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Magic Mike – The Last Dance di Soderbergh | La recensione del film

Magic Mike – The Last Dance, la recensione del terzo capitolo della trilogia diretto da Steven Soderbergh con Channing Tatum, Salma Hayek, Jemelia George, Ayub Khan-Din, Nancy Carroll e Caitlin Gerard

E se l’ultimo ballo di Magic Mike non fosse di Magic Mike?

Sì, perché Mike Lane dopo anni passati a servire cocktail dietro un bancone ritorna a muoversi suavemente con il suo fisico scolpito, qualche tatuaggio sparso sul petto, sul braccio, sulla spalla, i muscoli guizzanti sotto la maglietta e i pantaloni che fantasticano sulla libido delle donne. Magic Mike è tornato. In una casa da sogno e mezzo nudo sotto una pioggia d’acqua. È ritornato, in due frame tra Miami e Londra. Poi si trasforma in Tyler Gage del Step Up (2006) di Anne Fletcher che, non a caso, si traveste da coreografo per insegnare a ballerini professionisti come si diventa spogliarellisti.

Balli provocanti, coreografie stimolanti, poliziotti con distintivo in bella mostra, torcia e manganelli…ah no, quello era un altro Magic Mike

Dov’è finito Mike Lane? Quello che improvvisava passi di danza al momento, quello che si toglieva i vestiti e regalava sensazioni sessuali con il suo movimento di bacino. Mike Lane è cambiato. È cresciuto. Ha tolto la canottiera da ragazzo spavaldo per indossare la camicia da adulto con i piedi per terra, non sul palco. Magic Mike si è nascosto, come il suo appetito proibito. Al suo posto, Michael Lane regista coreografo alla direzione di uno show che mette da parte il fuoco per l’elemento acqua, ora per stemperare, ora per bagnare, chissà. Una cascata d’acqua che scende giù a dirotto e inonda il palcoscenico di corpi seducenti che si muovono all’unisono, alla nuova maniera di Magic Mike. Eppure, questa volta qualcosa va storto.

A sorpresa, Steven Soderbergh dopo undici anni dal suo primo film ‒ Magic Mike (2012) ‒ non mostra tanto il corpo marmoreo ma i sentimenti, la mente, il cuore, in una sorta di romanzo a capitoli con protagonisti la ricca e altolocata Maxandra Mendoza (Salma Hayek Pinault) e Mike Lane (Channing Tatum) che passano la notte insieme, decollano su un aereo privato per Londra e danno vita a uno spettacolo rivisitato in chiave sensuale.

E se l’intenzione di Soderbergh (a sorpresa, ripetiamolo) era quella di riportare in auge lo spogliarellista nell’eros dei suoi addominali e occhi verdi, con un Channing Tatum che si riconferma un talento eccezionale nel suo buon e vecchio ruolo “magico” che sfiora, tocca, bacia, accarezza, eccita l’ardore erotico libero da ogni inibizione che ogni donna sogna, siamo di fronte a un buco nell’acqua.

Immaginavamo un ritorno in grande stile. Magic Mike che saliva con fare sexy sul palco e lo divorava ancora una volta. L’ultima. E invece, Mike è salito per riscendere subito. Per posizionarsi dietro le quinte. Da coreografo. Da innamorato perché il lieto fine in cui l’amore trionfa sempre, anche sui soldi, non può mai mancare. E i nostri occhi lì, incollati a quelle tende che aprono e chiudono il sipario, seduti con un whiskey in una mano e un rotolo di dollari nell’altra, in trepidante attesa di riassaporare il fascinoso Magic Mike calcare il palco da ballerino che si strappa i vestiti di dosso. A malincuore, dobbiamo accontentarci solo della colonna sonora di Pony di Ginuwine che risuona sullo sfondo tra una sfilza di nuovi ballerini che provano a essere spogliarellisti. E di due balli suadenti per il piacere degli occhi, uno in montaggio alternato bagnato dalla passione. Le sole scene più belle che valgono tutto il film. Magari, se ci sarà davvero un ultimo ballo, chiederemo all’unicorno di realizzare il nostro più grande desiderio…

VOTO a Magic Mike – The Last Dance: 6/10

Martina Corvaia

 

 

 

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