La prestigiosa Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma ha ospitato la presentazione del progetto celebrativo Grazia Deledda 100, dedicato al centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito alla scrittrice sarda nel 1926. L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione Mont’e Prama e dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, anticipa un evento speciale che renderà omaggio a una delle più importanti scrittrici della letteratura italiana. All’interno del panorama culturale globale, la Deledda occupa un posto d’onore assoluto tra le più celebri e influenti donne vincitrici dei premi Nobel nella storia della letteratura mondiale.
| Progetto | Anniversario principale | Sede e data presentazione | Spettacolo inaugurale | Enti promotori |
|---|---|---|---|---|
| Grazia Deledda 100 | Centenario del Premio Nobel per la Letteratura (1926-2026) | Ministero della Cultura (Roma), 16 luglio 2026 | Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa | Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione Mont’e Prama, Associazione Enti Locali |
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Grazia Deledda 100: un progetto tra letteratura, teatro e territorio
È stata presentata l’iniziativa Grazia Deledda 100 nella mattinata del 16 luglio 2026 presso il Ministero della Cultura di Roma. La Sala Spadolini ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo della cultura. Sono intervenuti in sala il Sottosegretario di Stato alla Cultura Pietro Cannella, la Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, On. Martina Semenzato, il Direttore Generale Spettacolo del Ministero della Cultura Antonio Parente, il Consigliere del Ministro per la Danza e i Corpi di Ballo Mvula Sungani, la Capo di Gabinetto dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna Carla Medau e il Presidente dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo Pietro Morittu. A moderare l’incontro è stato lo scrittore, giornalista e docente dell’Accademia di Brera Giovanni Follesa.
L’iniziativa Grazia Deledda 100 nasce con l’obiettivo di celebrare il centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito alla scrittrice nel 1926. Come ricordato in apertura dal professor Giovanni Follesa, le celebrazioni si intrecciano con altri importanti anniversari: il novantesimo della scomparsa di Grazia Deledda e i centodieci anni dall’uscita di Cenere (1916), il film tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice e interpretato da Eleonora Duse, nella sua unica esperienza cinematografica. Ad aprire il programma sarà lo spettacolo Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa, in scena a San Giovanni di Sinis (Cabras), un’opera che metterà in dialogo musica, danza, teatro e letteratura, raccontando il legame tra Eleonora Duse e Grazia Deledda. Due figure straordinarie che, ancora oggi, per il loro pensiero e il loro percorso umano, possono essere considerate antesignane dell’emancipazione femminile, figurando a pieno titolo tra le più iconiche donne della storia italiana da conoscere.
Una voce che continua a parlare al presente
Uno dei temi emersi con maggiore forza durante l’incontro del 16 luglio è stata l’attualità del pensiero e dell’opera di Grazia Deledda, ricordata come una figura capace ancora oggi di dialogare con il presente. Il Sottosegretario di Stato alla Cultura Pietro Cannella, nel corso del suo intervento, ha sottolineato come la scrittrice sia riuscita, nel tempo, a superare non solo i confini geografici della “sua” Sardegna, ma anche quelli culturali e sociali imposti alle donne della sua epoca. Deledda, autodidatta, riuscì infatti ad affermare il proprio talento, dimostrando come esso possa nascere ovunque e in chiunque, indipendentemente dal luogo di provenienza. Cannella ha inoltre ricordato al pubblico come le opere della scrittrice abbiano affrontato certi temi molto in profondità, come ad esempio la colpa, la redenzione, la paura, i conflitti interiori, il rapporto tra tradizione e cambiamento e la ricerca dell’identità. La terra raccontata da Deledda, la Sardegna, non rappresenta semplicemente uno sfondo folkloristico, ma un luogo in cui paesaggio, natura ed esperienza umana dialogano costantemente, trasformando una realtà locale in una riflessione capace di parlare al mondo intero. Nel corso della conferenza inoltre, è stato ricordato il significato delle opere della Deledda soprattutto nello scenario contemporaneo di oggi, confermando ancora una volta come la grande letteratura sia capace di attraversare il tempo senza perdere la propria forza espressiva, proprio come accade in romanzi indimenticabili quali Canne al vento.
Grazia Deledda: un modello di emancipazione femminile
Anche l’On. Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, ha ricordato come il centenario del Nobel di Grazia Deledda assuma un significato ancora più profondo in un periodo segnato da importanti ricorrenze civili, tra cui gli ottant’anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia, sancito dal Decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945. Nel suo intervento, Semenzato ha ricordato come le opere di Grazia Deledda abbiano affrontato con sorprendente modernità temi quali la maternità, il matrimonio, il divorzio e il ruolo della donna nella società (tematiche esplorate magistralmente anche nel celebre romanzo La madre), promuovendo un’idea di indipendenza economica e intellettuale. La figura della scrittrice continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni, dimostrando come la cultura possa diventare uno strumento di emancipazione e cambiamento. Concludendo il suo intervento, la Presidente ha invitato il pubblico a riscoprire le opere della scrittrice, ricordando come, una volta pubblicato, «un libro non appartenga più al suo autore, ma diventi patrimonio di tutti». Un messaggio che sintetizza efficacemente il valore dell’eredità lasciata da Grazia Deledda, ancora oggi capace di parlare ai lettori ben oltre il proprio tempo.
Fonte immagini: archivio personale

