Home | Musica | Fabio Smitti: perdendosi dentro le nostalgie di “Instabile”

Fabio Smitti: perdendosi dentro le nostalgie di “Instabile”

Nel percorso creativo di Fabio Smitti sembra esserci stata sempre una domanda irrisolta, una specie di vibrazione sotterranea che ora trova spazio e nome nel suo primo album “Instabile”. Un lavoro che sembra nascere dal bisogno di mettere in ordine ciò che il tempo ha sparso: l’uomo, la sua finitezze, il quotidiano divenire e l’esistenza. Tra radici opportune di new wave affiora l’urgenza di etichette facili di pop e riferimenti indie moderni. Ci piace il potere di sintesi che la sua maturità sfoggia (sembra) senza troppo difficoltà.

“Instabile” è un titolo che sembra già una dichiarazione d’intenti. Cos’è per te davvero instabile oggi?

Potrebbe accadere che uscendo dall’ordinario e andando alla ricerca di risposte ci si accorga proprio in quel momento che la realtà non corrisponde al desiderio. E si è avvolti da una sensazione di instabilità, le proprie certezze vengono messe in discussione. Sta a noi poi capire che percorso seguire.

L’instabilità può essere un limite o una forma di libertà?

Sicuramente è un nuovo modo di crescere interiormente e di conseguenza si aprono ampi spazi di evoluzione nel libero arbitrio di anelare ad essere ciò che desideriamo.

E nel suono? Come hai codificato questa instabilità secondo te? Te lo chiedo perché sembra più una ricerca di “stabilità” e compattezza…

Personalmente trovo che la musica elettronica e tutte le sue sfumature mi aiuti a veicolare in modo trasversale il concetto di ricerca della consapevolezza dell’album INSTABILE.

E quindi anche questo: introspezione personale oppure leggera osservazione del mondo esterno?

Come detto, lo vedo più come desiderio di evoluzione interiore, che tuttavia viaggia parallelamente al mondo esterno.

Hai definito l’album come una collezione di fotografie emotive. Dunque l’emozione è un vero motore nevralgico ancora oggi che siamo dominati dalle macchine e dai numeri?

Noi siamo emozioni, viviamo di relazioni. Sarebbe un grosso errore diventare riflessi delle tecnologie perdendo la nostra autenticità.

Pertanto oggi più che mai vale la massima coito ergo sum!

https://open.spotify.com/intl-it/album/0j6QH7TD2OZyyjph7OrQ5i?si=VXQ5ftVUTGW-42bK8ZJ65Q

Altri articoli da non perdere
5 album rock anni 2000 che hanno fatto la storia
rock anni 2000

Molti credevano che con l’entrata nel nuovo millennio, la musica rock sarebbe stata sopraffatta da generi più moderni. Tuttavia, alcuni Scopri di più

Parco Lambro: intervista al gruppo musicale
Parco Lambro: intervista al gruppo musicale

La consistenza sonora dei Parco Lambro, dal 2014 a oggi Risonanze jazz per i Parco Lambro, gruppo musicale nato nel Scopri di più

Canzoni più belle di Claudio Baglioni: le 5 da ascoltare
Canzoni più belle di Claudio Baglioni

Con 38 album ufficiali, 40 singoli e oltre 60 milioni di copie vendute, Claudio Baglioni è uno degli artisti più Scopri di più

Canzoni di María Becerra, 4 da ascoltare
Canzoni di María Becerra, 4 da ascoltare

Quali sono le migliori canzoni di María Becerra? Ecco 4 brani imperdibili per gli appassionati della musica spagnola e in Scopri di più

D-2 di Agust D: analisi dei brani
D-2 di Agust D

Suga, Min Yoongi, membro e produttore della band coreana BTS, noto anche con il nome di Agust D, alter ego Scopri di più

Arianna Poli e il secondo EP: Grovigli
Arianna Poli

Ferrara, classe 1999, Arianna Poli è una cantautrice emergente italiana, che il 20 marzo ha pubblicato il suo secondo lavoro Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Redazione Eroica Fenice

Vedi tutti gli articoli di Redazione Eroica Fenice

Commenta