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Gara 4 NBA Finals: rimonta del secolo dei New York Knicks

Giovedì 10 Giugno, ore 5, l’Italia sta per essere illuminata dai raggi di sole delle prime ore del giorno.
C’è chi ancora dorme, chi si sta svegliando per andare a lavorare, e chi invece è rimasto attaccato alla televisione lungo tutta la notte guardando il basket NBA delle stelle americane.

Infatti dall’altra parte dell’oceano, nell’arena più famosa del mondo ossia il Madison Square Garden, nella serata di mercoledì
si sta svolgendo gara 4 delle NBA Finals tra i New York Knicks ed i San Antonio Spurs, le due squadre campioni rispettivamente della Conference Est e Conference Ovest che sono riuscite ad arrivare fino all’ostacolo ultimo che le separa da un biglietto sola andata verso la storia dello sport dalla palla a spicchi.
Due franchigie storiche e prestigiose alla ricerca del trofeo Larry O’Brien da tanto, troppo tempo, specialmente per le tifoserie. In particolare per quella dei Knicks, a secco del trofeo massimo addirittura dalla stagione 1972-73 e dopo aver perso due Finals nel corso delle stagioni ’93-’94 e ’98-’99, l’ultima proprio contro gli Spurs.
I tifosi della squadra del Texas invece dall’avvento del nuovo millennio hanno avuto più fortuna, vedendo la propria squadra arrivare per ben 5 volte alle NBA Finals con 4 vittorie dell’Anello da parte della dinastia formata dai leggendari Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker guidati da uno dei migliori (se non il migliore) allenatori di sempre Gregg Popovich

Dettagli evento Informazioni principali
Competizione NBA Finals 2026 (Gara 4)
Squadre New York Knicks vs San Antonio Spurs
Location Madison Square Garden (New York)
Punteggio finale 107 – 106 per i New York Knicks
Record storico Rimonta di 29 punti
Prossimo incontro Gara 5 (notte tra sabato 12 e domenica 13)

 

La corsa playoff di New York Knicks e San Antonio Spurs


2026 NBA Playoffs bracket

Il cammino dei playoff della stagione 2025-2026 delle due squadre verso le Finals, confrontandolo, è stato leggermente diverso: i New York Knicks hanno superato e vinto senza particolari problemi la Conference Est, superando gli Atlanta Hawks al primo turno e poi infliggendo uno “sweep” ossia un risultato netto di 4-0 (si vince al meglio delle 7 gare) ai Philadelphia 76ers nelle semifinali di Conference e ai Cleveland Cavaliers alle finali, che ha visto la franchigia della Grande Mela diventare squadra campione della Conference Est dopo 27 anni.

I San Antonio Spurs invece, dalla sponda Ovest degli Stati Uniti hanno dovuto affrontare, dopo un semplice primo turno contro i Portland Trail Blazers, prima i Minnesota Timberwolves di uno dei migliori atleti della lega Anthony Edwards nei turni di semifinale, imponendosi per 4-2, e poi in finale contro i favoriti alla vittoria della stagione 2025-2026, ossia gli Oklahoma City Thunder, campioni in carica capitanati da Shai Gilgeous-Alexander e Jalen Williams, riuscendo a ribaltare i pronostici che vedeva OKC andare verso uno storico back-to-back, portando a casa la serie dopo ben 7 gare colme di spettacolo, incoronandosi campioni della West Conference dopo 13 anni dall’ultima volta.


 

La rimonta del secolo: cos’è successo in Gara 4


Quello che è successo nella notte tra mercoledì e giovedì ha un sapore di storia, di leggenda “in the making“.

Come se non bastassero le prime 3 gare, che hanno visto prima i New York Knicks riuscire a sbancare nelle prime due gare il Frost Bank Center in casa Spurs, capaci poi di riuscire a vincere al Garden nella partita più attesa e più costosa della storia, la gara della scorsa notte ha fatto letteralmente impazzire sia i fan della franchigia newyorkese che i fan più generici del gioco della pallacanestro di tutto il mondo.

Per i primi 3 quarti della partita, è stato un dominio Spurs guidati dalla giovanissima leadership di Victor Wembanyama, il talentuosissimo lungo di nazionalità francese di 224cm e miglior difensore della stagione, soprannominato “l’alieno” sia per le sue lunghe, lunghissime leve che per il suo enorme potenziale cestistico.

Victor Wembanyama, game 4 NBA Finals

 

Una vera e propria masterclass, un clinic totale, ottenendo così un vantaggio di ben 29 punti ad inizio secondo tempo, con la sensazione di aver riportato il risultato in parità dopo i primi scivoloni in casa in Texas. Durante questi 3 quarti il Madison Square Garden, dall’essere una bolgia ad inizio partito, era piombato in silenzio tombale, similmente ad un cimitero. Ogni fan presente all’arena, tra le decine di VIP in prima fila fino agli ultimi posti in piccionaia, erano totalmente scioccati, dando impressione che il sogno del titolo si stesse sempre più allontanando dalle strade della Big Apple.
La squadra, la tifoseria e l’intera città erano “cestisticamente” morti.

@bleacherreport

Knicks celeb row was going through it in Game 4 😅 #nba #basketball #knicks #timotheechalamet #nbafinals

♬ original sound – bleacherreport

Ma a quanto pare, rispecchiando l’anima della città, i New York Knicks non muoiono mai.
Mettendo a segno canestro dopo canestro, unendo questo grande flow offensivo ad una difesa maestosa costringendo gli avversari ad una gestione dell’ampio vantaggio pessima e ad un disastroso 8/39 di tiri dal campo, i Knicks sono rientrati in partita, grazie soprattutto alle prodezze offensive delle stelle targate Knicks come Jalen Brunson, Karl Anthony Towns ed OG Anunoby, mandando in visibilio sempre di più i fan dentro e fuori l’arena man mano che la forbice tra le due squadre si assottigliasse. 

Arrivati agli ultimi 3 minuti e 30 secondi dell’ultimo quarto, con l’intera arena in piedi, il punteggio era di 104-97 in favore dei San Antonio Spurs, i quali nonostante il pessimo secondo tempo erano ancora in vantaggio.
Da questo momento in poi probabilmente si potrebbe tranquillamente utilizzare il famosissimo meme raffigurante il leggendario regista Martin Scorsese del “absolute cinema“.

 

L’ultimo quarto di una partita storica:


Prima la tripla del portoricano Jose Alvarado, poi ancora un altro maestoso tiro da 3 questa volta realizzato dal fenomeno in maglia 11 dei Knicks Jalen Brunson il quale ha sfidato le infinite leve di Wembanyama tirando da dietro l’arco, portando i suoi a solo un punto di distanza. La sequenza successiva è ancora più cinematografica: dopo l’ennesima gestione offensiva pessima, il playmaker De’Aaron Fox in maglia Spurs regala il pallone agli avversari lanciando in contropiede Josh Hart, che però incredibilmente sbaglia da solo sotto il canestro, mandando poi ai tiri liberi Wembanyama commettendo fallo durante la transizione difensiva. Il francese però, dalla lunetta, in una partita condita da 24 punti, sbaglia entrambi i liberi.
Questa occasione non sfruttata dagli Spurs sarà fatale.
Difatti, nel possesso Knicks successivo, il solito fortissimo Jalen Brunson (che finirà la partita con 36 punti ed il 48% di tiri dal campo), palla in aria, solo retina. “Captain Clutch” non è un soprannome a caso per il numero 11.
New York Knicks in vantaggio per la prima volta nella partita, dopo aver recuperato 29 punti, registrando così la più grande rimonta della storia delle NBA Finals.

Per un paio di minuti il risultato rimane bloccato sul 104-105 per la squadra di casa.
Dopo una rimessa però, i San Antonio Spurs subiscono un fallo con la possibilità nel caso di realizzazione dei tiri liberi di pareggiare e ritornare in vantaggio. Entrambi chirurgicamente realizzati da Stephon Castle. I texani così ritornano in vantaggio dopo esserlo stati per l’intera partita. Si va allora al possesso offensivo successivo dei Knicks che, nelle caldissime mani di Brunson, non ha però esito positivo, culminando nel contropiede avversario sempre di Fox il quale però, in una situazione di vantaggio a 11 secondi dalla fine di una partita che potrebbe decidere le sorti di titolo ed anello, decide follemente ed inconsciamente di andare a canestro.
Decisione pesantemente criticata dai fan Spurs e quelli generici. Soprattutto per ciò che sarebbe arrivato da lì a poco.

Dopo un time-out, I New York Knicks hanno la possibilità di tornare nuovamente in vantaggio con meno di 6 secondi sul cronometro. Palla sempre tra le mani di Brunson il quale, raddoppiato, lascia partire una lunga tripla. Il tiro sbatte sul primo ferro, accompagnato dallo sconforto dell’intera arena. Ma dalle retrovie, in terzo tempo, ascendendo come uno dei migliori supereroi mai filmati, arriva OG Anunoby (33 punti con una straordinaria percentuale al tiro del 67%), che riesce a deviare gentilmente il pallone, quanto basta per farlo entrare dentro e far vibrare l’intero Madison Square Garden (e probabilmente l’intera New York) con il punteggio di 106-107 in favore dei New York Knicks. Non basta il tentativo Spurs con circa un secondo sul cronometro di ribaltarla con uno schema da rimessa, prontamente deviata da Towns, mettendo così ufficialmente la parola fine alla partita. Gara 4 è ufficialmente ed incredibilmente dei New York Knicks.

Il canestro decisivo di OG Anunoby:

@nba

🏆 OG’s tip-in dunk for the win is a cinematic experience 🍿 🏆 #NBAFinals #NBA #Basketball #Knicks #OGAnunoby

♬ original sound – NBA


 

Do you believe in miracles?” disse Federico Buffa di fronte ai 13 punti in 33 secondi di Tracy Mcgrady nel 2004, ironia vuole proprio contro i San Antonio Spurs.

Il pubblico del Garden è in delirio. Vip e tifosi storici Knicks come Ben Stiller, Spike Lee, Timothée Chalamet, Taylor Swift e tanti altri corrono in campo per abbracciare gli atleti che hanno appena realizzato un pezzo di storia.
La città, come al solito dopo ogni vittoria, è un putiferio: i tifosi Knicks si riversano nelle strade esprimendo la loro gioia, esaltazione, frenesia e follia di tifo, come si può notare dai viralissimi video che li vede protagonisti dopo ogni vittoria nella post season NBA.

@offtheglasstv

KNICKS FANS REACT TO GAME 4 WIN 🤣🔥 #nba #nbafinals #nbaplayoffs #knicks #newyorkknicks

♬ original sound – offtheglasstv

Ma per Brunson, OG Anunoby, Towns e compagni c’è ancora da completare l’opera.
New York Knicks – San Antonio Spurs va dunque sul risultato di 3-1 per la franchigia della Grande Mela.
Tranne nel caso dell’ormai indiscusso GOAT LeBron James nel 2016 che riuscì con i suoi Cavaliers a ribaltare la storia delle finali, nella storia delle NBA Finals questo risultato ha sempre visto la squadra in vantaggio portare a termine l’opera ed infilarsi al dito l’anello di campione NBA.

Si va a Gara 5 delle NBA Finals. Adesso tutto è nelle mani dei Knicks, che nella notte tra sabato 12 e domenica 13 torneranno in casa degli Spurs in Texas ed avranno la possibilità nella quinta di queste incredibili e spettacolari partite di ipotecare il successo e portare a casa i tanto bramati Larry O’Brien trophy ed anello, dopo 53 anni.

Tutto da vedere e da gustare, con l’unica cosa certa è lo spettacolo che solo la pallacanestro riesce a regalarci.

 

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