Il Romics 2026 torna a Roma con la sua 36ª edizione, confermandosi ancora una volta come uno degli eventi più attesi dell’anno per gli appassionati di fumetto, cinema, video games ed animazione.
Dal 9 al 12 aprile la fiera di Roma si trasforma in un vero e proprio universo parallelo, capace di accogliere migliaia di visitatori all’interno dei propri stand, grazie ad arte, spettacoli ed incontri unici. Durante la seconda giornata l’affluenza è stata particolarmente intensa, con un flusso costante di pubblico sin dalle primissime ore del mattino. Il festival ha dimostrato – tra padiglioni affollati, semplici curiosi, cosplayer e fumettisti di fama – la sua inesauribile capacità di attrarre un pubblico estremamente trasversale, composto sia dagli appassionati più fedeli che da neofiti incuriositi dal vibrante mondo delle fiere.

Indice dei contenuti
- Romics 2026: in cosa consiste?
- L’arte del cosplay: passione ed identità
- Romics 2026: tra fumetto e creator digitali
- Cultura Videoludica e nuove realtà: il caso “Game Museum”
- Il ruolo delle istituzioni: il supporto della Regione Lazio
- Una presenza inaspettata: l’Esercito al Romics
- Romics 2026: informazioni utili, orari e biglietti
Romics 2026: in cosa consiste?
Facendo una rapida panoramica per i meno avvezzi a questo mondo, il Romics non può e non deve essere catalogato solo come una banale fiera commerciale: è un punto nevralgico all’interno del quale si incontrano – in un perfetto connubio – creatività, intrattenimento ed industria culturale. Con oltre 400 espositori distribuiti in modo intelligente su più di 70.000 metri quadrati, l’evento capitolino offre un panorama estremamente ampio di attività; esse spaziano dal fumetto tradizionale al gaming competitivo, dall’oggettistica d’importazione al cosplay, fino ad arrivare alle nuove tecnologie. Come sottolineato a chiare lettere anche da Berenice Marisei di Lazio Innova:
“Il Romics rappresenta una delle fiere più frequentate d’Italia proprio per la sua rara capacità di abbracciare pubblici diversi”.

Non si vedono solo, quindi, accaniti appassionati di anime o hardcore gamer, ma anche semplici curiosi, professionisti del settore editoriale e tantissime famiglie con bambini al seguito. Un elemento estremamente interessante è emerso durante le nostre interviste e riguarda l’inaspettato cambiamento del flusso di visitatori: rispetto agli anni precedenti, infatti, l’affluenza si è pesantemente intensificata già nei primissimi giorni feriali della manifestazione, segno inequivocabile di un interesse costantemente crescente e di una partecipazione sempre più massiccia e strutturata.
L’arte del cosplay: passione ed identità
Uno degli aspetti visivamente più iconici e fotografati del Romics resta indubbiamente il cosplay, una vera e propria forma d’arte sartoriale e performativa che coinvolge attivamente migliaia di partecipanti. Tra questi abbiamo incontrato Elisa Basili – cosplayer con oltre 10 anni di onorata esperienza alle spalle – che ci racconta come questo variopinto mondo sia, prima di tutto, un ambiente sicuro e inclusivo:
“È come una famiglia enorme, qui dentro si sta benissimo. Nessuno ti giudica per come sei o per cosa ti piace, a profonda differenza di ciò che spesso accade nella vita di tutti i giorni”.
Elisa, che partecipa all’evento da anni portando avanti il progetto “Le Guerriere di Minerva”, sottolinea come il cosplay non sia esclusivamente una passione limitata all’individualità, ma anzi possa diventare una magnifica esperienza condivisa, molto spesso legata a gruppi, associazioni e – come nel suo felice caso – persino a profondi legami familiari.

La cura certosina nei dettagli, l’interpretazione fedele dei personaggi (il roleplay) e la complessa costruzione manuale dei costumi trasformano il semplice partecipante in un performer vero e proprio, andando a contribuire in maniera decisiva alla creazione dell’atmosfera immersiva e fiabesca che caratterizza la manifestazione in toto.
Romics 2026: tra fumetto e creator digitali
Tra gli incontri più interessanti e affollati della giornata, spicca sicuramente quello con Simone Albrigi – in arte Sio – geniale fumettista e popolarissimo youtuber noto per i geniali contenuti portati avanti nel suo seguitissimo canale YouTube “Scottecs“. Durante l’intervista, Sio ha voluto raccontare e rimarcare il ruolo fondamentale che le fiere del fumetto hanno avuto nel suo personale percorso professionale:
“Il Romics è stato storicamente il momento in cui ho incontrato finalmente dal vivo le persone a cui interessavano le mie cose, smettendo di vedere solo freddi numeri su Internet”.

Una frase di grande impatto emotivo che evidenzia prepotentemente il valore insostituibile delle manifestazioni dal vivo in un’epoca contemporanea fin troppo dominata dal distacco digitale. Infatti, per un creator come Sio eventi come il Romics rappresentano una vera e propria opportunità d’oro per confrontarsi con il proprio pubblico, trasformare la propria passione in una professione solida e creare preziose reti umane essenziali per la buona riuscita dei propri futuri lavori. Con oltre 12 anni di partecipazione ininterrotta alla fiera romana, l’autore sottolinea anche la piacevole continuità qualitativa dell’evento, definendolo “sempre mantenuto ad un buon livello nel corso degli anni“, elogiando la struttura ormai solidamente consolidata dell’intera fiera.
Cultura Videoludica e nuove realtà: il caso “Game Museum”
Un’altra testimonianza estremamente interessante ci è arrivata dal GAMM Game Museum di Roma, anch’esso presente fisicamente all’interno della fiera e degnamente rappresentato da Caterina Falasca, responsabile operativa della struttura. La partecipazione attiva all’evento nasce da una duplice e virtuosa esigenza: la sacrosanta promozione del museo capitolino e la doverosa diffusione culturale dell’affascinante storia videoludica.

Come accuratamente spiegato durante l’intervista, lo stand non è concepito solo come un freddo spazio espositivo di reperti, ma vive come un vero e proprio luogo di interazione; ciò è reso possibile grazie alle numerose attrezzature fornite gratuitamente ai visitatori dallo stesso Game Museum, tra cui storiche consolle arcade, spazi dedicati per tornei competitivi e stimolanti laboratori per bambini. Il museo, in questo modo dinamico, si incastra perfettamente nel contesto festoso del festival, contribuendo enormemente a valorizzare il videogioco non solo come banale intrattenimento consumistico, ma come un vero e proprio patrimonio storico, artistico e culturale.
Il ruolo delle istituzioni: il supporto della Regione Lazio
La massiccia presenza della Regione Lazio all’interno della fiera testimonia a chiare lettere l’enorme importanza istituzionale raggiunta dall’evento nel corso degli anni. Come già sottolineato da Berenice Marisei, il festival rappresenta oggi un investimento strategico di primo piano sia dal punto di vista culturale che puramente economico per l’intero territorio:
“È una fiera che ha un valore inestimabile dal punto di vista economico e di concreta valorizzazione della creatività giovanile”.

Il solido sostegno logistico e finanziario della Regione e della Camera di Commercio di Roma contribuiscono in modo determinante a rendere il Romics un appuntamento stabile e internazionalmente riconosciuto, capace di generare reali opportunità lavorative per professionisti, giovani creativi in cerca di visibilità e aziende del settore entertainment.
Una presenza inaspettata: l’Esercito al Romics
Per chi non è solitamente abituato a frequentare grandi eventi fieristici di questo tipo, può risultare alquanto sorprendente trovare la presenza ufficiale dell’Esercito italiano all’interno di una fiera teoricamente dedicata alla cultura pop e all’evasione. Eppure, anche in questa attesissima 36ª edizione, l’Esercito ha avuto un proprio imponente spazio espositivo. Come accuratamente spiegato all’interno dell’intervista con un membro ufficiale del reparto di comunicazione, la partecipazione istituzionale a questo tipo di eventi è in realtà una costante da anni ed ha un obiettivo ben preciso e mirato:
“Siamo presenti fisicamente ovunque ci siano cittadini e giovani, per far conoscere da vicino le nostre capacità operative e le reali opportunità di carriera al nostro interno.”

Lo stand militare ha offerto ai numerosi visitatori l’esclusiva possibilità di avvicinarsi a tecnologie estremamente avanzate, mettendo a disposizione simulatori di volo e di guida, strumenti all’avanguardia utilizzati in ambito civile (come nelle complesse operazioni di emergenza e protezione civile) e moderni droni. Particolarmente attrattivo, soprattutto per il pubblico più giovane, è stato il modernissimo cane robot, capace di catturare immediatamente l’attenzione dei passanti e stimolare una notevole curiosità ingegneristica.
È doveroso specificare inoltre che l’obiettivo delle Forze Armate in fiera non è assolutamente promozionale in senso commerciale, bensì puramente divulgativo: l’intento è quello di far conoscere a fondo il ruolo dell’esercito nella società contemporanea e avvicinare i cittadini a una realtà complessa spesso percepita come estremamente distante e chiusa in se stessa.
Romics 2026: informazioni utili, orari e biglietti
La seconda giornata del Romics 2026 conferma senza ombra di dubbio il successo di un evento magistralmente capace di rinnovarsi anno dopo anno, pur mantenendo saldamente intatta la sua forte identità. Tra gare di cosplay, presenze istituzionali, presentazioni di nuovi fumetti e scoperte di innovazione tecnologica, il festival ribadisce il suo successo come vitale spazio di incontro tra mondi apparentemente diversi, uniti però dalle medesime passioni artistiche; un luogo magico in cui cultura pop, creatività senza limiti e relazioni umane si intrecciano indissolubilmente, dando vita ad un ambiente altamente inclusivo, dinamico ma soprattutto in continua e inarrestabile evoluzione.

Dettagli Logistici e Costi
La 36ª edizione del Romics si svolge dal 9 al 12 aprile 2026 presso la Fiera di Roma. L’evento è generalmente aperto al pubblico dalle ore 10:00 alle 20:00 (con possibili e lievi variazioni a seconda delle singole giornate e degli eventi speciali in programma).
Come acquistare i biglietti:
- È possibile acquistarli sia online, sul sito ufficiale del Romics, sia direttamente in loco presso le ampie biglietterie poste agli ingressi della fiera.
- I prezzi variano in base alla tipologia della giornata (feriale o festiva), con tariffe indicative che si aggirano intorno ai 10-15 euro per il biglietto intero giornaliero.
- Sono previste vantaggiose riduzioni per bambini, studenti universitari e gruppi organizzati, oltre alla possibilità di sottoscrivere comodi abbonamenti validi per più giorni.
Come raggiungere la Fiera di Roma (Via Portuense, 1645/647):
- In treno: tramite la linea FL1 (direzione Fiumicino Aeroporto) scendendo alla fermata dedicata “Fiera di Roma”.
- In auto: percorrendo agevolmente l’autostrada Roma-Fiumicino o sfruttando le uscite del Grande Raccordo Anulare (GRA).
- In bus: attraverso servizi di collegamento potenziati e dedicati attivi esclusivamente durante i giorni dell’evento.
Per ulteriori dettagli aggiornati su panel, programma ospiti, orari specifici e acquisto biglietti è vivamente consigliabile consultare il sito ufficiale del festival romano.

