Farinata ligure: storia e ricetta

Attraverso questa immagine possiamo comprendere la storia della farinata ligure, ricca e gustosa

Per cercare di raccontare la storia della farinata ligure dobbiamo andare indietro nel tempo precisamente nel Medioevo quando questo piatto molto semplice venne importato in Liguria dalla città di Genova grazie agli scambi commerciali frequenti che avvenivano con gli arabi. Questo piatto è semplice da preparare e richiede un tempo molto breve di cottura preferibilmente in un forno a legna. Antiche ricette della farinata sono state diffuse anche attraverso i greci che ci hanno fornito storie culinarie che avevano come protagonisti legumi frullati e poi cotti in forno.

La lunga storia della farinata ligure

Per comprendere la storia della farinata ligure bisogna pensare ad una vecchia leggenda che racconta che un tempo le galee genovesi, dopo aver sconfitto Pisa, si ritrovarono cariche di prigionieri nel bel mezzo di una tempesta e che improvvisamente alcuni barattoli di ceci e altri contenenti olio, si rovesciarono sul pavimento delle imbarcazioni e che quindi, scarseggiando le provviste, sarebbe stata proposta ai marinai come cibo alternativo. Alcuni di loro, però, si rifiutarono di mangiare quella poltiglia e la lasciarono al sole; il giorno dopo era diventata una specie di frittata dal sapore davvero gustoso.

La storia della farinata ligure necessita anche della ricetta che è davvero facilissima: innanzitutto procurarsi farina di ceci da setacciare con cura, mischiarla con acqua e farina fino a creare una pastella. A questo punto ungere una tela con un po’ di olio e farla cuocere in forno per circa un minuto, dopodiché disporre il panetto sulla teglia e farlo cuocere in forno per circa mezz’ora. Per rendere la farinata ancora più gustosa si possono aggiungere delle spezie come ad esempio il rosmarino oppure delle cipolle.

La storia della farinata ligure ci racconta che oltre ad essere un piatto tipico della Liguria oggi è presente in molte altre cucine come quella sarda o quella piemontese e addirittura è arrivata anche in Argentina e in Uruguay grazie agli immigrati genovesi. Esistono inoltre diverse varianti della farinata per esempio la cosiddetta torta di ceci che è tipica della città di Livorno che si cuoce in forno a legna per garantire la tipica crosticina in superficie e il cuore morbido all’interno.

La storia della farinata ligure ci dice che due volte all’anno, in primavera e in autunno, viene organizzata a Pegli, vicino Genova, la sagra della farinata una grande festa che coinvolge anche gli abitanti dei paesi vicini. In passato, la farinata, si consumava soprattutto il 1 novembre durante la festa di Tutti i Santi e anche a Capodanno.

La storia della farinata ligure ci suggerisce che in Costa Azzurra viene chiamata scocca mentre a Gibilterra calentitaFonti storiche ci dicono che venne addirittura citata da Catone nel suo trattato intitolato De re rustica. Esiste una versione bianca della farinata che però è diffusa solo a Savona e probabilmente fu inventata nel 1528 quando in questa città furono imposte delle tasse sulla farina di ceci; così i savonesi iniziarono a prepararla solo con il grano.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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Ci ritroviamo impreparati dinanzi ad un mistero che da sempre l'uomo ha cercato di spiegare attraverso la musica, la poesia, il cinema ma in fondo nessuno sarà mai in grado di spiegare in modo oggettivo cosa sia l'amore, bisogna sperimentare, scoprire e affidarsi al proprio istinto. È a quel punto che entra in gioco la seconda fase, quella dell’amore vero e proprio. Amore: un sentimento profondo e duraturo che va oltre la passione L’amore prevede affetto per una persona, non si può amare qualcuno senza prima volerlo bene. Ma tutto ciò implica la stima, l’ammirazione e il rispetto per una persona che, a nostro parere, pensiamo di amare. L'amore, a differenza dell'innamoramento, si fonda su basi più solide, su un legame più profondo e radicato. E' un sentimento che cresce nel tempo, si nutre di conoscenza reciproca e di condivisione di valori e obiettivi. L'amore vero va oltre l'attrazione fisica e l'idealizzazione, abbracciando anche le imperfezioni e le fragilità dell'altro. Le fondamenta dell'amore: affetto, stima e rispetto reciproco Amare qualcuno significa guardarlo negli occhi e sorridere al solo pensiero di stargli vicino, amare significa avvertire il bisogno di avere accanto a quella persona “nella buona e nella cattiva sorte”. L'amore non è solo un'emozione, ma anche un impegno, una promessa di fedeltà e supporto reciproco. E' la capacità di vedere l'altro nella sua interezza, accogliendolo con i suoi pregi e i suoi difetti, e offrendogli un porto sicuro in cui potersi esprimere liberamente. La complessità dell'amore: gioia, malinconia e l'inevitabile nostalgia Ma bisogna ammetterlo, amare è anche sinonimo di sofferenza. Drammi, tradimenti, litigate è a questo che stai pensando? Beh no, non quel tipo di sofferenza. Piuttosto si tratta di una sorta di malinconia, che si traduce col tempo in un’insensata nostalgia dello stare bene. 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