Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La categoria Eventi nazionali contiene 777 articoli

Eventi nazionali

Guido Catalano: Poesie al megafono al Tempio Valdese

Guido Catalano: Poesie al Megafono al Tempio Valdese di Torino, il 10 e 11 dicembre Il 10 e l’11 dicembre il Tempio Valdese di Torino ha ospitato il Reading di Natale di Guido Catalano, che ha declamato i versi delle sue “Poesie al megafono“, il libro sonoro uscito il 19 novembre per Rizzoli. Come un antro della Sibilla Cumana, o come una grotta illuminata da una penombra mistica ed eccitante al tempo stesso, il Tempio Valdese ha offerto il suo corpo di marmi e chiaroscuri a Guido Catalano: l’acustica della chiesa ha sublimato ogni sbuffo di voce del poeta, ogni mutamento impercettibile del suo tono e ogni guizzo della sua erre moscia, che ha avvolto le sue liriche come un involucro scanzonato e compiaciuto. Leggere una poesia di Guido Catalano, dalla carta stampata o sui display di uno smartphone, non restituisce le pause sincopate, gli umori, il ritmo dei respiri e il fiato che vibra, si innalza e si modula fino a creare delle vere e proprie spirali ipnotiche e capaci di catturare l’ascoltatore come una mosca intrappolata nell’ambra. L’ascoltatore rimane ingabbiato nelle spire delle poesie, intrappolato nei sostantivi e imbalsamato negli aggettivi e nei finali a volte buffi, drammatici o liberatori. Poesie al megafono ha una natura duplice, poiché non è solo un audiolibro, ma un oggetto tangibile, fatto di carta e inchiostro, è un oggetto a metà strada tra il regalo di Natale e il feticcio: feticcio perché cristallizza, per sempre, la voce del poeta, da ascoltare e riascoltare a proprio piacimento, che regala qualcosa di sé a chi ne fruisce. Gli regala il suo fiato, l’impasto della sua lingua e la sua voce, gli dona la chiave di lettura ideale per godere al meglio della poesia. Perché la poesia, si sa, è di chi gli serve, ma anche di chi sa come leggerla e come ascoltarla, per far sì che sprigioni pienamente le sue fragranze e la sua forza, spesso dirompente. Guido Catalano e il suo reading di Natale: un universo natalizio atipico L’universo natalizio, che Catalano ha evocato con uno schiocco di dita al Tempio Valdese, rasenta i toni di un bestiario moderno, in cui si affastellano personaggi costruiti con drammaticità e anche con ironia. Guido Catalano, vero e proprio guru dell’amore degli anni Duemila, ci invita con fare sornione nel suo antro, per lasciarci ammaliare e piantare in asso dalle figure che vorticano attorno al suo ideale albero di Natale. Se dovessimo pensare all’universo da lui evocato, penseremmo a una sfilata di amori abortiti, sentimenti dichiarati candidamente e spudoratamente, ex fidanzate che come fantasmi del Natale passato continuano a tormentare i protagonisti e Barbapapà che si tramutano in Barbamerda: ognuna delle comparse di questa parata entra in scena velocemente, si aggrappa alla saliva dell’autore e sparisce non appena la parola si è consumata nel soffio di una candela. Lo spettatore osserva, stupito e incuriosito come un bambino la mattina di Natale, la “luccicanza” dei personaggi di Catalano, che lampeggiano, volteggiano nella penombra come tanti spiritelli perversi […]

... continua la lettura
Attualità

NextStopMi, contro le molestie sui mezzi pubblici

NextStopMi nasce a Milano, da una semplice domanda: “anche a te è successo?”. Basta poco, in fondo, per scoprire che questo genere di “esperienze”, ovvero essere molestati (ma più spesso molestate) sui mezzi pubblici, accomuna moltissime persone che, molto spesso, scelgono il silenzio, il non detto. Per tantissime ragioni. Innanzitutto, perchè si pensa che possa essere stato uno sbaglio, o che lo si sia immaginato, o che – nel peggiore dei casi, perchè quello in cui la vittima si autocolpevolizza – la gonna indossata era troppo corta e la maglia troppo scollata. Come raccontano sul sito dell’Associazione NextStopMi: «Ogni mattina una ragazza si sveglia, prende la metro e sa che per fare un viaggio tranquillo sarà meglio cercare un vagone mezzo vuoto, mettersi seduta o preferibilmente spalle al muro, per evitare che per sbaglio qualcuno le appoggi una mano sul sedere. Ogni mattina, all’ora di punta, la ragazza realizza che il vagone non sarà mai mezzo vuoto e difficilmente troverà un posto isolato. La suddetta ragazza va dove deve andare in ogni caso, e, se le capiterà un inconveniente contatto, passerà oltre. Forse reagendo o, molto più spesso, scendendo alla prossima fermata.» Ma non siamo di fronte a un fenomeno che riguarda la sola città di Milano, anzi. Da un‘indagine ISTAT del 2018, le molestie con contatto fisico, ovvero quelle perpetrate contro la volontà della vittima, hanno interessato il 15,9% delle donne durante tutto l’arco della vita. Nel 60% dei casi la molestia è compiuta da un estraneo e per il 27,9% delle volte avviene proprio su mezzi di trasporto pubblico. NextStopMi non si rivolge, però, solo alle persone molestate: vuole parlare a tutti (in particolare, a tutti quelli che sono insieme su un vagone, su un autobus, su una banchina) per sensibilizzare la società su un tema, che a lungo è stato un tabù. Nel suo Manifesto, infatti, NextStopMi si auspica che ogni membro della comunità possa sentirsi sicuro e a suo agio nell’affrontare molestie sessuali e aggressioni sessuali, sia che lo testimoni, sia che lo sperimenti, in particolare viaggiando su mezzi pubblici. In questo modo, ogni individuo è responsabile dell’altro e previene la violenza pubblica basata sul genere. Una molestia è un’osservazione volgare, un commento, insulto, insinuazione, stalking, malizia, carezze non richieste, esposizione indecente e qualsiasi altra forma di umiliazione pubblica. La sensibilizzazione a cui mira NextStopMi è indirizzata sia alle vittime che agli aggressori, non per identificare ed eleggere un capro espiatorio, ma per creare consapevolezza sul tema e maggiore coesione sociale nell’affrontare le dinamiche connesse. In una sezione del sito dell’Associazione, è riportato un ironico “Decalogo dei molestatori”, realizzato attraverso le esperienze raccontate da decine di persone, e, per ognuno di essi, una descrizione su Dove trovarli, Come riconoscerli, le Paranoie che impediscono di reagire e le Reazioni che ognuno può avere per fare in modo che chi viaggia sui mezzi si senta più sicuro e meno solo. Del “Decalogo” fanno parte: l’appoggiatore (con la forza di inerzia come superpotere che gli permette di spalmarsi sul vostro sedere, approfittando […]

... continua la lettura
Attualità

Sanna Marin, la premier finlandese più giovane al mondo

Sanna Marin è la nuova premier finlandese, a soli 34 anni, la più giovane al mondo. Votata dal Partito Socialdemocratico ed eletta dal Parlamento della Finlandia (il primo Paese ad eleggere, nel 1907, una deputata donna), l’ex Ministra dei Trasporti sostituisce Antti Rinne. L’ex premier, in carica dallo scorso giugno, è stato costretto a dimettersi in seguito allo sciopero del Servizio Postale (di proprietà Statale) e al ritiro dell’appoggio al suo Governo da parte del Partito di Centro, suo principale alleato. Sanna Marin è riuscita a bloccare l’ascesa dei “Veri Finlandesi” e del loro programma di Governo incentrato sulla lotta all’immigrazione (che aveva convinto un quarto dell’elettorato). Al suo fianco, in una coalizione di larghe intese, la Premier avrà altre quattro donne: la Ministra dell’Interno Maria Ohisalo, 34enne a capo della Lega Verde “Vihreä liitto”, Katri Kulmuni, 32enne leader del Partito di Centro “Suomen Keskusta”, la Ministra dell’Educazione Li Andersson dell’Alleanza di Sinistra “Vasemmistoliitto” e Anna-Maja Henriksson, 55enne a capo del Partito di Minoranza Linguistica Svedese, lo Svenska folkpartiet i Finland. L’azione di Governo punterà su alcune battaglie fondamentali: l’impegno per il sociale e l’ambiente, la crescita e l’occupazione contro le disuguaglianze. «Abbiamo un sacco di lavoro davanti a noi per ricostruire la fiducia nel Governo, ma sapremo essere il collante e il motore della coalizione», ha dichiarato la Premier subito dopo la vittoria. «Voglio costruire una società in cui ogni bambino possa diventare qualsiasi cosa e ogni persona possa vivere e crescere con dignità», è stato il suo primo tweet dopo l’elezione. Sanna Marin è nata il 16 novembre 1985 a Helsinki e, dopo aver vissuto e studiato a Espoo e Pirkkala, si è stabilita a Tampere, dove vive dal 2007. Si è laureata nel 2012 e ha conseguito un master in “Scienza dell’Amministrazione” nel 2017. È cresciuta con due mamme e in merito alla sua famiglia ha raccontato: «Siamo una famiglia arcobaleno. Per me, i diritti umani, l’uguaglianza delle persone non sono mai state questioni di opinione, ma la base della mia concezione morale. Sono entrata in politica perché voglio influenzare il modo in cui la società vede i suoi cittadini e i loro diritti». E precisato: «Non ho mai pensato alla mia età o al mio sesso, penso alle ragioni per cui sono entrata in politica e alle cose per le quali abbiamo conquistato la fiducia dell’elettorato». Dopo le prime esperienze nell’Unione Studentesca dell’Università di Tampere, infatti, Sanna Marin è entrata nel Consiglio Comunale della città con il Partito dei Socialdemocratici (SDP). Nel 2015 è stata eletta in Parlamento con 10.911 voti e nel giugno del 2019 è diventata ministra dei Trasporti. Come premier più giovane al mondo ha strappato il primato al 35enne Capo del Governo ucraino, Oleksiy Honcharuk, eletto ad agosto del 2019 a 35 anni, e il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, anche lui 35enne. E distanziando, infine, la neozelandese Jacinda Ardern, che nel 2017, quando aveva 37 anni, era diventata la più giovane prima ministra.   Fonte immagine: https://www.facebook.com/MarinSanna/

... continua la lettura
Attualità

Too Good To Go, l’app contro lo spreco di cibo | Intervista a Martinotti, Head of Marketing

Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare e per l’ambiente. Ne parliamo con Michele Martinotti, Head of Marketing. «Troppo buono per essere buttato». È questo il motto, tradotto dall’inglese, di Too Good To Go, un’app assolutamente innovativa, che permette di acquistare una MagicBox, cioè un sacchetto contenente alcuni prodotti invenduti del giorno di bar, ristoranti e supermercati a prezzi di favore. La volontà è chiaramente quella di limitare lo spreco alimentare, responsabile – tra le tante cose – dell’8% delle emissioni globali di gas serra che tutti sappiamo essere dannose per il pianeta. Ad un occhio più superficiale, Too Good To Go potrebbe ricordare una delle tantissime applicazioni, nate negli ultimi anni e sempre più simili fra loro, che permettono di prenotare un tavolo al ristorante, di lasciare recensioni della pizzeria dove si è appena stati o di ricevere ciò che si desidera direttamente a casa. Prestando maggiore attenzione, però, si nota che il meccanismo è piuttosto diverso: ogni attività presenta una fascia oraria, in cui è possibile ritirare quanto acquistato, e un prezzo che quasi mai supera i 5 euro. Per effettuare un ordine basta localizzarsi sulla mappa, scegliere fra le diverse attività aderenti ed acquistare quanto messo a disposizione. La scatola magica può essere pagata con carta di credito (Mastercard, Visa o Maestro), PayPal o con i servizi Apple Pay e Google Pay e ritirata direttamente in negozio prima dell’orario di chiusura. Noi di Eroica Fenice, incuriositi da questo brillante progetto, abbiamo contattato Michele Martinotti, Head of Marketing di Too Good To Go Italia, per avere qualche informazione in più. L’intervista a Martinotti, Head of Marketing di Too Good To Go Italia Come è nato Too Good To Go? È un’app nata quattro anni fa in Danimarca da un gruppo di ragazzi. Ciò che li spinse ad elaborare questa idea venne da un hotel in cui alloggiavano, dove videro l’ennesimo buffet buttato alla fine dell’orario della colazione. Quindi si dissero: dovremmo trovare un modo per provare ad aiutare i ristoratori, gli hotel, i supermercati a ridurre questi sprechi assurdi. Da lì la nascita dell’app, che poi hanno messo nelle mani di un management team danese, che a sua volta ha permesso a Too Good To Go di espandersi in 13 paesi dell’Europa, fra cui la Francia, l’Inghilterra, la Germania e infine l’Italia, dove siamo arrivati quest’anno. In quale misura questo progetto sta contribuendo alla riduzione del fenomeno dello spreco alimentare? Lo spreco di cibo va letto su diversi livelli: questo, infatti, viene sprecato sia in fase di produzione, sia in fase di vendita al dettaglio, sia a livello domestico. In ogni parte di questa catena del valore c’è un grande spreco. Quello che Too Good To Go fa è agire soprattutto in uno degli ultimi anelli di questa catena del valore, andando ad aiutare i ristoratori a ridurre i propri sprechi alimentari. In concreto – senza stare a parlare di grandi numeri sui quali l’app ha più o meno impatto – possiamo dire che riusciamo in molti casi […]

... continua la lettura
Eventi nazionali

Straordinario successo di Più Libri più Liberi 2019: il nostro report

Dal 4 all’8 dicembre, presso il convention center La Nuvola, è stata ospitata la fiera Più Libri, Più Liberi, uno degli eventi più importanti per il mondo della cultura e dell’editoria nostrana. Noi di Eroica Fenice abbiamo avuto l’occasione di testimoniare in particolare la giornata del 7 dicembre, quando abbiamo intervistato Daisy Johnson, autrice del momento per Fazi Editore (qui l’intervista). Il report di Più Libri Più Liberi 2019: la cultura non muore mai Più Libri Più Liberi festeggia i suoi diciott’anni archiviando un nuovo, straordinario successo. Ancora una volta il pubblico ha dimostrato il suo grande interesse – e il suo affetto – per la Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitata per il terzo anno dal Roma convention center – La Nuvola dell’Eur. Numeri in ulteriore crescita:  anche quest’anno superato il muro delle 100mila presenze. Nonostante spesso venga raccontata come una realtà sul punto di spegnersi, la cultura non sembra conoscere una reale battuta di arresto, soprattutto in giorni come questi. Come la fenice, a cui siamo tanto affezionati, puntualmente risorge dalle presunte ceneri, per dimostrare che essa è da sempre e per sempre motivo di piacere e gioia per gli esseri umani. Volendo mantenere un’ottica più concreta, parliamo un po’ dei numeri che ha raccolto questo evento: 3500 metri quadrati, su cui stati distribuiti più di 520 espositori. Alcune tra le maggiori case editrici del Paese (Sellerio, SUR, Adelphi, Treccani) tutte riunite nello stesso posto, sotto lo stesso tetto, con un fine comune: continuare a promuovere l’arte e la sua bellezza. Una partecipazione massiccia, soprattutto nel weekend, con uno straordinario risultato di vendite per tutte gli editori presenti. Circa un centinaio sono gli incontri, eventi, presentazioni che hanno visto la luce durante la fiera. Se numerosi sono stati gli avventori, bisogna far notare che, grazie anche all’ottima organizzazione alle spalle di ciò che si è visto, una fetta enorme di pubblico l’hanno portata le scolaresche provenienti da tutta Italia e che hanno invaso gli stand durante i vari giorni della fiera. Un dato che non stupisce particolarmente, poiché secondo l’ISTAT sono proprio i più piccoli, quelli in età da scuole medie, ad essere i lettori più assidui, più interessati e più voraci. Più Libri Più Liberi 2019: gli eventi e gli ospiti della fiera Moltissimi – più di 1800 – sono stati gli ospiti italiani e internazionali che hanno partecipato alla kermesse, che si conferma come uno degli eventi culturali più importanti della Capitale e dell’intero Paese. Tra gli appuntamenti più seguiti secondo i dati della fiera, quelli con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi. Siccome sarebbe arduo trattare adeguatamente ognuno degli incontri e delle presentazioni avvenute durante questi giorni, terremo in considerazione quelli più “social”, che non saranno per forza di cose i migliori, ma che hanno sicuramente avuto un grande peso sulla pubblicità della cultura e dell’evento stesso. Come la puntata di Propaganda Live, trasmissione di LA7 condotta da Diego […]

... continua la lettura
Attualità

#UnVioladorEnTuCamino, la protesta delle donne cilene

#UnVioladorEnTuCamino è l’hashtag ricondiviso in tutto il mondo dopo il flash-mob organizzato dal collettivo femminista “Lastesis” davanti alla Seconda stazione di polizia del Cile, a Valparaìso. Da settimane, il Sud America è attraversato da molteplici rivolte sociali. In Colombia, a Bogotà, la popolazione è scesa in strada contro le misure di austerità relative al salario minimo, alle pensioni e alle tasse. La rabbia dei manifestanti si è indirizzata verso l’incapacità del Governo nel combattere la corruzione, creare posti di lavoro e promuovere accordi di pace con le Farc, le forze armate rivoluzionarie colombiane. In Ecuador, a scatenare la contestazione contro il Presidente Lenin Moren è stato l’aumento del costo del carburante, dovuto alla sospensione dei contributi economici governativi in vigore dagli anni Settanta. Il bilancio delle proteste del mese di novembre è di otto morti, circa 1.300 feriti e più di mille arresti. In Venezuela, si è riaccesa la miccia tra i sostenitori dei due Presidenti, Nicolas Maduro e l’auto-proclamato Juan Guaidò. In Bolivia, Evo Morales è stato costretto a dimettersi, in seguito all’esplicita richiesta del comandante delle forze armate, e si è autoesiliato in Messico. In Cile, tutti i settori sociali sono coinvolti nelle proteste: dalla salute ai trasporti, dagli impiegati pubblici ai portuali, passando per le diverse componenti del mondo dell’istruzione e della formazione. Al centro delle rivendicazioni: un salario minimo da 500 pesos, l’aumento delle pensioni, la riduzione dell’orario di lavoro, i diritti alla casa, all’istruzione e alla sanità. Il Presidente Piñera ha risposto con una dura repressione nei confronti dei manifestanti, che si stanno scontrando con le forze di polizia e l’esercito da oltre un mese. Dal 14 ottobre, i feriti sono più di 2mila e si contano oltre 40 morti, con un bilancio in continuo aggiornamento. Da una parte, blocchi stradali, barricate, incendi; dall’altra, idranti, lacrimogeni e proiettili di gomma. Ma non solo. La polizia cilena sta mettendo in campo ogni forma di sopruso, in particolare nei confronti delle donne. Secondo l’ONU, “L’alto numero di feriti e il modo in cui sono state utilizzate le armi sembrano indicare che l’uso della forza è stato eccessivo e ha violato il requisito di necessità e proporzionalità. Le notizie che arrivano riguardano abusi contro ragazzine e ragazzini, maltrattamenti e percosse che possono costituire fattispecie di tortura, violenze sessuali subite da donne, uomini e adolescenti“. #UnVioladorEnTuCamino: un hashtag a sostegno delle donne cilene Con #UnVioladorEnTuCamino, le donne cilene hanno voluto portare all’attenzione del mondo intero ciò che stanno subendo sulla propria pelle. Il loro grido, da Santiago del Cile, è arrivato fino a Sidney, passando per il Messico, Berlino, Parigi, Bruxelles e persino per la Turchia. “Lo stupratore sei tu” – dicono nel testo che accompagna la coreografia eseguita da donne di tutte le età con gli occhi bendati da un tessuto nero – “e lo Stato oppressore è un maschio stupratore“. Si tratta di una canzone contro il patriarcato e le principali forme di violenza contro le donne (molestie in strada, abusi, stupri, femminicidio, sparizione forzata) e mette […]

... continua la lettura
Eventi nazionali

Nel Profondo, intervista all’autrice Daisy Johnson a Più Libri più Liberi 2019

Durante la fiera Più libri, più liberi svoltasi a Roma dal 4 all’8 dicembre, noi di Eroica Fenice abbiamo avuto l’occasione di incontrare e intervistare una delle autrici appartenenti alla fervente realtà dei Millennials più amate e conosciute del momento, Daisy Johnson. In Italia, la Johnson è pubblicata da Fazi Editore, che proprio qualche mese fa ha edito “Nel profondo”, suo ultimo libro. Daisy Johnson, tra scrittura e attualità Come nasce l’idea per questo libro? L’idea principale che avevo è quella di rinarrare qualcosa, mi piace l’idea di rubare qualcosa. Di distruggerlo e ricostruirlo in una maniera del tutto nuova. Ero interessata al mito dell’Edipo, l’avevo studiato a scuola e all’università. Questa storia mi tornava in mente spesso, questo mi ha portata a capire che era quello che volevo raccontare di nuovo. Alla fine è rimasta solo la trama più cruda, perché tutto il resto è cambiato. Sono cambiate la location, i personaggi e tutto il resto. La “questione Edipo”, l’hai vista più come una provocazione o una innovazione? Sì, c’è sicuramente un aspetto provocatorio in quest’opera, riguardo la classicità di Edipo. Ad esempio, il lavoro che ha fatto Roald Dahl sulle fiabe classiche, come quella di Cappuccetto Rosso. Questo modo di scrivere lo trovo molto affascinante e eccitante come prospettiva letteraria. Inoltre, penso l’idea che esista un testo classico sacro e intoccabile sia un problema, un tipo di convinzione che andrebbe discussa, perché in genere questi testi sono anche testi scritti da uomini bianchi, che dovrebbero essere messi in discussione perché non tengono conto di alcune differenze. Oltre a questo, amo moltissimo il mito di Edipo, penso che abbia una struttura perfetta. Quindi volevo agire con rispetto nei suoi confronti, ma anche con determinazione, proprio per mettere in luce gli aspetti dei miti greci che ritengo problematici. Come il ruolo delle donne in queste storie. Il problema dei Millenials di affermarsi, soprattutto viste le difficoltà messe in campo dalle vecchie generazioni, si propaga anche nel mondo della scrittura, tu come lo vivi? È interessante questo scontro, ci sono sia quelli che vogliono conoscere i nuovi autori, aprire a loro le porte di questo mondo, e allo stesso tempo ci sono quelli che vogliono, in un certo senso, conservare la memoria e tengono chiuse le porte di questo circolo. In UK c’è un grande dibattito sulla educazione creativa, riguardo alla possibilità di crescere come scrittori, visto che alcuni sostengono o nasci genio e hai già talento o niente mentre altri basano la loro idea di talento sul lavoro e sulla quantità di scrittura effettuata ogni giorno. Allo stesso tempo, la comunità inglese è amichevole, aperta ai nuovi scrittori.  Questo riguarda anche il realismo, come genere letterario, visto che molti pensano non ci sia un modo interessante di raccontare la realtà ed è per questo che finiscono con l’essere attratti dal genere fantasy, dove l’irrealtà è al centro dell’attenzione. Per la vecchia guardia, invece il realismo resta sempre quello migliore. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? A luglio uscirà […]

... continua la lettura
Attualità

Act Lab 3.0, un’alternativa culturale e artistica per i giovani del rione Sanità di Napoli

In queste giornate cupe e grigie di novembre, illuminate solo dalle precoci e intermittenti illuminazioni natalizie che fanno capolino in alcune strade cittadine, un ulteriore spiraglio di luce si irradia dal cuore di Napoli, quello che sembra tenersi su da sé, talvolta abbandonato a se stesso; è dal rione Sanità che, per il terzo anno consecutivo le attività del “Laboratorio di Artigianato, Creatività e Tradizioni-ACT Lab 3.0” propone un modello alternativo di società a partire dai più piccoli, offrendo una speranza di vita concreta e differente. Il tutto è possibile grazie all’attività dell’associazione “Napoli inVita – Persone, Idee, Opere per lo sviluppo sociale della Città” sostenuti dai fondi dell’Otto per mille alla Chiesa Valdese, in collaborazione con l’associazione “Crescere insieme“, il collettivo teatrale “Delirio Creativo“ e l’istituto scolastico Maestre Pie Filippini, come ci spiga in presidente della associazione capofila Luigi Mingrone. Tanti i progetti già consolidati come corsi di ceramica e arte presepiale, artigianato della carta, teatro e canto, oltre a quelli nascenti, che puntano alla riscoperta del territorio napoletano attraverso un laboratorio outdoor volto a promuovere un turismo responsabile, grazie all’intervento di guide turistiche esperte che promuoveranno la conoscenza dello straordinario patrimonio storico artistico partenopeo da parte dei giovani che potranno poi sviluppare una documentazione autonoma del materiale raccolto e delle esperienze a diretto contatto con ciò che li circonda. Uno sguardo attento e vigile quello dei collaboratori a questo straordinario progetto che preservano e insegnano come accudire ciò che di più prezioso ci viene donato: le nostre radici, accogliendo non solo i ragazzi per rubarli alla strada, ma chiunque sia respinto ai margini della società, offrendo una possibilità concreta per impiegare il proprio tempo trasmettendo il sapere e i mestieri antichi, che come quello degli artigiani presepiali, affondando le proprie radici nella nostra città. Il progetto si pone come una vera e propria attività terapeutica e una possibilità alternativa, perché nessuno si senta mai condannato a un destino che non è quello che avrebbe scelto. Attraverso l’arte dunque si strappa il fiore della gioventù napoletana a una corruzione epidemica ma non insanabile come dimostrano le parole e gli sguardi di coloro che si impegnano ogni giorno in queste attività, nonché gli splendidi risultati artistici di questi laboratori, da quelli materiali quali pastori e vere e proprie sculture in ceramica, all’artigianato in carta, ai disegni multicolori dei bambini che prendono parte ai laboratori, capaci in questo modo di esternare l’arcobaleno di colori che si portano dentro. “Sembra sempre impossibile finché non viene fatto” è lo slogan dell’associazione “Napoli inVita”, che sembra concretizzarsi nelle azioni di queste associazioni che sono realmente idee persone e opere, dimostrando che la cultura, etimologicamente “coltivare, prendersi cura”, ha bisogno di pazienza per attecchire, ma che piantando piccoli semi e irrigandoli a piccole dosi si può ottenere un grande risultato. E come un vento che si insinua lento tra i vicoli stretti e affollati del rione Sanità, l’ACT Lab 3.0 sparge tutt’intorno piccoli semi di luce che sanano, appunto. Il segreto che ci trasmettono è […]

... continua la lettura
Attualità

Punto lettura Nati per leggere, festa per i sette anni

Il punto lettura Nati per leggere, situato all’interno del palazzo reale della biblioteca nazionale di Napoli, spegne la sua settima candelina con una piccola festa destinata ai più piccoli. Del programma Nati per leggere abbiamo avuto occasione di parlare un paio di volte su queste pagine, ma non fa mai male ricordarne la storia. Nato nel 1999 per volontà dell’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino si è espanso lungo tutto il territorio italiano tramite una lunga catena di progetti legati da un unico obiettivo: favorire nei primi “1000 giorni” del bambino lo sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e razionale tramite attività legate alla lettura che coinvolgano tanto i lettori più piccoli quanto i genitori, favorendo così la solidità del rapporto familiare. Il programma giunge in Campania nel 2000 tramite la fondazione di un punto lettura Nati per leggere dapprima situato al PAN e in seguito spostato nel palazzo reale della Biblioteca Nazionale di Napoli, un cuore pulsante da cui si diramano arterie lungo il territorio campano che sono rappresentate da altri punti lettura e progetti in luoghi come San Giovanni a Teduccio o il carcere minorile di Nisida, zone dove il diritto all’infanzia è messo a repentaglio da situazioni di disagio legate alla criminalità o all’intolleranza. Non a caso il funzionario della Biblioteca Nazionale e responsabile del punto Iole Massarese ha ribadito questo punto, ricordando il potere inclusivo di un’attività come la lettura capace di «mettere più ponti per abbattere le diversità». Punto lettura “Nati per leggere”, un compleanno speciale Così  un gruppo nutrito di bambini provenienti da Napoli e zone limitrofe, tra cui San Giovanni a Teduccio, sono stati gli invitati di questo settimo compleanno festeggiato il 22 novembre, con un seguito di genitori, zii, nonni e parenti vari. Dopo essersi muniti di un passaporto speciale “per viaggiare tra le storie”, i piccoli ospiti hanno avuto accesso alla biblioteca del punto lettura Nati per leggere e seduti tutti assieme hanno potuto godere di storie narrate dai volontari del programma che hanno assunto il ruolo di cantastorie coinvolgenti. Terminata la lettura i bambini hanno poi potuto soffiare sulla candela di una gustosa torta, proprio come in un compleanno degno di questo nome. Con questa divertente e simpatica attività, Nati per leggere si conferma come una realtà importante per il territorio e per tutti quei bambini a cui vanno garantiti i diritti al gioco, all’infanzia e soprattutto (mantra del programma) «diritto alle storie». Perciò anche noi di Eroica Fenice facciamo gli auguri al punto lettura di Napoli, per altri sette anni e più di attività che invoglino alla lettura come linfa vitale per sviluppare la curiosità e la fantasia dei bambini. Ciro Gianluigi Barbato Fonte immagine copertina: https://www.facebook.com/events/552314848867701

... continua la lettura
Attualità

Io sono Giorgia, tra parodia e propaganda

In sole due settimane, il remix “Io sono Giorgia” ha raggiunto oltre i 5 milioni di visualizzazioni. Realizzato da MEM & J, si tratta di una canzone creata con gli spezzoni del discorso del 19 ottobre scorso, pronunciato da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, durante il comizio svoltosi a Roma. La hit ha spopolato tra i vari social e i vari profili, anche di personaggi dello spettacolo, come Luciana Littizzietto, Malgioglio e M¥SS KETA. Le intenzioni degli autori erano quelle di creare un inno a favore della comunità LGBT+, l’associazione che celebra l’orgoglio, la diversità e la libertà sessuale, proprio deridendo la Meloni sulla sua ormai celebre affermazione “Vogliono che siamo Genitore 1 e Genitore 2”. Parodia e effetto boomerang Il successo ottenuto ha, però, creato un vero effetto boomerang: quelli che avrebbero dovuto subire il colpo, gli elettori di “destra” e la leader del partito, lo hanno trasformato in un canto di celebrazione. La stessa Meloni ha rivelato in un’intervista a Radio1 di considerarlo un vero e proprio tormentone, che entra in testa e non ne esce più. Così, la parodia di Io sono Giorgia si è mostrata costituita, ancora una volta, da una linea sottilissima ed ha deviato il percorso volutamente intrapreso: una cerchia numerosissima di giovani e giovanissimi è, in questo modo, entrata in contatto con gli ideali della Meloni, canticchiando una canzone che, senza un fondamento politico o una conoscenza adeguata, non è più una denuncia, ma solo musica. Così, far giungere il messaggio che una donna è tale perché una madre e una cristiana o che siamo circondati da costanti tentativi di sradicamento dell’identità e delle nostre radici è diventato più semplice del previsto e ha riscosso più successo di qualsiasi discorso politico degli ultimi tempi. Gli stessi giovanissimi, nell’ascoltarla, hanno guardato per 2 minuti e 33 secondi sbandierare un tricolore italiano posto su una scritta che cita “Una Patria da amare e difendere”. I nuovi espedienti della retorica politica Questo episodio si inserisce così in una più complessa riflessione, fortemente attuale: la retorica politica, quella celebrata dai più grandi studiosi dell’antica Roma, è stata sostituita da un linguaggio semplice e diretto, dall’utilizzo dei social come mezzo di comunicazione primaria, dalla ripetizione insistente degli stessi termini facilmente memorizzabili e utilizzabili. Questa stessa fruibilità viene poi accostata al fattore emotivo, al tentativo di mostrarsi partecipi di una più ampia e condivisa condizione, di fare populismo. Questi elementi appaiono come la versione evoluta delle più antiche tecniche di propaganda dei totalitarismi del secolo scorso, dai caratteri vistosi alle immagini di vita quotidiana. Così, liberandosi da ogni preconcetto complottista, è necessario fare attenzione e riflettere sul fatto che il diretto e il semplice non sono sempre elementi indicativi di un’intenzione sincera. Rendere comprensibile, divertente e popolare la politica, senza tenere conto di quanta disinformazione dilaga a riguardo tra i giovani e non, induce a dimenticare che si tratta di una cosa seria, oltre che molto importante. La prossima volta che canteremo un motivetto popolare dagli ideali retrogradi […]

... continua la lettura