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Eroica Fenice

La categoria Fun e Tech contiene 377 articoli

Fun e Tech

Pochette e clutch targate Carpisa: un accessorio ideale per le occasioni speciali

Non importa che siano della grandezza necessaria per contenere l’indispensabile: le pochette e le clutch sono diventate degli scrigni preziosi che nascondono il segreto dell’eleganza. Questa tipologia di borsette nasce come l’accessorio da donna perfetto per una cerimonia, diventando nel tempo un must have per ogni occasione, soprattutto per quelle donne che preferiscono l’essenziale senza rinunciare alla raffinatezza. Le pochette e clutch eleganti che propone Carpisa hanno un design minimalista che può essere abbinato sia con un outfit giornaliero sia con un look più formale e da sera. La loro particolarità sta appunto nella possibilità di inserire al loro interno quei pochi elementi dell’universo femminile, ma ai quali nessuna donna può rinunciare. Il nome di questa tipologia di borsetta deriva dalla sua caratteristica principale, ovvero che dovrebbe essere portata a mano ma non mancano i modelli dotati di tracolla e manici regolabili, perfetti da indossare a spalla nel tempo libero. Nonostante le loro dimensioni ridotte, le borse a pochette e le borsette a clutch Carpisa si rivelano incredibilmente utili, specialmente durante le giornate più impegnative e scandite da innumerevoli appuntamenti e commissioni da sbrigare e per gli eventi galanti e sofisticati. La differenza tra pochette e clutch   Sebbene sembrino molto simili, hanno alcune caratteristiche che le rendono diverse tra di loro. Le borse a pochette sono delle mini borse di tessuto morbido o rigido, quasi sempre accompagnate da una tracollina o da un manico. Sono molto semplici da abbinare sia con vestiti casual come i jeans che con abiti lunghi e raffinati. Per la sera, invece, è preferibile utilizzare una pochette con dettagli luminosi o le borsette a clutch. Queste sono molto piccole e senza manici, sono per lo più rigide, hanno la chiusura ad anello o a scatto e possono presentare una zip all’interno, perfette per conciliare versatilità ed eleganza. Borsette Carpisa da giorno: sobrietà e fascino   I modelli di borsetta a mano Carpisa si contraddistinguono per la loro sobrietà. Sono un accessorio ideale per qualsiasi occasione. Le pochette da giorno hanno colori vivaci e sono molto funzionali, come ad esempio le pochette in pelle in tinta unita o con fantasie, morbide e comode. Queste pochette da donna e da ragazza sono dotate di tasche esterne, hanno la tracolla staccabile per essere indossate su una spalla o portata a mano, a seconda dell’occasione. Questi modelli donano al look freschezza e vivacità; inoltre, grazie alla presenza di scomparti interni e tasche con zip, ogni donna può organizzare al meglio il contenuto e trovare in pochi istanti anche gli oggetti più piccoli. Pochette e clutch Carpisa da sera e da cerimonia: essenzialità ed eleganza   Per una cena di lavoro, un appuntamento galante, una serata tra amiche e specialmente per una cerimonia, Carpisa propone pochette rigide e clutch a catenella, dotate di una tasca aggiuntiva per riporre lo smartphone o le chiavi. Realizzate in tinta unita con dettagli frontali come le fibbie, sono un accessorio che unisce la grinta all’eleganza. La lavorazione della pattina in coccodrillo o in pelle […]

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Monnalisa, il marchio italiano giunge su Stileo.it

Monnalisa, da 52 anni leader nel settore dell’abbigliamento per l’infanzia, propone il proprio catalogo sul sito Stileo.it Fondato ad Arezzo nel lontano 1968 da un’idea del presidente del consiglio di amministrazione Piero Iacomoni e della direttrice artistica Barbara Berocci, Monnalisa è un marchio d’abbigliamento di fascia alta che in pochi anni si è imposto non soltanto in Italia, ma in ogni parte del mondo: dalla città natale agli Stati Unit,i passando per la Russia e la Turchia, Monnalisa è divenuto un nome facilmente riconoscibile e apprezzato da tutti grazie all’entusiasmo dei dipendenti che vi lavorano e all’alta qualità dei prodotti confezionati. Il segreto di tale successo? L’intuizione di aprire dei punti vendita monomarca, in modo da ridurre la competizione con gli altri marchi (e Monnalisa è stata la prima azienda italiana a mettere in pratica questa idea) e che le hanno permesso di imporsi nell’ambito childrenswear femminile, ovvero quello dell’abbigliamento dell’infanzia suddiviso in tre linee: Monnalisa bebè, riservata alle bambine fino ai 18 mesi e comprendente tutine, abitini e body color realizzati in cotone. Alle bambine dai 2 ai 12 anni è riservata Monnalisa Chic, quella che è anche conosciuta come la linea “originale” comprendente jeans, giubbotti in pelle e camicette molto colorate. Infine c’è Jakioo, linea riservata alle ragazze dai 13 ai 16 anni comprendente anche essa jeans, tutte e abiti per feste, cerimonie importanti e altre occasioni. Ma c’è anche spazio per l’abbigliamento maschile con due linee d’abbigliamento che vanno rispettivamente dai 0 ai 18 mesi e dai 2 ai 14 anni. Il minimo comune denominatore di tutte queste linee d’abbigliamento è senza dubbio la qualità, l’attenzione per i dettagli e la cura che vengono riservati a ogni capo, soddisfando sia le giovani indossatrici che le loro mamme. A ciò va aggiunta la garanzia di trovarsi davanti ad abiti al passo con i tempi e contraddistinti dalle onnipresenti stampe con protagonisti i personaggi della Banda Disney e con Olivia e Braccio di Ferro, soggetti che di certo non passano inosservati. Monnalisa giunge su Stileo.it Dopo essersi espansa a macchia d’olio un po’ su tutti e cinque i continenti Monnalisa, come ogni brand che si rispetti, si avvicina alle nuove tecnologie e oltre ad avere una pagina Facebook è anche entrata nel catalogo di Stileo.it, il più importante sito aggregatore di prodotti di fashion italiani che vanta collaborazioni con colossi quali Amazon, Yoox, Farfetch, Raffaello Network, iKRIX, Asos, Maxi Sport, Liu Jo, Guess, Quellogiusto, B-Exit, Maxstyle e molti altri. Il catalogo Monnalisa è vasto, comprendente abiti appartenenti a tutte le fasce d’età. Dalle tutine ai body per neonati ai pantaloni sportivi (dai 3 ai 16 anni), senza dimenticare le scarpe come gli stivaletti, gonne, cappellini  le borse a tracollo. Monnalisa giunge su Stileo.it in pompa magna, proponendo il meglio del meglio della propria collezione tramite prodotti di qualità, contrassegnati da colori vivaci e da una tendenza verso uno stile glamour, elegante e raffinato. Insomma, per le bambine che vorranno distinguersi e le mamme che vorranno dare un tocco di […]

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Auto e intelligenza artificiale: automobile.it presenta “Guido”, il primo assistente virtuale alla scelta dell’auto  

Tra le ultime tendenze in campo tecnologico troviamo senza dubbio l’intelligenza artificiale, il cui mercato nella sola Italia vale già più di 200 milioni di euro ed è in forte crescita. Anche nel settore automotive le applicazioni dell’AI sono in continua crescita – anche se sinora hanno riguardato soprattutto guida e diagnostica delle vetture. Ad allargare ulteriormente le aree di applicazione di questa innovativa tecnologia ci penserà “Guido”, assistente virtuale unico nel suo genere lanciato questo settembre da automobile.it – sito di annunci di proprietà del gruppo eBay. “Guido”, intelligenza artificiale con la quale è possibile comunicare tramite chat, aiuterà l’utente nella fase di ricerca della sua prossima vettura – indirizzandolo verso il mezzo più appropriato alle proprie esigenze. Per capire l’utilità di una simile tecnologia basta pensare a quanto sia complicato orientarsi tra i vari modelli di automobile e le decine di allestimenti e motorizzazioni oggi in commercio. L’assistente virtuale presente sul magazine online di automobile.it, dopo aver posto alcune domande all’utente e aver ascoltato le sue esigenze, è in grado di selezionare gli annunci delle vetture che rispondono alle caratteristiche e al budget individuati con estrema rapidità, velocizzando un processo che avrebbe altrimenti richiesto all’utente svariate ore. “Guido” (disponibile gratuitamente accadendo a questa pagina del magazine) può gestire migliaia di conversazioni in contemporanea ed elaborare in tempo reale le informazioni rilasciate dagli utenti, così da fornire un aiuto personalizzato e concreto.   Ma questa è solo una delle tante possibili applicazioni dell’AI per il settore automotive. Dal momento dell’acquisto si passa infatti a quello della guida: la tecnologia diventa essenziale per i nuovi sistemi di sicurezza e di comfort, tanto che secondo delle recenti analisi entro il 2025 il 98% dei veicoli sarà connesso e a distanza di altri 10 anni il 75% sarà a guida autonoma. Proprio quello della guida autonoma è oggi un tema molto discusso, visti i diversi passi in avanti fatti solo negli ultimi anni che hanno introdotto sistemi di assistenza alla guida sempre più avanzati. Oggi alcune automobili sono capaci di leggere la strada, capire i segnali e prevedere eventuali imprevisti o difficoltà a seconda della situazione in cui ci si trova, aumentando di conseguenza la sicurezza a bordo. L’intelligenza artificiale applicata al mondo dell’automobile si trova, dunque, solo all’inizio del suo percorso e ha ancora molto da offrire tra nuovi servizi e tecnologie sempre più all’avanguardia.

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Etichette adesive personalizzate, cosa sono?

Qualcuno disse, e tanti altri in seguito hanno ripreso questa frase al punto da farla poi diventare un luogo comune famosissimo, che “L’abito non fa il monaco”. Beh, in fondo in fondo un po’ mentiva e sapeva di farlo. Perché la prima cosa che vediamo di una persona, ma anche di un oggetto, di una casa, di un’auto e di qualsiasi cosa ci circondi, ci dà già una immediata sensazione da tanti punti di vista: facciamo inconsciamente una prima valutazione fondata su una impressione epidermica. Certo, non possiamo e non dobbiamo prenderla per oro colato, e dobbiamo sicuramente essere sempre pronti a cambiare idea o a ricrederci (per le persone ma anche per le cose), perché poi il contenuto può essere anche molto diverso da quello che ci aspettavamo, ma rimane il fatto che il primo sguardo ha sempre il suo importante peso nella nostra mente. Quindi in questo articolo parleremo di questo? Non proprio ad essere onesti, in realtà stiamo per parlarvi di etichette adesive personalizzate: queste ultime rappresentano esattamente ciò che mostriamo immediatamente di un prodotto commerciale o di qualsiasi oggetto, anche privato, ed è importante dare il giusto peso a questo elemento. Le etichette adesive personalizzate Le etichette adesive sono un ottimo strumento di presentazione di un qualsiasi prodotto, forse il primo che guardiamo, rappresentano in pratica il volto di un oggetto. Lì possiamo trovare tutto ciò che abbiamo bisogno di conoscere per poter scegliere con attenzione se quel prodotto fa proprio al caso nostro. Sulle etichette personalizzate infatti puoi inserire il nome della tua Azienda e del prodotto contenuto nel pack, descrivendo le sue caratteristiche e tutte le altre info necessarie: qualora si tratti di prodotti alimentari, ad esempio, sull’etichetta troverai gli ingredienti, la data di preparazione e di scadenza, le modalità di utilizzo e tutto ciò che vuoi che i tuoi clienti sappiano. Inoltre, grazie alle etichette personalizzate puoi inserire il tuo logo, che è l’immagine che ti rappresenta e attraverso la quale le persone sono in grado di riconoscerti con una sola occhiata, puoi scegliere il colore che più ti rappresenta, aumentare la personalizzazione con delle scelte grafiche e stilistiche che diano un carattere ai tuoi prodotti e renderli più visibili all’interno di una esposizione dove è necessario che risalti rispetto ai concorrenti. La qualità di stampa Prima di mandare in stampa etichette adesive ovviamente puoi scegliere ogni singola caratteristica delle stesse perché vengano perfettamente incontro alle tue esigenze: affidarsi a professionisti del settore vuol dire ottenere sempre una elevatissima qualità di stampa e, di conseguenza, una giusta qualità del prodotto. Puoi ovviamente scegliere la tipologia di etichette da stampare che preferisci e che più si adatta alle tue necessità: esistono infatti etichette a foglio, consigliate nel caso in cui il volume di stampa sia molto ridotto, e etichette adesive in bobina, le quali vengono realizzate su un supporto che al termine della fase di produzione viene arrotolato facilitandone il successivo utilizzo in serie: queste etichette sono davvero molto semplici da applicare, ad esempio, […]

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Notizie curiose

Rumore bianco: il muro di energia sonora

Il ticchettio della pioggia, lo scorrere di un fiume, il fruscio di una brezza, il suono di un asciugacapelli acceso, di un ventilatore, di una cappa da cucina. Sono tutti esempi del cosiddetto rumore bianco. Si tratta di un suono caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo e da ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze. Statico, monotono, costante Rumore bianco è un suono caratterizzato da uno spettro costante. Il nome “bianco” deriva dalle proprietà dello specchio di luce bianca, costante perché formata dalla sovrapposizione delle onde elettromagnetiche di tutte le frequenze visibili e di intensità simile ad ogni frequenza. In realtà il rumore bianco vero e proprio, per definizione, è un’idealizzazione: nessun sistema è in grado di generare uno spettro uniforme per tutte le frequenze. Quando parliamo di rumore bianco nella vita di tutti i giorni ci riferiamo dunque ad un intervallo di frequenze. I rumori a spettro costante che ascoltiamo ogni giorno sono suoni che, con il loro basso flusso sonoro e volume contenuto, riescono a nascondere i rumori disturbanti e a indurre nell’uomo un naturale senso di rilassamento. Coprendo i rumori quotidiani con un qualsiasi tipo di rumore bianco, i primi risulteranno come ovattati. È una sorta di scudo dalle distrazioni sonore che risultano quindi camuffate da questo rumore statico, monotono, costante. Secondo le parole del neuroscienziato statunitense Seth Horowitz «Il rumore bianco è un muro di energia sonora, senza schemi». Come sono utilizzate le proprietà del rumore bianco? Questo tipo di rumore è utilizzato in alcune discipline come l’econometria o l’ingegneria, dove è impiegato per verificare la risposta in frequenza di sistemi acustici e sonori. Nella vita di tutti i giorni questi suoni sono usati per favorire il sonno di grandi e piccini. Si tratta infatti di un rumore cullante che rilassa i muscoli e concilia il sonno. Il rumore bianco è quindi molto utilizzato anche nella vita domestica e, in particolare, nel momento del riposo. Si tratta di tecniche di rilassamento pensate per far calmare i neonati ma che si sono rivelati una tecnica efficiente anche per gli adulti. Il rumore bianco, mascherando gli altri rumori, funge da sorta di ninna nanna per il cervello. A tal proposito, in commercio esistono molti apparecchi generatori di rumore bianco o, ancora più semplicemente, molte playlist e applicazioni destinate a questo scopo. Basta ascoltare il rumore della pioggia, lo scorrere dell’acqua, il suono del vento per sentirsi più rilassati. Allo stesso tempo però il rumore bianco è usato anche per scopi totalmente opposti. Esso è impiegato nelle strategie di sound masking per mascherare il suono indesiderato in determinati ambienti. Le tecniche di sound masking sono volte a coprire i rumori all’interno di ristoranti e uffici per aumentare il comfort e diminuire la distrazione. Si tratta di un controllo del suono cosiddetto “passivo” in quanto non si basa sulle tecniche di cancellazione del rumore ma, piuttosto, di camuffamento. Con questo scopo, oltre che i rumori bianchi, vengono adoperati anche i cosiddetti rumori rosa, in cui le componenti a bassa […]

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Professioni digitali: le 4 più ricercate, oggi e nel futuro

Stiamo vivendo un’epoca di profonde trasformazioni della quotidianità, e ad incidere maggiormente in questa condizione troviamo sicuramente le innovazioni tecnologiche. Operazioni che fino a non molti anni fa richiedevano moltissimo tempo, oggi grazie ad uno smartphone o un pc sono diventate molto rapide da portare a termine. Questo non poteva che riflettersi chiaramente nel mondo del lavoro, dove molte mansioni che in passato erano diffuse, oggi sono diventate obsolete. Molte altre professioni però, sono nate proprio grazie all’avvento delle nuove competenze digitali, e in futuro alcune di queste avranno un ruolo sempre più centrale nel mercato del lavoro. Scopriamo insieme quali sono le quattro più ricercate. Un futuro sempre più digitalizzato Il futuro? È già presente. Per comprendere meglio quali saranno le professioni che andranno per la maggiore nei prossimi anni, basta osservare attentamente cosa sta succedendo già al giorno d’oggi. La quasi totalità della nostra quotidianità “tocca” strumenti tecnologici, in grado molto spesso di alleggerire il peso di alcuni compiti. Prendiamo ad esempio la diffusione massiccia degli smartphone. Ogni device mediamente ne contiene almeno 80, tra quelle che vengono preinstallate direttamente dalla Casa produttrice, e quelle che ogni utente provvede a scaricare autonomamente. Stiamo parlando delle moltissime App: per l’home banking, per pagare, per prenotare un volo o una vacanza, o per ordinare i pasti. Una posizione importante nel settore è ricoperta ovviamente dai giochi, come quelli che permettono vincite nei casino casino AAMS, sparatutto, sportivi, quiz, e molti altri. Gli store dedicati ai due principali sistemi operativi per smartphone, Android e iOS, contengo infatti milioni di queste applicazioni. Sono tutti software che necessitano di una programmazione, uno sviluppo grafico, il rilascio di aggiornamenti, e in molti casi anche delle forme di sponsorizzazione adeguate. La richiesta di figure specializzate in questi settori in futuro non potrà quindi che aumentare, fino a rivestire una posizione centrale nel mercato. Quali sono le professioni digitali del futuro? Abbiamo detto come app, e-commerce e piattaforme digitali ci sostengano sempre di più nella routine della nostra quotidianità. Persino molti lavori tradizionali, come quelli da ufficio, oggi si avvalgono di software appositi per lo svolgimento delle attività in smart working. Ad ogni modo, le professioni che andranno per la maggiore sono quattro: Web Designer, programmatore mobile, progettista 3D e Communication Designer. Web Designer. Questa figura è un vero e proprio progettista, che si occupa principalmente di migliorare la user experience dei siti e delle app, quindi di rendere il tutto accattivante sotto il profilo estetico. Programmatore mobile. Il programmatore è quel professionista che si occupa della scrittura del codice dei software. Quando si parla di codice, si fa riferimento al “telaio” vero e proprio di ogni programma e app. Questa, in particolar modo, sarà una di quelle professioni maggiormente ricercate in futuro. Progettista 3D. Gli strumenti 3D rappresentano una fusione tra la tecnologia e la realtà. Queste tecniche 3D, molto utilizzate in ambito pubblicitario, permettono di realizzare progetti unici, molto efficaci e innovativi. Il progettista 3D ad esempio, è in grado di creare prodotti tridimensionali […]

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Criptovalute e quella regolamentazione che anche l’Italia aspetta

Una regulation che è attesa un po’ da tutti i Paesi in tema di criptovalute: anche l’Italia non si è tirata indietro e ha apposto la sua firma sull’appello che è arrivato a Bruxelles. Di cosa si tratta? Semplicemente di una dichiarazione che è stata fatta in modo congiunto da parte di cinque Paesi, e nello specifico dai rispettivi ministri delle Finanze, ovvero Spagna, Italia, Paesi Bassi, Germania e Francia. L’obiettivo è quello di fare in modo che la Commissione UE, che intanto ha dilatato i tempi sul Recovery Fund, possa finalmente fermare un fenomeno in aumento e piuttosto pericoloso, ovvero l’ingresso di privati che vanno a operare al di fuori delle regole. In ballo c’è addirittura la sovranità degli stessi Stati in merito alla politica monetaria. Anche l’Italia alza la voce Anche l’Italia ha voluto affermare la propria posizione a Bruxelles, nella richiesta di regole molto più stringenti per quanto riguarda il mercato delle criptovalute. In compagnia dei quattro Stati citati in precedenza, è arrivata una richiesta ben precisa alla Commissione UE, che dovrà farsi inevitabilmente carico, a breve, di un nuovo compito, ovvero quello di creare e sviluppare una regolamentazione molto rigorosa e con dei paletti ben determinati, per quanto riguarda tutte quelle criptovalute che si basano su asset reali. Volete un esempio? Possiamo pensare certamente alle stablecoin. L’obiettivo di tale richiesta, in fin dei conti, è solo ed esclusivamente uno, ovvero garantire la maggiore protezione possibile dei consumatori, ma al contempo l’intento è chiaramente anche quello di tutelare la sovranità degli Stati nel campo della politica monetaria. Una dichiarazione congiunta Così, i ministri delle Finanze dei cinque Stati che fanno parte dell’UE, hanno sviluppato una dichiarazione congiunta, in cui si invita la UE a impedire alle stablecoin di operare entro i confini continentali fino al momento in cui non saranno dipanate tutte le varie beghe dal punto di vista legale e normativo che inevitabilmente questo tipo di valute comportano. Perché bisogna considerare l’effetto Libra Gli addetti ai lavori hanno notato molto facilmente come le varie criptomonete che vengono supportate da asset classici, come ad esempio nel caso delle valute fiat, hanno cominciato ad attirare l’attenzione di legislatori e politici dal momento in cui Facebook, nel 2019, ha tolto i veli ai programmi legati alla sua nuova criptomoneta che ha lanciato sul mercato, ovvero Libra, visto che l’ha propria catalogata come stablecoin. Diverse banche centrali, ma anche un gran numero di regolatori finanziari nutrono un forte timore verso la possibilità che Libra possa portare una nuova fase di instabilità a livello di politica monetaria. Infatti, potrebbe rendere più semplici operazioni come riciclaggio di denaro e comportare anche problemi dal punto di vista della privacy. Proprio per questo motivo, sono arrivate diverse dichiarazioni di intenti minacciose, che vanno verso la volontà di fermare il progetto. E sono queste le principali problematiche che hanno messo i bastoni tra le ruote a Libra e hanno obbligato Facebook a cambiare i suoi programmi. Servono regole per l’ingresso dei privati È questo, in […]

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Progetti di calcolo distribuito: cosa sono e come partecipare

Con l’avvento del coronavirus sono saliti alla ribalta i progetti di calcolo distribuito come [email protected], per lo studio di fenomeni come l’interazione tra proteine e nuovi farmaci. Ma come funzionano i progetti di calcolo distribuito? In breve si tratta di una rete di computer, a cui chiunque può aggiungersi, che coordinati da una gestione centralizzata, effettuano calcoli per uno scopo comune. I risultati vengono inviati alla gestione centrale e utilizzati di solito per progetti su larga scala o simulazioni estremamente complesse. Questo permette alla comunità scientifica di avere potenza di calcolo a costi ridotti, poiché i partecipanti sono volontari e occorre solo gestire l’infrastruttura centrale, senza per questo impattare sulla potenza di calcolo a disposizione (ad aprile il progetto [email protected] è arrivato a una potenza di calcolo di 2.4 exaFLOPS, più dei primi 500 supercomputer esistenti messi assieme). Esistono numerosi progetti di calcolo distribuito, vediamone alcuni. Progetti di calcolo distribuito [email protected] Si tratta di uno dei progetti più famosi, poiché in questi mesi ha permesso di effettuare complesse simulazioni necessarie per comprendere e contrastare il Covid-19. È gestito dalla Washington University in St. Louis e in generale si occupa di fornire potenza computazionale per effettuare simulazioni correlate a malattie che vanno dal cancro al seno alla malattia di Alzheimer. Partecipa a [email protected] [email protected] Questo progetto è gestito dal CERN e permette di effettuare varie simulazioni legate agli esperimenti effettuati con l’LHC. È composto da quattro sottoprogetti (Atlas, SixTrack, Test4Theory, CMS) che analizzano differenti esperimenti fisici. Partecipa a [email protected] Altri progetti di calcolo distribuito: [email protected] Progetto gestito dal Rensselaer Polytechnic Institute, si pone come obiettivo di generare dei modelli precisi delle correnti stellari nei pressi della Via Lattea, oltre a migliorare i software di calcolo distribuito. Partecipa a [email protected] [email protected] Progetto della University of Washington, simula le interazioni tra proteine e la possibilità di crearne di nuove, oltre a contribuire alla ricerca su specifiche malattie come il COVID-19 o la malaria. Partecipa a [email protected] Nel caso in cui si abbia un computer inutilizzato o lo si utilizzi, ma non al massimo delle sue possibilità, si può pensare di installare uno di questi software: possono essere configurati per usare solamente una parte delle risorse del computer (non interferendo con il lavoro dell’utente) o funzionare anche su computer altrimenti obsoleti e inadatti per altri usi. Le procedure di installazione sono facili, rapide e ben documentate, installare uno di questi software permette di contribuire alla ricerca anche senza essere uno scienziato, mettendo a disposizione della comunità scientifica la potenza di calcolo di cui ha bisogno per affrontare sfide sempre più complesse, che richiedono simulazioni sempre più complicate. Immagine di danielkirsch, sotto licenza Pixabay Francesco Di Nucci

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Tecnologia e gamification nel mondo dei casinò online: l’esempio di Snaitech

La rivoluzione digitale da ormai venticinque anni ha cambiato il mondo e, di conseguenza, il modo di fare azienda. La quotidianità di molti è stata radicalmente modificata e più il tempo passa, più aumentano le innovazioni in termini di tecnologia e sperimentazione. Pensare ad un modo differente da quello attuale, oggi appare francamente impresa ardua ma la realtà oggi parla in maniera chiara ed inequivocabile. La digital revolution ha portato con sé tante novità e se c’è un settore che ne ha giovato più di altri questo è quello del gioco d’azzardo. In particolar modo il segmento dei casinò online, oggi vero fiore all’occhiello dell’intera filiera. A cui la tecnologia ha dato indubbio fascino, risultando decisiva per il vero passo in avanti nel ventunesimo secolo. Si lega a questo trend l’esplosione della gamification, che è un po’ figlia di questa rivoluzione. Con questo termine, che nasce in contesti ludici, si fa riferimento a quel complesso meccanismo di pratiche applicate poi in contesti non ludici. Gamification e tecnologia sono quasi termini sinonimici da questo punto di vista. Fatto sta che nel mondo dei casinò online si può comprendere quanto, da un punto di vista tecnologico, sia progredito il mondo. Si pensi alla componente audio-video. La prima ha toccato il suo apice con il sound-design, la seconda con lo streaming HD prima, il 4K poi. Grazie a questi mezzi oggi, per esempio, è possibile giocare live ai casinò, addirittura collegandosi a tavoli virtuali che rompono le barriere dei mezzi e trasportano il giocatore in un universo che è reale e multimediale allo stesso tempo. Sono poi arrivati gli smartphone e tablet che hanno palesato altre necessità: quella di rendere i casinò online canali sempre più competitivi. Sono nate così app specifiche, a cui è possibile collegarsi e giocare direttamente. I moderni dispositivi mobile hanno alzato l’asticella, portando tutto il mondo dei giochi su un’altra dimensione e sfruttando anche le potenze di rete: il 3G agli albori, il 4G odierno e il 5G che sarà, probabilmente, la nuova frontiera per sviluppatori e giocatori. Le più grandi innovazioni tecnologiche degli ultimi anni rispondono però al nome di realtà virtuale e Intelligenza Artificiale. Quest’ultima in particolare per i casinò online è l’arma più importante da usare in termini di conoscenza dei giocatori, miglioramento e personalizzazione dell’offerta. Sfruttando le analisi dei Big Data, infatti, gli operatori dei casinò online riescono a studiare tutte le tecniche per fidelizzare un determinato tipo di utenza. Chi ben riassume dentro sé le innovazioni di cui sopra e più in generale quelle prodotte nell’ultimo quarto di secolo è sicuramente l’operatore di gioco Snai, che col suo SNAITECH SMART TECHNOLOGY ha creato un progetto di ricerca e sviluppo per unificare tutte le soluzioni dell’offerta. In casa SNAI la tecnologia è un obiettivo e da qui sono nate tutte le piattaforme, come MyBet e SmartSolution, per rendere il tutto più tecnologico, multimediale, interattivo. Intrattenimento allo stato puro, in una sola parola.

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Oggetti anonimi: il mondo del No Name Design

Gli oggetti anonimi sono prodotti e oggetti che usiamo ogni giorno e di cui non conosciamo il progettista né, spesso, l’azienda produttrice. Il mondo degli oggetti anonimi è un universo di prodotti sconosciuti, ma con tante intelligenti componenti di progettazione; si tratta ad esempio di tools per l’utilizzo quotidiano, strumenti semplici ed efficaci in cui, osservandoli, possiamo riconoscere valore. Come riconoscere gli oggetti anonimi? In un momento storico in cui la firma è tutto e il brand di un prodotto indica uno status symbol, gli oggetti anonimi si collocano controcorrente. Essi sono prodotti che spesso passano inosservati ma allo stesso tempo sono dei veri e propri evergreen, perché risolvono un problema reale in maniera semplice ed efficiente. Le virtù del design anonimo sono viste come un modello dai designer per l’intelligente progettazione che ha reso i prodotti indispensabili nelle attività quotidiane. La Moka Bialetti, l’Ape Piaggio, le sedie di Chiavari, il cappello Borsalino, la pentola a pressione, il gelato “La coppa del nonno”, la bottiglietta del Campari Soda, la puntina da disegno, il coltellino svizzero, la cerniera Zip, la sdraio da spiaggia, i contenitori Tupperware, il Walkman, molti modelli di orologio Swatch e di occhiali Persol. Questa è la piccola lista di oggetti anonimi proposta dall’associazione disegno industriale italiana ADI. In tutti questi casi il designer di prodotto non è noto e spesso ciò avviene anche per la prima ditta produttrice. Piuttosto è possibile considerare questi oggetti come il risultato di un progetto nato innanzitutto da un’esigenza funzionale. Gli oggetti anonimi risolvono un problema, svolgono il loro lavoro. Nella loro progettazione sono stati considerati gli aspetti economici, di produzione, distribuzione, comunicazione e commercializzazione. La forma data allo strumento è assolutamente adatta allo scopo: semplice, ergonomica al punto giusto, essenziale. Mostre e pubblicazioni sul No Name Design Per quanto anonimi, gli oggetti di questo tipo destano molta curiosità da parte dei designer ma anche dei consumatori. Molte mostre e pubblicazioni sono state dedicate a questi artefatti, ripercorrendo la loro storia ed evoluzione dall’età pre-industriale – e quindi precedente al design industriale – fino ai giorni nostri. Il più famoso collezionista di oggetti anonimi è stato Achille Castiglioni, uno dei più famosi designer di sempre. Nel suo studio egli collezionava gli oggetti anonimi raccolti durante il corso della sua vita. Per celebrare il suo centesimo compleanno, la Fondazione Achille Castiglioni ha organizzato una mostra curata da Chiara Alessi e Domitilla Dardi incentrata proprio sul tema degli oggetti anonimi. Per questo evento è stato chiesto a cento designer italiani e internazionali di donare un loro oggetto anonimo per il maestro Castiglioni. L’evento, chiamato “100×100”, ha raccolto questi oggetti che avrebbero sicuramente destato curiosità nel collezionista, quella curiosità che lo spingeva ad indagare tali artefatti per trovare ispirazione dalla loro funzionalità. Un altro noto nome di collezionista di oggetti anonimi è Franco Clivio, designer e insegnante, in particolare alla Hochschule für Gestaltung di Zurigo. Egli ha raccolto per decenni tutti quegli oggetti di uso quotidiano spesso considerati insignificanti e ha creato una collezione personale […]

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