Home | Culturalmente | Degas a Napoli: la mostra dell’artista francese ne segna il ritorno

Degas a Napoli: la mostra dell’artista francese ne segna il ritorno

Degas a Napoli: la mostra dell'artista francese ne segna il ritorno

Degas a Napoli, finalmente ci siamo!

Nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore arriva la mostra “Degas, il ritorno a Napoli” dal 14 gennaio al 10 aprile che rilegge la vita, le opere e il legame dell’artista impressionista con la città partenopea.

La mostra Degas, il ritorno a Napoli, nata dalla sinergia tra Navigare srl e il Comune di Napoli, racconta del rapporto tra l’artista parigino e la città di Napoli di fine Ottocento che lo accolse tra i vicoli e la vita dell’epoca. Nella location del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, dal 14 gennaio al 10 aprile sarà possibile immergersi tra le opere di Degas e non solo.

La vita di Dagas e i suoi anni giovanili a Napoli 

Edgar Degas , il cui vero nome era Hilaire-Germain-Edgar Degas, è stato un pittore e scultore francese vissuto tra il 1834 e il 1917. È stato un importante esponente dell’Impressionismo e si è concentrato principalmente sulla rappresentazione di scene di vita quotidiana e della vita moderna, in particolare le scene di ballo e le donne. Degas ha continuato a dipingere fino alla fine della sua vita, nonostante abbia sofferto di problemi agli occhi e alla vista: è stato anche un importante collezionista d’arte e ha influenzato molti artisti successivi. L’artista impressionista visse a Napoli per un breve periodo tra il 1872 e il 1873, durante il quale si dedicò alla pittura e allo studio dell’arte napoletana, in particolare quella del periodo barocco. Fu particolarmente attratto dalle opere degli artisti del Settecento come Francesco Solimena e Luca Giordano. Tuttavia ciò che colpì maggiormente Degas furono proprio le scene di vita quotidiana della città partenopea, come i mercati e le strade affollate, che gli ispirarono alcune delle sue opere più famose.

Degas a Napoli: il francese e Partenope 

Curata dall’esperto e collezionista d’arte Vincenzo Sanfo, l’esposizione si articola secondo una linea temporale ben precisa, venendo a creare tre specifiche aree tematiche: la prima, racconta gli anni giovanili di Degas a Napoli, attraverso immagini storiche e l’analisi dell’opera realizzata proprio in quel periodo Ritratto di nonno Hilaire De Gas, nonno e sostenitore dell’artista, La famiglia Bellelli, che raffigura i parenti del pittore, proposti in una riproduzione multimediale. La mostra nasce quindi con l’intento di celebrare lo stretto rapporto con l’Italia e specialmente con Napoli, con una selezione di quasi 200 opere originali, oggi esposte nella Sala del Refettorio del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore. La scelta della location non è dovuta al caso: il complesso si trova infatti a pochi passi da Palazzo Pignatelli di Monteleone, meglio conosciuto come Palazzo Degas, la residenza del nonno paterno e di parte della famiglia.

La seconda sezione è invece dedicata ai temi portanti dell’arte di Degas: ballerine, prostitute, cavalli da corsa e café-chantant della Belle Époque. L’esposizione presenta una galleria di disegni — come in facsimile il Carnet di disegni per Ludovic Halévytra — studi preparatori, numerose incisioni — tra cui le serie La maison Tellier, La Famille Cardinal — monotipi, litografie e xilografie e tre sculture in bronzo. 

Infine, la terza area riguarda gli aspetti più mondani della vita di Degas, portandoci tra le sue relazioni con gli altri artisti dell’epoca e gli anni più difficili per lui a causa del peggioramento della sua cecità. Sono quindi esposte le opere di artisti come Domenico Morelli, Frank Boggs, Giuseppe Canova, Ferdinando Pappacena, l’artista napoletano Filippo Palizzi,  che Degas conobbe alla Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, con il quale condivise il dissenso per l’insegnamento accademico, e Édouard Manet, con il suo Vase de fleure.

Informazioni utili su Degas a Napoli

 

Degas, il ritorno a Napoli sarà visitabile dal 14 gennaio al 10 aprile, con orario continuato, dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 – 19:30, mentre il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 9:30 – 20:30. L’ultimo ingresso sarà consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.

Il costo del biglietti nel fine settimana e nei festivi è di 12 €, mentre nei giorni feriali è di 10 €, con una riduzione di 8€ per i giovani fino ai 14 anni, gli over 65, convenzionati, universitari, gruppi, disabili e accompagnatori, viaggiatori Trenitalia. Per i bambini fino a 8 anni l’ingresso è gratuito.

È possibile acquistare i biglietti per la mostra su Degas a Napoli in loco, presso la biglietteria, oppure online. 

Per ricevere informazioni e per l prenotazioni  sarà possibile contattare Navigare srl all’indirizzo mail  [email protected] o ai numeri 3518403634 e 3336095192.

Foto sull’articolo del ritorno di Degas a Napoli: Marcello Affuso

Altri articoli da non perdere
Sorbi, la minoranza slava in Germania
Sorbi, la minoranza slava in Germania

A est della Germania, precisamente nei Länder di Sassonia e Brandeburgo vive una minoranza slava. I Sorbi o Serbi di Scopri di più

Folklore tedesco: le 3 leggende da scoprire
Folklore tedesco: le 3 leggende da scoprire

Le leggende del folklore tedesco rappresentano un ricco tesoro di narrazioni intrise di mistero, magia e morale. Radicate nella cultura Scopri di più

Poesie di Bing Xin: una voce femminile nella poesia cinese
poesie di Bing Xin

Bing Xin (冰心) è una delle principali poetesse cinesi del 1900. Il suo vero nome è Xie Wanying e nasce Scopri di più

Chi era Francesco Coco: il magistrato ucciso dalle Brigate Rosse
Francesco Coco

Per comprendere la storia degli anni di piombo è necessario conoscere la figura di Francesco Coco, un uomo che, fedele Scopri di più

Commedia greca: storia, esempi e commediografi
commedia greca

La commedia greca si affiancò ufficialmente alla tragedia greca intorno al V secolo a.C., venendo preformata solitamente in occasione delle Scopri di più

Leggi fascistissime: cosa sono e cosa imponevano
Leggi fascistissime: cosa sono e cosa imponevano

Con il termine leggi fascistissime si fa riferimento ad una serie di norme giuridiche, ispirate dal giurista Alfredo Rocco, emanate Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Chiara Rotunno

Sono Chiara, psicologa di Aversa, classe '91, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania. Appassionata fin dalla prima adolescenza al mondo della psicologia, amo cogliere la complessità dell'essere umano e confrontarmi con realtà diverse. Le mie grandi passioni sono: i viaggi, i libri, la fotografia, il cinema, l'arte e la musica.

Vedi tutti gli articoli di Chiara Rotunno

Commenta