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Eroica Fenice

Fun e Tech

Cos’è un antivirus?

Certo, in questo periodo storico, quando parliamo di virus, il primo pensiero corre ovviamente al Covid 19 e alla pandemia che ci ha costretto tutti in casa per moltissimo tempo. Fino a pochi mesi fa, invece, la parola virus era per noi un immediato riferimento ad un problema legato al nostro computer. Va detto, in ogni caso, che proprio in questa fase di lockdown la nostra attività con computer e smartphone si è intensificata, sia per diletto, e quindi per aiutarci a trascorrere serenamente il tempo in casa, che per lavoro, poiché molti hanno continuato la propria professione in smart working. I vantaggi ed i rischi di un mondo iper connesso Vivere in una società che ha la possibilità di rimanere sempre in contatto anche da remoto ci ha sicuramente permesso di poter affrontare meglio, o almeno limitando i danni, una situazione come quella attuale in cui è stato impossibile incontrare altre persone. Abbiamo potuto vedere i nostri parenti ed i nostri amici grazie alle videochiamate, fare una serie infinita di call con i clienti per organizzare il nostro lavoro in vista della ripresa, e anche gli studenti hanno avuto la possibilità di continuare a studiare con i professori grazie ai tantissimi programmi utilizzati per le videolezioni online. Tuttavia, in una realtà che sempre di più fa ricorso al web e alla connessione ad internet per interfacciarsi, lavorare o chiacchierare, il rischio di incappare in virus, malware e trojan provenienti dall’esterno è decisamente elevato. Proprio per questa ragione, quella che prima era una scelta decisamente consigliata è diventata ora una necessità improrogabile: dotare i propri dispositivi elettronici connessi alla rete di un antivirus affidabile, sicuro e che non rallenti in modo rilevante le prestazioni dei nostri device. Cos’è un antivirus Un antivirus è un software che, una volta installato sui nostri apparecchi, scandaglia il sistema operativo, la nostra memoria ed in nostri hard disk, sia fisici che virtuali, sui quali sono allocati i nostri file e i nostri documenti per verificare l’eventuale presenza di virus, trojan, spyware, malware e ogni forma di elementi che possono risultare dannosi, talvolta anche in modo grave, per il buon funzionamento del sistema su cui stiamo giocando o lavorando, per evitare malfunzionamenti o intrusioni non gradite dall’esterno. Le soluzioni sono tantissime, come ad esempio quelle offerte da www.seeweb.it, e a noi rimane il compito di scegliere i software più affidabili, valutando i costi, la funzionalità e la facilità di installazione e di utilizzo.    

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Comunicati stampa

L’antica pizzeria da Michele festeggia i suoi primi 150 anni con una mostra virtuale

Nel giorno della riapertura al pubblico, la storica pizzeria si trasforma in un piccolo museo virtuale, accessibile da tutto il mondo attraverso il sito www.micheleintheworld.com L’antica pizzeria da Michele compie 150 anni nel 2020 e inaugura i festeggiamenti con una mostra virtuale, accessibile a tutti. L’inaugurazione ‘digitale’ avviene nel giorno della riapertura fisica al pubblico, con tavoli distanziati e prenotazione obbligatoria. Un nuovo inizio per una pizzeria che non aveva mai abbassato le sue serrande, abituata a lunghe file di clienti provenienti da tutto il mondo. “Nel giorno dell’attivazione dei servizi di delivery e asporto, abbiamo raccontato alla CNN cosa volesse dire per noi chiudere le porte di una pizzeria da alcuni definita il tempio della pizza – spiega Alessandro Condurro, amministratore de l’antica pizzeria da Michele in the world – . Dal 12 marzo al 3 maggio, la storica sede di via Sersale, unica a Napoli, è stata chiusa, ma non abbiamo mai smesso di lavorare. La comunicazione con i clienti è stata sempre attiva, i nostri social erano pieni di ricordi, attraverso hashtag come #damichelememories e #damichelechallenge, con i quali abbiamo cercato di incentivare i nostri follower a restare sempre attivi e in contatto con noi, in un momento difficile come quello del lockdown. Ci siamo inoltre impegnati personalmente per riaprire in sicurezza e, nel frattempo, abbiamo avuto un’idea. Come alcuni musei internazionali, abbiamo voluto che le nostre porte non si chiudessero mai più. Da storica pizzeria tradizionale, la sfida è stata trasformarci ne l’antica pizzeria da Michele 2.0, ma solo virtualmente. La comunicazione è il modo attraverso cui guardiamo al futuro, anche se le pizze restano quelle della tradizione del nostro bisnonno Michele”. “L’idea iniziale, pre-covid, era di realizzare una mostra fotografica nel nostro quartiere, Forcella, per il quale ci stiamo impegnando anche da un punto di vista di riqualificazione culturale e sociale – continua Daniela Condurro, amministratrice de l’antica pizzeria da Michele in the world. – Siamo partiti dal concetto del ‘tempio della pizza’ per raccontare una storia di famiglia, la nostra, che rappresenta alcuni passaggi cardine degli ultimi 150 anni e che si è intrecciata con tante realtà a livello internazionale. Attraverso la mostra si entra fisicamente nella pizzeria e si esplora liberamente la prima sala, come per un po’ non sarà possibile fare. Sulle pareti, sui tavoli e persino nel forno, si nascondono i tanti contenuti video, fotografici e audio che rappresentano l’anteprima della mostra fisica che ci prefiggiamo di realizzare entro fine anno. Vogliamo celebrare degnamente il 1870, anno in cui il primo Condurro, Salvatore, ottenne la licenza per fare le pizze”. “Da Julia Roberts, Jude Law a Maradona, passando per i tre libri che raccontano la pizzeria e le 15 aperture nel mondo della Michele in the world, tra Giappone, Dubai, Los Angeles, Bologna, Firenze, Roma, Verona, Barcellona, Londra e Berlino, si viaggia nel tempo e nello spazio, tra realtà, cinema e letteratura, restando in una stanza virtuale – conclude Alessandro Condurro – . Ripartono questa settimana molte delle nostre sedi in Italia, all’estero alcune hanno già accolto nuovamente i clienti, parliamo […]

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Un taglio per ripartire: oggi ‘A figlia d’’o Marenaro e Innovative aprono al pubblico in massima sicurezza

Giovedì è un giorno della settimana che ha sempre portato “fortuna” al ristorante ‘A figlia d’’o Marenaro e ripartire di giovedì, questo 21 maggio, fa ben sperare. “Apriamo in modo intelligente, con il solito sorriso, sotto la mascherina, e l’entusiasmo di sempre”. Da oggi, infatti, si taglia – letteralmente – il nastro in via Foria 180 e si ricomincia: “abbiamo deciso di tagliare simbolicamente questo nastro – spiega Assunta Pacifico, imprenditrice partenopea e fondatrice de ‘A figlia d’’o Marenaro – perché questo momento segna un nuovo inizio. Restare a casa tutti, questi mesi è stata davvero dura, sono molto emozionata. E ora siamo carichi e fiduciosi nel ripartire”. Riaprire con la consapevolezza di lasciare l’incertezza alle spalle e con una visione sicura del futuro. È con questi sentimenti che ‘A figlia d’’o Marenaro sintetizza il proprio spirito in occasione della apertura avvenuta oggi a pranzo. “Innovative, invece, è aperto da stasera. Siamo pronti a soddisfare ogni desiderio da parte dei nostri clienti, a partire da cocktail, crudi e non solo – specifica Giuseppe Scicchitano, figlio della Pacifico, alla guida del ristorante inaugurato lo scorso novembre al primo piano dello storico edificio di via Foria. Entrambi i locali hanno apportato le modifiche previste dalla normativa per garantire massima sicurezza. “Durante questi mesi non siamo rimasti con le mani in mano – racconta Assunta Pacifico -. Prima del lockdown, già effettuavamo santificazione e, come dice il nostro motto, la pulizia è sempre stata un nostro punto di forza. Era già possibile disinfettarsi le mani con il gel apposito. Ora abbiamo diminuito i tavoli, tenendo conto delle nuove regole”. Per consultare il menù? Due modi: sitoweb, anche attraverso un qrcode, e un menù plastificato che si disinfetta rapidamente. Al tavolo, niente più tovaglia, ma tovagliette in pelle facili da pulire: si respira così uno stile ancora più fresco e dinamico nel dehors. Info e prenotazioni 081440827 – 3312310910 via Foria 180/182 80137 – Napoli

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Attualità

Massimo Ranieri protagonista dell’inedito video augurale alla città di Napoli per la ripartenza

MASSIMO RANIERI protagonista dell’inedito video augurale alla città per la ripartenza Immagini panoramiche di Napoli catturate con un drone, adulti e bambini con le mascherine, attività commerciali che provano a ripartire, occhi pieni di stanchezza ma anche di speranza e l’inconfondibile voce di un grande artista che regala a questo tempo assurdo una canzone di speranza. C’è tutto questo nel video augurale alla città per la ripartenza, che trova in Massimo Ranieri il testimonial prestigioso. Un augurio pubblicato sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo, che arriva per il Maggio dei Monumenti “Giordano Bruno 20/20: la visione oltre la catastrofe”. L’idea di creare un video che potesse dare forza e speranza è arrivata all’assessore Eleonora de Majo da Visit Naples. Accolta la proposta, l’assessore ha individuato il testimonial in Massimo Ranieri, che, contattato, ha immediatamente risposto e ha generosamente concesso immagini, musiche e parole. «Ci è sembrato il momento giusto per un augurio, un messaggio di forza, alla città in occasione di questa delicata ripartenza – dichiara l’assessore de Majo –. La nostra città ha mostrato uno straordinario senso di comunità e di solidarietà durante il lockdown e tantissimi sono stati gli episodi di braccia tese per aiutare chi era più in difficoltà. Per questo ho accolto senza indugio la proposta di collaborazione di Visit Naples. Ringrazio Massimo Ranieri, per aver risposto immediatamente al mio appello e per aver scelto di firmare questo augurio. La sua presenza, la sua musica rappresentano il volto più bello e più amato di Napoli. Ringrazio Visit Naples che ha realizzato un video bellissimo, un mosaico di quella straordinaria umanità, che oggi si sta rimettendo in piedi e nonostante le immense difficoltà vissute in queste settimane è pronta a ripartire». La voce di Massimo Ranieri mostra tutta la sua potenza nella canzone e diventa dolce, quasi paterna, nel messaggio finale che lascia al suo popolo. «Abbiamo vissuto momenti difficili di paura e dolore ma il mio vuole essere un augurio per la città. Napoli, come in tutte le epoche, è caduta ma si è sempre rialzata e anche questa volta si rialza, perché Napoli è più forte della pandemia. Cade ma si rialza. Un augurio particolare alle arti, alla cultura e alle ingegnerie della città e un grazie particolare al mio popolo napoletano per aver osservato le misure di chiusura restrittiva. Grazie dal profondo del cuore. Vi voglio bene. Statemi bene».

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C’era una (prima) volta Rogiosi Editore di Claudio Guerrini, il 21 maggio on Air

Giovedì 21 maggio | ore 18.30 In diretta sulla pagina Facebook The Spark per la rassegna The Spark on Air Giovedì 21 maggio, alle 18.30, nell’ambito del calendario “The Spark on Air”, Claudio Guerrini, speaker RDS e conduttore televisivo, sarà in diretta con “C’era una (prima) volta”, il suo esordio letterario pubblicato con Rogiosi Editore. La diretta è programmata sulla pagina Facebook di The Spark, hub polifunzionale nel cuore di Napoli, legato al mondo del libro, del design e della fabbricazione digitale, inaugurato poco prima del lockdown. Il libro potrà essere acquistato sul sito della casa editrice, www.rogiosi.it, che ha tutto il catalogo in promozione con il 20% di sconto. Claudio Guerrini sarà intervistato dalla giornalista e media pr Francesca Scognamiglio Petino. Dopo aver trascorso una vita in radio, aver vissuto molteplici esperienze televisive e aver frequentato stadi, piazze e palchi per tanti eventi ‘live’, Claudio Guerrini ha deciso di raccontare e di raccontarsi con un linguaggio diverso. Per costruire questa sua prima opera ha incontrato alcuni tra i più interessanti personaggi dello spettacolo, dello sport e della cultura, privilegiando quelli con cui ha costruito, nel tempo, un autentico rapporto personale e che si sono aperti con lui senza barriere: Enrico Mentana, Noemi, Paolo Genovese, Virginia Raggi, Paolo Rossi, Dario Ballantini, Ludovica Pagani, Michele Guardì, Giovanni Malagò, Sandra Milo, Eduardo Montefusco, Giuliano Sangiorgi e Francesca Stella. Protagonisti di questo libro sono i momenti che hanno rappresentato il vero punto di svolta nelle carriere di grande successo. Come ci sono riusciti? Perché è toccato proprio a loro? Talento, sudore, fortuna, perseveranza, faccia tosta: di cosa hanno avuto bisogno per raggiungere così grandi traguardi? Ricordi che fanno sorridere, pensare, talvolta commuovere. Ai quali Claudio ha voluto aggiungere la storia di un’amica speciale che sta combattendo, da vera leonessa, una terribile e coraggiosa battaglia. Perché di prime volte, nella vita, ne dobbiamo affrontare tante, ma non sappiamo mai quale sarà la prossima. Perché ogni vita è una favola, ma non ne conosciamo il finale. Qui, Claudio Guerrini e i suoi amici, raccontano al lettore come può cominciare…  

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Tre chef stellati ai fornelli delle mense sociali napoletane

In un periodo molto delicato come quello che stiamo vivendo i gesti di solidarietà risultano ancora più importanti. Gli italiani tutti – imprenditori, genitori, ragazzi, personale medico, etc. – stanno facendo uno sforzo immane per fronteggiare l’emergenza e gettare le basi per un nuovo inizio. In questi mesi non sono mancate iniziative di solidarietà finalizzate a sostenere i soggetti meno fortunati. A tal proposito si stanno mobilitando personaggi famosi, imprenditori e chef stellati. A Napoli l’associazione “Tra Cielo e Mare”, presieduta da Alfonsina Longobardi, ha coinvolto tre chef stellati, due dinamici personaggi molto popolari e importanti imprenditori nel campo del food in un tour che li porterà a cucinare nelle mense animate da anni da realtà parrocchiali che si impegnano a dar da mangiare a persone meno abbienti. Cosi gli chef Crescenzo Scotti, Domenico Iavarone e Michele De Leo cucineranno un menù stellato a sei mani, utilizzando prodotti del territorio forniti dalle aziende partner dell’iniziativa, che sarà servito nei giorni 21, 25 e 28 maggio nelle mense sociali di Torre del Greco, Napoli e Pompei. Francesco Albanese – attore e regista, una delle colonne portanti del programma “Made in Sud” – e Ciro Torlo – modello e attore, ex Mister Italia – interverranno in tali occasioni per salutare i presenti. Alfonsina Longobardi ha deciso così di convogliare gli sforzi che l’associazione “Tra Cielo e Mare” avrebbe dovuto profondere per l’organizzazione di “Cenando sotto un cielo diverso”, evento di beneficenza che si sarebbe dovuto tenere nel mese di giugno, per aiutare persone che versano in condizioni precarie. Dotati di mascherina, guanti e con ogni precauzione sanitaria dettata dall’emergenza per il Covid-19, gli chef prepareranno i pasti per coloro che si siederanno ai tavoli della mensa della parrocchia di S. Antonio di Padova (Torre del Greco), del centro polifunzionale “Binario della Solidarietà” di Napoli e della mensa della “Casa del Pellegrino” di Pompei. Continua inoltre la collaborazione dell’associazione “Tra Cielo e Mare” con il dott.  Ciro Langella, ricercatore  in ambito medico nel campo della Nutraceutica – ossia del food quale principale arma di prevenzione e salute -, responsabile della divisione scientifica della società “Eye for Innovation”, impegnata nel  rendere funzionali una vasta gamma di prodotti alimentari che risultano così in grado di apportare benefici ai consumatori, migliorandone lo stato di salute. Alcuni di questi alimenti funzionali saranno serviti assieme ai piatti cucinati dagli chef stellati.

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Luigi Auriemma e il suo Donami una parola

Donare una parola. Un gesto che contribuisce a tessere i fili della relazione a distanza ed a preservare la possibilità di comunicare e di creare uno spazio simbolico-relazionale. Uno spazio che segna anche il perimetro dell’opera d’arte. Una parola incarnata che sa farsi verbo e cintura di trasmissione di idee ed emozioni. “L’opera parla – spiega Auriemma –  e per parlare ha bisogno di parole, Proprio per questo l’azione performativa “Donami una parola” aspira  a costruire un vocabolario, un serbatoio, da cui l’opera può attingere di volta in volta per potersi esprimere. Creare questo archivio dove le parole insieme concorrono alla costruzione/decostruzione dell’opera e del concetto di arte”. Arte come concetto, dunque, come simbolo ed insieme strumento. Secondo gli ideatori, nell’atto di donare una parola (attraverso un selfie scattato in orizzontale con una parola associata) si crea un luogo dove si incontrano il donante e il ricevente  e si da spunto e inizio per un possibile accordo interattivo di comunicazione.   La parola come scultura   La parola crea dialogo tra gli uomini e i popoli e favorisce la comunicazione; è espressione di un concetto, è libertà, è civiltà, è democrazia, è creazione: rende liberi e immortali. Le due coordinate della relazione, dell’incontro, tra entità ed individui differenti, portatori di un mistero irriducibile sono il corpo e la parola, veicoli di contatto e di comunicazione. “La parola – continua Auriemma –  è sia persuasiva che dissuadente, può essere sia trasparente che opaca, sa rivelare ed essere attraversata, essere riflesso e inattraversabile”. La parola si mostra ai nostri occhi ed è visibile mediante la scrittura: in questo caso i canali principali di percezione sono la vista e l’udito. Come evidenzia Auriemma, la parola esiste perché abbiamo un corpo che la trasmette. In un rapporto circolare di complementarietà, attraverso il logos il corpo si fa parlante ed attraverso il substrato organico la parola si incarna e trova un luogo da chiamare casa. Essa dimora nel nostro corpo, nasce da un respiro, vibrazione modulata che vaga nell’aria. Essa stessa rappresenta un respiro in più. Ogni parola è ritmo e richiama quello del battito del cuore. “Biblicamente – spiega Auriemma –  la parola si fa carne feconda e guarisce, attiva l’energia vitale, genera emozioni, riecheggia in noi trasformandoci, fluisce e risolve nodi energetici”. Essa giace e riposa, prima di risuonare, in un silenzio colmo di parole in germe, messe a dimora. Dal silenzio, infatti, si genera ogni suono, parola, e al silenzio si ritorna per riposare, per morire. Le parole pongono domande, e, nello spazio e nel tempo del silenzio e della riflessione dove si digeriscono i pensieri, si concretizzano le risposte. Le parole sono costituite da respiro e pensiero, nascono nella mente e si formano nell’aria. Le parole sono gesti: gesti della voce e contengono in sé una promessa di azione fattuale e di fedeltà ad un’idea. La parola è suono. Il suono si propaga nello spazio, assumendo le coordinate tridimensionali proprie dello spazio. In questo modo, trovando collocazione in questo progetto, parole […]

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Le auto “cult” protagoniste delle serie tv italiane e straniere

Suburra, Gomorra, Stranger Things e tante altre tra Porsche, Lamborghini e Fiat Negli ultimi anni le serie tv italiane e straniere hanno conquistato milioni di spettatori con le loro trame sorprendenti e avvincenti, divenendo ormai oggetto di culto insieme ai loro protagonisti. Non è raro però che accanto a questi si trovino altre star più silenziose ma non per questo meno importanti: le automobili che li accompagnano nelle loro avventure. Per questo motivo automobile.it ha selezionato le vetture più rappresentative della più recente ondata di serie TV “cult” e dedicato ad esse uno speciale in due parti, dedicate alle serie straniere e a quelle italiane. Partendo dagli esempi di casa nostra, la lista è lunga e variegata. Aprono la gallery i modelli vintage protagonisti di Romanzo Criminale: Dandi preferisce guidare la Lancia Fulvia HF Coupé, una berlinetta dalle linee affascinanti e raffinate, mentre il Libanese è spesso a bordo della sua Porsche 911 Cabrio. Ambientazione ormai “storica” anche quella di 1992, serie che vede protagonista Stefano Accorsi a bordo di un’altra Porsche, una Carrera Cabrio serie 964 lanciata nel 1989. I grandi classici delle automobili non finiscono qui, e possono anche essere alla portata di tutti (o quasi): sul piccolo schermo è finita come protagonista anche la Fiat Tipo DGT prima serie, partner fedele di Salvo Montalbano per le strade di Vigata, mentre un’altra Fiat, la 1500S Cabriolet, è guidata da Stefano Carracci tra le strade di Napoli in L’Amica Geniale. Venendo ad esempi più recenti si arriva a Gomorra e Suburra: nella prima troviamo la VW Touareg di Ciro Di Marzio, l’Alfa Romeo 156 di Genny Savastano e la Mercedes Classe E di Pietro Savastano, mentre tra le vie di Roma troviamo la Jeep Wrangler dura e pura di Aureliano Adami e la fuori serie Lamborghini Murcielago Roadster da 580cv del mitico Spadino Anacleti. Passando al mondo delle serie tv straniere, non si poteva che partire da due serie che hanno segnato in maniera indelebile l’ultimo decennio televisivo: Breaking Bad e Stranger Things. Walter White di Breaking Bad si sposta per Albuquerque con la sua Pontiac Aztek, mentre in Stranger Things – serie ambientata negli anni ’80 – troviamo una BMW 733i, una Chevrolet Blazer K5, una Ford Pinto e una VW Cabrio. Un’altra Porsche, la 935 circuit da 560cv, è guidata da Pablo Escobar in Narcos, mentre troviamo le Land Rover 80 e 86 in The Crown e la massiccia Chevrolet Tahoe in House of Cards. Le serie americane non si fanno mancare nemmeno un prototipo futuristico come la Audi Aicon, protagonista di Westworld.            

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Giordano Bruno 20/20: la visione oltre la catastrofe (Eventi della seconda settimana)

Maggio dei Monumenti 2020 “Giordano Bruno 20/20: la visione oltre la catastrofe”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli propone un calendario settimanale, con tre appuntamenti che, per il carattere forte delle performance artistiche, l’importanza delle interpreti e il prestigio dei luoghi che le ospitano, diventano i momenti clou della programmazione in onda sui social dell’Assessorato. Martedì 12 maggio, alle 15, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania, la Certosa di San Martino ospita la prima puntata della trilogia “De L’infinito. L’universo e il mondo di Giordano Bruno” di Ernesto Lama e Francesco Rivieccio, dal titolo “Vita di Giordano Bruno dalla nascita all’ingresso in Monastero”. Le tre puntate avranno come contrappunto musicale antiche villanelle del ’500 e del ’600 napoletano, ma anche canzoni partenopee più recenti, una sorta di colonna sonora della vita del filosofo, che accompagnerà la narrazione, alternando citazioni di Bruno alla sua biografia. In scena, Ernesto Lama, voce recitante; Marina Bruno, voce; Francesco Rivieccio, voce recitante; Giuseppe Di Capua pianoforte ed elaborazioni musicali. Le altre due pillole, che completano la trilogia, con i titoli “Negazione della dottrina cattolica e fuga da Napoli, peregrinazioni europee” e “Ritorno in Italia, processo, condanna ed inizio della diffusione del suo pensiero” andranno rispettivamente in onda domenica 17 maggio e giovedì 21 maggio, sempre alle 18. Venerdì 15 maggio, alle 20, al Complesso di San Domenico Maggiore (Chiostro e Sala del Capitolo) in scena il primo monologo “Infiniti centri”, interpretato da Rosaria De Cicco. Domenica 17 maggio, alle 20, il sontuoso Complesso Monumentale della Real Casa Santa dell’Annunziata, ospita “La scena delle donne, in carne ed ossa. Un progetto speciale con alcune parole di Giordano Bruno”, a cura di Marina Rippa per f.pl. femminile plurale. Riprese video, foto e montaggio: Sara Petrachi / KontroLab. Interpreti: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Manzo, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Ida Pollice, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia Iorio, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Rosetta Lima, Rossella Cascone, Susy Cerasuolo, Susy Martino, Tina Esposito. Con la collaborazione di Monica Costigliola, Fiorella Orazzo, Lucia Borriello. “Bruno è vivo, forte, potente davanti a noi perché ha denunciato l’arroganza e l’ingiustizia di un mondo dove la libertà non può essere la tracotanza di chi nega emancipazione e autodeterminazione altrui. Non c’è libertà senza pari dignità. Non c’è libertà senza parità di diritti e doveri. E Bruno ci chiama al coraggio dell’azione per la costruzione di un mondo di liberi e pari”, si legge nella nota di Marina Rippa.   PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE   Lunedì 11 maggio Ore 11.00 GIORDANO BRUNO …LA FAVOLA! A cura di NWM Network “Giordano Bruno, filosofo di un altro mondo”, è una favola ecologista rivolta a bambini e adolescenti che mira a sensibilizzare sul tema dello sfruttamento dell’ambiente partendo dal presupposto che la natura non è eterna. Ore 12.30 Pillola poetica n. 9 – a cura di Poesie Metropolitane Ore 15.00 – Chiostro S. Domenico Maggiore Il rovescio del mondo a cura di Nicola Dragotto Teatro canzone ispirato alla filosofia bruniana, a cura di Nicola Dragotto, accompagnato dalla sua chitarra Ore 20.00 Giordano Bruno: il coraggio, la conoscenza e l’ardore  Il Coraggio Tu, mio di Erri de Luca con Nico Ciliberti e Giacinto Piracci adattamento e regia Annamaria […]

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Le torte della festa della mamma targate Pasticceria Seccia e dedicate al cinema e alla cultura pop

Sei torte dai nomi di madri famose nella cultura pop, l’idea della Pasticceria Seccia per la festa della mamma Il covid 19 avrà pure sacrificato la festa del papà e il consueto assaggio delle zeppole di San Giuseppe a marzo, ma non la festa della mamma in questa fase due appena iniziata in Italia. La tradizione vuole che la seconda domenica di maggio, mese mariano, si festeggino le mamme nel nostro paese e non può mancare perciò domenica 10 maggio una torta ad hoc, pensata per l’occasione. Seguendo sempre la linea di pensiero “uniti ma distanti”, che ci accompagna da un paio di mesi insieme all’hashtag iridato #andràtuttobene, quest’anno gli abbracci sono rinviati e sostituiti virtualmente da un dolce pensiero da regalare o far recapitare a casa, come stanno già facendo molte pasticcerie a Napoli con la ripresa delle consegne a domicilio e la vendita d’asporto. Non è da meno la pasticceria Seccia ai Quartieri Spagnoli, storico locale di via Concordia, che quest’anno ha realizzato per i suoi clienti una linea di sei torte dai nomi insoliti, ispirati alle madri famose delle serie TV, del cinema e persino a quelle della classicità. La cultura pop del resto è sempre più parte di noi e mai come in questi due mesi di lockdown i beniamini del piccolo e grande schermo, confinati anche loro nelle repliche dei canali tematici o nelle puntate di una net o pay TV, ci hanno tenuto compagnia. Sono nate così in laboratorio la millefoglie Olimpia, le Chantilly Filomena e Dany, i pan di Spagna Manuela e Adelina e la crostata Cersei: tutte accomunate dalla scelta di materie prime di alta qualità e da caratteristiche estetiche e decorative che rimandano ai personaggi appena citati. Un cuore cremoso di Chantilly e fragole, decorato con petali di crema Chantilly che conferiscono alla torta quasi l’aspetto della pelle di un drago, non può non far venire in mente i draghi di Daenerys Targaryen, la madre dei draghi di “Game of Thrones”; mentre una crostata di fragoline, dal colore rosso regale Lannister e con un ripieno di crema pasticcera e una pasta frolla dorata come i leoni dei Sette Regni merita indubbiamente il nome della regina madre Cersei, anche lei un personaggio della saga del Trono di Spade. La millefoglie nella sua “costruzione” letterale di friabile pasta sfoglia sovrapposta alla crema Chantilly e fragole evoca ricordi classici, quasi da tempio ellenico, e in una città come Napoli di fiere origini greche guadagna così il nome di Olimpia, la madre di Alessandro Magno, personaggio dell’antichità forse poco noto ma di gran fascino. Ma il cinema a Napoli ha un simbolo importantissimo, un vero vessillo della nostra identità, ovvero Sophia Loren, e la grande attrice premio Oscar è presente con due personaggi in questa speciale rassegna dolciaria: Adelina di “Ieri Oggi e Domani”, la famosa mamma contrabbandiera di Forcella, e la mitica Filomena di “Matrimonio all’italiana”, entrambi film di De Sica. Se alla prima è stata abbinata un pan di Spagna panna e fragole […]

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La proposta del Maestro Pasticciere Gennaro Volpe: la zeppola di San Giuseppe per la festa della mamma

La Festa della Mamma non ha un dolce simbolo, come il panettone a Natale o la colomba a Pasqua. Perciò Gennaro Volpe, pluripremiato Maestro della storica pasticceria “Volpe” ubicata ai Colli Aminei (Napoli), ha proposto la “Zeppola di San Giuseppe” – già dolce simbolo della Festa del Papà – anche come emblema dei festeggiamenti legati alla Festa della Mamma. Perchè un dolce preparato con amore è sempre un ottimo regalo per la donna che ci ha donato la vita! “La zeppola si presta egregiamente per celebrare la Festa della Mamma e per dimenticare questo difficile momento che stiamo attraversando – spiega Gennaro -, periodo in cui le mamme si stanno facendo in quattro per mantenere alto il morale di tutti i componenti del nucleo famigliare, destreggiandosi tra fornelli, smart working, cura della casa, educazione dei figli, tutela della loro salute, etc.“. Al forno o fritta,  la zeppola fa parte della tradizione dolciaria napoletana. Si racconta che il 19 marzo i friggitori napoletani si esibivano pubblicamente nell’arte del friggere le zeppole davanti alla propria bottega.  Come altri dolci napoletani, anche questo dolce ha origine conventuale; molto probabimente è nato nel convento di San Gregorio Armeno, ma c’è anche chi ne attribuisce l’ideazione alle monache della Croce di Lucca, o a quelle dello Splendore, che ad ogni festività inventavano un dolce diverso. La prima ricetta delle zeppole è stata trovata nel trattato di cucina del celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti. Questo dolce è anche il simbolo della fine dell’inverno: durante i cosiddetti “riti di purificazione agraria” vengono accesi in molti paesi del meridione dei grandi falò, e preparate grosse quantità di frittelle. Insomma, il suo utilizzo nel corso della storia ne giustificherebbe la designazione a dolce simbolo della festa della Mamma, oltre che del Papà!

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Andrea Barone e 25 artisti pubblicano il singolo Forever Free

Si chiama “Forever Free” il nuovo singolo del musicista Andrea Barone in uscita venerdì 8 maggio che invita a riscoprire un nuovo senso di libertà proprio nei primi giorni della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Assieme a Barone sono ben 25 gli artisti ed i musicisti che hanno deciso di sposare la causa musicale di “Forever Free”. Alle voci: Luca “Joe” Petrosino dei “Rockammorra”; Alessia Minichini e Gerardo Zambrano dei “Cosmorama”; Margot Durante; Mariana Somma; Ludovica Cella aka Luce e Giuseppe Capaccio dei “The Recoveries”; Raimondo Genco; Carla Genovese, Alessandro Tino e Amalia Pagliuca della “Orchestra vocale Numeri Primi”; Lucio Auciello di “Luma Studio”; Daniela e Massimiliano D’Alessandro. Oltre ad essere autore del progetto, Andrea Barone ha anche curato le tastiere di “Forever Free”. Assieme a lui i musicisti: Stefano Torino, chitarra ritmica e chitarra acustica; Gabriele Spagnuolo, chitarra ritmica e chitarra solista; Alessandro D’Ascoli, al basso; Simone Landi alla batteria; Francesco Fasanaro, percussioni; Luca Petrosino, mandola; Peppe Frana, oud. Forever Free parla di Angelina, una donna costretta ad abbandonare il suo paese e a separarsi dalla sua famiglia, per scappare dalla follia della guerra. Angelina va in cerca della libertà, e di un posto dove poter condurre una vita normale circondata di nuovo dall’affetto dei suoi cari, e sogna un mondo giusto dove poter essere “per sempre libera”. Il brano in generale vuole essere un inno alla libertà delle persone, come individui e come comunità. Con l’emergenza Covid-19, però, tutto il pezzo ha assunto un nuovo e ulteriore significato, molto più concreto e legato sicuramente ai tristi giorni di lockdown a cui siamo stati costretti a vivere da inizio marzo fino allo scorso 4 maggio. “Forever Free”, quindi, è diventato automaticamente un inno alla gioia e alla libertà che si adatta bene alla fase 2 iniziata da pochi giorni. Il brano è stato registrato e missato da Vincenzo Siani al “Trees Music Studio” di Cava de’ Tirreni, mentre il mastering è stato curato da Davide Barbarulo del “20Hz-20kHz Mastering Lab” di Napoli. Il video vede la regia ed il montaggio di Guglielmo Lipari e racconta proprio i giorni di registrazione del brano in studio, risalenti a fine febbraio e inizio marzo, con tutti gli artisti e musicisti impegnati in una sorta di “We are the world” del progetto “Usa for Africa”. Andrea Barone è nato a Nocera Inferiore (SA) il 30 settembre 1983. Dopo aver conseguito il diploma accademico di I e di II livello in composizione multimediale ed il diploma tradizionale di pianoforte al Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, dal 2003 al 2017 è stato tastierista della band power/prog metal Stamina, coi quali ha pubblicato quattro album e suonato anche in Europa. Attualmente insegna al Liceo musicale “C. Pisacane” di Sapri, Andrea Barone è compositore e tastierista in varie formazioni, tra cui i Lost Dimension (colonne sonore celebri in quartetto strumentale) e i Rockammorra di Joe Petrosino, coi quali ha inciso l’album “Petro”. In passato ha pubblicato due raccolte di poesie: Frammenti d’animo e Mostri. Monologhi poetici, mentre è in uscita in […]

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Comunicati stampa

Spaghetti al pomodoro e basilico, un modo per sentirsi uniti e gridare insieme Viva l’Italia

Non si mangia solo per nutrirsi, ma per arricchirci di emozioni. Da quella che doveva essere una chiacchierata live su una piattaforma online, con lo chef  Fabio Ometo e il suo maestro di un tempo, lo chef napoletano Antonio Tecchia, considerato maestro di maestri, precursore di stili e innovazioni, che con semplicità tra i fornelli riesce a dare un’anima al cibo, nasce l’idea de LE TRE GIORNATE D’ITALIA. Durante l’intervista, si è parlato di quanto sia  stato forte e disgregante l’impatto con l’emergenza COVID-19 nell’ambito della ristorazione e soprattutto in quella dedicata agli eventi. Di come possa essere difficile la ripartenza mettendo in atto le tantissime norme di sicurezza e prevenzione imposte. Si è parlato delle competenze del personale destinato ad una continua sanificazione  dalla sala alla cucina, della difficoltà nell’ottemperare i distanziamenti in sala, come in cucina nella realizzazione dei piatti. La conclusione e che siamo un popolo forte, che accetta le sfide e siamo positivi quanto certi che vinceremo la guerra contro questo virus sconosciuto; in questo modo vincerà anche la cucina italiana, quella che ha fatto sempre sognare. Alla domanda dello chef Ometo rivolta allo chef Tecchia ”Quale sarà il primo piatto che cucinerà una volta ritornato ai fornelli?” Senza pensarci due volte risponde ”Io farò uno spaghetto al pomodoro e basilico, un piatto dai colori del tricolore italiano, dai profumi sinceri nella loro semplicità, quelli che sono un inno alla ripartenza, sono la voce che dice Viva l’Italia!” Continua poi Tecchia “ Invito gli chef italiani a realizzare questo piatto nei giorni dell’ 1, 2 e 3 giugno 2020, condividere poi sui social la  foto del proprio piatto di spaghetti al pomodoro e basilico, un modo per sentirsi uniti e gridare insieme Viva l’Italia”. Un’intervista da cui si è percepita la grande umanità e saggezza dello chef Tecchia, soprattutto nei passaggi dove invita i suoi colleghi ad essere coesi tra loro, a fare squadra e non lavorare solo per costruire su stessi, poiché non porta lontano. Ripartire seguendo quelle che sono le linee guida di sempre, ricordandosi che due mesi fa erano già bravi e non c’è bisogno di stravolgere nulla. Senza dimenticarsi di dare risalto al territorio nei propri menù, tenendo salde le radici della cucina regionale, magari innovandola appena, ma che resti una cucina ricca di profumi della tradizione, perché oggi ne abbiamo bisogno  più di prima. Quindi  dopo l’insurrezione delle cinque giornate di Milano e la rivolta delle quattro giornate di Napoli, l’invito agli chef italiani è di rispondere tutti da Nord a Sud tutti con le tre giornate d’Italia postando sui social una foto del piatto di spaghetti al pomodoro e basilico. Il bianco, il rosso e il verde, con la genuina speranza che miracolosamente tutto possa svanire presto.

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Cucina e Salute

4 acconciature anti-afa perfette per l’estate

Le giornate si fanno più lunghe e le temperature iniziano ad aumentare, la primavera è già entrata nelle nostre case da qualche giorno e in un batter d’occhio ci ritroveremo in estate, magari sdraiate a prendere il sole. In questa stagione più calda sono molte le donne che ricercano delle soluzioni anti-afa per raccogliere i propri capelli, in particolar modo per chi li ha molto lunghi. La stagione di mezzo ci viene in aiuto proprio in questo, perché permette di sperimentare diversi stili e vedere quale fa al caso nostro. Le tendenze del 2020, poi, lasciano l’imbarazzo della scelta: vediamo quindi alcune acconciature perfette da sfoggiare quest’estate- Chignon spettinato alto Fra tutti è forse quello più amato, perché raccoglie interamente la chioma sulla cima della testa, permettendo al collo di respirare. Inoltre, è molto chic e allo stesso tempo sbarazzino, un mix che permette a questa acconciatura di poter essere utilizzata in moltissime occasioni: con un outfit elegante, infatti, sarà perfetto anche per una serata formale. In questi casi, basterà ricordarsi di spettinarlo un po’ facendo uscire qualche ciuffo, in modo da renderlo morbido e avere un look molto naturale. Treccia spina di pesce Altra acconciatura molto romantica e amata in particolar modo dalle celebrità è la treccia a spina di pesce che ricade sul lato della spalla, perfetta per chi ha tanti capelli e vorrebbe un haitstyle che ne metta comunque in evidenza la lunghezza. Per quanto possa sembrare complessa, la treccia a spina di pesce prevede pochi e semplici passaggi: basterà dividere i capelli in due sezioni e poi prendere una ciocca esterna di ognuna aggiungendola all’interno dell’altra, continuando finché non terminando i capelli. Ci sono poi diverse versioni di questa treccia, che ci permettono di giocare con i diversi look: può essere ad esempio raccolta in un nodo da fissare con le forcine sulla nuca, per un effetto molto elegante e ricercato. Coda di cavallo e foulard La coda di cavallo è un must intramontabile, non esiste anno in cui non sia stata apprezzata. Anche in questo caso, poi, è possibile giocare molto con l’effetto che si vuole ottenere, ad esempio tirando poco i capelli, così da renderla morbida e sbarazzina, o al contrario pettinandoli bene affinché si crei un look molto professionale. Quest’anno, poi, la moda propone di arricchirla con un elegante foulard da legare sulla cima o annodato come una fascia, rigorosamente da abbinare al proprio outfit. Ad esempio, se indossate un look total black potreste sfruttare il foulard per dare un tocco di colore. Gli abbinamenti sono moltissimi, e daranno quindi la possibilità di giocare e sperimentare. Capelli corti? Wet look Le alte temperature tipiche dell’estate creano non pochi problemi anche alle donne con i capelli più corti, in quanto lo styling diventa difficile e i capelli si appiattiscono. Una soluzione però c’è anche in questo caso ed è il wet look, che consiste nel pettinare all’indietro i capelli utilizzando un gel e un mousse per fissarli. Si tratta anche in questo caso di […]

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Fun e Tech

Come organizzare una festa: consigli e idee

Come organizzare una festa Tutti ce lo siamo domandati almeno una volta, si avvicina il nostro compleanno o quello di un amico a cui vogliamo fare una sorpresa e parte immancabilmente il grande quesito: “Come organizzare una festa di compleanno?”, “Quali decorazioni servono?”, “E se facessi una festa a tema?”. E ovviamente, dopo aver immaginato party da favola e addobbi da sogno, sorge spontaneo domandarsi anche “Ma quanto costerà?”. Tranquilli, tutto sotto controllo: per una festa coi fiocchi non bisogna necessariamente spendere molto, anzi! Le prime scelte da fare sono quelle basiche: dove, quando e con chi festeggiare. Una volta chiariti questi punti si può passare alla parte divertente: scegliere il tema, gli addobbi, il cibo e magari anche un dress code! Un trucchetto per facilitare l’organizzazione è fare delle piccole liste: una per le cose che ci servono assolutamente (piatti, bicchieri, tovaglioli, posate, tovaglie, etc.), una per le cose che vogliamo assolutamente (ad esempio il set per photobooth, addobbi a tema, dolcetti o caramelle particolari, etc.) e una per le idee che ci possono tornare utili. Come organizzare una festa: idee, giochi e addobbi originali Quindi, stabiliti questi aspetti chiave, possiamo passare all’organizzazione vera e propria! Per dare un tocco di originalità a una festa di compleanno si punta sui colori e sulla festa a tema, da scegliere in base all’occasione che si celebra. Quando ci si domanda “Come organizzare una festa?” viene sempre a galla il tipico stereotipo: decorazioni rosa per le femminucce, azzurre per i maschietti, tema principesse per le bimbe, supereroi per i bimbi. Ovviamente sono solo luoghi comuni, ognuno può scegliere il colore che più gli garba e abbinarlo alle decorazioni che preferisce! Per quanto riguarda l’intrattenimento degli invitati bastano idee semplici: musica e giochi di società! Per la musica vi basta una cassa e i vostri gusti personali daranno un tocco originale alle canzoni scelte; per i giochi ce ne sono di tutti i tipi, molti dei quali possono essere organizzati anche con oggetti che avete già in casa e quindi senza fare altre spese (ad esempio una caccia al tesoro, il celebre gioco della bottiglia, etc.). Idee originali per feste di compleanno a tema per bambini e adulti Stabiliti i punti chiave su come organizzare una festa, possiamo quindi passare agli addobbi. Quali scegliere? Ci sono temi indiscutibilmente intramontabili: tema rosso/rosa con cuori per San Valentino, anniversari e occasioni speciali con il partner, addobbi natalizi per qualsiasi occasione celebrata nel periodo che va dal 26 dicembre al 6 gennaio. Tema cartoni animati per la  festa di compleanno dei più piccini, il classico motivo “Happy Birthday” per i compleanni degli adulti e così via. Se invece volete una festa a tema non troppo banale, ci sono moltissime idee in giro! Tra i giovani di recente è molto gettonato il tema Donuts, quello con “le ciambelle di Homer Simpson”, per intenderci. L’ananas invece spicca tra le tendenze per i party estivi o a tema tropical! I motivi che vanno bene in qualsiasi periodo dell’anno sono quelli basici con […]

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Fun e Tech

La rivoluzione digitale ha trasformato anche i casinò

Fino a non molti anni fa i casinò erano ancora quei luoghi esclusivi e presenti solo in particolari location che sono stati per secoli. Da alcuni decenni però le cose hanno cominciato a cambiare. Internet ha dato alle persone un accesso globale e illimitato nel tempo e nello spazio a tutta una serie di attività che prima erano appannaggio di pochissimi, o comunque avevano una fruizione limitata. Una di queste sono senza dubbio i giochi di casinò. Il passaggio in rete nel gioco d’azzardo è cominciato alla fine degli anni ’90, quando alcuni grandi operatori delle scommesse già attivi “offline” hanno individuato in internet, che allora era una tecnologia che stava cominciando a diventare di uso comune, una nuova grande opportunità. È così che sono nati i primi siti di gioco online, che offrivano versioni software dei giochi più celebri. Per i giocatori, fu un cambiamento epocale. Finalmente non era più necessario viaggiare fino alla sala da gioco più vicina – che magari si trovava a centinaia di chilometri – per fare qualche puntata, ma si poteva giocare direttamente dal proprio pc. Inizialmente, i casinò online si trovavano in un territorio ancora sconosciuto alla legge, e molto rischioso per i giocatori. Piano piano poi in molti paesi sono nate delle procedure per la legalizzazione dei siti, che potevano candidarsi a ricevere una licenza e operare legalmente. In Italia questo processo è partito nel 2011. Bisogna però notare che la rete ha portato a un altro grandissimo cambiamento: i giochi di casinò sono diventati disponibili anche in modalità gratuita. Non solo, dunque, a pagamento, come erano sempre stati, ma addirittura gratis, grazie ad alcuni siti specializzati nell’offerta di giochi di roulette gratis o di altre tipologie di giochi di casinò, sempre in formato gratuito. Per i giocatori, questo significava potersi divertire con i giochi di casinò come se fossero giochi qualunque, senza spendere nulla. In parallelo, i casinò online sviluppavano giochi sempre più avanzati dal punto di vista tecnologico, e quindi sempre più coinvolgenti. L’invenzione più apprezzata dai giocatori negli ultimi anni sono i casinò dal vivo: si tratta, in sostanza, di sale da gioco vere e proprie che sono collegate via webcam a giocatori che accedono da remoto. Questi ultimi dunque giocano da casa loro o ovunque si trovino, ma il tavolo da gioco e il croupier sono reali. Si tratta, in pratica, di una soluzione intermedia tra il gioco online e quello offline, che conquista sempre più giocatori. Un’altra grande innovazione, che per ora non è ancora molto diffusa ma che ha ottime prospettive, è quella del gioco in realtà virtuale o in realtà aumentata. Grazie ad esso, è possibile simulare una sala da gioco – con tanto di lobby e altri giocatori – in cui si “entra” in modo virtuale, ma con una sensazione di realismo pazzesca. Ora, a causa della pandemia di Covid-19, i casinò “di terra” sono chiusi praticamente in tutto il mondo. Le sale da gioco fino a pochi mesi fa affollate di giocatori, ora […]

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Comunicati stampa

“Live – Non è la Quaglieri”: grande successo della parodia web della trasmissione TV condotta da Barbara D’Urso

La quarantena “italian style” è stata divertente grazie all’intervento di centinaia  di artisti che si sono impegnati ad intrattenere il pubblico attraverso i social. Tra questi l’attrice romana Federica Quaglieri che, non assistita da nessuno (in quanto vive da sola), ha messo su un format di quaranta puntate animato da tanti simpatici personaggi: “Live – Non è la Quaglieri”. Il pubblico, puntata dopo puntata, ne ha gradito i contenuti trascinando le visualizzazioni a centinaia di migliaia (sfiorando il picco di un milione un paio di volte). Prendendo bonariamente in giro la popolare Barbara D’Urso ed il suo “Live”, Federica ha spopolato ad esempio con la caricatura di Daenerys Targaryen, la regina in cerca di trono del “Trono di Spade”, rappresentata in groppa ad un drago “ciambella” flatulente; e con l’intervento della Signora Rosa, una donna  che vive in un paesino sperduto del Sud, alla quale  paradossalmente il virus ha portato una ventata di novità. Personaggi diventati talmente iconici ed irresistibili da essere stati convertiti in centinaia di meme che oggi circolano su Facebook, Instagram, Telegram e WhatsApp. L’attrice ha insomma riportato in auge il grande Leopoldo Fregoli, trasformista romano che nei primi del 1900 dilettava le platee grazie ad una abilità non indifferente nel caratterizzare i personaggi da lui creati. Federica Quaglieri è una professionista documentata che ha lavorato nelle fiction Rai e Mediaset, nei varietà prodotti dal mitico Adriano Aragozzini ed in contesti teatrali e cinematografici di rilievo, sempre nei ruoli da protagonista. INTERVISTA A FEDERICA QUAGLIERI Federica, stupita di questo enorme consenso? Onestamente… sì! Questo format è nato per gioco ed è cresciuto giorno dopo giorno. Nessuno dei personaggi (nove ad oggi in totale) esisteva prima. Diciamo che entrano ed escono da me, ormai quasi senza controllo. L’ironia e la comicità mi caratterizzano da sempre, e attraverso “Live – Non è la Quaglieri”  ho avuto modo di dare libero sfogo alla mia creatività. Credo che ora più che mai serve alleggerire le giornate con una risata. E io ci ho provato. Questo dovrebbe fare l’Arte: mettersi a servizio di ciò che occorre alle persone. La cosa meravigliosa è stata che la gente ha cominciato a giocare con me, e ad affezionarsi a questo web show, apprezzandone stile e contenuti. Ho tantissimi ragazzi giovani che su Instagram mi seguono, e sono diventati miei fan sfegatati. Sono davvero felice perché, in questa piccola operazione tutta mia, sono riuscita a portare a galla la mia vis comica. Barbara D’Urso, avrà mai il coraggio d’invitarla in trasmissione? Non saprei. Il format parte da lei perché all’inizio della quarantena “Domenica Live” è stato sospeso; così, ironicamente, ho proposto di sostituirlo attraverso i social per non far sentire la sua mancanza agli Italiani, già sottoposti a troppi stress. Stava per tornare in scena con la ripresa di uno spettacolo dedicato al femminicidio, un tema assolutamente non leggero, anche se affrontato in maniera inedita. Rimane ancora la voglia di sperimentare? La voglia di sperimentare è alla base della mia Arte. È il motore da cui […]

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