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Il film Bugonia al Cinevillage di Piazza Vittorio

Locandina ufficiale della rassegna Notti di Cinema a Piazza Vittorio 2026 a Roma.

L’appuntamento con un’altra serata della 26ª edizione di Notti di Cinema a Piazza Vittorio prosegue con la proiezione all’aperto di Bugonia, l’ultimo film del regista greco Yorgos Lanthimos, tra gli autori più apprezzati e acclamati del cinema contemporaneo. Con questa pellicola, presentata in anteprima il 28 agosto 2025 all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il regista porta a Roma un’opera intensa e provocatoria, sospesa tra il surreale e l’assurdo. Le opere firmate dal regista ateniese, infatti, sono capaci di muoversi tra alienazione, potere, controllo e identità, trasformando questi elementi in una profonda riflessione sull’essere umano.

Dettaglio proiezione Informazione
Titolo del film Bugonia
Regista Yorgos Lanthimos
Attrice protagonista Emma Stone (nel ruolo di Michelle Fuller)
Manifestazione Notti di Cinema a Piazza Vittorio
Periodo dell’evento Dal 18 giugno al 20 settembre 2026

Notti di Cinema a Piazza Vittorio: il cinema all’aperto nel cuore di Roma

L’iniziativa Notti di Cinema a Piazza Vittorio, promossa da Roma Capitale e organizzata da ANEC Lazio, continua anche quest’anno a rappresentare uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate romana. Dal 18 giugno al 20 settembre 2026, infatti, i giardini nel quartiere Esquilino ospitano una ricca programmazione dedicata al cinema italiano e internazionale. Il valore aggiunto della manifestazione è però anche rappresentato dagli incontri con registi, attori e protagonisti del panorama cinematografico contemporaneo, che accompagnano il pubblico alla scoperta delle opere in programma. Gli appuntamenti proseguono così ogni sera in un’atmosfera di condivisione, valorizzando il cinema come luogo di incontro, dialogo e riflessione culturale.

Bugonia: tra paranoia, satira e fantascienza

Il regista greco Yorgos Lanthimos firma il suo ultimo film, Bugonia, uscito nelle sale italiane il 15 novembre 2025, costruendo, ancora una volta, una narrazione di quasi due ore in cui il confine tra realtà e assurdo sembra farsi sempre più sottile. La pellicola, remake in lingua inglese del cult sudcoreano Save the Green Planet!, si apre con una situazione ai limiti dell’assurdo. Due uomini, accomunati dalla passione per l’apicoltura, Don e suo cugino Teddy, sono convinti che Michelle Fuller — interpretata da Emma Stone —, potente amministratrice delegata dell’azienda farmaceutica Auxolith, sia in realtà un’aliena proveniente da Andromeda, intenzionata a distruggere la Terra. Da questa convinzione nasce il loro piano di rapirla. Da qui si sviluppa una vicenda che intreccia commedia nera, thriller e fantascienza, trasformando l’assurdo, concetto caro a Lanthimos, in uno strumento per interrogare la realtà.

Dietro la dimensione surrealista, i fan del regista riconosceranno i temi che da sempre caratterizzano il suo cinema:

  • i rapporti umani;
  • la sfiducia nei confronti delle istituzioni;
  • il difficile rapporto tra individuo e potere;
  • il bisogno, sempre più diffuso, di trovare spiegazioni semplici a una realtà di per sé sempre più complessa.

L’abilità del regista greco risiede proprio nel non offrire, al termine della narrazione, risposte definitive, lasciando allo spettatore il compito di interrogarsi su ciò che è reale e su ciò che nasce invece dalla percezione dei personaggi. Come emerge anche dalle sue opere precedenti, che hanno ottenuto importanti riconoscimenti da parte della critica e del pubblico, Lanthimos mette in scena personaggi volutamente eccentrici e situazioni ai limiti del surreale, con l’obiettivo di riflettere sulle contraddizioni della società contemporanea. In Bugonia, infatti, l’assurdo non si configura come un semplice espediente narrativo, ma come un linguaggio che diventa la lente attraverso cui osservare il presente e mettere, perché no, in discussione le nostre convinzioni.

Le opere più celebri di Yorgos Lanthimos

Il regista ateniese è protagonista di una rapidissima ascesa di un continuum di opere cinematografiche caratterizzate da una struttura narrativa che mette costantemente in discussione le convenzioni sociali, i rapporti di potere e l’identità dell’individuo. Ma dire che costui sia acclamato solo per questo, risulterebbe quasi scontato. Prima di Bugonia, Yorgos Lanthimos aveva già conquistato la critica internazionale con opere come:

  • Dogtooth (2009), candidato all’Oscar come miglior film internazionale;
  • The Lobster (2015);
  • Il sacrificio del cervo sacro (2017);
  • La favorita (2018);
  • Povere creature! (2023), vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.

Personaggi sospesi tra il tragico e il grottesco, spesso incapaci di comunicare pienamente con gli altri; atmosfere stranianti, situazioni volutamente paradossali, ironia, inquietudine e una costante ricerca esistenziale: sono questi gli elementi che rendono il cinema di Lanthimos immediatamente riconoscibile, lasciando nello spettatore una sensazione di spaesamento, quasi di vertigine. Un tratto significativo delle sue opere è inoltre la costruzione di figure che sembrano perdere, a tratti, la propria individualità: più che persone, diventano simboli attraverso cui il regista riflette sulla condizione umana, sull’alienazione e sulla difficoltà di comunicare. Lanthimos osserva perciò l’essere umano con uno sguardo lucido, a tratti crudele, ma mai superficiale. Eppure, è proprio in questa apparente freddezza che sembra risiedere la forza del suo cinema.

Per informazioni sul programma e calendario completo degli eventi, si rimanda al sito ufficiale dell’iniziativa.

Immagini in evidenza: fornite dall’Ufficio Stampa.

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