Nell’erba alta di Stephen King e Joe Hill | Recensione

Nell'erba alta di Stephen King e Joe Hill | Recensione

Nell’erba alta, pubblicato nel 2012 sulla rivista Esquire, è il racconto horror scritto da Stephen King e dal figlio Joe Hill, fino a questo momento rimasto nell’anonimato. Si tratta, quindi, di un lavoro a quattro mani di circa quaranta pagine che si leggono tutte d’un fiato e che sono caratterizzate da un alto grado di suspense.

Nell’erba alta: la trama

Nell’erba alta inizia con Becky, una giovane ragazza che rimane incinta all’età di diciannove anni e che, insieme al fratello Cal, si dirige in auto verso la casa degli zii, dove resterà fino al parto; famiglia tradizionalista, i genitori non avevano accettato la posizione della protagonista che, sotto consiglio del fratello, decide di sposarsi.
Durante il viaggio in macchina, i due sentono delle grida d’aiuto sempre più forti (forse di un bambino) provenire da un immenso campo con l’erba alta. Molto preoccupati, i ragazzi decidono di scendere dall’auto e di proseguire, a piedi, verso il punto da cui sentivano i richiami.  Man mano che si avvicinano, Nell’erba alta, tramite le mani abili di entrambi gli scrittori, mostra come le urla si intensificano sempre di più e, oltre la voce del bambino stesso, Becky e Cal iniziano a sentirne anche una seconda, appartenente ad una donna: questa, a differenza del primo, suggerisce di allontanarsi dal luogo perché «lui» potrebbe accorgersi di loro
Nonostante la pericolosità evidente della situazione, i ragazzi decidono di proseguire il loro cammino alla ricerca del bambino, nel tentativo di salvarlo.
Ben presto scoprono che, all’interno di quell’enorme distesa di erba alta e fitta, un’intera famiglia composta da padre, madre e figlio, si era smarrita.
Nel frattempo, preoccupato per la sua scomparsa, il fidanzato di Becky decide di attivarsi per cercare la ragazza e, giunto sul posto in cui i due fratelli avevano lasciato l’auto, scorge il campo di erba e giunge ad una scoperta schiacciante: si tratta di un luogo al di fuori delle dimensioni spazio-temporali, ai confini della realtà.
Nell’erba alta di Stephen King e Joe Hill è una storia in cui realtà e finzione sembrano incrociarsi e sfiorarsi continuamente senza mai toccarsi sul serio

Recensione del racconto

Nell’erba alta, nonostante la sua estrema brevità, è un racconto degno di essere definito horror: agghiacciante, avvincente e coinvolgente. Joe Hill conferma di aver ereditato dal padre la stessa abilità narrativa e la capacità di  immergere il lettore in un vortice di terrore e mistero, mantenendo costantemente elevata la sensazione di tensione.
Storia scorrevole e dallo stile di scrittura impeccabile, Nell’erba alta si pone, in effetti, sullo stesso livello di altri capolavori di Stephen King, condividendone le medesime caratteristiche. Un (apparentemente) innocuo campo d’erba nello stato del Kansas si trasforma, così, nel luogo in cui si verificano una serie di fatti quotidiani raccapriccianti, scene crude prive di filtri e capaci di evocare immagini che priverebbero del sonno anche il lettore di racconti d’orrore più allenato

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

 

 

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