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Sette e Quarantacinque di Giuseppe Tecce. Recensione

Sette e Quarantacinque, di Giuseppe Tecce. Recensione

Sette e Quarantacinque è un libro di Giuseppe Tecce, edito da Graus Edizioni.

Il libro rappresenta il primo capitolo della trilogia dedicata a Mimì Gagliardi, giornalista dal carattere “particolare”, destinato a diventare uno dei simboli del noir nostrano.

Dettaglio del romanzo Informazioni principali
Titolo Sette e Quarantacinque
Autore Giuseppe Tecce
Editore Graus Edizioni
Genere e ambientazione Giallo/Noir ambientato a Gesualdo, in Irpinia
Protagonista Mimì Gagliardi (giornalista di cronaca)

💡 Di cosa parla il libro Sette e Quarantacinque di Giuseppe Tecce?

Il romanzo, edito da Graus Edizioni, segue il giornalista di cronaca Mimì Gagliardi che ritorna a Gesualdo (in Irpinia) e si trova a indagare sulla misteriosa morte di una donna, apparentemente dovuta a un incidente stradale. Questo innesca un cammino ricco di enigmi, arcani e inconfessabili segreti di provincia.

Trama di Sette e Quarantacinque di Giuseppe Tecce

Mimì Gagliardi, giornalista di cronaca tornato da Milano nella sua Gesualdo: burbero, fumatore fino all’autolesionismo, porta con sé una ferita del passato mai rimarginata. Quando una donna affascinante e misteriosa, viene trovata morta dopo un incidente stradale, qualcosa sembra non convincere il suo istinto di cronista. Da quel momento in poi, intorno alla morte della donna riaffiorano una serie di segreti e relazioni inconfessabili.

Sette e Quarantacinque: un noir “visivo”

Sette e Quarantacinque può essere definito un vero e proprio giallo, anche se a tratti rientra nel genere noir, ambientato nel cuore della provincia italiana del Sud.
La trama di Sette e Quarantacinque è molto avvincente, perfettamente tessuta; il lettore segue passo dopo passo ciò che il protagonista, un cronista dal carattere spinoso, pensa e prova a capire, talvolta senza riuscirci.
Il libro di Giuseppe Tecce non racconta soltanto i contorni di un mistero, ma porta con sé i dogmi e l’identità di una terra, l’Irpinia, spesso dimenticata dalla narrativa contemporanea.
L’ambientazione è il fulcro di Sette e Quarantacinque, infatti, tra le pagine del libro si percepisce la bellezza dell’Irpinia, ma anche la ferocia che spesso caratterizza l’apparente quiete della provincia. Il protagonista del romanzo prova a disinnescare una serie di intrecci misteriosi, seguendo il proprio intuito da giornalista di cronaca.

Mimì Gagliardi è un uomo che riesce ad entrare nei cuori del lettore, nonostante il carattere burbero e spinoso, s’insidia tra le parole, innesca un meccanismo fatto di enigmi ed arcani, per i quali non si dà pace.

Un’altra caratteristica da non sottovalutare, leggendo Sette e Quarantacinque, è il rapporto che il protagonista del libro instaura con l’ambiente nel quale si muove e che inevitabilmente “travolge” anche il lettore. La nebbia fitta, il grigiore del cielo, i paesaggi scarni e privi di colori accesi, sono metafore dello stato d’animo di Mimì Gagliardi, uomo “sempre sul pezzo”, scostante, ma terribilmente solo e sofferente. Probabilmente è anche per questo motivo che il lettore entra sin da subito in un rapporto quasi “simbiotico” col giornalista, legandosi a lui.

Giuseppe Tecce utilizza una scrittura che permette quasi di vedere quei luoghi, di respirare l’aria umida dei paesini dell’Irpinia, mentre il protagonista indaga. Lo stile del romanzo è pulito e senza troppi fronzoli, non mira solo a descrivere ciò che succede, ma delinea anche gli spazi in cui tutto accade e dove si muove il protagonista. Questo tipo di scrittura si allinea perfettamente al genere di appartenenza del romanzo, il noir, appunto, lenta, soprattutto all’inizio, caratterizzata da una sintassi centellinata, ma anche riflessiva, volta a creare suspense.

💡 Quali sono lo stile e l’ambientazione del romanzo?

Il romanzo è un noir visivo profondamente legato all’Irpinia. Giuseppe Tecce utilizza una scrittura pulita e riflessiva, volta a creare suspense. Gli spazi scarni, il cielo grigio e la nebbia fitta dei paesini irpini non sono semplici sfondi, ma metafore perfette del tormentato e solitario stato d’animo del protagonista Mimì Gagliardi.

Sette e quarantacinque è un romanzo ammaliante e magnetico in cui la provincia non rappresenta un luogo innocente, ma il simulacro perfetto dove il male impara a nascondersi dietro la quiete apparente.

Immagine in evidenza: ufficio stampa

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