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Eroica Fenice

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A proposito del senso della vita: il ritorno di Vito Mancuso

A proposito del senso della vita: uno sguardo più da vicino al nuovo libro di Vito Mancuso Vito Mancuso è un teologo e docente italiano, nato nel 1962 a Carate Brianza. Dal 2013 al 2017 è stato docente di “Storia delle Dottrine Teologiche” presso l’Università degli Studi di Padova. È stato docente di Teologia presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011. Dal 2009 al 2017 ha collaborato con il quotidiano “La Repubblica”. A proposito del senso della vita è l’ultimo dei suoi libri pubblicato da Garzanti nel Maggio 2021.  A proposito del senso della vita, trama del saggio Vito Mancuso con il suo nuovo saggio “A proposito del senso della vita” cerca di rimetterci in contatto con la filosofia. In un mondo ormai dominato dalla logica dell’apparenza e del consumo, le domande esistenziali sono quasi del tutto scomparse, oppure sono cambiate. “Da dove vengo?” è diventato “Quanto guadagno?”. “Dove vado?” si è trasformato in “Cosa compro?”. Ma la pandemia ha riacceso l’antico malessere che affligge da sempre gli esseri umani, che Mancuso identifica con la mancanza di identità. Secondo il filosofo abbiamo perso un’idea e una direzione collettiva, disperdendoci e isolandoci sempre di più. Se il senso della comunità viene meno, altrettanto faranno le grandi ideologie. Tuttavia non bisogna abbandonarsi all’assurdo e al non-senso. La pandemia e la conseguente abbondanza di tempo libero ha spinto molti ad un’attività introspettiva e riflessiva più profonda del solito. Il male, il dolore e la perdita sono entrati prepotentemente nella nostra quotidianità, da cui tentiamo però normalmente di distaccarci. Non potendo più ignorarli è necessario capire il senso del loro esistere. Mancuso considera il male e la sofferenza non come qualcosa da eliminare ma come il motore indesiderato del progresso. Se il male è sotto i nostri occhi non dobbiamo fuggire, né accettarlo passivamente, ma agire concretamente per rendere la vita meno ingiusta e dolorosa. Le tesi principali su cui si sviluppa il saggio di Mancuso sono due. La prima, incentrata sul valore della libertà, è che non c’è senso senza consenso. Questo significa che ognuno di noi è l’artefice o l’interprete del senso che decide di dare alla propria vita. Il senso può esistere oppure no, dipende da noi. La seconda tesi è incentrata sulla relazione: il senso della vita è la sinergia. Il termine sinergia viene ripreso dal filosofo Marco Aurelio e viene interpretato da Mancuso come il legame costitutivo di qualsiasi forma di vita e tra le diverse entità. Tutto è relazione e aggregazione. E in quest’ottica le due tesi si ricongiungono poiché “il sentire è sempre consentire, sentire-con, nel senso che si sente quello con cui siamo collegati“. Con queste due tesi Mancuso cerca di raggiungere un equilibrio tra le prerogative individuali e la prospettiva relazionale. L’onnipotenza dell’ego deve ritirarsi e dare spazio alla percezione di un vuoto interiore che tutti noi proviamo. Questo vuoto può generare paura, sconforto e la tendenza a colmarlo con oggetti e idee vane e superflue. Ciò di […]

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Ritorno all’isola delle donne: l’affascinante esordio di Molly Aitken

Molly Aitken nasce in Scozia nel 1991 e cresce in Irlanda. Il suo romanzo d’esordio “Ritorno all’isola delle donne“, pubblicato da Garzanti e tradotto da Alba Bariffi, ha già vinto numerosi premi letterari internazionali. Vive a Sheffield, in Inghilterra.  Ritorno all’isola delle donne, trama del romanzo Ritorno all’isola delle donne è un romanzo incentrato sul legame tra madri e figlie. Un legame così unico che ci condiziona la vita. Una madre per una figlia rappresenta sia il modello di donna a cui guardare per identificarsi in lei e allo stesso tempo differenziarsene, sia il modello di madre che la bambina diventerà. Ma quando in questi legami si fanno spazio sentimenti contrastanti , come rabbia, odio misto a sensi di colpa e tenerezza, si arriva inevitabilmente ad un punto di rottura. La protagonista del romanzo è Oona, uno spirito libero da sempre alle prese con una madre che ha cercato di frenarla. Oona è nata e cresciuta ad Inis, un’inospitale piccola isola dell’arcipelago irlandese. Un posto tanto lontano dalla terraferma quanto dalla modernità, divisa tra folklore e fanatismo religioso. La sua comunità è costituita da pescatori provetti e donne che si dedicano principalmente alla cura domestica. La femminilità viene dipinta come una maledizione e la superstizione e i pettegolezzi sono usati dalle donne stesse per autoinfliggersi punizioni che aumentano questo circolo vizioso. Ma Oona è uno spirito indomito e desidera più di tutto la libertà e la possibilità di allontanarsi da questa identità che non le appartiene. Da sempre in contrasto con la madre, apparentemente devota, ma ipocrita nel suo fervore religioso, capisce fin da piccola che l’unico modo per vivere libera è scappare dall’isola. Così alla prima occasione emigra in Canada lasciandosi dietro le spalle tutto il suo mondo, convinta che basti mettere la distanza di un oceano per dimenticare il proprio passato. Ed è qui che inizia questa incredibile storia, perché nel presente Oona è alla ricerca di sua figlia che sembra essere scomparsa nel nulla. Oona ama con tutta se stessa sua figlia, anche se non è mai riuscita a costruire un legame  profondo con lei. Questa figlia adesso riavvolge il filo della storia di due generazioni per ritrovare la propria, tornando all’origine di tutto, la tanto odiata e amata Inis. Il romanzo si snoda su due piani temporali ben distinti, tra l’infanzia di Oona e il difficile rapporto con la madre da un lato e il conflitto nel presente tra Oona e sua figlia dall’altro. Oona da adulta si renderà conto di portare ancora i segni profondi della sua vita sull’isola, che l’hanno traumatizzata e disconnessa dalla realtà e dalle relazioni. Il percorso che deve intraprendere è una lotta personale in cui capirà che bisogna affrontare il dolore prima di poter amare e lasciarsi amare a propria volta. Diventare madre cambia la vita. La connessione madre-figlia è immediata ma non sempre è facile per una madre allentare la sua ansia da separazione, permettere alla figlia di allontanarsi da lei, dandole la possibilità di sbagliare senza imporre alcunché. […]

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La mano invisibile: il Partito Comunista Cinese modella il mondo

In uscita per Fazi Editore nel Marzo 2021, tradotto da Alessandro de Lachenal, “La mano invisibile“, frutto di un lavoro meticoloso durato anni, espone il programma globale di sovversione del Partito Comunista Cinese e la minaccia che rappresenta per la democrazia. Combinando una ricerca scrupolosa con una prosa avvincente, gli autori Clive Hamilton e Mareike Ohlberg mettono a nudo la natura e la portata delle operazioni del Partito in tutto il mondo occidentale, portando alla luce le minacce alle libertà democratiche e alla sovranità nazionale in Europa e nel Nord America, e mostrano come possiamo respingere la pressione autocratica cinese. Mareike Ohlberg è membro del Programma Asia del German Marshall Fund. In precedenza ha lavorato presso il Mercator Institute for China Studies, per il quale ha redatto un rapporto sulla crescente influenza politica della Cina in Europa. Clive Hamilton è un accademico e scrittore australiano. Il suo libro sulle operazioni di influenza della Cina in Australia, “Silent invasion“, è stato un bestseller nazionale che lo ha proiettato al centro del dibattito sulla Cina in patria e all’estero. La mano invisibile, trama del saggio La presenza sempre più evidente della Cina nel panorama sociale, politico, culturale ed economico mondiale è sicuramente il frutto di una serie di dinamiche difficili da cogliere, se non si viene guidati da qualcuno che ha uno sguardo più ampio e competente. “Per anni i giornalisti sono stati ammaliati dalla straordinaria influenza politica esercitata dalla Power Corporation, la conglomerata canadese di proprietà della famiglia Desmarais. Assai meno nota è la maniera in cui la Cina, attraverso tale società, è riuscita a integrarsi quasi perfettamente in una fitta ramificazione dell’élite politico-imprenditoriale del Canada, che a volte dà l’impressione di gestire l’intero paese.” Gli autori sono stati in grado di approfondire argomenti complessi servendosi di uno stile narrativo chiaro, che non si perde in tecnicismi eccessivi. Questo permette al lettore di appassionarsi ai contenuti, pur non avendo competenze specifiche sul tema trattato. La bravura di Hamilton e Ohlberg consiste nella precisione con cui hanno illustrato le modalità attraverso cui il Partito Politico Cinese si è avvicinato ai poteri occidentali e si è introdotto nelle loro dinamiche interne, riuscendo addirittura a condizionarle profondamente. Lo scopo principale del Partito Politico Cinese è quello di diffondere la propria ideologia insinuandosi nei sistemi economici e politici dei paesi concorrenti, tramite una modalità manipolatoria (Sharp Power), caratterizzata da una particolare capacità persuasiva (Soft Power). Incontri, congressi e accordi internazionali diventano il fulcro di un’analisi volta a palesarne gli obiettivi occulti. Francia, Canada, Inghilterra e Stati Uniti sono solo alcuni dei Paesi che fungono da esempio per capire in quali occasioni pubbliche e con quali interventi e intenzioni la Cina opera per raggiungere il proprio scopo. Anche l’Italia si trova nel mirino dell’espansione cinese. Tra il 2017 e il 2018 infatti è determinante l’intervento di Michele Geraci, il quale con l’aiuto del Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, ha cercato di agevolare l’apertura dell’Italia alla Cina, al fine di avere un ruolo di spicco […]

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Due sulla torre: il ritorno del capolavoro di Thomas Hardy

Fazi nella collana “Le strade” riedita “Due sulla torre” (2021, titolo originale “Two on a tower”, traduzione di Chiara Vatteroni) nono romanzo del poeta e autore britannico Thomas Hardy, la cui prima edizione è stata pubblicata in tre volumi nel 1882. Poeta e romanziere inglese, Thomas Hardy nasce a Higher Bockhampton, nel Dorset il 2 Giugno 1840. All’età di ventidue anni si trasferisce a Londra e inizia a scrivere poesie che hanno come tema la vita rurale. Non riuscendo ad arrivare al pubblico con la poesia, decide di tentare maggior fortuna con la narrativa. Il suo primo successo fu “Via dalla pazza folla” del 1874, cui seguirono “Il ritorno al paese” nel 1878 e “Il sindaco di Casterbridge” nel 1886. Dopo lo scalpore suscitato da altri suoi due libri pubblicati tra il 1891 e il 1895 (Tess dei d’Urberville e Jude l’oscuro), in cui derideva le convenzioni dell’epoca Vittoriana, Hardy dedicherà il resto della sua vita alla composizione di poesie.  Due sulla torre, trama del romanzo Giudicato immorale per gli argomenti trattati il romanzo, sullo sfondo del romantico Dorset, il Wessex vagheggiato da Hardy e spesso sfondo delle sue opere, descrive la storia d’amore tra il giovane astronomo Swithin St. Cleeve e Lady Viviette Constantine, una donna colpevole non solo di essere già sposata, ma soprattutto di essere di dieci anni più grande del suo innamorato. Inoltre nella rigida società Vittoriana è la differenza sociale tra i due a pesare come un macigno su una relazione già di per sé contrastata. Due sulla torre è ambientato in una campagna verdeggiante e suggestiva, descritta in maniera minuziosa. A dominare il paesaggio e la narrazione è una torre, di proprietà del marito della protagonista Viviette Constantine. Tale luogo assume un forte significato simbolico, in quanto punto di congiunzione tra le vicende terrene e il cielo verso il quale tende, ma anche un ruolo galeotto. Infatti, Viviette, in seguito alla scomparsa in Africa del marito, in balìa della solitudine e della ritrovata libertà, decide di esplorare la torre, ed è proprio qui che incontra il giovane protagonista Swithin St. Cleeve, impegnato nei propri studi di astronomia. La passione tra i due nasce quasi subito, ma quello che doveva essere una gioia, la possibilità di una vita ritrovata e di un amore lieto, diventa una difficoltà non indifferente quando la relazione tra i due si trasforma nel fulcro di numerosi problemi legati alla morale dell’epoca. La loro storia è totalmente anticonvenzionale e passa attraverso i commenti della gente circostante e la continua ricerca di sotterfugi. Inoltre non mancheranno diversi interventi che metteranno a dura prova il fragile equilibrio della coppia. In Due sulla torre emerge il delicato e complesso equilibrio tra uomini e donne di quel tempo. Un equilibrio precario, in cui impattano molteplici variabili come l’età, la condizione sociale e il desiderio di prestigio nella piena convinzione che il matrimonio sia qualcosa a cui cedere facilmente se la passione è insopprimibile. Ma nello stesso tempo anche un atto dal quale trarre il massimo […]

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Scrittori e amanti: il nuovo romanzo di Lily King

Nata nel 1963 e cresciuta nel Massachusetts, dopo aver ottenuto una specializzazione in Scrittura creativa, Lily King comincia a insegnare in diverse università statunitensi coltivando al contempo la passione per la letteratura. Sebbene il suo primo romanzo risalga al 1999, è solo nel 2014 con Euforia, ispirato alla giovinezza dell’antropologa Margaret Mead, che Lily King raggiunge l’intensità stilistica che le permette di ottenere il plauso della critica e il favore dei lettori. Con Scrittori e amanti, il suo ultimo libro, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Mariagrazia Gini, Lily King conferma appieno il proprio talento e mostra il completo conseguimento di un’incontestabile maturità narrativa. Scrittori e amanti, trama del romanzo La protagonista di Scrittori e amanti, ambientato nel 1997, è Casey Peabody, una trentenne appassionata di letteratura e aspirante scrittrice, che cerca il suo posto nel mondo. Casey, assediata dai debiti universitari, da sei anni prova a scrivere un romanzo e fatica ad elaborare la perdita improvvisa della madre, morta mentre era in viaggio in Cile. Una ferita senza spiegazione la mette dinnanzi all’insensatezza del tutto. Durante il corso del romanzo la protagonista sembra sempre ferma al punto di partenza, frammentando la sua giornata tra il tentativo di scrivere e il faticoso lavoro al ristorante, cercando di tenere a galla le sue finanze. Tuttavia, pur vivendo in un vecchio capanno che odora di terriccio e foglie marce, lei accetta la fatica, come se fosse tutto parte di un processo necessario anche se doloroso. Nemmeno per quanto riguarda la sfera amorosa Casey è riuscita a trovare un equilibrio, restando spesso inglobata in amori frustranti e pessimi. Il suo cuore si divide tra Silas, un poeta giovane e squattrinato, sognatore e spiantato quanto lo è Casey, e Oscar, uno scrittore affermato che rispecchia la donna per quanto riguarda il lutto, avendo lui da poco perso la moglie. Ed è proprio dal titolo Scrittori e amanti che Casey partirà per condurre una relazione a tre, dove i moti della vita si mescoleranno alle lezioni di scrittura, finché sarà proprio quest’ultima a trionfare. Infatti l’unico punto fermo della giovane è il bisogno di scrivere, annichilendosi e smarrendosi nella ricerca delle parole giuste.                                    “Quando si scrive, la cosa più difficile è entrarci tutti i giorni, rompere la membrana. La seconda cosa più difficile è uscirne. A volte vado troppo in fondo e risalgo troppo in fretta. Dopo mi sento aperta e senza pelle. Il mondo intero mi sembra umido e malleabile. Quando mi alzo dalla scrivania, raddrizzo tutto. Il tappeto deve essere perfettamente allineato con le assi del pavimento. Lo spazzolino da denti deve essere perpendicolare al bordo della mensola. I vestiti non devono rimanere alla rovescia. Lo zaffiro di mia madre deve essere centrato sul dito.”                                                              […]

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Cinque sorelle. La saga della famiglia Fendi

Cinzia Giorgio è una scrittrice italiana e dottoressa di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Si è specializzata in Women’s Studies e in Storia Moderna, compiendo studi anche all’estero. Organizza salotti letterari, è direttore editoriale del periodico Pink Magazine Italia e insegna Storia delle Donne. È autrice di saggi scientifici e romanzi. Con la Newton Compton ha pubblicato Storia erotica d’Italia, Storia pettegola d’Italia, È facile vivere bene a Roma se sai cosa fare e quattro romanzi: La collezionista di libri proibiti, La piccola libreria di Venezia, La piccola bottega di Parigi e I migliori anni. Anche il nuovo romanzo “Cinque sorelle. La saga della famiglia Fendi” è stato pubblicato da Newton Compton Editori nell’Aprile 2021. Cinque sorelle, trama del romanzo “Cinque sorelle” racconta la storia di una grande amicizia e di una delle maison di moda italiane più famose al mondo. La storia di amicizia tra Maddalena Splendori e Adele Fendi farà intrecciare i racconti delle loro vite ma anche delle generazioni che seguiranno loro, in un viaggio tra Roma, Londra e Montecarlo dall’inizio del ‘900 ad oggi. Nel 1933, quando Maddalena Splendori entra nel negozio di pelletteria in via Piave a Roma, conosce la proprietaria ed autrice di quelle meravigliose borse e pellicce, Adele Fendi. Basta poco alle due donne per intendersi immediatamente e così per caso nasce un’amicizia di lunga durata. Il romanzo racconta anche della nascita della Maison Fendi, di come dal nulla Edoardo e Adele Fendi, con solo la loro ambizione e determinazione, abbiano creato delle boutique di estimabile valore; Adele non era solo l’artefice di borse, guanti e pellicce ma era anche una mamma straordinaria. Il romanzo è suddiviso in tre parti: la prima è incentrata su Maddalena e Adele, non solo sulla loro profonda amicizia, ma anche sul passato di entrambe. Due ragazze dalle umili origini che hanno trovato, grazie alle loro ambizioni, un modo per realizzarsi e crearsi un solido futuro. Adele Casagrande inizia a lavorare nella pelletteria di famiglia sin da piccola. Durante il periodo che trascorre a Roma con la zia, incontra Edoardo Fendi, un giovane bello, intelligente e intraprendente, di sette anni più giovane di lei. Entrambi si innamorano a prima vista e, sebbene non vengano supportati dalle rispettive famiglie, decidono di sposarsi e di aprire un’attività insieme. Così fondano il primo negozio di accessori di pelletteria in via del Plebiscito, al quale ne seguiranno poi altri. La vicinanza del negozio ai palazzi della politica consente loro di avere un certo tipo di clientela, da quella straniera a quella dell’aristocrazia e dell’alta borghesia del tempo. Adele è una donna-imprenditrice che si costruisce da se; sul campo è pragmatica e anticipatrice dei tempi, lavoratrice e madre instancabile di cinque figlie. Maddalena da ragazza lascia il suo piccolo paese natale per andare a Londra in cerca di fortuna. Lì diventa modella d’artista per la Royal Academy of Arts, dove entra in contatto con gli artisti dell’epoca (alla fine del periodo della Belle Epoque) e qui si innamora di John William Godward, […]

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Il cigno nero di Parigi: il nuovo romanzo di Karen Robards

Il cigno nero di Parigi è il l’ultimo romanzo di Karen Robards, pubblicato da Newton Compton Editori nel febbraio del 2021, tradotto da Francesca Berardi. Karen Robards, nata a Louisville il 24 Agosto 1954, è autrice di oltre cinquanta romanzi. Dopo aver ottenuto per la prima volta il riconoscimento per i suoi romanzi storici, Robards divenne una delle prime romanziere romantiche storiche a passare con successo alla suspense romantica contemporanea. Il suo lavoro è stato tradotto in diciassette lingue e ha vinto diversi premi. Il cigno nero di Parigi, trama del romanzo Il romanzo è ambientato nella Parigi del 1944, durante la seconda guerra mondiale, periodo in cui si svolge la storia di Geneviève Dumont, una bellissima e giovanissima cantante francese, soprannominata il Cigno Nero per il costume che spesso indossa durante i suoi spettacoli: un aderente body nero sorretto da un bustier senza spalline e tutto lavorato in paillettes con una gonna fatta di piume di struzzo tinte di nero e con in testa un copricapo formato da tre grandi piume nere sempre di struzzo. Dal 1940, dopo essere rimasta intrappolata in Marocco a Casablanca per sfuggire all’invasione tedesca in Francia, la ragazza ha la fortuna di unirsi ad una troupe di musicisti e ballerini. Da quel momento la vita di Geneviève cambia in meglio, anche se spesso sente di dover fare i conti con la propria coscienza. Infatti, nel suo ruolo di diva e osannata interprete di diverse tournés internazionali, ha la possibilità di spostarsi per tutta l’Europa, nonostante l’invasione nazista avanzi sempre di più. Solo agli artisti più affermati veniva concesso di viaggiare muniti di lasciapassare tra i paesi conquistati e frequentare gli ufficiali di livello superiore. In un drammatico periodo storico, caratterizzato per tutti dalla paura, dalla fame e da un numero di morti su scala globale mai visto prima, Geneviève sa di essere una privilegiata e spesso viene scambiata da alcuni suoi connazionali come una collaborazionista, motivo di grande sofferenza per lei, che cerca anche di dimenticare come può la persona che è stata in passato. Lavora nella troupe artistica diretta dal suo pianista e impresario, Max Bonet, un francese costretto a camminare appoggiato a un bastone in seguito ad un incidente che lo ha reso invalido. Ma in realtà Max Bonet è il maggiore Max Ryan, SOE: un ex ufficiale della RAF, sopravvissuto all’abbattimento del suo aereo e che ora come agente britannico dirige un’importante rete di spionaggio collegata alla Resistenza. Geneviève e Max si sono conosciuti in Marocco e da quel momento Max aveva inserito Geneviève nella sua rete di spionaggio per poter sfruttare la sua fama, rendendola il volto pubblico di ogni operazione, il cavallo di Troia che gli inglesi usavano per introdursi tra i nemici, il mezzo per trasmettere informazioni preziose e salvare vite. Nonostante il coprifuoco, i continui bombardamenti e le voci su un imminente attacco degli alleati, a Parigi lo spettacolo continua per Geneviève e la sua troupe ma le cose si complicano quando una sera, dopo la fine […]

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Luis Sepulveda. Il ribelle, il sognatore: l’omaggio di Bruno Arpaia

Bruno Arpaia è nato nel 1957 a Ottaviano, in provincia di Napoli. Romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, per Guanda ha pubblicato: Tempo perso ( Premio Hammett Italia 1997), Il passato davanti a noi e tanti altri libri, che hanno riscosso molto successo dalla critica letteraria, oltre a una conversazione con Luis Sepulveda, Raccontare, resistere. I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Luis Sepulveda. Il ribelle, il sognatore, un omaggio dettato dal cuore Il  romanzo si apre con la festa del settantesimo compleanno di Luis Sepulveda, organizzata da Guanda a Milano: è il 25 Ottobre 2019 ed è anche l’ultima volta che Bruno Arpaia vede il narratore cileno. Infatti nella primavera del 2020 il Covid-19 pone fine alla vita di Sepulveda, gettando nell’angoscia più totale sua moglie, la poetessa Carmen Yanez, tantissimi amici e innumerevoli lettori affezionati. Bruno Arpaia, amico fraterno di Sepulveda, dopo un’amicizia durata quasi più di trent’anni, non riesce a riprendersi in alcun modo dalla morte dell’autore e, dopo un periodo di silenzio, con il desiderio di trattenere la sua presenza il più a lungo possibile, decide di dedicargli un libro che non va considerato come una biografia o un saggio critico su di lui e le sue opere ma un omaggio dettato dal cuore affinché anche tutti i lettori potessero sentirsi suoi amici e conoscere la persona oltre che lo scrittore. Ogni capitolo è dedicato con particolare attenzione ad un momento saliente che ha caratterizzato la vita di Sepulveda. Dal ricordo del suo ultimo compleanno, circondato da tutte le persone a lui più care, si snoda il resto del romanzo, che riavvolge il nastro delle esperienze di Sepulveda, quelle che lo hanno reso uno degli scrittori più amati e letti nel mondo. Il primo capitolo è incentrato sul primo incontro tra Sepulveda e Arpaia, alla Semana Negra di Gijon, nelle Asturie, il festival letterario più pazzo del mondo. Arpaia racconta del modo insolito ed ironico in cui subito si legano e dell’importanza vitale che Sepulveda dà all’amicizia, attorno a cui ruotava tutta la sua vita e molti dei suoi libri. Aveva un dono quasi premonitorio: sapeva riconoscere d’istinto le persone che potevano rivelarsi affini a lui. Un altro sentimento molto importante e decisivo per la vita dello scrittore è l’amore che i suoi nonni gli trasmettono per la lettura e la scrittura e l’amore per Carmen, la donna della sua vita, con cui si sposa due volte a trent’anni di distanza. Cileno, oppositore di Pinochet, esule, diviso tra l’Europa e il suo paese d’origine, Sepulveda ci ha donato saggi, racconti e romanzi resi indimenticabili dai suoi innumerevoli viaggi in tutto il mondo. Ha usato la scrittura per denunciare, spronare, sollecitare, far innamorare e per restare ancorato alla vita che ha vissuto da nomade, da uomo politico e ambientalista. Arpaia, oltre a riportare il prestigio di tutti i suoi romanzi, si sofferma anche sull’inaspettato successo riscosso specialmente in Italia del libro Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò […]

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L’ultima estate: l’attesissimo ritorno di André Aciman

L’ultima estate: l’ultimo, avvincente romanzo di André Aciman, noto per Chiamami col tuo nome André Aciman è uno scrittore egiziano naturalizzato statunitense, autore di romanzi e saggi, nonché grande esperto a livello accademico delle opere di Marcel Proust. Insegna letteratura comparata alla City University di New York e vive con la famiglia a Manhattan. Guanda ha pubblicato nel 2008 il suo romanzo d’esordio Chiamami col tuo nome, da cui è stato tratto nel 2018 il fortunatissimo film diretto da Luca Guadagnino e i cui protagonisti tornano nel romanzo del 2019 Cercami. Sempre per Guanda pubblica il suo nuovo romanzo, L’ultima estate, il 25 febbraio 2021, tradotto da Valeria Bastia. L’ultima estate, trama del romanzo André Aciman ambienta il suo romanzo in una costiera amalfitana sospesa nel tempo, dove tutto sembra possibile. Qui, in un lussuoso hotel affacciato sulla spiaggia, si ritrova un gruppo di giovani americani a seguito di un guasto alla barca. In attesa di poter ripartire, sospesi in questo paradiso terrestre, i giovani cercano di godersi al meglio questa fermata inaspettata: escono in locali diversi ogni sera, gustano il buon cibo dell’hotel, ridono e scherzano, non badando agli altri ospiti, tutti di una certa età, che trascorrono con tranquillità le loro vacanze. Ma una sera al loro tavolo si avvicina Raùl, un sessantenne dall’aspetto distinto e alquanto intrigante. I ragazzi, inizialmente incuriositi e divertiti, man mano che approfondiscono la conoscenza di Raùl, finiscono per allarmarsi. Raùl sembra sapere tutto su di loro, conosce i loro nomi, le date di nascita, il loro passato, sentimenti inespressi e segreti che non sono mai stati svelati. Nonostante i sospetti suscitati per le sue rivelazioni, Raùl conquista il suo pubblico eccetto Margot, la più diffidente e sarcastica del gruppo: non le piace e non si fida in alcun modo di questo uomo misterioso che arriva dal Perù, sembra aver vissuto ovunque e parla di anime morte e cuori spezzati. Detesta soprattutto quando lui insiste nel chiamarla Maria, quello che lui considera il suo vero nome. Giorno dopo giorno, Raùl cercherà di avvicinarsi sempre di più a Margot, e di abbattere lo scudo protettivo di cui lei si serve. Tra pranzi al sole e passeggiate in antichi uliveti la conduce in un viaggio della memoria, alle origini di un sentimento nato lì vicino, in una casa in collina, immersa in un pacifico silenzio, interrotto solo dai suoni della natura. Grazie alla figura di Raùl, André Aciman ci spiega che siamo esseri fatti di memoria, e che il nostro è un continuo errare, tornando indietro, ai nostri molteplici “io”, che sono ombre inquiete. Siamo anime che viaggiano cercando continuamente di correggere la propria vita passata, attraversando la caducità del tempo e le nostre azioni sbagliate, solo per trovare l’eternità dell’amore. E non importa se serviranno molte vite per riuscirci, il senso della vita è proprio questo, cercare l’allineamento ideale. “Perché? Perché nessuno vuole accettare chi è veramente, ecco perché. Tutti reclamano per sé l’io che ritengono migliore, sperando di essere amati per ciò che […]

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La sposa del mare: l’ultimo romanzo di Amity Gaige

Amity Gaige è una delle maggiori scrittrici americane viventi. Nota per i suoi libri O My Darling, The Folded Word e Il sogno di Schroder, ha riscosso grande successo tra il pubblico e la critica di molti paesi. La sposa del mare, pubblicato da NN Editore il 25 Marzo 2021 e tradotto da Laura Noulian, è il suo ultimo romanzo. La sposa del mare, trama del romanzo Il romanzo si apre all’interno di un armadio a muro dove Juliet, la protagonista, siede tranquillamente sulla moquette, mentre legge il diario di bordo del marito, per nascondersi alla realtà tragica e inevitabile che l’attende. A prima vista Juliet e la sua famiglia sembrano alquanto convenzionali, come tutte le altre famiglie. Lei si dedica alla stesura della tesi sulla poesia di Anne Sexton  per il suo dottorato, Michael, suo marito, dopo una laurea in economia lavora in un’azienda, la Omni, e crescono insieme nel Connecticut i loro due figli: Sybil, una vivace e intelligente bimba di sette anni e George, un bimbo di quasi tre anni soprannominato “Pasticcio”. Ma in realtà, dietro questa normalità ostentata, si celano dolori, incomprensioni e dubbi che rischiano di lacerare per sempre la stabilità della famiglia. Juliet lotta come può per vincere la depressione in cui è ricaduta dopo la nascita dei suoi figli; fatica ad affrontare e risolvere i fantasmi della sua adolescenza, si sente abbandonata da Michael, che nonostante si sforzi di prestarle aiuto, non sempre riesce ad esserle di conforto, per via delle loro incomprensioni irrisolte, che continuano a crescere. Michael, invece, oltre a convivere con il dolore per la morte del padre, avvenuta quando lui era ancora un ragazzo, si sente sempre più insoddisfatto della vita che conduce, una vita in cui ha cercato di soddisfare sempre le aspettative che gli altri e la sua famiglia avevano su di lui, senza seguire ciò che voleva veramente. Giunto ormai al limite dell’insofferenza, Michael propone a Juliet di lasciare la loro vita convenzionale per trascorrere un anno in barca a vela, nella speranza che questa esperienza così estrema e diversa da ciò a cui sono abituati, possa salvare il loro matrimonio, restituire l’equilibrio e la stabilità di cui Juliet ha bisogno e dare un’altra vita ai bambini. Nonostante i dubbi che l’attanagliano, Juliet acconsente alla proposta del marito. Comincia così il loro viaggio che li porterà lungo la costa dell’America centro-meridionale, in posti esotici come Panama, Cartagena e Caracas. All’inizio sembra che il viaggio funzioni: a bordo dello yacht i vecchi problemi vengono spazzati via, la famiglia si trasforma in un perfetto equipaggio e la barca e il mare diventano la casa da sempre desiderata. Ma il destino è in agguato, pronto a far risalire tutti i nodi al pettine, e lì in mezzo al mare è ormai impossibile nascondersi. La struttura del romanzo si articola mediante un lungo e incalzante dialogo a due voci: Juliet ripercorre la memoria degli eventi, e Michael con il suo diario di bordo racconta tutto ciò che è accaduto durante […]

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Sotto la pioggia, l’esordio di Pitchaya Sudbanthad

Recensione di Sotto la pioggia, romanzo d’esordio di Pitchaya Sudbanthad , pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Silvia Castoldi. Pitchaya Sudbanthad è nato in Thailandia e ha vissuto tra l’Arabia Saudita e il Sud degli Stati Uniti. Scrive per “The Morning News” e ha ricevuto una borsa di studio in Scrittura creativa sia dalla New York Foundation for the Arts, che dalla MacDowell. Vive attualmente a New York. Sotto la pioggia è il suo romanzo d’esordio pubblicato dalla casa editrice Fazi Editore il 4 Marzo 2021, tradotto da Silvia Castoldi. Il romanzo ha già raccolto all’estero notevole successo, tanto da essere già stato selezionato come libro dell’anno dal New York Times.  Sotto la pioggia, trama del romanzo Pitchaya Sudbanthad ambienta il romanzo nella sua terra natia, Bangkok, in un arco temporale che parte dal XIX secolo per giungere ai giorni nostri e terminare in un futuro ipotetico. Le vicende si alternano nelle varie fasi storiche della città di Bangkok: la minaccia del colonialismo, la fine della monarchia assoluta, l’avvento dei militari al potere. Tra queste, però, vi sono due fasi molto importanti su cui l’autore si è maggiormente concentrato, in quanto attuali e pertinenti al periodo storico che stiamo vivendo. La prima fase riguarda le alluvioni del 1977 e del 2011 che costrinsero molti abitanti a lasciare le proprie abitazioni per salvarsi; al loro ritorno la maggior parte divennero sfollati, mentre solo alcuni riuscirono ad andarsene in altri paesi, in cerca di migliori condizioni di vita. La seconda fase invece riguarda le insurrezioni del 1973 e del 1976, con il massacro degli studenti e dei manifestanti. La rivolta popolare del 1973 e il massacro degli universitari del 1976 sono considerati come eventi spartiacque nella storia della Thailandia. Sono stati decisivi per la fine della dittatura militare al potere dell’anticomunista Thanom Kittikachorn, ed hanno alterato il sistema politico thailandese. In particolare hanno evidenziato la crescente influenza degli studenti universitari thailandesi in politica. Sotto la pioggia non è il classico testo dotato di una struttura omogenea. Non esiste un unico protagonista o un’unica storia, ma tante storie che si intersecano tra di loro, avendo in comune un elemento che funge da collante tra l’insieme di anime che si muovono sulla scena del lettore: la grande casa. Da questo luogo emergono i dolori, i ricordi, le speranze, le difficoltà della vita e le amarezze di tutti i personaggi. Il primo capitolo è dedicato ad una donna di età indeterminata che cammina per le strade affollate di Bangkok, entra nell’atrio di un edificio, pensa di salire al piano di sopra per vedere i suoi genitori, ma all’improvviso, colta da una sensazione inquietante, se ne va. Poi arriva il capitolo dedicato a un missionario e medico americano del XIX secolo, assegnato a lavorare a Bangkok; che difficilmente si abituerà a relazionarsi con il popolo thailandese. Un altro capitolo è dedicato ad un fotografo che vive a Los Angeles negli anni ’70 e che poi tornerà a vivere in Thailandia, dove è nato, per fare […]

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John Woods presenta la sua opera d’esordio: Lady Chevy

Recensione di Lady Chevy, romanzo d’esordio di John Woods, pubblicato dalla NN Editore e tradotto da Michele Martino. Un libro in cui si intrecciano toni noir e atmosfere di horror quotidiano. John Woods è uno scrittore americano, cresciuto in Ohio e si è laureato all’Ohio University. Pubblica il suo romanzo d’esordio Lady Chevy con la casa editrice NN Editore: un romanzo coinvolgente in cui si alternano toni noir, atmosfere horror e due temi attualmente ingombranti e inquietanti- quello del suprematismo bianco e quello dei rischi per la salute connessi al fracking-. John Woods esplorerà questi temi nelle profondità di un’America violenta e maltrattata, devastata da irrimediabili ambiguità morali. E per farlo ricorrerà alla figura di Lady Chevy , una ragazza che lotterà con tutte le sue forze per difendere il suo futuro e nel farlo dovrà confrontarsi con il proprio lato oscuro. “Potrei diventare una veterinaria. Potrei andare in prigione. Potrei cambiare nome, trasferirmi altrove e ricominciare tutto daccapo. Non importa. Non c’è nessuna luce ad aspettarmi chissà dove. Il buio non mi segue. Il buio sono io.” La protagonista è una ragazza di 18 anni, il cui vero nome è Amy Wirkner, ma per tutti gli altri lei è Lady Chevy, per il suo fondoschiena massiccio come una Chevrolet. Amy è intelligente e determinata, il suo desiderio più grande è quello di frequentare il college per diventare una veterinaria e poter così sfuggire alla città di Barnesville, Ohio, al destino di tutti i suoi abitanti e in particolar modo ai suoi genitori. Come molti cittadini di Barnesville, anche i Wirkner hanno venduto i diritti di estrazione mineraria delle proprie terre alla Demont, che sta avvelenando il terreno, l’acqua e gli abitanti, incluso il fratellino di Amy, nato con una malformazione cerebrale. Una notte alla porta di Lady Chevy si presenta Paul, il suo migliore amico d’infanzia, di cui Amy è sempre stata innamorata. Paul, per vendicarsi della Demont, propone ad Amy di aiutarlo a distruggere una delle cisterne. Anche se titubante, Amy si lascia coinvolgere in questa avventura che le farà scoprire lati di se stessa nascosti ed oscuri. Dovrà affrontare un omicidio spietato, un costante senso di colpa e l’enigmatico agente Hastings, la cui voce si alternerà in terza persona a quella di Amy nel romanzo. Lo stile di John Woods è di grande effetto, analizza in maniera profonda i suoi personaggi. Ed offre molti spunti di riflessione ai suoi lettori, che cerca di guidare senza mai svelare troppo, per mantenere ben salda l’attenzione. Lo sviluppo di questo romanzo ricorda quello di un classico come “Delitto e Castigo” di Dostoevskij. Un’altra peculiarità di John Woods è quella di lasciare al lettore, alla fine del libro, la decisione di considerare la sua protagonista se vittima o carnefice, portatrice di luce o di tenebre.   Immagine in evidenza: https://www.ibs.it/lady-chevy-libro-john-woods/e/9788894938920

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