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Alessio Mariani, aka Murubutu: racconti, storie di uomini e Hip Hop

MurubutuAl giorno d’oggi, con il vero e proprio boom del rap, la cultura della “doppia H”, dell’Hip hop, è sempre più spesso degradata e mercificata attraverso obsoleti stereotipi e cliché, una cultura e una musica antiche, nate in origine per testimoniare e reagire agli evidenti disagi sociali che opprimevano i ghetti afroamericani della seconda metà del XX secolo. Per fortuna non tutto è perduto: nel panorama della musica indipendente e della musica underground, il rap continua a essere strumento di denuncia sociale, di condivisione emotiva, ma anche di sperimentazione musicale e tematica.

Tra i numerosi artisti che si potrebbero citare, ci si andrà a concentrare su uno in particolare: Alessio Mariani, in arte Murubutu.
Nato nel 1975 a Reggio Emilia, muove i suoi primi passi nel mondo musicale grazie ai movimenti delle Posse nei centri sociali emiliani durante gli anni ’90 dove fonda il Collettivo Kattiveria Posse. I suoi primi lavori come Nati in Kattività e Scellerati nella Prassi: si distinguono per i testi ricchi di ardore e astio politico in linea con la linea antagonista del tempo.

Con il passare degli anni il furore dei primi tempi lascerà progressivamente spazio a metriche sempre più curate, a un approccio più riflessivo e introverso volto a scavare nei meandri più profondi dell’animo umano durante il succedersi delle diverse epoche storiche. Non mancheranno quindi i riferimenti alla storia, alla letteratura e alla filosofia (non a caso Alessio Mariani è professore di storia e filosofia al liceo classico-scientifico Ariosto di Bologna). Nascono così tra il 2009 e il 2014 i suoi primi tre lavori da solista: Il giovane Mariani e altri racconti, La bellissima Giulietta e il suo povero padre grafomane, Gli ammutinati del Bouncin’ ovvero mirabolanti avventure di uomini e mare. I primi due – tra cui il primo dedicato al figlio, “il giovane Mariani” appunto – non possiedono un’unità tematica organica ma si sviluppano verso diverse direzioni. In entrambi i lavori, però, si può individuare una certa predilezione dell’artista verso la Resistenza partigiana della Seconda Guerra Mondiale: ne sono un esempio Storia di Gino che narra l’esperienza di Gino, un bambino di 9 anni morto per avvisare i partigiani dell’arrivo di un battaglione tedesco oppure La collina dei pioppi, storia d’amore tra due giovani, Laura e Dino, ostacolata dalle difficoltà portate dalla guerra; di diverso carattere il terzo album, in cui tutte le canzoni fanno capo a un unico tema centrale: il mare. Un forte elemento poetico, metafora di solitudine, immensità, flussi migratori.

Alessio Mariani nei suoi racconti trasporta il rap, per gli appassionati letteratuRAP, in una nuova dimensione. Una dimensione fatta dai quei sentimenti eterni e primordiali che animano i personaggi delle sue storie

Chi vorrà essere testimone di tutto questo, il 14 novembre al Blu Club a Fuorigrotta, Napoli, potrà recarsi alla sua serata insieme alla storica crew della Kattiveria. La sua esperienza è un’ottima occasione per riflettere sul ruolo che possono ancora ricoprire discipline come la letteratura o la storia, al giorno d’oggi sempre più ridotte a una mera routine nozionistica, accantonate e assiduamente screditate per far spazio all’incessante progresso tecnologico.

Nel paese dell’arte e della cultura tutto questo è molto paradossale: necessitiamo ancora dell’insegnamento di tali discipline e soprattutto della riflessione e della presa di coscienza che esse comportano, oltre ad essere fondamentali per un corretto rapportarsi verso noi stessi e il mondo che ci circonda.

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A proposito di Angelo Baldini

Sono nato a Napoli nel 1996. Credo in poche cose: in Pif, in Isaac Asimov, in Gigione, nella calma e nella pazienza di mia nonna Teresa.

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