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Onofrio Buccini, il manifesto ritrovato e il dolore silenzioso per il piccolo “Grazio”

Marcianise / Napoli. Prosegue il lavoro di ricostruzione storica dedicato alla figura di Onofrio Buccini, grazie alla ricerca genealogica condotta dalla professoressa Anna Maria Piccolo. Dopo l’approfondimento pubblicato lo scorso 18 dicembre sui dettagli del battesimo del 1825, emerge oggi un nuovo e significativo tassello: il manifesto funebre originale dell’artista, reso pubblico nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa.

Dettagli biografici dal manifesto funebre

Dettaglio storico Descrizione nel documento
Data di morte 27 dicembre 1896
Luogo del decesso Napoli, via Bari 78
Coniuge Giovanna Abbati
Figli citati Eduardo, Clorinda, Olimpia, Virginia, Emilia, Attilio, Gemma, Umberto
Figlio assente Orazio Olindo Felice (detto “Grazio”)

Il documento, preziosa testimonianza storica, è stato gentilmente messo a disposizione dall’architetto Salvatore Costanzo e consente di gettare nuova luce non solo sugli ultimi momenti di vita dello scultore, ma anche sulla sua dimensione più intima e familiare.

Gli ultimi istanti a Napoli

Onofrio Buccini si spense il 27 dicembre 1896, nella sua abitazione di via Bari 78, a Napoli. Il manifesto funebre lo ricorda come “marito e padre affettuosissimo”, strappato “all’arte ed ai suoi cari” da una breve malattia. Parole semplici, ma dense di significato, che restituiscono l’immagine di un uomo profondamente legato alla moglie Giovanna Abbati e alla famiglia, oltre che alla sua produzione artistica.

I figli e un’assenza che pesa

Nel manifesto sono elencati gli otto figli che piansero la morte del padre:

  • Eduardo
  • Clorinda
  • Olimpia
  • Virginia
  • Emilia
  • Attilio
  • Gemma
  • Umberto

Tuttavia, la ricerca storica rivela un’assenza che racconta molto più di quanto appaia: manca il nome di Orazio Olindo Felice, un figlio che Buccini non dimenticò mai.

Il dolore per il piccolo “Grazio”

Orazio Olindo Felice nacque il 24 febbraio 1861, tra Olimpia e Virginia. In famiglia era chiamato affettuosamente “Grazio”. Morì prematuramente il 16 settembre 1864, a soli tre anni, nel quartiere San Ferdinando, una delle zone più monumentali e luminose di Napoli, affacciata sul golfo.

All’epoca della tragedia, Onofrio Buccini aveva 35 anni, mentre la moglie Giovanna appena 23. Una coppia giovane, colpita nel pieno della costruzione del proprio futuro. Il nome del piccolo non compare nel manifesto del 1896 per una consuetudine ancora diffusa: nei necrologi vengono indicati solo i figli in vita che annunciano il lutto. Ma quell’assenza formale racconta una ferita profonda e mai rimarginata, custodita nel silenzio domestico.

Quel vuoto accompagnò Buccini per tutta la vita, proprio mentre la sua carriera artistica raggiungeva la piena maturità.

La ricerca come patrimonio condiviso

“Pubblicare questo documento il 27 dicembre ha un profondo valore civile”, spiega la professoressa Piccolo. “Ogni informazione ritrovata è un bene comune. La ricerca genealogica su Buccini non deve restare chiusa negli archivi, ma essere condivisa, affinché tutta la comunità di Marcianise possa riconoscersi in questo patrimonio di memoria e conoscenza”.

Ricordare oggi il piccolo “Grazio” significa completare l’immagine di Onofrio Buccini: non solo il grande scultore capace di dominare il marmo, ma l’uomo e il padre che conobbe la fragilità della vita e il dolore più intimo, tra le strade di Napoli.

Fonte immagine: il manifesto funebre di Onofrio Buccini è stato gentilmente concesso dall’architetto Salvatore Costanzo 

 

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