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Eroica Fenice

La categoria Attualità contiene 813 articoli

Attualità

‘A figlia d’’o Marenaro presenta il menù Dietetico con gusto

Non si fermano mai Assunta Pacifico e Nunzio Scicchitano, imprenditori del noto brand partenopeo ‘A figlia d’’o Marenaro che, nelle scorse settimane, sono stati premiati dall’Accademia Internazionale Partenopea Federico II, con diploma di merito, nomina a membro ad Honorem e medaglie d’oro dal Cavaliere Domenico Cannone. E hanno ricevuto da Instagram anche il riconoscimento di “Ristorante più Instagrammato”.  Questa volta, l’attenzione al cibo e alla linea si coniuga al piacere di uno stile vita sano ed equilibrato, “soprattutto dopo il lockdown”, avvisa subito la Pacifico. È infatti per rispondere anche al bisogno di molte persone che desiderano uscire a mangiare al ristorante senza commettere “peccati” per la silhouette – magari penalizzata dalla quarantena -, che nasce questa idea. Ora, sia per il pranzo che la cena, è possibile andare al ristorante di via Foria e assaporare il gusto saporito della cucina de ‘A figlia d’’o Marenaro pur non rinunciando alla dieta. Come? Attraverso ricette realizzate dallo chef Sergio Scuotto del noto brand e del ristorante al primo piano “Innovative” con la consulenza della biologa nutrizionista dott.ssa Alessia Aprea, da sempre cliente ed estimatrice de ‘A figlia d’’o Marenaro. Vongole, seppia, filetto di branzino, o alcuni equivalenti, sono gli ingredienti principali di un programma che prevede un carico glicemico basso, votato al benessere ma anche al piacere del cibo.

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ONU: i 75 anni dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite

L’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è un ente internazionale nato dalla cooperazione di 50 delegazioni e stipulato il 26 Giugno 1945. Sono trascorsi esattamente 75 anni dalla firma della Carta della Nazioni Unite che si pone come obiettivo fondamentale quello di mantenere la pace e la sicurezza a livello internazionale, instaurando una durevole collaborazione tra le diverse nazioni, che sia proficua in casi di necessità globale. Gli organi previsti dalla Carta delle Nazioni Unite sono: l’Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio economico e sociale, il Consiglio di gestione fiduciaria, la Corte Internazionale di Giustizia e il Segretariato Generale. La Russia, superpotenza dopo la seconda guerra mondiale, è implosa nel 1991, mentre la Cina è diventata fondamentale sulla scena economica globale da circa 30 anni. Oggi le due superpotenze in netto contrasto che potranno generare una bipartizione sono gli Stati Uniti e la Cina come affermato dal segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) António Guterres. Dalle origini, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha raggiunto la cooperazione di 193 Paesi Membri e due osservatori (Autorità nazionale palestinese e Stato del Vaticano), agevolando quel processo di integrazione denominato globalizzazione nel 2000. 75 anni dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) – Luci e ombre  Secondo il segretario generale Antonio Guterres c’è la vitale necessità dopo 75 anni di svolgere un bilancio sui meriti e sui punti deboli dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite. Antonio Guterres ha spiegato che il principale merito dell’ Organizzazione da riconoscere con orgoglio a livello mondiale è la capacità di non generare grandi conflitti mondiali, infatti si può constatare con piacere che sussiste una cooperazione tra le maggiori potenze mondiali da oltre 75 anni. L’ assenza di un grande conflitto genera pace ed efficacia sul benessere socio-economico di tutte le Nazioni che fanno parte dell’ ONU. Il più grande fallimento che si evidenzia è l’ incapacità di impedire i conflitti di medie dimensioni presenti negli ultimi 30 anni nei Paesi del Sud Est Asiatico. 75 anni dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite – Limiti 2010-2020 In questo senso le Nazioni Unite hanno dimostrato alcuni limiti, poiché la struttura architettonica ed il potere organizzato dalle cooperazione delle nazioni è un equilibrio agée che risulta essere poco efficace nella decade 2010-2020. L’ Organizzazione delle Nazioni Unite si è resa conto della forte contrapposizione Usa-Cina per le ritorsioni che si sono susseguite negli anni. La lotta per combattere contro il disboscamento delle foreste e per tutelare l’Amazzonia, polmone verde del mondo, ha sottolineato le iniquità istituzionali ed una mancanza di azioni coordinate. Inoltre quest’anno la tremenda  pandemia di Covid-19 ha mostrato all’ ONU tutti i limiti dell’ Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel fronteggiare il virus. 75 anni dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite – Strutture che cooperano  Fondamentali e degni di essere citati con orgoglio sono i programmi, fondi e agenzie specializzate che cooperano con l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) come il programma contro la povertà nel mondo attivo in 170 nazioni denominato con la sigla UNDP, l’UNICEF, famosissimo programma a sostegno […]

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Via Col Vento, rimosso dal catalogo HBO: il caso

La HBO rimuove dal suo catalogo Via Col Vento dopo le accuse di razzismo mosse al colossal del 1939. Vento di Tempesta Sono davvero in pochi (sciagurati!), a non aver mai visto Via Col Vento. Il film di Victor Fleming, con uno straordinario Clark Gable e una superba (e a tratti odiosa) Vivien Leigh è ancora oggi un’icona del cinema mondiale. Rhett Butler e Rossella O’Hara sono due figure che difficilmente si faranno dimenticare: la loro storia d’amore/odio, fatta di tragedie, di lotte e risentimenti è sicuramente una delle migliori espressioni di quel cinema Hollywoodiano che, si può dire con trasparenza, non esiste più. Il saccheggiatore dei Premi Oscar del 1940 ( ben 8 premi vinti su 13 nomination, più due premi speciali) non ha mai smesso di appassionare i suoi spettatori, che ancora oggi si lasciano trasportare nel 1861 e rivivono le passioni, i dolori e le tensioni dei diversi protagonisti. Non a caso, parliamo di uno dei maggiori successi commerciali di sempre, inflazione permettendo. Eppure, anche Via Col Vento non è intoccabile, anzi. Proprio perché esponente maggiore dei tanti lavori prodotti dalla Mecca del Cinema, è stato spesso oggetto di critiche. Mai però si era arrivati a quanto successo negli ultimi giorni. In seguito infatti alle forti contestazioni e al momento sociale sicuramente difficile dopo il caso di George Floyd, l’America vive inevitabilmente una crisi profonda che scuote l’intero Occidente, e che nelle sue scosse sismiche non risparmia nemmeno gli edifici più solidi. Numerose infatti sono state le accuse promosse nei confronti dell’opera. Il film, ambientato come già ricordato nel 1861, ripercorrendo le intere vicende della guerra civile americana, non può che essere specchio di evidenti stereotipi razzisti, con episodi espliciti e con atteggiamenti che a tutto fanno pensare tranne che a posizioni paritarie per la popolazione di colore. Tale motivazioni hanno spinto la HBO a rimuovere dal catalogo la tormentata storia d’amore di Via Col Vento, non senza qualche riserva. Da segnalare, poi, che anche altri lavori sono entrati nel mirino dei contestatori: la serie ‘Cops’, il reality show che elogia la polizia mostrando i suoi inseguimenti e il blocco dei sospettati, è stato cancellato dopo 33 stagioni a seguito delle numerose critiche. Via Col Vento: dalla trama al caso Rivolgendoci ancora a quei pochi (che non saranno però più perdonati dopo la lettura del presente articolo) che non hanno ancora visto Via Col Vento, risulta difficile sintetizzare gli intrecci che ruotano intorno alla bella Rossella O’Hara, ma ci proveremo, senza rivelare troppo delle tre ore (quasi quattro) di film. Partendo dal 1861, alle porte dell’imminente scontro americano, Via Col Vento narra le vicende di un’incantevole e fin troppo vivace ragazza del Sud, Rossella O’Hara, figlia di buona famiglia, e delle vicende amorose che segneranno la sua vita. Innamorata perdutamente di Ashley Wilkes (Leslie Howard), rimarrà profondamente delusa dalla notizia delle nozze di quest’ultimo con Melania Hamilton (Olivia de Havilland), nonostante le promesse d’amore del giovane ragazzo. Complice un fortuito incontro con Rhett Butler (Clark Gable), e l’imminente […]

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Parchi a tema in Italia: un viaggio tra divertimento ed adrenalina

L’Italia è uno dei paesi tra i più importanti per turismo e quindi ricca di attrazioni culturali, di divertimento e non solo! Tra i più celebri parchi a tema in Italia possiamo ricordare Gardaland, Mirabilandia, Rainbow Magicland, Etnaland, Leolandia, Cinecittà World e tanti altri, come ad esempio lo Zoo Safari di Fasano in Puglia, che unisce zoo e parco divertimenti, o anche Zoomarine, nel Lazio che unisce parco acquatico e parco divertimenti. Insomma, tutta l’Italia, dal Nord al Sud, è costellata di questi parchi a tema, anche se i primi tre citati sono ricordati soprattutto per la tematizzazione, la quale svolge un ruolo fondamentale nell’assetto generale. Parchi a tema in Italia: tutto ciò che c’è da sapere Gardaland: inaugurato il 19 luglio del 1975, è situato in località Ronchi nel comune di Castelnuovo del Garda in provincia di Verona ed è adiacente al lago di Garda pur non affacciandosi su di esso; l’intero complesso si estende su una superficie di 600.000 meri quadrati mentre il solo parco tematico misura 250.000 metri quadrati. Ogni anno, circa 2 milioni di persone visitano il suo acquario, le sue attrazioni Fantasy, Adventure e Adrenaline, gli show per i più piccoli, gli spettacoli di luci ed acqua e quelli di danza. Mirabilandia: aperto al pubblico il 4 luglio 1992, è un parco tematico e acquatico situato nel quartiere Savio del comune di Ravenna, in Emilia Romagna. L’area si trova nei pressi della pineta di Classe, al chilometro 162 della Strada statale 16 Adriatica, e dà il nome anche alla zona stessa, indicata come località Mirabilandia nella toponomastica del comune di Ravenna. Con una superficie di 850.000 metri quadrati dei quali 285.000 occupati dal parco tematico, 36.000 dalla area acquatica e i restanti dai parcheggi, è il parco divertimenti più grande d’Italia. Offre, tra le sue attrattive tematiche, il Ducati World, la Far West Valley, Bimbopoli, Dinoland, Route 66 ed Adventureland. Rainbow Magicland: inaugurato il 26 maggio 2011, è un parco divertimenti situato a Valmontone, nella città metropolitana di Roma. Conta 29 attrazioni oltre a diversi spettacoli in scena nei teatri e per le strade del parco. Etnaland: attivo dal 2001, è situato a Belpasso nei pressi di Paternò (città metropolitana di Catania). La sua superficie complessiva è di 280.000 metri quadrati dei quali 112.500 occupati dal solo parco meccanico, il che lo rende il parco divertimenti più grande del Sud Italia. Al suo interno prevede diverse possibilità di svago: da quello prettamente ludico caratterizzato dall’AcquaPark e dal ThemePark, a quello didattico rappresentato dal Parco della Preistoria e dal percorso botanico. Leolandia: inaugurato nel 1971, è situato a Capriate San Gervasio in provincia di Bergamo. Destinato principalmente alle famiglie con bambini, presenta anche attrazioni e show rivolti a persone di ogni età e alcuni percorsi didattici per le scuole. Al suo interno ospita anche un acquario, un rettilario e un’area aperta con animali da fattoria e una collezione di pappagalli. Cinecittà World: aperto al pubblico a partire dal 24 luglio 2014, è situato a Castel Romano, vicino […]

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Ischia Film Festival, a fine giugno la diciottesima edizione

L’Ischia Film Festival riparte per la sua diciottesima edizione nella cornice della meravigliosa isola del Golfo di Napoli. Un Festival ormai di respiro internazionale, dedicato alle location cinematografiche, e che ha selezionato, negli anni, film da tutto il mondo per valorizzare, attraverso il racconto, l’identità culturale e paesaggistica di un territorio. Durante la conferenza stampa di lancio dell’Ischia Film Festival 2020 (svoltasi online a causa delle limitazioni imposte dal Covid-19), l’ideatore e Direttore Artistico, Michelangelo Messina, ha illustrato il programma e i diversi ospiti che si avvicenderanno durante l’evento. Si tratterà di un’edizione “ibrida”, in parte anche online, che esplorerà il legame tra cinema e location secondo il format della rassegna, e che vedrà uno o più ospiti per serata raccontarsi al pubblico introducendo la visione dei film in programmazione nella sezione “Best of” (non competitiva). Il tutto nello splendido scenario del Castello Aragonese, su un isolotto di roccia nel limpido mare di Ischia. La manifestazione si svolgerà dal 27 giugno al 4 luglio, con la presenza di Marco D’Amore (il 4 luglio con il suo esordio da regista “L’immortale”), Giampaolo Morelli (il 2 luglio con il suo esordio da regista “7 ore per farti innamorare”), il cast dell’Amica Geniale, Francesco Di Leva (il 27 giugno con “Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone), Lillo Petrolo (il 28 giugno con “D.N.A. – Decisamente non adatti” che ha diretto con Claudio Gregori), Nando Paone (il 29 giugno con “Il ladro di Cardellini” di Carlo Luglio), Alessandro Roia (il 3 luglio con “Si muore solo da vivi” di Alberto Rizzi), Susy Laude (il 1 luglio con “Gli uomini d’oro” di Vincenzo Alfieri) e molti altri. Il premio alla carriera (andato, tra gli altri, a Ken Adam, Vittorio Storaro, Abel Ferrara, Pupi Avati, Amos Gitai, Pasquale Squitieri, John Turturro, Michele Placido) sarà assegnato durante la serata inaugurale del Festival a Sergio Rubini, attore, regista e sceneggiatore, che ha avuto il privilegio di lavorare con Fellini, Tornatore, Salvatores, Monicelli, Scola. «Siamo orgogliosi di poter annunciare la presenza dal vivo dei nostri ospiti di quest’anno, va a loro un sentito ringraziamento. – dichiara Michelangelo Messina – Come un ringraziamento va a tutta la macchina organizzativa che non si è fermata in periodo di Covid ed ha potuto completare la valutazione delle 700 opere giunte da tutto il mondo. Diamo così un bel segnale per la ripartenza del comparto cinema, partendo dallo straordinario osservatorio privilegiato dell’isola d’Ischia». Le proiezioni saranno gratuite, con un massimo di 100 ingressi (a differenza dei 300 abituali per rispettare l’obbligo del distanziamento) e si terranno nella Piazza d’Armi del Castello. Per accedere occorrerà prenotarsi sul portale. Il concorso, invece, si svolgerà interamente online e per visionare le opere (arricchite da video-interviste ai registi) basterà registrarsi sul sito dell’Ischia Film Festival. Su circa 700 opere pervenute alla Direzione, 79 sono le selezionate tra finzione e documentario, di cui 55 in concorso e provenienti da 31 Paesi in tutti il mondo, tra cui alcuni a bassissima produzione audiovisiva (come Bangladesh, Kirghizistan e […]

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Morte di George Floyd. L’ennesimo caso di brutalità razziale e abuso di potere

Negli ultimi giorni l’America è costretta ad accantonare il problema lockdown, mascherine e pandemia per catapultarsi nell’ultimo di una serie di casi di razzismo e abuso di potere che ancora insanguinano e atterriscono nel XXI secolo le comunità afroamericane: la morte di George Floyd. Il Covid-19 fa spazio alle macerie di un Paese che si sgretola tra odi e rivendicazioni, un Paese più diviso che mai e alimentato da un’insofferenza non più solo razziale, bensì collettiva. Ma cosa è accaduto la sera dello scorso 25 maggio a Minneapolis, città insieme a molte altre posta sotto i riflettori? Morte di George Floyd. Gli eventi Il quarantaseienne George Floyd, nato a Houston in Texas, da molti anni trasferitosi a Minneapolis, nel Minnesota, lavorava come buttafuori, ma era rimasto negli ultimi mesi senza lavoro, come milioni di americani e non, per le conseguenze della pandemia. Ebbene, la sera dello scorso 25 maggio Floyd si reca nel solito negozio di Minneapolis a comprare un pacco di sigarette, porgendo però all’impiegato, un ragazzo nuovo, una banconota da venti dollari falsa. Scatta così l’allarme al 911, che afferma che Floyd fosse ubriaco. Giunge la polizia, con la quale Floyd tenta di discolparsi resistendo blandamente alle manette, mentre la stessa tenta di portarlo via con la volante. La situazione comincia chiaramente a precipitare con l’intervento del poliziotto Derek Chauvin, che ferma l’uomo tenendolo bloccato per otto minuti circa, spingendo il ginocchio contro il petto di Floyd, che supplica in estrema difficoltà «Please, I can’t breathe» (Non riesco a respirare). In una manciata di minuti Floyd muore e l’intera scena viene ripresa con gli smartphone dei presenti, finendo sul web e innescando odi e proteste contro la polizia e Trump. L’America insorge e torna forte il grido “Black Lives Matter” (Le vite nere contano). L’ennesimo caso di brutalità e razzismo infanga i capisaldi di dignità, rispetto e uguaglianza etnico-sociale. Ancora una volta la Libertà, orgogliosamente e simbolicamente mostrata a Liberty Island, viene lesa e mortificata. Manifestazioni e rivolte stanno infiammando strade e piazze nella maggior parte degli Stati Uniti. Il coprifuoco è stato imposto in molte città, circa 1.400 persone sono state arrestate e per oltre un terzo a Los Angeles. Il Paese brucia con incendi appiccati ai commissariati e mezzi della polizia, saccheggi e distruzioni a negozi. Derek Chauvin è attualmente incriminato con accusa riqualificata dal Procuratore di Minneapolis: l’ipotesi di reato è di omicidio volontario non premeditato, e non più colposo. Ora l’ex agente rischia fino a un massimo di 40 anni di carcere. Inoltre il Procuratore ha ordinato l’arresto degli altri tre poliziotti coinvolti, con l’accusa di complicità in omicidio volontario. Tutti e quattro gli ex agenti sono ora agli arresti. Nelle ultime ore inoltre si apprende come il carnefice in divisa avesse già ucciso Wayne Reyes, latino-americano freddato con sedici proiettili nel 2006. Ma i manifestanti chiedono di più, accuse più severe e la parola “fine” ad una discriminazione razziale che nel XXI secolo non smette di dilagare, servendosi di abuso di potere e […]

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La Yakuza e il suo rapporto con il governo giapponese

La storia della Yakuza ha origini antiche ma confuse e contorte. Sebbene il suo mutuo rapporto con il governo sia quello di semi-legalità, quali sono i suoi rapporti con lo Stato? Yakuza, origini storiche La confusione politica che porta alle origini del brigantaggio, e che poi sfocerà nella formazione di organizzazioni a base criminale, inizia nel Giappone del VII secolo. In particolar modo con l’ascesa della classe militare, che marginalizza la nobiltà avviando così la fase del “Sengoku Jidai” che dà inizio alla scalata dei “buke o bushi” delle famiglie militari, gli unici che, a concessione del governo, potevano portare la spada. I buke diedero vita a un severo codice di condotta, il bushidō, la via del guerriero, nel quale si sottolineavano i principi di coraggio, rettitudine, benevolenza, cortesia, sincerità, onore ed un radicato senso di giustizia e di dominio di sé. Il bakufu (governo della tenda) di Kamakura diede grande importanza ai buke concedendo loro lo tsujigiri: un samurai, fermo all’angolo di una strada, poteva aggredire il primo uomo che gli si presentava davanti, al fine di provare la lama della sua nuova spada. Largamente diffuso nel periodo Tokugawa, lo tsujigiri veniva praticato dagli hatamoto, uomini della bandiera, dai rōnin, samurai senza padrone, e dagli otokodake, giovani bushi criminali. Questi si muovevano negli shōen, possedimenti terrieri amministrati dai daimyō, nei quali gli hatamoto occupavano un grado inferiore e controllavano i quartieri.[1] Con le riforme Tokugawa iniziò a crescere ulteriore malessere soprattutto da parte degli hatamoto e di coloro che venivano esclusi dalla divisione territoriale. La riforma che prevedeva la confisca delle armi, in particolare, segnò definitivamente il congelamento della struttura sociale: imperatore, shōgun, daimyō, samurai, contadini e chonin, a ognuno dei quali fu tassativamente proibito di cambiare il proprio status sociale, quindi i poveri e i disperati non potevano in alcun modo migliorare la propria condizione di vita. Nascono così, nel malcontento sociale, vari gruppi di risposta; l’ Hatamotoyakko diventò colui che, schieratosi dalla parte del più debole, si opponeva all’oppressore guardando con disprezzo i daimyō, considerati fonte di degenerazione. Lo Hatamotoyakko era pronto a sacrificare la propria vita per i principi in cui credeva nel rispetto dell’umanità e della giustizia. Questo tipo di presentazione li rendeva piuttosto innocui, ma il loro egocentrismo li portava spesso ad aggirarsi furtivamente con fare arrogante e superiore. Dopo aver mangiato in una locanda, essi erano soliti allontanarsi senza pagare il conto affermando apertamente: “We don’t have money today”. Se l’oste si fosse rifiutato di accettare o avesse cercato di ricambiare in qualche modo, i giovani Hatamotoyakko erano pronti a reagire con la forza. Per la gente comune non era facile relazionarsi con loro dato che usavano un gergo particolare e difficilmente comprensibile. Molti gruppi usavano nomi insoliti e spesso inverosimili come Taishō Jinji gumi, banda di tutti gli Dei, scomparsa in seguito agli interventi del governo. [2] Questo tipo di comportamento portò i cittadini ad organizzare una controparte. I “Machiyakko“; servitori della città. Anch’essi caratterizzati da forti valori della tradizione, conquistarono presto […]

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Massimo Ranieri protagonista dell’inedito video augurale alla città di Napoli per la ripartenza

MASSIMO RANIERI protagonista dell’inedito video augurale alla città per la ripartenza Immagini panoramiche di Napoli catturate con un drone, adulti e bambini con le mascherine, attività commerciali che provano a ripartire, occhi pieni di stanchezza ma anche di speranza e l’inconfondibile voce di un grande artista che regala a questo tempo assurdo una canzone di speranza. C’è tutto questo nel video augurale alla città per la ripartenza, che trova in Massimo Ranieri il testimonial prestigioso. Un augurio pubblicato sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo, che arriva per il Maggio dei Monumenti “Giordano Bruno 20/20: la visione oltre la catastrofe”. L’idea di creare un video che potesse dare forza e speranza è arrivata all’assessore Eleonora de Majo da Visit Naples. Accolta la proposta, l’assessore ha individuato il testimonial in Massimo Ranieri, che, contattato, ha immediatamente risposto e ha generosamente concesso immagini, musiche e parole. «Ci è sembrato il momento giusto per un augurio, un messaggio di forza, alla città in occasione di questa delicata ripartenza – dichiara l’assessore de Majo –. La nostra città ha mostrato uno straordinario senso di comunità e di solidarietà durante il lockdown e tantissimi sono stati gli episodi di braccia tese per aiutare chi era più in difficoltà. Per questo ho accolto senza indugio la proposta di collaborazione di Visit Naples. Ringrazio Massimo Ranieri, per aver risposto immediatamente al mio appello e per aver scelto di firmare questo augurio. La sua presenza, la sua musica rappresentano il volto più bello e più amato di Napoli. Ringrazio Visit Naples che ha realizzato un video bellissimo, un mosaico di quella straordinaria umanità, che oggi si sta rimettendo in piedi e nonostante le immense difficoltà vissute in queste settimane è pronta a ripartire». La voce di Massimo Ranieri mostra tutta la sua potenza nella canzone e diventa dolce, quasi paterna, nel messaggio finale che lascia al suo popolo. «Abbiamo vissuto momenti difficili di paura e dolore ma il mio vuole essere un augurio per la città. Napoli, come in tutte le epoche, è caduta ma si è sempre rialzata e anche questa volta si rialza, perché Napoli è più forte della pandemia. Cade ma si rialza. Un augurio particolare alle arti, alla cultura e alle ingegnerie della città e un grazie particolare al mio popolo napoletano per aver osservato le misure di chiusura restrittiva. Grazie dal profondo del cuore. Vi voglio bene. Statemi bene».

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Musei online e sui social: guida ai migliori tour virtuali

Il museo è online: visitare da casa la Cappella Sistina, l’Hermitage, mostre fotografiche imperdibili e scoprire l’eccezionale offerta del Museo Egizio di Torino, si può. In attesa di tornare a visitarli dal vivo, i musei italiani e del mondo hanno riprogrammato la loro offerta online e così tra tour immersivi, percorsi tematici e pillole di cultura sui social, Internet diventa uno scrigno d’arte. Ecco la guida definitiva ai migliori tour virtuali di musei e mostre d’arte in giro per l’Italia e per il mondo. Musei online d’Italia Musei Vaticani Visitare i Musei Vaticani deserti è un sogno che può avverarsi solo per Alberto Angela. Per tutti gli altri, c’è il link  con il tour in realtà virtuale delle più belle stanze, Cappella Sistina compresa, della galleria d’arte Vaticana. Galleria degli Uffizi Eike Schmidt, Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, saluta i suoi “visitatori digitali” prima di iniziare il nuovo progetto #UffiziDecameron: ogni giorno sarà descritta e raccontata un’opera, una storia, un personaggio della collezione degli Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli. Museo Egizio di Torino Christian Greco, il Direttore del Museo Egizio, a 12 anni, durante un viaggio in Egitto con la famiglia, capì che avrebbe fatto l’egittologo, e così è stato. Nominato Direttore del Museo Egizio a 39 anni, ha dichiarato che lo avrebbe rivoluzionato, e anche stavolta così è stato: lo ha trasformato in un ente di ricerca, ha creato Rime, la rivista del Museo Egizio, ha firmato più di ottanta intese con università italiane e straniere, lo ha raddoppiato negli spazi, lo ha “aperto” ai detenuti della casa circondariale di Torino. Il sito del Museo Egizio non può che essere all’altezza della sua collezione e del suo Direttore. Per visitare il museo con la sua guida eccezionale ci sono le “Passeggiate del Direttore” ogni giovedì e sabato, mentre i curatori che compongono il Dipartimento si occupano delle “Istantanee dalla Collezione” per raccontare degli oggetti più speciali e curiosi della collezione. E per i bambini una sezione dedicata: i tutorial di “l’antico Egitto fai da te” e le interviste di giovani giornalisti di “Stelevisione” agli egittologi del Museo. I musei online del mondo Museo del Louvre Il Louvre mette a disposizione a questo link tour virtuali delle sale espositive e le gallerie del museo: il menu a tendina permette di scegliere l’itinerario tematico da seguire per visitare le stanze e le collezioni d’arte tra le più prestigiose al mondo. Tra le opere più rappresentative del Louvre c’è senza dubbio la Gioconda e il Louvre ha ideato una app che permette di ammirare il capolavoro di Leonardo da Vinci in realtà virtuale direttamente dal proprio smartphone e conoscere le ultime scoperte della ricerca sul processo creativo e sulle tecniche pittoriche di Leonardo. Museo del Prado Anche la collezione del Museo del Prado di Madrid, che ospita tutti i capolavori di Goya, si visita online scegliendo di ammirare le opere per autori, collezioni, secoli o tecniche d’arte. Museo dell’Hermitage Assolutamente imperdibile il sito dell’Hermitage di San Pietroburgo: è […]

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Aldo Masullo: addio al grande filosofo del Novecento

Aldo Masullo nasce ad Avellino, il 12 aprile del 1923, a cavallo tra le due grandi Guerre. Si laurea in Filosofia e Giurisprudenza, allievo di Antonio Aliotta e Cleto Carbonara. Lavora prima come libero docente, poi come professore ordinario di Filosofia Teoretica e, infine, di Filosofia Morale all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dal 1972 al 1976, ricopre la carica di Deputato della Repubblica Italiana nelle file del PCI e, successivamente, dal 1994 al 2001, diventa Senatore della Repubblica per i DS. Aldo Masullo è stato uno dei più grandi filosofi Italiani del Secondo Novecento, le sue lezioni universitarie sono state uno spettacolo di pensiero pensante. Le sue conferenze pubbliche erano affollatissime, piene di persone diverse che affascinava con un linguaggio semplice, carico di senso e di una profondità che restituiva con la massima leggerezza.  Sempre impegnato nella realtà e nella vita della sua città di adozione, Napoli. Una città che amava profondamente nonostante tutto, e a cui, con la lucidità del suo pensiero critico e attento, non risparmiava di esprimere analisi acute e nette, sostenendo che la città di Napoli amasse più apparire che essere. Sapeva che l’impegno di ciascuno di noi è far emergere questo essere a partire dalla messa in discussione della separazione tra le classi sociali, che è la cartina di tornasole di un malessere antico di cui si fatica ad andare alla radice. Di fronte alla fuga di molti giovani in cerca di lavoro e di un futuro, era solito dire che se avesse avuto vent’anni, non solo non l’avrebbe mai lasciata, ma sarebbe rimasto a Napoli. Mirella Armiero, su il “Corriere“, sostiene che Aldo Masullo abbia saputo riunire la “ragion pura con la ragion pratica“, mettendo la conoscenza al servizio dell’etica e dell’esistenza, per spiegare ma, soprattutto, per cambiare il mondo e il vivere come comunità, società, Istituzioni, Stato. Moltissime furono le coscienze che lui accese nel suo Magistero alla “Federico II”, affinchè si dedicassero alla politica, alla cittadinanza attiva, alla conoscenza, alla libertà, alla democrazia. La sua produzione fu intensa e varia, da “Struttura soggetto prassi” a “Il senso del fondamento“, “Fichte: l’intersoggettività e l’originario“, “Filosofie del soggetto e diritto del senso“”. Ma anche “Il tempo e la grazia. Per un’etica attiva della salvezza“, “Paticità e indifferenza” e “La libertà e le occasioni“. Motivi centrali della sua ricerca sono l’intersoggettività, il tempo, la «paticità», ossia la condizione di ciò che è “patico”, che dà emozione, sentimento. In una delle sue ultime interviste, precisamente quella fatta da suo nipote, Fernando Masullo, il Professore parla dell’importanza della comprensione di sé e degli altri come progetto, e di lotta a ogni forma di assolutismo poichè c’è sempre una grandezza a cui aspirare in ogni età della vita. Proprio per la sua attività di studioso è stato insignito della medaglia d’oro del Ministero per la Pubblica Istruzione. Appena due anni fa il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, lo aveva insignito della cittadinanza onoraria.

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