Dopo la sanzione da 120 milioni di euro inflitta dall’Unione Europea, la piattaforma di Elon Musk propone modifiche al sistema di verifica degli account. Bruxelles valuterà se le nuove misure risolvono i problemi di trasparenza sollevati dal Digital Services Act.
La piattaforma X (ex Twitter) ha presentato alla Commissione europea una proposta di modifica del sistema della spunta blu nell’Unione Europea. La mossa arriva dopo la multa da 120 milioni di euro inflitta da Bruxelles nel dicembre 2025 per violazioni del Digital Services Act (DSA), la normativa che regola il funzionamento delle grandi piattaforme online nel mercato europeo.
Non è ancora noto nel dettaglio quali saranno le modifiche proposte dalla società di Elon Musk, ma la Commissione ha confermato soltanto che i rimedi sono stati depositati e che verranno ora valutati per verificare se risolvono le criticità individuate durante l’indagine. Al centro della vicenda c’è un simbolo apparentemente semplice: la spunta blu.
La sanzione dell’Unione Europea a X (ex Twitter)
| Violazione contestata (Digital Services Act) | Importo stimato della sanzione |
|---|---|
| Sistema della spunta blu ingannevole | Circa 45 milioni di euro |
| Limitazioni all’accesso dei dati per i ricercatori indipendenti | Circa 40 milioni di euro |
| Scarsa trasparenza nel registro della pubblicità e degli inserzionisti | Circa 35 milioni di euro |
| Totale della sanzione inflitta | 120 milioni di euro |
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Perché la spunta blu è diventata un problema per l’Europa
Per molti anni su Twitter la spunta blu ha indicato che l’account apparteneva a una persona reale e pubblicamente rilevante, la cui identità era stata rigorosamente verificata dalla piattaforma.
Nel 2022, dopo la discussa acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, il significato strutturale del badge è cambiato: X modifica per la prima volta la spunta blu, che diventa automaticamente parte integrante del servizio in abbonamento X Premium. In altre parole, chiunque paghi può ottenere il badge, purché soddisfi alcuni requisiti minimi e formali di attività dell’account.
Secondo la Commissione europea questo drastico cambiamento ha creato un profondo problema di trasparenza e potenziale confusione per gli utenti. Il simbolo continua infatti a essere percepito culturalmente come un indicatore di autenticità o affidabilità, mentre nella nuova configurazione segnala semplicemente l’adesione a un servizio a pagamento.
Il rischio reale, secondo Bruxelles, è che gli utenti possano interpretare la spunta blu come una garanzia di identità verificata anche quando non lo è affatto. Questa cosa, di fatto, già accade regolarmente: chi frequenta attivamente la piattaforma sicuramente si sarà imbattuto in account totalmente anonimi, che magari portano avanti campagne di hate speech o di impersonificazione parodistica, pur essendo dotati di spunta blu.
X modifica la spunta blu dopo la multa da 120 milioni

La decisione della Commissione europea, annunciata il 5 dicembre 2025, rappresenta la prima sanzione importante applicata a una piattaforma nell’ambito del Digital Services Act, entrato pienamente in vigore per le grandi piattaforme nel corso del 2024.
L’indagine su X era stata avviata formalmente nel dicembre 2023 e si è concentrata su tre possibili e gravi violazioni. La prima riguarda proprio il sistema della spunta blu, ritenuto potenzialmente ingannevole nel modo in cui comunica la verifica degli account.
La seconda riguarda la trasparenza della pubblicità sulla piattaforma, in particolare l’accessibilità e la completezza del registro degli inserzionisti commerciali.
La terza riguarda l’accesso ai dati pubblici per i ricercatori indipendenti, che secondo la Commissione non sarebbe mai stato garantito in modo adeguato.
Secondo Bruxelles, questi tre elementi combinati avrebbero limitato fortemente la possibilità di analizzare i rischi sistemici legati alla piattaforma, come disinformazione, manipolazione informativa o truffe online organizzate.
Come è stato calcolato l’importo della sanzione
L’importo complessivo di 120 milioni di euro è stato calcolato minuziosamente sulla base delle diverse violazioni individuate. Secondo alcuni funzionari europei, la ripartizione sarebbe stata approssimativamente la seguente:
- circa 45 milioni di euro per le criticità legate al sistema della spunta blu;
- circa 35 milioni di euro per la scarsa e inadeguata trasparenza della pubblicità;
- circa 40 milioni di euro per le gravi limitazioni all’accesso dei dati per i ricercatori.
La cifra, pur considerevole, resta comunque inferiore al massimo sanzionatorio previsto dal DSA, che per simili violazioni può arrivare fino al 6% del fatturato globale della piattaforma in questione.
X modifica la spunta blu: i rimedi presentati
Dopo la decisione ufficiale della Commissione, X ha presentato immediatamente ricorso contro la multa davanti al Tribunale dell’Unione Europea. Parallelamente, la piattaforma ha depositato alcune proposte di modifica del sistema di verifica, come esplicitamente richiesto dalle autorità europee.
Secondo quanto riportato da Bloomberg e successivamente confermato da un portavoce della Commissione, Bruxelles analizzerà ora se queste specifiche modifiche siano effettivamente sufficienti a risolvere le criticità.
Al momento non è stato reso pubblico il contenuto dettagliato delle proposte depositate.
Tra le ipotesi maggiormente discusse da analisti e osservatori del settore c’è la possibilità concreta che la piattaforma introduca maggiore chiarezza visiva sul significato del badge, distinguendo in modo più esplicito tra account con semplice abbonamento e account realmente verificati nell’identità.
Ma, per ora, si tratta soltanto di scenari possibili e speculazioni.
Un precedente importante per la regolazione delle piattaforme
Il controverso caso di X rappresenta uno dei primissimi test concreti di applicazione del Digital Services Act, la normativa europea che mira a rendere le grandi piattaforme digitali più trasparenti e responsabili nei confronti dei cittadini.
Il regolamento impone obblighi molto specifici alle cosiddette Very Large Online Platforms (VLOP), tra cui una maggiore trasparenza sugli algoritmi, un rapido accesso ai dati per i ricercatori, una valutazione dei rischi sistemici per la società e l’assoluta chiarezza nei sistemi di moderazione e pubblicità.
La vicenda mostra anche quanto alcuni elementi apparentemente marginali dell’interfaccia di una piattaforma possano in realtà avere conseguenze sociali molto più ampie. Nel caso in cui X/Twitter modifica la spunta blu, questa non è mai stata considerata soltanto un mero dettaglio grafico. Per anni, sull’allora Twitter, infatti, quel simbolo ha rappresentato qualcosa di inequivocabile e preciso: l’account ufficiale di una figura pubblica o di una persona la cui identità era stata attentamente verificata dalla piattaforma stessa. Proprio per questo specifico motivo, era un segno particolarmente ambito dagli utenti, costantemente associato a autorevolezza, grande visibilità e affidabilità.
Anche se oggi le modalità per ottenerlo sono radicalmente cambiate, quella percezione collettiva non è affatto scomparsa. La spunta blu continua a essere interpretata da moltissimi utenti in rete come un forte indicatore di credibilità. Ed è proprio in questa dicotomia che nasce il problema sollevato dalle autorità europee: se il simbolo conserva intatto nella mente degli utenti il significato storico di “account verificato”, esiste il rischio evidente che venga percepito, seppur a livello puramente inconscio, come autorevole anche quando dietro vi è semplicemente un account che ha sottoscritto un banale abbonamento monetario. In questo modo, un profilo privo di reale rilevanza o addirittura impegnato in attività di controinformazione o odio potrebbe beneficiare della medesima aura di affidabilità che in passato era rigidamente riservata a soggetti effettivamente verificati e autorevoli.
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