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Eroica Fenice

La categoria Attualità contiene 932 articoli

Attualità

Mens Sana in Parco Sano, lo Yoga in Villa Floridiana

Mens Sana in parco sano Mens sana in parco sano è il nome della sessione di Yoga che si terrà domenica al Parco della Villa Floridiana, al Vomero. A condurre tale sessione sarà Enza De Cristofaro, esperta insegnante di yoga che ha studiato e ha conseguito varie qualifiche sul campo presso la Scuola di Formazione Internazionale Zoé Animal Yoga. Sulla scorta del loro amore e impegno attivo per il quartiere, un gruppo di giovani ragazzi del Vomero e dell’Arenella (Pierluigi Fusco, Giulia Polverino, Enrico Mango e Daniele Boccarusso) ha quindi deciso di organizzare l’evento, con lo scopo di offrire una giornata di piacere, relax e benessere ai cittadini e al contempo valorizzare il parco stesso. La scelta del parco non è casuale: la Villa Floridiana rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo del Vomero, un luogo molto noto per le sue bellezze e molto frequentato da residenti della zona e non solo. Yoga al parco Ombrosi boschetti, architetture borboniche, fontane, sentieri e una terrazza panoramica del Golfo di Napoli sono solo alcuni dei motivi per cui tale luogo sia così affascinane; iniziative del genere pertanto sono sempre rimarcabili in quanto cercano di valorizzare ulteriormente le bellezze paesaggistiche del parco e di estenderle ad una platea di più persone. Poter quindi godere di una sessione di yoga, disciplina che unifica mente e corpo mediante esercizi incentrati sul respiro e di ginnastica, in questo polmone verde nel cuore del quartiere contribuisce a rendere l’esperienza per i partecipanti estremamente piacevole; gli esercizi respiratori e ginnici dello yoga, uniti al contatto con la natura suggerito dal parco, contribuiscono difatti a creare uno stato di rilassamento, armonia e benessere per i partecipanti, quasi a voler diventare un tutt’uno con il parco stesso, la sua essenza e la sua natura. L’evento ha avuto luogo questa domenica (19 settembre) alle 10 del mattino. Gli organizzatori hanno raccomandato agli interessati di portare i propri tappetini da yoga e di indossare abiti comodi e adatti allo scopo.

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No Entry: i luoghi nel mondo vietati all’altro sesso

Lo sapevi che nel mondo esistono ancora dei luoghi vietati all’altro sesso? Monti sacri chiusi alle donne, isolette sperdute in cui ritrovare se stesse senza farsi distrarre dagli uomini e anche l’ultimo bagno d’Europa diviso per sessi. Nel mondo, che si tratti di motivi storici, religiosi o culturali, esistono posti in cui il proprio genere può essere una discriminante per l’accesso.  il Monte Athos Situato in Grecia, il Monte Athos è stato dichiarato Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1998. La particolarità di questo luogo è che si tratta di una zona così inaccessibile che anche gli uomini necessitano di un permesso speciale per visitarla. Durante l’anno, infatti, il limite massimo di visitatori è di 200. Alle donne, invece, oltre a essere vietato l’accesso, devono tassativamente restare ad oltre 500 metri da esso. Non è fatta eccezione per gli animali: le uniche creature femmine che si possono trovare sono gatti, utili per la caccia ai topi o altri animali. Il divieto, già dall’XI secolo, è stato imposto perché – trattandosi di un luogo sacro – le donne potevano rappresentare una tentazione per i monaci che vi abitavano.  La foresta di mangrovie in Indonesia Se sul monte Athos non c’è spazio per le donne, al contrario, a Jayapura, capoluogo della provincia indonesiana di Papua, c’è una foresta di mangrovie riservata solo alle donne. Da generazioni, si ritrovano per condividere le loro storie e raccogliere vongole che vengono poi rivendute nei mercati locali. La tradizione vuole che le donne si tolgano i vestiti una volta giunte lungo le rive delle mangrovie per pescare le vongole. Gli uomini che non rispettano questo divieto rischiano multe fino a 1 milione di rupie indonesiane, l’equivalente di circa 60 euro. La spiaggia di Trieste “El Pedocin” o Spiaggia della Lanterna a Trieste è forse l’ultimo stabilimento balneare in Europa rimasto nel quale un muro separa la spiaggia in due zone, una riservata a donne e bambini sotto i 12 anni e l’altra agli uomini. Per poter accedere all’altro settore, è necessario essere in possesso di un permesso speciale. A chi li accusa di essere retrogradi, spiegano che questo genere di divisione concede anche molte libertà, come – per le donne, per esempio, quella di sentirsi libere di prendere il sole in topless.  Partite di club in Iran Sembra incredibile, eppure in Iran – fino al 2019 – nessuna donna poteva accedere agli stadi, neanche se accompagnata da suo marito o da un parente di sesso maschile. Da quell’anno, grazie ad un’apertura da parte del governo moderato del presidente Hassan Rohani, alle donne è stato concesso di partecipare alle partite della nazionale iraniana ma non ancora a quelle di club. Il motivo di questo divieto sta nel fatto che alle donne non è concesso stare a contatto con uomini non parenti.  SuperShe Island Da alcuni anni, in una piccola isoletta privata sulle coste della Finlandia, è nato un progetto completamente pensato per le donne. Kristina Roth, americana di origini tedesche, ha dato vita a SuperShe Island, un “campo” che unisce vacanza […]

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Società al collasso a causa di un modello di crescita sbagliato?

Società al collasso entro l’anno 2040 ? Uno studio recente riprende una vecchia ricerca condotta dal MIT sui limiti del nostro sviluppo La società industriale che conosciamo rischia seriamente il collasso? Questo terribile dato proviene dallo studio condotto dall’università statunitense MIT nel 1972. Lo studio condotto dal team di ricercatori di diverse branche di studio prevedeva l’analisi dello sviluppo industriale e calcolare quanto questo potesse durare in rapporto alle risorse disponibili sulla Terra. Tale studio ha previsto che la società attuale è diretta ad un declino economico che si attuerà nel 2040. Gaya Herrington, presidente della KPMG, una società americana che si occupa di servizi legali e di consulenza manageriale, ha raccolto i dati di un nuovo studio sulla materia e ha raccontato tutto in una dichiarazione su Vice: « Considerata la sgradevole prospettiva del collasso, ero curiosa di capire quale scenario corrispondesse al meglio ai dati disponibili oggi. Dopotutto, il libro che presentava il modello in questione è diventato un best-seller negli anni Settanta, e da allora abbiamo accumulato diversi decenni di dati con cui predisporre un paragone significativo. Sorprendentemente, però, non sono riuscita a trovare tentativi recenti in questo senso e quindi ho deciso di farlo io. » Insomma, stando alle previsioni degli esperti, la società attuale non può sopravvivere fino ai prossimi venti anni a causa dello sfruttamento eccessivo di risorse e del notevole impatto globale. La società industriale e la sua evoluzione nel corso del Novecento tra modelli di sviluppo alternativi L’Industrializzazione ha cambiato volto al pianeta, dal XVIII secolo si diffuse dalle Isole britanniche al resto dell’Europa per poi approdare in America e in Giappone ed essere accolta dal modello economico capitalista e dalla società borghese, si richiedeva un maggior numero di merci in tempi relativamente brevi mentre le campagna erano spopolate a favore delle città. Industrializzazione, capitalismo e civiltà urbana rappresentarono il modello politico-economico e sociale predominante del Novecento (mitizzato grazie ai Ruggenti anni Venti) nonostante tentativi di arginarlo o rimodularlo; come il caso delle società nazi-fasciste (l’Italia di Benito Mussolini e la Germania di Adolf Hitler proposero un’economia protetta da dazi con l’intervento dei governi) oppure del mondo comunismo rappresentato dall’URSS, Cuba, il Vietnam e la Cina di Mao (con l’economia controllata dallo stato che interviene per regolare i prezzi e le merci). Nel 1980 il quadro si andava delineando nel seguente modo; la Cina post-Mao abbandonò l’economia pianificata per aprirsi all’Occidente e accogliere multinazionali, così si avviò all’economia di mercato pur rimanendo un paese comunista mentre l’URSS si indeboliva a causa delle ingenti spese militari per il proprio arsenale bellico e quello degli alleati. Nel 1992, con la caduta dell’Unione Sovietica e la nascita della Federazione russa e del CSI, Boris Eltsin accolse le multinazionali sul suolo russo (si ricordi l’apertura del primo McDonald’s a Mosca e a San Pietroburgo). Adesso il modello capitalista aveva vinto ma dovette far i contro con un “mondo in subbuglio” con la Prima Guerra del Golfo, la guerre nei paesi balcanici, l’attentato alle Torri Gemelle del […]

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La presa di Kabul e la condizione femminile: cosa accadrà alle donne?

È terribilmente e angosciosamente nota la condizione in cui versa l’Afghanistan negli ultimi giorni, dopo la presa di Kabul con l’insediamento dei talebani il 15 agosto scorso nella capitale, annunciando la rinascita dell’Emirato islamico e la fine della guerra, in seguito allo spodestamento del governo nazionale e al ritiro delle truppe americane già precedentemente annunciato dal Presidente americano Joe Biden. Un rinnovato e comprensibile terrore permea le coscienze afghane in questi giorni di riconquista del potere talebano, terrore alimentato dalla precedente esperienza dell’insediamento del governo islamico dal 1996 al 2001, che ha letteralmente soggiogato e martirizzato la popolazione, con i rigidi dogmi politico-religiosi, e in particolare le donne. Sono loro in un Paese a governo oscurantista e retrogrado, misogino e teocratico, a pagare le peggiori conseguenze. Loro che, dopo le piccole grandi conquiste dell’ultimo ventennio, avvertono l’alba di una nuova sconfitta. Loro che, dopo anni di studio e lotte per la conquista dei diritti e dell’emancipazione femminile, temono di veder calare nuovamente sui volti, sulla dignità, sull’istruzione e sulla libertà il velo della barbarie misogina e anacronistica, della crudeltà in nome di una pseudo religione avallata da desideri di possesso e autocrazia. Per cui è necessario che diventi centrale la questione femminile afghana dopo la scalata al potere talebano. Perché urgente è la possibilità e il dovere di non lasciare queste donne sole, in preda a un nuovo brutale destino. Perché sono loro il cuore pulsante del Paese, loro con le loro capacità, la loro forza morale, le loro fragilità e il loro amore. A loro si deve la vita, lo spirito di sacrificio e a loro è dovuta la sensibilizzazione ad un argomento tanto delicato quanto determinante, ora nuovamente minacciato dalla potenza talebana. D’altro canto tali timori vengono fatti passare come infondati dalle parole del portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, che in conferenza stampa descrive il cambiamento del nuovo Emirato islamico rispetto al passato, promettendo il rispetto dei diritti delle donne nell’ambito della Sharia, consentendo loro l’accesso all’istruzione e al lavoro, la possibilità di uscire di casa da sole e persino l’abolizione dell’obbligo di indossare il burqa in luogo del solo hijab che lascia scoperto il volto. Ma le donne, così come tutti, restano scettiche di fronte a tali apparentemente innocue dichiarazioni, dal momento che nell’annunciare il nuovo governo, i talebani specificano che si tratterà di una teocrazia islamica, ed è risaputo come la rigida interpretazione dell’Islam concepisca le donne come “merci”. D’altronde non sono poche le testimonianze di donne che in questi giorni vivono momenti di puro terrore, rinchiuse in casa, nascoste come fossero responsabili di chissà quali crimini, di essere “donne”, desiderose di scappare e bisognose di aiuti per difendersi dalle prime minacce già perpetrate nei loro confronti. La presa di Kabul e la condizione femminile: i primi effetti Nell’Afghanistan post 2001 di passi avanti ne erano stati percorsi abbastanza da poter guardare al futuro di ragazze e donne con un cauto ma speranzoso ottimismo, in seguito alla caduta dei talebani. Pur permanendo uno status di Repubblica […]

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Campania, ben 19 Bandiere Blu nel 2021

L’estate 2021 ha designato la Campania come seconda regione italiana premiata per la quantità di Bandiere Blu conferite, ovvero dei riconoscimenti annuali basati su ben precisi criteri di valutazione, garanzia di qualità dei mari e delle località costiere della penisola. Con le sue ben diciannove mete turistiche della provincia di Napoli e di Salerno, la Campania ha conquistato l’ambito conferimento surclassando la Toscana, che slitta al terzo posto, e attestandosi subito dopo la Liguria, la quale invece conta ben trentadue Bandiere. Nonostante le sole cinque province lambite dal mare, la Campania può annoverare un numero tanto considerevole di Bandiere Blu grazie alle splendide Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, nonché al Cilento che, con le sue favolose insenature, regala scorci mozzafiato e soggiorni da sogno, vantando tredici Bandiere in meno di duecento chilometri di costa; qui si registra quest’anno la new entry di Camerota, nella quale sono stati inaugurati tre impianti di depurazione, unitamente alla presenza di altri importanti parametri di valutazione, come l’alta percentuale di raccolta differenziata, l’assenza di barriere architettoniche e i numerosi progetti di educazione ambientale. La Campania soddisfa pienamente i requisiti di attribuzione delle Bandiere Blu Innanzitutto, la Bandiera Blu è un riconoscimento conferito dalla Foundation for Environmental Education (FEE) ai siti costieri europei che rispettino alcuni criteri di qualità relativi ai parametri delle acque di balneazione e al servizio proposto. Fondata nel 1987, anno europeo per l’ambiente, la campagna è gestita in tutti gli stati europei dagli organi locali della FEE che, mediante un Comitato nazionale di giuria, realizzano dei controlli nelle cittadine candidate, che saranno poi proposte alla FEE Internazionale. La Bandiera è conferita per due meriti: quella relativa alle spiagge, che attesta la qualità delle acque di balneazione e dei lidi, e quella relativa agli approdi turistici, che garantisce la pulizia delle acque prossime ai porti e l’assenza di scarichi fognari. I requisiti previsti dal programma riguardano svariate aree tematiche: educazione ambientale, relativa all’affissione di informazioni sulla qualità delle acque, sugli ecosistemi locali e sui codici di condotta; qualità delle acque, in base alla quale la spiaggia deve rispettare totalmente i requisiti di analisi delle acque di balneazione; gestione ambientale, riguardante le condizioni igieniche del litorale; servizi e sicurezza, riguardanti il numero consono di guardaspiaggia ed equipaggiamento per il primo soccorso. Se ne evince, pertanto, che criteri fondamentali nell’assegnazione di tale conferimento siano la sostenibilità e l’impegno nell’educazione ambientale, garanzia di salvaguardia del nostro straordinario patrimonio turistico. Le spiagge Bandiera Blu 2021 in Campania Provincia di Napoli: Tra le isole del golfo di Napoli rientra Anacapri, mentre nella costiera sorrentina si fregiano della Bandiera Blu le località di Vico Equense, Piano di Sorrento, Sorrento e Massa Lubrense; ad esse si aggiunge Positano, tra le celebri località della costiera amalfitana. Anacapri: Faro/Punta Carena, Gradola/Grotta Azzurra; Massa Lubrense: Baia delle Sirene, Marina del Cantone, Marina di Puolo, Recommone; Piano di Sorrento: Marina di Cassano; Sorrento: Marina Grande, San Francesco; Vico Equense: Bikini, Scrajo Mare, Marina di Vico, Marina di Seiano Ovest Porto, Capo La Gala. Provincia […]

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L’Iran delle contraddizioni: nasce il – Tinder di Stato –

Lanciata nel luglio scorso, l’app di dating dello Stato punta a invertire i dati riguardanti la fertilità e il matrimonio. Uno slancio di modernità nel paese delle contraddizioni. Accade davvero di rado che dal Medio Oriente arrivino notizie che si distanzino dalle travagliate vicende politiche che da anni lo colpiscono. Di certo, del popolo iraniano nello specifico e della condizione delle donne nel Paese si conosce poco, ma le poche storie che leggiamo lo dipingono come lo stato delle contraddizioni. Quello che è accaduto nelle scorse settimane ne è la prova.  L’Iran ha creato un’app di incontri – una sorta di “Tinder di Stato” per favorire un aumento del tasso di fertilità. Questo dato, infatti, ha subito un forte calo, soprattutto a causa di alfabetizzazione e l’urbanizzazione del territorio. A marzo scorso il Parlamento iraniano (in arabo, Majlis) ha approvato una legge per “la crescita della popolazione e il sostegno alle famiglie”. Questa prevede maggiori opportunità educative per le studentesse madri, un miglioramento dell’assistenza prenatale e incentivi finanziari per le coppie sposate che scelgono di avere due o più bambini. La legge proposta restringe ulteriormente le condizioni per l’aborto, già limitato da una legge del 2005 che lo consentiva solo prima dei quattro mesi di gestazione e solo se la vita della donna era a rischio o se il feto non era vitale o cresceva in modo anomalo. Al momento della stampa la legge è in attesa dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Guardiani per garantire che le disposizioni siano compatibili con la legge islamica e la Costituzione. La nascita in Iran del Tinder di Stato Il Tebyan Cultural and Information Center, fondato nel 2001, è un’organizzazione approvata dal governo coinvolta in numerose iniziative a favore della famiglia. Secondo un’indagine da loro svolta, su una popolazione totale di 86 milioni, ci sono circa 13 milioni di single iraniani di età compresa tra 18 e 25 anni. Questo dato ha favorito la nascita – nel luglio del 2021 – di Hamdam, un’app di incontri che mira a invertire la tendenza non solo del tasso di fertilità, ma anche del crollo dei matrimoni e l’aumento di divorzi. L’Iran, insomma, ha dato vita a una sorta di Tinder del matrimonio: Hamdam, infatti, si traduce dal farsi proprio con “compagno di vita“. L’obiettivo dell’Iran è che nascano matrimoni tra giovani duraturi e soprattutto informati. Secondo la tradizione, infatti, i matrimoni venivano organizzati dai padri di famiglia secondo accordi d’interesse. Il portavoce del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf ha presentato la piattaforma durante una conferenza stampa, nella quale ha anche chiarito che l’app è totalmente compatibile con l’Islam tradizionale e i valori della famiglia. Come funziona Nel presentare Hamdam, Tebyan Cultural and Information Center e il Parlamento hanno spiegato che la piattaforma si presenta come più di un sito di incontri. Attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, l’app trova corrispondenze solo per scapoli che cercano un matrimonio duraturo e un coniuge single. Quest’elaborato processo di matchmaking prevede una serie di step. I partecipanti fanno richiesta e, prima […]

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L’Afghanistan ha smarrito la libertà

Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo recita un antico proverbio afghano che, ad ascoltarlo ora, fa venire i brividi sulla pelle. Gli USA hanno indossato gli orologi per vent’anni in Afghanistan, ma è bastato poco tempo affinché tutto fosse vanificato. A partire dall’annuncio del ritiro delle truppe americane da parte di Biden l’offensiva talebana si è intensificata, fino a raggiungere l’apice con la presa della capitale Kabul. Cosa ne sarà adesso della popolazione civile che, per vent’anni, è cresciuta con la speranza di vivere una vita libera e lontana dall’oppressione? Cosa ne sarà delle migliaia di donne che in questi anni hanno frequentato scuole e università? Chi spiegherà loro che è stato tutto uno spreco di tempo? Tutte domande a cui non troviamo risposta. I talebani hanno promesso di mantenere lo status di libertà conquistato negli ultimi due decenni, porgendo addirittura l’altra guancia a chi, in questi anni, ha collaborato con gli occidentali. Purtroppo le parole si dissolvono nel vento, e di vento in Afghanistan ne sta soffiando parecchio in queste ore. Vento di disillusione e cambiamento. Un cambiamento all’indietro che segnerà la fine per centinaia di migliaia di persone che speravano in una vita libera. Anzi, una vita normale. Perché è questo il termine da usare. In molti non ci stanno a questo cambiamento e tentano una disperata fuga, invadendo l’aeroporto di Kabul per aggrapparsi agli ultimi voli in partenza. Chi resta, invece, si barrica in casa mentre nelle strade i talebani iniziano a sequestrare le armi dei civili. Per l’Afghanistan non è solo l’inizio di un nuovo regime, ma anche la fine della cultura. Con un nodo in gola ritorna in mente la foto di quelle tre studentesse universitarie di Kabul che, nel 1972, passeggiano per le strade della capitale con libri e minigonne, segno di emancipazione. Ora con ogni probabilità le donne saranno costrette a indossare il burqa e ad abbandonare gli studi, finendo così relegate in casa senza possibilità di uscire, se non accompagnate da un mahrams, un guardiano maschio. In queste ore innumerevoli ragazze di Kabul stanno chiudendo i loro profili social e, da Qorbanali Esmaeli, il presidente dell’associazione dei circa 15mila afghani che vivono in Italia, rimbalza una notizia terrificante: le donne e le ragazze sopra i 12 anni sono considerate bottino di guerra. Per questo motivo si stanno stilando delle liste con i nomi delle ragazze e donne nubili che saranno destinate a una vita che non hanno scelto perché costrette a sposarsi con uomini mai visti prima. Tutto il mondo seguirà con apprensione ciò che accadrà in Afghanistan nei prossimi giorni, perché la sconfitta della libertà è la sconfitta del mondo intero.     Licenza immagine: disponibile gratuitamente per modifica, condivisione e uso commerciale.

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Gli animali andrebbero amati e non abbandonati

  Ogni estate, ascoltando i vari telegiornali o leggendo le notizie sul web, si torna prepotentemente a parlare di abbandono di animali. I motivi sono tanti, ma nessuno di questi è in grado di spiegare un comportamento così crudele: andare in vacanza e non poter portare con sé il proprio miglior amico è senza dubbio un atteggiamento da delinquenti. E non è una parola casuale, visto che il nostro ordinamento ha previsto che l’abbandono di animali costituisca reato. Purtroppo, neanche questo è stato sufficiente a far diminuire quelle spaventose cifre che ogni anno si ripropongono.   Alcuni numeri sull’abbandono degli animali Proviamo ora a dare qualche numero per meglio identificare la gravità del problema: si stima che soltanto nello scorso mese di giugno siano aumentate del 17% le cessioni di animali rispetto all’anno precedente e del 60% l’abbandono di gatti. I cani abbandonati sono circa 150.000. Questi sono solo dei piccoli esempi per dare una percezione di questo fenomeno. Alcune volte si tratta di animali il cui padrone è deceduto, e nessuno fra parenti e amici si è voluto far carico di quella vita, abbandonandola a un destino che spesso sarà inclemente. Altre volte invece si sente parlare di animali abbandonati a causa del carattere aggressivo ma va ricordato che per gli animali, come per i bambini, la mancanza di educazione è spesso colpa dei genitori o, nel caso degli animali, dei padroni.   Le conseguenze dell’abbandono degli animali L’abbandono degli animali, oltre a costituire un reato, è un comportamento disumano che, oltretutto, porta una serie notevole di conseguenze potenzialmente disastrose: oltre alle sofferenze inflitte all’animale che viene abbandonato e che sarà costretto ad affrontare una vita difficile, che non conosce, per strada, fatta di stenti, di difficoltà a reperire il cibo, sopportando sia il caldo che il freddo, spesso può comportare incidenti che possono coinvolgere sia l’animale che altre persone, poiché l’animale non è in grado di orientarsi in un mondo che non conosce.   Un amore da conservare per sempre Chi davvero ama gli animali sa che cosa significhi accogliere nella propria famiglia quegli esseri meravigliosi, in grado di diventare in breve i nostri migliori compagni di vita, regalandoci una serie infinita di sorrisi in cambio solo di un po’ di coccole e di qualche crocchetta. Purtroppo però, un lato negativo c’è: la vita media sia dei cani che dei gatti è nettamente più breve della nostra, e questo ci porterà inevitabilmente a dover affrontare un momento estremamente difficile, quello in cui ci lasceranno per sempre. Superare quel dolore è veramente complesso, quello che possiamo fare è salutarli come meritano, conservando il loro ricordo magari con un bracciale o una collana con la loro foto, e soprattutto portando nel cuore tutti quei momenti fantastici trascorsi insieme. Per saperne di più affidati a dei professionisti in grado di accompagnarti in un momento così duro da affrontare e superare.  

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Il successo delle enoteche online

Le enoteche online stanno conoscendo un successo sempre più consistente, frutto anche del cambiamento delle abitudini di acquisto da parte dei consumatori. Fare shopping sul web, insomma, è una consuetudine non solo quando si tratta di comprare un libro o un paio di scarpe, ma anche per scegliere un distillato o un vino. Nel novero delle enoteche online, una delle più apprezzate è My Wine Store, che ha ricevuto un prestigioso riconoscimento in tal senso dall’Istituto Tedesco ITQF e da Repubblica. L’enoteca online My Wine Store, in particolare, è stata inserita fra le migliori del nostro Paese in un catalogo di più di 7mila siti presi in considerazione. Perché le enoteche online stanno crescendo Di certo, uno dei fattori alla base del boom delle enoteche online nel corso degli ultimi due anni è rappresentato dalle conseguenze della pandemia. Soprattutto in occasione del lockdown del 2020, iniziato a marzo e finito a maggio, tanti italiani impossibilitati a uscire di casa, o comunque demotivati a farlo da restrizioni e sanzioni, hanno pensato bene di non rinunciare alla gioia di un bicchiere di vino o di un sorso di liquore, preferendo affidarsi ai servizi offerti dalle enoteche online. E così a partire dallo scorso anno il settore ha iniziato a ottenere riscontri che non c’erano mai stati in precedenza, anche se ovviamente ad avere la meglio sono state quelle attività che hanno saputo farsi trovare pronte e in grado di assecondare un numero di richieste sempre più elevato. Il successo di My Wine Store Ebbene, My Wine Store era tra queste, e il riconoscimento che gli è stato attribuito è la dimostrazione più evidente della qualità del lavoro che è stato compiuto. Il premio è stato assegnato dopo una meticolosa e attenta valutazione compiuta dagli organi competenti. Naturalmente far parte del novero delle enoteche online migliori d’Italia è, prima di ogni altra cosa, una garanzia per i clienti, che sanno di potersi affidare con sicurezza a una realtà che è professionale e attendibile. Vale la pena di precisare, per altro, che le indagini che consentono di procedere alla nomina non vengono sponsorizzate; inoltre non è previsto alcun coinvolgimento per le aziende protagoniste. Come vengono giudicate le enoteche online Gli esperti si sono cimentati nella loro valutazione prendendo in esame una lunga rassegna di fattori: l’acquisto e la consegna; l’usabilità del sistema di catalogo; la funzionalità della ricerca; il servizio e la comunicazione; la fiducia e la sicurezza; la presentazione del prodotto. La fase iniziale dello studio si è basata sulla selezione dei candidati. Nel primo elenco l’istituto ITQF ha messo le enoteche online che si sono rivelate più autorevoli dal punto di vista dei motori di ricerca (quelle, cioè, che comparivano ai primi posti fra i risultati di ricerca) e potevano contare su un importante numero di visite ogni mese. Dopo che la fase di identificazione degli e-commerce è terminata, poi, è stato il momento della valutazione da parte degli esperti. Gli specialisti responsabili della valutazione Quello dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza è […]

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Paco De Rosa torna a teatro, l’attore tra i protagonisti di: Vita, ovvero la tempesta perfetta

Paco De Rosa torna a teatro, l’attore tra i protagonisti di: “Vita, ovvero la tempesta perfetta” Lo spettacolo farà tappa anche a Villa Bruno ad agosto Paco De Rosa torna a calcare il palcoscenico, dopo mesi di stop forzato causa pandemia, grazie alla sua partecipazione alla commedia: “Vita, ovvero la tempesta perfetta” diretta da Ciro Ceruti e dotata di un cast ricco di attori di talento: Enzo Varone, Simona Ceruti, Feliciana Tufano, Noemi Coppola, Piera Russo, e Claudia Fontanarosa. Lo spettacolo farà tappa anche a Villa Bruno e all’Agorà Scarlatti ad agosto e a Salerno a settembre. L’attore, già tra i protagonisti della serie #Vita, che dopo l’enorme successo riscosso sul web è approdata in TV su Canale8 vive da tempo un periodo d’oro grazie anche al successo internazionale del film: “Ed è subito sera”, film che racconta, in chiave romanzata, le ultime settimane di vita di Dario Scherillo, vittima innocente di camorra. L’interpretazione del “cattivo” all’interno di quest’ultimo lungometraggio gli è valsa la statuetta del Vegas Movie Awards™ (VMA) come miglior attore. “Tornare a teatro è stata una grande emozione – racconta l’attore – dopo mesi di chiusura, finalmente noi attori possiamo esprimerci anche sul palcoscenico! Un luogo fondamentale per qualsiasi artista, e che riesce sempre a tirar fuori il meglio da qualsiasi attore e attrice. Questo spettacolo – precisa l’attore – diretto dal mio mentore Ciro Ceruti farà divertire il pubblico grazie ad una storia leggera ma per nulla scontata che regalerà un’ora di assoluto relax a chi deciderà di condividere con noi questo momento d’arte e spettacolo! Lo spettacolo, l’intrattenimento, la cultura, il cinema e il teatro, oltre alla musica, sono – conclude poi l’attore- gli unici veri antidoti alla notevole depressione scaturita dalle limitazioni del covid 19. Il peggio è passato, ora pensiamo a divertirci in modo sano e sicuro, utilizzando l’arte!”      

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