCHOOL Napoli 2018, tenutasi presso il Teatro Acacia è stata una grande festa della Diplomazia, quella dei “piccoli” e quella “dei grandi”, che ha coinvolto studenti, Consoli, rappresentanti delle Istituzioni cittadine, docenti e genitori. Nel corso della Cerimonia finale i ragazzi hanno manifestato tutto il loro entusiasmo per la bella esperienza vissuta e festeggiato con applausi e cori da stadio i compagni che sono stati premiati come migliori “delegates” di IMUN MIDDLE SCHOOL Napoli 2018. Si sono aggiudicati l’ambito titolo di BEST DELEGATES: Isabel Dominique Spena (Scuola Media Statale “Carlo Poerio”, Napoli) Best Delegate della Commissione UNICEF; Francesco Siclari (Scuola media “A. Belvedere”, Napoli) Best Delegate della Commissione LEGAL; Francesco Bonadies (Istituto Sacro Cuore  Betlemite, Napoli) Best Delegate della Commissione Unodc. Nel corso della Cerimonia sono intervenute numerose personalità del mondo delle Istituzioni: Assessore ai giovani e alle politiche giovanili Alessandra Clemente, l’Assessore all’istruzione e alla scuola Annamaria Palmieri, il Console Generale dell’Ucraina Viktor Hamotskyi, il Console onorario del Portogallo, Anna Maria Cusati, Angela Procaccini dell’Assessorato alle Attività Produttive e responsabile del coordinamento generale di IMUN in Campania. Grande soddisfazione ha espresso Riccardo Messina, presidente di United Network, per il successo dell’edizione di Napoli di IMUN «E’ un bel segnale che tanti giovanissimi studenti siano interessati ad un progetto come le simulazioni delle assemblee ONU, che va ad aggiungersi ai loro impegni scolastici: vuol dire che hanno voglia di imparare cose nuove e di impegnarsi. Siamo felici che i nostri progetti stiano riscuotendo tutto questo successo, sono sempre più gli studenti e le scuole che scelgono di partecipare ad una esperienza che abbiamo voluto fosse altamente formativa, sia a livello di contenuti sia come momento di formazione della persona. Questi ragazzi sono il nostro futuro e non è vero che non si impegnano (se non con la play station!). Io ho visto ragazzi molto motivati ed impegnati, l’importante è saper trovare il modo per coinvolgerli e responsabilizzarli, in prima persona». «Imun – sottolinea l’assessore Palmieri – riesce a coniugare l’apprendimento delle lingue con l’attivazione di interesse per le tematiche internazionali, promuovendo, tra le ragazze e i ragazzi che partecipano, impegno e protagonismo insieme ad un evidente dose di passione civile. A sentire la bravura e la competenza di questi ragazzi su questioni internazionali e politiche viene da sperare che le Nazioni Unite degli adulti prendano come modello il loro “modello” giovane». «IMUN è una straordinaria esperienza – dichiara l’assessore Clemente – che vede i giovani protagonisti assoluti, infatti non solo gli studenti partecipanti ma anche lo staff che cura le simulazioni è molto giovane. Prendere parte ad un progetto di questo tipo è importante per insegnare ai nostri ragazzi i fondamenti democratici e civili della nostra società, affinchè si sentano studenti e cittadini. In questi giorni di simulazioni delle Nazioni Unite hanno potuto imparare molte cose ed esprimere un bisogno collettivo di difesa dei diritti e della libertà. Ospitare anche quest’anno Imun Middle School è un grande onore per la città di Napoli». Il Console […]

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Recensioni

“Audizione” di Chiara Arrigoni, roulette russe sessuali al TRAM

Palpitante tensione. Sarah e Miguel attendono l’esito di un importantissimo colloquio di lavoro in cui c’è in gioco una importante fetta del loro futuro. Centomila euro la paga per una sola performance. I requisiti? Essere disposti a spogliarsi dei vestiti e di ogni dignità per ricchi annoiati, e non aver nessuna remora a contagiarli con l’HIV. Basato su una triste quanto vera vicenda di cronaca, “Audizione” della compagnia under 30 “Le ore piccole”, è il secondo spettacolo del Trentatram Festival. Dopo 6 maggio 1938, si cambiano completamente registro e tematiche. L’impianto drammaturgico di Chiara Arrigoni si fonda sulle carenze emotive e sulle subdole dinamiche lavorative che caratterizzano le attuali generazioni. Sarah (Chiara Arrigoni) e Miguel (Andrea Ferrara), ormai svuotati di ogni morale e amor proprio, sono i candidati perfetti per la proposta indecente dello spietato signor T (Massimo Leone), una roulette russa sessuale, un’orgia in cui il vero brivido per i partecipanti sarà la loro presenza. La presenza di un malato in incognita. In questo gioco perverso, che ricorda la realistica crudezza degli episodi più oscuri di Black Mirror, è possibile individuare tre tipologie umane. I disperati, la cui rabbia e frustrazione viene abilmente sfruttata e incanalata, alimentando una ferina lotta per la sopravvivenza. I facoltosi, uccisi dall’eccessivo benessere, che cercano ad ogni costo una evasione, sinonimo di riscoperta del sentire vitalistico. Tra di loro, tra le due tipologie, si inseriscono le “iene”, chi entrambi sfrutta, mercificandoli di fatto pur di ottenere remunerazione. “Audizione” di Chiara Arrigoni, la cruda essenza del teatro La regia di Francesco Toto è estremamente asciutta, cinematografica e attenta ad ogni dettaglio e movimento. Dai certificati medici presenti sul monitor del computer del selezionatore, alle espressioni dei personaggi fuori campo, tutto è stato studiato, rivisto e reso funzionale alla climax emotiva. Un turbine di emozioni violente ha catalizzato l’attenzione degli spettatori per l’intera durata di uno spettacolo pregno, affascinante e soprattutto senza fronzoli. Privato di paillettes, inutili orpelli scenici, e retoriche, il teatro portato in scena da questa promettente compagnia è vivo, essenziale, efficace. È un teatro povero solo nel budget, ma ricco – ed è una rarità oggi come oggi – nei contenuti.

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Food

Oro Bianco, degustazione a 4 mani con Antonio Maraucci e Marco Pellone

Lunedì 7 maggio presso la pizzeria “Oro bianco” a Piazza Nazionale si è tenuta “Maggio napoletano”, serata per la stampa – e non solo – in cui quattro talentuose mani hanno impastato, farcito e sfornato bellezza. L’evento ha avuto come protagonisti il “pizzaiolo residente” Antonio Maraucci e un altro giovane quanto bravo pizzaiolo partenopeo, Marco Pellone, della pizzeria “Ciro Pellone”. Maraucci, proveniente da una famiglia di pizzaioli della classica tradizione napoletana, da circa un anno si è messo in proprio, dopo aver praticato per 15 anni l’arte bianca nel famoso ristorante al Borgo Marinari. Marco Pellone ha ereditato, insieme al fratello, l’omonimo locale alla Loggetta, piccolo quartiere vicino lo stadio San Paolo, dal padre Ciro, figlio a suo volta di uno dei pizzaioli dello storico Trianon. I due giovani pizzaioli si sono conosciuti un anno fa in occasione del “San Marzano day 2017”; accomunati dalla stessa passione, diventano amici e decidono di collaborare nella realizzazione di questa cena a “quattro pizze”. “Maggio napoletano” di Antonio Maraucci e Marco Pellone. Il menù La serata è iniziata con una squisita frittura mista “Oro Bianco” (crocché di patate vere, verdura pastellata, fiori di zucca, zeppolline e frittatina) seguita dalla degustazione dei quattro piccoli capolavori, realizzati con le farine Caputo o farine W280. La prima, ideata da Antonio Maraucci, è stata realizzata con asparagi, gamberetti, provola e scaglie di limone all’uscita; per la seconda, ideata invece da Marco, sono stati utilizzati peperoni verdi, pomodorini, provola e cacioricotta del Cilento; a seguire la seconda pizza di Maraucci con pesto, pomodorini del piennolo, ricotta e provola; l’ultima è stata realizzata con pancetta, fior di latte, zucchine e foglie di menta. E per concludere abbiamo avuto il piacere di assaggiare anche la classica Marinara. La serata si è conclusa all’insegna della dolcezza delle leggere e per niente unte graffe, presenti nel menù del locale, e due vassoi di squisitezze della gelateria “Il Bacio” – che vanta oltre sessanta gusti diversi di gelato e semifreddi – di Espedito Martino, suocero di Maraucci e proprietario della pizzeria “Oro Bianco” che ha deciso di aprire solo un anno fa. Un investimento ampiamente ripagato il suo, soprattutto per merito di Antonio e del suo staff, che hanno saputo regalarci – grazie alle materie prime utilizzate, alla sofficità degli impasti e alla creatività nell’accostamento dei sapori – una cena veramente deliziosa.

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Recensioni

“TFR” di Lello Marangio e Lucio Pierri, risate di fine rapporto all’Augusteo

Una commedia ben scritta e ben interpretata da un talentuoso cast. Risate e riflessioni. Un finale a sorpresa davvero geniale. Questo è il bagaglio di intrattenimento che ci ha lasciato ieri sera TFR – Trattamento di Fine Rapporto, spettacolo scritto da Lello Marangio e Lucio Pierri, andato in scena al Teatro Augusteo di Napoli. La storia, di grandissima attualità, segue le tragicomiche vicende di una azienda di pannelli fotovoltaici che, in seguito a manomissioni al fatturato della sua direttrice, la Dottoressa Borromeo (Rosaria De Cicco), rischia la chiusura. Un Euro Parlamentare (Massimo Carrino) colluso con la camorra e un imprenditore cinese (Davide Marotta) tenteranno di approfittarne. Ultimo baluardo degli operai a rischio licenziamento saranno tre sgangherati rappresentati sindacali – oltre che lavoratori della fabbrica – Michelangelo (Lucio Pierri), Francesco (Ernesto Lama) e Karina (Yuliya Mayarchuk) tenteranno ogni possibile escamotage per far fronte alla bancarotta. Ci riusciranno? Questa è la domanda che scena dopo scena viene posta allo spettatore mentre gli si palesano di fronte tutte le malsane dinamiche che inquinano le già malsane acque in cui versano le aziende italiane. La corruzione della politica, che non è immune dallo scendere a compromessi, gli appalti truccati e gli accordi con i rappresentati della malavita, gli acquirenti stranieri dal denaro facile, che vogliono conquistare e monopolizzare.  I sogni, le paure e gli amori tra operai, nello specifico, infondono una verve di leggerezza e ironia alla commedia, in cui ogni dialogo è chiuso da una battuta, una gag o un gioco di parole. Lello Marangio e Lucio Pierri descrivono un malcostume tutto italiano Nello scacchiere, che ricorda molto i gialli americani in cui tutti i personaggi, in fondo, sono colpevoli, che il duo presenta sulla scena, non mancano sorprese e colpi di scena. Gli ultimi dieci minuti dello spettacolo, come accennato in precedenza, sono un vero e proprio capolavoro drammaturgico e donano uno spessore notevole ad una recita che era stata comunque fluida, sagace e interessante fino a quel momento, anche per l’ottima sinergia tra gli attori che hanno dato carisma, identità e sfumature ai loro personaggi. TFR – Trattamento di Fine Rapporto sarà in scena fino a domenica 6. E noi non possiamo che consigliarvelo.   

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Eventi/Mostre/Convegni

Pasquetta a Napoli 2018: il Nabilah vuole stupire col “Taste – Nic”

Pasquetta a casa o al ristorante? Braciata con amici o relax fuoriporta? Questi sono i dubbi che attanagliano un po’ tutti alla vigilia Pasquetta. Una nuova e interessantissima alternativa vuole darcela il Nabilah, uno dei club più belli d’Italia secondo il “The Guardian”, dove verrà inaugurato un nuovo format, il “Taste – Nic”. Il “Taste – Nic” rivela fin dal nome la sua natura ibrida tra il classico pranzo al sacco e i sapori raffinati della cucina gourmet. Sono previsti, infatti, diversi “Gourmet Points” sparsi per tutta la struttura e che saranno in grado di soddisfare anche la clientela più esigente. Dal tradizionale all’innovativo, dal vegetariano alla carne passando per dolci, centrifughe e vino, il Nabilah diventerà un arcipelago di delizie da non perdere, anche perché a preparare i piatti saranno chef provenienti da tutta la Campania. Tra questi spicca il nome di Vincenzo Guarino, una stella Michelin con il ristorante “Il Pievano”, che sarà dietro i fornelli per uno show cooking dove illustrerà a tutti la sua “cucina creativa mediterranea“. Come colonna sonora della giornata si alterneranno alla console, dalle 11 in poi Vox Inside Live, Lunare Project, Bonky, Cerchietto e Paulus. Un occhio di riguardo lo avranno anche i bambini dato che sarà riservata loro un’intera area. Divertimento, musica e gastronomia, il tutto in un ambiente curato nei minimi dettagli e che ha come cornice il mare di Bacoli… la ricetta per la Pasquetta perfetta è servita! Pasquetta a Napoli 2018: Gli chef coinvolti e i piatti del “Taste – Nic” – Chef Vincenzo Guarino (“Il Pievano”, Toscana) – Gnocchi farciti con provola su crema di piselli, gambero rosso crudo, latte cotto affumicato, pane saporito e i suoi germogli. – Chef Ray Arthey (Hadel Pask , Napoli)   – Piatto unico composto da moro (riso con guandules e cocco) e secondi a scelta tra cotoletta di funghi, bistecca di soia alla genovese, o bocconcini di saitan e verdure. – Chef Marco Iavazzo  – Panino con misticanza, agnello, piselli al lime e menta, crema di ricotta salata e granella di fava fritta. – Pasticciere Vincenzo Ferrieri (SfogliateLab , Napoli) – Sfogliatella rustica (3 gusti: fave e pancetta, melanzane e provola, e salsiccia e friarielli) e sfogliatella classica (3 gusti: limone, pistacchio, ricotta e pere). – Chef Vincenzo Ruggiero (ristorante “Il Falangone”, San Giuseppe Vesuviano)  – Riccioli di seppia grigliata agli agrumi della costiera su passatina di piselli e praline di patata allo zafferano. – Chef Marco De Cesare (ristorante “Amabile”, Cercola) – Due proposte: mezzo spaghettone ondulato al soffritto di polpo verace, oppure mantecato di baccalà e patate con scarola napoletana e pane carasao. – Chef Umberto Ventriglia – Crostone di pane ai cereali con misticanze orientali, burrata, champignon marinati, cipolla di Alife caramellata e bufalo affumicato. – Scuola Dolce & Salato (Maddaloni) – Gateau con salsicce e friggitelli e pizza rustica ripiena. – Maestro pasticciere Aniello Di Caprio (pasticceria Lombardi) – Dolce: Lingotto Rocher. – Chef Vittorio Zigarelli (Panamar, Napoli)  – SantanTonno: tonno rosso, maionese alle acciughe, friarielli in doppia consistenza. – Chef Rosario Matina (Serafino, Napoli)  – Arancine, panelle  e cannoli siciliani. – Spain – Burritos di pollo. E tante altre leccornie per grandi e piccini ci aspettano al Nabilah Napoli

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Eventi/Mostre/Convegni

ASocialdinner, una serata disconnessi dal mondo

383 milioni di smartphone venduti nel terzo trimestre del 2017. 1.8 miliardi di iscritti a Facebook e 800 milioni attivi su Instagram. Storie, boomerang, like, followers. I social hanno modificato drasticamente le modalità con cui ci interfacciamo alla realtà e interagiamo con l’altro. Essere connessi è diventata la conditio sine qua non per una comunicazione efficace e ciò ha indebolito ulteriormente le nostre skills sociali e aumentato l’imbarazzo nell’affrontare vis a vis gli sconosciuti. Da qui, da questa constatazione nasce l’esigenza di ristabilire i rapporti di forza tra reale e virtuale alla ricerca di modalità più sane di reciprocità. Con questo intento la PL Management di Fabio Ummarino ha ideato il format delle Asocialdinner, cene dove ogni forma virtuale di interferenza è bandita. La seconda, che ha visto un grandissimo riscontro di pubblico, ha avuto luogo ieri sera nella splendida Villa Mazzarella (Via Francesco Petrarca, 115). ASocialdinner, un piccolo viaggio nel tempo “Lasciate i telefoni o voi che entrate”. Il portale per il nostro viaggio nel tempo parte da qui. Nessun marchingegno strano o scienziato pazzo, soltanto un gesto semplice, e si parte. Si scendono pochi gradini ma sembra già di essere altrove. Gli occhi, giunti nel salone, sono timorosi ma pieni di entusiasmo. La meravigliosa veduta sul golfo, la musica, un lauto buffet e una selezione di cocktail, ma soprattutto persone che parlano, scherzano, ballano. In un attimo è tutto diverso, tutto sembra tornato ai primi anni ’90. La tentazione di condividere quel momento con i nostri amici dei social network è forte, ma resistiamo. Ci accomodiamo ad un tavolo, interagiamo con una signora che ci racconta del suo problema con il fumo e poi con un gruppo di ragazzi con cui si instaura subito un’ottima alchimia. La serata è un susseguirsi di piatti prelibati, persone e chiacchiere, di sorrisi nuovi e potenziali amicizie. Dopo un po’, anche quelli che inizialmente sembravano più timidi e restii, li vediamo conversare con qualcuno ai margini del buffet o sulla meravigliosa terrazza. I più coraggiosi si lanciano in pista e si danno alle danze. Il muro di diffidenza con il quale ciascuno aveva varcato quella porta è ormai stato abbattuto e ci si gode la serata tra un drink e quattro chiacchiere tra sconosciuti. Un successo vero e proprio, una serata che rimette al centro l’interazione sociale diretta, il contatto umano e la convivialità, troppo spesso penalizzati dalle connessioni virtuali offerte dalla tecnologia di ogni giorno. È ormai ora di andare e, solo allora, ricordiamo di dover riprendere i telefoni all’uscita… Se non è una vittoria questa?!

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Food

Pasticceri&Pasticcerie, il Gambero Rosso Napoli non sbaglia un colpo!

Grande successo per la seconda edizione della manifestazione più golosa di Città della gusto Napoli – Gambero Rosso. Ieri sera, giovedì 8 marzo, un tripudio di colori, sapori ma soprattutto dolcezza ha avvolto l’androne e il salone del prestigioso Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli. Fin dalle premesse l’evento Pasticceri&Pasticcerie 2018 si prospettava come uno di quegli eventi da non perdere, data la qualità delle pasticcerie e delle aziende vinicole annunciate, e così è stato. I migliori maestri pasticceri d’Italia, premiati dal Gambero Rosso, e presenti nella omonima guida, hanno dato spettacolo mostrando il meglio del loro repertorio dolciario. Praline, cheesecake, sachertorte, ma anche tutti i dolci più buoni della tradizione italiana, con un occhio alle novità pasquali, sono stati oggetto di degustazione e di estasi per i presenti. Pasticceri&Pasticcerie: dolci, vino e fantasia A completare l’atmosfera onirica ci hanno pensate le proposte liquoristiche, oltre a vini e bollicine d’eccellenza, come il “Bel Plasí” della Cascina Fonda Produttore Moscato d’Asti Piemonte e il “Sangue di Guida Oltrepò Paves” della Calatroni vini Lombardia. Tra tutte le proposte non possiamo non annoverare Gerardo Di Dato, dell’omonima pasticceria, che ha proposto una degustazione di zeppole fritte e al forno, Gian Luca Forino della pasticceria “La portineria” con la sua deliziosa cheesecake al lampone, e i “Capricci” di Raffaele Capparelli. Dopo questa magnifica kermesse Città del gusto Napoli non sembra volersi fermare. La prossima settimana, nello specifico mercoledì 14 marzo, infatti, presso il famoso Hotel Royal Continental, si terrà “Anteprime Fiere Vino“, un evento nel quale saranno  presentati i trend vinicoli delle prossime fiere internazionali del vino del Gambero Rosso, con ben 180 le etichette in degustazione. Non resta quindi che preparare i calici e aspettare qualche giorno per poter brindare insieme ad un altro splendido evento targato Gambero Rosso. NAPOLI Location: ROOF HOTEL ROYAL CONTINENTAL |Indirizzo: via Partenope 38/44 – Napoli Data: 14 marzo 2018| Ore: 19:00 – 23:00 Per info: 081 3119800/13 e 3381691727

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Interviste

Marilyn – segreti di una borderline, intervista a Sara Coppola

“Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare.” Marilyn Monroe era – ed è tuttora – considerata come l’emblema, il correlativo oggettivo della bellezza femminile. Un personaggio rimasto iconico, incastonato nella memoria collettiva per le sue interpretazioni ma soprattutto per uno stile e un portamento rimasti inimitabili. La sua storia, in tutte le sue sfumature, soprattutto quelle più oscure, ce la proverà a raccontare Antimo Buonanno con il suo spettacolo “Marilyn – segreti di una borderline” che andrà in scena domenica sera allo spazio artistico Comic Art di Orta di Atella.  Ce ne ha parlato Sara Coppola, assistente alla regia della pièce. Intervista a Sara Coppola Per cominciare, dicci un po’ di te, cosa ti ha spinto a voler dedicare la tua vita all’arte teatrale? Fin da piccola ho provato attrazione per il fantastico mondo del teatro, tutto mi affascinava, e tuttora accade. Adoro le emozioni che mi provoca il palcoscenico e anche dietro le quinte. Sicuramente la passione e l’amore per questa antica arte mi spinge a voler dedicare la vita ad essa. Cosa ci dobbiamo aspettare da Marilyn – segreti di una borderline? Lo spettacolo, scritto dall’autore Antimo Buonanno, riporta in vita una Marilyn mai vista, lontana dalla luce dei riflettori. I segreti di una borderline fanno da sfondo ad un’atmosfera hollywoodiana e al contempo misteriosa. Una bambina mai cresciuta, una donna divorata dalle sue paure. Una diva smascherata dall’amore. Marilyn Monroe è il capolavoro più grande a cui Norma Jeane ha dedicato interamente la vita. Marilyn l’unica attrice del cinema in grado di fare la più grande entrata quando esce. Secondo te perché Marilyn Monroe è rimasta una figura così iconica? Nessuna è mai riuscita ad avvicinarsi Marilyn, l’equilibrio perfetto tra il vento e la fiammella di una candela. Progetti per il futuro? Ad aprile, andrò in scena con “teatro o cabaret? La sfida continua” e “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi”. Sicuramente mi piacerebbe ancora lavorare di nuovo come assistente alla regia di Antonio Vitale, che ha curato “Marilyn segreti di una borderline”, interpretata dalla bravissima Rossella di Lucca. E poi chissà, anche fare esperienza in campo scenografico, corso di studio che attualmente frequento. Facciamo a Sara Coppola e agli altri ragazzi del cast il nostro in bocca al lupo!  

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Teatro

Roberto Capasso e il suo Pacchiello al TRAM di Napoli

Un alto carrello pieno di stracci. Un fantoccio disteso sulla parte oscura del palco guarda disincantato in avanti. Le luci si illuminano e Pacchiello, che fino a quel momento era stato immobile, prende vita. E comincia a raccontare, a raccontarsi. La sua storia è una tragedia moderna nella quale l’avidità e la ricerca spasmodica dei soldi e del potere sono protagoniste. Da usurario, da re incontrastato dei cravattari di Napoli, a venditore ambulante di taralli, l’uomo, affetto da una grave malformazione fisica, si erge nel suo monologo ad emblema di tutti coloro che una voce nella società non la hanno più. Roberto Capasso, regista e protagonista di questo spettacolo andato ieri sera in scena al teatro TRAM di Napoli, si cuce addosso per questo motivo diverse bambole di pezza con cui lui dialoga, si commuove e sfoga la sua frustrazione mentre aggiunge ricordi e dettagli al suo racconto. L’infanzia difficile, una omosessualità rimasta latente e le difficoltà di farsi largo nella Napoli delle sigarette di contrabbando sono tutti elementi che hanno giocato un ruolo chiave nel determinare le scelte, spesso sconsiderate, di quell’uomo fragile, la cui gobba non è che una spada di Damocle, il cui peso egli vuole decide di voler far sentire, di voler far espiare come fosse una colpa loro, a tutti quelli che lo circondano. Egli si è consacrato al male come forma di rivalsa e il suo essere un delinquente volgare, cinico e senza scrupoli, una difesa dalla sofferenza che la natura gli ha inflitto in prima istanza. Roberto Capasso interpreta un Pacchiello dalle sfumature shakespeariane La scenografia dello spettacolo, per quanto minimale, è ben curata ed assolutamente funzionale. Ci sono pochissimi elementi sul palco ma tutti giocano un ruolo, non sono orpelli scenici dal mero valore estetico. Con essi l’attore napoletano esalta il suo talento. Dal tragico al grottesco, passando per il comico, Roberto Capasso è un trionfo di voci di diversa tonalità. E la sua interpretazione  non fa che esaltare il testo di Pasquale Ferro che per questo spettacolo sembra rifarsi a Shakespeare nella costruzione della personalità complessa del personaggio – il debito con Riccardo III è palese –  e al miglior De Filippo nella scelta dell’ambientazione e del contesto sociale. Ma la famosa nottata per l’usuraio non è destino che passi. Il male non è destinato, almeno sulla scena, a vincere sempre. PACCHIELLO venditore ambulante di taralli caldi caldi e di guai neri neri di Pasquale Ferro diretto e interpretato da Roberto Capasso drammatizzazione Roberto Ingenito scene Luca Evangelista costumi Pina Sorrentino assistenti alla regia Maria Chiaravalle, Roberto Ingenito produzione Prospet — info e prenotazioni: cell: 342 1785930 (anche whatsapp) email: tram.biglietteria@gmail.com — biglietti: intero: € 12,00 ridotto (<26 >65): € 10,00 acquista on line a € 10,00: http://www.teatrotram.it/biglietti/tre-le-sorelle-prozorov/

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Food

Trattoria pizzeria Vasinicola, riscoprire antichi sapori a Caserta

Giambattista Basile nel Cunto de li cunti racconta di come il “vasinicola” fosse utilizzato di frequente nella cucina napoletano. Quella tradizione, quella del basilico come componente fondamentale dei piatti campani, non è fortunatamente cambiata.  Così come non è cambiata la voglia di trasmettere la cultura gastronomica da nonni a nipoti, senza le dovute – e talvolta superflue – variazioni e sperimentazioni. È questo lo spirito che ha animato Marco Colasanti e Massimiliano Penna, due giovani imprenditori, nella creazione dei loro “Vasinicola”, locali che rievocano sapori e odori della nostra infanzia. Il loro debutto nella ristorazione è avvenuto con una piccola pizzeria d’asporto a Posillipo. Il successo li ha spinti ad approdare a Caserta dove, grazie alla sinergia con “È divino” di Capri, è nato il secondo “Vasinicola”, trattoria e pizzeria che vede anche la collaborazione di Fabio Trama. Tra una pasta e patate con la provola e un’ottima frittata con sugo di genovese, abbiamo avuto il piacere di intervistare la direttrice del ristorante di Caserta, Serena Penna, direttrice, nonché figlia di Massimiliano Penna. Intervista a Serena Penna, direttrice della Trattoria Pizzeria Vasinicola di Caserta Il nome Vasinicola rimanda al dialetto napoletano di Giambattista Basile. Come si lega, invece, il locale alla tradizione campana? Il locale si lega alla tradizione campana con i nostri piatti che vogliono riscoprire e valorizzare quelli che sono gli antichi sapori. Per far ciò, usiamo ancora le ricette delle nostre nonne.  Quali sono i piatti di punta della Trattoria Pizzeria Vasinicola? Senza alcun dubbio la “pasta, patate e provola” e la genovese oltre, ovviamente, al classico ragù. Per quanto riguarda le pizze, la più in voga è la “vasinicola” (pomodorino giallo, salame, provolone e olive nere) e “dummeneca” (ragù, polpettine, e cornicione ripieno con ricotta e polpette). È forte il dibattito tra i pizzaioli su quale farina sia meglio usare per l’impasto. Tu quale utilizzi per la tua pizza? Noi utilizziamo la farina del Mulino della Giovanna e il nostro pizzaiolo crea un suo blend mischiando varie tipologie di farine, tra cui quella integrale e cereali. Hai altri progetti in cantiere? Dopo questa trattoria di Caserta, a fine febbraio, inizio marzo, abbiamo in progetto l’apertura di un nuovo ristorante pizzeria che sarà sempre in prossimità di via Manzoni.

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Napoli & Dintorni

Nasce NaCLIPS – Napoli Cultura e Lingua Italiana Per Stranieri

Napoli è sempre più una città multietnica e cosmopolita. Con il crescente numero di studenti Erasmus e di turisti, aumenta anche l’interesse verso la nostra lingua e la nostra cultura. Per soddisfare questa richiesta nasce NaCLIPS – Napoli Cultura e Lingua Italiana Per Stranieri, associazione che offre corsi di lingua italiana ed esperienze! I fondatori sono due insegnanti di Italiano L2, Rita Raimondo e Mario De Simone, che ci hanno concesso il loro tempo per una breve intervista. NaCLIPS, intervista ai professori Con quale intento nasce NaCLIPS? Gli stranieri subiscono il fascino dell’Italia. Si sa. Per la sua storia, la sua cultura, il suo cibo -mammamia il cibo! – e quindi la sua lingua. E allora decidono di studiarla, questa lingua. Decidono che devono proprio impararla fino in fondo, coglierne le sfumatura, cantarla più che parlarla. Perché per loro l’italiano è una lingua musicale e meravigliosa. Ma poi, quando chiedi perché vuoi studiare davvero l’italiano, ti rispondono che amano l’Italia, in particolare la cultura, la storia. E il cibo. Sempre lui. E allora, abbiamo deciso di mettere insieme grammatica e cultura, verbi e cibo, periodi ipotetici e storia. E in questo modo, solo in questo modo, chi studia l’italiano può studiare meglio anche l’Italia. Con quale approccio didattico affronterete questa sfida? Ai nostri studenti verranno forniti tutti i mezzi per orientarsi nelle situazioni quotidiane grazie al nostro metodo comunicativo-situazionale. Ma non solo. C’è un’intera sezione della didattica dedicata alle esperienze sensoriali, che permettono agli studenti di confrontarsi con lo stile di vita italiano, vivendolo da protagonisti e toccando con mano la realtà quotidiana in tutti i suoi aspetti. Siamo convinti che non ci sia modo migliore di imparare una lingua se non quello di viverla, e Napoli sotto questo punto di vista aiuta. Diteci voi dove potremmo trovare un’altra città italiana così festosa, armoniosa, creativa e rumorosa. Così entusiasmante per chi viene da fuori – per nulla abituato a questa festa di suoni e sapori continua. Diteci voi dove potremmo trovare un’altra città così stimolante, così accogliente, così autentica. Ditecelo. Voi ditecelo. Ma noi non vi ascolteremo. Sarebbe una bugia: Una città come Napoli non esiste. Lo sanno in tutto il mondo. Nel ringraziare Rita Raimondo e Mario De Simone, vi ricordiamo che NaCLIPS  offre la possibilità di fare una lezione di prova gratuita tramite Skype. Riferimenti: http://www.facebook.com/naclips www.naclips.it info@naclips.it  

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Recensioni

“Celeste” di Fabio Pisano, la banalità del male al TRAM

Roma, 1944. Carcere di Regina Celi. Nella cella 306 si legge la scritta: “Sono Anticoli Lazzaro, detto Bucefalo, pugilatore. Si non arivedo la famija mi e’ colpa de quella venduta de Celeste Di Porto. Rivendicatemi”. Cala il silenzio sul palco come sulla vita dell’uomo, e appare lei, Celeste, l’ebrea rimasta tristemente alla storia per aver collaborato con i tedeschi. Su di lei il regista Fabio Pisano incentra “Celeste“, spettacolo con Francesca Borriero, Roberto Ingenito e Claudio Boschi, andato in scena ieri al teatro TRAM di Napoli. La chitarra e la voce di Francesco Santagata accompagnano, su di una scenografia priva di oggetti, i vari episodi che compongono, frammento dopo frammento, il ritratto della cinica disperazione di una diciottenne che, stanca di fuggire, si consegna volontariamente agli squadroni fascisti e propone loro di segnalare i rifugi del ghetto in cambio della libertà. Cinque mila lire per ogni nome, questo prevedeva l’accordo con il colonnello Kappler. Il sesso e l’età non erano un discrimine per Celeste, che pone come unica clausola al patto con le SS che anche la sua famiglia fosse risparmiata. E per questo, in un atto estremo di egoismo, il nome di Anticoli Lazzaro, innocente pugile, sarà per mano della ragazza inserito sulla lista nera di Hitler al posto di quello del fratello. La tragicità delle vicende è resa da Fabio Pisano attraverso  gli occhi disillusi della “pantera nera”, che ricorre ad ogni mezzo – compresa la sensualità –  per avere in salvo la vita, finendo però col diventare essa stessa carnefice dato che sarà complice della morte di circa 70 ebrei. L’impianto drammaturgico, nella sua semplicità, è ben strutturato. Francesca Borriero è entrata in modo più che convincente nei panni di Celeste Di Porto. La sua sensibilità e la sua empatia hanno reso più tondo e paradossalmente umano il personaggio. Discorso analogo va fatto per Roberto Ingenito e Claudio Boschi che hanno dato voce ai diversi personaggi, tra cui Bucefalo pugilatore, che hanno gravitato intorno alla donna. “Celeste” di Fabio Pisano, l’istinto di sopravvivenza Il collaborazionismo ebraico è una delle parentesi più animalesche e apparentemente irrazionali della Shoah. La scelta di rappresentare una storia così poco nota è in tal senso emblematica e necessaria. Emblematica perché, ridotti allo stato ferino, gli uomini cercano ogni riparo possibile dal nemico, anche a scapito degli amici. E necessaria perché a quasi settant’anni dalla seconda guerra mondiale di quel male banale di cui Hannah Arendt si parla sempre meno. Del male, sì, e della follia, che sono in grado di deficitare ogni istinto solidale appannaggio della mera sopravvivenza del singolo. Ma si può davvero biasimare Celeste? Con questo interrogativo irrisolto si chiude lo spettacolo e il sipario tra gli applausi di un pubblico commosso. CELESTE dal 25 al 28 gennaio 2018 giovedì, venerdì, sabato: ore 21,00 domenica: ore 18.00 info e prenotazioni: cell: 342 1785930 (anche whatsapp) email: tram.biglietteria@gmail.com biglietti: intero: € 12,00 – ridotto (<26 >65): € 10,00

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Food

Fiorenzano: alla pizzeria di Montesanto arrivano due grandi novità!

Dopo lo splendido flashmob del 20 dicembre, Fiorenzano pizzaioli dal 1897, ristorante – pizzeria sito in piazza Montesanto 6, non smette di stupire! Al di là del folklore e del nobile progetto di rianimare, in accordo con la Municipalità, una piazza che troppo spesso è solo un crocevia di passanti, i proprietari dello storico locale continuano a sperimentare e ricercare nuovi sapori e idee da proporre ai loro clienti. Un esempio della loro creatività sono i due nuovi menù, presentati ieri in una splendida cena organizzata dalla dottoressa Valentina Castellano per la stampa, e che siamo sicuri faranno di Fiorenzano ancora di più un luogo di pellegrinaggio per tutti i golosi. La prima novità è la rivisitazione di una antica e famosissima tradizione culinaria campana: il sigaro. Si tratta di un sottile strato di pasta per le pizze (con lievitazione naturale) farcito con salsiccia e friarielli, mozzarella e parmigiana, wrustel e patatine. Il ristorante pizzeria Fiorenzano presenta il sigaro e il panino fritto Un’altra delizia che abbiamo avuto la possibilità di degustare è il panino fritto. La sua composizione è semplice: due strati di pasta della pizza ripieni che vengono prima fritti e poi, per ovviare al problema della pesantezza e renderli friabili, passati al forno. Il risultato è più leggero del previsto e si appresta  a fare faville sia da asporto, dove dovrà farsi largo tra i “cuoppi”, rotoli e pizzette di vario genere disponibili al banco, che al tavolo. Delle sette varianti del Panino fritto/al forno di Fiorenzano, abbiamo apprezzato particolarmente il panino “Gennarino” (friarielli e provola), “Peppeniello” (polpetta al ragù e melanzana a funghetto)  e “Francischiello” (Filetto di maiale e fonduta di mozzarella). Ad accompagnare la degustazione all’evento è  il gusto pieno e rotondo e dall’aroma leggermente speziato delle birre “Doppio Malto”, “Puro Malto” e “Rossa”, appartenenti alle birre speciali della Famiglia Peroni  le “Peroni Gran Riserva” che – grazie alla qualità degli ingredienti, come il Malto 100% italiano, e al lungo processo produttivo, nel corso del quale è il tempo ad arricchirle di caratteristiche che le rendono uniche e distintive – sono state premiate nell’ultimo anno nell’ambito di prestigiosi premi internazionali come il “Tastings.com World Beer Championship” e “The Beer  Awards”. E infine per concludere la serata con una nota di dolcezza, abbiamo avuto il piacere di assaggiare i dolci gourmet di Fiorenzano, delle squisite mousse ai gusti delicati di Pan di stelle, Oreo, cheesecake e tiramisù. Un ritorno senza dubbio più che gradito quello di Fiorenzano, reso possibile grazie alla condivisione di idee, ingredienti  e tradizioni, a cui hanno preso parte i nuovi proprietari che, lavorando con grande passione e maestria, ci hanno regalato un martedì sera all’insegna del buon cibo, in un’atmosfera accogliente e cordiale. Dopo una serata del  genere, non ci resta che invitare tutti a lasciarsi deliziare dalle bontà proposte e ad ammirare la bellezza di un locale che sta dimostrando di saper coniugare alla perfezione tradizione, innovazione e creatività.

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Recensioni

Il Mercante di Venezia, riflessi d’acqua al teatro Galleria Toledo

Un palco inondato d’acqua. Riverberi e giochi di specchi vengono rotti dalle figure in scena. Tra gli stivali, due sono più fradici degli altri: quelli dell’ebreo Shylock. Laura Angiulli e il suggestivo impianto scenico di Rosario Squillace tornano al Teatro Galleria Toledo dove, oramai, “Il mercante di Venezia” è una bella consuetudine. E lo fan con il suo cast di sempre – Caterina Pontrandolfo e Paolo Aguzzi sono le uniche novità – e la solita voglia di stupire lo spettatore. La sinossi della piecé di Shakespeare è abbastanza semplice ma rivela diversi e interessanti nodi critici che via via si dipanano: Bassanio, innamorato di Porzia, chiede in prestito all’amico Antonio, di lui segretamente invaghito, 3.000 ducati per poter tentare la sorte e provare a conquistare la donna; il mercante, avendo investito tutto nei suoi traffici marittimi, non potendolo aiutare direttamente, si affida a Shylock, usuraio ebreo, il quale, pur disprezzandolo per le ripetute vessazioni e discriminazioni, concede il prestito allo  squattrinato gentiluomo. Shylock, però, pone una condizione: in caso di mancata restituzione dei soldi avrebbe prelevato una libbra della carne, il più vicino possibile al cuore, di Antonio. Nonostante Bassanio cerchi di  far desistere l’amico, il mercante di Venezia si dichiara pronto a saldare il debito pecuniario anche in anticipo, confidando nell’arrivo a destinazione di tutte le sue navi cariche di ricchezze. Giunge tuttavia la notizia che queste navi sono disperse in mare e Shylock, che aveva appena assistito alla fuga della figlia Jessica di casa con tutti i suoi averi, pretenderà dal doge il rispetto del contratto precedentemente siglato. L’impianto drammaturgico dello spettacolo rimane fedele all’originale e, qundi, ne preserva ambiguità e dicotomie. Lo scontro tra ebrei e cristiani, ad esempio, che si gioca non solo sul piano religioso ma anche ideologico ed economico, propone il paradosso di una Venezia accogliente e cosmopolita in cui, però, la maggioranza cristiana disprezza e ghettizza la componente ebraica.  E proprio la sconfitta e la conseguente umiliazione del “malvagio”, dell’avido Shylock, determina il cambio di registro e di genere di un’opera che, fino a quel momento, era stata fondamentalmente tragica. Stivali e lagune al Teatro Galleria Toledo Tornando allo spettacolo, è stato fin da subito evidente come la scelta di un impianto scenografico così particolare fosse frutto di uno studio atto a donare un valore ancora più simbolico alla recita. L’acqua non è solo mera scenografia, utile a ricreare la laguna veneziana, ma condizione esistenziale di tutti i protagonisti che sono stati – o lo saranno presto – colpiti da una tempesta. E con quegli stivali camminano a fatica, trascinando con sé passi pesanti, figli di un destino non sempre benevole. In questa situazione di malinconia, solo la giustizia – per quanto fittizia e iniqua – e l’amore saranno in grado di instradare gli animi verso un principio di felicità. La stessa provata dallo spettatore a fine rappresentazione. Il cast della Angiulli, con le sue calzature alta, i continui e quasi meta teatrali cambi di personaggio e il suo talento, è stato, infatti, in […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Essere il Cambiamento con la Settimana del Cibo Semplice

Condivisione. Rispetto. Consapevolezza. Su queste tre parole chiave si basa l’operato della associazione no profit Essere il cambiamento che vuole, attraverso incontri e manifestazioni, dare un contributo alla società e alla natura a partire dall’assunto che nessun progresso può avvenire senza che ci sia una presa di coscienza da parte gli individui. Il prossimo evento di questa ONLUS con a capo Claudia Palmas rispetta a pieno questa filosofia. “La Settimana del Cibo Semplice” mira, infatti, ad una riscoperta delle nostre radici alimentari, del cibo che veniva considerato povero ma che tra gli alimenti in commercio resta senza dubbio il più sano, buono e genuino. Ce ne parla  Stefania Trabace, referente per la Campania di Essere il Cambiamento. Quali intenti e quali valori animano la associazione “Essere il cambiamento”? Ridurre la l’impronta energetica dell’uomo sul pianeta è un imperativo soprattutto negli ultimi anni. Essere Il Cambiamento è un’associazione no profit che mira a informare su quanto il livello di consapevolezza nell’uomo e le sue scelte politiche e personali trasformino la realtà fisica. È necessario quindi un cambiamento interiore per portare un’impronta positiva sul pianeta, coesione e armonia sociale, educazione e tutela ambientale. A prescindere dal luogo, età o condizione, possiamo fare la differenza, agendo consapevolmente nella nostra vita e negli ambiti di progetto della nostra esistenza. Uniti è ancora più semplice accelerare e favorire l’espansione della coscienza e la manifestazione di un mondo nuovo costruito sulla consapevolezza e sulla responsabilità, con cura e con rispetto per noi stessi e per la vita. Per portare il nostro contributo positivo ci siamo uniti in una community che scambia servizi, informazioni ed educazione per l’evoluzione umana. La nostra missione è manifestare azioni e progetti di esistenza coerenti con i più alti livelli di intelligenza e di saggezza basati sul rispetto della vita. Il nostro canale di diffusione principale è la rete attraverso i social, la webradio e Youtube. Ogni cambiamento necessita di uno stato interiore corrispondente che può essere costruito in se stessi, a prescindere dal punto di partenza, con il “Lavoro pratico in Sé”. Tutti possono praticarlo, non è necessaria alcuna preparazione. Gli strumenti sono condivisi e sono messi liberamente a disposizione gratuitamente per favorire lo scambio di esperienze e la crescita spirituale reciproca. Essere il cambiamento attraverso l’alimentazione Parlaci de “la Settimana del Cibo Semplice” Con la Settimana Del Cibo Semplice 2018 (https://www.facebook.com/events/1688633197815950/)  celebriamo la scelta della libertà di ogni percorso e di profonda connessione alla vita stessa. Durante la Settimana del Cibo Semplice dal 22 al 28 gennaio 2018, vogliamo celebrare un cibo locale e stagionale, ricco di colori, un cibo che unisce, espandendo la gioia autentica della vita. Scegliamo di manifestare nel mondo fisico la consapevolezza del potere di una scelta autentica, vissuta momento per momento nella Gioia di Essere. Ogni colore, ogni sfumatura del cibo descrive quella bellezza, quell’emozione davanti alla connessione ad ogni battito, quell’attimo di unione ad ogni respiro, quel risuonare interno della vita nella vita nel profondo contatto con noi stessi. Rinnoviamo di giorno in giorno la scelta di […]

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