Home | Roma e dintorni | World Press Photo Exhibition 2026: il fotogiornalismo racconta il mondo

World Press Photo Exhibition 2026: il fotogiornalismo racconta il mondo

World Press Photo Exhibition 2026 a Palazzo Esposizioni Roma

Dal 7 maggio al 29 giugno 2026, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita la World Press Photo Exhibition 2026, la celebre mostra internazionale dedicata agli scatti premiati nell’ultima edizione del più prestigioso concorso di fotogiornalismo al mondo. Giunta alla sua 69ª edizione, l’esposizione invita i visitatori a osservare il mondo attraverso gli occhi di chi ha documentato gli eventi che hanno segnato l’attualità dell’ultimo anno. Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, la mostra è ideata dalla World Press Photo Foundation e organizzata in collaborazione con 10b Photography.

Informazioni evento Dettagli mostra
Luogo Palazzo delle Esposizioni, Roma
Date ufficiali Dal 7 maggio al 29 giugno 2026
Edizione 69ª edizione
Photo of the Year 2026 Separated by ICE di Carol Guzy
Finalisti citati Saber Nuraldin, Victor J. Blue

World Press Photo 2026: uno sguardo sul mondo contemporaneo

Anche quest’anno, in occasione della 69ª edizione della World Press Photo Exhibition 2026, il Palazzo delle Esposizioni propone ai visitatori un percorso tra numerosi scatti che raccontano alcune delle principali trasformazioni politiche, sociali e umanitarie del nostro tempo. L’esposizione restituisce non soltanto immagini, ma anche volti, emozioni e conseguenze umane che, troppo spesso, rimangono ai margini della cronaca. Il percorso espositivo a Roma, conduce il visitatore attraverso scenari profondamente diversi. Ogni fotografia è accompagnata da un testo, disponibile sia in italiano che in inglese, che ne contestualizza il contenuto, offrendo ai visitatori gli strumenti necessari per comprenderne il significato storico e sociale. Le immagini non hanno l’intento di sconvolgere o scioccare chi le osserva, quanto piuttosto di raccontare e invitare alla riflessione. Pur nella diversità dei contesti rappresentati, emergono temi quanto mai attuali, come guerre, disuguaglianze, diritti umani, cambiamenti climatici, le migrazioni e la costante ricerca della dignità anche nella fragilità. In questa cornice, la fotografia supera la dimensione della semplice documentazione e diventa uno strumento capace di testimoniare e dare voce a storie che meritano di essere ricordate.

Le fotografie che raccontano il nostro tempo

La Photo of the Year 2026 è stata assegnata quest’anno a Separated by ICE di Carol Guzy (ZUMA Press, iWitness per il Miami Herald). L’immagine, scattata il 26 agosto 2025 all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, racconta il dramma della separazione di una famiglia di migranti dopo che il padre, unico sostegno economico del nucleo familiare, viene fermato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) al termine di un’udienza presso il tribunale dell’immigrazione. Lo scatto ritrae con straordinaria intensità le figlie dell’uomo mentre si aggrappano al padre nel momento del suo arresto. A colpire non è la spettacolarità della scena, bensì la sua drammatica quotidianità: un padre, una madre, dei figli e un corridoio di tribunale che diventa il luogo concreto di una separazione. È proprio questa capacità di trasformare una vicenda individuale in una riflessione universale ad aver portato la giuria, il 23 aprile scorso, a decretare Separated by ICE come Photo of the Year 2026. Accanto allo scatto vincitore, la giuria della World Press Photo Exhibition 2026 ha selezionato anche due finalisti, entrambi capaci di raccontare alcune delle più urgenti crisi umanitarie del nostro tempo. Aid Emergency in Gaza, realizzata da Saber Nuraldin, documenta la drammatica emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza, mostrando le difficoltà della popolazione civile nel tentativo di accedere agli aiuti alimentari in un territorio profondamente segnato dal conflitto. Il secondo finalista è invece The Trials of the Achi Women, del fotografo statunitense Victor J. Blue. Lo scatto, caratterizzato da un intenso contrasto tra bianco e nero, racconta la lunga battaglia per la giustizia di trentasei donne indigene Maya Achi del Guatemala, sopravvissute ad abusi e violenze sessuali durante la guerra civile. Dopo anni di silenzio, le donne sono riuscite ad avviare un percorso giudiziario volto a ottenere il riconoscimento delle responsabilità dei propri aggressori. Pur raccontando contesti profondamente diversi tra loro, tutti gli scatti esposti al Palazzo delle Esposizioni condividono un elemento comune: riportare al centro dell’attenzione persone, luoghi e vicende che troppo spesso rimangono invisibili o il cui eco fatica a raggiungere l’opinione pubblica internazionale. È proprio in questa capacità di dare un volto umano alla cronaca che si coglie uno degli aspetti più significativi del fotogiornalismo contemporaneo.

Il fotogiornalismo come testimonianza del presente

In un’epoca in cui siamo costantemente esposti a un flusso continuo di contenuti e immagini, il fotogiornalismo continua a svolgere una funzione fondamentale: documentare la realtà e conservarne la memoria. Le fotografie presenti alla World Press Photo Exhibition 2026 restituiscono infatti ai visitatori il volto umano delle grandi trasformazioni politiche, sociali e ambientali che attraversano la contemporaneità. Dietro ogni scatto ci sono fotografi, ma prima ancora ci sono persone. Persone che operano spesso in contesti estremamente complessi, segnati da guerre, crisi umanitarie e violazioni dei diritti umani. La macchina fotografica diventa così uno strumento capace di attraversare gli eventi, raccontandoli e restituendo la realtà che si cela dietro storie che spesso scorrono rapidamente sui social network, nei telegiornali o sulle pagine dei quotidiani, ma di cui si conosce solo una piccola parte. La World Press Photo Exhibition 2026 a Roma invita quindi il visitatore a interrogarsi sul mondo contemporaneo, andando oltre il semplice racconto visivo e trasformando l’osservazione delle immagini in un vero e proprio esercizio di responsabilità civile nei confronti della realtà. È proprio questo infatti uno degli obiettivi della mostra: ricordare come una fotografia possa contribuire non solo a informare, ma anche a costruire una memoria collettiva.

 

Panda gigante nella foresta, fotografia esposta alla World Press Photo Exhibition 2026 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Una delle fotografie esposte alla World Press Photo Exhibition 2026 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

 

Per i dettagli sulla mostra e sui biglietti, si consiglia di visitare il sito ufficiale del Palazzo delle Esposizioni.

Fonti immagini: archivio personale.

Altri articoli da non perdere
Munch: il grido interiore in mostra a Roma
Munch: il grido interiore in mostra a Roma

Dopo vent’anni torna a Roma l’artista norvegese Edvard Munch, con l’esposizione Munch: il grido interiore. Fino al 2 giugno in Scopri di più

Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza: la mostra all’Ara Pacis di Roma

Dal 10 giugno al 6 ottobre 2026, nella splendida cornice del Museo dell'Ara Pacis di Roma, sarà ospitata una mostra Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Alessia Stoisman

Vedi tutti gli articoli di Alessia Stoisman

Commenta