“Minchia signor tenente” al Sala Umberto, la recensione

Minchia signor tenente

In occasione del trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, va in scena una rappresentazione teatrale dai forti connotati storici. “Minchia signor tenente“, scritto e diretto da Antonio Grosso, è tornato al “Sala Umberto” di Roma con quattro appuntamenti compresi tra il 21 e il 24 maggio. Un racconto che a vent’anni di distanza dalla prima volta continua a far divertire e al tempo stesso emozionare, invitando a non dimenticare gli orrori perpetrati dalla mafia.

Dettagli dello spettacolo Minchia signor tenente

Informazioni generali Dettagli dell’evento
Testo e regia Antonio Grosso
Luogo Teatro Sala Umberto, Roma
Date Dal 21 al 24 maggio 2026
Ispirazione principale Brano “Signor tenente” di Giorgio Faletti e strage di Capaci

Trama e contesto dello spettacolo Minchia signor tenente

Una storia ventennale caratterizzata da ben 620 repliche. Un racconto ambientato nella Sicilia dei primi anni ’90, sempre estremamente attuale, fonte di ironia ma soprattutto di riflessione. “Minchia signor tenente”, spettacolo scritto e diretto da Antonio Grosso, è tornato in scena con quattro appuntamenti tra il 21 e il 24 maggio presso il “Sala Umberto” di Roma. La cornice rappresentata è quella di un paesino siciliano dove il tempo sembra essersi fermato. Buona parte delle scene prende corpo all’interno di una piccola caserma dei carabinieri, dove si intrecciano le vite di cinque militari provenienti da regioni differenti che si interfacciano quotidianamente con le denunce del matto del paese, il vivace Parerella.

Non mancano poi le dinamiche amorose, che coinvolgono il più giovane dei carabinieri e una donna del paese, i quali cercano di mantenere segreta la loro relazione in virtù di un regolamento interno alle forze dell’ordine che la vieterebbe. Il gruppo è così coeso che sembrerebbe trattarsi più di una famiglia che di una squadra militare. Fin quando a sconvolgere gli equilibri arriva un nuovo tenente, pronto a mettere tutti in riga per avviare la caccia ad un noto latitante che sembrerebbe nascondersi proprio lì vicino.

Immagine fornita da Ufficio Stampa

Il ricordo della strage di Capaci nello spettacolo

Un invito al ricordo di ciò che è stata la mafia e alla riflessione sulle ingiustizie che, purtroppo, fanno parte della vita di ognuno di noi ma che nel nostro piccolo possiamo combattere, così da cambiare lo stato delle cose. Non è affatto un caso che la messa in scena dello spettacolo sia stata collocata proprio in questo periodo, in onore del 23 maggio 1992, quando nell’attentato mafioso di Capaci, persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Lo spettacolo richiama l’attenzione al tragico evento di trentaquattro anni fa con un riferimento diretto anche all’interno della sceneggiatura, capace di suscitare grande commozione.

Immagine fornita da Ufficio Stampa

Il messaggio del regista e l’ispirazione alla canzone di Faletti

Ad ispirare la rappresentazione teatrale è stata proprio la splendida canzone “Signor tenente” presentata da Giorgio Faletti al Festival di Sanremo del 1994. Il regista Antonio Grosso rimase impressionato dall’ascolto del pezzo che si classificò secondo alla kermesse, tanto da mettere in piedi uno spettacolo ad esso dedicato a poco più di dieci anni di distanza.

Minchia signor tenente” è un’espressione amara, detta tra i denti, dato che urlarla significherebbe insubordinazione. Ma è anche un’affermazione che non può essere taciuta perché restare in silenzio significherebbe arrendersi di fronte al sistema mafioso, triste specchio della legge del più forte. E dietro l’opera si cela un messaggio dai forti connotati simbolici, come confermato dallo stesso regista: “La libertà è l’essenza di ogni individuo, l’espressione più autentica di ogni persona. È ciò che ci rende veramente vivi. ‘Minchia Signor Tenente’ esplora il concetto di libertà attraverso l’amore, l’amicizia e l’onestà, raccontando una storia universale che ognuno di noi può vivere e soffrire nella propria esistenza. Questa storia attraversa un’Italia che ha conosciuto momenti bui, ma anche una profonda resilienza”.

Informazioni utili e cast dello spettacolo

  • Luogo: Teatro Sala Umberto, via della Mercede 50, Roma (9 minuti a piedi dalla fermata Barberini, metro A)
  • Date: dal 21 al 24 maggio 2026
  • Orari: giovedì, venerdì e sabato ore 20:30; domenica ore 16:00
  • Prezzi: biglietti a partire da € 18,00
  • Contatti e prenotazioni: [email protected] – 06.6794753 – WhatsApp 345.9409718
  • Cast: Antonio Grosso, Adriano Falivene, Giuseppe Cantore, Gisella Francesca Genovese, Francesco Ruotolo, Rosario Minardi
  • Regia: Antonio Grosso

Immagine di copertina: fornita da Ufficio Stampa

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