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Eroica Fenice

La categoria Attualità contiene 825 articoli

Attualità

Taglio dei parlamentari: guida alle ragioni del Sì e del No

Il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari è alle porte: ecco cosa comporta e quali sono le ragioni del Sì e del No Il 20 e il 21 settembre si voterà per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: la modifica comporta la riduzione dei parlamentari da 945 a 600 e il voto servirà a confermare o respingere questo taglio. Il referendum è confermativo e non è richiesto il quorum, per cui il risultato della votazione sarà valido qualunque sarà l’affluenza alle urne. Questo è il quarto referendum costituzionale della storia della Repubblica Italiana: nel 2001 si è votato sul Titolo V, confermando la modifica, mentre la riforma costituzionale del centrodestra nel 2006 e quella del Partito Democratico nel 2016 sono state bocciate dai votanti. Taglio dei parlamentari: come siamo arrivati al referendum Il taglio dei parlamentari comporta una modifica del testo della Costituzione e per questa ragione segue un iter particolare. L’articolo 138 della Costituzione, che disciplina la modifica costituzionale, impone la doppia deliberazione delle due Camere, per un totale di quattro votazioni, e richiede che la seconda votazione ottenga la maggioranza di due terzi in ciascuna Camera. Se non si raggiunge questa maggioranza si ha diritto a chiedere che sia indetto referendum confermativo e le strade per farlo sono tre: raccogliere le firme di 500 mila elettori, di 5 consigli regionali oppure di un quinto dei membri di una delle due Camere. La proposta per il referendum è stata firmata da 71 senatori (ne bastavano 64) provenienti da ogni schieramento politico. Le prime tre votazioni sono state sostenute dalla maggioranza del primo Governo Conte, composto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, con l’appoggio del centrodestra, mentre il centrosinistra bocciava le votazioni definendo “disegno antiparlamentare” il taglio. Con la caduta del Governo e la sua riformazione sotto le spoglie del governo Conte Bis a settembre 2019, l’accordo è stato siglato proprio sull’ultima votazione necessaria per il provvedimento: il centrosinistra entra in maggioranza e si impegna a sostenere il taglio con il proprio voto in cambio di una nuova legge elettorale, della riforma del Senato, dell’abbassamento dell’età per votare per il Senato a 18 anni e della modifica del numero dei delegati regionali che partecipano all’elezione del Presidente della Repubblica. L’ultima votazione ha registrato una maggioranza bulgara, ottenendo 553 Sì – ne bastavano 316 per l’approvazione -, ma le riforme promesse sono ancora bozze. Il referendum costituzionale era stato indetto per il 29 marzo scorso, poi rimandato a causa dell’emergenza da Covid-19 e infine è stato fissato per il 20 e 21 settembre, accorpandolo alle elezioni regionali e amministrative che si svolgeranno sul territorio nazionale. Cosa prevede il referendum costituzionale Il quesito che troveremo sulla scheda elettorale sarà: “Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?” Nello specifico le modifiche degli articoli […]

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Earth Overshoot Day: il giorno del debito ecologico

Quest’anno l’Earth Overshoot Day è caduto il giorno 22 agosto, con ben tre settimane di ritardo rispetto al previsto. L’impatto sull’ambiente del Covid-19 ha rallentato il consumo delle risorse annuali prodotte dal pianeta e ha dimostrato che la differenza può essere fatta, eccome! L’Earth Overshoot Day è una stima del giorno in cui l’umanità consuma integralmente le risorse prodotte dal pianeta in un anno. Il giorno del debito ecologico indica quindi la data annuale in cui la domanda di risorse naturali dell’umanità supera la capacità di rigenerazione degli ecosistemi terrestri. In altre parole dal 22 agosto 2020 le risorse prodotte dal pianeta in quest’anno sono state esaurite e, da quel giorno, la popolazione mondiale consuma le risorse che sarebbero spettate alle generazioni future. Come si calcola il giorno del debito ecologico? A determinare il giorno del debito ecologico è la Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che si occupa di misurare la biocapacità della Terra e di metterla in relazione al consumo dell’umanità. La biocapacità del pianeta, ossia la quantità di risorse ecologiche che la Terra genera ogni anno, è divisa per l’impronta ecologica dell’umanità – ossia la domanda – nello stesso anno. Il risultato, moltiplicato per 365 è pari al numero di giorni in un anno in cui la Terra offre più risorse di quanto l’uomo ne consumi. Dunque l’Overshoot Day segna  il giorno in cui i due valori si eguagliano e, di conseguenza, il giorno dell’anno in cui entriamo in debito con la Terra e le generazioni future. È un calcolo che tiene conto delle entrate e delle spese. L’offerta globale è rappresentata dalle aree di terra e mare biologicamente produttive, comprese terre forestali, pascoli, terre coltivate, zone di pesca e terre edificate. La domanda è data dalla richiesta della popolazione di prodotti alimentari e fibre vegetali, bestiame e prodotti ittici, legname, spazio per infrastrutture urbane e così via. Se la domanda di risorse supera l’offerta, siamo in deficit ecologico. E questo accade ogni anno e, quasi ogni anno, prima dell’anno precedente. Quest’anno l’Earth Overshoot Day è caduto il giorno 22 agosto La prima campagna globale a sensibilizzazione del tema fu lanciata nel 2006. Il WWF, la più grande organizzazione di conservazione del mondo, partecipa all’Earth Overshoot Day dal 2007. Dal 2006 il giorno del deficit si era anticipato sempre più, con poche e lievi eccezioni. È dunque la prima volta dopo 14 anni che l’umanità riesce a posticipare di tre settimane la data dell’Overshoot Day – di certo non per merito suo. Per calcolare il giorno del deficit in questo particolare 2020, il Global Footprint Network ha tenuto conto degli impatti della pandemia da Covid-19 e ha formulato ipotesi più ragionevoli sul rapporto offerta-domanda. Le variazioni di emissioni di carbonio, prodotti forestali, domanda alimentare e così via hanno modificato la situazione. Il team di ricerca ha registrato una riduzione del 9,3% dell’impronta ecologica globale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’Earth Overshoot Day è stato fissato dunque al 22 agosto, tre settimane prima della data inizialmente […]

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Design italiano: le tappe salienti del Made in Italy

Quando parliamo di design italiano facciamo riferimento a tutte le forme di disegno industriale, realizzate in Italia in ogni settore della progettazione e che hanno reso la produzione italiana riconoscibile agli occhi del mondo. Arredi, progettazione urbana, fashion e prodotti Made in Italy hanno posto le basi per un modo di progettare “all’italiana” caratterizzato da un processo di innovazione industriale e tecnologica capace di coniugare la tradizione con la modernità. La nascita del design italiano Tutto ha inizio con la Rivoluzione Industriale, avvenuta in Italia in ritardo rispetto agli altri paesi europei. Dopo l’Unità d’Italia, nonostante il lento consolidamento dell’industria cotoniera e degli opifici, soprattutto al nord, non si poteva ancora parlare di industrializzazione. Dal 1880 iniziarono a svolgersi in Italia fiere ed esposizioni di settore e iniziò a crearsi una certa cultura del design industriale tramite le prime forme di educazione all’argomento. Nel 1863 viene fondato il Politecnico di Milano. Intorno al 1910 la ricerca e la sperimentazione italiana sull’asse dell’autovettura e dell’aereo diventano centrali. È in questo periodo che nascono la FIAT (1899), la Lancia (1908) e l’A.L.F.A. (1910). L’Italia diventa subito famosa per questa declinazione del disegno industriale. La Ricostruzione Futurista dell’Universo estese le istanze di rinnovamento al mondo dell’arredo, che si caratterizza per la linea che esprime velocità e per il colore. Nasce il concetto di abitare svelto, creato con tecniche costruttive veloci e semplici, aiutate dagli impieghi successivi del tubo di metallo curvato che permette la creazione di arredi molto industriali. Negli anni ’30 il modello del Taylorismo di concretizzò nella produzione della Fiat Topolino, progettata da Dante Giacosa. Nel campo meccanico la Olivetti – soprattutto sotto la direzione dell’illuminato erede Adriano – ebbe notevole sviluppo nel settore delle macchine da scrivere, la Necchi in quello delle macchine per cucire. Le date convenzionali scelte per ricordare la nascita del disegno industriale vero e proprio in Italia sono quelle della fondazione della Biennale di Monza del 1930 e della Triennale di Milano nel 1933. Si tratta del periodo del primo elettrotreno, dei primi elicotteri e, dopo la seconda guerra mondiale, dell’aumento esponenziale della produzione di massa. In questo periodo la popolazione italiana inizia a familiarizzare appieno con i prodotti di massa grazie all’immissione sul mercato di articoli di arredamento prodotti in serie. Gli anni d’oro per il design Made in Italy Il 1947 vede la consacrazione internazionale del design italiano con la VIII Triennale di Milano; è da quest’anno che il made in Italy comincia a conoscere il suo successo a livello internazionale. Proprio un anno prima veniva brevettata la Vespa della Piaggio, dell’ingegnere Corradino D’Ascanio, che sancisce l’inizio del successo dello scooter, un nuovo mezzo di trasporto per gli spostamenti di breve distanza. È invece del 1947 la sua eterna rivale, ovvero la Lambretta della Innocenti, disegnata da Cesare Pallavicino. Si tratta di invenzioni iconiche per il mondo del design mondiale e di veri e propri oggetti che hanno cambiato il modo di vivere e di pensare delle persone. Fu durante gli anni ’50 che […]

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Unico Campania: violato il sito del portale abbonamenti, pubblicati dati personali

Oggi 19 agosto è stata resa pubblica una “data breach” avvenuta sul sito del consorzio Unico Campania presumibilmente qualche giorno fa. È stato attaccato e violato il Portale Abbonamenti del Consorzio Unico Campania (piattaforma utilizzata per la gestione dell’abbonamento studenti gratuito, degli abbonamenti mensili e del rimborso abbonamenti legato all’emergenza Covid 19) e sono stati resi pubblici parte dei dati personali di numerosi utenti. È stato pubblicato sullo stesso sito del consorzio Unico (violato a sua volta) un elenco in formato docx, denominato Zozazi_Italy_Combo.docx, contenente email e password degli utenti registrati al portale. Sono in circolazione più versioni del file, quella più estesa di cui si ha notizia finora è di 2770 pagine e contiene 166189 coppie email/password. Il file è stato prontamente rimosso dal sito ma è ormai in circolazione sul web. Al momento non sembrano essere stati diffusi ulteriori dati personali, anche se dalle email spesso è possibile risalire a nome e cognome degli utenti dato che molte sono del tipo [email protected] Per chiunque abbia utilizzato sul sito di Unico Campania una coppia di email/password utilizzata anche su altri siti (ad esempio per social network, per la casella email stessa ecc.) è consigliabile cambiare immediatamente la password sugli altri siti ed attendere di poterla cambiare poi anche sul portale Unico, che attualmente sta dando problemi dato l’enorme numero di richieste contemporanee. Ne approfittiamo inoltre per un consiglio su come scegliere una password sicura. Attacco al portale abbonamenti Unico Campania: alcuni dettagli Vi sono poi ulteriori dettagli relativi all’attacco, rivelati da fonti anonime tra studenti universitari, cui va il nostro ringraziamento. Sembrerebbe che i dati siano aggiornati a numerosi mesi fa: alcuni studenti che avevano cambiato la password di recente, al momento di controllare l’elenco per vedere se i loro dati fossero coinvolti nella violazione, hanno scoperto che nell’elenco suddetto è riportata ancora la loro password precedente. Non è stato però finora possibile capire con precisione a quando risalirebbero i dati riportati nell’elenco. Sembrerebbe inoltre che la violazione sia avvenuta qualche giorno fa e che sia stata resa pubblica solo oggi con la pubblicazione dell’elenco: alcuni studenti affermano di aver riscontrato nei giorni scorsi che era stato chiesto a loro insaputa il rimborso della pratica dell’abbonamento studenti gratuito, ritrovandosi così impossibilitati a richiedere il rinnovo per il nuovo anno accademico. Sembrerebbe inoltre che questo fosse stato segnalato già una settimana fa circa al Consorzio Unico, al momento però è ignoto se fossero già stati presi provvedimenti: fino a stamattina il consorzio non ha rilasciato dichiarazioni stampa e contattando il numero telefonico riportato sul sito non è stato possibile ottenere risposta. Tornando all’attacco effettuato al sito, non sono stati resi noti i dettagli tecnici, né è stato rivendicato da alcun gruppo/individuo di hacker/cracker. È possibile solamente fare alcune ipotesi: in qualche modo potrebbe essere stato ottenuto l’accesso al database o ad un suo backup, poi le password potrebbero essere state ottenute poiché conservate in chiaro (alias non crittografate), poiché ne potrebbe essere stato effettuato l’hashing con un algoritmo insicuro (alias […]

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Confine e oltre: il mondo è volontà di sapere

Sfogliando un qualsiasi dizionario si trova che il termine ‘confine’ indica una «linea che circoscrive una proprietà immobiliare o il territorio di uno Stato o di una regione». Ridurre una parola del genere a un unico campo semantico è però estremamente riduttivo dato che, scorrendo nella medesima pagina di vocabolario, ci si accorge facilmente che i significati attribuiti a questo termine sono molteplici. Confine naturale, confine politico, passare i confini, azione di regolamento di confini non sono che la punta dell’iceberg della varietà incredibile di sfumature che questa parola può assumere. Il confine indica un limite comune, una separazione tra spazi contigui, ma è anche un modo per stabilire in via pacifica il diritto di proprietà di ognuno in un territorio conteso. Esso è generalmente associato all’idea di frontiera, che, interpretata in chiave più allegorica, una volta varcata consente di andare oltre il giusto, il consentito e il conoscibile. ‘Confine’ e ‘frontiera’ sono nozioni poste alla base della cultura occidentale, basti pensare ai Greci, primi indagatori dei meandri della metafisica, e ai loro miti. Icaro e Prometeo sono in tal senso emblematici poiché curiosi a tal punto da sfidare il volere degli dei e puniti proprio per la loro eccessiva indiscrezione. È stato però Ulisse ad aver esercitato la maggiore influenza nell’immaginario collettivo per il suo celeberrimo passaggio delle colonne d’Ercole, tanto da venire citato, oltre mille anni dopo la stesura dell’Odissea, da Dante nel ventiseiesimo canto dell’Inferno. Il poeta fiorentino, ponendo l’eroe omerico tra i consiglieri di frode, rispecchia quel pensiero medievale che, influenzato dalla dottrina cristiana, era restio a celebrare un’eccessiva curiositas dell’uomo, costretto a vivere entro i limiti imposti da Dio. Il confine per dividere: l’Europa contemporanea È così che arriviamo ai giorni nostri, agli anni venti del XXI secolo, che vedono la fine del sogno di un’Europa priva di confini e barriere. L’abbattimento del muro di Berlino e il Trattato di Maastricht, che sancirono rispettivamente la fine del mondo bipolare e la nascita dell’Unione Europea, non sono stati che un’illusione: siamo di fronte al ritorno dei nazionalismi e dei populismi in tutto il Vecchio Continente, partiti xenofobi come la Lega salviniana o Vox in Spagna sono quelli più in ascesa negli ultimi anni o arrivano fino al ballottaggio nelle elezioni politiche, alla destra lepenista nelle ultime elezioni francesi. Il fenomeno è dilagante in tutta Europa, e quel che più colpisce non è solo l’ascesa di ideologie che si erano credute scomparse dopo la fine dei totalitarismi del Novecento, ma la diffusione di queste in Paesi generalmente considerati paladini della democrazia o addirittura fondatori dell’UE come la Germania, la Svezia, l’Italia e la Danimarca. Gli stessi governi promotori di queste credenze investono poi milioni di euro nella ricerca, sostenendo l’abbattimento dei limiti umani verso un’ipotetica cura a tutti i mali o una colonizzazione dello spazio, ma allo stesso tempo incentivano la guerra e chiudono le frontiere, rispedendo al mittente quei migranti che fuggono dai conflitti provocati da loro stessi. Vi è dunque una concezione estremamente ambigua del confine al giorno d’oggi in Europa, di […]

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Luciano De Crescenzo, il tributo dei Quartieri Spagnoli

A un anno esatto dalla morte di Luciano De Crescenzo, avvenuta a Roma il 18 luglio 2019, Napoli gli dedica un favoloso murale nel cuore dei Quartieri Spagnoli. “Io penso che Napoli sia ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere”: recita così la scritta d’accompagnamento all’opera di sagace street-art firmata da Michele Quercia e Francesca Avolio inaugurata a Napoli la mattina del 18 luglio 2020 nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a un anno dalla scomparsa del grande scrittore partenopeo. La sua città natale gli aveva già donato un commosso addio durante le esequie tenutesi nella Chiesa di Santa Chiara, alle quali parteciparono migliaia di persone. Alle 11:30 del 18 luglio 2020, all’incrocio tra vico Tre Regine e via De Deo, nel “ventre di Napoli”, un nutrito gruppo di gente accorre per assistere all’inaugurazione del murale che ritrae Luciano De Crescenzo in una delle sue espressioni tipiche, sorridenti e con sguardo furbetto, contorniato dal suo pensiero-testamento che voleva Napoli ultima speranza per un’umanità altrimenti votata al trionfo del disumano. Rispettando la distanza di sicurezza e le disposizioni vigenti per via del coronavirus, il sindaco Luigi De Magistris dedica al compianto autore di “Così parlò Bellavista” un appassionato ricordo. Bloccata a Roma per motivi personali la figlia dello scrittore Paola, è però presente, in qualità di rappresentante della famiglia De Crescenzo, suo figlio Michelangelo, orgoglioso e felice del tributo riservato a suo nonno Luciano da parte della calorosa città d’origine. Il murale, realizzato con tempera acrilica, ha un titolo particolare, tutto partenopeo: si intitola, infatti, “‘O pallone ‘mmiez ‘e ‘mmachine”, ossia “Il pallone tra le macchine” e ritrae una scena caratteristica del vicolo in cui è ambientata, cioè il momento in cui dei ragazzini dei quartieri devono recuperare il pallone con cui stavano giocando, bloccatosi accanto a un’edicola votiva, con l’aiuto di una scopa. Al flash mob celebrativo sono presenti vari personaggi del mondo dello spettacolo tra cui gli attori Carmine Rizzo e Francesco Paolantoni, che spendono parole commosse per l’amatissimo “Professore”. Viene anche recitata la poesia di Totò “Core analfabeta”, con l’intento di rendere omaggio alla lezione di De Crescenzo secondo la quale il popolo napoletano è in tutto e per tutto un “popolo d’amore”. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione “Quartieri Spagnoli 1536” presieduta da Raffaele Esposito. L’evento è stato fortemente voluto anche da Renato Ricci, amico storico di De Crescenzo e fondatore del primo fan club a lui dedicato, in collaborazione con il Tavolo Interassessorile per la Creatività Urbana del Comune di Napoli e la Municipalità Napoli 2, rappresentata dal Presidente Francesco Chirico e dal suo vice Luigi Carbone. Dulcis in fundo, al termine della presentazione del murale, la Pasticceria “Seccia” ha offerto un delizioso dessert e “Don Café – Street Art Coffee” ha preparato per tutti i presenti un bicchierino di caffè con la “cuccumella”, la tipica caffettiera “sott’e’ncoppa” tanto amata da Eduardo e di certo anche da Luciano De Crescenzo, in quanto espressione perfetta delle eccellenze ed aspettative partenopee. Un’atmosfera squisitamente partenopea che all’insopprimibile passione per la […]

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Cambiamenti Climatici: cosa sono e come combatterli

Cambiamenti climatici: cosa sono? I cambiamenti climatici sono variazioni del sistema climatico terrestre determinate prevalentemente da interferenze antropogeniche, tra cui l’emissione nell’atmosfera di alcuni gas. La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come convenzione di Rio, utilizza il termine “mutamenti climatici” solo per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall’uomo e quello di variabilità climatica per quello generato da cause naturali. In alcuni casi, per riferirsi ai mutamenti climatici di origine antropica si utilizza l’espressione mutamenti climatici antropogenici. Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP per cambiamenti climatici si intende “qualsiasi cambiamento di clima attribuito direttamente o indirettamente ad attività umane, il quale altera la composizione dell’atmosfera mondiale e si aggiunge alla variabilità naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili”. Alcuni esempi di cambiamenti climatici sono il riscaldamento e il raffreddamento globale. L’uomo esercita un’influenza crescente sul clima e sulla variazione della temperatura tramite varie attività come  la combustione di combustibili fossili, la deforestazione e l’allevamento del bestiame. Queste attività, aggiunte alle enormi quantità di gas serra presenti naturalmente nell’atmosfera, incrementano l’effetto serra e determinano il fenomeno del riscaldamento climatico globale. In questo secolo la ferocia dell’uomo è così spietata che a causa della sua interferenza sembra che il pianeta si stia riscaldando molto più velocemente rispetto agli ultimi milioni di anni. In modo da evitare che i miglioramenti in ambito economico vadano a creare dei danni irreversibili al patrimonio ambientale delle generazioni future si è richiesto di attuare una politica precauzionale, evitando attività rischiose per l’ambiente in mancanza di piene certezze scientifiche. Accordi bilaterali e multilaterali si sono andati moltiplicando negli ultimi anni. Di vitale importanza sono stati la convenzione del 1979 sugli inquinamenti atmosferici, la convenzione dell’IAEA del 1986 sulla tempestiva notifica degli incidenti nucleari che si limitò a stabilire degli obblighi di cooperazione preventiva, informazione, assistenza e consultazione reciproca. La convenzione di Vienna del 1985, ratificata da 150 Stati tra cui l’Italia per la protezione della fascia di ozono, il Protocollo di Kyoto del 1997 sulla riduzione dei gas-serra, la Conferenza sul Clima tenuta a Durban il 28 Novembre 2011.  Molto importante è la Convenzione di Nairobi del 1992, adottata con lo scopo di tutelare la moltitudine di specie biologiche esistenti nei diversi ecosistemi. Viene inoltre disciplinato l’impatto ecologico negativo delle biotecnologie (in particolare la produzione di alimenti geneticamente modificati). Ma il problema di tutti questi accordi è la loro osservanza. Il quadro di oggi è molto drammatico; un esempio eclatante è stato fornito dalla Conferenza sul Clima di Durban in cui i due principali produttori di CO2 al mondo, USA e Cina, sono rimasti fuori dall’accordo volto a diminuire l’emissione di gas-serra. Conseguenze dei cambiamenti climatici Secondo un documento pubblicato dal Breakthrough National Centre For Climate Restoration, un centro di ricerca e innovazione a Melbourne, entro il 2050 l’attuale traiettoria ci porterà a raggiungere i 3°C di riscaldamento globale che a loro volta amplificheranno i processi di feedback ambientali che provocheranno un ulteriore riscaldamento e, di conseguenza, il collasso di ecosistemi fondamentali per la […]

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Premio Napoli 2020: annunciate le terne finaliste della 66esima edizione

Torna il Premio Napoli: annunciati i nove finalisti per le sezioni di Narrativa, Saggistica e Poesia della 66esima edizione del concorso. Per l’occasione la Fondazione lancia con Scabec il nuovo progetto I Luoghi di Napoli La Fondazione Premio Napoli rinnova l’appuntamento con il prestigioso Premio Napoli, storico riconoscimento letterario italiano giunto alla sua 66esima edizione. Il Presidente della Fondazione e della Giuria Tecnica del Premio, l’avvocato Domenico Ciruzzi, ha annunciato durante la conferenza stampa nella sede della Fondazione le terne finaliste per l’edizione 2020: dei 101 titoli candidati sono stati selezionati dalla Giuria Tecnica i nove i finalisti per le tre categorie di Narrativa, Saggistica e Poesia, tra cui spicca Einaudi Editore con più di un titolo. Per la Narrativa: Valeria Parrella, Almarina (Einaudi Editore); Remo Rapino, Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (Minimum Fax); Igiaba Scego,La linea del colore (Bompiani). Per la sezione Saggistica: Sarah Gainsforth, Airbnb città merce (DeriveApprodi); Luciano Mecacci, Besprizornye (Adelphi); Davide Sisto, Ricordati di me (Bollati Boringhieri). Per la categoria Poesia: Igor Esposito, La memoria gatta (MagMata); Tommaso Giartosio, Come sarei felice (Einaudi Editore); Cesare Viviani, Ora tocca all’imperfetto (Einaudi Editore). I vincitori saranno selezionati attraverso il voto della Giuria Popolare che ogni anno si compone mediante le iscrizioni sul sito della Fondazione Premio Napoli, realizzando una piena sinergia tra città, Provincia, scuole e anche gli istituti carcerari di Poggioreale e Secondigliano. La premiazione avverrà nel corso della consueta cerimonia che si svolgerà a dicembre al Teatro Mercadante. Premio Napoli: le Sezioni Speciali Alle tre sezioni classiche si affiancano altre sezioni “speciali”, affidate al giudizio della sola Giuria Tecnica: “Internazionale”, “Premio Speciale di Cultura”, “Premio Scrittori per l’Europa” e “Premio Napoli Napoletani Illustri”. Della Giuria Tecnica, composta da quindici membri esperti, una folta rappresentanza è costituita da docenti universitari, tra cui Chiara Ghidini (Università L’Orientale di Napoli), Massimo Fusillo (Università degli Studi dell’Aquila), Bruno Moroncini (Università degli Studi di Salerno), Ermanno Paccagnini (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Matteo Palumbo (Università di Napoli Federico II), Monica Ruocco (Università L’Orientale di Napoli), Pasquale Sabbatino (Università di Napoli Federico II) e Paola Villani (Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa); ne fanno parte anche personalità del mondo culturale come gli scrittori Wanda Marasco, Lorenzo Marone e Antonella Cilento, l’autore e critico televisivo Stefano Balassone, lo sceneggiatore e regista Maurizio Braucci, i giornalisti Antonio Gnoli e Antonio Tricomi, i giuristi Alfredo Guardiano e Sergio Moccia, il medico e poeta Eugenio Lucrezi. I luoghi di Napoli Le attività della Fondazione non si limitano al premio letterario ma coprono un più ampio raggio, attraverso la promozione della riflessione culturale per la città, la provincia e l’intera area regionale. Avendo appena concluso FarSi Rivista, rassegna di incontri con le riviste letterarie e i litblog sulla critica e sulla divulgazione letteraria curato dalla Professoressa Chiara Ghidini e da Francesco Morra, la Fondazione presenta il nuovo ciclo di appuntamenti per quest’estate: I luoghi di Napoli. Magie e incanti. Con questa iniziativa Fondazione Premio Napoli e Scabec cureranno insieme il progetto […]

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L’estate perduta e l’incontro con Pavese a Capodimonte

L’estate perduta e l’incontro con Pavese alla Reggia di Capodimonte Il Napoli Teatro Festival ha presentato il 16 luglio in prima assoluta, presso il Cortile della Reggia di Capodimonte, con ben tre repliche durante la serata L’estate perduta – ballata per Cesare Pavese, uno spettacolo con Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Forni, Roberto Aldorasi, dedicato alla figura dello scrittore Cesare Pavese. Quattro interpreti si presentano sul palco. Quattro voci e due strumenti. Leggono, cantano, si fanno il verso, si completano le frasi. Tutti, però, costituiscono un uno. Un solo, ed è Cesare, che si presenta nelle sue sfaccettature, con la voce interiore della sua anima, del suo prima e del suo dopo, e con il peso di una storia, quella della sua vita, sfregiata da profonde ferite. Così, parla con sé stesso, con quello che era e con noi. Ma sempre nudo, come fosse da solo. Formula quasi un flusso di coscienza, mai arrestato, mai completamente inibito, scandito solo dalle melodie delle chitarre. Nella cornice magica della Reggia di Capodimonte, le luci fioche e le voci emozionanti di questi quattro interpreti trasformano lo spettacolo in una ninna nanna, che ti culla e ti trasporta, ma improvvisamente ti colpisce e ti rivolta. Perché la vita di Cesare, come quella di ognuno, sembra sempre tendere agli eccessi. Così ci lancia in faccia uno spaventoso e meraviglioso dualismo, costante in ogni espressione. Il dualismo campagna-città e L’estate perduta Fin da subito si presenta il tema della contrapposizione campagna-città, che sorregge inevitabilmente quello di fanciullezza-maturità. Cesare afferma che la vita vera, per quanto aspra e contradditoria, l’ha trovata in città; che la crescita, la maturazione sono il prodotto di quel contatto con la città. Forse perché è più semplice camminare sulla strada che non ci appartiene, forse perché è giusto che certe cose, pure, vere e lontane, siano lasciate dove sono, senza toccarle. Ma il prezzo da pagare resta caro e Cesare pare sentire a pieno il peso di ciò che perde: l’estate. Quella che, negli anni in campagna, sembrava un tempo infinito e unico, pervaso da una noia che era serenità, che trasformava il vento in vuoto e il vuoto in musica, è andata perduta. Ora, in città, il vento si è trasformato in carne, in donna. Il sesso, l’America e la solitudine Ed anche l’amore, il desiderio di condivisione, addirittura il sesso finiscono per essere scissi, da donne spregiudicate, indipendenti, approfittatrici, che lo dominano e lo rivoltano a loro piacimento. Ma anche in questo caso, lui le subisce, perché, rapito, riconosce in loro, come nel sesso, la più profonda antitesi dell’esistenza: vita e morte. Questa stessa contrapposizione è incarnata perfettamente nell’Italia del secondo dopoguerra e nel mito dell’America liberale e spregiudicata, quella che Cesare cercava in Hemingway, Lowell e la Stein, ma che non incontrerà mai realmente, se non nei suoi libri. Particolarmente coinvolgente è la rilettura e la reinterpretazione della Genesi, in una forma caricaturale in cui Adamo ed Eva dibattono sul peso della solitudine che diviene il motivo scatenante del […]

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Eventi nazionali

GiocaItalia, a Salerno la 42esima edizione della kermesse

Annunciata venerdì 10 luglio in conferenza stampa, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la nuova edizione di GiocaItalia, nato 42 anni fa da un’idea di Cino Tortorella e il giornalista autore di tante trasmissioni tv Sebastiano Sandro Ravagnani, con la collaborazione dell’allora funzionario del Comune di Salerno Armando Pagliara. Torna puntuale l’evento “GiocaItalia/GiocaSalerno”, organizzato dalla S&M Production di Sebastiano Sandro Ravagnani e Marco Saccone. Ma questa volta si tratta di un vero e proprio ritorno a casa: la kermesse, infatti, dopo aver viaggiato in vari Paesi del mondo, quest’anno si svolgerà di nuovo a Salerno il 30 e 31 luglio. Appuntamento invece a Vietri sul mare, il 1° e il 2 agosto con convegni, proiezioni e concerti presso l’Anfiteatro e Marina di Vietri. A ospitare la manifestazione, che dal 1977 premia le eccellenze di tutto il mondo, saranno diverse location della città che si avvarranno della presenza di personaggi celebri del mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo tra cui Mogol, il trio di soprano noto con il nome di Appassionante, il compositore Umberto Scipione, Pjero (finalista di X-Factor), la cantante Annalisa Martinisi, il gruppo Percussionamo, il gruppo rivelazione dell’anno Groove Explosion, il ballerino di danze latino americane Cosimo, il gruppo Tarantella Five e Claudio Gubitosi, fondatore del Giffoni Film Festival. GiocaItalia: il gioco come strumento per trasmettere sani valori Tante le attività previste (laboratori, mostre, master class, spettacoli, proiezioni), adatte a un pubblico di tutte le età, con l’intento che da sempre contraddistingue GiocaItalia: diffondere i veri valori attraverso il gioco. Un Comitato scientifico/culturale e uno composto da bambini assegneranno i Premi GiocaItalia 2020 che verranno consegnati nel corso della serata di gala del 30 luglio, nella magnifica cornice dell’Arena del Mare. Presso il teatro Augusteo di Salerno si svolgeranno le attività della seconda giornata: alle 10 inizieranno i talk show con psicologi, docenti, scrittori; sarà possibile inoltre visitare la mostra fotografica di Gerry Frezza sul “Torneo Santa Teresa” e una mostra sulle Olimpiadi del 1960 a Roma. In serata, tanti altri ospiti e la consegna delle chiavi della Città all’allenatore di calcio ed ex calciatore Franco Liguori. Realizzato col patrocinio della Regione Campania, del Comune di Salerno, e di quello di Vietri sul Mare, GiocaItalia/GiocaSalerno si avvale delle collaborazioni con l’associazione culturale “La Giostra” e con la testata giornalistica WBE Channel. I biglietti per accedere alle prime due giornate sono disponibili su www.vivaticket.com. Dicono i promotori: «Il nostro è un evento consolidato nel tempo, una formula di successo giunta al traguardo del quarantaduesimo anniversario. La manifestazione, uno degli eventi centrali dell’estate di Salerno, si svolgerà nel rispetto dell’applicazione delle norme anticontagio. Chiediamo ai cittadini di prestare la massima attenzione nel rispetto delle linee guida in materia di sicurezza imposta dal Governo – spiegano gli organizzatori – Ricordiamo l’obbligo di indossare la mascherina, l’adozione del distanziamento sociale e la massima cura nell’evitare la formazione di assembramenti». Fonte immagine: ufficio stampa

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