Le bambine dimenticate di Eliselund | Recensione

Le bambine dimenticate di Eliselund

Le bambine dimenticate di EliselundLe bambine dimenticate è una storia di perdita e di abbandono. È una storia di segreti portati dietro da sempre e di dolori che si vorrebbe non dover provare. È il dolore del diverso che la società emargina, pensando che fingere che non esista equivalga a cancellarlo. È il dolore di chi non ha voce per urlare.

Da questo presupposto si sviluppa la trama del nuovo lavoro di Sara Blaedel Le bambine dimenticate, edito in Italia da Fazi. La Bleadel, regina del crime danese, colloca la vicenda in Selandia, regione lussureggiante e dall’atmosfera quasi magica, ricca di boschi e ruscelli. Proprio tra i boschi avviene il ritrovamento di un cadavere, una donna dai tratti bambineschi e senza identità. Le indagini porteranno la detective Louise Rick e il suo collega Eik Nordstrom ad indagare su fatti avvenuti molti anni prima: un’ex infermiera dell’ospedale psichiatrico infantile di Eliselund riconosce, nella donna morta, una paziente dell’istituto di nome Lisemette. L’unico problema è che Lisemette dovrebbe esser morta a 17 anni, insieme alla sorella gemella, anch’essa affetta da menomazione mentale. Le due gemelle, Lise e Mette, abbandonate dai genitori in tenera età, hanno sempre vissuto in perfetta simbiosi. Tanto che, a distanza di anni, nei ricordi di chi le ha conosciute esse si sono fuse in un’unica persona. L’evento condurrà la detective Louise ad indagare nelle pieghe più oscure della mente umana e a fare inaspettate scoperte.

Le bambine dimenticate, un mistero lungo una vita.

Sebbene la storia de Le bambine dimenticate si svolga tutta nel presente, condensata nei pochi mesi delle indagini, l’autrice dipinge scorci e scenari di tempi remoti, in cui i valori di riferimennto erano altri rispetto a quelli ai quali siamo abituati. Sara Blaedel dimostra, proprio in questi passaggi tra passato e presente, una maturità artistica evidente che le permette di costruire personaggi sfaccettati e realistici.

Attraverso Le bambine dimenticate si entra in contatto con la realtà contadina della Selandia, in cui dimenticare è meglio che ricordare. La reticenza è uno dei tratti fondamentali del romanzo, non solo perché proprio intorno al “non detto” gira tutta la trama, ma anche per il modo in cui sono stati tratteggiati i personaggi: tutti gli attori di questo romanzo hanno dei segreti, che accrescono l’alone di mistero di cui tutto il libro si nutre. A poco a poco ci si accorge che le vite di tutti sono intrecciate, in un modo o nell’altro.

Così, attraverso flashback abilmente disseminati nel testo, veniamo a conoscenza di episodi particolari nella vita di Louise e Eik, delle gemelle dimenticate e degli abitanti sospettati degli omicidi. L’impianto della narrazione porta, dunque, ad entrare in empatia con i personaggi del romanzo al punto da penetrare nelle loro menti e non riuscire a provare per loro altro che pietà. Tra colpi di scena e atmosfere particolari Le bambine dimenticate cattura il lettore spingendolo a seguire le indagini fino all’epilogo finale, in un’escalation di suspence coinvolgente oltre ogni aspettativa.

Altri articoli da non perdere
Il Divino Sequel, un libro di Dario Rivarossa
Il Divino Sequel

Nell'anno appena trascorso è stato pubblicato il libro "Il Divino Sequel" di Dario Rivarossa, edito da Il Terebinto Edizioni. Il titolo Scopri di più

Tutto il tempo del mondo, Thomas Girst | Recensione
Tutto il tempo del

Tutto il tempo del mondo, edito da ADD editore e tradotto da Daniela Idra, è un regalo che Thomas Girst Scopri di più

Raybearer di Jordan Ifueko | Recensione
Raybearer di Jordan Ifueko

Raybearer, di Jordan Ifueko, è un romanzo fantasy pubblicato per la prima volta in lingua inglese nell’agosto del 2020, con Scopri di più

Giuseppe Esposito e L’alchimista dei colori maledetti | Recensione
giuseppe esposito

L'alchimista dei colori maledetti, la recensione del thriller dello scrittore e artista Giuseppe Esposito "Sirio". L'alchimista dei colori maledetti è Scopri di più

Una santa mancata di Maria Cristina Pizzuto | Recensione
Una santa mancata di Maria Cristina Pizzuto | Recensione

Una santa mancata è il titolo del nuovo libro di Maria Cristina Pizzuto, edito da Tulipani Edizioni. L’autrice parla della Scopri di più

Umano fiorire: la raccolta di Antonietta Gnerre | Recensione
Umano fiorire di Antonietta Gnerre | Recensione

Umano fiorire è la nuova raccolta di Antonietta Gnerre per Passigli Editori. Umano fiorire è un libro che si colloca Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di marianna de falco

Marianna è nata ad Avellino 28 anni fa, si è laureata in Filologia Classica. Ama la musica, i cani, il gelato e la scrittura. Ha sempre con sé un taccuino per poter appuntare i suoi pensieri volanti

Vedi tutti gli articoli di marianna de falco

Commenta