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Sale di Nùvo: intervista al cantante per il nuovo singolo

Foto promozionale del singolo Sale di Nùvo

Dal 12 giugno 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e rotazione radiofonica “Sale”, il secondo singolo dopo “Tra le mie felpe” estratto dal progetto prossimo all’uscita del cantante bolognese NÙVO.
Insieme al brano è stato pubblicato un video ufficiale, girato a Cervia in provincia di Ravenna e diretto da Giovanni Baracchi.
Tra la canzone e il video c’è un parallelismo che salta subito all’occhio. Infatti né il brano né il videoclip si perdono in giri di parole superflui, concentrandosi solo ed esclusivamente sul messaggio che l’artista vuol portare al pubblico.
Sale di Nùvo parla di un amore bello ed intimo vissuto con spensieratezza e senza etichette – un amore che non ha paura di mostrarsi per quello che realmente è.
Le parole di Nùvo riguardo a “Sale” brano sono state: “Il brano si inserisce nel progetto musicale come uno step evolutivo, sia in termini di scrittura sia di composizione. La tracklist si muoverà tra tracce dance/club e ballate romantiche: un lavoro sviluppato in stretta sinergia con il mio arrangiatore, aperto a contaminazioni diverse, tra cui l’elettronica.”

Dettaglio progetto Informazioni e dati del singolo
Artista NÙVO (cantautore bolognese)
Nuovo singolo “Sale” (successivo a “Tra le mie felpe”)
Data di pubblicazione 12 giugno 2026
Regia del videoclip Giovanni Baracchi
Location delle riprese Cervia (provincia di Ravenna)

Ecco l’intervista a Nùvo in cui parla di “Sale”

Un amore vissuto con leggerezza e libertà

Molti brani contemporanei raccontano relazioni fragili o conflittuali. Tu hai scelto di parlare di un amore vissuto con leggerezza e libertà: la reputi una scelta controcorrente?

Sì, in parte lo è. Oggi sembra che le emozioni debbano sempre passare attraverso il conflitto o la sofferenza per risultare autentiche. Io invece credo che anche la serenità abbia una grande forza narrativa. Raccontare un amore libero, leggero e vissuto senza possesso è quasi un gesto controcorrente. Mi piace ricordare che esistono anche relazioni capaci di far stare bene, di lasciare un sorriso e un ricordo luminoso.

L’unione tra musica dance e sonorità pop

Arrivi da un background legato alla musica dance, ma oggi esplori anche sonorità pop più intime e romantiche. Come convivono queste due anime nella tua musica?

Per me non sono due mondi separati. La dance mi ha insegnato l’energia, il ritmo e il desiderio di far emozionare attraverso il movimento. Il pop mi permette invece di raccontare storie e sentimenti con maggiore profondità. Cerco sempre un equilibrio: una canzone può farti ballare ma anche fermarti ad ascoltare il testo. È proprio in questo incontro tra leggerezza e intensità che sento di esprimere al meglio la mia identità artistica.

La metafora del sale sulla pelle e il rapporto con la nostalgia

La metafora del tempo che passa col sale che invece resta sulla pelle è un sinonimo dell’amore che resta. Qual è il segreto per preservarlo?

Credo che non esista una formula universale. L’amore si preserva se continua a respirare, se lascia spazio alla libertà, all’ascolto e alla capacità di sorprendersi ogni giorno. Il sale sulla pelle rappresenta proprio questo: qualcosa che il tempo non cancella completamente. Alcune emozioni, quando sono vere, rimangono dentro di noi anche quando le stagioni cambiano.

Il videoclip è ambientato sul mare con atmosfere anni Settanta e trasmette un forte senso di nostalgia. Che rapporto hai con la nostalgia: è qualcosa che ti ispira e che ti piace provare o che cerchi di superare attraverso la musica?

La nostalgia, per me, non è guardare indietro con rimpianto, ma Microsoft riconoscere il valore di ciò che abbiamo vissuto. È un’emozione che mi ispira molto perché rende i ricordi ancora più vivi. Attraverso la musica cerco però di trasformarla in qualcosa di positivo: non un rifugio nel passato, ma una spinta a portare con me le emozioni più belle mentre continuo a guardare avanti.

Mantenere l’identità artistica nella scena contemporanea

Guardando alla scena musicale italiana di oggi, quali sono le sfide più grandi per un giovane autore che vuole mantenere una propria identità artistica senza inseguire le mode?

La sfida più difficile è avere pazienza. Oggi tutto corre velocemente e spesso si è portati a inseguire quello che funziona nell’immediato. Io penso invece che un artista debba costruire un percorso riconoscibile, anche se richiede più tempo. Le mode passano, mentre un’identità autentica resta. Essere coerenti con quello che si è, senza smettere di evolversi, credo sia il modo migliore per creare un rapporto vero e duraturo con il pubblico.

 

Fonte Foto in evidenza: profilo Instagram di Nùvo

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