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Aldo Giovanni e Giacomo: storia di un trio comico leggendario

Aldo Giovanni e Giacomo: tre uomini e…

Ripercorriamo esordio e carriera di Aldo Giovanni e Giacomo, il trio comico che è stato anche ritratto dell’Italia anni ’90 e Duemila. Tra film, show teatrali e tv alcune delle loro battute sono ancora parte del parlato comune.

Tappe fondamentali della carriera

Anno Evento Note
1992 Nascita del Trio Con Marina Massironi
1994-1997 Mai dire Gol Personaggi cult (Svizzeri, Bulgari)
1997 Tre uomini e una gamba Esordio cinematografico
1999 Tel chi el telùn Spettacolo teatrale iconico
2000 Chiedimi se sono felice Successo di critica e pubblico
2025 Attitudini: nessuna Documentario sulla carriera

Il mondo si divide in due categorie di persone: coloro che rivedrebbero i film e gli spettacoli di Aldo Giovanni e Giacomo ad ogni occasione buona e non si vergognano di ridere per la ventottesima volta quando Aldo dà una testata a Rossana e coloro che, storcendo il naso, sostengono che sono sopravvalutati e che ammettono di non aver capito la ragione del loro incredibile successo. Ma la questione è anche più complessa di così. Perché coloro che appartengono alla prima schiera non sono semplicemente estimatori del fantastico trio – dove fantastico non vuole tradire la parzialità di chi scrive – ma si credono adepti di un credo, membri di una comunità, alumni di una scuola dalla quale hanno appreso più o meno tutto quello che sanno sulla vita. E non possono, di conseguenza, fare a meno di sentirsi “troppo cerebrali per capire che si può star bene senza complicare il pane” o di trovare una certa dose di poesia se la macchina si ferma in una strada assolata in alta stagione esagerata.

Aldo Giovanni e Giacomo: gli esordi

Il trio, così come lo conosciamo, non è il prodotto casuale di tre dilettanti allo sbaraglio – d’altro canto non si segna un’epoca con l’improvvisazione. Tutti e tre vicini al teatro, per passione lavoro o diletto, arrivano all’Accademia dell’Arsenale di Milano percorrendo strade diverse. Aldo (Cataldo Baglio), l’unico meridionale dei tre, ha alle spalle qualche anno da operaio quando decide di frequentare la scuola di mimodramma dell’Arsenale, dove conosce Giovanni Storti, che tra i tre è quello con le idee un po’ più chiare. Il loro primo duo si chiama “La Carovana” e anima i villaggi turistici della Sardegna.

Giacomo Poretti viene da un altro ambiente: è infermiere, poi addirittura caposala, ma studia all’Arsenale e si diletta nel cabaret con la fidanzata – poi moglie – Marina Massironi. Anche loro si danno un nome e uno stile, sono gli “Hansel e Strudel”.

Le due strade si incrociano, le due coppie si conoscono, collaborano, si rimescolano. Fioriscono progetti. Niente di serio all’inizio. Poi, però, sì. Prima “Galline vecchie fa buon Brothers”; poi, dal 1992, sono semplicemente Aldo Giovanni e Giacomo, con la partecipazione di Marina Massironi e, in seguito, anche di Silvana Fallisi.

Proprio nel teatro si cimentano all’inizio della loro carriera, affiancati dalla presenza femminile della Massironi e dalla preziosa guida di Arturo Brachetti, il trasformista italiano più famoso al mondo nonché regista di quasi tutti gli show teatrali dei tre comici.

Aldo Giovanni e Giacomo: il teatro e la tv

Tel chi el telùn, Anplagghed, Ammutta Muddica sono, a distanza di anni, pietre miliari della commedia teatrale italiana e un laboratorio per sketch e personaggi che sarebbero diventati il cuore del loro repertorio più famoso. Teatro, ma anche successo in tv con Su la testa, il programma condotto da Paolo Rossi, poi consacrato dalla partecipazione a Mai dire gol. Erano gli anni ’90, precisamente tra il ’94 e il ’97, gli italiani trascorrevano la domenica sera in compagnia della Gialappa’s band e Aldo Giovanni e Giacomo diventavano iconici – e famosi – con gli sketch degli Svizzeri, dei Bulgari, del Bimbo Gigi e dell’indimenticabile Professor Alzheimer.

Tempi d’oro per l’Italia, per la tv, che iniziava a forgiare la cultura pop, e anche per il trio comico che avrebbe vissuto poi di rendita riproponendo battute e personaggi nella lunga serie di successi per il grande schermo.

Aldo Giovanni e Giacomo: il cinema

Primo tra tutti, Tre uomini e una gamba, un road movie con i Negrita in sottofondo per le strade del Salento e una gamba di legno nel portabagagli dell’auto; la partita Italia-Messico con la gamba di legno conficcata nella sabbia per delimitare la porta è diventata la fotografia di un’epoca. Per non parlare di Aldo in bilico su una roccia friabile, che intanto frana non è fria. C’è chi ricorda e chi mente.

Così è la vita, la loro commedia più malinconica, con una celestiale Marina Massironi nei panni di una novella Beatrice che apre le porte del Paradiso ad un poliziotto, un evaso e un inventore di giochini per bambini. Chi, dal ’98 in poi, non ha imitato almeno una volta Giovanni che chiede aiuto dal finestrino dell’auto scrivendolo sulle mani?

Anno 2000. Nuovo millennio. Aldo Giovanni e Giacomo firmano e interpretano la loro commedia più rappresentativa, Chiedimi se sono felice. La VHS gialla con i quattro volti protagonisti – confermata anche qui la presenza della Massironi – è lì, sui divani degli italiani, sia di quelli che seguono i tre comici sin dai loro esordi sia da quelli che li scoprono ora. Tutti apprendono che Marco Ferradini è un tuttologo sull’amore. Grazie a questo film lo sanno veramente anche i fermenti lattici.

L’impatto culturale della loro comicità

Film come questi si sono radicati così tanto nella cultura dei primi anni Duemila che le battute sono diventate battute di tutti i giorni, almeno per chi ha vissuto il fenomeno. Ci sono ancora persone che sorridono al suono della parola Francoforte e che pensano agli interessi che si impennano quando mettono la monetina nel carrello al supermercato.

Trame comiche con una buona dose di malinconia e, talvolta, di tragedia, sempre con la leggerezza che compete ai comici, sono l’ossatura portante di una comicità che, delle volte, risulta fin troppo sottile e poco immediata, per chi non sa apprezzare. Aldo Giovanni e Giacomo hanno portato sullo schermo la vita, così com’è, comica e beffarda, riuscendo a renderla leggera in ogni suo aspetto, senza mai stupirci con effetti speciali – almeno fino ad un certo punto della loro carriera – e senza mai edulcorarla.

Hanno raccontato – e raccontano, ancora – storie e personaggi pieni di fantasia, di ironia, di estro, ma anche lucidi, distaccati e freddi, perché consapevoli della vita. Tipo Zoff? Mhm, tipo Zoff!

A celebrare questo lungo percorso, nel 2025 esce al cinema il documentario Attitudini: nessuna, un viaggio intimo nella carriera del trio che ha segnato la storia della comicità italiana.

Fonte immagine: https://www.aldogiovanniegiacomo.it

Articolo aggiornato il: 18/01/2026

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