Il cigno nero di Parigi: il nuovo romanzo di Karen Robards

Il cigno nero di Parigi

Il cigno nero di Parigi è il l’ultimo romanzo di Karen Robards, pubblicato da Newton Compton Editori nel febbraio del 2021, tradotto da Francesca Berardi.

Karen Robards, nata a Louisville il 24 Agosto 1954, è autrice di oltre cinquanta romanzi. Dopo aver ottenuto per la prima volta il riconoscimento per i suoi romanzi storici, Robards divenne una delle prime romanziere romantiche storiche a passare con successo alla suspense romantica contemporanea. Il suo lavoro è stato tradotto in diciassette lingue e ha vinto diversi premi.

Il cigno nero di Parigi, trama del romanzo

Il romanzo è ambientato nella Parigi del 1944, durante la seconda guerra mondiale, periodo in cui si svolge la storia di Geneviève Dumont, una bellissima e giovanissima cantante francese, soprannominata il Cigno Nero per il costume che spesso indossa durante i suoi spettacoli: un aderente body nero sorretto da un bustier senza spalline e tutto lavorato in paillettes con una gonna fatta di piume di struzzo tinte di nero e con in testa un copricapo formato da tre grandi piume nere sempre di struzzo.

Dal 1940, dopo essere rimasta intrappolata in Marocco a Casablanca per sfuggire all’invasione tedesca in Francia, la ragazza ha la fortuna di unirsi ad una troupe di musicisti e ballerini. Da quel momento la vita di Geneviève cambia in meglio, anche se spesso sente di dover fare i conti con la propria coscienza. Infatti, nel suo ruolo di diva e osannata interprete di diverse tournés internazionali, ha la possibilità di spostarsi per tutta l’Europa, nonostante l’invasione nazista avanzi sempre di più. Solo agli artisti più affermati veniva concesso di viaggiare muniti di lasciapassare tra i paesi conquistati e frequentare gli ufficiali di livello superiore.

In un drammatico periodo storico, caratterizzato per tutti dalla paura, dalla fame e da un numero di morti su scala globale mai visto prima, Geneviève sa di essere una privilegiata e spesso viene scambiata da alcuni suoi connazionali come una collaborazionista, motivo di grande sofferenza per lei, che cerca anche di dimenticare come può la persona che è stata in passato.

Lavora nella troupe artistica diretta dal suo pianista e impresario, Max Bonet, un francese costretto a camminare appoggiato a un bastone in seguito ad un incidente che lo ha reso invalido. Ma in realtà Max Bonet è il maggiore Max Ryan, SOE: un ex ufficiale della RAF, sopravvissuto all’abbattimento del suo aereo e che ora come agente britannico dirige un’importante rete di spionaggio collegata alla Resistenza. Geneviève e Max si sono conosciuti in Marocco e da quel momento Max aveva inserito Geneviève nella sua rete di spionaggio per poter sfruttare la sua fama, rendendola il volto pubblico di ogni operazione, il cavallo di Troia che gli inglesi usavano per introdursi tra i nemici, il mezzo per trasmettere informazioni preziose e salvare vite.

Nonostante il coprifuoco, i continui bombardamenti e le voci su un imminente attacco degli alleati, a Parigi lo spettacolo continua per Geneviève e la sua troupe ma le cose si complicano quando una sera, dopo la fine dello spettacolo, mentre rientra al suo hotel in macchina, la giovane assiste ad una retata contro alcuni ebrei e nella confusione generale riesce a salvare una bambina: un irrefrenabile impulso che potrebbe metterla nei guai. Questo episodio la porterà ancor di più in prima linea nella lotta contro i nazisti e la riavvicinerà al suo inevitabile passato quando cercherà di stabilire un contatto con quelli della Resistenza per salvare la madre.

“Il cigno nero di Parigi” è un romanzo molto coinvolgente, ricco di colpi di scena e momenti di suspense continua. La ricostruzione storica denota la ricerca attenta e minuziosa che è stata svolta sulle condizioni e gli eventi dell’occupazione nazista della Francia. Molto intriganti ed estremamente realistici il rapporto e i dialoghi tra i personaggi, che incantano e tengono prigionieri i lettori fino all’ultima pagina. 

 

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A proposito di Benedetta Russo

Napoletana, classe 96, studentessa di Lettere Moderne. Cresciuta a pane e libri, amante della letteratura e dell'arte a 360°, cinefila a tempo pieno.

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