La rassegna Notti di Cinema presso Piazza Vittorio Emanuele II di Roma ospita Riccardo Milani, regista del film La vita va così, per un dialogo sul rapporto tra cinema, ambiente e la proiezione del film.
Venerdì 26 giugno, nella cornice dell’arena Notti di Cinema in Piazza Vittorio Emanuele II di Roma, si è svolta una serata in grado di intrecciare riflessione culturale e intrattenimento. L’incontro è stato promosso dall’Osservatorio Spettacolo e Ambiente, che ha costruito un vero e proprio spazio di dialogo tra industria, autori e pubblico. La presenza del regista Riccardo Milani e la proiezione del suo film La vita va così hanno reso l’evento un esempio concreto di come il cinema possa essere al tempo stesso strumento di analisi e racconto della comunità.
L’Osservatorio e la trasformazione del settore
Ad aprire il talk è stato Marco Gisotti, direttore scientifico dell’Osservatorio, che ha evidenziato come il settore dello spettacolo stia vivendo una trasformazione significativa. Considerando il bilancio dei primi due anni di attività del progetto, i dati evidenziano una crescita significativa delle produzioni cinematografiche certificate dal punto di vista ambientale e l’attuazione di numerosi interventi di efficientamento energetico nelle sale italiane. Questo fattore dimostra come l’industria dello spettacolo si stia orientando verso pratiche sostenibili, anche grazie al sostegno dei fondi europei del Next Generation EU.
Il film La vita va così: il cinema come strumento etico
Il cuore della serata è stato l’intervento di Riccardo Milani, che ha offerto una riflessione articolata sul senso del fare cinema oggi. “Credo di aver coltivato negli anni un contesto che mi ha fatto porre attenzione sulle cose della vita e spesso sui conflitti”, ha dichiarato, chiarendo come il suo sguardo, che poi l’ha portato a realizzare il film La vita va così, nasca da un’osservazione attenta della realtà sociale.
Milani ha insistito su un aspetto fondamentale, ovvero il fatto che il cinema debba restituire la complessità. “Questa è la storia di una comunità che ha trovato una divisione totale”, ha affermato parlando del suo film, sottolineando come i conflitti contemporanei non possano essere ridotti a contrapposizioni nette.
All’interno di La vita va così, la sua scelta di non schierarsi è profondamente politica nel senso più alto del termine: “Io non mi sono schierato, perché so che quel conflitto va risolto insieme”. In questa prospettiva, il cinema diventa uno spazio di mediazione, in grado di mettere in relazione punti di vista diversi.

Il film La vita va così: un linguaggio accessibile per parlare a tutti
Un altro elemento centrale del discorso di Milani riguarda il rapporto con il pubblico. Il regista rifiuta un cinema autoreferenziale, rivendicando invece la necessità di parlare a tutti: “Credo che il cinema debba raccontare ciò che ci riguarda, parlare della comunità”.
Il suo è un cinema popolare nel senso più nobile del termine, l’obiettivo non è semplificare i contenuti, ma renderli condivisibili. “Se riesco a parlare anche a chi la pensa diversamente da me, è un successo etico”, ha affermato, indicando una visione del cinema come strumento di dialogo, obiettivo che il regista persegue tramite il film La vita va così.
Il pubblico cambia: il ritorno dei contenuti
Le parole di Milani trovano conferma nei dati di mercato. Paolo Orlando, distributore di Medusa Film, ha sottolineato come, nel periodo post-pandemico, si stia affermando una nuova domanda da parte degli spettatori: “Il pubblico vuole dei contenuti, qualcosa su cui riflettere”.
Questa esigenza segna una discontinuità rispetto a una fase in cui il consumo cinematografico era spesso orientato all’evasione. Oggi emerge invece il bisogno di storie che aiutino a interpretare la realtà, che offrano strumenti per comprendere i cambiamenti sociali in corso.
Le nuove generazioni e la profondità dello sguardo
Particolarmente significativo è stato il focus sui giovani. Massimo Righetti ha raccontato l’esperienza del progetto scolastico EcoFrame – Creatività e competenze per il Cinema del domani, evidenziando come, dopo la visione del film La vita va così, “i ragazzi hanno fatto domande molto profonde sull’argomento ecologico”.
Questo dato suggerisce che le nuove generazioni non sono disinteressate, ma necessitano di strumenti e contesti adeguati per esprimere la propria sensibilità. Il cinema può quindi diventare un linguaggio privilegiato per attivare consapevolezza e partecipazione.
Anche Orlando ha ribadito l’importanza di “andare incontro al pubblico”, sottolineando come il ritorno dei giovani in sala sia legato proprio alla capacità di costruire un dialogo reale con loro.
Il film La vita va così: la trama
Il film La vita va così racconta la storia di Efisio Mulas, un pastore sardo che vive isolato sulla costa sud-occidentale della Sardegna e si rifiuta di vendere la sua terra a un gruppo immobiliare milanese che vuole costruire un resort di lusso. Mentre tutta la comunità accetta gli investimenti e le promesse di lavoro, lui si oppone, dando vita a un conflitto protrattosi negli anni che coinvolge la sua famiglia e il paese intero. Il film, ispirato a una vicenda reale, mette in scena con tono popolare lo scontro tra interessi collettivi e radici culturali, evidenziando le contraddizioni di una collettività divisa.
Il passaggio dal talk alla proiezione è risultato coerente, infatti i temi della sostenibilità, della responsabilità collettiva e delle fratture sociali trovano nel film un’espressione concreta.
In un momento storico segnato da profonde trasformazioni, il valore del cinema sta proprio nella sua capacità di tenere insieme complessità e riflessione. Eventi come questo confermano che raccontare storie significa, quindi, contribuire a costruire uno sguardo condiviso sul mondo.
Come ha spiegato Milani, la storia nasce dal tentativo di comprendere una tensione reale:“È vero che l’ambiente è importante, ma anche la tutela del lavoro”. Il film mette così in scena uno dei nodi più complessi del presente, ovvero la difficoltà di conciliare sviluppo economico e salvaguardia del territorio.
Notti di Cinema: eventi e proiezioni
La rassegna Notti di Cinema propone un calendario di eventi e proiezioni: lunedì 29 giugno alle ore 21.30 è previsto un incontro con il regista Giorgio Amato seguito dalla proiezione del film Election Day; martedì 30 giugno alle ore 21.30 sarà proiettato il film Lavoreremo da grandi di Antonio Albanese; mercoledì 1 luglio alle ore 21.30 si terrà un incontro con Monica Guerritore e la proiezione del film Anna. È possibile acquistare i biglietti online: 3,50 euro per i film italiani ed europei e 5 euro per i film internazionali. Per restare aggiornati sugli appuntamenti successivi è possibile consultare il sito web ufficiale della rassegna.
Per raggiungere Piazza Vittorio Emanuele II, Giardini Nicola Calipari, 00185 Roma, è possibile utilizzare la metro A e scendere alla fermata Vittorio Emanuele. In alternativa, la zona è ben servita da autobus, tra cui le linee 105, 150F, 360, 590, 649, C3, 5, N5, A10, A01 e N11 o dai tram 14 e 5.
Immagini in evidenza: fornite dall’Ufficio Stampa.

