Home | Società, stili di vita e identità contemporanea | Economia, impresa e vita pratica | 3 proposte da FILDA per la tutela dei lavoratori salario minimo, settimana corta e maggiore sicurezza

3 proposte da FILDA per la tutela dei lavoratori salario minimo, settimana corta e maggiore sicurezza

Roma, 23/09/2024

La Consulta Nazionale della FILDA (Federazione Italiana Lavoratori Dipendenti Autonomi) ha discusso alcune importanti proposte orientate a migliorare il benessere dei lavoratori. Tra queste, spiccano la riduzione della settimana lavorativa, l’introduzione o l’adeguamento del salario minimo e il rafforzamento delle misure di sicurezza sul lavoro. Questi interventi mirano a garantire condizioni di lavoro più sostenibili e sicure, con un focus specifico sull’equilibrio tra vita privata e lavorativa dei lavoratori e sulla loro tutela economica e fisica.

Carmine Piccolo, segretario nazionale di FILDA, ha sottolineato come il raggiungimento di questi traguardi importanti e vantaggiosi per tutti sia possibile solo attraverso una collaborazione seria e costruttiva tra lavoratori, aziende, sindacati e istituzioni, per far si che nei luoghi di lavoro ci siano persone felici che con impegno e passione contribuiscano alle attività ed alla crescita delle aziende. Perciò è necessario il salario minimo garantito per legge, la settimana corta di 4 giorni lavorativi  e  massima attenzione alla sicurezza sul lavoro”  

Il salario minimo

Uno degli obiettivi centrali di FILDA, che rappresenta i lavoratori privati, pubblici e pensionati, è l’introduzione di un salario minimo legale di 9 euro all’ora per tutti i lavoratori. L’istituzione di un salario minimo, infatti, è fondamentale per ridurre le disparità salariali e contrastare le retribuzioni ingiustamente basse, ancora presenti in molti settori. Garantire un salario minimo equo non solo tutela la dignità del lavoratore, ma rappresenta anche un potente strumento di contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali tra i lavoratori.

La settimana corta

Un’altra proposta della FILDA è quella della settimana lavorativa di 40 ore suddivise su 4 giorni. Questo modello mira a migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata, consentendo ai dipendenti di avere più tempo libero a disposizione senza ridurre le ore complessive di lavoro. L’idea è quella di offrire una maggiore flessibilità e garantire alle persone il giusto spazio per dedicarsi alla famiglia, agli interessi personali e al proprio benessere psicofisico. Se organizzata in modo efficace, la settimana corta potrebbe trasformare l’ambiente di lavoro, rendendolo più sereno, collaborativo e sostenibile. Inoltre, i dipendenti con più tempo libero sono meno stressati e meno inclini a problematiche come il burnout.

La sicurezza dei lavoratori

Un altro obiettivo prioritario di FILDA è la sicurezza dei lavoratori. La proposta della Federazione prevede l’adozione di un programma dettagliato che le aziende devono rispettare, garantendo la conformità alle normative sulla sicurezza. Un elemento chiave è la collaborazione attiva tra le imprese e l’ispettorato del lavoro, al fine di monitorare costantemente le condizioni lavorative e prevenire incidenti o violazioni delle norme perciò è opportuno l’Ispezione Preventiva concordata tra aziende e ispettorato per la verifica a monte di tutte le opzioni adottate per la sicurezza. 

 Per quanto riguarda la sicurezza dei Grandi cantieri e grandi Aziende, FILDA propone l’introduzione di tecnologie innovative, come l’uso di telecamere e droni, per eseguire Ispezioni Virtuali. Questa soluzione permetterebbe un controllo più efficiente e capillare dei luoghi di lavoro, riducendo la necessità di ispezioni fisiche e migliorando la tempestività degli interventi.

 

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.filda.it

👷‍♂️ Il mercato del lavoro — Le tutele sindacali, la formazione continua e le nuove professioni stanno ridisegnando la società. Questo focus fa parte di un quadro molto più esteso. Per conoscere i diritti dei dipendenti, le normative sulla sicurezza e le opportunità di carriera, vai alla pagina Economia, impresa e vita pratica.

Altri articoli da non perdere
Sardegna, boom di richieste dall’estero: online il sito di riferimento Vendi Casa agli Stranieri

Uno strumento dedicato ai proprietari che vogliono valorizzare gli immobili sul mercato internazionale Cagliari, 2 settembre 2025 – La Sardegna Scopri di più

Responsabilità sociale d’impresa: cos’è e perché è importante
Responsabilità sociale d'impresa

Responsabilità sociale d'impresa: cos'è e perché è importante La responsabilità sociale d'impresa (RSI), nota anche come Corporate Social Responsibility (CSR), Scopri di più

Come si sviluppa una strategia di marketing: i fattori determinanti di cui tenere conto

Lo sviluppo di una strategia di marketing efficace è fondamentale per garantire il successo di qualsiasi impresa. Una strategia ben Scopri di più

Partite Iva, i regimi agevolati conquistano sempre più professionisti
Il dipartimento delle Finanze ha diffuso i dati sulla diffusione dei regimi agevolati scelti dalle persone fisiche nel corso del 2017, da cui si nota un forte incremento di aperture di regime forfettario al posto di quello ordinario. Il "popolo" delle partite Iva in Italia ha deciso: il regime forfettario è il sistema migliore per la gestione delle propria (piccola) attività. È questo il messaggio più chiaro che arriva dal puntuale aggiornamento realizzato dall’Osservatorio insediato presso il dipartimento delle Finanze, che ha diffuso un report con le informazioni definitive sulle decisioni assunte nel corso dello scorso anno. Le adesioni al regime forfettario I numeri parlano chiaro: più di 182 mila soggetti, su un totale di 512 mila nuove aperture in proprio sia a livello imprenditoriale che professionale registrate nel Paese, hanno optato per il sistema "forfettario", vale a dire più del 35 per cento del totale, a conferma di come il metodo abbia un appeal crescente. Per fare un paragone, nel 2016 questa tipologia rappresentava "solo" il 27 per cento delle nuove posizioni, con un dato quantitativo stimato in 165 mila soggetti. I requisiti L'analisi si sposta dal piano quantitativo a quello qualitativo quando prova a chiarire le motivazioni del successo di questo regime, individuate innanzitutto nelle imposte ridotte di cui beneficia chi è in possesso dei requisiti per beneficiare del sistema agevolato. Come spiega anche l'approfondimento del blog di Danea, tra i requisiti per il regime forfettario 2018, validi dunque anche per questo anno fiscale, c'è innanzitutto il vincolo dei ricavi e compensi, che a seconda della attività esercitata può andare da una soglia di 25 mila fino ai 50 mila euro. Vantaggi e semplificazione In termini pratici, poi, il grande vantaggio principale che funge da calamita per accedere al regime agevolato sono le imposte ridotte, ma non bisogna trascurare gli aspetti legati alla semplificazione degli adempimenti fiscali e burocratici: giusto come citazione veloce, si deve ricordare che i professionisti rientranti in minimi e forfettari non devono compilare gli studi di settore né inviare lo spesometro, né tanto meno sono soggetti allo split payment. Niente obbligo di fatturazione elettronica Proprio nelle ultime settimane, inoltre, durante l'evento Telefisco (organizzato dal Gruppo 24 Ore) è stato possibile appurare che i sistemi agevolati saranno esclusi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che prende il via nel 2019, anche se invece sono sottoposti regolarmente alle norme che regolano l’e-fattura verso le Pa (e, allo stesso modo, sono obbligati a ricevere il documento digitale in scambi tra privati in qualità di fornitori). Una flat tax Insomma, il sistema si poggia su leve che attraggono i soggetti con Partita Iva, al punto che nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore si è spinto a parlare di "flat tax sui redditi delle persone fisiche", descrivendo i risultati del regime forfettario e, soprattutto, mettendo in relazione il sistema con la sua caratteristica di base, ovvero la presenza di un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Un appeal crescente Sempre nello stesso articolo, poi, si invita a non misurare l’appeal del regime forfettario soltanto con le nuove aperture, segnalando le distinzioni con il vecchio regime dei minimi (in quest'ultima tipologia la flat tax è ancora più bassa, fissata al 5 per cento, ma le adesioni sono terminate nel 2016): con il forfettario è infatti possibile anche il "cambio in corsa", ovvero il passaggio durante l'anno da un regime ordinario e semplificato, "in cui comunque si applica l’Irpef ad aliquota progressiva con tanto di addizionali locali, ma anche l’Irap (se c’è il requisito dell’autonoma organizzazione) e l’Iva".

Regime forfettario 2025: guida completa a requisiti e vantaggi Cos'è il regime forfettario e come funziona nel 2025 Il regime Scopri di più

Come allestire una cabina massaggi in un centro estetico

In Italia il numero di utenti che si sottopone a massaggi è in crescita, il benessere è un settore florido Scopri di più

Reato di diffamazione online: come riconoscerlo e difendersi in modo sicuro

"È solo un commento su Facebook, cosa vuoi che sia?" È questa la frase che molti si ripetono dopo aver Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Redazione Eroica Fenice

Vedi tutti gli articoli di Redazione Eroica Fenice

Commenta