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La lapide di Giovanni Bovio: quando l’arte di Umberto Buccini unì i giganti del teatro

Ci sono scoperte d’archivio che fanno fare un vero e proprio salto nel tempo, capaci di restituire l’anima a monumenti che incrociamo ogni giorno ma di cui abbiamo dimenticato la storia. È quello che è accaduto grazie a una nuova e affascinante ricerca della professoressa Anna Maria Piccolo tra i fogli ingialliti della storia. Al centro di questo racconto c’è Umberto Buccini, figlio d’arte del celeberrimo scultore Onofrio Buccini di Marcianise. Tra i nove figli del maestro, Umberto fu l’unico a ereditarne lo scalpello, il genio creativo e la straordinaria sensibilità.

Oggi, un documento eccezionale ci svela un retroscena finora sconosciuto su una delle sue opere più importanti: la lapide in marmo e bronzo dedicata al filosofo Giovanni Bovio a Napoli.

Elemento storico Dettagli dell’opera e della scoperta
Autore della scultura Umberto Buccini, figlio dello scultore Onofrio Buccini.
Soggetto del monumento Lapide in marmo e bronzo dedicata al filosofo Giovanni Bovio.
Luogo dell’opera Piazza della Borsa (oggi Piazza Bovio) a Napoli.
Fonte del documento Quotidiano “L’Italia”, pubblicato a San Francisco il 19 maggio 1905.
Finanziatori dell’opera Eleonora Duse, Ermete Novelli e Francesco De Santis.

Indice

L’Italia, cronache delle città italiane. San Francisco, venerdì 19 maggio 1905. Per Giovanni Bovio.

Un filo diretto tra Napoli e San Francisco

Per ricostruire questo incredibile puzzle storico, la ricerca è dovuta volare idealmente fino all’altro capo del mondo, a San Francisco. La prova documentale è riemersa infatti dalle pagine de L’Italia, uno storico quotidiano in lingua italiana pubblicato in California all’inizio del Novecento.

Nel numero di venerdì 19 maggio 1905, il giornale americano pubblicò un trafiletto intitolato “Per Giovanni Bovio”, arrivato in tempo reale via telegrafo da Napoli. La cronaca raccontava l’inaugurazione, avvenuta quella mattina stessa in Piazza della Borsa (quella che oggi si chiama proprio Piazza Bovio), della lapide sulla facciata della casa in cui il filosofo era morto. Il quotidiano d’oltreoceano descriveva con ammirazione l’opera, elogiandola come un lavoro “egregiamente eseguito” dallo scultore Umberto Buccini e arricchito da un’agile ghirlanda di foglie di quercia in bronzo.

La colletta dei “Giganti” del teatro

Ma la vera sorpresa emersa da questa cronaca d’epoca riguarda le persone che pagarono l’opera di tasca propria. Non si trattò di un normale finanziamento del Comune o di un ufficio pubblico, ma di una vera e propria colletta guidata dai più grandi divi dello spettacolo del tempo:

Eleonora Duse

Eleonora Duse: la “Divina”. L’attrice tragica più famosa e acclamata del pianeta, nonché celebre musa e amante di Gabriele D’Annunzio. Con la sua enorme sensibilità, volle sostenere personalmente l’omaggio al filosofo.

Ermete Novelli

Ermete Novelli: un altro gigante assoluto del teatro italiano ed europeo, un vero re del palcoscenico capace di riempire i teatri delle più grandi capitali mondiali.

Francesco De Santis: un importante intellettuale dell’epoca che si unì ai due grandissimi attori per sostenere l’impresa.

Immaginare questi titani della cultura che uniscono le forze per commissionare un’opera a Umberto Buccini dà l’esatta misura del prestigio e della stima di cui lo scultore di Marcianise godesse negli ambienti intellettuali più alti dell’epoca.

Orgoglio italiano oltreoceano

Viene naturale chiedersi come mai una notizia legata a Napoli sia finita subito su un giornale di San Francisco. I motivi sono due: il profondo rispetto che la figura di Giovanni Bovio suscitava negli italiani emigrati all’estero, e la popolarità planetaria dei suoi mecenati. Eleonora Duse ed Ermete Novelli erano dei veri e propri idoli anche nelle Americhe, grazie alle loro trionfali tournée teatrali. Sapere che i divi più famosi del mondo stavano finanziando un artista italiano era, per la comunità dei nostri connazionali in California, un motivo di immenso orgoglio nazionale.

Monumento realizzato da Umberto Buccini, anno 1905.

Oggi questo pezzo di storia torna finalmente a casa. Dietro quel marmo e quel bronzo che ancora oggi si possono ammirare a Napoli, non ci sono solo la fonderia e lo scalpello, ma pulsa la passione della musa di D’Annunzio, la maestria del re delle scene e il talento d’oro di un figlio di Marcianise.

Fonte immagini: le immagini sono state fornite dalla professoressa Anna Maria Piccolo.

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