Fantasmi d’Italia,in viaggio con Pierluigi Serra | Recensione

Fantasmi d’Italia, in viaggio con Pierluigi Serra | Recensione

Fantasmi d’Italia, edito da Newton Compton Editori, è il nuovo libro di Pierluigi Serra che per la prima volta inserisce la Sardegna, terra natia, in una cornice il cui soggetto è l’intero Bel Paese.

Il romanzo si configura come un viaggio alla scoperta dei fantasmi del nostro paese, non quelli dal “lenzuolo bianco”, bensì fantasmi come entità non corporee comunque capaci di interferire, muovendo un oggetto o sussurrando lamenti, con il mondo terreno. “Per iniziare il cammino” viene raccontato al lettore di Vincenzo Scarpa che, con lo pseudonimo Niceforo Filalete e ancora vedendo Camillo Benso dopo anni dalla sua dipartita, nel 1865 dirigerà la Società Torinese di Studi Spiritici. Con la pubblicazione del “Libro degli Spiriti” nel 1855 in Francia, infatti, si inaugura ufficialmente in tutto il mondo la ricerca alla scoperta del soprannaturale tra apparizioni e strani fenomeni: lo spiritismo.

Il cammino che ci propone Pierluigi Serra in Fantasmi d’Italia è al seguito della pittrice Elisabetta Sirani, brillante e fuori dagli schemi famosa, oltre che per la sua arte, per aver fondato una bottega pittorica per sole donne, la quale per lungo tempo sarà interessata all’alchimia, guidata da Carlo Cesare Malvasia. Con il suo mentore, Elisabetta studia l’epigrafe Aelia Laelia Crispis che conterrebbe le indicazioni necessarie all’immortalità dello spirito, indicazioni apparentemente trovate dalla Sirani, che le inserisce nel suo ultimo quadro mai terminato: Amore e Psiche. Scomparsa misteriosamente a soli 27 anni, è lei la guida del lettore che scopre i segreti del mondo ultraterreno, mentre la pittrice è intenta a cercare il suo quadro, l’ultimo tassello del suo viaggio ultraterreno.

Senza limiti temporali, la Sirani e i lettori con lei si avventurano per l’Italia intera, partendo da Torino, in Piemonte – in cui incontreranno per primo proprio Camillo Benso – per poi toccare ad una ad una le regioni Italiane. Diversi i fantasmi che si incontreranno durante il percorso, ognuno con la propria intrigante storia. Molti sono i nomi famosi, tra artisti come Veronica Franco in Veneto, l’ardente incontro con l’abruzzese Teofilo Patini o l’alchimista Raimondo di Sangro in Campania. Il lettore riesce, addentrandosi nelle immagini evocate, a vivere pezzi dell’Italia passata, ma soprattutto scorci dell’Italia soprannaturale, passando, tra le altre, per la storia dell’esorcista Enrichetta Naum o sedendosi insieme a Gabriele D’Annunzio al tavolo con la celebre spiritista e medium Eusapia Palladino.

Non mancheranno parentesi tragiche, storie di innumerevoli vittime – soprattutto donne – innocenti, giustiziate in modi terribili e orrendi con l’accusa indifendibile di stregoneria. Genova, in particolare, sembra esserne un baluardo sanguinolento, che porta sulle spalle il peso di migliaia di vittime negli anni del 1500. Allo stesso tempo, le anime in cui si imbatterà il lettore, non sono sempre pure e tra quelle maligne ci saranno anche alcuni dei boia responsabili delle cruente uccisioni. In compagnia di anime pure, invece, si assisterà a scene misteriosamente meravigliose, come quella che rende protagoniste le giovani sorelle Sanna in Sardegna.

Alla fine Elisabetta riuscirà a trovare il tassello mancante, un tassello inaspettato per il lettore che vede il cerchio richiudersi – o riaprirsi – lì dov’è cominciato: in Piemonte. Lettore che, chiudendo materialmente o virtualmente le pagine di questo libro, avrà scoperto non solo di alchimia, spiritismo e fenomeni soprannaturali, ma avrà soprattutto sentito vicine storie di vite spesso dimenticate; così come sono spesso dimenticati moltissimi degli splendidi luoghi del nostro Paese che ci vengono brillantemente ricordati da Pierluigi Serra e dai suoi Fantasmi d’Italia.

Crediti Immagine: Newton Compton Editori

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A proposito di Chiara Leone

Zoomer classe '98, studentessa della scuola della vita, ma anche del corso magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane all'Orientale. Amante dell'America intera, interprete e traduttrice per vocazione. La curiosità come pane quotidiano insieme a serie tv, cibo, teatro, libri, musica, viaggi e sogni ad occhi aperti. Sempre pronta ad esprimermi e condividere, soprattutto se in lingue diverse.

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