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Tessere la notte: Maria Lai in mostra allo Studio Trisorio

Venerdì 26 giugno 2026 è stata inaugurata presso lo Studio Trisorio la mostra Tessere la notte, dedicata a Maria Lai.

Dopo la grande partecipazione di pubblico per l’apertura della mostra Essere è tessere al Museo Madre, l’artista sarda Maria Lai torna protagonista negli spazi dello Studio Trisorio, alla Riviera di Chiaia.

Accompagnata dal catalogo omonimo, edito da Studio Trisorio e arricchito da un testo critico di Gregorio Botta, la mostra Tessere la notte presenta opere realizzate tra il 1978 e il 2011 – telai, libri cuciti, ceramiche e lenzuoli ricamati – che documentano la continuità e l’originalità della ricerca dell’artista, caratterizzata da una costante sperimentazione sui materiali, sulle tecniche e sul linguaggio.

Caratteristica dell’evento Dettagli dell’esposizione
Artista Maria Lai
Titolo mostra Tessere la notte
Sede Studio Trisorio (Riviera di Chiaia, Napoli)
Opere esposte Telai, libri cuciti, ceramiche e lenzuoli ricamati (1978-2011)
Periodo esposizione Dal 26 giugno 2026 al 24 ottobre 2026

L’incontro con Maria Sofia Pisu

Veduta della mostra Tessere la notte, 2026
Veduta della mostra “Tessere la notte”, 2026, Courtesy of Studio Trisorio.

L’inaugurazione della mostra Tessere la notte è stata preceduta da un interessante incontro pubblico con Maria Sofia Pisu, presidente dell’Archivio Maria Lai e nipote dell’artista, svoltosi nelle vicinanze, nella sede di via Carlo Poerio.

Sollecitata dalle domande della gallerista Laura Trisorio e dell’artista Gregorio Botta, Pisu ha ripercorso le tappe salienti della ricerca di Maria Lai, soffermandosi su alcune delle sue serie più significative, tra cui i Telai e le Fiabe cucite.

Fin dagli anni Sessanta, Maria Lai intreccia la memoria della civiltà sarda con la ricerca contemporanea, trasformando simboli, materiali e saperi antichi in un linguaggio di valore universale.

A proposito dei Telai, Pisu ha evocato il significato che questo strumento aveva nella tradizione sarda. Donato alle spose come parte della dote, era al contempo simbolo di autonomia e di continuità familiare. Si tesseva all’imbrunire, quando le fatiche della giornata erano terminate e le donne potevano finalmente ritrovarsi.

«Per le strade si sentiva il ritmo del telaio», ha ricordato Pisu, evocando quel suono che, al calare della sera, scandiva non solo il lavoro, ma anche un momento di libertà e condivisione per le donne dei paesi sardi. I Telai di Lai diventano così “oggetti-paesaggio” e simbolo di riscatto.

«Maria, in tutte le sue opere, segue un ritmo», ha sottolineato Pisu: il ritmo del tessere, del narrare e del creare relazioni. Parlando dei Telai, ne ha inoltre evidenziato il profondo valore metaforico: l’intreccio dell’ordito e della trama, «così ordinato da risultare quasi ipnotico», diventa l’immagine dell’esistenza umana, fatta di legami, incontri e connessioni.

Tessere la notte: quando il filo diventa linguaggio poetico.

Veduta mostra Tessere la notte, 2026
Veduta mostra “Tessere la notte”, 2026, Courtesy of Studio Trisorio

Ricordando l’azione Legarsi alla montagna (1981), ispirata a un’antica leggenda di Ulassai, paese natale di Maria Lai, Pisu ha introdotto il tema delle fiabe, spiegando come negli anni Ottanta l’artista scopra nella narrazione di miti, leggende e fiabe uno strumento per attirare l’attenzione e stimolare una riflessione sull’arte.

Nascono così le Fiabe cucite: collage su tela in cui le storie sono raccontate esclusivamente attraverso immagini, senza l’uso delle parole. «Le parole di Maria sono silenti ma non mute», si lee nel testo critico di Botta all’interno del catalogo.

Tenendo per mano l’ombra (1987) – in mostra nella vetrina di via Carlo Poerio 116 – è la seconda fiaba cucita composta da Maria Lai, in cui l’artista riflette sul tema della crescita e della responsabilità.

I protagonisti della storia sono due fanciulli rappresentati da rettangoli rosa, simbolo dell’intelligenza umana. All’inizio vivono un’infanzia felice e spensierata, fluttuando liberi nell’aria. Con la crescita, però, compaiono ai loro piedi delle “ombre”, dei grovigli di fili neri che diventano sempre più grandi e pesanti da trascinare.

Secondo Pisu, l’ombra si può interpretare come una metafora del percorso di maturazione, poiché rappresenta il peso dell’esistenza, delle scelte e delle responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumersi.

Chi tenta di liberarsene perde progressivamente la propria identità, mentre chi accetta di portarla con sé scopre che essa può trasformarsi in una ricchezza, simboleggiata dal prato fiorito che conclude la narrazione.

La fiaba si configura così secondo Pisu come una metafora della maturazione personale, ma anche della conditione dell’artista, il quale accetta la fatica e la solitudine del proprio percorso per aprire agli altri nuovi “orizzonti di salvezza”.

La mostra Tessere la notte sarà visitabile fino al 24 ottobre 2026.

Chi è Maria Lai

Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013) è stata una delle più importanti figure del panorama artistico italiano del secondo dopoguerra. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Roma e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allieva di Arturo Martini, rientrò in Sardegna nel 1945. Qui riprese l’amicizia con lo scrittore Salvatore Cambosu e insegnò disegno. Nel 1957 tenne la sua prima mostra personale alla Galleria L’Obelisco di Roma e frequentò poeti e scrittori, tra cui Giuseppe Dessì. Nel 1971 espose i primi Telai, ispirati all’Arte Povera, presso la Galleria Schneider di Roma. Nel 1981 realizzò Legarsi alla Montagna, considerata la prima opera di arte relazionale in Italia, coinvolgendo gli abitanti di Ulassai. Dagli anni Novanta trasformò il suo paese natale in un museo a cielo aperto attraverso numerosi interventi di arte pubblica.

 

Fonte immagini: in evidenza (ufficio stampa)

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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