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La categoria Notizie curiose contiene 351 articoli

Notizie curiose

Accento circonflesso: origini e caratteristiche

In questo articolo approfondiremo alcuni aspetti legati all’accentazione linguistica, riguardanti in particolare il meno conosciuto accento circonflesso. L’accento intensivo, detto anche dinamico o espiratorio, e l’accento melodico, detto anche musicale o cromatico, producono un succedersi periodico di fonemi articolati più energicamente o su un tono più alto dei fonemi contigui: le sillabe si collegano, infatti, nella parola e nella frase, in modo da formare unità ritmiche, cioè complessi fonici scalati secondo l’intensità o l’altezza musicale. Quando si indica l’accento intensivo come caratteristico, per esempio, dell’italiano, in realtà si afferma che in questa lingua il parlante sente l’intensità piuttosto che la melodia; e quando si attribuisce, per esempio, al greco antico un sistema di accentazione melodico, si viene a dire che in quella lingua il parlante sentiva la melodia a preferenza dell’intensità. Inoltre, spesso, all’intensità dell’accento è legata la quantità della vocale accentata: ad esempio in latino si hanno pālus “palo” e pălūs “palude”, sērō “tardi” e sĕro “io intreccio”. Si denomina accento acuto il grafema ˊ, accento grave il grafema ˋ  e accento circonflesso, il grafema ^; il loro valore non è unico, variando secondo i sistemi grafici nazionali e, nell’ambito di molti di questi, secondo le abitudini individuali. L’accento circonflesso nel greco antico, nel francese e in matematica Premesso ciò, occupiamoci ora del valore e delle caratteristiche dell’accento circonflesso. Innanzitutto, nel periodo classico (V-IV secolo a.C.) gli accenti di parole non erano indicati per iscritto, ma dal II secolo a.C. in poi furono ideati alcuni segni diacritici; i tre segni adoperati per indicare l’accento nel greco antico, l’acuto (ά), il circonflesso (ᾶ), e il grave (ὰ) sono stati introdotti da Aristofane di Bisanzio, filologo e grammatico a capo della biblioteca di Alessandria in Egitto all’inizio del II secolo a.C., epoca in cui si registrano i primi papiri con segni di accentazione. Tra il II e il IV secolo d.C. la distinzione tra acuto, grave e circonflesso scomparve e tutti e tre gli accenti vennero pronunciati come accento identico, generalmente ascoltati sulla stessa sillaba. Nell’ortografia politonica del greco, il grafema ~ può comparire soltanto su un dittongo o una vocale lunga poiché è un accento composto – formato da una mora accentata e una atona (cioè da un innalzamento della voce sulla prima mora e un abbassamento sulla seconda), dunque indicante una combinazione tra accento acuto e grave, ossia un iniziale innalzamento di tono, che termina con un abbassamento, oppure prodotto dalla contrazione di due vocali – e soltanto sull’ultima o penultima sillaba di un vocabolo. Una serie di norme regolamenta il suo uso: – per la legge del trocheo finale, se in una parola greca l’ultima sillaba è breve e la penultima lunga (cioè termina con un trocheo, — ∪), e l’accento cade sulla penultima, questo sarà obbligatoriamente circonflesso; – quando due vocali contraggono, se l’accento cade sul primo elemento della contrazione l’accento sarà circonflesso; – il risultato della crasi – ovvero la contrazione di una vocale aspra finale con la vocale aspra iniziale della parola seguente – è sempre […]

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Cosa fare quando ci si annoia? Alcuni consigli per allontanare la noia

Cosa fare per combattere la noia? Scoprilo, leggendo qui! Nella quotidianità può capitare di annoiarsi: frequentemente capita di provare noia e di non sapere cosa fare; naturalmente esistono diversi rimedi, o meglio attività, da intraprendere, proprio quando ci si annoia. Le cose da fare, si differenziano in base alla categoria di attività con le quali si ha più affinità, strettamente collegate alla personalità di chi le sceglie o svolge. Una tra queste potrebbe essere la musica, oppure l’arte, o ancora il bricolage. Insomma, una serie di possibilità che consentono di impiegare il proprio tempo libero senza annoiarsi. Uno dei consigli più semplici e spesso considerati quasi banale, è quello di leggere un bel libro, magari una storia coinvolgente, un romanzo d’amore o un giallo, che sappia appassionare e coinvolgere al tempo stesso. Se si sceglie di leggere come attività “anti-noia”, è molto importante trovare un ambiente confortevole e accompagnare la lettura con una tisana calda o qualche pasticcino, che contribuiranno a rendere speciale quel momento. Dunque, un libro è un buon alleato quando ci si annoia, ma non a tutti piace leggere, e infatti, esistono altre attività, diverse tra loro, da svolgere, per impiegare il proprio tempo. Un’altra simpatica attività, potrebbe essere il giardinaggio, anche in questo caso, se la persona che decide di svolgerlo, ha una forte passione per il verde. Trascorrere del tempo all’aria aperta, a contatto con la natura, permetterà di rigenerare la mente e caricarsi di energia positiva. In tal senso, un’altra cosa da fare, potrebbe essere una passeggiata, magari ascoltando della buona musica, osservando e fotografando ciò che quotidianamente, a causa degli impegni che attanagliano, sfugge all’attenzione, nutrendosi di nuovi particolari e sfumature paesaggistiche, culturali, ambientali. Dal punto di vista psicologico, la noia è uno stato d’animo, che prova una persona che vorrebbe fare qualcosa, ma è bloccata in una sorta di stallo emotivo. Spesso ci si annoia a causa dei vari impegni di routine, che creano un circolo vizioso, ovviamente di natura passiva, che irrimediabilmente conduce ad uno stato di noia. Tra le varie attività, alcune molto semplici e simpatiche, si sconsiglia l’uso di internet, in quanto, esso è parte integrante della vita di tutti i giorni, e dunque, utilizzarlo per riempire anche i cosiddetti momenti “vuoti”, non rappresenta una vera e propria distrazione. Leggere, scrivere (magari un diario segreto o un romanzo) suonare, fotografare, cucinare, dipingere, riordinare, dedicarsi alla cura del corpo, telefonare, meditare, studiare, fare sport, sono tutte potenziali attività da scegliere qualora ci si annoiasse. Qualsiasi di essa si scelga (questa è solo una breve lista) bisogna sempre ricordare che annoiarsi è un modo per sviluppare l’immaginazione, ma è anche un motivo in più per capire cosa fare nella vita e come sfruttare il proprio tempo. Magari, tra le tantissime attività da fare quando ci si annoia, una di esse, potrebbe col tempo diventare una passione o anche una professione. Immagine in evidenza: https://pixabay.com/it/photos/pioggia-bambini-triste-annoiato-20242/

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Anno sabbatico tra origini e usanze moderne

Cos’è davvero un anno sabbatico? Come prendersi un anno di pausa dal lavoro o dagli studi, per dedicare il tempo alle passioni e agli affetti? “Mi prendo un anno sabbatico” è una di quelle frasi più sentite nei film o nel gruppo dei pari, ma la sua definizione ha origini molto antiche. La sua denominazione deriva dall’ebraico “shabbat”, ovvero sabato, il giorno destinato al riposo. Nella cultura ebraica, l’anno sabbatico non era una possibilità eventuale, ma una festività che ricorreva ogni sette anni. In onore di Dio, secondo le leggi Mosaiche, ogni sette anni, si lasciava riposare la terra, si condonavano i debiti e gli schiavi potevano tornare in libertà. In particolare, per quanto riguarda la questione schiavitù c’è una precisazione da fare: gli schiavi erano quelle persone che per debiti non estinti o reati commessi, dovevano lavorare presso una famiglia, in genere appartenente alla schiera del creditore, fino a risarcire del tutto i danni. Ad oggi l’anno sabbatico può essere denominato anche come “gap year” o “career break”. Esso consiste nella possibilità di interrompere il proprio lavoro o gli studi, per dedicarsi ad altro, come inseguire un sogno professionale, realizzare un progetto o praticare volontariato. Il gap year è molto comune tra i giovani negli Stati Uniti. Gli studenti statunitensi si permettono un anno di pausa tra la fine delle superiori e l’inizio dell’università, o tra la fine degli studi universitari e la prima esperienza lavorativa. La maggior parte degli studenti decide di passare il proprio anno sabbatico all’estero per imparare una nuova lingua, o per inseguire una vocazione artistica. Diversi studi attestano che chi decide di prendersi un anno di pausa, dopo le superiori, in media ha un rendimento migliore al college. In tempi recenti, tale pausa si è diffusa anche tra i meno giovani, soprattutto se si tratta di categorie che svolgono un lavoro di forte stress (come manager o professionisti della finanza). Gli uomini d’affari sembrerebbero dedicare il loro anno sabbatico alla famiglia. Come prendersi un anno sabbatico in Italia Sono poco conosciute ad oggi, in Italia, due possibilità che seguono la scia del gap year: gli istituti dell’aspettativa non retribuita e il congedo formativo. Si tratta nello specifico, di periodi di pausa dal lavoro non retribuiti, dove alla fine dei quali il lavoratore riavrà il suo posto di lavoro. Possono accedere a tale diritto, i lavoratori che abbiano maturato più di cinque anni di anzianità in un’azienda o presso un altro ente, ed è necessario una richiesta scritta e firmata dal lavoratore stesso. La durata massima è di 11 mesi, ma durante il periodo di pausa, il lavoratore non potrà svolgere alcuna attività retribuita. Si potrà fare richiesta una sola volta nella vita lavorativa all’interno della stessa azienda. È da ricordare che durante l’anno di pausa, il lavoratore non maturerà ferie né scatti di anzianità professionali, ed ovviamente alcun contributo pensionistico. I congedi nel nostro Paese sono disciplinati dalla legge n.53 del 2000, conosciuta anche come legge Turco. Tale normativa ha come obiettivo principale quello […]

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Borse e borsette italiane: i marchi del Made in Italy

Borse e borsette italiane, accessori irrinunciabili ed elementi di stile per esprimere personalità. Il mondo delle borse è un universo immenso e ricco di modelli che variano per forma, materiale, dimensioni e utilizzi. L’Italia vanta una tradizione secolare per quanto riguarda la lavorazione della pelle e dei tessuti, che affonda le radici addirittura nelle botteghe medievali. Le marche di borse Made in Italy sono nate nei primi anni del ‘900 e hanno saputo compiere i primi passi nell’industria della moda fino ad arrivare ad esserne capisaldi indiscussi. Le marche più famose di borse e borsette italiane: Gucci Gucci è un colosso della moda italiana ed è molto famoso per la produzione, oltre che di abiti, proprio di accessori da pelletteria. Nel 1921 Guccio Gucci apre l’omonima e prima azienda a Firenze, proprio per la produzione di articoli da pelletteria. Qualità dei materiali, realizzazione, design; le cifre caratteristiche della moda italiana sono impersonate da questo marchio che, dagli anni ’50, ha visto sempre crescere la sua fama. Dalla prima apertura dello store a New York Gucci esso è diventato assolutamente internazionale ed è uno degli esempi più famosi di design e manifattura italiana nel settore dell’alta moda. Peccato che oggi la proprietà del marchio non sia più italiana! Infatti, fa parte del gruppo Kering con sede a Parigi che controlla altre industrie del lusso come Saint Laurent e Alexander McQueen. Ad ogni modo la sede principale è ancora a Firenze e il direttore creativo del marchio è italiano. L’azienda Gucci è famosa per la produzione di borse e borsette di ogni tipo ma alcune delle più caratteristiche sono quelle a bauletto in tela monogram, modello la cui esclusività è però attribuita alla francese Louis Vuitton. L’eleganza di Armani Giorgio Armani è uno stilista che con la sua unicità ed eleganza ha saputo conquistare negli anni fama mondiale. Il marchio Armani è stato fondato nel 1975 da Giorgio Armani e Sergio Galeotti a Milano. L’azienda da sempre produce abiti da uomo e donna ma è anche famosa per i suoi accessori. Fin da subito a caratterizzare l’azienda sono state le giacche flosce da uomo e donna, la morbidezza delle stoffe, i colori sfumati, la portabilità degli abiti. Nel 1980 Giorgio Armani vestì Richard Gere in “American gigolò”, il film che rese popolare lo stilista in tutto il mondo. Dal 1981 alla collezione principale di alta moda, Giorgio Armani affiancò la linea Emporio Armani, con collezioni meno costose e più accessibili. Eleganza, misura, design pulito, colori rilassanti e sofisticati. Armani è uno dei marchi che ha più contribuito al successo del Made in Italy. Le borse e borsette italiane con questo marchio sono divise in quelle più giovanili e trendy e quelle più classiche: le prime hanno colori vivaci e originali, materiali e finiture varie e prezzi che si aggirano su qualche centinaio di euro, le seconde invece risentono di uno stile più classico, con linee più eleganti e colori più austeri e prezzi che si aggirano sui mille euro. Il colosso Prada […]

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Foglia d’oro: tecniche e utilizzi di ieri e di oggi

La foglia d’oro è un sottilissimo strato d’oro disponibile in diversi carati, spessori e dimensioni. Una patina dorata che da sempre è stata utilizzata nei più svariati modi per arricchire, adornare e decorare le produzioni artistiche di ogni tipo. La sua storia è molto antica ma i suoi utilizzi sono più che attuali! Dorature decorative, cosmesi, food design sono solo alcuni dei campi di applicazione della pregiata foglia dorata. Tecniche di produzione della foglia d’oro, dall’antichità ai giorni nostri La produzione della foglia dorata è un processo molto antico che si ripete oggi con poche variazioni, nonostante la scoperta e l’invenzione delle nuove tecnologie. Al giorno d’oggi non sono molti gli artigiani che producono la foglia d’oro e che lo fanno utilizzando le stesse procedure che risalgono al Rinascimento. Le notizie sulla foglia d’oro risalgono a circa 5000 anni fa. Essa era molto utilizzata in Oriente, soprattutto in Cina e in Giappone. Il culmine del suo utilizzo si ritrova sicuramente nelle produzioni dell’arte bizantina e rinascimentale, quando veniva impiegata con scopi ornamentali nella produzione di dipinti su tavola di legno per raffigurare le aureole dei Santi, la luce del sole e tutto ciò che di immortale ed eterno poteva essere associato al nobile metallo. La foglia d’oro zecchino è da tempo utilizzata per i restauri delle opere d’arte ma oggi trova impiego nei più svariati campi e richiede quindi delle tecniche e miscele specifiche a seconda dell’utilizzo a cui è destinata. Le tecniche per la sua produzione sono i processi di deformazione a caldo e successiva battitura. Il processo avanza per gradi: dal lingotto si ricava una lamina di 6 cm che è progressivamente assottigliata fino a raggiungere i 0,3 mm. La lamina così ricavata è tagliata in quadrati che vengono impilati alternativamente a strati di carta. La pila è poi posizionata tra due strati di pelle animale e sottoposta a diversi cicli di battitura, a seconda dello spessore richiesto. Le foglie in commercio si distinguono in: Foglie libere, adatte per decorazioni di intarsi e per la doratura di superfici lisce, soprattutto nel settore del mobile di lusso Foglie a decalco, appoggiate su uno strato di carta velina che ne facilita la presa, adatte per la decorazione di superfici piane e in esterno Foglie a filo, tagliate a misura del libretto, utilizzate soprattutto nel mercato francese per la doratura a missione Foglie in rotolo, appoggiate su un rotolo di carta velina, per le grandi superfici. Gli svariati utilizzi della foglie dorate La foglia d’oro per la doratura è utilizzata sia a caldo che a freddo. Il processo di utilizzo a freddo è più versatile e si usa molto in legatoria o per decorare le superfici in metallo, legno e vetro. Questo tipo di applicazione necessita di ingredienti come colle, gessi, argilla, albume d’uovo che si sovrappongono seguendo le istruzioni tramandate dagli artigiani rinascimentali. La foglia deve riposare alcuni giorni ed è lucidata con attrezzi di agata e ricoperta di vernici trasparenti. Il processo a caldo è invece il più utilizzato […]

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5 programmi televisivi trasmessi in Eurovisione

5 programmi televisivi trasmessi in Eurovisione: tra i numerosi programmi i più celebri sono il Festival di Sanremo (70esima edizione conclusa pochi giorni fa), le partite dei Mondiali, il Palio di Siena, le celebrazioni del Papa e l’Eurovision Song Contest. Che cosa si intende per Eurovisione? L’Eurovisione è un organismo internazionale che coordina e regola tutti le emissioni radiofoniche e televisive dell’Europa, rendendole visibili ed interconnesse tra loro. 5 programmi televisivi trasmessi in Eurovisione Iniziamo con il Palio di Siena, storicamente famoso perché risale al 1633. Si tratta di una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico, caratterizzata da cavalli e fanti che hanno corso sin dal 1633 rappresentando le 17 Contrade della città. L’evento è stato interrotto solo dalla violenza delle Guerre Mondiali, ed è di grande rilievo: tutti i toscani, non soltanto gli abitanti di Siena, ne vanno fieri. Apprezzato da numerosi turisti provenienti da tutta Italia e dai confini internazionali in particolar modo la Svizzera, questa corsa di cavalli è davvero suggestiva e simbolica. La corsa vera e propria consiste nel percorrere per tre volte il giro della Piazza del Campo, opportunamente sistemata e attrezzata allo scopo, montando a pelo (senza sella) il cavallo. Ogni Contrada è come un piccolo stato presieduta da un Seggio, da un Priore e guidato nella “giostra” da un Capitano, coadiuvato da due “tenenti”. Apprezzato e seguito in Eurovisione, il Palio di Siena corrisponde ad un evento targato Made In Italy e diffuso in tutta Europa. Un altro evento Made In Italy trasmesso in Eurovisione con grande successo da oltre 70 anni è Sanremo, il Festival della canzone italiana. Rappresenta uno dei principali eventi italiani che ottiene grande riscontro di share anche all’estero. Ogni anno un direttore artistico sceglie testi musicali che rappresentino la musica italiana e nell’arco di 70 anni il Festival di Sanremo ha ospitato sul palco dell’ Ariston i migliori compositori della musica italiana tra cui i Ricchi e Poveri riuniti proprio durante Sanremo 2020, Mina, Mia Martini, Toto Cotugno e Gianni Morandi, al quale i conduttori Amadeus e Fiorello hanno dedicato un omaggio canoro a Sanremo 2020. Al termine delle 5 serate della kermesse musicale più famosa d’ Italia il vincitore viene premiato con la prestigiosa statuetta del Leone di Sanremo. Dal 1956 il vincitore del Festival di Sanremo ottiene il diritto di rappresentare l’Italia al programma musicale Eurovision Song Contest. Quest’anno parteciperà a questo programma il vincitore Diodato con la canzone Fai Rumore, un invito a non tacere e ad esprimere il nostro pensiero qualunque sia la circostanza (d’amore, d’amicizia, di lavoro o di un qualsiasi altro contesto sociale). Un altro evento famosissimo, sportivo ed internazionale è il Campionato mondiale di Calcio, definito in breve “I mondiali” ed in inglese FIFA WORLD CUP, un enorme torneo calcistico che riunisce in una sola sede ogni 4 anni le squadre nazionali di calcio. Creato nel 1930 da Jules Rimet, dirigente sportivo francese, è curato nei minimi dettagli per creare una competizione sana e costruttiva per tutte le squadre di calcio […]

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Come avere una PEC gratis, consigli ed indicazioni

La PEC (posta elettronica certificata) è un servizio utile e soprattutto sempre più diffuso in Italia, per poter comunicare con enti pubblici e pubblica amministrazione; a possederla, non sono esclusivamente professionisti del settore, per far fronte ad obblighi di legge, o prerogative di natura economica, ma sempre più persone comuni. Per le imprese, i liberi professionisti, e le Pubbliche amministrazioni, avere una PEC è obbligatorio per legge, in quanto ogni messaggio inviato con posta certificata, assume un vero e proprio valore legale; caratteristica che ovviamente perderebbe se si inviasse la mail ad una casella di posta normale. Naturalmente, la PEC ha un costo, seppur non esorbitante, che però assicura un servizio eccellente, grazie ad uno strumento che assume il valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno, ma esclusivamente se i messaggi vengono scambiati tra due indirizzi PEC e non tra un account email di tipo tradizionale e una PEC. Come ogni servizio, anche la PEC, si può ottenere in forma gratuita; creare un account di posta elettronica certificata gratuita, è possibile solo in alcuni casi e solo per un determinato periodo di tempo (esistono a tal proposito varie promozioni, semestrali o annuali, che permettono di “provare” il servizio). Si può ottenere una PEC gratuita, o attivando LegalMail, che offre una prova di sei mesi, e poi un abbonamento mensile che può variare in base alle proprie esigenze. In questo caso, il costo, qualora si decidesse di creare una casella a pagamento, è pertanto elevato, a causa dei diversi servizi connessi alla mail stessa. Altro sistema è Register.it anch’esso con durata semestrale e un vincolo per quanto riguarda la grandezza e lo spazio della casella, che è di 2 giga. Trascorso il periodo di prova, si potrà attivare la PEC, creandone una personale a pagamento, ad un costo contenuto, inferiore ai 3 euro ai quali bisognerà aggiungere l’IVA. Quelli citati sono i due siti web più sicuri e affidabili per ottenere una PEC che sia gratuita o quantomeno per provarne i benefici, in un tempo limitato, ma non troppo. Naturalmente, qualora si volesse creare una propria casella di posta certificata, o semplicemente provare, sarà necessario verificare che sul proprio dominio sia attivabile; è questa una procedura di verifica da effettuare direttamente sui siti di riferimento. Ricordiamo che la PEC, offre numerosi vantaggi e benefici a chi ne usufruisce, trasparenza e protezione sono le due qualità più apprezzate da chi la utilizza. Il servizio era gratuito fino al 2014, offerto dal Governo, ogni cittadino poteva attivarlo, mediante un apposito sito web istituzionale. Pur avendo un costo, (talvolta eccessivo) è pur vero che è possibile provare il servizio gratuitamente prima di abbonarsi. In realtà, il servizio è simile a quello di una casella di posta normale, anche se grazie ai sistemi e ai protocolli di sicurezza utilizzati, è in grado di garantire la sicurezza del messaggio, attribuendogli un’identità legale.   Immagine in evidenza: https://pixabay.com/it/illustrations/posta-elettronica-newsletter-3249062/

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Come avere WhatsApp nero: consigli e novità

Come avere WhatsApp nero o meglio la dark mode della rinomata chat di messaggistica istantanea, è piuttosto semplice, soprattutto se si possiede un sistema Android o iOS. Chiariamo subito che con la dicitura “WhatsApp nero” si intende la versione notturna dell’applicazione; secondo gli esperti infatti, tale versione alternativa, consentirebbe di utilizzare l’applicazione anche di notte, senza arrecare danni agli occhi e soprattutto evitando di consumare la carica del proprio smartphone. Le ultime novità dell’applicazione però, riguardano solo la versione beta, anche se presto sarà disponibile su tutti i dispositivi. WhatsApp nero, funziona sostanzialmente invertendo i colori, consentendo di utilizzare l’applicazione in bianco e nero e quindi senza colori. Per quanto riguarda il colore delle chat relative alle conversazioni presenti sul proprio cellulare, esse diventeranno grigio scuro, i font diventeranno invece bianchi, mentre i messaggi e gli spazi saranno verde scuro ed intenso, tendente al nero. Una soluzione che permetterà di utilizzare WhatsApp più a lungo, senza inficiare negativamente né sulla batteria del cellulare, né sulla propria vista, inoltre, le diverse ricerche effettuate, dimostrano che tale scelta potrebbe rivelarsi molto efficace, soprattutto perché notevolmente apprezzata dal punto di vista prettamente estetico. La modalità scura di WhatsApp è attualmente disponibile solo all’interno del programma beta, accessibile attraverso la versione 2.20.13. Può avere tale versione, sia chi ha un sistema Android, sia chi invece utilizza IOS; essa sarà accessibile a tutti (o quasi) gli iscritti, ma da quanto si apprende, il numero dei possessori sarà limitato, anche se ampliato periodicamente per consentire a quante più persone di provarla. Attivare WhatsApp nero è facile, sarà sufficiente aprire le impostazioni e selezionare la voce Tema per seleziona una delle opzioni presenti: scura, per attivare la Dark Mode, luminosa, per tornare alla versione standard, o di default per allineare i colori della chat alla Dark Mode attivata o meno sul sistema operativo. Naturalmente, anche per quanto riguarda la versione Web di WhatsApp, la conosciuta ed utilizzata versione desktop della famosa applicazione di messaggistica istantanea, sarà attivabile in modalità “nera”, grazie a pochi semplici passaggi. Sarà però necessario, avere l’ultima versione di Google Chrome o Mozilla Firefox, e un’estensione che funzioni e che permetta al tempo stesso di modificare l’aspetto di WhatsApp Web, in questo caso. Per quanto concerne le ultime indiscrezioni relative a WhatsApp nero, per ora è stato ribadito che il colore predominante potrebbe essere appunto il nero, anche se alcune fonti ufficiali fanno riferimento ad un blu molto scuro, che secondo gli esperti del settore, stancherebbe meno gli occhi, rendendo la lettura dello schermo più facile. Ricordiamo comunque che per ora la versione nera di WhatsApp è ancora provvisoria, tuttavia, la versione ufficiale dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, magari dopo aver sistemato alcuni problemi che degli utenti hanno segnalato nella versione beta. Immagine in evidenza: pixabay.com

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PlayStation 4, i 5 videogiochi più giocati di sempre

Dal rilascio di PlayStation 3 la Sony ha investito molto sulla evoluzione del mondo videoludico, proiettando l’utenza verso l’interazione online. Nel corso degli anni ha proposto ai propri clienti numerosi servizi: a partire da un account PlayStation Network è possibile usufruire di servizi come lo storico PlayStation Plus, abbonamento che offre pacchetti di videogiochi gratis a cadenza mensile e di poter giocare online (solo su PlayStation 4); arrivando al più recente PlayStation Now che permette agli utenti di giocare in streaming. Oltre ai vari servizi gratis e a pagamento, popolare è anche il sistema di trofei integrato che permette di arricchire il proprio profilo PlayStation Network con dei “traguardi” raggiunti per ogni videogioco giocato. Ogni videogioco è infatti composto da un numero definito di trofei, suddivisi in categorie di prestigio, in ordine bronzo, argento, oro e platino: quest’ultimo è ottenibile soltanto una volta ottenuti tutti gli altri trofei. Nel corso degli anni, sono stati tantissimi i videogiocatori a possedere una console Sony, ad acquistare, giocare e di conseguenza a sbloccare trofei di videogiochi. Questi dati statistici sono stati utilizzati dalla squadra di Gamstat per effettuare delle stime sui videogiochi delle console Sony, ad esempio per scoprire quali siano i 5 videogiochi più giocati di sempre su PlayStation 4. I 5 videogiochi più giocati di sempre su PlayStation 4: i più apprezzati dai videogiocatori 1. GTA V Il famosissimo quinto capitolo del titolo principale di casa Rockstar conquista il podio con più di 80 milioni di giocatori. Il merito del primo posto è dovuto alla godibilissima e longeva trama che impegna il videogiocatore per parecchie ore con numerose missioni, assieme a GTA online che aumenta infinitamente le possibilità di intrattenimento. 2. Fortnite Il videogioco che ha portato alla ribalta il genere dei battle royale si aggiudica la seconda posizione con ben 65 milioni di giocatori. La singolare combinazione di meccaniche sparatutto con l’esplorazione di un mondo gigante e la costruzione di fortezze è risultata a dir poco vincente, intrattenendo milioni di videogiocatori online. Il gioco ha conosciuto, inoltre, un’immensa popolarità tra i giovanissimi dovuta ai numerosissimi gameplay sulle piattaforme YouTube e Twitch, seguiti ogni giorno da milioni di utenti. 3. Call of Duty: Black Ops III Il terzo capitolo della apprezzata serie Black Ops di Call of Duty si aggiudica il terzo posto con circa 63 milioni di giocatori. I meriti vanno alle meccaniche di gioco che rendono il titolo uno dei più apprezzati del suo genere, gli sparatutto in prima persona. 4. Minecraft Il fortunato titolo di Mojang è stato un successo mondiale, rivoluzionando il modo di intrattenere attraverso una piattaforma videoludica. Si guadagna il quarto posto tra i 5 videogiochi più giocati di sempre su PlayStation 4 con ben 41 milioni di giocatori. Le meccaniche di gioco intuitive, le illimitate possibilità date al giocatore per interagire col mondo generato casualmente e le componenti multigiocatore garantiscono numerose ore di divertimento. 5. FIFA 18 Il simulatore calcistico di EA Sports, fortunatissimo format di fama sempre crescente, dal ’93 ai giorni nostri, […]

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I migliori videogiochi del decennio: la top 10

La fine del 2019 ha segnato anche la fine di un decennio, un decennio in cui il mondo videoludico ha visto la nascita di titoli che hanno segnato una generazione intera, oltre ad altri che invece hanno avuto la propria consacrazione con la pubblicazione di capitoli successivi. Scopriamo (in ordine sparso) quali sono stati i migliori videogiochi del decennio. I 10 migliori videogiochi del decennio appena trascorso: le nostre scelte Mass Effect 2 Secondo episodio della trilogia di Mass Effect, rilasciato nel 2010 per Xbox 360, PC e PlayStation 3. Già il primo capitolo pubblicato nel 2007 fu un enorme successo e, proponendo un gioco di ottima fattura, Mass Effect 2 ha portato la saga a rasentare la perfezione con le sue meccaniche di gioco di ruolo (già ottime nel primo capitolo) e di sparatutto in terza persona (decisamente perfezionate rispetto al predecessore). La trama della saga, la caratterizzazione dei singoli personaggi, la personalizzazione del protagonista e le scelte di dialogo ben strutturate rendono questo gioco estremamente coinvolgente ed immersivo. Il giocatore nei panni del comandante Shepard verrà trasportato in un universo costellato da numerosi pianeti popolati da diverse civiltà, che si differenziano in aspetto, ideologie e culture. The Last of Us L’ultimo decennio è stato partecipe della nascita e dell’affermazione del genere di giochi survival-horror, e The Last of Us, che ha esaltato al meglio tutte le caratteristiche di questo genere, non può assolutamente mancare nella rassegna dei migliori videogiochi del decennio, all’alba dell’uscita del suo nuovo capitolo. Pubblicato nel 2013 su PlayStation 3 e successivamente rimasterizzato su PlayStation 4 l’anno seguente, The Last of Us racconta le vicende di un mondo distopico, dove la civiltà umana è stata decimata o trasformata in mutanti con fattezze da zombie a causa di un fungo parassita. I protagonisti sono Joel, un padre cinico che ha perso la figlia in un raid militare, e Ellie, una ragazzina sulla bocca di tutti perché infetta ma non mutata dal fungo. Il tutto viene raccontato da una grafica mozzafiato ed una ottima giocabilità che alterna momenti di esplorazione e sparatorie che possono essere affrontate faccia a faccia o in maniera stealth. Grand Theft Auto (GTA) V La fortunata serie di Rockstar Games si è riproposta nel 2013 con il quinto capitolo principale della saga di Grand Theft Auto. GTA 5 è riuscita ad emulare il successo di GTA: San Andreas (gioco più venduto di sempre sulla PlayStation 2) diventando il gioco più venduto di sempre sulle PlayStation 3 e PlayStation 4 e di conseguenza anche uno dei titoli più venduti in assoluto. GTA 5 si innova sul piano della trama, raccontando le vicende di tre diversi protagonisti, che è possibile impersonare in vari momenti del gioco, costretti a collaborare per evitare di finire in prigione. Una particolare menzione va alla componente multiplayer: a distanza di quasi sette anni dal rilascio, l’online di GTA è ancora popolata da una foltissima comunità attiva di giocatori. Le caratteristiche sandbox del titolo offrono delle possibilità di intrattenimento pressoché illimitate, […]

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