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Eroica Fenice

La categoria Attualità contiene 801 articoli

Attualità

Didattica a distanza: strumenti e riflessioni

Le scuole sono chiuse a causa del Covid-19 e di conseguenza la didattica in queste ultime settimane ha inevitabilmente subito, anch’essa, un importante cambiamento, dovuto alla situazione d’emergenza che il mondo vive. Il Governo, e in particolar modo il Ministero dell’Istruzione, in una situazione inevitabilmente cruciale, ha optato per la cosiddetta didattica a distanza, volta a mantenere attivi i ragazzi, e soprattutto pensata per non fermare l’attività interdisciplinare degli studenti. Didattica a distanza, che cos’è e come funziona In uno scenario radicalmente mutato, i docenti, di qualsivoglia scuola di ordine e grado, sono impegnati con i propri studenti ad inviare compiti, fare videolezioni quotidiane, utilizzare le piattaforme didattiche, spiegare e aiutare i ragazzi senza interrompere il piano di studi previsto. In alcuni casi si usano strumenti tecnologici avanzati, attraverso cui seguire le lezioni in modo agevole e continuativo. In molti casi si realizzano videoconferenze, lezioni vere e proprie su Skype o altri supporti. Naturalmente, lo svolgimento della didattica a distanza prevede l’uso di strumenti digitali, quali tablet o computer (alcune scuole stanno provvedendo a fornire supporto alle famiglie meno agiate, in questo senso) di cui i ragazzi hanno perfetta conoscenza, e sembrano ben interagire tramite questi validi “alleati”. La soluzione metodologica adottata in Italia è già propria di alcune comunità, che basano le proprie lezioni su strumenti digitali, anche se possono apparire attualmente inusuali, in un momento di emergenza e pur prevedendo qualche limitazione o disagio; bisogna precisare però che proprio tale soluzione o metodologia, può diventare il punto di inizio per una scuola, e quindi una didattica o una pratica scolastica, sempre più digitale. L’insegnante che ruolo riveste nell’ambito della DAD? In quest’ottica, l’insegnante, chiamato ad usare gli strumenti tecnologici propri della didattica a distanza, diventa una sorta di tutor, che accompagna, con materiale già pronto e facilmente fruibile, lo studente in una dimensione di autonomia. Inoltre, proprio gli spazi ampi della cosiddetta didattica online, permettono di creare soluzioni nuove, e attività consapevoli da parte degli studenti, chiamati a scegliere come organizzare il proprio tempo, in che modo studiare o se magari chiedere il supporto di un docente. Nuove prospettive di crescita, non più tra le mura scolastiche, dove spesso i ragazzi ammettono di sentirsi “intrappolati”, ma raccolte in uno spazio personale, di cui si ha conoscenza, dove è possibile sentirsi al sicuro. Una grande possibilità di emergere, soprattutto per quegli studenti che spesso in classe tacciono, per timore, o per vergogna, e soprattutto, strumenti con cui i ragazzi hanno dimestichezza, quasi degli alleati, in un momento purtroppo difficile. Stimolare i ragazzi a dare il meglio di sé, a distanza, può rappresentare una grande sfida per ogni insegnante. Riuscire ad arrivare, attraverso gli strumenti propri della didattica a distanza, alla mente di ogni giovane studente, o anche nel cuore dei più piccoli (nel caso della scuola primaria) incentivando la riflessione, è sicuramente un grande traguardo. Le piattaforme e i materiali multimediali, gli strumenti digitali, aiuteranno gli insegnanti in questo periodo cruciale, con un nuovo “modo di fare scuola”. Si […]

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Diario di una quarantena. Il rumore nel silenzio

Ciao Covid-19. È una ventinovenne che ti parla, una ventinovenne alle soglie dei trenta, restia e un po’ timorosa nell’immergersi. Lo sai che stai mettendo a dura prova cuori, umori e desideri di quanti rimpiangono la libertà di un contatto, di una passeggiata di fronte al mare, di un bacio che sa di universo? Tra queste migliaia di cuori stropicciati c’è anche quello di una ragazza, donna e fanciulla a seconda della Luna. Lei è una sognatrice. Ama volare senza freni, senza direzioni, senza inibizioni. Ama l’arte, in tutte le sue forme. La musica nutre la sua anima, insieme all’amore, con cui e per cui vive. La danza scandisce il tempo, che come un bradipo si trascina lento nel suo cuore, ma a ritmo deciso. La scrittura accompagna le sue giornate, tristi e gioiose, inducendola a vomitare catarticamente quell’oceano di segreti e pensieri, i più reconditi dell’essere. Lei avverte in sé quell’infinito, quell’immenso che trova spazio in un corpo piccolo, pronto ad esplodere e inondare tutt’intorno di magia e bellezza. Lei sente un’energia, che si propaga dentro e fuori, come in un flusso di onde gravitazionali, brillando come stelle e ardendo come il fuoco della passione. Ma sai bene, Covid-19, che in un periodo come questo, di ardue restrizioni e limitazioni alla libertà di movimento e contatto, tale incredibile iperuranio dell’anima non può che esprimersi in uno spazio infinitamente più piccolo di quanto possa essere quello del mondo intero o di una grande città. Ma l’anima di questa ventinovenne è determinata a cercare la luce, anche nell’apparente tunnel di disagio e crisi personale. L’anima di questa eterea sognatrice prende forma in passioni concrete, decidendo di porre la mente al servizio del cuore e il cuore al servizio della mente. Testarda e viva, solleva i cerotti dalle ferite della sfiducia, decidendo sicura di continuare a concedersi il nutrimento che merita. Qui interviene Lei, oasi nel deserto e cibo in periodo di carestia: la musica. Ecco che quell’anima bisognosa d’amore e assetata di emozioni che spezzano il fiato rispolvera passioni assopite. Si ritrova lì, davanti a quel vecchio pianoforte, quanto mai inedito ora nei suoi pensieri. Lo scruta, lo sfiora, passando delicatamente i polpastrelli dal nero al bianco dei tasti, producendo suoni delicati alternati a quelli più gravi o acuti. Sfiorando quel magico strumento comincia ad avvertire in sé la primavera del cuore. Nella mente immensi campi, alberi e sentieri si colorano di una caleidoscopica fioritura. Gli uccellini inscenano spettacoli canori, accompagnati dallo scroscio di un ruscello e dal vento che crea con le foglie soavi percussioni. Ecco che in quell’anima, spesso insicura, a volte un po’ claudicante, si insinua l’orchestra dell’armonia universale, qualcosa di immenso e vibrante pur nello spazio fisico di una stanza. Lancia una sfida con se stessa: riuscire a suonare e cantare I’ll Never Love Again di Lady Gaga e Bradley Cooper, con tutta la bellezza e la forza che ad ogni nota si rigenerano nel cuore. Le labbra cominciano ad emettere suoni incantevoli e le mani intraprendono […]

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Teatro virtuale, iniziative per superare l’isolamento

Il teatro diventa virtuale riaprendo le sue porte per superare questo momento così critico, e uscire dall’isolamento forzato. “Senza arte, letteratura, teatro, musica non esistono popoli, ma soltanto masse senza identità.” Nei giorni in cui l’Italia faceva i conti con le proporzioni del contagio e prendeva le misure delle strategie più adatte ad arginarlo, i primi ad essere chiamati al sacrificio della sospensione delle attività sono stati teatri, luoghi di cultura e divertimento. Troppo pericoloso tenere aperti luoghi di grande aggregazione, troppo difficile garantire la sicurezza di artisti e spettatori, così le porte si sono chiuse per tutti sui palcoscenici italiani lasciandoci un po’ orfani di poesia e bellezza. Ma in una città come Napoli il teatro non è solo spettacolo e diversione, il teatro è cultura ed identità civile, il teatro è coscienza e senso di appartenenza ad una collettività viva e creativa. Nella piena consapevolezza del ruolo che l’arte teatrale può avere in un momento così critico, il teatro ha riaperto virtualmente le sue porte per continuare a regalare momenti di arte e riflessione, o semplicemente per fare compagnia ai suoi smarriti figliastri. Con questo spirito il Teatro San Carlo ha lanciato, fin dai primi giorni di applicazione delle misure preventive, l’iniziativa #stageathome con l’intento di continuare a diffondere arte e musica in tutte le case. Il teatro (virtuale) San Carlo a casa tua L’iniziativa prevede una fitta programmazione di spettacoli delle passate Stagioni che potranno essere fruibili direttamente da casa attraverso i canali social del Teatro, tra cui spiccano Cavalleria Rusticana, Manon Leascaut e la coreografia di Cenerentola. Accanto alla programmazione artistica, viene inoltre proposta una lunga serie di contenuti extra che vanno dalla possibilità di fare tour virtuali del teatro alla fruizione di approfondimenti storici, backstage e interviste disponibili attraverso le piattaforme RaiPlay, YouTube e Opera Vision. Alle iniziative del San Carlo fanno eco molti altri teatri partenopei tutti accomunati dallo sforzo di tenere vivo il patto d’amore che li lega alla propria gente e alla propria terra. Il Teatro Stabile di Napoli mette a disposizione dei suoi fedelissimi spettatori una selezione di video di spettacoli che hanno lasciato il segno nelle passate Stagioni, ad aprire la rassegna virtuale ‘Nzularchia di Mimmo Borrelli e Mal’essere di Davide Iodice. Ma anche per lo Stabile i contenuti si diversificano nelle forme creative, lasciando spazio a monologhi sperimentali dei giovani studenti della scuola teatrale attraverso la campagna #teatroacasa; una forma di comunicazione e interazione che unisce l’esigenza di sperimentazione dei giovani attori alla voglia d’arte degli spettatori il tutto chiuso nella scatola del web. Infine gallerie fotografiche e raccolte di citazioni tratte dalle più famose produzioni del Teatro Stabile trovano spazio nell’iniziativa Memorie d’archivio a ripercorrere i momenti più belli della giovane storia del Teatro. Da segnalare sono poi le iniziative virtuali e le condivisioni di video e materiale creativo da parte di molte altre associazioni teatrali. Ricordiamo la stagione virtuale inaugurata dal Nest Napoli Est Teatro, inaugurata il 9 Marzo con la diretta streaming dello spettacolo “Muhammed Ali” […]

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Come affrontare la quarantena, i consigli della dottoressa Gaetana Polo

Vi proponiamo di seguito la nostra intervista alla psicologa e psicoterapeuta Gaetana Polo, impegnata da anni in ambito clinico, forense e delle cooperative sociali, per affrontare con più serenità questo periodo di isolamento. È un momento difficile. L’essere umano è per natura un essere sociale. La frenesia della vita quotidiana ci risucchia in una spirale di impegni e faccende che spesso ci allontanano dal nostro io più profondo, ed è per questo che in situazioni di emergenza, come quella che ci troviamo a vivere oggi a causa del Coronavirus, siamo spesso disorientati e la paura prende il sopravvento. L’isolamento forzato a cui siamo costretti, per quando sia per il nostro bene, ci mette di fronte al confronto con noi stessi, quello che spesso ci spaventa più di tutti. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, e spesso cercare aiuto in persone competenti come psicologi e psicoterapeuti può essere una vera e propria salvezza. In un momento come questo, più che mai, l’aiuto di un esperto può essere fondamentale come lo è la dottoressa Gaetana Polo, la quale ci ha concesso la seguente intervista. Come affrontare la quarantena, l’intervista alla psicologa Gaetana Polo -L’essere umano è per natura spinto alla socialità; la mancanza di contatto sociale in che modo influisce sul benessere del singolo? L’essere umano è di per sé un individuo che, durante la sua evoluzione, ha sviluppato un comportamento collettivo che lo induce a intrattenere delle relazioni interpersonali e a sentirsi pienamente realizzato se è in relazione. Sicuramente esse sono fonte di appagamento e senso di sicurezza. La “mancanza di contatto sociale” a cui ci sta costringendo la presenza del COVID-19 incide sul benessere del singolo creando un innalzamento dei livelli di stress emotivo. In questo momento è normale sentirsi spaventati, soli e confusi, quindi bisogna trovare un nuovo adattamento a questo cambiamento spazio-temporale. Fortunatamente dentro ognuno di noi si attivano delle modalità di reazione che ci permettono di tollerare lo stress. Basti pensare alle persone che in questo momento si dedicano di più ai propri hobby, a cucinare o alle tante iniziative che si stanno diffondendo (flash mob), all’utilizzo dei social che in qualche modo mantengono il “senso di collettività” e di “contatto” in un modo diverso. -Cosa possiamo fare per non essere sopraffatti dalla negatività delle informazioni che ci arrivano? Sicuramente la capacità di adattarsi a questo cambiamento di vita dipende da vari fattori, tra cui anche l’agente stressante. Se quest’ultimo viene amplificato notevolmente con numerosi stimoli informativi, tendiamo a essere sovraccaricati e a sentirci sopraffatti, in quanto stiamo ancora costruendo il nostro nuovo adattamento essendo una situazione ancora in fase di emergenza. Pertanto bisognerebbe attenersi solo alle notizie divulgate dalle testate giornalistiche nazionali e rifarsi solo a fonti scientifiche per comprendere al meglio la problematica e il rischio in modo da poter poi prendere precauzioni ragionevoli. Bisognerebbe, in ogni modo, ridurre il tempo che si trascorre a guardare o ascoltare informazioni che possiamo percepire come spaventosi, al fine di limitare anche la preoccupazione e l’agitazione. […]

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Amuchina: il disinfettante made in Italy compie 70 anni

Il disinfettante Amuchina compie 70 anni ed é considerato uno dei prodotti più utili e conosciuti dagli italiani ed é adoperato per la pulizia, disinfezione ed igiene della cute e delle superfici. La sua realizzazione é avvenuta a Genova nel 1939 ideata da Pietro Giaviotto e suo figlio Giorgio ed é considerata il miglior disinfettante utilizzato in tutta Italia con grande frequenza e composto da un’alta percentuale di cloro ed alcool che lo rendono altamente antibatterico. La storia dell’Amuchina è genovese e rappresenta un orgoglio nazionale tutto italiano. L’Amuchina, potente disinfettante dalla forte azione antibatterica ed antivirale, diventò nel periodo che va dagli anni ’50 fino agli anni ’70 prodotto leader negli ospedali per sterilizzare e rendere igienici le sale operatorie ed in particolar modo per i macchinari della dialisi. Negli anni ’80 si stima che l’Amuchina sia stata largamente utilizzata per la sua azione antimicrobica sia la cute che per igienizzare le superfici di luoghi pubblici condivisi da centinaia di persona come poste, banche ed uffici e per disinfettare sia frutta e verdura sia capi di abbigliamento. Amuchina: prodotto fondamentale contro il Colera e il CoronaVirus Essendo uno dei disinfettanti più conosciuti e potenti a livello europeo, l’Amuchina é stato un prodotto chiave ed essenziale per combattere l’epidemia di colera che colpì il Sud Italia in particolar modo la città di Napoli nel 1973. È stato indispensabile utilizzarla per rendere l’acqua potabile e senza batteri e per disinfettare grandi quantità di frutta e verdura provenienti dai mercati. Oltre al boom economico che l’Amuchina, prodotto Made in Italy per eccellenza, ha ottenuto negli anni 2000 quest’anno a distanza di 20 anni ha raggiunto picchi vertiginosi di vendita a causa del Coronavirus, il male del 2020, che sta colpendo in Italia oltre 30000 persone. L’Amuchina è considerata un disinfettante prezioso che è andato a ruba nei mesi di Febbraio/Marzo 2020, risulta essere il prodotto più venduto per poter contrastare il Coronavirus che si sta espandendo rapidamente per tutta la penisola italiana. Considerato da oltre 50 anni un orgoglio nazionale, si è rivelata davvero molto valida ed utile per disinfettare la cute delle persone che lavorano o viaggiano e per tutti coloro che sono anziani o malati, di conseguenza particolarmente fragili. Il disinfettante Amuchina compie 70 anni: Speculazioni sul prezzo Il prezzo dell’Amuchina é salito esponenzialmente ed é stato spesso definito prezzo stellare, poiché nel giro di un paio di settimane tutte le farmacie, i supermercati ed in negozi specializzati di igiene della persona sono rimasti sprovvisti. È iniziata così una corsa sfrenata per acquistare online il disinfettante ed é proprio tramite gli e-commerce che si sono avute le più grandi speculazioni ad esempio la vendita di 4 confezioni di Amuchina di 800ml al prezzo superiore ai 100 Euro. Ricetta pubblicata dall’ OMS L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per far realizzare un disinfettante forte simile all’Amuchina in questo periodo di emergenza Coronavirus, ha pubblicato la ricetta in modo da poterlo preparare a casa. Occorre procurarsi un recipiente ben pulito, l’alcool per liquori […]

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La Cultura non si Ferma di Maurizio de Giovanni

La cultura non si ferma! Maurizio de Giovanni, il famoso scrittore napoletano conosciuto ed apprezzato in tutta Italia per i suoi romanzi gialli avvincenti che scrive da oltre 10 anni, si impegna a contrastare la forte tristezza e paura che in questo periodo di epidemia del Coronavirus alberga nel cuore di tutti. Da persona colta comprende l’importanza di coinvolgere diverse generazioni in qualcosa di positivo e propositivo e lancia la nuova iniziativa socio-culturale online “La cultura non si ferma!” proponendo diverse tematiche e riunendo numerosi followers tramite dirette Facebook. Durante queste ha promesso di illustrare alcuni passi del suo nuovo interessante romanzo “Una lettera per Sara” edito da Rizzoli, la cui pubblicazione era prevista a marzo prima dell’emergenza sanitaria nazionale Coronavirus annunciata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. La Cultura non si Ferma di Maurizio de Giovanni: Di che si tratta? L’obiettivo dell’ iniziativa online “La Cultura non si ferma” mira a far divertire, riflettere ed unire tutte le persone, la maggior parte giovani che si sentono soli perché seguono il #iorestoacasa in queste settimane di permanenza a casa, per discutere in merito a diverse tematiche socio-culturali che possano spronare la mente ed il cuore contrastando cosi’ questo periodo nero che l’Italia sta vivendo. Oltre il #IoRestoaCasa divenuto virale sui social network, lo scrittore vuole esprimere un altro messaggio efficace: possiamo essere uniti anche se lontani, possiamo quindi stare insieme nello stesso tempo anche se a km di distanza. Tra i diversi obiettivo di questa iniziativa online lo scrittore Maurizio De Giovanni vuole dare impulso a tutti coloro hanno la passione per la lettura e per la scrittura, in particolar modo agli aspiranti romanzieri. La Cultura non si Ferma di Maurizio De Giovanni: Prima diretta La prima diretta che fa parte dell’ iniziativa online “La cultura non si ferma” è stata svolta dallo scrittore Maurizio de Giovanni sulla sua pagina Fanclub venerdì 13 marzo alle ore 17 ed ha ottenuto un successo incredibile perché seguita da oltre 300 persone tra cui molti giovanissimi. Solare e simpatico si presenta in diretta accogliendo con entusiasmo le numerose domande. Una tra le prime è “Ha intenzione di scrivere un romanzo sul Coronavirus? e lo scrittore risponde: “Non scriverò una storia sul Coronavirus perché il mio stile è quello di raccontare una storia, prendendo spunto dalla vita reale non descrivendo e riportando in un libro una storia totalmente vera. Consiglio ai giovanissimi di tenere un diario intimo non da pubblicare“. L’ invito dello scrittore Maurizio De Giovanni è quello di scrivere un diario personale dove la scrittura risulta essere un’ arma vincente per vincere la paura, per distrarre la mente e per fare un confronto tra passato e presente. Un’ altra domanda che viene rivolta allo scrittore è su quale musica predilige in questo momento e Maurizio De Giovanni risponde: “Grazie per la domanda è davvero molto importante in questo periodo ascoltare la musica personalmente preferisco quella jazz dalla sonorità calda, il pianoforte ed il sassofono. La musica è un ottimo rimedio […]

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Solidarietà Digitale: libri, Giga e informazione gratis

La lunga lista dei servizi digitali gratuiti offerti da Solidarietà Digitale, l’iniziativa del Ministero per l’Innovazione Tecnologica e AGID per ridurre l’impatto dell’emergenza coronavirus: libri, Giga e informazione gratis. Il Ministero per L’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione e l’AGID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, hanno lanciato il programma Solidarietà Digitale con l’obiettivo di limitare le ripercussioni sociali ed economiche dovute all’epidemia di Covid-19 che sta costringendo gli italiani all’isolamento nelle proprie case. Imprese e associazioni hanno messo a disposizione della popolazione italiana servizi digitali gratuiti per permettere di continuare le proprie attività e mantenere le proprie abitudini di vita, rispettando al tempo stesso le disposizioni a tutela della salute durante l’emergenza coronavirus. Promosso inizialmente per le (ex) zone rosse dell’Italia settentrionale, il ministro per l’Innovazione Paola Pisano ha esteso il progetto a tutta la penisola dopo l’ultimo drastico decreto dell’8 marzo del Presidente Conte. Abbiamo tutti il dovere di restare a casa e di uscire solo se strettamente necessario, per contenere la diffusione del virus e proteggere le fasce della popolazione più deboli ed esposte al contagio. Per alleviare questa limitazione e migliorare la gestione del lavoro e delle normali attività quotidiane l’innovazione digitale viene in soccorso ai cittadini, professionisti e aziende. Così diverse imprese offrono gratuitamente strumenti per facilitare lo smart working, a garanzia del lavoro ma anche per fronteggiare il rischio di perdite economiche. Numerose anche le soluzioni di e-learning per rimanere al passo con il calendario delle scuole e delle università, senza tralasciare la ricchissima offerta legata all’intrattenimento durante questa faticosa quarantena. L’iniziativa è stata un tale successo che l’elenco con tutti i partner sul sito ufficiale di Solidarietà Digitale è in costante aggiornamento. Smart working e l’e-learning Sono numerosissime le imprese che hanno accolto l’invito del Governo italiano fornire gratuitamente i propri servizi per favorire lo smart working e l’e-learning. Tra le tante, Connexia offre per due settimane l’uso gratuito della piattaforma di smart working Webex e al termine del periodo non ci sarà alcun obbligo o costo; per le scuole e le università sono a disposizione gratuitamente le piattaforme di WeSchool (powered by Tim) e Cisco Webex, che consentono di tenere lezioni da remoto, far interagire studenti e docenti, collaborare e condividere documenti e dati. Ed è anche previsto l’affiancamento e il supporto da parte di volontari IBM. Amazon gioca su due tavoli: non solo intrattenimento ma anche e-learning su materie STEM destinato ai docenti. I corsi riguarderanno le opportunità del Creative Learning e Coding applicate alla didattica e durante l’attività verranno presentati strumenti gratuiti per creare un kit per progetti in classe. Solidarietà Digitale per l’intrattenimento, l’informazione e l’inclusione Per rendere meno stressante l’isolamento, Solidarietà Digitale non ha trascurato l’intrattenimento, così si può leggere gratuitamente un giornale anche senza andare in edicola o un libro senza andare in libreria, utilizzando i propri dispositivi digitali da casa. Le riviste di Edizioni Condé Nast Italia (Vanity Fair, Vogue, Wired, GQ, La Cucina Italiana), i quotidiani La Stampa, La Repubblica, Il Riformista sono solo alcuni tra gli aderenti all’iniziativa […]

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Napoli non si spegne – Light mob – Sabato 14 marzo

Napoli non si spegne  Organizzato da Spazio Tangram in collaborazione con il suo direttore artistico Michele Del Vecchio , il “Light mob – Napoli non si spegne” avrà luogo la sera di sabato 14 marzo, prevedendo di dar “luce” e “leggerezza” – entrambe traduzioni del termine inglese “light” – ai cuori delle municipalità napoletane. Ed è proprio alle municipalità che l’appello si estende, incoraggiando le aree partenopee a partecipare a questo evento che si svolgerà ovviamente nell’aera domestica, in vista delle restrizioni governative, e che prevedrà l’accensione e lo spegnimento delle luci esterne e interne della propria abitazione in modo intermittente per la durata di due minuti. Va bene anche affacciarsi ad una finestra o ad un balcone ed accendere e spegnere la torcia del cellulare. Il tutto è stato organizzato a seconda delle municipalità di appartenenza ed il programma indica l’orario a loro dedicato per trasformarsi in “aree intermittenti”. Programma Gli appuntamenti saranno disposti tra le ore 20:00 e le ore 20:30 di sabato 14 e il programma è il seguente: h.20:00: MUNICIPALITA’ 1 + MUNICIPALITA’ 10 (Chiaia, Posillipo, San Ferdinando + Bagnoli e Fuorigrotta) h.20:05: MUNICIPALITA’ 2 + MUNICIPALITA’ 9 (Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, San Giuseppe, Porto+Soccavo, Pianura) h.20:10: MUNICIPALITA’ 3 + MUNICIPALITA’ 8 (San Carlo all’Arena, Stella + Piscinola-Marianella, Chiaiano, Scampia) h.20:15: MUNICIPALITA’ 4 + MUNICIPALITA’ 7 (San Lorenzo, Zona Industriale, Vicaria, Poggioreale + Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno) h.20:20: MUNICIPALITA’ 5 + MUNICIPALITA’ 6 (Vomero, Arenella + Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Barra) TUTTI INSIEME h.20:30: gran finale tutti insieme, tutte le municipalità, quartieri, ecc, spegneremo ed accenderemo le luci TUTTI INSIEME alle 20:30 per cinque minuti! Intervista al direttore artistico Michele Del Vecchio Com’è nato l’evento? << Nato per caso pochi giorni fa. Ero al telefono con un amico fotografo, Paolo Liggeri, e riflettevamo sulla bellezza di Napoli, anche di notte. Poi il discorso si è spostato sulle difficoltà di questo periodo e di quanto sia importante la forza della rete e delle connessioni che si creano tra le persone. Di lì è stato un attimo immaginare “Napoli non si spegne”. Quindi le luci della città che si accendono e si spengono in continua intermittenza, un po’ come si fa con gli accendini e gli smartphone ai concerti>> Perché è nato? <<L’evento è impostato in modo che le dieci munipalità di Napoli che rappresentano tutti i quartieri siano “accoppiate” due a due per accendere e spegnere contemporaneamente le luci di casa, un modo per far sentire vicini anche quartieri distanti tra loro. L’idea è che è proprio nelle difficoltà che bisogna essere più uniti >> Quale è il messaggio che intende esprimere alla nazione in questo momento così delicato? <<E’ un momento difficile per tutti in Italia, non vogliamo sottovalutare la portata del dramma, ma cercare di alleviare un po’ la pesantezza di questi momenti, può solo giovarci. Lo facciamo attraverso le parole di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni […]

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Il coronavirus nel cuore dell’Europa: Danimarca in stato d’emergenza

Lo spettro del coronavirus ha ormai raggiunto l’Europa: il temuto nemico invisibile si è insinuato nel Continente Antico dove miete centinaia di vittime e provoca il più assoluto terrore. Dopo l’Italia, il paese più colpito dichiarato “zona protetta” la sera del 9 marzo, altre nazioni europee prendono le dovute misure per un disperato contenimento del virus. La Danimarca proclama lo stato d’emergenza la sera di mercoledì 11, due giorni dopo il drastico provvedimento italiano. La piccola nazione scandinava è infatti quella in cui il Covid-19 si sta diffondendo con la rapidità ed imprevedibilità maggiore, passando da circa 20 a più di 600 casi nel giro di cinque giorni. Tra gennaio e febbraio, l’Istituto danese di malattie infettive esegue il tampone ad appena 63 persone che presentano sintomi compatibili con quelli del temutissimo virus. Nessun contagio fino al sessantaquattresimo test: si tratta di un giornalista della rete televisiva TV2 appena tornato dalla settimana bianca in una località sciistica del Nord-Italia. La sua situazione non è però particolarmente grave, “lascia l’ospedale con un po’ di mal di stomaco”, il che contribuisce a creare l’illusione che il tanto decantato coronavirus non sia poi tanto aggressivo, e che in ogni caso tutto è sotto controllo. Coronavirus in Danimarca: la diffusione I contagi aumentano, ma sono nella norma: tutti turisti che rientrano dalle vacanze sulla neve in Nord-Italia o da alcune zone ben circoscritte dell’Austria. Anche molti studenti sono andati a sciare con le loro classi o comitive, ed è così che, al loro ritorno, vengono testati e risultano positivi, e – come nel gioco del domino – chiudono le loro scuole, ed i vari familiari e amici vengono anch’essi messi in quarantena. Qualcuno va incosciente a una festa nel weekend, qualcun altro, asintomatico, in un noto locale della capitale, in cui trascorre allegramente quasi dieci ore: il numero di contagi, prevedibilmente, sale. In maniera esponenziale. La prima ministra Mette Frederiksen dichiara già martedì 10 che la questione va presa con estrema serietà. Il virus si diffonde velocemente, ed è molto più rapido e pericoloso di una comune influenza. Molti tra coloro che ne saranno colpiti avranno bisogno di un trattamento adeguato in terapia intensiva per poter sopravvivere. Sono le 20:30, mercoledì 11 marzo, quando viene fissata una conferenza stampa speciale: la Danimarca pubblica chiude, a partire da venerdì 13, per due settimane. Sui social media impazzano foto e video di code chilometriche al supermercato. Il popolo danese, così universalmente pacifico e civile, si ritrova a svuotare scaffali e sgomitare pur di accaparrarsi quelli considerati i “beni primari”: per dover di cronaca, a finire per primi sono il rugbrød, il tanto amato “pane nero” indispensabile per gli appetitosi smørrebrød, e la carta igienica. Dei testimoni raccontano di notevoli somiglianze con le risse tipiche del “Black Friday”, con i clienti che rifiutano di lasciare il negozio all’orario di chiusura e quelli che invece escono galvanizzati con carrelli e provviste sufficienti per un bunker a prova di apocalisse. Poche ore prima della proclamazione di chiusura progressiva dello Stato danese, […]

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#mybookmask, il contagio della cultura

Nella concitazione e agitazione generale, nel senso di smarrimento che segue notizie e annunci allarmanti e spesso contrastanti, sono le piccole iniziative a regalarci un sorriso e un pizzico di ottimismo. #mybookmask è proprio questo, una forma originale di affrontare ed esorcizzare la realtà, colorando di ottimismo il momento difficile che tutti stiamo vivendo. Nata dal principio semplice quanto originale che le buone idee e le buone abitudini possono e devono essere contagiose come e più di quelle cattive, #mybookmask è un’iniziativa promossa dalla libreria IoCiSto per alleggerire il clima pesante che si è diffuso nelle ultime settimane nel nostro paese e risollevare gli animi. La sfida lanciata con #mybookmask consiste nel diffondere attraverso i social foto che ci ritraggono con una “mascherina intelligente”, la copertina del libro che più abbiamo amato, quello che consiglieremmo a chiunque o semplicemente quello che per noi significa di più. E così come per magia le parole, spesso retoriche quando diventano troppe, lasciano spazio a messaggi positivi che sono innanzitutto semplici consigli di lettura, che nascondono un significato più profondo e più importante: trasmettono, cioè, il messaggio che la cultura può essere contagiosa e può sconfiggere la paura e l’ignoranza. L’idea nasce, com’è facile immaginare, dal clima di allarmismo prima e concreta emergenza poi, che negli ultimi giorni sta vivendo il nostro Paese a seguito della diffusione sempre più estesa del virus Covid19. Fin dall’inizio della diffusione del contagio le reazioni sono state alternativamente estreme; dall’incredulità e banalizzazione del pericolo all’allarmismo dilagante e angosciante, ognuno di noi ha provato quasi tutte le sfumature nel relazionarsi alla smisurata mole di grafici, dati scientifici e previsioni che ci ha investito. Il risultato è stato un caotico oscillare tra aperitivi sprezzanti e spasmodici assalti a presidi sanitari di protezione quali mascherine, guanti monouso e disinfettanti di varia natura. Nell’estremizzazione di tutti questi comportamenti si riconoscono le diverse forme che assume la paura quando si accompagna alla mancanza di conoscenze certe e fondate; allora l’unica risposta possibile è lasciare che a contagiarci sia la cultura con la speranza che solo la voglia di leggere e conoscere diventi virale e raggiunga indiscriminatamente tutti. L’iniziativa lanciata da IoCiSto ha avuto un grandissimo successo coinvolgendo centinaia tra autori, editori, ma anche grandi e piccoli lettori, tutti accomunati dall’intento di trasmettere un messaggio positivo, tutti convinti che la condivisione delle infinite storie e idee che affollano le pagine di un libro sia il modo migliore per affrontare angosce e paure. Allora forza che aspettate voi, un bel selfie, una meravigliosa copertina a farvi da sorriso e qualche hashtag per ricordare a tutti che di tempo buono per leggere ce ne sarà sempre…. #mybookmask #culturavirus #iocisto Fonte immagine: https://www.facebook.com/pg/libreriaiocisto/posts/

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