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PSG-Arsenal: la battaglia per il trono d’Europa

PSG-Arsenal: la battaglia per il trono d'Europa

Ancora una volta il PSG. Ancora una volta la coppa dalle grandi orecchie si dirige verso la Torre Eiffel. La partita più importante e sentita del calcio europeo, ha visto trionfare nuovamente gli uomini di Luis Enrique. Il 30 maggio alle 18:30 a Budapest, presso la Puskas Arena si è giocata PSG-Arsenal: finale di Champions League. Una nota dolente? L’orario. Scelto per dare l’opportunità a tutti i tifosi di godersi il restante della serata con amici e parenti, l’alternativa proposta da parte di Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha fatto storcere il naso a non poche persone. Non è stata solo una partita, ma un incrocio tra tifo, culture, tattica e passione. Da un lato i campioni inglesi. L’Arsenal dopo 22 anni diventa nuovamente regina d’Inghilterra. Gli uomini di Arteta hanno compiuto un vero miracolo, una squadra forte fisicamente, mentalmente pronta nella quale c’è anche un po’ di Italia. Si, perché Riccardo Calafiori, ex difensore del Bologna, vince la Premier League alla prima stagione in Inghilterra, da protagonista. La squadra del nord di Londra è stata costruita con un progetto molto solido, ma che ha dato, solo dopo alcuni anni, i suoi frutti. Dall’altro lato i marziani. Il PSG con Luis Enrique ha vinto la sua prima Champions League proprio l’anno scorso. L’impronta del tecnico spagnolo è presente e si vede. Una squadra umile, caparbia, la quale è riuscita ad imporsi non solo in Ligue 1, ma anche in Europa. Un sogno che i proprietari ambivano da tanto, ma che sono riusciti a soddisfare solo con l’arrivo dello spagnolo e le cessioni di grandi campioni quali Mbappe, Neymar, Messi, Ramos e tanti altri. Luis Enrique è l’emblema di caparbietà, abnegazione e forza d’animo. È un allenatore fuori dagli schemi, con una storia tutt’altro che banale.

Dettaglio partita Informazioni e dati reali
Incontro PSG – Arsenal (finale di Champions League)
Data e orario 30 maggio, ore 18:30
Stadio e città Puskas Arena, Budapest
Risultato finale 1-1 d.t.s. (5-4 d.c.r. per il PSG)
Marcatori regolamentari Kai Havertz (5′ min) per l’Arsenal, Ousmane Dembélé (rigore) per il PSG

Finale PSG-Arsenal: un evento unico della Champions League

Arsenal: una squadra che ha fatto sognare

PSG-Arsenal: la battaglia per il trono d'Europa
Kai Havertz con la maglia dell’Arsenal in Champions League

L’Arsenal giunge a questa finale dopo un percorso, in Premier League, lungo e tortuoso. Dopo ben 22 anni i Gunners vincono l’amata coppa d’Inghilterra. Gli uomini di Arteta non sono soddisfatti e in Champions League con ben 10 victories e 3 pareggi si aggiudicano la finale. La squadra del tecnico spagnolo è stata studiata a tavolino. Per vincere l’impossibile l’organico deve possedere forza fisica e scardinare le difese avversarie con lanci lunghi e cross dalle due corsie. I Gunners dominano perché in difesa i centimetri non mancano: Hincapie, Mosquera, Gabriel, Saliba e Calafiori. Un muro, quello londinese, non facile da superare. Il più piccolo dei sopracitati è alto non meno di 190 cm. Il centocampo e l’attacco sono costituiti da corsa, tenacia e tanta qualità: Declan Rice, Saka, Havertz, Gyokoeres, Gabriel Jesus, Odgaard ed altri. Havertz ha giocato poco, ma è stato decisivo. Arteta non rinuncia al suo fuoriclasse, né tantomeno a Declan Rice, L’ostacolo in finale è solo il PSG, che l’anno prima ha vinto contro l’Inter con un netto 5-0. PSG-Arsenal è una partita a scacchi. L’Arsenal ha un’idea ben chiara. Difendersi per arginare la velocità, le idee e l’infinito talento degli attaccanti parigini. Ci riusciranno? 

Il PSG: più di un gruppo

PSG-Arsenal: la battaglia per il trono d'Europa
Vitinha in azione con la maglia del PSG

Il PSG si presenta come la favorita della competizione. Dopo aver surclassato i neroazzurri all’Allianz Arena di Monaco il 31 maggio 2025, cercano di ripetersi. I parigini partono con la stessa formazione che ha vinto la precedente edizione, con un solo cambiamento: in porta, al posto di Gigio Donnarumma, c’è Safonov, portiere russo. In difesa Marquinhos con Hakimi mentre a centrocampo Vitinha e Joao Neves. In attacco Dembélé, pallone d’oro e K’varatskhelia, indomabile in questa stagione. Con un attacco così è facile vincere le partite, ma nelle ultime sfide il PSG ha rischiato molto. La difesa è stata un po’ ballerina, ma non si mette in discussione la qualità degli interpreti. I giocatori del Paris arrivano carichi e riposati poiché il tecnico, in campionato, ha adottato una nuova idea. I giocatori impegnati in Champions League non giocano o quantomeno giocano poco in Ligue 1. I numeri parlano chiaro: i titolari hanno disputato molti meno minuti rispetto ad altri giocatori che hanno dovuto fronteggiare doppi o tripli impegni settimanali. Un’idea geniale, che forse, ha ripagato più del dovuto. Altra chicca, da non sottovalutare, a favore dei parigini è l’esperienza. Si, perché giocare una seconda finale di Champions League è diverso dal presentarsi dopo circa 20 anni. L’emozione è tanta. I Gunners possono peccare di inesperienza e l’emozione può far loro brutti scherzi. I parigini conoscono bene il valore e il palcoscenico su cui si stanno esibendo. Diamo il via alle danze!

La finale: non sono bastati 90 minuti

PSG-Arsenal: finale di Champions League. Un match al cardiopalma che termina solamente ai rigori, dopo 120 minuti. La sorpresa è l’Arsenal in vantaggio. Dopo appena cinque minuti di gioco, Marquinhos rinvia e la palla e in modo fortuito viene scaraventata su Trossard, difensore dei Gunners. Involontariamente serve un cioccolatino solamente da scartare al suo attaccante. Kai Havertz giunge di fronte alla porta e batte Safonov con un tiro fortissimo. «Questo ragazzo riesce ad essere decisivo quando le partite contano, contano tantissimo», queste sono le parole del telecronista dopo il goal del tedesco. I Gunners sono in vantaggio. Il primo tempo termina senza assoli e gli inglesi conducono la partita. Il PSG rientra negli spogliatoi, deciso a cambiare l’esito della partita. Lo spartito, nel secondo tempo muta e i francesi creano molte più occasioni da goal. Dalla punizione di Hakimi ad affondi sulla destra e sulla sinistra degli esterni. Sono Kvara e Dembélé che sfornano le migliori giocate. Khvicha viene servito in area di rigore e Mosquera, preso d’infilata, commette fallo da rigore. Il difensore non protesta e sul dischetto si presenta Dembélé. Di destro, sotto lo spicchio dei tifosi del PSG, trasforma il rigore e segna il suo 130 goal con la maglia dei parigini. I 90 minuti regolamentari di PSG-Arsenal terminano in pareggio. Nei supplementari, Madueke, di forza, giunge in area di rigore e viene atterrato dal difensore parigino. L’arbitro non fischia e Declan Rice è furibondo. Il rischio di Nuno Mendes è enorme. Un’ultima azione pericolosa è dell’attaccante Viktor Gyokeres che, con un tiro potente, per pochi centimetri non trova la porta. Uno dei capitoli più importanti della storia del calcio si deciderà ai rigori. La finale tra PSG-Arsenal è stata incandescente.

Di seguito i rigoristi per PSG-Arsenal: finale di Champions League. Ramos è il primo tirato del PSG, il quale di interno piede infila la sfera nell’angolo alto della porta difesa da Raya. Doue è il secondo che spiazza il portiere. Quest’ultimo, fino ad ora ha scelto sempre l’angolo opposto. Nuno Mendes si presenta sul dischetto. Il difensore calcia ad incrociare, a mezz’altezza ed il portiere del nord di Londra para il rigore. Il capitano Hakimi bacia la fascia e con un destro imprendibile e fortissimo chiude il pallone vicino al palo. Imparabile. L’ultimo a tirare è Lucas Berlado che, di sinistro calcia con freddezza e con precisione. Raya è battuto. Gyokeres è il primo tiratore dei Gunners, il quale spiazza Safonov con un destro a giro. Si avvicina Eze. Un lungo respiro, una rincorsa altrettanto lunga, ma sbaglia il rigore. Il portiere rimane immobile, ma è l’attaccante a decidere le sorti della sfida. Viene meno freddezza e lucidità. È il turno di Declan Rice, uno dei simboli di questa squadra. Rincorsa centrale, il russo rimane in piedi e Rice con un destro, non angolato, segna. Gabriel Martinelli, ragazzo brasiliano si avvicina sul dischetto. Con un destro forte, ad incrociare senza guardare minimamente il portiere, trasforma il rigore. L’ultimo rigorista, che deciderà le sorti di questa finale è Gabriel, difensore brasiliano. Il pallone pesa e lo sistema con cura. Una tensione che si può tagliare con il coltello. Parte, ma il pallone è spedito in curva, dove si trovano i tifosi francesi. Il risultato è di 5-4 dcr (dopo i calci di rigore). Il PSG vince la finale di Champions League e i Gunners tornano a Londra a mani vuote. I parigini salgono sul tetto d’Europa per la seconda volta consecutiva. Ciò è successo a poche, ma grandi squadre come il Real Madrid.

L’abbraccio tra Gabriel e Marquinhos

La finale PSG-Arsenal ha offerto un qualcosa che va al di là di ogni vittoria. Un gesto che vale più di mille parole. Gabriel sbaglia il rigore e Marquinhos, invece di esultare, corre ad abbraccia il compagno di squadra con il quale difenderà la porta del Brasile al Mondiale. Ma perché? Per quale motivo il capitano di una squadra che ha appena vinto la Champions non festeggia? Marquinhos ha dimostrato umanità e profonda comprensione. Anni a dietro, il difensore del PSG ha sbagliato un rigore con la sua nazionale e in quel momento nessuno l’ha consolato. Un peso enorme da portare, un fardello che il centrale non potrà mai dimenticare. Ecco. Un gesto che, in quel frangente non può significare nulla, ma per Gabriel, al quale è caduto il mondo addosso, è servito più di un bicchiere d’acqua in mezzo al deserto. Un uomo pieno di cicatrici riconosce il dolore altrui. La grandezza di Marquinhos in un gesto così semplice. Il calcio che si ama è questo. I due difensori saranno protagonisti con la nazionale e di sicuro il difensore dell’Arsenal farà di tutto per difendere la porta verdeoro, lasciandosi alle spalle e facendo tesoro dell’errore commesso non appena 10 giorni prima.

Fonte immagine: Deposit photo

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