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Canzoni di Fulminacci, le 10 da conoscere

Canzoni di Fulminacci, le 5 più belle

Fulminacci, pseudonimo di Filippo Uttinacci, è uno dei nomi più interessanti della scena cantautorale italiana. Classe ’97, si è affermato nel genere pop-indie con uno stile che unisce ironia, introspezione e una scrittura brillante, vincendo la prestigiosa Targa Tenco per la migliore opera prima. Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2021 con Santa Marinella e ha affiancato Gazzelle nell’edizione 2024 per la serata cover.

Informazioni artista Dettagli e riconoscimenti
Vero nome Filippo Uttinacci (Classe ’97)
Genere musicale Pop-indie
Ultimo album Calcinacci
Festival di Sanremo 2021 (Santa Marinella), 2024 (Ospite), 2026 (Stupida sfortuna)
Premi vinti Targa Tenco (migliore opera prima)

Le più belle canzoni di Fulminacci: la nostra top 5

Ecco una selezione di 5 canzoni imperdibili per scoprire l’universo musicale di Fulminacci.

Canzone Album e tema principale
Al giusto momento La vita veramente (2019) – Amore e contraddizioni
Tommaso La vita veramente (2019) – Ansia e imbarazzo sociale
Tattica Tante care cose (2021) – Spontaneità e paura del giudizio
Puoi Infinito +1 (2023) – Delusione e scontro tra sogno e realtà
+1 Infinito +1 (2023) – La potenza di un amore che resiste al tempo

1. Al giusto momento

Al giusto momento appare inizialmente come una critica sociale, per poi focalizzarsi sui sentimenti del cantante. Fulminacci afferma di non promettere mai nulla, ma si contraddice subito: per amore di qualcuno, diventa naturale aprirsi alla bellezza di cui ci si sente circondati quando si è innamorati.

2. Tommaso

Tra le canzoni di Fulminacci, Tommaso è una delle più movimentate. Il ritornello entra subito in testa, portando un senso di allegria. Eppure, il testo racconta con ironia una situazione imbarazzante e l’ansia che ne deriva.

3. Tattica

Tattica è la narrazione concitata di un appuntamento affrontato senza un piano. In questa canzone, Fulminacci esalta la spontaneità, anche quando si teme il giudizio. Essere sinceri è difficile, soprattutto quando si ha paura di non piacere a chi ci ha già rubato il cuore. Con la sua tipica ironia, l’artista descrive i lati bui di queste situazioni.

4. Puoi

Il testo di Puoi, scritto con Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, è una valvola di sfogo per la delusione. “E quei castelli che uno si fa, non stanno bene nelle città” è la frase chiave: il contrasto tra il sogno e la dura realtà. I castelli mentali, anche se resistenti, non possono competere con i mattoni della fattualità.

5. +1

+1 è una delle più recenti canzoni di Fulminacci e una delle più romantiche. È il racconto della potenza dell’amore, che va oltre lo spazio, il tempo e la separazione. Come mostrato nel videoclip, i sentimenti filtrano attraverso gli sguardi, collegando le anime di due persone anche quando il loro tempo insieme sembra finito.

Il nuovo album: Calcinacci

Il percorso di Fulminacci non si ferma ai suoi “classici” e continua a sorprenderci,.. la conferma definitiva è arrivata con il suo ultimo album, intitolato Calcinacci. Il titolo stesso è un gioco di parole ironico che riprende il suo nome d’arte, ma descrive anche perfettamente il contenuto del disco: pezzi di vita quotidiana, crolli emotivi e piccole ricostruzioni che appartengono a ognuno di noi. In questo album, il cantante mette da parte le canzoni troppo costruite per parlarci in modo ancora più diretto, come farebbe un amico.

Il focus del disco è tutto sui testi e sulle storie. Fulminacci affronta i temi classici della sua generazione, a partire dall’ansia per il futuro e dalla paura di non essere mai abbastanza. Ci sono canzoni che parlano della difficoltà di mantenere in piedi le relazioni al giorno d’oggi, tra distrazioni social e scuse continue, e altre che affrontano con ironia la sfortuna e i piccoli imprevisti di tutti i giorni. Non manca però il lato più dolce e romantico, quello a cui ci ha sempre abituati, dove l’amore viene visto come l’unico vero rifugio sicuro in mezzo al caos del mondo.

Anche la musica accompagna questo racconto in modo semplice: ci sono canzoni più movimentate e allegre che fanno ballare a tempo, alternate a ballate più tranquille ed intime. Calcinacci è un album che si ascolta dall’inizio alla fine senza annoiarsi, e che conferma Fulminacci come uno dei cantautori più sinceri ed empatici in circolazione oggi.

Calcinacci arriva dopo la partecipazione di Fulminacci al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Stupida sfortuna”, che si è classificato settimo, superando addirittura alcuni dei favoriti alla vittoria come Serena Brancale o Ermal Meta. Percorso, quello sanremese, che il cantante si è goduto a pieno: torna sul palco dell’Ariston ben più maturo musicalmente rispetto alla prima partecipazione, avvenuta nel 2021 con il brano “Santa Marinella”.

Di seguito alcuni estratti dall’album.

1. Maledetto me

La canzone racconta il momento di un incontro casuale e inaspettato tra due ex fidanzati. Il nucleo del brano si concentra sul forte imbarazzo e sul disagio che si provano in queste situazioni: l’intesa profonda e i grandi sentimenti del passato crollano di colpo, riducendosi a scambi di circostanza formali e freddi. Tra sensi di colpa, timidezza e l’incapacità di gestire il momento, il protagonista finisce per fuggire dal confronto, lasciando emergere una forte nostalgia e il rammarico per come un legame così importante sia diventato, alla fine, un cumulo di banali formalità.

2. Niente di particolare

Il brano affronta le incertezze, le paure e i dubbi esistenziali tipici della giovinezza, in particolare attorno alla “boa” dei ventisei anni. La canzone riflette sulla precarietà del futuro e sull’incapacità di fare programmi a lungo termine, oscillando tra il senso di smarrimento e il tentativo di non disperarsi, di non legarsi emotivamente a nessuno per evitare sofferenze. Il cuore del pezzo sta, però, proprio nel ridimensionare i problemi quotidiani e le ansie sentimentali: l’autore descrive il legame tra i due come qualcosa di estremamente semplice e genuino — paragonandolo a “olio su un pezzo di pane” — suggerendo che la felicità risieda proprio nelle cose essenziali.

3. Nulla di stupefacente

Il pezzo si sviluppa come un dialogo sincero con un amico, incentrato sulle fragilità emotive che si provano quando si cresce. Davanti alla sensazione di vivere in un mondo caotico, in cui la vita sembra andare “storta” rispetto ai piani, l’autore lancia un messaggio di “conforto”: il brano invita a non lasciarsi schiacciare dai soliti pensieri negativi o dalla malinconia quotidiana, ricordando che tutto passa e che non bisogna pretendere che la realtà sia sempre perfetta, riscoprendo il valore delle cose semplici e, perché no, delle imperfezioni.

4. Sottocosto

Il brano fotografa il momento della partenza per le vacanze estive, utilizzandolo come metafora di una fuga dal caos e dalla vita quotidiana. Tuttavia, sotto la superficie della spensieratezza estiva, emerge la voglia di vivere un’ultima notte insieme a una persona speciale, senza calcoli o paure. Il contrasto finale tra le aspettative di libertà e la dura realtà di trovarsi bloccati nel traffico tra la nostalgia di casa, una spia accesa e gli ecomostri all’orizzonte racconta con ironia la tipica disillusione della vita moderna, dove persino i tentativi di evasione finiscono per scontrarsi con i piccoli imprevisti della vita di tutti i giorni…

5. Da qualche parte in Italia

Il brano affronta il tema dell’amore ai tempi della tecnologia, raccontando la sensazione di smarrimento che si prova quando ci si trova ad affrontare qualcosa di “più grande di noi”. Attraverso metafore legate al mondo digitale, come i chilometri di cavi, lo schermo nero e i pixel, la canzone descrive il contrasto tra un sentimento travolgente e l’insicurezza di non sapere se dall’altra parte ci sia una persona reale o solo un’illusione.

Articolo di Emilia Adamo e Rita Tierno

Fonte dell’immagine in evidenza: profilo Instagram di Fulminacci

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