Divisadero – figure paterne a confronto nell’opera di Ondaatje

“Divisadero” di Micheal Ondaatje - figure paterne a confronto

Il romanzo Divisadero è stato scritto dallo scrittore singalese, naturalizzato canadese, Micheal Ondaatje e pubblicato nel 2007. L’opera racconta di una dolorosa storia familiare, che sembra fare eco alle vicende accadute anni prima a Lucien Segura, uno scrittore francese di cui Anna, la narratrice e protagonista della prima parte del romanzo, sta approfondendo la biografia. Vediamo come in Divisadero le figure paterne vengono messe a confronto. 

Anna, Cooper e un impeto di folli

La prima parte della narrazione è ambientata nella California degli anni Sessanta e Settanta: i principali protagonisti sono un agricoltore rimasto vedovo, le giovani figlie Anna e Claire, e un orfano, Cooper, un ragazzino di qualche anno più grande, diventato una sorta di figlio adottivo dopo la violenta morte a cui non sono riusciti a scampare i suoi genitori biologici in una fattoria vicina. I tre ragazzi crescono insieme, proprio come se fossero fratelli, fino a quando tra Coop e Anna, ormai adolescenti, scoppia una forte passione, che i due non sono in grado di arrestare. La relazione amorosa, tuttavia, viene scoperta dal padre di Anna che, in un impeto di rabbia e follia, rischia di ammazzare Coop. A salvare il ragazzo è Anna che, aiutandosi con un oggetto di vetro contundente, colpisce a più riprese il padre, fino a quando questi, probabilmente immaginando di aver ucciso Coop, si allontana dal corpo del ragazzo grondante di sangue.

Lucien Segura e il suo ruolo genitoriale

Nel terzo capitolo del romanzo, i lettori hanno la possibilità di conoscere colui verso il quale saranno rivolte le loro attenzioni fino alla fine della lettura, lo scrittore Lucien Segura. La sua vita sarà analizzata ed approfondita da Anna, trasferitasi in Francia immediatamente dopo il tragico episodio di cui è stata, suo malgrado, spettatrice. Anna percepisce l’esistenza di un forte legame tra la sua vita e quella dello scrittore; forse perché nella vita dell’uomo, fatta di segreti, passioni illecite, amori controversi e impossibili, ritrova inquietanti paralleli con la propria vita. Uno di questi è rappresentato dalla scoperta della relazione extraconiugale intrapresa dalla prima figlia di Lucien Segura con il cognato, ossia con il marito della seconda figlia. Lo scrittore, in questo frangente calato nel ruolo di genitore, inizia a sospettare che i due potessero provare un forte sentimento amoroso semplicemente osservando gli sguardi languidi che si lanciavano quando le due sorelle erano ancora fidanzate con quelli che sarebbero diventati i loro futuri sposi. I dubbi di Lucien Segura si tramutano in certezze quando, osservandoli dalla finestra di casa sua, scopre accidentalmente i due amati mentre sono in procinto di consumare un rapporto sessuale. La sua reazione è, però, completamente differente rispetto a quella spropositata e particolarmente violenta messa in atto dal padre di Anna: l’uomo, infatti, non si scompone alla vista di quella scena e, anzi, sembra che il fatto non lo sconvolga più di tanto.

Le due figure paterne a confronto

L’autore ci dà, quindi, la possibilità di vedere come in Divisadero le due figure paterne vengano paragonate, mettendo a confronto i modi di agire dell’uno e dell’altro: il primo, lasciandosi sopraffare dalla sconsideratezza e dall’irragionevolezza, rischia di metter fine alla vita di un giovane ragazzo che non si è macchiato di nessuna colpa, se non di quella di essersi innamorato di sua figlia; l’altro, in maniera altrettanto assurda, occupa una posizione di totale indifferenza nei confronti del tradimento che il marito e la sorella della sua secondogenita stanno compiendo proprio ai suoi danni. Se la violenza non trova alcun tipo di giustificazione, anche l’ignavia non può essere in alcun modo legittimata: nella vita bisognerebbe imparare a fronteggiare le sfide che ci vengono poste dinanzi in maniera equilibrata e, allo stesso tempo, solo non accettando di subire passivamente ciò che ci accade si ha la possibilità di essere i veri artefici del proprio destino.

Fonte immagine: copertina del libro, archivio personale

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