Il fenomeno dell’unboxing: perché piace così tanto guardare qualcuno che apre una scatola?

fenomeno dell'unboxing

Dai giocattoli alla tecnologia, i video di unboxing sono diventati uno dei format più popolari dei social. Dietro il semplice gesto di aprire una scatola si nascondono però meccanismi psicologici complessi: anticipazione della ricompensa, relazione con il creator e costruzione dell’identità attraverso il consumo. Un rituale digitale che coinvolge milioni di spettatori.

Perché ci piacciono i video di unboxing?

Fattore Psicologico Descrizione del Meccanismo Beneficio per lo Spettatore
Anticipazione Attivazione del sistema dopaminergico prima della scoperta. Piacere legato alla suspense e alla sorpresa.
Coolness Percezione di un’esperienza speciale e desiderabile. Aumento del benessere psicologico legato al consumo.
Relazione Parasociale Familiarità emotiva e fiducia verso il creator. Senso di appartenenza a una comunità.
Esperienza Vicaria Simulazione mentale del possesso tramite stimoli sensoriali. Soddisfazione del desiderio senza acquisto fisico.

C’è qualcosa di stranamente magnetico nel vedere una persona che apre una scatola davanti a una telecamera. Scarta la plastica con calma, solleva il coperchio lentamente, mostra il contenuto con attenzione quasi rituale. Si resta lì, incollati. Non si sta comprando nulla, non si sta toccando nulla, ma l’esperienza coinvolge. L’unboxing, nato su YouTube e poi esploso su tutte le piattaforme social, è un fenomeno psicologico che combina anticipazione, relazione e costruzione dell’identità. E la ricerca scientifica ha iniziato a studiarlo con attenzione, al di là dall’essere una strategia di marketing che si è rivelata davvero vincente.

Il piacere dell’attesa: la dopamina ama il “prima”

Uno degli elementi centrali dell’unboxing è l’anticipazione. Non conta solo cosa c’è nella scatola, ma il momento in cui viene rivelato. Secondo uno studio di Chen, G., & Jiang, L. (2025), l’unboxing è un vero e proprio “journey of discovery”, un viaggio di scoperta condiviso tra chi crea il contenuto e chi lo guarda. L’esperienza è costruita attorno alla suspense, al ritmo lento, alla progressiva rivelazione. Dal punto di vista neuroscientifico, questo attiva il sistema dopaminergico legato all’anticipazione della ricompensa. Non è tanto l’oggetto a generare piacere, quanto l’attesa dell’oggetto. È lo stesso meccanismo che rende emozionante scartare un regalo o attendere un esito incerto. L’unboxing prolunga quell’istante. E il cervello, davanti all’attesa, si attiva.

Unboxing: informazione e appartenenza

Guardare un unboxing non può ridursi soltanto a “guardare qualcuno che apre una scatola”. Secondo lo studio citato, le motivazioni principali sono quattro: ricerca di informazioni, intrattenimento, utilità interpersonale e semplice passatempo. Molti utenti cercano informazioni concrete: vogliono capire se il prodotto è valido, se vale il prezzo, se soddisfa le aspettative. Ma accanto alla dimensione informativa c’è quella relazionale. Si guarda perché si vuole sentirsi parte di una comunità. Gli stessi autori mostrano che queste motivazioni aumentano la percezione di “coolness”, cioè la sensazione che quell’esperienza sia speciale, desiderabile, significativa. E questa percezione è associata a un incremento del benessere psicologico legato al consumo. In altre parole, guardare un unboxing può far sentire meglio. Non solo perché si apprende qualcosa, ma perché si partecipa a un rituale condiviso.

La relazione parasociale: quando l’influencer sembra “uno di noi”

Video di unboxing e psicologia del consumo
Il fenomeno dell’unboxing e il legame con lo spettatore

Un altro elemento chiave è la relazione parasociale, cioè quel legame unilaterale che si crea tra spettatore e creator. Secondo uno studio di Hyosun, K. (2020), gli spettatori tendono a percepire l’influencer come autentico e vicino, sviluppando una forma di familiarità emotiva. Questa percezione di autenticità aumenta la fiducia e, di conseguenza, l’intenzione di acquisto. Il prodotto non viene mostrato lì nudo e crudo, ma si fa veicolo di condivisione di un’esperienza con qualcuno che sembra simile a sé. Il cervello, da questo punto di vista, non distingue completamente tra una relazione reale e una relazione mediata dallo schermo. E questa vicinanza percepita amplifica l’impatto del contenuto.

L’esperienza sensoriale: consumo vicario attraverso l’unboxing

In questa dinamica è implicata anche una dimensione sensoriale. L’unboxing stimola una forma di esperienza vicaria: anche senza toccare fisicamente l’oggetto, lo spettatore attiva rappresentazioni mentali legate alla percezione tattile e visiva. Il fenomeno ASMR gioca un ruolo spesso sottovalutato: il rumore della plastica che si apre, il dettaglio dei materiali, la descrizione delle superfici. Il cervello simula l’esperienza. È come un assaggio emotivo del possesso. L’unboxing funziona così bene perché combina tre elementi a grande impatto psicologico:

  1. Anticipazione della ricompensa
  2. Relazione parasociale e fiducia
  3. Costruzione dell’identità attraverso il consumo

La ricerca di informazioni è sicuramente uno dei predittori più forti dell’intenzione di acquisto nei contesti di unboxing. Ma è l’integrazione tra informazione e coinvolgimento emotivo a renderlo efficace. L’unboxing mette in scena un passaggio simbolico: dal desiderio al possesso. Trasforma un gesto privato in esperienza collettiva. Oggi, anche grazie alle piattaforme social, il consumo è anche narrazione di sé, quindi guardare qualcuno che apre una scatola significa osservare l’accesso a uno status, a un’appartenenza e a un’identità. Non si guarda solo una scatola che si apre, ma una sorta di promessa che prende forma.

Fonti:
– Hyosun, K. (2020). Unpacking Unboxing Video-Viewing Motivations: The Uses and Gratifications Perspective and the Mediating Role of Parasocial Interaction on Purchase Intent. Journal of Interactive Advertising, 20(3).
– Chen, G., & Jiang, L. (2025). “It’s Cool”: How Unpacking Unboxing Video-Viewing Motivations Affect Customer Psychological Well-Being. International Journal of Advanced Multidisciplinary Research and Studies, 5(2), 66–70.

Immagini copyright free realizzate con DALL-E

Articolo aggiornato il: 16 Marzo 2026

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